martedì 2 ottobre 2012

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Badass Bastards: The Lost Platoon 2, parte 2

Seconda parte anche per il romanzo a puntate Badass Bastards: The Lost Platoon 2. La prima la trovate qui. Hey, ho, let's go.

.2
La tua Wendy Khane l’hai difesa con le unghie e con i denti.
Se chiedi in giro, tutti ti dicono che nel mondo dei videogiochi c'è questa regola non scritta, ma in realtà è scritta tipo in IMPACT corpo 40 a caratteri lampeggianti sulla fronte di qualunque persona abbia anche solo lontanamente a che fare con questo settore: se usi una donna come protagonista, dev'essere una tettona.
Una tettona bionda, rossa, a volte va bene anche mora o castana, ma dev'essere tettona. Qualunque cosa indossi - tutina in pelle, armatura fantasy incantata con resistenza al fuoco +4, corazza in titanio e kevlar da fante spaziale mandato a combattere su Cressida - dev'essere scollata fino all'ombelico. Si devono vedere le bocce.
Nelle prime fasi di sviluppo di Badass Bastards: The Lost Platoon, però, avevi in mente sin dall’inizio questa figura femminile molto forte, con il naso da pugile. Una Ellen Ripley più androgina e tosta di Ellen Ripley; una donna guerriera che sembrasse, metti, una donna guerriera, e non una tizia perata di Penthouse finita sul set sbagliato con le unghie finte e ancora fresca di permanente.
La risposta dei piani alti era stata: «Te lo puoi scordare».

Ti chiami Gabriele Zainer e sei un game designer. Anche se sulla carta d'identità c'è scritto Impiegato. [...]


«È un personaggio carino», ti aveva detto cautamente Martini, una delle persone che vi fanno saltare ogni giorno nel cerchio infuocato, studiando la tua reazione. «Ma manca di spessore. Dovreste caratterizzarla di più».
Caratterizzazione e arricchimento di spessore, venne presto fuori, volevano dire una Wendy con la quinta e, se possibile, bisex.
Un'altra cosa che ti dicono tutti, se chiedi in giro, è che nei videogiochi è meglio non inserire personaggi gay. Ché ti vai a cercare solo dei casini. Ché certe cose la gente non le capisce e le famiglie si lamentano. Ché siamo in Italia, senti. Ma se si tratta di una figa con le tette enormi e i gusti sessuali promiscui è okay: al giocatore piace. Anzi, il giocatore c’è pure il rischio che si arrapi.
Quel viscido di Ferri si era ovviamente appiattito seduta stante sulla posizione di chi vi paga lo stipendio e aveva preso ad abbaiare ordini. Così, visto che non riuscivi a spuntarla, hai fatto buon viso a cattivo videogioco e azzardato una pericolosissima inversione a U al momento della release ufficiale dei primi wallpaper con il personaggio. Rischiando poltrona e culo. Un fine settimana di lavoro gomito a gomito con Dario Minelli - art director, 28 anni, una passione morbosa per Clio Make up, a suo dire la più grande figa del pianeta - al quale non hai spiegato bene quel che stavate facendo fino a quando non era troppo tardi per tirarsene fuori, e avete mandato in Rete questa illustrazione in 1920x1080 realizzata con ecoline e una botta di Photoshop: una Wendy Khane tosta come il titanio, con una prima e il naso storto.
Ora, magari è stato che la New Life Interactive era ancora immersa ai tempi nel brodo primordiale delle start-up con tante cose da fare e ruoli non ancora ben definiti; il capannone era pieno di gente che aveva sviluppato solo giochi per iOS e console portatili. Te compreso. Badass Bastards: The Lost Platoon era il primo gioco importante per tutti voi.
Quello, e il fatto che il wallpaper del tenente Khane scalciava talmente tanti culi che ha bucato il tetto dei 150.000 download sul sito ufficiale del gioco. In quattro giorni. In direzione non sapevano se prenderti a sberle o aumentarti lo stipendio, e alla fine hanno scelto la soluzione più pratica e meno costosa: nessuno ti ha detto un cazzo e Martini e gli altri fingevano di non vedere l'enorme elefante che scorreggiava in un angolo della sala riunioni ogni volta che entravi.
Fast forward: tredici mesi più tardi, il gioco schizza al quarto posto della top ten multiformato americana, al secondo di quella europea, all'ottavo della classifica Media Create in Giappone. Per tre settimane avete venduto perfino più dell'ultimo Ryu Ga Gotoku. Il pubblico… beh, il pubblico era andato fuori di testa: Badass Bastards: The Lost Platoon era letteralmente ovunque. Ok, tranne che in Germania, ma solo perché lì quelle norme ridicole sui videogiochi violenti ne hanno impedito la distribuzione, costringendo migliaia di poveri cristi a cercarne una copia su eBay a prezzi da furto. Più o meno nell'istante in cui erano iniziati a piovergli addosso così tanti soldi da seppellirlo, l'amministratore delegato Claudio Martini ti aveva coperto di complimenti a nome della proprietà e regalato due biglietti per lo stadio di cui non ti fregava una mazza. Ferri era saltato subito sul carro dei vincitori, prendendosi meriti non suoi e guadagnando in tempo zero l'odio di tutti.
Questo prima che si accorgesse di quell'ERRORE nei credits del gioco, chiedesse ai piani alti di correggerlo con una patch, gli venisse risposto «Costa troppo, fottiti», e decidesse a) di attribuirtene la colpa finché avrà respiro e b) di renderti la vita un inferno.

****
Ora il problema stava tutto nel trovare un ALTRO protagonista altrettanto indovinato. Il canovaccio di base, all’inizio dei lavori, avete deciso di lasciarlo molto simile a quello del gioco originale.
Nel primo Badass Bastards: The Lost Platoon, un drappello di soldati del futuro veniva spedito a guardia di un avamposto militare su un satellite sperduto, un luogo dimenticato da Dio e dagli uomini, in attesa dell’arrivo di un non meglio identificato nemico.
Sono lì e i giorni trascorrono lenti, allungati dalla routine delle esercitazioni e dei turni di guardia. Il Deserto dei Tartari di Buzzati: tutti ad aspettare un nemico che non arriva mai.
A un certo punto, però, terminati i primi tre livelli del gioco legati ad esercitazioni e falsi allarmi, gli eventi prendevano una piega inquietante. Uno dopo l’altro, i soldati iniziavano a cadere vittima di incidenti assurdi. Il giocatore capiva così pian piano che quegli uomini stavano combattendo un nemico invisibile. Un alieno. Un mutante. Spettri di altri soldati deceduti in quel posto prima di loro. O magari che tutti quei mesi di isolamento dalla civiltà avessero fatto crollare l’equilibrio psichico di uno di loro, impegnato ora in una sinistra caccia ai propri compagni. Livello dopo livello, ognuno poteva costruirsi una sua spiegazione degli eventi. Finché alla fine del gioco, all’apice del tredicesimo livello, Fade away, ci si ritrovava di nuovo alla guida di Wendy Khane, unica sopravvissuta dell’intero plotone, e si scopriva che le cose, anche nei videogiochi, sono a volte molto più semplici di quanto non possa sembrare.
Schiacciata dal peso delle sue responsabilità, sconvolta per quanto aveva fatto senza neppure rendersene conto a causa di un incredibile sdoppiamento di personalità, il tenente Khane si toglieva la vita sulle splendide note del tema del gioco, composto dal maestro Hidetoshi Sakagura.
Il tuo colpo di teatro.
La sorpresa al curaro che spiazzava completamente chi, pad alla mano, si preparava all’ennesimo happy ending, con l’eroina sopravvissuta che riabbraccia i rinforzi arrivati a salvarla.
La critica aveva apprezzato molto l’originalità della trama. John Hilkins, editor della celebre rivista inglese WTF?! (What The Frag?!), aveva chiuso così la sua recensione da 96 su 100: Se Agatha Christie fosse ancora viva, e avesse il tempo e la voglia di occuparsi ai giorni nostri di videogiochi, questa storia le sarebbe piaciuta molto.
Gloria, che ancora non si era trasformata nell’arredatrice di ghiaccio che è oggi, ti aveva fatto trovare quell’articolo incorniciato nel tuo studio.
Avevi gridato un «Vaffanculo!!» così forte – a Ferri, alla proprietà, perfino a te stesso e a tutti i tuoi dubbi – che temevi ti avessero sentito perfino gli stimabili, paludati professionisti del primo piano. E l’avevi abbracciata forte, Gloria, ed era stato uno di quei momenti fatti di gioia e di orgoglio che poi non hai voglia di andare a letto fino al mattino dopo.

Badass Bastards: The Lost Platoon 2
, questi erano i piani, avrebbe giocato sugli stessi elementi, ma mescolando un po’ le carte. Nuovo sorpresone finale e ambientazione traslocata dai ghiacci di un satellite alla giungla di un pianeta verde altrettanto inospitale.
Decisione che ha visto tutto il team particolarmente entusiasta, con la sola eccezione di Simone Zampa, il vostro (ir)responsabile grafico.
«E grazie» aveva detto, sforzandosi di non prendere a fumare dalle orecchie per l’incazzatura. «Non dovete mica metterle assieme voi tutte quelle foglie e quella frascaglia...» 
Ma trovare un nuovo protagonista in grado di sfondare come Wendy non si è rivelato affatto facile. Minelli e i suoi ragazzi hanno partorito alcuni design interessanti, ma tutti originali quanto una colazione brioche e cappuccino. Non è del resto semplice inventarsi un eroe – maschio, perché in questo seguito avete deciso, giocoforza, di passare a un personaggio maschile – che non sappia di già visto. Alla fine vi siete accordati su un Max Scolder piuttosto stereotipato: bruno, espressione torva, un neo sul viso che secondo Dario gli dà maggiore personalità (e che a te lo fa sembrare il fratello brutto di Nick Kamen), un fisico molto, troppo muscoloso.
Contavi di renderlo un po’ più tuo con la trama, con dei dialoghi secchi e carichi di pathos, ma la storia della violenza esplicita ti ha incasinato ulteriormente le idee. E questa immagine di un Conan il barbaro senza frangetta, ma in uniforme, con il neo alla Nick Kamen e immerso nel sangue fino allo sterno, non riesci proprio a scrollartela dalla mente.

****
Sei lì al computer, a rovistare tra i tuoi file, ascoltando una di quelle canzoni che ti rendono triste.
«Il cazzo!» urla qualcuno dall’altro lato dell’open space.
Alzi lo sguardo oltre la parete divisoria del tuo cubicolo, oltre le foto di Gloria al mare scattate durante quella vacanza a Mykonos e il poster con l’autografo di Freddy Mercury (quasi sicuramente finto) comprato su ebay.
In fondo alla stanza, sotto la parete attrezzata carica di libri, giochi e modellini usati come materiale di riferimento, Marcio e Pietro sono alle prese con quella che potrebbe anche essere la loro ventesima discussione inutile degli ultimi tre giorni.
«Il cazzo che non l’hai fatto apposta! Il cazzo!!» urla Marcio, e il suo viso ha assunto colori talmente paonazzi, è deformato dall’ira in una maschera così orrenda, da farlo assomigliare in modo davvero inquietante alla figura di Kastos, il guerriero alieno della popolare serie General of Ween, ritratto su un poster gigante appeso alla sua destra.
E allora capisci che no, non è una delle solite, piccole tensioni sul lavoro, di quegli incendi innocui che periodi di pressione enorme come quello che state vivendo fanno scoppiare in modo spontaneo tra il direttore tecnico del progetto e il suo principale programmatore.
Qualcuno, pensi, deve avergli toccato quella cazzo di violetta africana. Pacifico.
«Figa», cerca di difendersi Torretta, che evidentemente non sa quello che ha scatenato, «mi sembra che stiamo diventando troppo isterici qua dentro, eh?».
Sulle urla che seguono, torni a fissare il tuo monitor.

Rileggi gli ultimi tre messaggi di Banshee e sorridi da guancia a guancia come un idiota. Poi apri un foglio di TextEdit e scrivi in alto, in carattere Courier 14 punti giustificato:

A Day in the Life of Marcello “Marcio” Casalgrande
E butti giù una manciata di righe. Magari un giorno potrebbero tornarti utili. Hai visto mai.


[CONTINUA tra due settimane. O giù di lì. Un enorme grazie a Francesco Codolo per la sua illustrazione. Potete dare un'occhiata ai suoi bellerrimi lavori sul suo blog]

35 commenti:

  1. Wow sto romanzo mi prende anche più di quello su Frenki (che rimane comunque scritto da dio). E poi quella cit. di un god of war di un universo parallelo al nostro è da applausi veri. Cinque alto doc.

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  2. @Matteo Marin: un po' citazione, un po' che a Sony piace trascinare gente in tribunale per le orecchie per vocazione ;)

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  3. P.S. Comunque vai alla grande Doc, ma davvero non riesci a trovare uno stronzo che te li pubblica?

    P.P.S. L'illustrazione mi piace un casino

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  4. ilbullonepoligonale:
    Ah, ah, ma no! Ho storpiato nome a titolo e protagonista così, per gioco, mica per paura di rappresaglie Sony. :D

    Quanto alla domanda: a) no, non ho mai fatto vedere questa roba ad alcun editore, per una serie di ragioni sghembe tutte mie, b) anche me ne fregasse, mica puoi portare qualche capitolo e la promessa di completare il resto, eh. Non funziona così :)

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  5. Solo un rimprovero SONO TROPPO CORTI!
    Appena uno prende il ritmo PHAM finito.

    Dopo questo sfogo da simpatico seguace morboso (fan) debbo dire che mi sto appassionando.
    Una domanda, nel mondo video ludico, quando sviluppi un grande gioco, finisce con una lunga lista di pacche sulle spalle e un ritorno economico basso o è il protagonista che ha dei datori di lavoro più stronzi della media?

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  6. Doc:
    Su Sony si faceva un po' di ironia ovvio, non hanno "aggiso" Marvel, e quindi Disney, per quella brutta storia di Drax il distruttore, figuriamoci a te che non ci lucri ;)

    Per quanto riguarda i romanzi fa un po' tristezza, ci sono un sacco di "cani della penna" in giro e tu lasci questo ben di Dio a noi debosciati cosí ;)

    P.S. Mi sa che oggi ho abusato del ;)

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  7. P.P.P.P.S. "E ancora, basta, uccidetelo"

    Proprio Kastos lo dovevi chiamare, che in tre giochi si sdraia qualsiasi cosa gli capiti "a tiro d'uccello" :D

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  8. Mi trovo daccordo con ilbullonepoligonale c'hai un modo di scrivere che ti tiene incollato, è davvero un peccato che tu non faccia il romanziere di professione. Ma forse è meglio così piuttosto che un docmanhattan castrato/censurato da editori cialtroni :)

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  9. PS castrato/censurato non in senso letterale, che poi noi debosciati si pensa subito male:)

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  10. @Drakkan

    Io l'ho interpretato come tipico malcostume delle azienducole (pure quelle grosse) Italiche, dove un riconoscimento a chi t'ha fatto fare i soldoni non sia mai sia economico...no....due biglietti magari regalati alla società e di cui non frega cazzo a nessuno, na pacca un grazie un vaffanculo e mo lavora...;)

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  11. @wargarv
    questo mal costume è abbastanza istituzionalizzato in Italia e nel mondo, soprattutto in certi settori; quei settori dove l'apporto personale è meno percepibile ma altrettanto importante. Nel settore finanziario i dirigenti alla Fantozzi guadagnano milioni (di euro) mettendo in ginocchhio intere economie mentre i peones 30 o 40, persino 50 volte di meno - vedi Monte Paschi.
    Lo sviluppo dei video giochi, pensavo, fosse un'isola un po' più felice dove era innegabile riconoscere il contributo del singolo sotto tutti gli aspetti.

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  12. Piacevole Frankie, assolutamente ma è con questo Badass Bastards che ci si attacca al monitor in scimmia! Speriam passino in fretta le prossime due settimane! Riposa in pace, Wendy Khane!
    ;)

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  13. C'entra una cippa, Doc, ma nel menù di una panineria mi sono imbattuto in un "Oreo Pie"...Dalla descrizione doveva essere un tripudio di libidine, ma dopo un hamburger di due chili (condiviso, eh) non me la sentivo di provarlo...Casomai un giorno ci ritorno e ti faccio sapere com'è.

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  14. Drakkan:
    Cerca online quello che è successo a chi lavorava per il fu Team Bondi (L.A. Noire) :|

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  15. bello bello! mi piace un casino la "sottile" critica al panorama dei videogiochi attuale dal punto di vista di un addetto ai lavori... mi chiedo come continuerà il tutto! thx Doc, quando finisce voglio l'ebook!

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  16. AzzieThreadbare2 ottobre 2012 11:25

    Doc, so che sei un fan di palahniuk, mi domando quanto ciò secondo te, abbia influito sui tuoi romanzi, ho notato molte somiglianze tra gli incipit tuoi e quelli del buon Chuck, tra cui la somiglianza nella delineazione iniziale dei protagonisti, e stili diversi di scrittura (e quindi di iterazione lettore-protagonista)per ogni romanzo. Per frankie stai addirittura abituando il lettore ad un tormentone (la colonna sonora). Secondo te ho ragione o torto nel dire che Chuck ti sta influenzando?
    Ah comunque a me non dispiace affatto, a parte "Tell all" che odio, e "dannazione" e "portland souvenier" che non ho letto ancora, adoro tutti i romanzi di palahniuk.

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  17. AzzieThreadbare2 ottobre 2012 11:36

    @ ilbullonepoligonale

    Dagli torto!
    Conosci qualcuno che non si bomberebbe Afrodite?
    Intendo tra maschi, femmine ed ogni altra sfumatura.

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  18. AzzieThreadbare:
    Oh, nel periodo di ammmore assoluto per i romanzi di Palahniuk (sfumato nell'indifferenza totale con le sue ultime opere) ne sono rimasto influenzato di sicuro. Alcuni racconti brevi contenuti in E' che poi (La Lega Oreisti Anonimi, La Maschera) li ho scritti scimmiottando umilmente di proposito lo stile dei suoi primi lavori. Ora? Boh. Magari certe cose ti restano. La scelta di usare uno stile diverso per ogni nuovo racconto è comunque frutto semplicemente della voglia di differenziare tra loro le robe che scrivo. Tutto lì.

    Grazie a tutti per le belle parole (ndLuciano Rispoli).

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  19. La storia del primo gioco sembra abbastanza interessante da farne un romanzo fantascienzo, doc.

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  20. beh dai team bondi ha fatto un bel casino con L.A. noire, tra l'altro pompatissimo dalla "stampa di settore" ma effettivamente un gioco adatto a pochissimi palati (a me non è piaciuto ma non vuol dire sia brutto in senso lato....solo che il gioco...due palle :D), sviluppato in tempi biblici (annunciato nel 2005 uscito nel 2011...), grafica rappezzata e con grande cura nei volti, trascurando poi però il resto e gli impatti....boh.

    Non dico sia colpa del team, ci mancherebbe, ma il buon vecchio mcnamara imho l'ha fatta grossa e fuori dal vaso, e in un mondo simile dove chiudono software house molto più solide, purtroppo era inevitabile quanto accaduto

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  21. Intriga, intriga assai...anche se il formato del romanzo a puntate porta con se una buona dose di frustrazione (ma questo credo sia un mio problema)!
    Doc, sponsor ufficiale perdita della produttività quotidiana.

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  22. wargarv:
    Ma non parlavo mica della fine che hanno fatto. Quanto degli anni di schiavitù di cui molti ex membri dello studio si sono lamentati a gioco uscito. Tutto il mondo è (Bel) Paese.

    Princh:
    Modestamente :)

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  23. @Doc & wargarv
    ho letto delle gesta del famoso o meglio famigerato Team Bondi. Sulla wiki c'è scritto che li facevano lavorare con il metodo del "Crunch" (wiki: "una tecnica che consiste nel chiudere in ufficio gli sviluppatori fino al compimento di un obiettivo").
    In pratica un conclave lavorativo.

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  24. quando dicevo "mcnamara l'ha fatta grossa e fuori dal vaso" questo intendevo, nel senso che i ritardi biblici sono il risultato di un lavoro che non è andato per il verso giusto, visto che oltre al discorso crunch (che non funge) manco li pagava agli sviluppatori e programmatori "a progetto"....comunque sia si tutto il mondo è paese questo è il modello che vogliono applicare un po ovunque...che gioia :D

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  25. Bello, lo sto preferendo a "Frankie"...che pure mi sto godendo. ;)

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  26. Grande Doc! Appena caricato sul Kindolo e stasera me lo leggo comodo comodo!

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  27. MMM Doc. pure io lavoro per una grande Azienda Malefica e purtroppo sto sperimentando il "crunch" .
    Ci chiamano Risorse Umane ma siamo tutti schiavetti rimpiazzabili da altri bisognosi/disperati.
    Avevo iniziato a seguirti perchè scrivevi DI ridere ma ora ti seguo anche perchè mi fai riflettere.

    Jart

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  28. Jart:
    Eh. Viviamo in un mondo difficile. C'è gente là fuori a cui non piacciono gli Oreo. Per dire.


    Ah, gente, ho aggiunto appena aggiunto sulla barra laterale i pulsantoni per accedere ai capitoli di Frankie e Badass ovunquemente e quantunquemente.

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    1. @Doc ..oh che tifa il male assoluto :) Io per gli Oreo mi facevo 25 km per andare al più vicino Blockbuster , entravo , facevo la scorta e uscivo . True story

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    2. L' H è stata aggiunta a mia insaputa dall Ifonzy

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  29. N'indizio sbifido su Banshee?Proprio no,eh?
    Scimmia "mode ON", per altre dù settimane.
    Altro bel capitolo, davvero.

    Ma i (due) link, son lì casuali o son prove per "l'immersione sensoriale totale" in Badass?
    Tipo "Sympathy for the Devil" nell'Acchiappasogni di Stefano Re, tipo...

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  30. hola Doc, una curiosità:quando avrai finito di pubblicare i capitoli già pronti di entrambi i romanzi, e avrai verificato che la scadenza impellente non basta a stimolare la creatività, ricorrerai al metodo Ortolani? (Bienvenido in Portorico, senhor Manhattan!) Ovviamente, in realtà, sono sicuro che ce la farai? (a quanto me lo dai Manhattan scoppiato? puntace 50 euro!)

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  31. scott:
    Che poi già pronti una mazza. Di questo ne ho riscritto almeno la metà. :(

    Crisciam:
    No, non c'è ovviamente nulla di casuale. Stay tonnato.

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  32. Oh, io una botta a Clio makeu... emh. Scusate. :)

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  33. Adoro leggere il tuo blog, mi piace quello che scrivi e come scrivi (tanto)!

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