Oops! I did it again

Sempre la solita storia. Ogni volta che trascino le mie sedentarie membra in un negozio tipo il Mediaworld parto almeno due ore prima in training autogeno. Perché nei negozi tipo il Mediaworld so che il mio conto in banca rischia di subire attacchi di un certo livello. Ieri, prima di andare a comprare dei banalissimi CD, mi ero ripetuto che non avevo bisogno di prenderne una subito. Ché dei titoli di lancio mi interessa poca roba. Ché ho già altre tonnellate di codice binario da smaltire. Ché, magari, 600 carte non sono neanche poche. Poi... poi un cartello mesmerizzante, un attimo di distrazione dello spirto contabile ch'entro mi rugge, e la fame da early adopter integralista ha fatto il resto. Due ore dopo, contemplavo corrucciato sul divano di casa un foglietto colorato. La prenotazione della 34a delle PS3 che il 23 marzo faranno il loro pachidermico ingresso in quel negozio. E, più per mettere a tacere il senso di colpa che per dare un senso all'acquisto d'impulso appena effettuato, mi sono chiesto quale titolo mi farebbe piacere più di ogni altra cosa veder girare sulla terza iterazione del videogame made in Sony. Risposta? Einhander, cazzarola. Perché, pregiata Square-Enix, non accontenti dunque un povero giocatore e tiri fuori un seguito del miglior sparatutto 3D di tutti i tempi? Niente seguito a prezzo pieno? Va bene anche una versione scaricabile dal PlayStation Store. 10, 15, anche 20 euro, via. Non ti garba neanche quella? Un remake per PS2. Un porting per PSP. Insomma, qualsiasi cosa. Andiamo, pregiata Square-Enix: mica puoi campare in eterno di fantasie finali e paperini, no? Capisco che quelli ti garantiscono una certa presa sul pubblico più spippolatore, ma cosa c'è di più spippolatore di un gioco che si intitola "con una mano"?

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