martedì 13 marzo 2018

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Annientamento (Annihilation), la recensione senza spoiler

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Insieme a Mute di Duncan Jones, era IL film che attendevi in queste settimane. Disponibile da ieri su Netflix, Annientamento (Annihilation), con Natalie Portman, rappresenta infatti il ritorno alla fantascienza di Alex Garland dopo il riuscitissimo Ex Machina, l'esordio alla regia dello sceneggiatore noto per 28 giorni dopo, Dredd, Non Lasciarmi e The Beach. Bene, Annientamento rientra nella peculiarissima categoria dei film fantascienzi che ti lasciano spiazzato. Di quelli che non ti soddisfano pienamente, in cui trovi un sacco di difetti, ma che non ti senti assolutamente di bocciare. Perché hanno qualcosa di particolare e, anche per il fatto stesso che ti lasciano appeso con questa sorta di conflitto interiore nella loro difficile catalogazione tra le forze del bene e quelle della malvagitade filmiche, che sfugge al volgare impulso binario dell'incasellamento internet capolavorò/cacca, ti fanno pensare. Ed è quello che dovrebbe fare ogni buon film di fantascienza, no? Anche se si tratta di un horror soprannaturale en travesti? Anche [...]

Oscar Isaac è Kane, il marito di Lena. Che tutti chiamano per cognome, lei compresa. Il film è stato girato contemporaneamente a Gli Ultimi Jedi, negli stessi studi, e Isaac saltava da un set all'altro... 
Uscito in sala a fine febbraio solo in una manciata di paesi, tra cui gli USA, ed esclusiva di Retepellicole in tutto il resto del globo, per una brutta storia di mancanza di fiducia nella razza umana carburata a popcorn di cui diremo alla fine, Annientamento è tratto dal romanzo omonimo di Jeff VanderMeer, primo capitolo di una trilogia partita nel 2014. Ma in realtà Garland ha preso solo quanto gli interessava del romanzo, avventurandosi in tutt'altra direzione in qualità di regista, sceneggiatore e portapanini sul set del suo film. La storia è quella di un gruppo di donne che vanno ad esplorare una zona misteriosa, l'Area X, avvolta dallo Shimmer, il bagliore, da cui nessun gruppo di militari è uscito tutto intero. E qui, sia il romanzo che il film, ti chiedono di masticare pronti via un bel proiettile.
E chi chiamerai? La cinese di Kong
Il punto non è ovviamente la squadra di ricerca tutta al femminile, ma piuttosto il fatto che si tratti perlopiù di studiose (una biologa, una fisica, una psicologa, una geologa e un'infermiera) spedite in un'area presumibilmente pericolosissima senza alcuna scorta... ma armata di fucili d'assalto. Armi che presumibilmente solo una di loro, la Portman, è in grado di usare per il suo background militare. E questa cosa delle dottoresse col mitra fa subito "Cinesina in camicetta di Kong: Skull Island®". Ma è un prezzo da pagare, mettendo a cuccia la sospensione dell'incredulità, perché se inizi a farti domande sul modus operandi della spedizione non finisci più. E il senso del film non è assolutamente quello.
Tessa Thompson (Westworld, Thor: Ragnarok) e Gina Rodriguez. Nel cast anche Jennifer Jason Leigh e Benedict Wong
Non importa nulla, allo stesso modo, che alcune delle protagoniste - come la paramedica - siano stereotipatissimi cartamodelli di rakam. Tutta la storia in sé è un gigantesco pretesto: ci si muove verso un mistero, si osservano le meraviglie e gli orrori che questo sta generando, ma il vero viaggio è chiaramente dentro la mente. Della protagonista, di chi guarda. Se in Ex Machina Garland aveva indagato cosa rende l'uomo tale e diverso da un automa, qui ci si chiede più in generale cosa definisca l'essere umano. Cosa ci faccia restare noi stessi, quando tutto sembra cambiarci attorno. O dentro la pancia.
Un tema non sempre portato avanti nel modo migliore, ma sempre presente, sotto traccia, per tutte le quasi due ore di pellicola. Fino al finale ambiguo in cui un film che sembrava attingere molto da Arrival e Sunshine (scritto dallo stesso Garland), per atmosfere e costruzione non lineare del passato della protagonista, si avventura ambizioso e un po' bullo nel parchetto di 2001: Odissea nello spazio.
Ed è proprio il finale che dà un senso al tutto, che giustifica il mischione di sequenze horror (alcune delle quali piuttosto forti per chi è debole di stomaco, occhio) alla Punto di non ritorno e il luogocomunismo delle comprimarie; che rende Annientamento meritevole di una visione e del tempo che gli hai dedicato. Anche se quanto la protagonista dice all'inizio ti fanno capire sin da subito cosa succederà, smontando un po' di quella tensione che si vuole costruire, perché - ripeti - non è quello il punto. Ottima prova della Portman, mai così matura, nervosa, sofferente senza le scarpine da ballo, e pure a suo agio con un M-16. Un film volutamente ambiguo, con un paio di sequenze e di soluzioni memorabili, che coraggiosamente rifiuta l'ovvio dei popoli della fantascienza odierna. E proprio per questo ha finito per ottenere questa distribuzione mista, si diceva, un po' al cinema, tanto in streaming: gli screen test erano andati male, Paramount riteneva il film troppo cerebrale per le grandi platee e il produttore Scott Rudin non ha voluto assecondare le richieste dei finanziatori che avrebbero snaturato la pellicola. Garland ha incassato - non proprio felicissimo - il fatto che il suo film per il cinema sia diventato un film per lo streaming in buona parte del pianeta, e amen. E va bene così, ti hanno portato il tutto direttamente a casa, in questa sorta di nuova corsia preferenziale per il direct to video dei film tutt'altro che di serie B. Per quanto sul grande schermo avrebbe reso per forza di cose di più, immagini, visto il suo impatto visivo e l'immersione totale che una pellicola del genere richiede.
Le premesse sono sceme, per il summenzionato fenomeno "Cinesina in camicetta di Kong: Skull Island®" e le voragini logiche di cui a Garland non sembra importare, perché concentrato chiaramente su altro. E non tutto il filo che la storia segue è privo di sfilacciature, anzi. Ma l'ultima mezz'ora di film, quel finale in cui non hai idea di quello che succederà a Lena, e assisti meravigliato a quanto effettivamente accade, dimentico di tutto il resto, mentre Annientamento, la Portman, l'ano del faro e le lucette giocano con la tua testa, è grande cinema e vale da solo il prezzo del biglietto (grosso modo niente, se siete già abbonati a Retepellicole). È fantascienza vera, senza spiegoni e che fa pensare. Sognare, in senso lato. Agli incubi ci pensa invece l'orso mostro lagnone. 


Annientamento
Recensito da: DocManhattan DocManhattan Data: Mar 13 2018
Voto: 3,5

38 commenti:

  1. Dal trailer pareva un mescolone di Stalker, Evolution e Monsters.
    Mi sbaglio proprio tantissimo?

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    1. Mhh, direi abbastanza, sì.
      Ricorda più, come scritto, Arrival (soprattutto all'inizio) e opere precedenti di Garland come Sunshine. Con un finale alla 2001.

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    2. Visto. Resto della mia idea, e aggiungo che dell'ottimo Arrival ha meno -in atmosfera e temi- di Under the Skin. Tarkovskij potrebbe chiedere dei soldi, occhio ;)

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  2. Ho letto i primi due libri di Van Der Meer sulla zona x. Parecchio oscuri in certi punti, ma proprio qui sta il loro fascino.

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    1. Io no, ma dopo la visione del film me n'è venuta voglia. Se trovo il tempo (ahahaha) inizio.

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  3. Sunshine ed Arrival mi sono piaciuti molto, devo trovare il tempo di guardare questo.

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  4. per godersi il film, serve essere al 100% delle funzioni neuronali o si lascia vedere anche al termine di una giornata stancante?
    vorrei metterlo in cima alla lista dei "da vedere", ma ogni sera, dopo cena, mi ritrovo già mezzo assonnato

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    1. Meglio da completamente sveglio. Soprattutto il finale. Non che ci sia molto da capire, ma ti perdi il senso se lo guardi "distratto quando ti conviene".

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  5. e ok, visto pure io ieri sera, strano, introspettivo, interessante ma...ma...ma...(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)(SPOILER)


















    PROMETHEUS NON HA INSEGNATO UN CIOLLA DI NULLA, SCIENZIATI CHE TOCCANO ROBE SCONOSCIUTE A MANO NUDA. da fisico inorridisco -_-

    (fine spoiler)

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    1. Anche il concetto di quarantena non è granché coerente. Ma a Garland, ripeto, sembra non fregargliene niente. Non è quello il punto.

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  6. Grazie Doc, anche a me aveva suscitato qualche interesse, soprattutto per i cartelloni giganti che campeggiano in metropolitana con il faccino di Natalie Portman... Vedremo...

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  7. La coerenza, non ho visto il film, ma manca nel romanzo che ho letto tempo fa e che comunque mi ha lasciato come a te la pellicola...ha delle voragini qui e li ma alla fine non riesci a dire sia brutto...a quanto leggo pare un'adattamento molto fedele :D

    ora che mi hai ricordato della sua esistenza però dovrò leggere gli altri libri e vedermi il film, non per forza nell'ordine :D (e chissà quando :D)

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  8. Visto ieri sera senza aspettative, devo dire che non mi ha per niente annoiato. Il finale mi ha lasciato un po' così ma immagino fosse quello lo scopo.
    Pollice in su per lo squalodrillo.

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    1. il film è una noia pazzesca, il finale non lo capito..

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  9. Già messo nella lista dei film da vedere, adesso che ci penso devo ancora vedere Bright porcazozza!!

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  10. Ho letto il libro in tempi non sospetti (confesso soprattutto perchè incuriosito dalla copertina davvero stupenda...lo so sono un farlocco...) e mi ha deluso molto. Cmq a seguito della rece e dei commenti di sicuro vedrò anche il film, sembra promettere bene (e inoltre Ex Machina l'ho adorato!)

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  11. A me è sembrato un video dei TOOL fatto male. Scherzi a parte da un lato la pellicola prova a fare da alternativa alla fantascienza fracassona e per questo merita un plauso ma nel contempo non mi ha lasciato niente se non un senso di "vorrei ma non ci riesco" e men che meno riflessioni da portarmi dietro ed approfondire. Pretenzioso e anche un po' presuntuoso al di là delle voragini narrative evidenziate dal padrone di casa.Il pacchetto si salva perché tutto sommato confezionato benino e perché la Portman è sempre caruccia, come dice un mio amico.

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  12. Più che un vorrei ma non posso,mi e parso un "potrei ma non me ne frega niente". Ho avuto l'impressione bastasse veramente poco a renderlo fruibile alle masse, non che io mi senta superiore, anzi, anche se mi è piaciuto non pretendo di averlo capito, per le masse forse bastava un po' meno gore (comunque è gia meno dell'alien originale o della Cosa di Carpenter) e un po' più di marine Uessei, mascherando il messaggio tra un po' di cliche da blockbuster . Un gran peccato non averlo potuto vedere al cinema, possibile che sia considerato peggio di tutto quello che passa nel grande schermo? Perche passenger sì e questo no?

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    1. Perché il regista di Passenger non si è fatto di acidi prima di girare il film per poi spararsi le pose filosofiche :)

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    2. Non peggio, meno fruibile. O almeno questo è quello che ha pensato la Paramount. Un tempo i film considerati poco commerciabili restavano parcheggiati per mese, com'è successo a The Tree of Life di Malick, oggi hanno la via di sfogo di Netflix che ne compra i diritti. Vedi anche Spectral, rimbalzato dalla Universal e finito sulla piattaforma di streaming.

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    3. il film è scialbo, troppo lento. Il finale bo... spiegazione logica non so. Come dicevano i commenti precedenti, troppo ampolloso.

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  13. Mah...non so come sta il film ad effetti speciali, ma i libri non puntano molto sulle scene ad effetto (almeno i primi due). Ad un primo passaggio possono risultare piuttosto noiosi.
    La cosa che mi e' piaciuta e' la sensazione di minaccia e di oppressione. Si ha sempre l'idea che sia accaduto o che stia per accadere qualcosa di orribile.
    Tra le testimonianze degli scomparsi, dove si capisce che a poco a poco stavano perdendo la lucidita' mentale e i superstiti, che sembrano uguali a prima ma che proprio uguali non sono...
    COSA C'E' LI' DENTRO, DI PRECISO?
    Questo e' il vero mistero.

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  14. Ma fateme capì...
    Una volta i film meritevoli li mandavano al cinema e le ciofeche direttamente in televisione: adesso è diventato il contrario? :D

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  15. Ho comprato il libro di recente,l’intera trilogia (ottimo prezzo per l’intera trilogia per i tipi della Einaudi)ma non l’ho ancora letto.È lì sulla scrivania(anche se non ho una scrivania,l’immagine è metaforica)che mi guarda scimmiante(cioé in modo tale da scimmiarti,come diciamo noi giovani moderni affiliati a questa cosca della deboscia che é l’antro)....dopo aver letto il libro,quasi di sicuro lo vedró(anche perchè c’è la Portman e ogni argomentazione è super-flua)
    .....gracias per l’assenza di spoileri Doc

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  16. Sposo la chiave di lettura che viene offerta qua http://www.ilcineocchio.it/cinema/annientamento-di-alex-garland-una-possibile-spiegazione-del-film/
    Annientamento e un film che parla del cancro.

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    1. Viene detto in modo piuttosto esplicito ed è sicuramente uno dei temi del film. Ma non il principale, secondo me. Garland ha parlato d'altro nel descriverlo.

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  17. Ehi doc, quando dici "con un paio di sequenze e di soluzioni memorabili" a quali ti riferisci?

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  18. Grazie Doc. Devo rileggerti ancora, e superare quel dramma umano relativo al fattore "Natalie Portman=figata" solo perché mi obnubila il pensiero, e qualsivoglia critica (mentre ce n'è, da decenni).

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  19. Finito di vedere dieci minuti fa... le tue considerazioni sono assolutamente condivisibili. Questa è da incorniciare: 'perché se inizi a farti domande sul modus operandi della spedizione non finisci più'

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  20. Come anche porsi domande su che tipo di microscopio usi la protagonista.

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  21. Visto ieri sera.
    Mah. Mi si riscatta nella parte finale (de gustibus, eh). Però è dura davvero a volte "saltare" i potenziali buchi. Diciamo che nel panorama offerto ultimamente sta una spanna sopra Cloverfield Paradox, ma non credo che lo rivedrei. E buon orso a tutti!

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  22. Alla fine vincono gli ultracorpi anche in questa versione. Maledetti baccelli, si sono evoluti in sfinteri psichedelici e cosmici.

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  23. Il mostro che assorbe la mente e imita la voce delle sue vittime per incastrarne delle altre mi pare tanto un'idea presa di peso dai libri di Gene Wolfe...

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  24. Un film veramente interessante doc. Più che sull'Annientamento direi sul cambiamento (una perdita, un cancro, un'evoluzione) e sull'accettazione di questo.
    Un film imperfetto in tanti punti (forse garland deve aggiustare il tiro come regista, alla fine mi sembra abbia solo un film come tale all'attivo) ma porca miseria se apprezzo la visione che ha e la storia che vuole raccontare. Datemi 100 film imperfetti così anzichè 100 kong skull island (dove definire Berti Vogts Roberts un regista mi viene sinceramente difficile).

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  25. Finito di vedere pochi minuti fa...
    Sinceramente l'ho adorato!
    Forse sono molto di bocca buona, ma non ci ho trovato nemmeno così tanti buchi di trama così esageratamente grandi.
    Ad esempio, quel minimo di preparazione militare delle colleghe della Portman potrebbe essere tranquillamente giustificabile dal fatto che erano alla base da tempo prima di lei e sapevano di dover entrare nel bagliore. Quindi probabilmente hanno subito un minimo di preparazione almeno su come utilizzare le armi. Per quanto riguarda gli scienziati che toccano tutto... Immagino che sia estremamente difficile prevedere una missione con delle tute impermeabili che duri diversi giorni. Prima o poi te le dovrai togliere almeno per lavarti o per fare i bisogni. A quel punto qualunque tipo di contaminazione sarebbe già in atto. Quindi tanto vale entrarci senza.
    Naturalmente il mio è solo un punto di vista.
    Trovo strano, invece, che nessun altro abbia notato delle assonanze con il primo Cronenberg (da quando la Portman accende la videocamera nel Faro sembra una sceneggiatura di un finale alternativo di scanners), oppure con il colore venuto dallo spazio di lovecraft.
    Per quanto mi riguarda, uno dei film migliori che abbia visto negli ultimi tempi. Grazie al Doc per avermelo fatto conoscere!

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  26. Ma solo io trovo francamente insopportabile il fatto di mandare gente senza maschere o tute anti contaminazione dentro una specie di nube multicolore, per poi accogliere quelli che tornano dalla nube, con le tute?

    Il resto lo condivido tutto, dal vorrei ma non posso al non voglio e non lo faccio :)

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    1. Io trovavo molto strano in altri film (Prometheus...) la gente che tocca cose pericolose senza i guanti, ma in questo caso il team deve muoversi per giorni, bere, mangiare, ecc... in un ambiente certamente contaminato, il che in effetti rende la missione un tantino suicida fin dall'inizio, ma questo è espresso chiaramente nei profili "danneggiati" delle partecipanti.

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  27. Ciao Doc,
    prima volta che scrivo all'Antro, anche se é da un po che leggo con piacer le tue recensioni. per venire al punto... noiosoooo... credo il mio instagram si sia rifreshato svariate volte nel mentre delle supposte scene clou. troppe presidentesse imho per questo film che tiene botta su poco e polveere.....

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