sabato 3 giugno 2017

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Le parole inventate che vi piace usare (Saturday night neologis... sondaggismo)

Se c'è un cosa che odi sono i neologismi percLOL. Hai iniziato a storpiare parole e crearne di nuove a tuo abuso e consumo ancor prima di aprire questo blog, certo, ma qui la cosa è andata subito fuori controllo. Era del resto, l'Antro, una valvola di sfogo, visto che per lavoro dovevi ricontrollare tre volte tutto quello che scrivevi e stare attento a quello che scrivevi, restando dentro tutta una foresta di paletti. Ma comunque, alla fine c'è che n'è venuto fuori un intero lingo (questa è solo la versione 2014 del dizionario antristico, e meriterebbe un aggiornamento). Perché questo pistolotto introduttivo? Perché è proprio questo il tema del sondaggismo (eccone un altro) di questa settimana: il neologismo, la parola o il modo di dire inventato o adottato da voi che vi piace usare [...]

Te? Boh, ce ne sono così tanti. Scegli però l'espressione Bassista Carismatico, perché è un modo talmente efficace di indicare un certo tipo di personaggi che ha fatto mezzo giro dell'Internet, l'hai trovata ovunque. Il che ti rende particolarmente orgoglione, certo. 

Già fatto? Per fortuna che c'è Pi...ki, e devi cambiarle il pannolino. Tocca a voialtri, deboscia: quali sono le parole inventate che usate di più? Le regole sono sempre le stesse: in questo caso potete scegliere più di una parola o espressione, basta che non vi parte il listone. Per ogni parola/frase/calembour di vostra creazione o creato da altri e da voi adottato (basta insomma che non sia italiano vero, come Cutugno) dovete indicare però se necessario che diavolo significa e perché ci siete legati o lo usate. Niente commenti anonimi, niente precisinate non richieste ai neologismi altrui. A voltron la parola. 

83 commenti:

  1. Poliguo, poliguita`, per descrivere situazioni che possono prestarsi a piu` di 2 interpretazioni.

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  2. Mi viene in mente "laureabondo": condizione di disagio del fuori corso da troppi anni.

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    1. Descrizione perfetta per studenti di ingegneria.... Complimenti!!!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Ciambracone [ciam-bra-cò-ne] agg., s. (f. -a, pl.m. -ni, pl.f. -ne)
    Disorganizzato, approssimativo, imbranato, incapace: “sei proprio un ciambracone”, “che ciambracone!”. Abbr. ciambra: “non fare il ciambra”. Derivati: ciambracata (“hai combinato una ciambracata”), ciambraconeria (“è stato rilevato un alto tasso di ciambraconeria”).
    Neologismo senza fonte certa usato in una compagnia di miei amici e diffuso presso colleghi e altri conoscenti. Un giorno conquisterà il mondo, altro che petaloso!

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    1. Nel dialetto del subappennino dauno (FG) si usa: "cianfraglione"

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    2. Ecco, io con questa definizione uso il termine "smataflone".

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  5. "ORGASMITICO", che poi è uno dei neologismi legati al mio blog! :)

    "PISIDELPOME", con accento sulla prima e :)

    Moz-

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  6. Non è propriamente un neologismo, ma 'Ci siam persi nel tempo e nello spazio' è diventato modo dire tra gli amici dopo una seratona passata a giocare a Cthulhu... certe sere d'inverno nella bassa è da intendersi in maniera abbastanza letterale...

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  7. Penisville.

    Per indicare l'orrido posto in cui vivo.

    Diventa un neologismo quando la parola "penisvilliano" serve ad indicare una persona che vive in un piccolo paese-villaggio, fondamentalmente lontano da tutto e da tutti, totalmente privo di servizi (anche i fondamentali) e circondato da indigeni locali il cui unico interesse dichiarato è quello per il calcio (utile solo al fine di scatenare risse da bar) e per i motori (se l'indigeno è del '79 si nota una propensione particolare per i trattori e i mezzi da lavoro agrario). Ovviamente per un paese che si può definire di origine "penisvilliana" anche i rappresentanti locali del gentil sesso lasciano a desiderare: la femmina nativa penisvilliana DEVE sposarsi assolutamente indicativamente tra l'età di 20-27 anni, possibilmente con il fidanzatino delle medie. Normalmente infatti viene scelto un rozzo compagno che dovrebbe accompagnarle tutta la vita. Si denota anche una proficienza innata per i cori ecclesiastici e le organizzazioni religiose in genere.

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  8. Le parole che sto per elencare sono state coniate da me e mio cugino nell'estate del 2000. Avevamo già 12 e 14 anni, sapevamo che stavamo cambiando e che presto il tempo dell'innocenza sarebbe finito, tuttavia per quell'estate ci divertivamo ancora ad inventare parole e riderne come, per l'appunto, bambini.

    "Pirricino": Pirricino è una parola che definisce qualunque cosa abbia una forma a peduncolo, o a funghetto e che abbia dimensioni minute.
    È pirricino un interruttore a levetta, un un gancetto o anche un brufolo. Mi piace usarla, perchè oltre il legame con l'origine, la trovo molto performante.

    "Sblafers": Sblafers sta ad indicare qualunque cosa di origine rigorosamente americana, bella ma sostanzialmente inutile. Vale anche per le situazioni.
    Un gadget dell'Happy Meal è uno Sblafers, uno yo-yo o il famigerato fidget spinner sono sblafers, ma lo è anche un film bello da vedere ma vuoto, un esempio recente sarebbe Kong:Skull Island, che è proprio uno sblafers.

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  9. Il neologismo, che credo di aver inventato io, è "avantismo". La parola in se e per se deriva dal modo di dire "mettere le mani avanti".
    Il significato è complesso: anteriormente a quando si comunicare una proposta di qualsiasi genere, anche di un argomento futile, si procede a fare una disamina di tutte le critiche, scuse possibili e mal interpretazioni capziose che potrebbero essere portate avanti dalla controparte, anche in un secondo momento. Fatta questa disamina si inserisce nella proposta tutti gli elementi che rendono la proposta stessa il più chiara ed esaustiva possibili evitando qualsivoglia fraintendimento e reintepretazione ad uso e consumo dell’altra parte.

    Il mio fare avantismo nasce da due esperienze molto diverse: sul lavoro per evitare di sentirmi dire che non ero stato chiaro su quello che ritenevo necessario da fare e con le controparti femminili che spesso e volentieri mischiano le carte in tavola per poi dire che si era già deciso che si sarebbe fatto quello che voleva lei.

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  10. OT
    Un aggiornamento del dizionario è ormai necessaria. Ormai la mia definizione di Renato merita un posto nel dizionario.

    PS: la parola che uso più spesso del gergo antristico è PDF (che è un acronimo).

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    1. Appena ho letto PDF già ho pensato anche alle varie applicazioni :D :D :D

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  11. "Cinghione": aggettivo sostantivato creato, inizialmente, per identificare i modenesi/reggiani/bolognesi che, durante i weekend estivi di qualche stagione fa, sciamavano sulle spiagge della riviera romagnola il venerdì sera con 300/400€ in tasca e con l'unico obiettivo di bere da schifo ed essere in ufficio il lunedì mattina alle 8.30.

    La definizione è stata poi estesa, eliminando i confini geografici, anche a noi stessi durante le serate più impegnative.
    Da ciò è derivato anche il verbo "cinghiare" che però può essere usato solo in forma riflessiva (es. "Ieri sera mi sono cinghiato di brutto!" OK - "Ieri sera mi hanno cinghiato di brutto!" NON OK).

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  12. Pirillonio, che è una roba che può essere un qualcosa di cui al momento non ti viene il termine corretto o anche una rottura di scatole ed. "Che pirillonio!"

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  13. Ho tutta una serie di neologismi legati al mio cane, alcuni sono semplici soprannomi insensati ("stinferlo", "cianugo", "cincerio") ma direi che il mio preferito in assoluto è "Spasdughino" che significa: "ma come sei bello, sei talmente bello che il mondo dovrebbe venerarti!"

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  14. Secondomaniere: venditore di oggetti usati

    Computaio: Artigiano tradizionale specializzato in calcolatori elettronici

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  15. Non è strettamente un neologismo, peró mi sono reso conto che per me ormai è diventato irrinunciabile l'uso dell'articolo determinativo davanti a "internet", cosa che mi crea qualche preoccupazione quando parlo dell'internet con qualcuno che non frequenta l'internet e pertanto non ha adottato questa norma di civiltà

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  16. Mah, inventati proprio da me, non me ne vengono in mente, ora come ora...
    Mi piace molto usare i termini arcaici della nostra lingua, come...
    ME NE IMPIPO.
    Sostanzialmente significa ME NE FREGO, ME NE INFISCHIO, ecc...
    L'avevo letta sui Promessi Sposi e mi e' piaciuta tanto che me la sono tenuta.
    (Tutti i diritti sono riservati e appartengono al sciur Manzoni, ovviamente. L'utilizzo ripetuto del termine non e' ad alcun scopo di lucro).

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  17. Quando io e mio fratello eravamo piccoli nostro padre inventò tutta una serie di neologismi per farci capire meglio di cosa si parlava.
    Per esempio, il termine "becca" o "beeeecca" a seconda dei casi stava ad indicare la pecora, noi riuscivamo a capire che si trattava della pecora grazie al verso di questa nel nome "becca" appunto.
    Altro sinonimo inventato da mio padre che spesso ammetto di utilizzare è "pagino" o "pajino" che sta ad indicare il pigiama, qui assume un senso più affettivo.
    Poi "busso" al posto di "prosciutto", questo non l'ho mai capito ma è probabile che l'abbia inventato per semplicità essendo più corto.
    Insomma, da piccolo parlavo con mio padre una lingua solo nostra, alcune di quelle parole si sono perse nella pioggia che è il tempo, altre le uso ancora oggi ma nel contesto familiare ovviamente.

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  18. Skillato. Non lo uso ma purtroppo lo sento dire spesso e lo trovo piacevole come il suono delle unghie che raschiano la lavagna.

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    1. Eh, ma l'argomento sono i neologismi "che vi piace usare", non quelli che sentite in giro e vi danno fastidio* :)

      *Il che potrebbe diventare benissimo il tema di un altro SNS.

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    2. Mannagg... se non sono già eliminato allora riproverei con "cazzillo", IL nome per eccellenza per oggetti piccoli, come parti di ingranaggi di un orologio o di meccanismi in generale.
      Esempi:
      "Avvita il cazzillo con cura senza romperlo."
      "Attento a non perdere il cazzillo, riponilo per bene ché mica si trova in giro!"

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  19. DADOLATRICE: utensile di forma e natura ignota che si narra abbia la funzione di preparare la dadolata di verdure nella nostra mensa aziendale.

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  20. Tra le molte che uso scelgo "psicovanverologista dai discorsi centrifughi", descrittivo di chi vuole raccontarti quella dell'orso ricorrendo a termini e concetti presi a prestito da video o blog a tema psicologia, questo senza mai concludere una frase o un pensiero.

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    1. Il tuo termini mi ricorda il termine con cui all'universita io e miei compagni di corso raggruppavamo i corsi che parlavano di marketing e di come ragiona il mercato dei consumatori: "fuffologi and behavior".
      Mai fatto un esame di fuffologi and behavior.

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  21. "nasturzio" indica una valuta esotica a caso quando mi trovo all'estero. Es.: in Ucraina una birra costa 3 nasturzi.
    "manzuta" (agg.) di ragazza particolarmente procace e volgarotta.

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  22. Quando c'è una coda enorme ai caselli autostradali o alle casse del supermercato/cinema, dico che è "un'impestatura suprema", non ricordo neanch'io da dove è nata ma lo dico sempre :)

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  23. Un mio amico usa sempre l'espressione "Patafrozzi", come nome da dare ai personaggi dei videogiochi o roba così. Non ho idea da dove derivi ma ormai lo usiamo sempre.

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  24. Quelle che uso più frequentemente sono principalmente ke due seguenti:
    - sono andato a parcheggiare a FANCULONIA (posto relativamente lontano e dimentucato dalla civilta')
    - CIANCIO ALLE BANDE (parafrasi di bando alle ciance quando non si ha tempo da perdere)!

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  25. Mi perplime. Guzzanti. Rokko Smitherson

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  26. Ormai ho sostituito il termine Autovelox con Velociraptor.

    Mia moglie a volte mi dice "ti stramo", perché amo le sembra troppo poco.

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  27. "Tirare fuori il cilindro dal coniglio". Modo di dire che uso quando mi chiedono di trovare una soluzione che prospetto tra il miracoloso e l'estremamente antipatico da attuare.

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  28. "Alacrare": lavorare con grande impegno e abnegazione, a capo chino e con intorno l'onomatopea "alacrità! alacrità!". Ovviamente è un verbo di pura fantascienza

    "Ciabattare": usato nel senso di "recarsi di malavoglia". Es.: "vabbe', ciabattiamo al dovere"

    "Captatio aquae ad mulinum meum": antico e collaudato artificio retorico che consiste nel rivolgere abilmente l'argomentazione a proprio favore. Da non confondere con la "rigiratio frittatae", grossolana e scorretta.

    Poi, da quando leggo il blog, "precisinare" e "scusagno" sono entrate con entusiasmo nel vocabolario. (Un paio di volte mi sono sfuggite anche al lavoro e con delle scolaresche...)

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  29. Sticazzissimi.
    Quando vuoi chiudere il discorso in maniera simpa

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  30. Prisencolinensinainciusol.
    E ho detto tutto

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  31. Ne ho due, che uso due nella vita di tutti i giorni, entrambe nate nell'Antro.

    Mimmo/mimmata: raffazzonato ed alla buona, imbarazzante, fuori luogo, ignorante. Esempio pratico: "questo film è una mimmata" "la legge approvata dalla sindaca della mia città è proprio una mimmata".
    Il caso ha voluto che il secondo nome di mio cognato fosse Mimmo. Che è veramente mimmo.

    PDF, perfettino della fungia: sa tutto lui, fa tutto lui, ha opinioni nella qualsivoglia (fumetti, film, telefilm, ambiente, politica, nutrizione, società, lingua italiana ecc...) molto più valide della vostra, e muore dalla voglia di dirvelo.
    Hai cambiato l'olio alla machina? Lui l'avrebbe fatto come si deve. Hai trovato una pasticceria dove fanno ottimi cannoli siciliani? La sua pasticceria è migliore, e costa meno.

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  32. "Piripacchio", nomignolo riferito a mio figlio quando ne parlo a mia moglie.
    Es.: "sento troppo silenzio in cameretta, vado a vedere cosa combina Piripacchio!"

    "Smerfolo", nomignolo usato come termine dispregiativo per persona o cosa ritenuta fastidiosa.
    Es.:"che cos'é quello smerfolo sulla maglia? Come ti sei sporcato?", oppure "Lasciami stare, smerfolo!"

    "Tuttappostoafferragosto, ma oggi é...", mia frase mutuata parzialmente dallo Zoo di 105 ma diventata virale tra i miei colleghi a lavoro, atta a rimarcare come le cose, foss'anche di poco, vadano male 364 giorni l'anno...

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  33. io uso regolarmente "picchignare" che sarebbe una specie di toccare insistentemente qualcosa, pizzicare, toccare. tipo: "hai finito di picchignare su quei tasti?"

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  34. Doc, non so come scrivere questo commento senza sembrare antipatico, ma... Io ho cominciato a suonare il basso quando facevo le superiori (prima metà anni 90), e chi bonariamente mi prendeva per il culo mi chiamava "bassista carismatico", che era un'espressione gia ben nota allora (perlomeno dalle mie parti). Poi non so quale fosse la vera origine del modo di dire, ma ecco, insomma, come dire... .-.

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    1. Qualcuno la usava per prenderti per il chiul? E qui, senza saperlo, la si è resa complimento definitivo e filosofia di vita. Ti sembra poco? ;)

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    2. Se ti può far stere meglio, formatted, ho a casa di mio padre un numero della rivista "Chitarre" risalente (credo) all'Aprile 1992 con un mini special su John Deacon dei Queen definito "bassista carismatico"... ;)

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    3. orpo quanto è carismatico john deacon! quasi come ralph supermaxieroe!

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    4. Ebbeh, se stai dedicandogli un articolo, almeno un aggettivo positivo glielo devi attribuire! Ipertecnico? No, c'é Tony Levin, nello stesso ambito musicale e stessa generazione... leggendario? Con John Paul Jones ancora vivo? Non se ne parla. "Carismatico" fa fine e non impegna, quindi...

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    5. Ma infatti. Definire un musicista carimastico non è in effetti questa grande trovata linguistica. È un aggettivo.
      Se Joe il Condor diventa "bassista carismatico", invece è una dichiarazione di guerra a tutti i Ken l'Aquila e Ciclope del mondo. È diverso.

      Detto questo, formatted_brain, stai precisinando anziché tirar fuori il tuo neologismo. Eghe.

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    6. PDF power! Un neologismo non è solo lessicale (creazione di una parola nuova), ma può essere anche semantico (significato nuovo di una parola esistente).
      Anche se l'espressione esisteva prima, il Doc gli ha dato un preciso significato figurato che ha preso piede e fatto il giro dell'internet.

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    7. Ma infatti, la novità dell'espressione è l'applicarsi fuori dai contesti delle band, dove è difficile che il bassista faccia il leader (Beatles e Police a parte). A me l'equazione gruppo di eroi=band era scattata non solo coi Cavalieri, ma anche e soprattutto con la prima formazione di Excalibur (Capitan Bretagna chitarra solista, Meggan voce, Shadowcat tastiere, Nightcrawler batteria, Phoenix basso)

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  35. AGGHIARRAZZANTE.
    Fusione nata dal caso delle parole "agghiacciante" "aberrante" e "imbarazzante", da usare quando una delle tre non è sufficiente per descrivere la situazione/persona/cosa di cui si parla.

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  36. "Giosciua"

    ...neologismo privato che io uso per definire i bamboccetti di oggi, tutti svoltine, frangettciu (frangetta), borsettciu (borsetta a tracolla), boccuccia a culettciu (culetto), brillantini e sopracciglia depilate...

    Nato un bel giorno in cui, in una bella spiaggia palermitana, uno di loro, appunto di nome Joshua (amico di un mio nipotino), mi disse che "lui è un giovane d'oggi e io, vecchio, non posso capire la sua sensibilità!"

    estiquaatsi!

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  37. "Guàfa", ovvero "civetta". Uccello rapace notturno simile ad un piccolo gufo; quindi, ecco creato ad hoc un nome simile a "gufo", ma di genere femminile come "civetta": guàfa, appunto.

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  38. Io uso spesso e volentieri il termine "ariveduàr", ovverosia la francesizzazione fonetica della parola "arrivederci". Penso che Arivedoir sia la traslitterazione scritta più corretta... Oltre all'uso indiscriminato della particella "errimo" per superlativizzare ( questa l'ho inventata ora )un superlativo: bellerrimo, ottimerrimo, stupenderrimo etc.

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  39. "smingulloide" (cosa, persona o animale di difficile classificazione) e "izakunamunatrakatams" (urlo ancestrale)

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  40. Beh io ne uso davvero troppi per dire quale mi piace di più, presi da mile spunti, antro incluso. E con amici vari ho linguaggi "privati" che funzionano solo con loro. Seguo allora il Doc e ne voto uno che sono quasi sicuro di aver inventato quando scrivevo di wrestling (tipo 15 anni fa). Ora da 27 hit su google, pochi ma nemmeno 0. "...di Fusariana memoria". Da attribuirsi a lottatori e personaggi visti nel catch anni '80 commentato da Tony Fusaro. Ecco, a questo neologismo ci sono davvero affezionato

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  41. A casa, al posto di "sgattaiolare", diciamo "scoiattolare". Che è tipo sgattaiolare ma con più entusiasmo.

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  42. Due neologismi creati grazie agli animaletti di casa (mio figlio e la cagnetta). "Fachirizzarsi" in tutte le sue declinazioni, per dire quando si addormenta, assumendo una posa simile a quella di un piccolo fachiro (per questo è anche soprannominato Fachirone). "Serpentare" detto di tipico movimento canino di felicità, quando si struscia sulla schiena, indipendentemente dalla locazione (divano, letto, tappeto, giardino), lasciando una marea di peli.

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    1. Scusate, ne ho ancora uno, anche se il copyright è di una collega di mia moglie: "Venire dalla Dunduna", dicasi di comportamento, mentalità, modi di persona talmente fuori da ogni logica morale, sociale e relazionale che può solo arrivare da un paese lontano lontano...

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  43. Inventato da me sicuramente "svampare": all'inizio usato solo per cortocircuiti/bruciature ora lo uso un po' per tutto (BSOD, errori critici...). Tra quelli sentiti in giro invece sicuramente "aniba" per indicare gli animefan della prima ora :-D

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    1. il_pellegrino4 giugno 2017 21:26

      "aniba" era usato nel caro, vecchio it.arti.cartoni!
      Nostalgia...

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  44. "Cazzodromo" e/o "sagra della salsiccia": locale pubblico, evento, contesto sociale dove la stragrande maggioranza dei presenti è di sesso maschile ed alla perenne ricerca di tracce, anche fossili, di pelo pubico femminile.

    "Cammella di mare": nomignolo idiota che identifica il mio golden retriever femmina, palesemente fuori taglia, alta come un alano, aggraziata come una nave del deserto.

    Poi ce ne sarebbero una decina a sfondo politico ma è meglio lasciar perdere!

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  45. Arrivo tardi per il sondaggismo?
    Le mie parole inventate preferite hanno a che fare col mondo fantaonirico e sono una mia traduzione di due termini inglesi che non credo abbiano un corrispettivo italiano.
    Sono due aggettivi, "favoletto" (traduzione di "fable-like") e "incubotico" (traduzione di "nightmare-like").
    Ma di aggettivi analoghi, mutati da attribuzioni anglosassoni derivanti da sostantivi col like appiccicato dietro, se ne possono fare quanti se ne vogliono.

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  46. pagaggio: pagare il pedaggio.

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  47. Astracchinarsi = spalmarsi come stracchino. Esempio: oggi non ho fatto niente, sono stata tutto il giorno astracchinata sul divano.
    È mia, ne sono certa.
    Poi io e l'Uomo abbiamo una serie intera di vocaboli e voci verbali nostre.
    Amo molto il termine paraculo, tra quelli di uso comune. Se penso di un uomo che è paraculo, tra l'altro, vuol dire che è uno dei pochi al mondo da cui mi farei rigirare come una cotoletta senza opporre resistenza alcuna.

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  48. Quelli più usati dalla mia cumpa (alcuni miei):
    "Pantegate Sotto" (chiamato anche Inculandia): come già diceva qualcuno qui sopra dicasi di posto molto lontano e/o particolarmente provincialotto. Nato perché molti paesi della Lombardia hanno il nome che finisce in "-ate" e tira in ballo le famigerate pantegane che abitano nel Naviglio milanese.
    "Vasetti": usato da una mia amica per indicare dei bimbi particolarmente "svegli" a scuola, nato ovviamente per comparazione con un banale vaso da fiori.
    "Schienato": non so da dove derivi, ma lo usa parecchio un mio collega a lavoro per indicare dei server con prestazioni infime (vuoi al momento o in generale).
    Cheers a tutti gli Antristi!

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  49. il_pellegrino4 giugno 2017 21:22

    Nella mia compagnia storica si usava l'espressione "tagghia zipanguli" (lett. "affetta cocomeri") per riferirsi a una persona estremamente brava in quello che fa.
    La cosa venne fuori in una delle nostre eterne discussioni di musica, quando un amico, parlando se ben ricordo di Clapton, disse che era così bravo che con la chitarra affettava pure il cocomero.

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  50. Un paio di personali neologismi da me creati sono: "figura coproplastica" (modo elegante per definire una figura di m....) e "gonadestructor" (colui che distrugge le gonadi, organi pari dell'apparato genitale)

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  51. Io uso il "meh" ideato dai Simpson.
    Con tre lettere indichi: qualcosa che non è niente speciale... Ne brutto e ne bello!

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  52. ho una pletora di neologismi , tutti legati alle frasi distorte dell' infanzia.
    Il più simpatico e comprensibile è ACQUA MORALE ( minerale) , invenzione di mia sorella rimasta in uso per decenni.

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  53. Pedimira, che sarebbe un nomignolo da affibiare a donne particolarmente sgradevoli.
    E' l'acronimo di "PElle DI MInchia RAngrinzita".

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  54. Fidanzamoglie, coniato agli albori dell'attuale convivenza con Sonia, la mia perlappuntamente fidanzamoglie.
    Perché? Perché "convivente" fa tanto "coinquilino"; "compagna" no che poi si lamentano i comunisti; "moglie" no perché poi mi picchia lei; "fidanzata" è riduttivo.
    Quindi fidanzamoglie: non è il termine più elegante e fluente del mondo, ma garantisce nell'interlocutore reazioni scomposte a strafottere.

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  55. Da qualche anno a questa parte uso soprattutto neologismi mutuati dall'Antro, quindi di scarso interesse per questa cumpa di deboscia. Rispolvero quindi espressioni vecchie dei tempi delle superiori-Università, che mi sono rimaste in memoria.

    Grozzo (inventata da un mio amico, con la "o" chiusa e la "z" morbida di "zanzara", non come "tazza"): dicesi di black-metallaro grosso, grezzo e rozzo, in una sintesi che è quasi poesia.

    Trìgolo (in uso tra i miei compagni di liceo): quando "bigolo" non basta (per chi non è del nord, "bìgul" è un termine dialettale per indicare un fesso/minchione/ecc, nonché il nome perfetto per il mio cane, se mai dovessi portarmi a casa un Beagle :D ). Se neanche "trìgolo" basta, c'è il termine "polìgolo".

    Bronco-peste (proveniente dalla classe delle elementari di mia sorella): malattia stagionale particolarmente virulenta. Io e mia moglie lo usiamo ancora oggi per indicare i simpaticissimi malanni che ci portano a casa i pargoli dall'asilo...

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  56. Neologismi no ma uso spesso e volentieri

    interdet quando mi riferisco a internet e utenti non molto abili con lo strumento

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  57. Anch'io odio i neoligismi, ma direi "perplime", più propriamente la frase "ciò mi perplime" (=ciò mi rende perplesso).

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  58. Di derivazione familiare, più precisamente mio padre e sua compagniadi amici, ma che ogni tanto rispolvero:

    "FurbEga": sintesi di "Furbo un ca**o e sveglio una sEga"

    "ImbraCreStIlle": simile al precedente, sintesi di "Imbranato-Cretino-Stupido-imbecIlle"

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  59. Ne "I duri hanno due cuori" di Ligabue al duro scappa una "stramaledizione". Ecco, da allora quando voglio male a qualcuno lo "stramaleodio". A volte, tantissimo.

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  60. "ASTEECATSEE" letto ovviamente all'inglese. E' più di un hashtag e meno di un mantra. E' la parola magica che ti risolve qualsiasi situazione socialmente complicata.

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  61. "Pippiolo" e "pigullo", tutto ciò, di piccole dimensioni, che puo essere schiacciato, avvitato,ruotato ecc...

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  62. Queste sono di un mio amico e sono velocemente entrate nel gergo della mia compagnia.

    - Petezino: cosa piccola, carina o di poco valore.
    "Passami quel petezino, vah!"
    Spesso usato anche riferendosi ai bambini: "Oh, il tuo cuginetto è proprio un petezino!"

    - Mortalità: evento tragico che ha portato grande scompiglio nella vita di una persona. Per esempio, viene definita "mortalità amorosa" una relazione importante andata male o che, sfortunatamente, non è mai cominciata.
    "Dopo l'ultima mortalità amorosa Caio sembra un'altra persona"

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  63. oooh ne ho trovato uno che usavo PRIMA di iniziare a parlare l'Italienglish dell'emigrato. Non so chi l'abbia coniato, ma sono convinta che siano stati il nonno o la mamma (o forse e' dialettale?): INFRUSCHIRSI.

    Si dice di una persona che si sta fissando ed agitando troppo su qualcosa di triviale. "Guarda come ti stai infruschendo a pulire quella macchina" "Si e' infruschita troppo con quella storia di tizia lasciata da caio" "Via giu', non ti ci infruschire piu' su questo argomento"

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  64. Fuori tempo massimo, vi allieto con il "picciombo" (un termine che connota l'improbabile incrocio tra piccione e colombo). Lo ha coniato mia madre. Senza un perché.

    Da allora, quando passeggio ed incrocio tortore/piccioni/colombi, canticchio tra me e me: "Più o meno come fa un picciombo, che è un amico del colombo...". :)

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