lunedì 19 ottobre 2015

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Suburra, la recensione senza spoiler

Suburra film recensione Stefano Sollima
"La prima U è muta".
Se c'è una cosa che Romanzo Criminale e Gomorra - La serie ci hanno insegnato, è che Stefano Sollima sa dirigere una crime story come si deve. No, anzi, che a dirigere una crime story da noi non c'è probabilmente nessuno che sappia fare di meglio. Ma Suburra, il suo secondo film dopo ACAB, non è solo una storia di malavitosi che vogliono farsi la pelle e spartirsi traffici loschi e poi ammazzarsi un altro po'. È il volto oscuro di Roma, l'intreccio tra potere politico e mafioso, al di qua e anche al di là del Tevere. E in quanto tale, nonostante i nomi cambiati, un affresco spaventosamente vicino alle cronache capitoline degli ultimi tempi [...]
Tratto dal romanzo omonimo scritto a quattro mani da Giancarlo De Cataldo (Romanzo Criminale) e Carlo Bonini, Suburra è un intreccio di storie e personaggi provenienti da mondi apparentemente molto lontani tra loro, eppure inevitabilmente destinati a incrociarsi, a pestarsi i piedi a vicenda. C'è il politico con trascorsi da estremista di destra (Pierfrancesco Favino), ora parlamentare tutto casa, chiesa, droga e squillo di lusso. C'è il tizio (Elio Germano) che organizza feste e procaccia l'uno e l'altro, come un "Tarantini o Tarantino" qualsiasi. C'è il giovane malavitoso rampante che ha ereditato l'attività del padre, per così dire, e non è tanto convinto delle vecchie regole. C'è il clan di zingari, che gestisce mezza Roma e quelle regole le sta riscrivendo a modo proprio. C'è il vecchio boss con il soprannome fico (Claudio Amendola), che le vecchie regole le incarna. E poi c'è un problema, che viene risolto nel modo sbagliato.
Basterebbe questa breve sinossi, a chiunque abbia visto anche solo mezzo telegiornale negli ultimi mesi, per capire come - esattamente allo stesso modo di Romanzo Criminale - la storia sia solo una rielaborazione (romanzata, appunto) di fatti realmente accaduti, di persone e personaggi realmente esistenti. Il quadro storico è del resto molto preciso, il novembre del 2011, a un passo dalle dimissioni del Papa e di quel tizio che racconta le barzellette. Si apre così, Suburra, a pochi giorni da quel passo indietro e da quel passo di lato, in una notte di tempesta, con un accostamento tra Vaticano e politica italiana dipinto con le tinte scure di un Caravaggio.
Ora, raccontare dei legami tra crimine organizzato e banca vaticana è roba vecchia e finisci con misurarti con Coppola, nientedimeno. Forse anche per questo giusto di un accenno si tratta, per chiarire meglio il contesto, far capire - mai ce ne fosse stato il bisogno - quale sia l'identità della grande lavanderina che lava i tesoretti sporchi lì a due passi, in pieno centro, comodamente accessibile per le mafie da decenni. Ma comunque. Se la Chiesa è giusto un'ombra sullo sfondo, una comparsa, il marcio della politica è uno dei cardini di questa storia. E lì, scandalo per scandalo, le immagini di un politico che si tira i festini a coca e mignotte o che corrompe i colleghi in commissione promettendo incarichi e mazzette dovrebbero quantomeno inorridire il pubblico. E invece non lo fanno, per una ragione molto semplice: siamo stati anestetizzati a sufficienza dalla realtà. La cronaca ha superato a destra strombazzando la fiction. 
Dopo il caso del deputato UDC e di "Pocahontas", nel 2007, ci fu chi ebbe la faccia di culo di proporre in aula il giorno dopo un aumento della diaria dei parlamentari, perché se andavano con le escort era evidentemente a causa della distanza dalla famiglia. Come la batti una roba del genere? Non lo fai. Nel machismo da quattro soldi di Pernasconia, nel regno da barzelletta sconcia che non fa ridere in cui tutto era possibile, se un presidente del consiglio dedicava tutte le settimane al bunga bunga, circondato da giovani, furbissime disperate, non solo non passava il messaggio di quanto fosse sbagliato tutto questo, si sdoganava quello opposto. Il beato lui, il lui sì che si diverte. L'altro giorno hai visto un tizio con una maglietta bianca: sopra c'era stampato in lettere enormi nere, dal collo all'ombelico, "Coca e mignotte tutta la notte". Un tizio che aveva pagato per mettersi addosso una roba del genere. Scandalizzarsi? Per un sacco di gente è un modello virtuoso di stile di vita. Dov'è che vai te, Savino, con quelle due strappone? 
Anche il tirare in ballo la fine del governo Pernascò e le proteste in piazza che l'accompagnarono ti ha lasciato stranito. Un effetto che ti provoca la realtà recente quando si tuffa di testa nella finzione. C'è però, nel modo in cui si affronta la questione del politico, un momento molto bello, subito prima della fine. Il delirio di onnipotenza, la totale incapacità di affrontare i propri scheletri nell'armadio, che ci immaginiamo propri di una larga fetta dei nostri parlamentari, da sempre, per sempre. Il me ne fotto, sono un politico. Del resto Mele, il deputato UDC di quella storia con le due prostitute, non si è mica ritirato a vita privata: fa il sindaco. Ma questo è solo un elemento del film e, a tuo modo di vedere, probabilmente il più debole. Il resto sono i malavitosi che fanno le gare di testosterone e si azzannano. Cane mangia cane, anche letteralmente. E lì, dicevi, Sollima è a casa.
Pur se con l'ovvio handicap di avere solo poco più di un paio d'ore per farti conoscere i suoi personaggi, mettere in campo strategie e fronti di conflitto e lasciare alle pallottole il compito di risolverli - in quello una serie TV come Romanzo Criminale o Gomorra è chiaramente avvantaggiata - Suburra fa il suo. Ripropone, come Gomorra, il vecchio trucco di farti credere che esistano il delinquente cattivo e quello buono, per cui fare il tifo, salvo poi spiattellarti sotto il naso la più ovvia delle verità: non esistono delinquenti buoni. Tolta una sparatoria molto americana, per gli esiti della quale difficilmente non sarebbe scoppiato un enorme casino in tutta la città, il resto è tutto plausibilissimo. Con quel retrogusto di vero con nomi camuffi, senza neanche il distacco temporale di un Romanzo Criminale a farti andar giù il boccone amaro. Si chiude sotto il cielo nero di una tempesta, esattamente come all'inizio, con l'ultimo regolamento di conti. Cioè, l'ultimo in attesa del prossimo.
Suburra è il doppio oscuro e malato de La grande bellezza: lì la Roma decadente e cafona dei salotti bene, qui quella vitalissima delle strade e di chi le comanda, in un modo o nell'altro. Duro come un cazzotto allo stomaco quando deve e sa esserlo, feroce nel descrivere in modo animalesco perfino i festini erotici da parlamentare medio (e gli inglesi tutti a scandalizzarsi, anni dopo, per Lord Coke. Ma va' là), Suburra è come ACAB un film piuttosto semplice di suo, retto allo stesso modo da ottimi interpreti. Lo definiresti una pellicola piacevole, non fosse che di piacevole, in quello che si vede sullo schermo, in questa sanguinosa e fin troppo verosimile docufiction, non c'è nulla. Cioè, a parte il culo di Giulia Elettra Gorietti. Quello è da cinque presidentesse.

 
Suburra
Recensito da: DocManhattan Data: Oct 19 2015
Voto: 3,5

43 commenti:

  1. Lo vorrei vedere, magari si organizza. Detto questo il romanzo è uscito prima che venisse portato sotto l'occhio di tutti Carminati e compagnia.

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    1. Di Carminati, forse sì. Ma tutto il resto è sotto gli occhi di chiunque frequenti Roma da anni. Leggevo tempo addietro un post di RRobe su tutti quelli che si sono scandalizzati per il funerale carnascialata, o lì ad indispettirsi per le gaffe di quel pirla di Marino, quando certe cose in città erano note a tutti. Alla pari degli ex amiconi di estrema destra piazzati dall'amministrazione Alemanno nelle varie municipalizzate. Carminati e Mafia Capitale erano solo la punta dell'iceberg.

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    2. Da milanese posso dirti che lo scandalo del San Raffaele era risaputissimo prima che scoppiasse il bubbone. Poi Severgnini (o qualcun altro - mi scuso con Lui se non fosse lui) dalle pagine del Corriere si scadalizzava per il fatto che tutti dicevano che fosse risaputo e per quale motivo se tanta gente millantava che fosse risaputo la magistratura non interveniva. La risposta è complicata ma se parlava con il suo editore capiva tutto.

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    3. Beh chiunque abiti a Roma e ha un cervello sa o vede come funziona: giri di prostitute in zone X che nessuno tocca, giri di roba in zone Y che nessuno tocca, (giusto se si lamenta qualche residente mandano un paio di sfigati a fa un giro e poi ciao), giri di roba falsa, giri di paninoteche, risciò, centurioni, guide turistiche pure per il vaticano tutti senza licenza e che nessuno sfiora.
      Appalti dati a chi unge, manutenzione pure, tutti i posti degli addetti al decoro urbano o ai trasporti assegnati con criteri discutibili (vero AMA e ATAC?).

      Lo strapotere della mafia zingara (Casalesi), che mantengono volutamente lo status dei campi ROM quello che è, sia perchè ci si guadagna (lo sapete che chi sta in un campo paga il pizzo? beh sapevatelo), sia perchè l'odio razziale istigato verso gli italiani contribuisce a far loro avere sempre manodopera "fresca" a basso costo e ben motivata...
      E QUESTA è la punta dell'iceberg sotto gli occhi di tutti, non oso immaginare a scostare un pochetto la sabbia.

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    4. Hai dimenticato il mistero piùà grande di tutti! I caldarrostai per strada tutto l'anno e tutti extracomunitari!
      Per mesi mi sono chiesto che cacchio stavano a farci tutti quei caldarrostai in giro. Poi ho capito che era l'ennesimoa attività criminale organizzata dalle solite famiglie pseudo.zingare o meno.

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  2. Sai che mi hai fatto salire la scimmia?

    Credo che recupererò un po' di cose di questo regista...
    Da dove sarebbe meglio iniziare, volendo, da Romanzo Criminale?

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  3. Unico piccolo momento MACCOSA, per non spoilerare dirò solo BAU.
    Cioè, davèro, tra gli incitamenti dell'uomo e il baccano dell'animale, nessuna delle (quante saranno state?) 56 persone in quella casa ha anche solo pensato di affacciarsi alla finestra per vedere cosa diamine stava succedendo?!
    Per il resto, chapeau a Sollime che ha rappresentato magistralmente una Roma Nera: di colori, di pensieri e di persone.

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  4. A quando "Suburra Vs Gomorra", giusto per cavalcare l'onda crossover di "Superman Vs Batman"?
    Scherzi a parte, la cosa disturbante è che qualcuno dell'industria cinematografica, da qualche parte, in questo momento di sicuro ci sta pensando seriamente.....

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    1. Gomorra ha un enorme diffetto che allo stesso tempo è il suo pregio, il parlato è così realistico che uno di Milano come me dopo un po' si rompe le balle di capire una parola si e una no quando va bene.
      Probabilmente uno che ha l'orecchio allenato non gli sembra tanto astruso ma per uno che non lo mastica è da mal di testa.

      Romanzo Criminale, Montalbano e la miniserie su Maniero sono comprensibile, non ho capito perché Gomorra no.

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    2. Drakkan, io per "Suburra Vs Gomorra" intendevo (scherzosamente ovvio) proprio il titolo di un ipotetico film, non un confronto tra le due cose ;)

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  5. Ti dirò, lo definirei più che piacevole. Azzarderei anche la qualifica di miglior film italiano degli ultimi boh, 5 anni? ma lì probabilmente esce fuori il mio amore per Sollima. Certo, il film non é perfetto  (un paio di mimmate qui e là, l'assenza di veri momenti di climax, una colonna sonora troppo invadente) ma restano negli occhi l'eccellente fotografia, i costumi azzeccati, e più in generale quel senso di noir all'italiana che manca da trent'anni.
    PS: ma solo a me quella pioggia incessante e quella colonna sonora simil Vangelis hanno ricordato quel certo film?

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    1. No, un attimo, frena: a non essere piacevole è il contenuto, in quanto vero; il brutto della realtà, non la pellicola. Il film di suo è un film gradevolissimo, come testimoniano le 3,5 presidentesse (un 7 scolastico, se vogliamo).

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    2. Sisi ma non era una critica, in genere guardo più al contenuto della recensione che al voto in presidentesse (anche perché altrimenti avrei dovuto rilevare che Suburra ha lo stesso voto di Big Hero 6). Proprio dal contenuto traspare che non ti abbia convinto fino in fondo, e cercavo di capirne più nel dettaglio i motivi :)

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    3. Ma puoi rilevarlo benissimo, Thomas, non c'è problema. I voti, per quel poco che valgono, hanno un senso se li inquadri in un genere. Suburra e BH6 sono quanto di più lontano e imparagonabile sia mai passato sul grande schermo, per dire. Perché non mi sia piaciuto fino in fondo credo (spero) di averlo spiegato: la parte del politico serve, visto che innesca il tutto, e ha dei bei momenti (fondoschiena della protagonista femminile a parte), ma mi ha lasciato piuttosto freddo, per i motivi detti. E non è tutta colpa del film.

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    4. Sul senso di freddezza che ti lascia il film sono d'accordo, probabilmente Sollima ha scelto di proseguire quanto già fatto con Gomorra, evitare di "mitizzare" la figura del delinquente come accadeva invece in Romanzo. Logico che questo comporti l'impossibilità di immedesimarsi e un certo distaccamento emotivo.
      Tra le seguenze un po' meh cui mi riferivo ci sono senza dubbio quelle con Favino, soprattutto quella corsa verso Palazzo Grazioli involontariamente comica.. ma anche tutta la sequenza finale con Germano, e l'attacco uber ninja di [spoiler] Amendola e compare alla palafitta di Ostia sorvegliata da una decina (?) di tizi armati.
      Però come ti dicevo, è un film che ti lascia qualcosa: la storia nel complesso può apparire semplice, poi ci ripensi e ad es. l'acqua che fuoriesce dalla fognatura diventa metafora dell'impossibilità di nascondere in eterno le proprie malefatte (e infatti subito dopo dal Tevere..); e più in generale, la caduta in contemporanea dei centri di potere (il Governo, il Papa, i rappresentanti della malavita vecchia e nuova) a distanza di quattro anni restituisce quel senso di smarrimento e l'amara consapevolezza (questa sì, anestetizzata dalla cronaca quotidiana) del "cambiare tutto per non cambiare nulla".

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    5. Fuor di polemica sottoscrivo in pieno il commento su Vangelisequelcertofilm. Comunque, a mia memoria, uno dei più bei lavori di montaggio musicale visti in Italia dai tempi del commento musicale dei Soliti Ignoti.

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    6. Quotone per il discorso "sembra Vangelis". Per me un complimento, sia chiaro. Solo a me è sembrato che la musica fosse in certi frangenti troppo forte?

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    7. Simile a quel Vangelis è assolutamente un complimento :) Idem, l'ho scritto nel primo commento che la colonna sonora m'era sembrata un po' invadente, ma a pensarci bene vale anche per gli effetti sonori, ad es. nelle scene iniziali c'è un dialogo tra n.8 e il parlamentare a malapena udibile causa pioggia.. però onestamente non so fino a che punto sia "colpa" (o scelta?) di Sollima e quanto della sala in cui l'ho visto.

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    8. Anche io ho dovuto guardarlo in una posizione un po'sacrificata e l'audio mi è sembrato eccessivamente alto. Ho pensato però che se fosse stato un blockbuster mmeregano alla Bourne Identity ci avrei fatto meno caso: quando andiamo a vedere un film italiano il nostro immaginario si aspetta qualcosa di diverso.

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  6. Suburra esce pure ondemand nel mondo con netflix in contemporanea coi cinema in Italia, se non erro. Sempre netflix produrrà la serie tv "suburra".
    Se sarà come romanzo criminale c'è da farsi le vesciche alle mani (per gli applausi intendo, non pensate male ).

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  7. Quello che scrivi sulla (triste) realtà che supera la finzione, è talmente vero che succedono cose del genere:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/18/suburra-alla-presentazione-del-film-un-esponente-del-clan-spada-si-scatta-una-foto-con-favino-e-amendola/2138251/

    Com'era quello slogan? Ah, sì, "Magic Italy"...

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  8. ...e niente io continuo ad avere difficoltà a leggere la prima U.

    (servi della gleba a tutta biraaaaaa...)

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    1. Ehm, sì, penso che questo film si contenda la plama d'oro come peggior titolo dell'anno insieme al nuovo della Disney: Moana... :D

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  9. Di solito non amo questo genere di film ma questo Suburra mi stuzzica e credo che andrò a vederlo. Tra l'altro se non erro Sky ha già messo in cantiere la serie tv omonima.
    A proposito Doc. hai per caso visto Anime Nere? Ne ho visto giusto un pezzettino su sky e mi ha fatto stranissimo sentire tutto il parlato in calabrese.

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    1. Non ancora, anche se è da una vita che mi riprometto di farlo.

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  10. In tema film pare stia avendo successo al roma film festival il film di Gabriele Mainetti "Lo Chiamavano Jeeg Robot", e il titolo è già un programma.
    Pare sia un cinecomic la sinossi è circa così "Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) è un ladruncolo che vive di espedienti. Un pomeriggio, mentre scappa dalla polizia, finisce a mollo nel Tevere, e ingurgita una melma marrone fuoriuscita da un barile. Quella melma prima rischia di ucciderlo, poi lo trasforma. Enzo Ceccotti diventa “Jeeg”, cioè un energumeno dalla forza sovrumana, innamorato di una squinternata fanatica del cartone (Ilenia Pastorelli) che lo chiama Hiroshi Shiba"

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    1. Ho letto anch'io delle recensioni positive su questo film che pare riuscire là dove Il Ragazzo Invisibile di Salvatores ha platealmente fallito.

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    2. Da vedere assolutamente.

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    3. È il nuovo film di Gabriele Mainetti, il regista di Basette e Tiger Boy.

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  11. Bello.L'ho visto giovedi scorso.Interpreti giganteschi soprattutto Amendola e Germano.Favino forse un po' stereotipato ma bravissimo.Regia bella solida e fotografia ammaliante.Mi è piaciuto moltissimo il personaggio dello zingaro.Non ho creduto fino all'ultimo a quella fine.Da cani.Finale forse un po inverosimile.Alcuni buchi logici comoensati da una trama che ti attrae e ti cattura

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  12. "Le conseguenze dell'amore secondo Sollima" :D.
    Cmq.
    Romanzo Criminale si fermava agli anni '80. Gomorra ha un microcosmo ben definito. ACAB era un pò dispersivo.
    Qui no. Sollima qui addenta il grosso: la classe politica di oggi (e il tema tanto pubblicizzato della Chiesa c'è ma in maniera moooolto velata che appare inutile: magari vedremo in futuro in un prossimo progetto??).
    Sicuramente migliore di Acab che aveva come difetto principale di accorpare troppe cose insieme per non riuscire a concluderle nemmeno mezza qui (quando sei abituato ai tempi di una serie tv da 20 episodi da un ora, con un film di 2 ore è dura..) invece il registra riesce a chiudere tutte le trame e sottotrame (apparte un personaggio che a un certo punto scompare nel nulla).
    Magistrali 2 figure Favino e Alessandro Borghi. Favino ti mette in scena un personaggio di uno schifo ma di uno schifo che quasi neanche un politico vero e Borghi si aggiunge a quelle bellissime teste calde a cui Sollima non c'ha ancora fatto abituare da che personaggi belli sono.
    Sollima sta anche imparando ad usare alla grande le musiche con una Outro dei M83 che sembra l'unico accompagnamento sonora ad una Roma sempre più oscura via via che la trama va avanti.
    Difetto principale: ROVINATORE ROVINATORE ROVINATORE
    La figura di Elio Germano.
    Cioè se non c'era il suo personaggio il film finiva in mezz'ora.
    Ma come farcelo entrare nella storia? Il padre a forti debiti poprio con uno dei 2 boss! Ma TANTI DEBITI!
    Mi hanno ammazzato il fratello sai mica chi è stato? Certo! Te lo dico io, dai..
    Ma questa storia inizia con una prostituta che nessuno sa trovare sai mica dov'è? Guarda dorme a casa mia.
    Ma te sai mica nulla di questo piano mega-super-segreto che nessuno sa è tutto segreto che guarda è impossibile che si sappia qualcosa? Lo so, si! Ne sento parlare tutti i giorni.
    Cioè uno di quelle facilonate da cinema italiano che odio con tutto me stesso. Davvero non c'era un altro modo per far procedere la storia?
    Per il resto è un film che va visto. E al cinema che è costato un bel pò e se non ce li rifà ci meritiamo I Soliti Idioti.
    Naturalmente uscirete al cinema con un magone che per mezz'ora non vi lascerà. Ma è giusto così.

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  13. La cosa più triste è che non se ne esce fuori da questa merda.

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  14. E' stato una bomba!
    Davvero un film coinvolgente fino alla fine...

    SPOILER
    ...
    ...
    ...
    (Premettendo che non ho letto il libro) forse il finale è stato troppo "fan service". Però il godimento c'è stato!
    ...
    ...
    ...
    Fine SPOILER

    E poi si: la sorca del film sta a 1000!

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  15. Del film - anche se non dovessi vederlo al cine e considerata l'aria che tira in casa mia , Sollima dovrà girare tutti i suoi prossimi film sul degrado nostrano con la Pixar se vuole anche i miei euros - mi rimarrà il micro servizio al tg con il boss che si fa un selfie con gli ignari Favino e Amendola alla premier del fil m sul suo , chiamamolo così, liquido amniotico, come direbbe il ns ex premier che proprio in quei gg levava il disturbo.
    Brr.

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  16. Ci avessero messo anche Buzzi e le Coop rosse sarebbe stato assolutamente perfetto

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  17. Doc, 2 domande:
    1) come mai 3 presidentesse e mezzo? Tradotto, cosa secondo te manca al film per avere 4 presidentesse o più?
    2) cliccando sul link di ACAB, non vedo presidentesse (immagino tu le abbia introdotte dopo), quante ne dai a quel film?

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  18. Domanda: qual è il rapporto del film con il libro? È una trasposizione fedele? A occhio mi sembra mancare uno dei protagonisti... Grazie in anticipo a chiunque mi risponda!

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  19. Visto ieri, la penso come te Sollima e l'unico italiano, o comunque uno dei pochissimi, che sa cosa vuol dire fare cinema. A dire il vero ho preferito Romanzo Criminale, forse perché proprio come nel padrino anche al male viene data un aura di epicità e buonismo...anche se ho apprezzato il fatto che in questo suburra ci sia solo il male, dal mafioso di turno, allo zingarello che finisce male fino al politico corrotto. Tuttavia, per agganciarmi al padrino ho notatato una forte ispirazione (il mignottone che finisce male come nel parte seconda o il legame con la chiesa del parte terza) anche se poi le vicende vengono sviluppate in maniera differente. Ottimo film comunque a parer mio

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  20. bah.. qui in Veneto è meno sporca di Roma ma marcio comunque , se si pensa quanto abbiano lucrato sugli OSPEDALI Galan e soci, e quindi su VITA E MORTE DELLE PERSONE.
    Il tutto ovviamente il più bipartisan possibile ( eh si caro il mio Orsoni , e più che al MOSE mi riferisco alla vergognosa cementificazione del lido ) perchè i veri politici hanno le mani in pasta sia a destra che a sinistra .

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  21. Scusa doc. Ho letto i riferimenti alla fine del governo Berlusconi, all'imminente Vatileaks e tutto... Ma tipo è un 1992 ambientato nel 2011, senza Stefano Accorsi e le sue idee?

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  22. Appena visto, e dato che è stata questa recensione a incuriosirmi ne discuto con "voi" (anche se fuori tempo massimo vista la data del post..)
    Secondo me è un buon film nel complesso, ma il finale non mi convince, a mio parere è troppo irreale:

    SPOILER:

    Mi riferisco al fatto dell'uccisione di entrambi i "capi", Manfredi e Amendola, il primo ucciso dallo stesso personaggio che per tutto il film non ha mai avuto un minimo di attributi, salvo poi avere un impeto improvviso di badasseria; e il secondo ucciso da Viola. Il primo ci può anche stare (certo che una cosa del genere equivale a una condanna a morte per Elio Germano), ma l'altra uccisione proprio mi sa di cavolata, come faceva a sapere che il boss era andato da sua madre? E poi un pezzo grosso di tale portata un minimo di scorta ce l'ha sempre no? Su Sin City ci starebbe, ma in un film come Suburra, ahimè molto simile alla realtà mi sarei visto un finale ancora più amaro e cupo...

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