lunedì 28 marzo 2011

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L'edonismo violento dei fumetti del Paninaro (numero 18, giugno 1987)

Quegli anni lì, di jeans portati alti sopra la caviglia e cinturoni da mandriano, li hai vissuti fortunatamente solo di striscio. Facevi ancora le medie e, tempo che Sasà Baratta aveva tirato fuori questa nuova fissazione e metà scuola aveva preso ad accorciarsi le pieghe dei 501 e a parlare strano, era arrivato l'89 e già dei paninari non poteva fregargliene più niente a nessuno. Varcato il portone del ginnasio, tutto si sarebbe ridotto a ricordo e barzelletta e vergogna, ché andava di nuovo di moda andare in giro tutti strazzati. Ma finché è durata, questa cosa dei paninari, finché ha arricchito i negozietti del centro e ferito a morte la lingua italiana, finché questa (si perdoni il termine) sottocultura che puntava tutto sulla non-cultura e sui giumbotti e sulle Zündapp KS è esistita, dal bar il Panino di piazza Liberty a Milano è scesa giù per tutto lo Stivale, trascinando in un vortice di finto edonismo sgrammaticato i ragazzini di medie inferiori e scuole superiori (uichipìdia spiega come nelle università il fenomeno non se lo incoolasse nessuno). Al centro di tutto, vero zeitgeist della generazione di fenomeni un po' coglioni, il fumetto Paninaro - I nuovi galli di cui la Edifumetto, quella dei pornazzi, arrivò a vendere anche centomila copie. Un'avventura durata quarantotto numeri (fino al dicembre dell'89, per l'appunto), nella cui scia, nel tentativo di aggrapparsi a qualche mammella rimasta libera della grassa vacca da latte piombata improvvisamente in giardino, si infilarono una mezza dozzina di pubblicazioni simili: Wild Boys, Zippo Panino, Preppy, Sfitty, Il Cucador. Ma cosa diavolo c'era in un numero del Paninaro? Di cosa avrà mai potuto parlare un fumetto su un movimento giovanile che non aveva proprio una fungia da dire? Chi c'era, lo ricorderà con raccapriccio. Chi non c'era, ha avuto fortuna. Ma per gli uni e per gli altri è giunto il momento di tornare sulla scena del delitto. Ché c'hai sottomano quattro numeri del Paninaro raccattati per l'occasione sulla baia. Si parte dal Paninaro numero 18 (giugno 1987, 1500 lire), con una bella scansione INTEGRALE. Armatevi di un'adeguata dose di coraggio e prendete un bel respiro, ché si va [...]
Guardate il tipo sulla destra. Oggi se incontri uno così per strada, con il mullet zingaro, la magliettina della salute, il cinturone e il cappellino, minimo gli molli un euro in mano con sguardo compassionevole. Ma allora no. Allora era fico andarsene in giro ridotti in questo modo. Prego notarsi il timbro "Original - Il primo" sulla testata, a rivendicare con sdegno un certo distacco dai tanti epigoni coevi
I giubbetti Avirex da aviatore, per sembrare dei giovani Top Gun sfighé, e i cinturoni Chambers, che assieme ai rivali El Charro tanto hanno lasciato il segno nei giovani dell'epoca e soprattutto nei parquet delle camere da letto
Si diceva. Guardate quel povero cristo nella foto al centro. Guardate il suo giubbino con le frange littletoniche. Guardatelo e trattenete l'orrore, se ne siete capaci
Perché d'inverno bastava intabarrarsi nel piuminomonclèr fluoerescenzo, ma d'estate? D'estate i paninari erano una banda di giovani zingari con il capello curato che, nel tono iperbolico e incensatorio usato sulla rivista della Edifumetto da redattori che conoscevano i loro polli, diventavano sempre i più tosti, i più giusti, i più galli, i più qualcosa, ma comunque sempre meglio degli altri. Prego tracciare un parallelismo con le strategie di comunicazione odierne dei Circoli della libertà, quindi cliccare sulla foto per leggere l'epica quasi omerica del Burghy di Largo Rezzana
In pieni anni Novanta, uno della tua comitiva andava ancora in giro d'Estate come il tizio sulla sinistra. E' stato finito a colpi di cd degli Smashing Pumpkins
Parte integrante del tono automotivazionale era la perenne elencazione di ciò che era giusto, di quanto fosse solo passabile e infine delle marche da mettere all'indice perché scarse, truzze. La perenne osmosi di firme tra la seconda e la terza categoria, di numero in numero, dava come l'idea che la classificazione avesse in effetti qualcosa a che fare con la raccolta pubblicitaria della rivista
I Bell Bottom con i rivetti in oro massiccio. Ché tanto erano gli anni 80, e si era ancora convinti che tutto avrebbe continuato ad andare bene come diceva Craxi alla televisione
"Alla ricerca del panozzo perduto". Santo cielo
Il grosso di ogni albo del Paninaro era occupato ovviamente dal fumetto. Fumetto che seguiva sempre e comunque le seguenti linee direttive: 1) umiliazione classista di chi non vestiva griffato (gino, truzzo, mimmo), 2) presenza di ragazze arrapanti per via del, diciamo così, background professionale dei disegnatori della Edifumetto, 3) rissoni furibondi tra i paninari e i dark, i metallari e tutti gli altri movimenti giovanili, etichettati in generale con disprezzo china/ciàina, cioé cinesi, nel senso di comunisti (sì perché i paninari, oltre a essere ridicoli, erano pure destrorsi), 4) esaltazione cieca di qualunque cosa fosse americana, anche solo nominalmente. Il fumetto di questo numero è infatti incentrato sul football. Cioè, più o meno
Per dire. Leggete il primo, folgorante scambio di battute (se riuscite a sopravvivere alla pubblicità del manuale sulla sinistra)
Si noti il gergo, fiorito di neologismi da Enzo Braschi al Drive-In
Migliaia di italiani che oggi prendono per il culo i figli perché sui forum usano un parente lontano della lingua italiana, all'epoca parlavano davvero così. Dicevano davvero "lumare"
Lasci chi proprio se la dovesse sentire alla lettura del fumetto. A te, "te ne sdruma un drigo", sinceramente. Ci si rivede più sotto
"Affanturbo i ciaina e gli yanki!", recita il balloon coperto da un colpo di mano dello scanner. Sulla destra, il solito mignottone sperimenta i limiti tecnologici del genere amateur nell'87
(l'altrettanto inevitabile rissone)
Fine primo tempo. Gli occhiali da voltastomaco sono griffati "I nuovi galli". Perché c'era pure tutta questa industria parassitaria di supporto al fenomeno
L'imberbe Omar fa una dedica alla sua Giorgia, mentre accanto viene svelata la visita premio alla redazione di Paninaro e Preppy da parte di un certo qual numero di fortunati lettori, chiamati a fare lo slalom bendati tra le stanze in cui si sfornavano tutti quei pornachos
Un completino Adidas incredibilmente omo
Un nuovo sport (inevitabilmente ammerrigano) destinato a un grande futuro: l'hacky sack. Qualora vi stiate chiedendo Echemminchia è l'hacky sack?, sappiate che siete in buona compagnia
No, cioè. Guardate le due ragazze. Guardatele, con il loro meraviglioso look da anziane di un campo nomadi
Un po' di scarpe estive del periodo. Ovviamente portiamo rispetto solo per le Vans slip-on
qui salviamo invece solo le New Balance, anche se bianche sono pezzenti
e qui invece... AHAHHA!!! LE MALEDETTE VANS CON I LACCI!!! OMIGIDIO!!!
Un'altra carrellata di roba fintowestern zingarissima
E di nuovo quei cazzo di Bell Bottom con i rivetti a 18kt, con un pippone di due pagine in cui qualche mariuolo ha il coraggio barbaro di parlare di "investimento". Per un jeans. Davvero
Secondo tempo del fumetto. Il qui presente si va a sparare un po' di zymil e cereali giù per il gargarozzo alla stragrande
"Meta! Meeetaaa! Touchdown!", urla il telecronista. Ché le regole del gioco mica le ha capite tanto bene
Sulla destra, un annuncio per modelli e modelle cercati dalla Edifumetto. Casa editrice che, lo ricordiamo, doveva gran parte del suo fatturato ai fumetti pornachos. Incoraggiante
La Panino Card per avere gli sconti nei negozi associati
e le terrificanti strisce di Panoz, disegnate uno schifo e scritte peggio
Ancora classifiche. Tra gli scarsoni finiscono Tom Cruise e il povero Carlo Massarini, tra i giustissimi Prince (e fin qui) e Rossana Casale (!). In basso un criptico omaggio al minchione con il capello bananato delle barrette Urrà. Nella pagina accanto, un hit-parade di canzoni dimmerda
Il movimento parallelo dei paninari britannici, esportato in terra d'Albione dal fratello di Patsy Kensit (oh, così c'è scritto) sulla scia di Paninaro dei Pet Shop Boys. Bonus: un bel glossario paninaro-inglese. Per chi ci piaceva essere il manico della compagnia e madonnare di brutto per battere il pezzo a una panozza anche a Londra. Giuri che, in quanto incluso nell'elenco, non userai il termine cippa per almeno due giorni
L'oroscopo, incredibilmente ancora più triste degli oroscopi normali
E poi via con DIECI pagine di posta. Chi ha tempo e voglia se le legga, perché queste elencazioni delle marche di calzini usate dalle rispettive cumpa di appartenenza sono uno spaccato incredibile dei giovani debosciati di allora. Oggi a capo di aziende, consigli regionali, studi di avvocati. Squadratelo meglio, la prossima volta, il vostro farmacista o dentista o vicesindaco. Guardatelo fisso, dite una parola a caso contenuta nel glossario della foto precedente e osservatene la reazione. 9 su 10 è fottuto
L'indicibile squallore del Panino Market, in cui ragazzine fintoricche si vendono le Timberland o le scambiano con un paio di un numero più grande, perché ci è cresciuto il piede
I cucisivi, cioé adesivi in cotone che... whatever
E ora un bel test musicale. Occhio alla domanda numero 3: secondo il precedente proprietario del giornalino, il cantante Mango è c) un tamarro
(Il precedente proprietario del giornalino ha beccato dieci punti su dieci con quella domanda)
L'ultimo "articolo" del numero è, neanche a dirlo, l'ennesimo pubbliredazionale, questa volta incentrato su zainetti, astucci e altre cose di cui al popolo di lettori/studenti non poteva fregare una beneamata fungia a giugno. Si parte con i modelli della... EHI! MA BEST COMPANY NON ERA UNA MARCA DELL'ELENCO SCARSO NEL PAN-LOOK (FOTO 7)?!?
I bellissimi zainetti da scafista albanese del Camel Trophy
Dei Nuovi Galli, oltre agli occhiali e agli adesivi e ai diari e a sasoloilcielocosaltro, c'erano pure gli orologi orribili
A chiudere, un'ALTRA pubblicità della guida al paninaro d.o.c. ("Lo stile, il linguaggio, l'attrezzatura - Gesù perdonali - il cucco") e un altro po' di teoria da Accademia della Crusca dei pezzenti. Nello specifico, si parla del verbo bigiare
E infine la quarta di copertina. Ora questa signorina delle pubblicità della Uniform ("U, Utero!", gridava ai tempi un Sasà Baratta completamente privo di controllo, terrorizzando metà scuola) era talmente bellissima che tu ne eri profondamente innamorato. Solo che nelle pubblicità sugli altri numeri, quelle in cui non c'è il biondino tamarro che le infila una mano sotto la gonna di jeans, si vede meglio
E a proposito della qual cosa, gli altri tre numeri del Paninaro arrivano. Ma tra un po' di tempo, ché prima devi disintossicarti da questo frullato di consumismo zingaro, aggressivo, protoberlusconico. E ora, a beneficio di chiunque sia arrivato vivo fin qui (complimenti per il fegato):

70 commenti:

  1. Fortunatamente non ho vissuto questa bellissima pagina giovanile italiana, ma degli anni 80 apprezzo Fulci e altre cose.
    Hacky Sack era una disciplina presente nel gioco "California Games", ed era una tristezza già in formato pixel figuriamoci dal vivo.
    Ma i Paninari non erano una realtà prettamente Lombarda e dintorni? Perchè devo andare dall'oculista e vorrei sparargli un po' di gergo dell'epoca ma vivo in culo ai monti e se dico qualcosa di sbagliato non mi rinnova la patente.

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  2. Nope. Come si evince dalle pagine della posta (e dal fatto che fossero arrivati anche a Cosenza), si sono sparsi a macchia d'olio di semi per tutto il Paese. Dall'oculista prova con "Ehi, giusto, lumami lo scopio!"

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  3. Che diavolo mi sei andato a tirare fuori... Le preppy, i fiocchettoni dodo, la festa delle medie (cit)

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  4. Nuooo!!
    Hacky Sack di California Games era stupendo!!
    (son di parte perché ero forte-solo con quello però-?)

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  5. L'hacky sack è quella pallina da giocoliere/punkettone-ciaiuneuro che in teoria ci fai i palleggi tipo Maradona.

    Comunque: chi fa l'apologia degli anni ottanta, e chi ha anche solo il coraggio di pensare "la mia generazione era meglio di quella di oggi" deve solo vergognarsi. Gli anni ottanta sono stati non solo l'inizio della fine, ma sono stati anche il fertilizzante per la società attuale. Quindi la prossima volta che vi lamentate di berlusconi vari, ricordatevi degli anni ottanta. E odiate.

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    1. Molti minuti di applausi. Detesto gli anni 80 anche per i motivi su elencati.

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  6. Come scrive il doc, i paninari erano tutti destrorsi, ma non nel senso di fasci. Destrorsi (classisti, fancazzisti, xenofobi, ignoranti come capre) come possono esserlo oggi tutti i simpatizzanti del diversamente alto

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  7. Vivo fino alla fine (anche se ammetto è stata dura). Credo che i paninari siano, insieme, alla Sacra Sindone uno dei più grandi misteri del creato. Non si sa da cosa caXXo sono nati, ma si può intuire perchè si sono estinti, e sono diventati tutti yuppies (tutti quelli che ho conosciuto ex panozzi erano fighetti in giacca e cravatta), tuttavia, vi chiedo di prestare attenzione, perchè doc tu mi dici che gli anni novanta stanno tornando, ma ti ricordo che di moda attualmente vanno le Timberland e sono già due invernate che si vedono Montclair da tutte le parti. Ci manca solo il montone e i jeans el charro e siamo nella merda di nuovo!

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  8. Caspita!!!!
    Avevo rimosso questa cosa!
    Ma io sono stato paninaro???
    Boh! MAnco me lo ricordo.
    Mi ricordo del giornale, ma non di averlo mailetto.
    Però ricordobene che nel 1989 già ascoltavo Dark Side of the Moon e The Wall.

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  9. Madonna... ero troppo piccolo, ma leggevo 'sta roba passata da mio cugino... che roba gente.

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Comunque la pubblicità di Roy Rogers è scopiazzata da Born in the USA del Boss.
    Bastasi

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  12. Ok, mi sto a leggere il fumetto, poi andrò alla ricerca di sta roba sulle bancarelle. Ma non ci incarteranno più manco i pastori, mi sa.

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  13. hahahha ma per l'ex proprietario del giornale vale più Den Harrow come musicista che Steve Wonder :) Cmq sti paninari pur avendoli vissuti di striscio (ho la tua stessa età doc) non li ho mai potuti sopportare... meno male che sono stati spazzati via dagli anni 90. E cmq è notevole il modo in cui sono trattati i dark... che superficialità :)

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  14. Il Capit(ano) e l' Iva..ffanculo sono degne di un film di Vitali, a sto punto aspetto di trovarmi un maestro, maestro, ma è stro..

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  15. Beh Doc, penso che qualunque sottocultura che si associa alla politica sia ridicola di per se.... certo che i Paninari lo sembravano anche, questo è vero XDXDXDXD

    Ero troppo piccolo per accorgermi di questa cosa, sarò stato alle elementari. L'unica cosa che conoscevo era il divertentissimo "Paninaro" del Drive-In, grandissima presa per il culo ed univa vera cosa buona generatasi dal fenomeno.

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  16. Nuuuoooaaahhh! Che gallata! Il videogame "Il Paninaro" ai tempi del "C64" non l'ho mai giocato, ma in compenso conoscevo "Paninaro" ("Pubblirome/Edigamma"), che poi era "Burger Time"!

    http://www.gb64.com/game.php?id=21152&d=33

    Ci ho anche sbloggato su. TROPPO GIUSTO! :)

    Per il resto, il Doc mi ignora l'"hacky sack"? Che non abbia mai giocato a "California Games"? Non ci credo! Comunque, TROPPO SCARSO! :P

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  17. Occhio, Alex, ché i paninari non erano politicizzati. Anzi. Nel loro approccio totalmente superficiale alla vita, all'universo e a tutto quanto, rifuggivano qualsiasi concetto un attimo più complesso del mangia, bevi (coca cola), cucca. E' che le loro idee erano inevitabilmente quelle dei berluscones odierni: via i neghér, via i terroni, via i poveri, i brutti, gli sfighé. E' del resto quello che va ripetendo ogni giorno il loro leader, prendendosela ora con la Bindi, ora con il naso di Tassotti. La filosofia spicciola della bellagggente.

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  18. Marte: ma lì non si chiamava footbag o qualcosa del genere? E comunque California Games era l'half pipe e, giusto per variare un po', giusto ogni tanto, il surf e la BMX. Il resto era chiaramente roba da pinocchietti

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  19. Si, vero. L'evento era denominato "Footbag" in "California Games", ma l'omino che sgamba sulla scansione, in alto a destra, mi ha fatto venire un tuffo al cuore ugualmente. :P

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  20. Doc sappi che grazie a questo tuo lavoro, sono finalmente riuscito a capire cosa caspita volesse dire "randa" in paninaresco.

    Ora ci sto troppo dentro come un gallo!!

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  21. Post da consumarsi a stomaco vuoto. Ho scelto malauguratamente di leggere tutto il fumetto, ma la posta mi ha fatto gettare la spugna dopo la prima pagina. Fa piacere notare che ora come allora, i coglioni erano loro, e purtroppo quasi tutti oggi occupano sedie e posti importanti.

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  22. Mi dissocio dall' idea che i Paninari erano dstrorsi, perlomeno non tutti.
    Zippo Panino, a quanto ricordo, era già un personaggio più positivo e meno berluscones.
    Sarà per questo che è durato pochi numeri.
    Ora, di sicuro il DOC avrà comprato sulla baya anche i fumetti di Zippo e avremo quindi la sua recensione , prima o poi.
    E dovrei decidermi a comprarmeli anche io, solo che non mi va di spendere soldi e vedermi arrivare albi semi distrutti.

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  23. Milano era da radere al suolo nel 1982. Come Cartagine, con il sale sopra. Pur nell'evidente ritardo, farlo oggi non sarebbe comunque una cattiva idea.
    E comunque il Doc non ha ricordato una fondamentale cinghia di trasmissione tra questo mondo "estremo" e chi non ne faceva parte anche per età o per non conoscere nessun paninaro: Topolino e il suo dizionario dello slang paninaro. Anche l'apparentemente innocente Disney ha le sue colpe e nella Norimberga che verrà saranno alla sbarra. Nessuna pace per paninari e craxismo.

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  25. Eh, come no. Ci sono passato, ancorchè di striscio.
    Tre momenti che mi hanno salvato:
    - quando mi sono accorto che parecchie cose che "loro" schifavano a me piacevano (le persone, innanzitutto);
    - quando ho realizzato quanto catso han dovuto sudare i miei genitori per comparmi le Timberland, e mi son sentito una merda;
    - quando ho ascoltato la prima volta "The trooper" degli Iron Maiden.

    E comunque la Zundapp faceva cacare, di glorioso era rimasto solo il nome.
    Laverda Lesmo tutta la vita.

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  26. Comunque non è che oggigiorno stiamo messi tanto meglio.

    Ricordiamoci che ora abbiamo gli EMO... :D

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  27. che poi le timberland che loro pagavano un occhio della teste, in usa le vendevano tipo 20 dollari in quanto erano usate SOLO dai braccianti messicani che lavoravano nelle campagne.....

    che gente sfigata che erano i paninari!

    Alan Wake

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  28. tsk tsk...
    ahiahaiahi... essendo più vecchio di voi, mi ricordo bene dei panoz...
    i panoz erano una reazione alle teste di cazzo degli anni 70... quelli che facevano le marce, le manifestazioni e poi finivano a fare questo:http://milano.blogosfere.it/images/Anni_di_piombo2.jpg

    i paninari, nella loro rozzezza, volevano solo fuggire da questa merda.
    non sarei troppo duro con loro.Perchè, sapete, quelli con la pistola in mano, tipo idiotecabologna, ci sono sempre, solo nascosti sotto i sassi come i vermi delle carogne ai quali si ispirano.

    se per voi quello che dico è troppo duro, vi dico solo che io, nel 77, c'ero.

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  29. itto, spero tu conosca personalmente idiotecabologna per uscirtene con dediche da bacioperugina del genere. Perché se lo conosci, se siete amici e lo vuoi prendere in giro è un conto. Ma se non è così non mi piace mica il tono: lui stava facendo solo dell'ironia, come tutti.

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  30. Sei un'emeroteca umana dello scempio culturale :D
    Complimenti! Non uscirei mai da questo blog

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  31. doc, ma sei sicuro di metterti a scannarre un altro numero di cotanta orrenda bruttezza? Se sì, almeno buttaci dentro ogni tanto una pagina di qualche opera editoriale Edilfumetto più pepata, tanto per darci l'impressione di aver vinto un tour in redazione!

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  32. Mi son rivisto su youtube il pezzo di Gran Gallo

    http://www.youtube.com/watch?v=_KkRUVErcmg

    obbligatorio

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  33. Fortunatamente all'epoca andavo al liceo artistico, più anarcoide e quindi meno assoggettato all'estetica imperante marchettosa e al gergo da decerebrato.
    Però ricordo perfettamente l'ondata paninara.
    E non aspetto altro che qualcuno ci faccia su un bel filmone retrospettivo. Anche se, pescando dalla filmografia di Jerry calà già si possono recuperare delle autentiche perle.

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  34. Sono rimasto inorridito da un paio di lettere in particolare.
    La prima, scritta da un paninaro che si vanta addirittura di aver mandato all'ospedale un tizio che ci provava con la sua ragazza (secondo lui ovviamente).
    Ma la seconda lettera è anche più agghiacciante, con due gemelle 14enni che cercano incontri anche con ragazzi di 25 anni (al massimo, come dicono loro).
    No ma davvero, che schifo.

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  35. @Doc
    Grazie Doc, ora ho un quadro più chiaro.

    Devo dire che il fumettino di Panoz mica l'ho capito (probabilmente non sono il solo XD). Volevano denigrare i Dark mostrando che questi avevano BATMAN al loro party? Magari è troppo sottile per me, ma avere Batman alla propria festa come dovrebbe rappresentare un demerito? XDXDXDXDXD Non so, mi lascia veramente confuso

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  36. Ma il Paninaro era una moda giovanile per quattordicenni, nulla più.
    Si capisce benissimo che certe lettere mandate al giornale omonimo erano scritte da dodicenni in vena di smargiassate ( il tipo che ha mandato all' ospedale quello che ci ha provato con la sua sfitty, che pure si pente a metà lettera).
    Che poi diciamocelo, io conosco un sacco di gente che mi menerebbe se ci provassi con la loro tipa anche se non sono paninari.
    "Non c'è più rispèttow", come diceva Jabberjaw.
    Io leggo le tettere dei panoz e mi faccio due risate, ricordo di un epoca in cui non ero ancora un adulto cinico e bastardo.
    Se volete un fumetto mezzo pornazzo davvero, ma davvero fantastico da recensire, cercate "Tangentopolis e i 40 ladroni" delle edizioni Squalo.
    Io ce l'ho ma non lo scansiono perchè mi si sfascerebbe il giornale.
    Parla in chiave satirica e pornachos della Milano da bere degli anni 80 , con personaggi tipo Silvio Ladrini, Marietto Cattedrale e Antonio di Scoglio .
    Memorabile l'editoriale, andare a sapere dove l'ho ficcato quel giornalino.
    Compralo Doc che non te ne pentirai
    http://cgi.ebay.it/Tangentopolis-e-i-quaranta-ladroni-Fumetto-1994-/330514264174

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  37. io, metallaro da sempre, me li sono sciroppati in superprovincia lombarda (como..) e visto che sono del '70 me li sono "cuccati" in pieno..
    ma braschi all'epoca del film aveva 37 anni!!! (ps secondo uichi mo' fa le conferenze sui cerchi nel grano...)

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  38. Pero lo slang italo-inglese che sembra la brutta copia di quello di eng-russo di arancia meccanica non era niente male.

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  39. Albrechtseele28 marzo 2011 18:17

    Se non altro adesso, probabilmente, ho scoperto da dove diamine derivasse il "Lumando le pupe" usato nelle traduzioni Baldini e Castoldi dei Peanuts...

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  40. Io sono del 75, quindi mi sono beccato l'inizio e la fine dei Paninari, e col senno di poi, anch'io, come "Nessuno" mi pento dei soldi che ho fatto spendere ai miei per alcune cagate.
    Si passavano i pomeriggi a discutere di roba da vestire ( nella maggior parte dei casi ridicola ) e la gente aveva imparato a riconoscere i jeans e le felpe, ed a valutare una persona in base a com'era vestito. Tristezza.
    In ogni caso, non è che le cose siano cambiate di molto: basta che guardiate quanti ragazzini hanno il Woolrich o le Silver o altri capi d'abbigliamento dal costo spropositato.
    La morale è che le casse dei vari Diesel, Tommy Hilfinger ( spero si scriva così ) et simila, continuano a riempirsi, nonostante 9 persone su 10 piangano perchè non arrivano a fine mese.
    Ed un'altra cosa ridicola, è che alcuni personaggi provano anche a propinarti la minchiata "Paghi tanto, ma hai un capo di qualità". OOh, come no!

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  41. Doc, vai tranquillo, i baci Perugina ci piacciono.

    Detto questo, Milano non mi piace troppo e penso che la Milano da bere anni '80 sia stata all'origine di un blocco sociale ed economico che mi fa schifo, ma il tono del post era ironico, tant'è che era firmato una cosa tipo Collettivi Fumettari Armati (poi era saltata la riga).
    La prossima volta scriverò in bold "SARCASMO!!uno!!"
    Però la rubrica di slang paninaro su Topolino c'era veramente, parliamone! La gente deve sapere!

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  42. Idiotecabologna: Meglio così.
    Tornando ai panozzi: ogni movimento giovanile è legato a un certo tipo di abbigliamento e, come scrive Oscar, un certo conformismo nel vestire tra i ragazzini c'era allora e c'è adesso. Il punto è che i paninari, al di là dei vestiti, non c'avevano assolutamente nulla da dire al mondo. Cazzo, prendiamo gli emo. Sì, gli emo. Ok, stanno sulle palle a tutti, ma hanno una loro visione della vita. Dimmerda, ok, ma ce l'hanno. I paninari pensavano a sgamare i 501 falsi dai rivetti e a bere la coca cola

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  43. Classe 75 DriveIndipendente presente!
    Anche se in fase adolescenziale la fase paninara me la sono presa tutta, eccenzion fatta per il moncler perchè costava un fottio.

    Poi il metallaro che era già in me è uscito allo scoperto!

    Oggi sono la risposta Italiana a Zack Galifianakis...
    Io
    http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/168673_1669958000589_1586523785_31578918_3615875_n.jpg

    Lui
    http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/08/13galifianakis.jpeg

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  44. Vogliamo parlare del fatto che il manuale del paninaro doc costava 11.000 lire (unicimila) dell'epoca ?

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  45. Assolutamente terribile il neologismo "sfitty" (diminutivo di "sfitinzia") usato per indicare noi fanciulle. Quasi peggio di preppy

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  46. Concordo con quanto scritto sopra da Itto Ogami.
    I ragazzi erano stufi marci della merda-impegnata degli anni 70.

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  47. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  48. ...e quindi hanno preferito la ben più comoda e soddisfacente via del vuoto pneumatico mentale.
    Complimenti.
    Suvvia, non si potrebbe evitare di inquinare questo piacevolissimo blog buttandola in politica?
    Tnx

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  49. Sì, basta politica, giovani. Su.
    Qui di politico è ammesso solo prendere per il culo il nano.

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  50. Ho rivisto l'orrore. Avevo rimosso l'abisso, e ora l'abisso guarda me. Eppure, lo sceneggiatore (?) è riuscito a scrivere "il mondo obnubilato". Immagino maturità classiche gettate al vento, pianti notturni davanti a balloon vuoti, da riempire con "preppy", "sfitty" e "galli di dio".
    Però all'epoca avevo finito Bubble Bobble.

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  51. Per ragioni anagrafiche mi sono perso i paninari (nel senso che ero troppo vecchio quando sono nati), ma non ne ho sofferto.
    Credo che la moda dei paninari sia nata dalla televisone e precisamente dai comici di Drive in e sarebbe, quindi, un primo esempio di manipolazione dei gusti dei nostri concittadini.
    Poi col tempo le cose sono anche peggiorate.
    A mio parere , è ovvio.

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  52. -DLIN DLON-
    nota di servizio:
    nel fumetto il telecronista spiega le regole del rugby anzichè quelle del futball ammeregano
    -DLIN DLON-

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  53. Se questa è stata a spron battente definita la capitale morale d'Italia:

    *La Milano da bere
    *del craxismo
    *dei paninari
    *dei berlusco(glio)nes che sono il loro prosieguo ideologico
    *del modello mediatico fininvest
    *della "gioventù padana" ('a padana 'e soreta!)

    mio dio... se questa città, se questa Milano è stata capace in un solo decennio di vomitare un tale VUOTO PNEUMATICO di cui ad oltre 20 anni di distanza risentiamo dell'effetto fall-out nucleare come fosse Chernobyl... cazzarola! quoto idiotecabologna, era da radere al suolo e cospargere di sale. Non me ne vogliano i meneghini umani per l'iperbole, me ne vogliano invece (che me ne sbatto di loro) quelli che ci chiamano "munnezza". Se facciamo a gara di monnezza, cari i miei meneghini col fazzoletto verde, vincete per forfait!

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  54. HAHA, Paninaro e Preppy! Che tempi! Dovrei averne un paio di numeri di entrambi da qualche parte! Davvero fumetti trash :D

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  55. E bravo Dott. Manhattan....

    Un bel pezzo contro gli anni 80 e la moda paninara.

    Va da sè che come tipico di un certo modo di pensare, viene tutto criticato come si stesse trattando di massimi sistemi.

    E giù contro l'edonismo di allora e giù contro il giornaletto insulso e quei pochi pochissimi( in pratica l'80% dei ragazzi di allora)che seguivano la moda paninara.

    Mio dio, che brutto avere sempore quest'odio recondito.

    Anche io ho rilòetto questi fumetti da adulto e mi sono reso conto di come avessero delle derive razziste. Ciò non toglie che furono anni gioiosi per la maggior parte di noi. Noi contenti di vestirci griffati e magari utilizzando qualche parola desueta per gioco( lo slang che si trova nei fumetti era una FORZATURAVOLUTA ma nESSUNO PARLAVA COSì!).

    Che tristezza. Hai , avete usato un espediente( il fumetto "IL PANINARO") tanto per sparare sterco su quegli anni (la politica italiana et estera, il Sistema, etc etc ).

    Non era meglio chiamare le cose con il loro nome?

    Con immutata stima( continuo a leggere gli splendidi commenti sulle pagine di "TOPOLINO". Eccelsi!!).

    Cristiano

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  56. Non te la devi prendere, Cristiano: è il tono del blog, si cazzeggia. Con questo come con tutti gli altri argomenti di tutti gli altri post di tutti gli altri giorni. ;)

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  57. Per una sorta di giustizia divina, oggi nell'ex-Burghy di Largo Rezzara a Bergamo si trova la libreria "Ubik"!
    Bellissime le foto: da bambino ci andavamo spesso, e rivederlo com'era mi ha quasi commosso. Ha chiuso nel 94-95 mi pare, sostituito per breve tempo dal McDonald e poi come detto da una libreria!

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  58. Sarei grato se ne venissero scannerizzati di nuovi....Chiedo troppo? Grazie

    MAX DURANFAN

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  59. "Le ragazze vestite come vecchie in un campo nomadi"
    Beh non c'è che dire: nonostante si rinneghi un passato che ci ha costretti a fare i conti (in termini culturali e pecuniari) con l'apparire, la moda del giudicare dal vestito e della superficialità è assai dura a morire...

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  60. scusa ma credi che i tempi odierni siano migliori? con una classe politica che ci sta devastando, con trasmissioni mediatiche che mandano messaggi subliminali terrificanti e con mode permettimi di dirlo a dir poco abominevoli (una su tutte quegli adolescenti che chiamano "EMO")
    quella era un'epoca spensierata e anche se ora sono adulto all'epoca era bello vestire in modo colorato e comunque con molto piu' gusto dei tempi odierni

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  61. Fan-tas-ti-co.
    Sono un 75 pure io e mi ero dimenticato dei paninari. Abitando in provincia, però, il fenomeno mi ha investito solo lateralmente, che le grandi città, secondo me, furono l'acme del tutto.
    Per fortuna durò poco

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  62. Bravo Dr. Manhattan, il messaggio del 28 marzo 2011 (che comincia con "Occhio, Alex, che i paninari non erano politicizzati"...) coglie nel segno. La naturale e(o in)voluzione dei paninari si sintetizza nei berluscones odierni. Un esempio lampante è di un gruppo giovanile di fighetti berlusclowns che esisteva dalle mie parti. Si trattava di poser di 16-20 anni la cui massima attività politica per il "partito" (pardon) erano una specie di audizioni per Ciao Darwin, GF e minchiate simili. Il resto sono stereotipi triti e ritriti sui négher, i terun, gli sfighé. La convinzione delle loro idee (parola grossa) individuali (parola enorme) era la stessa delle beghine semianalfabete che recitano preghiere in latino. La filosofia spicciola della bellaggente, come dici :-)

    Del resto questo "movimento" (di stomaco, vista l'alimentazione) si è si estinto nell'arco di un'alba e un tramonto ma, come un macrovirus da film di fantascienza (rigorosamente ammaragano) è finito a pezzi tra le pale di un aeratore fognario e si è mescolato geneticamente ad altra robaccia. Yuppie e berluscones come naturale evoluzione diretta, bimbominkia nel linguaggio e... badaben! badamen! Somma della GIUSTIZIA POETICA... nel loro tratto fondamentale, modo di vestire e atteggiamenti... TRUZZI! Bene o male, l'effetto visivo di sembrare acchittati come ospiti malconci di un campo profughi è lo stesso. Non me ne vogliano i profughi, coi quali mi scuso. Comunque bel post ben fatto. Hai radiografato al millimetro l'inutile esistenza dell'unica subcultura (molto sub) al mondo che è sparita nell'arco di 4 anni e non ha lasciato NULLA. Ma nulla nulla! Gli sfighé dei gruppi post-paninari su internet fanno un misto di tenerezza e pena. Oh, porelli, adesso avranno ben passato i 40 e, si sa, buona o demenziale, l'adolescenza è per tutti (o quasi) un ricordo da età dell'oro. Ma sopratutto questi qui, che se ne sono ALTAMENTE SBATTUTI del fatto di vivere nel MONDO, mi sa che passati i 18 sono stati presi per la collottola dalla vita e messi di fronte al fatto che forse, i veri gini, erano proprio loro...

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  63. grande!!!! io, mi vergogno a dirlo... e infatti non lo dico, ma avete già capito.
    Poi, niente, sono uscito dal tunnel quando sentìi mia madre che parlava con un'altra sciura dicendo, tuo figlio è paninaro? anche il mio, sai?
    fu uno shock tremendo.

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  64. Sono nato nel 1973 e qui a Roma mi sono beccato un po' tutta l'onda lunga del movimento. Il paninarismo qui è arrivato in forma ridotta, modificata e distorta (gli esponenti locali più "tozzi" - a Roma si chiamavano così - sarebbero stati certamente derisi dai milanesi...) ma tante cose erano comunque d'ordinanza, pena l'essere abbastanza esclusi socialmente. Si doveva avere il piumino Moncler, i 501, le Timberland e roba varia fra Naj Oleari, cinturoni El Charro ecc, e poi bisognava ascoltare la musica giusta,... i Duran, gli Spandau, gli Wham ecc..... I costi potevano essere proibitivi, ricordo un'altra marca di piumino (vattelapesca il nome, forse Millet) che era il massimo del prestigio e che solo i ricconi della scuola si potevano permettere : 600.000 lire al pezzo, come dire 1500 euro di adesso. Però questo giornaletto aveva scarsa fortuna, essere pizzicati a leggerlo poteva voler dire passare da sfigati o da cretini. Riuscii a sopravvivere evitando la moda senza per questo diventare un reietto sociale. Adottai solo i 501 e le Timberland, mi piacevano.

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  65. Complice la quotazione in borsa di Moncler mi sono ricordato degli anni 80 e casualmente sono capitato su questo sito.

    Sono un po' più vecchio di voi e, forse la cosa vi stupirà (o forse no visto che dai commenti che leggo avete ben colto nel segno il fenomeno) ma i "paninari" venivano disprezzati e derisi soprattutto da chi, nei primissimi anni 80, si ritrovava in un bar chiamato Al Panino (esiste ancora ma è cambiato completamente) in piazza Liberty.

    Ragazzi privilegiati ma non politicizzati - anche se qualche ex sanbabilino e fdg c'era - che ne avevano le scatole piene del clima di Milano degli anni settanta.
    Della politica si aveva nausea, i problemi di oggi non erano neanche immaginabili, il futuro sembrava promettere tutto e i ragazzi volevano solo divertirsi con leggerezza (idea non del tutto assurda all'età di 15-16 anni).

    La Milano da bere era una replica in piccolo della movida madrilena post-franchista.
    Finalmente si poteva uscire senza temere per la propria incolumità fisica perché questi sembravano pagliacci ma quelli di prima facevano male sul serio (hazel e lame non facevano carezze...).

    Il giornalino, le "marche-tte" erano da sfigato anche a quei tempi. I peggiori erano quelli che si definivano "paninari" con orgoglio. Puro sbocco...

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