martedì 7 maggio 2013

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Bioshock Infinite, ora che l'hai finito

La copertina del gioco. La scelta del soggetto è stata premiata
in tutto il mondo con sentitissimi sberleffi
Ovvero: perché Bioshock Infinite alla fine ti ha conquistato, ma solo dopo averti un bel po' deluso […]
Columbia: quello che vuoi, ma Ratpure era comunque un'altra cosa
A voler fare a tutti i costi gli allegri chirurghi, quelli che un gioco te lo sezionano e, manco fossimo ancora nel 1990, ti dicono che la grafica è così e la giocabilità cosà, dovresti dire che alla base, là in fondo sotto la trama, sotto l'ambientazione, sotto questa principessa da film Disney che si chiama Elizabeth e tutto il resto, c'è un gioco deludente. Un titolo che da un lato sceglie la via ottusa e popolare della semplificazione di alcuni meccanismi rispetto ai capitoli precedenti della saga, dall'altro introduce delle novità solo abbozzate, senza sfruttarle appieno. 
Scendendo nel dettaglio: sì, bisogna usare i plasm… i vigor, ma perché si possono portare dietro solo due armi, mortificando la libertà di approccio puramente sparacchino ai nemici? Perché Elizabeth ti rifila a nastro munizioni, sali e medikit, quando c'è già una resurrezione automatica che costa giusto un po' di dollari? Ma soprattutto, che bisogno c'era a quel punto di inserire ANCHE il solito, odioso scudo tipo Halo che si ricarica velocemente da solo, mettendo al riparo con un minimo di abilità e riflessi anche dagli scontri più impegnativi?* 
*Nessuno. Come ha scritto Jonathan Blow, designer di Braid, ormai gli sparatutto fanno così. Ti rendono invulnerabile e, per fregarti in quei pochi secondi in cui hai lo scudo fuori uso, ti buttano addosso nemici da tutte le parti. Toh, divertiti, ti dicono. Anche se non è per niente divertente. 
In buona sostanza, perché hanno reso il gioco così facile e gli scontri così blandi (fatta eccezione per un paio in tutto il gioco) anche a livello hard? Perché menarla tanto con gli handyman nei trailer prima del lancio, visto il ruolo marginale che questi rivestono poi nel gioco, non paragonabile neanche lontanamente a quello dei Big Daddy? O, per quanto riguarda il nuovo di cui si parlava sopra, perché limitare gli strappi a un menu à la carte grazie al quale ordinare ganci, armi e medikit ad Elizabeth, anziché renderli dei veri passaggi tra una dimensione e l'altra? Perché non approfittarne, una volta che l'idea ce l'hai lì, per tirarne fuori delle meccaniche di gioco diverse, buttarci un minimo (giusto un minimo) di Portal? Perché non c'era tempo. O voglia. O tempo e voglia. Boh.
L'Handyman: ti stende con un cazzottone, ma contro
un nemico praticamente immortale ha poco da fare il ganassa
Ma te non sei l'allegro chirurgo, e alle volte ti basta un singolo aspetto (molto) interessante per farti trovare interessante pure tutto il gioco che gli sta attorno. L'aspetto interessante di Bioshock Infinite è, come prevedibile, la storia. Parte intrigante, poi annaspa un bel po', ma finisce con una soluzione degna delle premesse e, soprattutto, una volta che a quella fine uno ci arriva, scopre una certa cosa e tutto quello che è successo fino a quel momento assume una luce diversa. Se prima ha prestato attenzione, si è interessato a quello che succedeva attorno a lui, quell'uno, allora capisce. Se non lo ha fatto, se è andato dritto per la sua strada, ciccia, e tocca cercare un sito che a quelle domande provi a dare una risposta. Tipo questo qui. Il problema è, se ne parlava nell'ultimo Ringcast, che non trovi felice la scelta di infilare buona parte degli elementi utili per comprendere tutta la storia nei voxafoni, quei così da rimediare in giro per i livelli con la voce registrata di un tizio.
Chi sono davvero i Lutece? Cosa vogliono?
E perché c'hanno quelle facce da pistola?
Perché il metodo "diari di Resident Evil", oltre ad essere vecchio come il cucco, funziona se ti trovi ad esplorare un mondo devastato in seguito a un'apocalisse zombie (appunto) o a un qualche altro grosso casino equipollente che ha lasciato in giro solo pazzi assassini. Come la Rapture dei primi Bioshock. Columbia è invece un mondo ancora vivo e pulsante, pieno di persone normali: inserire delle missioni secondarie per rivelare scampoli di storia a chi si fosse dedicato a completarle, o integrare quegli stessi pezzetti di trama nello scenario - come si è fatto ad esempio bene per la chicca degli anacronismi musicali - senza ricorrere a un bieco collectaton avrebbe avuto secondo la tua personalissima opinione molto più senso. Ma comunque. 

E allora? E allora se non lo avete ancora giocato e siete muniti di pazienza sufficiente per ravanare ogni singolo stanzino alla ricerca di quei così utili a comprendere e (aver modo di) apprezzare fino in fondo la storia che ha da raccontare, Bioshock Infinite vi piacerà. Anche tanto. Ma se vi interessa solo far saltare per aria dei tizi o dar fuoco alla gente con i poteri, e non avete tempo da perdere per guardarvi attorno, rischiate di ritrovarvi in mano solo un FPS di nuova generazione piuttosto banale. E non è quello che Infinite, pur con i suoi limiti, vuole chiaramente essere.

37 commenti:

  1. A me sembrava galattico...

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  2. Doc, ce l'hai per Piccì o Iccsiboccsi?

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  3. la storia è talmente bella e ben strutturata che molti difetti passano (secondo me) in secondo piano.. Magari è stato il mio modo di approcciare il gioco, ma mi è sembrato fantastico!
    concordo alla grande sugli Handyman.. alla fine inutili, e privi del "carisma" dei Big Daddy.

    ps. Levine dev'essere un fan sfegatato di Fringe :D

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  4. Bene, ho scoperto che non lo devo assolutamente comprare visto che sono il secondo tipo di giocatore. Ascoltare phoncosi non mi interesse, uscito dall'ufficio ho bisogno solo di dedicarmi alla via bieca dell'asfaltatore folle.
    Citando Shar Teel da Baldur's Gate: "se sanguina posso ucciderlo" (fidati anche se non saguina).

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  5. in termini di gameplay è uno sparatutto decente/buono. stile e colonna sonora ottimi. la domanda fondamentale però è se quella di Infinite sia la miglior trama di questa generazione. per me è un 'assolutamente sì', urlato in un pianto commosso mentre mi strappo le vesti

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    1. Mmmhh... Più di The Walking Dead, per quanto sia difficile (=impossibile) paragonare due giochi così diversi? Lo chiedo perché magari uno intende cose differenti, ma se per storia intendiamo il coinvolgimento emotivo che un gioco è in grado di regalare, per me non c'è gara.

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    2. The Walking Dead per me segue a ruota, ed immediatamente dopo metterei la saga di Mass Effect. Infinite vince in quanto offre il mindfuck totale, tra l'altro riuscendo a chiudere ogni domanda lasciata aperta nel corso della trama. è praticamente Lost con un finale degno. TWD è il gioco che ci fa chiagner', Mass Effect tra i primi tre perché, a prescindere dalla controversia sul finale, ha l'universo più immersivo che il medium abbia offerto negli ultimi anni.

      A proposito, solo io ho sto sentendo a ruota il christian country più becero dopo aver finito il gioco?

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  6. Belle le ambientazioni e alcune parti ma l'ho purtroppo trovato un pò deludente, in primis per la trama, che all'inizio sembra coinvolgente ma si impasta un pò finendo poi nel classico finale da "non capisci niente ma aspetta che con 2-3 flashback da psicanalisi ti chiariamo tutto,forse".

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  7. Questo post me lo metto tra i preferiti, per ricordarlo come quello in cui tu ed io siamo assolutamente d'accordo su un cacchio di videogioco. Alleluja!

    Anzi sai che ti dico? A livello di dialoghi era comunque meglio il primo. Li ho trovati più profondi, senza contare che l'atmosfera era più palpabile.
    Che palle quando per avere un minimo di feeling in un cacchio di videogioco in cui sia contemplata un minimo di esplorazione ti fanno infodump con opusculetti, libretti e nastri vari sparsi in ogni area.
    A me pare che di writers decenti in questo settore ce ne siano sempre meno.

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    1. È un modo "poco invasivo" e altrettanto poco impegnativo di portare avanti una storia, ma a) sono vent'anni, basta; b) ha senso se vuoi dare un di più, non se costringi il giocatore a raccattarli tutti se vuole capire davvero cosa sia successo alla fine del gioco. Quanto agli scrittori, è un discorso molto complesso: scrivere per un videogioco sappiamo quanto sia diverso da scrivere per gli altri media, e far quadrare il tutto non è comunque compito di chi scrive ma dei gamedesigner. In Infinite ci sono dei momenti in cui Elizabeth racconta qualcosa di più o meno drammatico, le chiedi di aprire un lucchetto e lei cambia completamente tono e ripete le solite frasi. Quello, per esempio, è un limite del gioco a distruggere l'atmosfera, non il lavoro di chi hanno pagato a cottimo per i dialoghi.

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    2. Senza contare che di quello che diceva Elizabeth non gliene fregava una ceppa a nessuno, a me lei è sembrata soltanto un concentrato di fanservice (non soltanto sessuale) ambulante.
      Tra l'altro il fatto che te la portavi sempre dietro come angelo custode/palla al piede mi ha ricordato un pò Ico.
      Ecco, Ico, QUELLO era un gioco d'atmosfera. Altro che voxophoni di sta ceppa.

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  8. Doc scusami.. ma Blood Dragon l'hai provato? Io ci sono andato sotto solo con il trailer..

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    1. Lo inizio appena mi scoccio di Dead Island Riptide, che sto giocando in questi giorni.

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    2. Se apprezzi le meccaniche di gioco di Far Cry 3, Blood Dragon risulta un fantastico schiaffo all'industria videoludica!

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  9. Aspettavo questa tua recensione per condividere alcune impressioni sul gioco. A mio parere si tratta di un titolo assolutamente da giocare, ma che non mantiene le promesse sotto svariati aspetti e che lascia molte occasioni lì esanimi sul pavimento. L'ambientazione è fantastica, ti cala davvero in un "mondo altro", così come era avvenuto per Rapture. Anche se purtroppo lo fa in modo minore rispetto al predecessore, e questo paragone a favore del primo Bioshock è una costante che ci si porta appresso per tutto lo svolgimento del gioco.
    La grafica è buona, i personaggi sono abbastanza convincenti (ma, anche qui, il Ryan di Bioshock era un'altra cosa...), il coinvolgimento c'è, e tutto quanto. Però ci sono anche vari dubbi.

    Intanto a mio avviso Infinite è mal calibrato. I vigor sono molto meno potenti e utili (almeno cinque sono del tutto superflui) dei loro predecessori plasmidi e infatti è possibile terminare il gioco anche semplicemente usando le due sole armi a disposizione. Ovviamente si è scelto di limitare il numero di armi proprio per spingere il giocatore a usare i vigor (e se giocate con i suggerimenti dopo un po' leggerete un tono di disperata implorazione quando vi dicono per la quindicesima volta "ricordati di usare i vigor!"). Per contro, però, il poter portare solo due bocche da fuoco rende tutto lo svolgimento dell'azione meno tattico e quindi meno interessante.

    Le situazioni sono poco equilibrate. Spesso ci si trova con decine di nemici attorno (vedi duello finale) e inermi, mentre in altri casi ti vengono incontro due poveracci che si stendono con una sberla. Anche qui, purtroppo l'aspetto tattico è tralasciato.
    Poi, dover affrontare per TRE volte lo stesso "nemico" è un sospetto indice di carenza di idee...
    Il maggior difetto a mio avviso è però che il gioco spinge ad andare avanti complusivamente, cosa che non consente di gustare appieno tutte le piccole chicche dell'ambientazione, ed è un vero peccato perché quello era il vero punto di forza. Sono arrivato alla fine e ho detto "ah, di già?".

    Infine la storia, per carità è molto intensa e "acchiappa", però è una trama anche molto di moda negli ultimi tempi, per come la vedo io... ma non dico di più.

    Scusa se ho fatto una contro-recensione, non era mia intenzione, volevo solo condividere con voi le mie impressioni su un gioco cui tengo molto :)

    p.s. Menzione d'onore per la parte nel museo animato, veramente poesia

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  10. Io lo sto giocando in questo momento, già con il livello di difficoltà massimo, sbloccato con il konami code. Ma un po' mi sono pentito, perché gli scontri sono strutturati male, caotici, con gente che ti spara dappertutto ed è talmente amalgamata nell'ambiente che non riesci a identificarli. Per il resto è tutto molto affascinante, se solo avessero puntato di più su variabili avventurose, scontri piccoli, su enigmi basati sullo skyhook o le fratture temporali sarebbe stato perfetto!

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  11. SOno d'accordissimo con te Doc, il finale gratifica un gioco abbastanza deludente. Meglio di molti altri certo, ma sempre sotto quel gran capolavoro di Bioshock. I Vigor non servono a nulla, sono integrati in maniera dozzinale nella storia, a differenza dei plasmidi che avevano una caratura diversa. Si salva con la bellezza degli scenari e appunto il finale, ma non ho voglia affatto di rigiocarlo.

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  12. Calogero Kabuto7 maggio 2013 23:20

    Io ti dico solo che ho appena finito quella cacca di Star Trek 2013, e mi è piaciuto mille volte di più di BioDaiFacciamoUnSaggioDiArchitetturaPerParchiATema Infinite...

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  13. Non lapidatemi, ma a me il primo Bioshock non mi ha fatto impazzire. E l'ho giocato dopo aver finito Bioshock Infinite (ok ora mi arriveranno un pò di pietre). Che al contrario mi ha fatto impazzire, mi ha tenuto incollato fino alla fine e mi ha fatto aprire dibattiti su dibattiti con chi aveva già finito il gioco, come non mi succedeva da boh, Inception forse. Secondo me il problema può essere che il genere scelto, lo sparatutto, non è forse dei migliori per portare avanti una storia del genere. E il mezzo per arrivare ai dettagli che ti fanno capire tutto il contesto, cioè l'ascolto dei diari audio, è ormai troppo obsoleto e ce lo si porta avanti da troppo tempo, come già fatto notare.
    Di fatto i difetti macroscopici e le occasioni mancate vengono spazzate via da quella che è una tra le migliori sceneggiature mai scritte per un videogame. Addentrarsi in un territorio del genere e uscirne illesi, trovando una spiegazione per tutto, è un evento rarissimo. E Bioshock Infinite ci riesce alla grande.

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  14. Boh a me 'sto gioco nono attira per nulla

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  15. Arrivo come un falco e dico la mia (di cui non frega niente nessuno ma visto che ci sono...).
    Deludente è la parola che mi viene in mente, tecnicamente buono (ma c'è di meglio in giro), giocabilità buona (ma c'è di meglio in giro), trama...... qui la cosa è complicata, premetto che per i miei gusti personali trovo l'ambientazione orrida, la storia comincia male e continua per un bel pezzo in maniera anonima, quando recuperi ELizabeth si riprende, migliora per poi introdurre un finale assurdo, che spiega tutto e niente. L'atmosfera e i personaggi di rapture restano per me insuperabili, così come la trama e la sua conclusione.

    sarà che sto invecchiando e tutto sa di già visto ? :-)

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  16. Non sono riuscito a finirlo, mi ha annoiato abbastanza presto, pur non essendo io un gran fan dei classici FPS sparacchini.

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  17. Mannaggia, Doc... mi hai fatto venire voglia di giocarmi questa saga dall'inizio (perchè ovviamente non avrebbe senso cominciare con Infinite), e ho scoperto che il primo per PS3 è praticamente introvabile o venduto tipo a 90 euro: possibile che non abbiato pensato di fare una platinum o un'essential di Bioshock e Bioshock II?

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  18. i due Bioshock li trovi a prezzi stracciati...le collector costano invece molterrimo.

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    1. Boh, su Amazon il primo lo trovo solo in versione jap o a prezzi assurdi °_°

      Sto cominciando a pensare che devo guardare altrove.

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    2. Prova sull'Amazon.co.uk
      Lì ce l'hanno nuovo a prezzi umani e usato a poco più di una cippa. ;)

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    3. Trovati. Grazie molterrime. :))

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  19. Un gioco che va giocato per l'ambientazione surreale, l'orgasmo grafico che provocano certi ambienti e sopratutto la trama, che si sviluppa egregiamente, vi farà innamorare di Elizabeth (stupendamente doppiata) e poi c'è un grande finale che vi attende!

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  20. Una domanda collaterale: ma quel bordello all'inizio di Ringcast è necessario? Sembra che un branco di elefanti imbottiti di tritolo e pentolacce stia esplodendo in una discoteca di Glasgow.

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  21. su bioshock sono pienamente d'accordo. dopo averlo finito ho letto uno dei vari siti con lo "spiegone totale" e poi mi sono rifatto un secondo giro solo per riprendere i vari riferimenti.
    su blood dragon, preparati che è piccolo ma è strapieno di chicche spettacolari.

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  22. Caro Doc, ancora una volta un'ottima recensione.
    Trovo perfettamente azzeccato il paragone di Elizabeth con una principessa disney: ha tanto di Jasmine quanto di Rapunzel, anche se forse più all'inizio del gioco che dopo. Il primo quarto l'ho trovato un po' sotto tono, ma dopo è progressivamente migliorato fino alla splendida parte finale. Dico parte e non solo finale, in quanto penso che se l'intero gioco fosse stato come le ultime due ore sarebbe stato un titolo senz'altro memorabile. insomma, con tutte le limitazioni tecniche rimane un piacere anche solo per la trama.

    Ps: Doc, hai letto per caso il romanzo Bioshock: Rapture? E' a mio parere uno dei pochi esempi piacevoli di romanzi tratti dai videogiochi.

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    1. Permettimi Doc di aggiungere un'altra cosa. Credo che il corrispettivo del Big Daddy fosse originariamente il Song Bird. Se ci pensiamo entrambi svolgono compiti non troppo dissimili. Si tratta ovviamente di una congettura, ma penso che siccome quest'ultimo non appariva frequentemente nel gioco, si è deciso di introdurre l'handyman, anche per ragioni di immagine e pubblicità.

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  23. Non so daccordo con chi dice che rapture sia meglio di Columbia. Certamente il confronto viene naturale, però secondo me sono due ambientazioni diverse per scopi diversi. Raputure è malata, claustrofobica con un'atmosfera eccezionale che immerge completamente il giocatore nel mondo della città sottomarina. tutti i nemici, dai personaggi secondari ai ricombinanti, sono caratterizzati egregiamente e memorabili. COlumbia invece stilisticamente è 1000 volte meglio di Raputure, però allo stesso tempo pecca di atsmosfera, ovvero non riesce a immergere completamente il giocatore all'interno del mondo, probabilmente dovuto anche a determinate scelte di design. INoltre pecca di caratterizzazione dei PG secondari, infatti per me solo i fratelli Lutece possono essere paragonati a gente come Ryan o Cohen.
    @giuseppe atria: in teoria songbird dovrebbe essere il corrispettivo Big Daddy di Elizabeth, infatti c'è un voxofono dedicato a lui che spiega le sue origini (e qui si torna a parlare del problema di prima emerso dalla rece). SOngbird, per me, rappresenta uno dei punti deboli della trama, insieme per esempio a Daisy Fitzroy, che per quanto possa essere ben costruita e con un finale mind fuck mi ha lasciato proprio poco, al contrario invece del primo Bio

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    1. "Rapture ... un'atmosfera eccezionale che immerge completamente il giocatore ... tutti i nemici ... sono caratterizzati egregiamente e memorabili."

      "COlumbia ... pecca di atmosfera ... inoltre pecca di caratterizzazione dei PG secondari..."

      Che tradotto significa proprio: Rapture >>> Columbia :)


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    2. facile estrapolare le frasi dal loro contesto: all'inizio ho detto che per me " sono due ambientazioni diverse per scopi diversi." rapture brilla per atsmofera, dovuto alla necessità di design del gioco, e ha i PG secondari molto più caratterizzati di rispetto a questo ma stilisticamente le prende di brutto da Columbia, dove tra l'altro non vi è più la voglia di "immergere" completamente il giocatore visto la presenza del personaggio principale parlante. Quindi oggettivamente non è vi una migliore dell'altra però è ovvio che poi soggettivamente uno preferisce Columbia o Rapture :)

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  24. Sinceramente, che Columbia sia "stilisticamente" preferibile a Rapture mi sembra proprio il minimo indispensabile, visto che Levine e soci hanno avuto quasi 6 anni di tempo per lavorarci su.
    Peccato che tale lavoro non sia stato fatto in stessa misura per tutto il resto. Certo, bisogna pure vedere CHI ci ha lavorato davvero, ma rimane il fatto che, tirando le somme, il primo Bioshock sia superiore a Infinite come esperienza videoludica tout court.

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  25. ehm... praticamente questa rece/commento butta giù tutto il teatrino di hype e considerazioni assolutistiche sul gioco, che lo additavano come il capolavoro dei secoli nei secoli...

    Sono contento che il Doc abbia fatto crollare il castello di carte... bastava così poco per accorgersi che non era poi sto granchè...

    KASSIM.

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