La ribellione sotto la finestra

Che questo fosse un sabato diverso dagli altri, lo avevi capito già stamattina, quando la sbirraglia neonazi della polizia municipale ti ha fatto schiodare l'auto da sotto casa. "Perché?", hai chiesto con tono gentile. "Perché c'è la manifestazione", ti è stato risposto con tono scoglionato. "Quale manifestazione?", li hai incalzati, ma pur sempre con tono cordiale. "Enoichecazzonesappiamotoglistamacchinava', muoviti", ti è stato risposto con tono sempre molto scoglionato.
Cinque ore dopo, la manifestazione no-global sfila sotto la tua finestra. Agnoletto e Caruso aprono il corteo. Un tipo allucinato che gira sempre dove lavori tu, e che sembra conoscere più gente del Vitellozzo della barzelletta, li abbraccia e li bacia. Dietro di loro, una fauna eterogenea composta da ultrà del Cosenza, anarchici, vecchi partigiani ancora troppo vispi per smetterla di rompere i coglioni con i loro ricordi di guerra, sfattone ubriache da centro sociale, metalmeccanici, cani, pastori, un paio di extraterrestri. "Bella ciao" che si sovrappone a musica reggae che si sovrappone ai cori dei 20 ultrà del Cosenza che si sovrappongono al "tema di Pinocchio versione techno" sparata da un furgone con tanto di dj set sul pianale aperto (il disco più recente infilato sul piatto dal dj risale chiaramente al 1994). E mentre tutto questo accade, mentre il rosso dei fumogeni ti copre la finestra e i cori ti riempiono la stanza, mentre ragazzi più o meno della tua età gridano forte la loro identità no-global, tu guidi un killer medioevale su una console prodotta da Microsoft con l'ausilio di un televisore Sony, e ti bevi una Coca-Cola e mangi del cioccolato Nestlé e pensi che vabbene tutto, ma gridate un po' meno forte che stai giocando. Grazie.

In foto: black block non se ne sono visti. E' che ad arrivare qui in treno dalla Germania ci vuole davvero TROPPO tempo.

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