martedì 26 gennaio 2016

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Rim City, il making of e considerazioni ex post

Il grande Daniele Orlandini, signori.
Sei tornato a Rim City. Qualche giorno fa, durante il lungo volo di rientro, tra un film brutto e l’altro (ne parliamo domattina), ti sei messo a scrivere una storia extra di tre pagine che vedrete prossimamente. Nello sfogliare i numeri digitali della prima miniserie hai pensato che sì, forse era arrivato il momento di svelare un po’ di retroscena e piccole citazioni. E, più che altro, di raccontare cosa ti è passato per la testa in quasi un anno di lavoro. Sensazioni, desideri, difficoltà. SPOILERONI, quindi se non avete letto già il fumetto (e vi frega qualcosa di farlo, in un prossimo futuro), fermatevi qui. Tutti gli altri, con me [...]

Rim City, per te, non è un semplice fumetto come può esserlo per chiunque lo prenda in mano e abbia la bontà di volerlo leggere. Ovvio. È un anno di vita e un sacco di lavoro, che hai avuto la fortuna di portare avanti - non ti stancherai mai di ripeterlo - con un team fantastico. L’alchimia che si è creata in particolare con Daniele e Giovanni (il vostro saggio editor) è stata una delle cose più belle di tutto il viaggio. Ed è stato triste, a fine corsa, pensare che quello scambio infinito di mail si sarebbe fermato per un po’. Al di là della piccola storia extra cui facevi accenno all’inizio, ci sarà un Rim City 2, in futuro, ma è ancora troppo presto per parlarne. Torniamo alla prima miniserie, a quello che volevi dire, a quello che provarci ti ha insegnato. Perché avere un’idea, visualizzarne il corso e i suoi protagonisti, non basta. Di un fumetto tutti leggeranno solo quello che riuscirai a esprimere attraverso di esso, non quello a cui miravi mentre lo stavi facendo. La storia, non l’idea della storia. 

Ti sei reso conto molto presto che quelle 80 pagine erano troppo poche, e siccome non era possibile aumentare la foliazione senza aumentare i costi, ti si ponevano davanti due possibili scelte: accantonare parte dei contenuti o rischiare il tutto per tutto. Hai scelto la seconda. Sì, alcune scene sarebbero poi filate via veloci, soprattutto se lette in digitale, ma non avevi intenzione di lasciar fuori nulla. Era un mondo complesso, quello che avevate immaginato con Daniele, e desideravate che fosse quello il primo protagonista del vostro fumetto. Uno scenario sottomarino disperato, nato guardando una bottiglia rovesciata su un tavolo, che fortunatamente ha colpito l’immaginazione di tanti. La cosa, ovviamente, ti ha fatto un piacere enorme.
Così come ti ha regalato grandi sorrisi vedere in quanti abboccavano alla bufala dei piovroni e degli altri mostri degli abissi. I commenti di chi si lamentava di un nuovo Pacific Rim (“Oh, si chiama Rim Qualcosa e ce stanno li mostri”), del solito scenario uomo contro bestia da fine-ti-monto. La verità è che quei mostri lì son nati praticamente per caso, chiacchierando al telefono con Daniele, ed erano destinati da subito a finire sul fondale, in tutti i sensi. Solo in un secondo momento hai pensato di sfruttarli come strumento di distrazione di massa, sia nel mondo di Rim City che in quello là fuori. Storia di soldati contro mostri? Ah, sì, certo...

Lo stesso dicasi per chi ha visto una delle prime immagini promo realizzate da Daniele, con Kendra chiusa in una bolla in fondo al mare, e ha parlato di un clone di Cortana. O di chi si accontentava del colore dei capelli e di un taglio corto del personaggio per dire che era uguale a X o Y. Questo fatto che la gente giudica una cosa prima di averla vista, spesso senza aver alcuna volontà di vederla e senza saperne nulla di nulla, del resto, è perfettamente normale. Si chiama Internet, dice. Il che ti porta a un’altra considerazione molto meno ilare. Perché a uno può leggittimamente fregare anche nulla di un fumetto - in generale - o nello specifico di un fumetto scritto da te. Ci mancherebbe. Vedere però tizi autoproclamatisi lettori fedeli di questo blog lì a sperare che il progetto fallisse, per ragioni non ben identificate se non gufismo da guappi al bar sui forum, non ti ha fatto molto piacere. Son cose che non ti hanno tolto mica il sonno, intendiamoci, ma portato a farti un paio di domande sì. Ma comunque. Da dove partiamo, dai personaggi? Sì, dai, il resto viene da sé.

Kendra, allora. Chi conosce i tuoi gusti in fatto di fantascienza sa quanto ti piacciano le eroine forti. Ma non nel senso di droghe iniettabili particolarmente pesanti. Kendra, però, non doveva essere una donna tutta d’un pezzo, un soldato nato con l’aggressività e la forza di un leader militare. O, almeno, non solo quello. Doveva essere una madre, un individuo in crisi, schiacciato tra senso di responsabilità e affetti, tra ordini e incapacità di non vedere quello che la circonda per quello che è davvero. Il nome, Kendra, nasce non solo dal fatto che ti piacciono quelli che incominciano per K, ma da una storia molto triste. Quella di una vera e malinconica Kendra incontrata molti anni fa, sulla via per Las Vegas. Ma, come si suol dire, quella è un’altra storia.
Nathe. Non tutti lo sanno, ma Rim City non è il tuo primo fumetto. Al di là di Icon 1 e la Squadra Alpha (la lavorazione del numero 5 arranca lentamente, ma prima o poi arriva), c’è infatti il precedente di "Ethan?", un fumetto di fantascienza scritto dieci anni fa e pubblicato nel 2010 da GG Studio, in Italia e poco dopo anche negli USA. Nathe è appunto l’anagramma di Ethan, il nome del protagonista di quella storia ambientata in una Tokyo del futuro. Nel quadro di Rim City, Nathe è il membro più giovane della squadra di Kendra, l’ultimo arrivato che, in quanto tale, funge da entry point per il lettore. Ma è anche il personaggio più carico di entusiasmo e ironia, e proprio per questo si scaglierà su Ray, in lacrime e incredulo per quanto il suo compagno ha appena  fatto, nel rocambolesco finale. È Nathe a pronunciare quasi tutte le battute, ad esaltarsi per i successi, a deprimersi per i buchi nell’acqua. In un certo senso, Nathe sei te. Il suo entusiasmo è la passione che hai messo in questa storia; la sua tristezza sono le volte in cui hai cozzato contro un muro, perché qualcosa non andava come volevi e bisognava rimetterci mano, migliorarla. O perdere la notte nel tentativo di farlo.
L’apertura di questo dialogo, nel numero 1, cela una delle poche, vere citazioni presenti nel fumetto. Rim City non era il divertissement di Icon 1, non volevi imbottirlo di strizzate d’occhio, perché la fantascienza è già un genere che rischia di sembrare superderivativo di suo. L’hai detto prima: “Dov’è ambientata la tua storia?”, “In fondo all’oceano”, “Ah, è The ABYSS!”, “No, bellissimo il film di Cameron, ma non c’entra nulla”, “Dai, è The ABYSS!”. Vaglielo a spiegare. Ti sei limitato perciò a dei rimandi molto leggeri: qui si cita chiaramente "Nostri Amici da Frolix 8", uno dei romanzi del tuo scrittore (fantascienzo e non) preferito, l’immenso Philip K. Dick. E non è l’unico omaggio al vecchio PKD:
Zajcev, lo scienziato megalomane di Utopia, porta il nome di un famoso chimico russo ma ha, appunto, il volto di Dick.
La moglie di Kendra, Maya, e i loro figli. Perché Kendra ha una moglie? Perché quella di Rim City è una società in cui concetti arcaici come l’omofobia e i palazzi della regione con i messaggi luminosi per tenersi buoni i voti dei "moderati" sono fortunatamente lontani. Non è affatto un mondo perfetto, come vedremo tra un attimo, ma almeno a nessuno frega niente dei gusti sessuali del vicino, esattamente come a nessuno frega niente di quelli in fatti di cibo, cultura e moda. 
Il discorso del Console incorpora i versi più famosi di una poesia di William Blake, "Auguries of Innocence", ed è la citazione che è stata colta per prima, da Aladino e altri antristi. Bravi, guagliò, son soddisfazioni.
Questo, invece, è un doveroso omaggio a 2001: Odissea nello spazio. Qualcuno là fuori vi dirà magari che è un film lento e noioso: toglietegli il saluto e fuggite. Più avanti, quando Kendra parlerà di scimmie che brandiscono ossi atomici, il riferimento è sempre quello. C’è chi ti ha scritto che il concetto di viaggi in un tunnel spaziotemporale sia troppo vicino a Interstellar di Nolan. Hai risposto che Interstellar ti è piaciuto tanto, sì, ma il soggetto per questa storia era pronto alla fine dell'estate 2014, parecchi mesi prima di vedere Interstellar. E, certo, che si tratta comunque di un topos sci-fi superclassicissimo.
Una delle crepe più grandi nella struttura fintoperfetta della città è la natura stessa del Console, sottrattosi alla “scadenza prefissata" frutto dell’eugenetica e sopravvissuto come una larva appesa a dei cavi, sin dagli albori di Rim City. Il concetto di un leader che nasconde la propria identità dietro a un simulacro, molto caro a Dick, era al centro di un racconto con il quale vincesti molti anni fa il premio SpaceWave. Si tratta di “Libero (Pensiero)”, e chi vuole lo trova nell’ebook "È che poi". C’è chi ha scritto che il mondo di Rim City è una struttura sociale comunista all’ennesima potenza, ma per te è semplicemente una bieca oligarchia. Come tante, purtroppo.
E arriviamo a Blackie-4. Professione indicata sul documento d'identità: bassista carismatica definitiva, scalciaculi seriale. Non ha neanche un nome vero e proprio, visto che i Blackie nella società di RC sono tutti quelli che per un errore della culla genetica nascono mori anziché superbiondini. Il suo non è un nome, ma un codice, un marchio da pariah. La deriva assoluta del razzismo, che, in assenza di ceppi razziali, non guarda più al colore della pelle ma a quello dei capelli. Ma lei, Blackie-4, cioè la quarta Blackie della sua generazione, se ne frega. Non era materiale genetico per entrare nei Tridenti, ma appellandosi a un antico rituale, quello delle Prove, è riuscita ad accedere al Corpo. 
E quando si è trattato di scegliere i tatuaggi per il volto, simbolo di appartenenza a questa forza paramilitare, ha voluto proprio il quattro. Quel numero, ovviamente, è un omaggio al Capitano. Proprio perché era il personaggio preferito del RC-team, e il tuo, in particolare, B-4 doveva essere inoltre la prima a morire. Tornerete a parlare di lei, in Rim City 2? Sì e no.
Le Guerre di Marte. Il design dei soldati della Democrazia Eurasiatica, con quella sorta di rete metallica in testa
(come si vede in questa cover del grande MATT, ispirata ai cartelli di propaganda sovietica durante la corsa allo Spazio con gli USA), ti garba molto e nasce dalla foto beccata in Rete di un corpo speciale che si occupa di operazioni anfibie realmente esistente, i Frømandskorpset danesi. Ecco, le Guerre di Marte è un’altra cosa di cui ti piacerebbe tornare a parlare in futuro… /emoticondiocchiolino.
Ray, il soldato con le trenta monete che tintinnano in tasca. È stata un’idea di Daniele fare di lui il traditore. Avete perciò scelto che Ray restasse sullo sfondo, non prendesse decisioni, mostrasse un carattere neutro. Non c’era spazio per dargli una personalità profonda, ma c’era modo di seminare piccoli indizi sui dubbi che gli popolavano la mente. L’espressione vuota di quando la squadra trova la cupola della Città Rossa sfondata, l’immagine di lui nudo, con la testa tra le mani, prima della partenza per Europa. Il culto del Secondo Avvento è molto diffuso in città, si diceva, e nessuno ha mai pensato che fosse riuscito a penetrare anche tra i ranghi dei Tridenti. #einvece.
Qui un piccolo blooper forzato. La Fossa Calypso, il punto più profondo del Mediterraneo, si trova in acque greche… ma nello Ionio, non nell’Egeo come dice Lev. Solo che "Mar Ionio", per te che sei calabrese, faceva troppo Laghi di Sibari e Trebisacce (CS), perciò hai spostato la Fossa dall’altra parte della penisola ellenica.
E parlando di Grecia... Quando hai scritto questo capitolo, i telegiornali non erano ancora pieni delle terribili immagini di disperati che cercavano di arrivare sulle coste greche. I barconi di immigrati toccavano perlopiù il nostro spicchio di Mediterraneo, riguardavano Libia, Malta e Italia. Sentire la scorsa estate come il problema si fosse allargato davvero e rapidamente all’Asia Minore è stato… inquietante. Inquietante e terribile. La realtà stava superando rapidamente quello scenario tetro frutto di fantasia.
Questa vignetta, e più in generale questo scontro, ti piace perché mostra la fisicità che Daniele è riuscito a trasmettere ai Tridenti, in particolare a Kendra e Blackie-4. Il materiale di reference che gli hai passato era ovviamente pieno di clothesline, capocciate, ginocchiate volanti e altre immagini turpi pescate da WWE, UFC, puroresu. 
E quando le foto trovate su Internet non bastavano… entravano in scena i pupazzetti. La sceneggiatura, soprattutto negli ultimi due numeri, era costellata di foto in cui inscenavi con delle action figure l’azione descritta, o di piccoli schemini ai quali ricorrevi per ricordare le posizioni dei personaggi in una scena o a bordo di una nave. Qualche esempio? Eccolo:
(che diventa...)
EBA e Diyi, la prima coppia non solo di quella nuova razza, ma in grado di procreare naturalmente dopo secoli, sono ovviamente una versione sci-fi di Adamo ed Eva. 第一, Dì yī, in cinese, vuol dire “primo”.
L’addio di Kendra a Maya e i ragazzi. Una versione techno del corso di vasellame e artigianato in Ghost, anche se loro non possono ovviamente toccarsi, ma solo sfiorare l'ologramma dell'altra. Quanto dev’essere duro salutare i propri cari sapendo che, comunque vada, non li rivedrai mai più?
Lo scontro a bordo della nave era al contempo una scena interessante e non semplicissima da realizzare, perché volevate rendere bene l’assenza di gravità.
L’idea geniale di Daniele è stata quella di far ruotare Kendra e Ray nella cabina, poco prima che lei spezzi il collo del traditore. Lacrime e sangue, intanto, sono liberi di abbandonare i corpi di provenienza, insieme alla speranza.
Il salto nel Rim, cioè il bordo, il confine con quello che c’è aldilà. Per ciascuno di questi mondi hai pensato una storia, e chissà che un giorno non si riesca a raccontarle tutte. A partire da quelle due astronavi, uscite dallo stesso cantiere della Nostromo, il cui fuoco incrociato abbatte la nave di Kendra.
L’urlo finale, da ending stronzo prima di chiudere il loop con “l’alieno”, richiama ovviamente quello de Il Pianeta delle Scimmie. Lo sapete, no, che i finali stronzi in quel tipo di cinema erano una delle cose più belle. Decenni dopo, Sciàmalan ha provato a costruirci su un’intera carriera, finché è durata. Cosa ne sarà di Kendra e Lev? Cosa potranno mai fare in quel mondo preistorico? Chissà, magari anche questa è una storia sulla quale potremmo tornare ad affacciarci. Le possibilità sono tantissime, le idee anche, basterà solo aspettare un po’ di tempo. Quello giusto, tra l’altro, per metabolizzare il fatto che hai ucciso a sangue freddo il tuo personaggio preferito. Bello stronzo.

39 commenti:

  1. Delizioso, delicato e goduto fine alla fine . Grazie DOC

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  2. c'era tutto un mondo e si vedeva, dietro quella bella storia raccontata di corsa

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  3. grazie, effettivamente delle domande me le facevo. Quanto al resto:1)2001-odissea nello spazio è effettivamente un film lento e noioso. 2)Ho un po' voglia e un po' paura di sapere qualcosa di quella Kendra sulla via per Las Vegas.

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  4. Doc, sono tra gli sfortunati che non hanno ancora avuto il loro bel rim city cartaceo. Ho letto i primi numeri in digitale, ma aspetto il print per concluderlo. Ti si vuole bene, qualche volta lo si sfoglia in modalità random, che orlandini ha fatto un lavoro coi fiocchi! Attendo solo il finale per la probabile standing ovation

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    1. Ciò non è bene, perché le copie sono state spedite tutte da tempo. Puoi buttare per cortesia due righe ai ragazzi di Intersezione (email o messaggio sulla pagina FB di Radium)? Oppure scrivi a me che inoltro io, così vediamo di risolvere subito la faccenda.

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    2. Ciao Doc, anche io sono nella stessa situazione (forse perché avevo preso un perk "goloso" che prevedeva ricchi premi e cotillon, ma vivendo all'estero non ho potuto optare per il ritiro a Lucca...). Ho scritto su FB ai ragazzi, attendo risposta.

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    3. Tienimi aggiornato anche tu, please.

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    4. Doc, proprio stefano mi contattò per dire che il corriere aveva dei problemi nel lasciarmi il pacco a casa, non so perchè, infatti quei giorni lì stavo 24h su 24 a studiare, quindi problemi anche di mia assenza non potevano essere. Comunque risposi a Stefano, chiedendo se potessi fare qualcosa, anche su FB, ma qualche giorno dopo mi è arrivata la risposta indiretta dal post sulla pagina facebook di Radium, che diceva che un buon 8% delle spedizioni non sono giunte, per errori probabilmente anche nostri, non so. Quindi immagino che il pacco sia tornato indietro

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    5. Mail: mandatemi una mail (ché con i nomi veri al posto dei nick è più facile), così indago nello specifico che è accaduto.

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  5. Pheeko :)
    Altro di tutto ciò anche nel Director's Cut Paperback?
    (Appropò: quando?)

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  6. Colgo l'occasione per ringraziarti dell'autografo con dedica a Lucca.
    Finalmente ho capito qual è' l'aberrazione di Blackie, confesso di non aver capito che era considerata stramba perchè mora! E sì che anche il nome...
    Come tu stesso hai detto hai messo fin troppa carne al fuoco e a me è rimasta la voglia di leggerne ancora e di approfondire l'ambientazione. Ma come ho scritto nella mia recensione di Rim City tutto sommato è naturale che una storia ambientata per buona parte nei fondali oceanici sia compressa.
    "Piovrami" è un omaggio al "Razzo" del Marvel 2099, giusto?

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    1. Sì, a quello e al Frak! di BSG. Non l'ho scritto nel post perché la cosa era venuta fuori quasi subito, appena uscito il primo numero, e se n'è già parlato. Nella versione in inglese di Rim City suona ancora meglio: "Squid me!".

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    2. Io pensavo che ci fosse anche un pizzico di terminologia paninara: "Quel gino mi si è appiovrato"... :)

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  7. Doc, ma davvero qualche antrista sperava che il progetto fallisse?

    che senso ha questa cosa? cioè, se frequenti l'Antro è perchè apprezzi il padrone di casa, si suppone che come minimo si apprezzi il tuo lavoro... che gliene viene a fare i gufi?

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    1. "Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama". O anche il contrario. C'aveva ragione Mia Martini, c'aveva.

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    2. Mi sembra di ricordare un utente che si lamentava perché Rim City avrebbe portato al rallentamento della realizzazione di Icon1...
      Che poi è anche gratificante vedere la considerazione di cui gode un progetto a cui lavori, ma le due cose avevano un respiro ben diverso!

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    3. No, quel lettore scriveva che siccome Icon 1 era in ritardo, io non ero una persona affidabile. Confondendo un progetto professionale con un passatempo del blog che si porta avanti - gratis - tra mille difficoltà, visto che tutti ci lavorano nei ritagli di tempo. Ma quello è stato il meno, ho letto cose di gran lunga peggiori. Fortuna che mi rimbalzano.

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    4. "No, quel lettore scriveva che siccome Icon 1 era in ritardo, io non ero una persona affidabile." :D

      Per fortuna mi sono risparmiato le critiche più ridicole (o la mia memoria le ha cancellate).

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  8. Alcune cose ne avevamo parlato a Lucca e altre per e-mail. Congraturazioni per il viaggio e per l'arrivo.

    Che lo scienziato è un omaggio a Dick l'ho colto solo oggi vedendo l'immagine ma il discorso del loop temporale l'avevo colto prima di leggere l'ultimo numero. Le storie ricorsive che magari cambiano leggermente ogni volta che si ripetono sono uno degli argomenti che più mi affascinano della fantascienza. Il fatto che le 80 pagine avevano compresso troppo alcune parti ne avevamo parlato ma come ci eravamo detti e come hai scritto quello non si poteva fare altrimenti e qualcosa bisognava sacrificare.
    Non vedo l'ora di leggere un seguito.

    Per il resto i complimenti che ti spettano vanno soprattutto alla tua dedizione, avevi un progetto e lo hai portato a termine, probabilmente sacrificando altre cose. Questo è uno degli elementi importati che rendono un traguardo significativo, complimenti ancora.

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  9. El villanzò in qualche modo è finito anche qui, non solo in Quebrada :D

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  10. Con colpevole ritardo ho acquistato il cartonato solo prima di natale e me lo son goduto per benino durante le feste....complimentoni a te e a tutte le altre persone che hanno relizzato questo bel progetto...partire da zero inseguendo un "sogno" per poi realizzarlo deve essere davvero una bella soddisfazione!Sono un po scarsino e di tutte le citazioni avevo colto solo quella del finale,la piu` evidente,Il Pianeta delle Scimmie e` davvero indimenticabile!

    P.S.= standing ovation per le rappresentazioni con le action figure...hai reso perfettamente l`idea a un profano come me delle difficolta` che si incontrano a far uscire certe idee o certe "immagini mentali"!

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    1. Sì, non è semplicissimo. Con tutto che Daniele è tra le altre cose anche un mostro anche nel recepire il minimo input sul mood di una scena.

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  11. Ho l'edizione cartonata in fumetteria che mi aspetta, a fine settimana che ci passo sarà finalmente mia!

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  12. Wow tante cose non le avevo notate, primo tra tutti, mea culpa, l'omaggio a Dick!
    Che si sia dovuto comprimere per ragioni di spazio è un vero peccato, rinnovo i complimenti già fatti dal vivo non solo a te, ma anche al buon Daniele che s'è dovuto sorbire pure le action figure, lui che è (era?) una personcina seria :D
    Blackie non a caso è stata la mia dedica sull'albo ;)

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Io come sai commento poco ma ti leggo giornalmente. Ero inciampata anch'io tempo addietro nei tuoi gufi. E mi ero chiesta quanto buio può avere una persona dentro sè per soffrire dei traguardi altrui. Poverini. Sei bravo sia a livello creativo che organizzativo. Lo so che è cheesy ma qualcuno deve pur portarla un po' di luce. Aspetto con ansia la seconda serie.

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  15. ^u^
    Anch'io usavo i pupazzetti come riferimento (quando ancora disegnavo qualcheccosa)

    Rim City, per me è stato un bel progetto. Ha avuto dei bei momenti e qualche scivolone.
    Ripetendomi (perché mi sa che già l'avevo scritto qualche post fa):
    Il comparto grafico è sempre su di un buon livello anche se mi pare che verso la fine si sia iniziato a correre, specie sui colori che erano inizialmente fenomenali e poi calano un po' sul finale (fermo restando che rimangono tutt'altro che scarsi, son proprio forti i coloristi che avete scelto).
    La storia è intrigante e solida. Pecca un po' in alcuni cambi di ritmo non sempre azzeccati (secondo me) e nel fatto che alcune caratterizzazioni sono lasciate un po' indietro. Ray che tradisce, ad esempio, sembra tirato fuori un po' così, non ha mai fatto intendere di aver qualche dubbio. Forse è stato tenuto un po' troppo neutro. La morte di Blackie 4 è arrivata inaspettata ma non è stata (per me) emotivamente coinvolgente perché non sapevo quasi nulla di lei, non ero riuscito a legarmi al personaggio. Sapevo che il ruolo era quello della bassista carismatica ma non ne aveva quasi mai dato prova (un paio di paginette scarse nella città rossa?).
    Io credo che in generale il progetto andasse su 6 numeri ma probabilmente sarebbe stato un sacrificio (economico) un po' troppo importante da chiedere ai sostenitori.
    Quindi bravissimi ad aver fatto quello che avete fatto con quello che potevate fare!

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  16. Letto con piacere ed orgogliosamente collocato in collezione: come hai giustamente rilevato, l'unico problema è che le vicende vanno di frettissima, succedono troppe cose in pochissimo tempo, ho più volte pensato che sarebbe stato un fumetto grandioso se serializzato con calma, altro che Orfani, tanto per rimanere in tema fantascienzo. Questo retroscena sulle realizzazione è la ciliegina sulla torta.

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  17. se posso dire la mia cercando di essere il più obiettivo possibile: il difetto di Rim City sta proprio nell'enorme background sacrificato in così poche tavole. Ne risulta una narrazione frammentaria e dei personaggi piatti. Resta comunque un bellissimo progetto, realizzato con la massima cura e amore e già solo per questo merita tanti applausi e tutta la stima del mondo. Ma secondo me il successo più grande rimane sempre il progetto Radium nel complesso.

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    1. Comprendo cosa vuoi dire, ma il background sarebbe più sacrificato se questa storia fosse anche l'ultima. Ce ne saranno altre, come detto, quindi tempo e modo per sfruttarlo meglio.

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  18. Dico solo questo
    Ho visto la pubblicità di rim city sull'ultimo numero di invincible !!!!

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  19. Le ottanta pagine Doc. L'unico rimpianto di questo fumetto sono le 80 poche pagine. Non sono di quelli che riesce a leggere sempre i tuoi post, potrei essere un Antrista part-time... ;) Però quando hai proposto RIM... cavoli, era l'occasione per partecipare a qualcosa in cui ho creduto da subito. Un progetto che mi è piaciuto dalla prima immagine postata e che mi ha fatto davvero piacere leggere sia in formato digitale che, goduriosamente, in quello cartaceo. Insomma, post come questi aprono ancora di più il sorriso, comprendendo la fatica del realizzare un universo in così poco spazio, obiettivo tra l'alto centrato! E poi si scoprono sfumature che, in parte, saziano quella voglia di dettagli sui personaggi. Alla fine è uscita davvero opera significativa, sia nei testi che nei disegni. La voglia di leggere di più c'è, pertanto se quelle storie possibili diveranno fumetti sarò ben felice di partecipare ancora a questo progetto! Grazie!

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  20. Ho supportato Rim City molto volentieri, e lo ritengo un ottimo prodotto. Considerando soprattutto il rapporto costo/qualità. È un ottimo prodotto editoriale, ben curato, con tanta gente di talento che ci lavora.
    Premettendo che io non sono un esperto di fumetti, nel senso che ne leggo ma non ne divoro decine al mese, mi permetto di fare un appunto alla debolezza di rim city, e me ne vergogno, ma secondo me è proprio la storia.

    Non il soggetto, che è invece interessante, ma come viene sviluppato. Forse si è provato a mettere troppa carne al fuoco per le 100 pagine di fumetto, o forse non si è dato lo spazio che a me sarebbe piaciuto avessero certi momenti. Non c'era lo spazio, e lo capisco, ma il primo numero mi era piaciuto, anche se mi aveva lasciato l'impressione che non si fosse entrati abbastanza nella storia, e mi sono portato dietro questa impressione anche nei numeri successivi. Come se si toccasse solo la superficie di qualcosa che potrebbe essere stato più interessante, e -soprattutto- coinvolgente.

    Secondo me sono ingenuità che si possono perdonare ad un gruppo di lavoro nuovo, e che magari si smusseranno nel futuro (al che mi direte "Ma che ca$$ dici, sono vent'anni che faccio questo lavoro!! :D)

    Mi sembra di essere quasi l'unico, leggendo gli altri commenti, ad aver avuto questa impressione, quindi accetto il fatto possa essere sbagliata.

    Nonostante queste perplessità ho supportato molto volentieri quebrada e zeroi.

    Un piccolo appunto alle comunicazioni, via email o sul sito, non ottimali, ma non è questo il posto per discuterne, credo.

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    1. Oh, Nail, e chi lo dice che è sbagliata? È un tuo parere, maturato dopo aver pagato per una storia, e come tale è sacrosanto. Ogni impressione, ogni idea che ci facciamo di un fumetto (o di un film, di un videogioco, etc) è di per sé, a priori, giusta. Ci piace quel che ci piace. Spero che l'espansione di questo mondo, con le prossime storie, riesca a tirar fuori quel qualcosa che hai intravisto sotto la superficie. Sì, è decisamente quello che mi auguro.

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  21. Do la mia personalissima risposta a "Cosa fanno K. e Lev alla fine?"

    Appena finito di leggere, mi sono immaginato loro due come i primi Adamo ed Eva della storia della terra in un loop assurdo in cui lei ovviamente recupera la capacità di riprodursi e tutto il futuro (il nostro presente) ha origine da quel salto indietro nel tempo di un uomo e una donna sopravvissuti all'estinzione del genere umano.

    Ironico anche come l'origine dell'apocalisse (la comparsa dell'alieno), in questa personalissima interpretazione, abbia avuto la stessa causa!

    Un avanti e indietro nel tempo in(de)finito, un po' alla Terminator se mi passate il paragone, in cui non si capisce chi è causa di quale conseguenza.

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  22. sono un aficionados cattivo.
    Leggo sempre, commento a volte e per rim city, non ho partecipato al crowfounding però tifavo per voi.
    Ero scettico, la fantascienza a fumetti mi ha sempre deluso. Quando ho visto il volumino della Saldapress mi son detto "ma si, vediamo com'è"
    Iniziato a leggerlo scazzato, sicuro che sarebbe stato una lettura non dico sgradevole ma anonima.
    Dopo il primo capitolo, ho iniziato a leggerlo dimenticando le premesse dell'origini della realizzazione del fumetto e concentrandomi sulla bellissima storia di kendra e soci. C'ho visto tanto dei "nostri" film e libri di sci fi preferiti ma hai saputo buttarli giù in maniera diversa, non originale, ma diversa e piacevole.
    Magnifici i disegni, trasmessa perfettamente la sensazione claustrofobica di vivere sotto una cupola nelle profondità marine.
    Bello e inquietante il finale.
    Cosa posso dire...mi scuso se non ho creduto fino in fondo al progetto. Avrei dovuto pensare che se tutto quel che hai scritto finora l'ho adorato anche questo fumetto non poteva essere da meno.
    Aspetto con ansia nuove storie dal RIM

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  23. Ritardo, ritardo, sono in ritardo. Come e più di una dozzina di bianconigli diretti verso il paese delle meraviglie fuori tempo massimo.
    Ma finalmente ce l'abbiamo fatta e il primo volume ha attraversato l'oceano per arrivare a farsi leggere.
    Piaciuto ? Molto.
    Ne voglio ancora ? Si.
    Complimenti agli autori e un grosso grazie a tutti quelli che hanno sostenuto il progetto.
    E adesso via, a leggere qusto post e tutti gli altri che ho evitato fino ad ora come la peste.
    Ci rivediamo a Rim City.

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