Compro una vocale (il finale di Halo 3)

Quando hai finito la campagna del primo Halo, hai pensato: "Beh!", che il gioco meritava.
Quando hai finito la campagna di Halo 2, hai pensato: "Boh!?", che la storia continuava.
Quando hai finito la campagna di Halo 3, hai pensato: "Bah!", che il gioco è proprio una mezza porcheria.
Se la fase clou [OCCHIO ALLO SPOILER] è fuggire da una gigaesplosione in groppa al warthog, se l'apice del dramma, l'acme narrativo, lo raggiungi quando gli Scarab da stendere sono due, allora... be', allora ditelo, che uno non ci spreca tutto questo tempo.
Un qualche messaggio a schermo ti avvisa che Bungie continuerà "a prendere a calci in culo gli altri grazie anche al tuo aiuto e, nel frattempo, ti saluta". I nodi della trama sono venuti al pettine narrativo, e tutta la questione di 'sti cazzi di anelloni volanti si è risolta. Non hai ben capito come, ma si è risolta.
Allora, visto che un po' ti senti in colpa per non aver apprezzato il "capolavoro", il "bestseller" di cui parlano tutti, scrivono tutti, e che ha portato nelle casse Microsoft 300 milioni di dollari in, tipo, quattro secondi, concedi una seconda chance all'online. Ma il matchmaking impiega sempre dai due ai tre anni per trovarti una cazzo di partita, e tutto questo tempo speso a guardare uno schermo IN ATTESA di giocare ti ricorda quando avevi un c64 e ogni gioco impiegava delle ere geologiche a caricare. Solo che in quel caso: a) facevi le elementari, e di tempo da perdere ne avevi a iosa, b) un bel giorno hai dato via il registratore a cassette e ti sei accattato un bel drive, risolvendo il problema. Oggi, invece, sei alle prese con la next generation, e un modo per smettere di rosicare per il tempo buttato mentre aspetti di farti una benedetta partita ancora non l'hai scoperto.

In foto, l'emozione che ti susciterà finire in un prossimo futuro Halo 4.

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