giovedì 15 luglio 2010

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Zangief, storia di un bressler ipertricotico che credeva nel comunismo

Dopo quella del King di Tekken, è giunto il momento di raccontare la storia di un altro bressler. La storia, tristissima, di un gigante russo che credeva nel PCUS, ma è stato tradito dalla politica di glasnost di un omino con una macchia in fronte. Un gigante russo chiamato Zangief. [...]

Prima che la follia di Capcom gli sconvolga la vita, Zangief è il Ciclone Rosso, un campione di bresslinz di fama internazionale. Contadino venuto dal freddo nord della Russia, gira il mondo umiliando bressler capitalisti e devolvendo ovviamente al partito tutti i suoi premi. Nessuno si accorge che le sue mosse sono copiate da quel sindaco con i baffi e la bretella, Haggar.
Ma poi un giorno Zangief - che in realtà non doveva chiamarsi Zangief, come il vero bressler Viktor Zangiev, ma Vodka Gobalsky - incontra questo omino strano, il nuovo segretario del PCUS. Un omino strano chiamato Mikhail Gorbaciov.
Resta di stucco, con un barbatrucco Gorbaciov convince Zangief alla fine di SF Alpha/Zero 2 a lavorare per il governo. E come premio lo spedisce con un calcio in culo in Siberia, a combattere contro gli orsi.
Dopo aver spezzato la schiena agli ultimi esemplari del simbolo del suo paese, Zangief è costretto nuovamente a partire. Gorbaciov lo manda a fermare la Shadaloo, che sta incominciando ad allungare i suoi tentacoli anche sull'Unione Sovietica. Tipo diffondendo l'uso della cingomma alla fragola tra i più giovani. Solo grazie a un improvvisato tag team con il lottatore di Sumo Honda, però, l'ex Ciclone Rosso riesce a distruggere lo Psycho Driver di Bison e tornarsene a casa. Fine di Street Fighter Alpha 3, avanti con Street Fighter 2.  
Il secondo torneo World Warrior è un successo. Zangief trionfa, avendo la meglio su fighetti da palestra, spagnoli orecchioni e un travestito cinese. Ma alla fine, dopo aver festeggiato ballando con il suo leader la danza del cosacco, Zangief scopre che il suo grande paese non esiste più e che Gorbaciov ormai non conta più una fava. Amareggiato da anni di ipocrisisie e menzogne, decide di tornare all'unica cosa vera, genuina rimasta su questo marcio pianeta: il bresslinz.
Rivestito il perizoma del Ciclone Rosso, Zangief torna a portare il suo Spinning Lariat ciulato ad Haggar sui ring di tutto il mondo, diventando una personalità talmente di primo piano che gli fanno fare pure la comparsa nel cartone di Yu Yu Hakusho.


Arriviamo così a Street Fighter IV. Vecchio ormai quasi quanto l'odiato Hogan, Zangief decide di farsi quest'altro torneo per dimostrare ai suo giovani fan che ancora gliel'ammolla. Dopo aver umiliato Seth, però, decide di non andarsene a mani vuote. Torna indietro e intrappola l'essere mostruoso in un headlock, per quella che diventa all'istante la migliore foto-promo della storia del bresslinz. E' l'apoteosi della scuola bresslinistica dell'Est che Zangief ha sempre sognato. Sono fama, soldi e Rainbow Mika messa a novanta.
Peccato solo che il Nostro avrebbe perso tutto questo per quella brutta storia del trappolone di Super Street Fighter IV. D'altronde, se ti prospettano una sfida super-sexy nell'olio e cose turche, ti aspetti minimo questo:
Non quell'energumeno di Hakan.

5 commenti:

  1. Ma LOL. Povero Zangief...

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  2. fonte sito capcom. zangief è gay. si sapeva. da mò.

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  3. Azz m'è venuta voglia di rivedere Yu Yu.

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  4. Zangief gay?
    Mai sospettato in tutti questi anni che lo conoscevo.
    Beh , meglio, così Rainbow Mika me la bombo io.

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