sabato 27 novembre 2010

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Barb Wire: il peratissimo remake di Casablanca. No, sul serio (L'angolo del Creeper)

Nel 1996 le tette di Pamela Anderson, fiore all'occhiello della prestigiosa carriera densa di soddisfazioni del chirurgo plastico di origini catanzaresi Frankie Mimmo Caligiuri, sono all'apice del loro successo. Milioni di spettatori guardoni hanno decretato il trionfo di quella puttanata astrale di Baywatch grazie soprattutto a quei quattrocento, cinquecento grammi di silicone, tanto che le poppe vengono avvicinate un giorno da due loschi figuri al soldo della PolyGram Filmed Entertainment. Vogliamo fare un film su voi due, ci dicono quelli. Possiamo portare anche il resto della Pamela?, chiedono le bocce. Ok, ci fanno i due produttori. Ok […]

La locandina del film. Sotto, in piccolo, si legge: "Also guest-starring the other and less appealing parts of Pamela Anderson's body"
Ora, Barb Wire sarebbe nominalmente un film fantascienzo, visti gli spunti cyberpunk - tipo una tizia asiatica legata a un lettino e piena di cavi nella testa che si vede all'inizio - e il fatto che la pellicola è tratta dall'omonimo, inutile fumetto Dark Horse
Si nota la somiglianza?
Ma non è tutto. Perché nelle intenzioni degli autori, Barb Wire è anche e soprattutto una rilettura - tenetevi - di Casablanca. Sì, Casablanca. Sedetevi un attimo. Bevete un po' d'acqua e zucchero. Va meglio? Sicuri? Ok, continuiamo. Casablanca come il Casablanca di Michael Curtiz, quello che nel '42 ha vinto tre Oscar, il Casablanca Casablanca. Solo che qui, al posto di un Humphrey Bogart esule in Marocco e alle prese con una sua bellissima ex norvegese, abbiamo la proprietaria e occasionale performer di un nightclub un po' zozzo che arrotonda come cacciatrice di taglie e contrabbandiera di lenti a contatto.
"mmmh... interessante"
Campione indiscusso di nomination e pernacchie ai Razzie Award del '96, Barb Wire è stato ingiustamente stroncato da una critica troppo puzzonasista, pronta a dare addosso alla pellicola solo perché stupida, ridicola e interpretata dalla peggiore eroina d'azione dai tempi della Dottoressa Giò.

La povera, bistrattata Pamela e le sue povere, bistrattate bocce di silicone. A un certo punto di quel meteorite in caduta libera che era diventata la sua carriera, mancava solo che la chiamassero a doppiare, chessò, il cartone animato di una super-eroina spogliarellista zozza inventata da Stan Lee.

poi ha fatto pure quello

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4 commenti:

  1. Mamma mia. E' DAVVERO un remake di Casablanca?

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  2. WOW! Ad un certo punto ricarica pure la pistola!

    Questo è un film REALISTA!!! :D

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  3. Non li fanno piu' film cosi .... E mi chiedo anche perche' .

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