lunedì 15 novembre 2010

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Call of Duty: Black Ops. Un gioco per giovanissimi vecchi

A che serve, oggi come oggi, la campagna in uno sparatutto come Call of Duty: Black Ops? A chi è rivolta?  Ai vecchi. Ai vecchi ludowanker come te, alle soglie della pensione da videogiocatori, che considerano inconcepibile un FPS privo di una forte componente in single player. Al restante 85% dei giocatori di CoD, ai giovani mostri sotto i sedici anni che accumulano prestigi uno via l'altro e non chiudono un deathmatch a squadre che sia uno senza aver lasciato sul campo almeno venti teste, invece, fotte una sega. Ieri hai chiesto al giovane nipote di tua moglie, membro assieme ai compagni di classe di un periglioso commando a piede libero sui server di Black Ops, cosa ne pensasse di Alex Mason, il protagonista di Black Ops. Lui ha strizzato gli occhi e ti ha risposto: Chi?!? […]
Sì, queste foto con vignette ed onomatopee le avevi approntate per un altro post su Black Ops, mesi addietro. Ma visto che all'epoca non se l'era cagate nessuno, rieccole. Fate oooohhh in segno di apprezzamento, ché la licenza per fotoscioppe l'hai pagata, mica cotiche
 La campagna in singolo?
Te, invece, la campagna te la sei giocata tutta, e non l'hai trovata neanche troppo pezzente. Cioè. Dopo il single player penoso (penoso = del cazzo) di CoD 3 e World at War, Treyarch si è messa infatti di buzzo buono per a) copiare alla morte ogni singolo spunto decente dei due Modern Warfare di Infinity Ward, b) cercare di rendere più varie possibile queste dannate otto ore spese ad ammucchiare cadaveri, c) ha legato il tutto con una storia comprensibile, in cui abbia un senso seguire i dialoghi e in cui soprattutto non ti ritrovi alla fine a chiederti chi cazzo sia tutta quella gente, come avveniva un anno fa (oh, se poi volete, e lo chiedete con garbo, facciamo un riassuntone della trama anche questa volta). Risultato ne sono alcuni momenti tutto sommato piacevoli, come gli assalti a pelo d'acqua da film zingaro di Chuck Norris in Vietnam, le due fasi in elicottero o l'attacco al laboratorio di Steiner vissuto da due prospettive diverse. E anche, via, lo spunto fantascienzo della storia e quel grosso omaggio di base al romanzo più famoso di Chuck Palahniuk. 
Ma va da sé che il resto, tutto quello che c'è in mezzo, è il solito Call of Duty, il solito sparatutto con le cariche da piazzare e gli elicotteri che precipitano senza che agli occupanti succeda una fava e il tuo Alex Mason che si salva sempre proprio all'ultimissimo secondo aggrappandosi al volo con la pellicina del mignoletto su uno strapiombo mortale come neanche Bruce Willis. Ma questo, d'altronde, non è un limite di Treyarch quanto piuttosto del genere FPS tutto. L'hai detto, ridetto e, gia che ti trovi, lo ripeti pure qui: allo sparatutto in singolo è rimasto pochissimo da dire, e non è neanche così interessante.
Poi, chiaro, alcuni elementi potevano essere sfruttati meglio. Perché se hai pagato una vagonata di petrodollari ai Rolling Stones per usare la loro Sympathy for the Devil, devi scegliere il momento più epico e sporco su una scala da zero a Full Metal Jacket per infilarla nel gioco. E quella sequenza sulla barchetta NON lo è manco per niente.

No, "Surfin' Bird" dei Trashmen non c'è
Il multiplayer?
Tante opzioni nuove, un grazioso mercatino rionale delle armi e delle abilità e di qualsiasi altra cosa, mappe decorose e il solito delirio di ragazzini metaumani assetati di carne fresca vecchia e già a livello 60 e oltre. Che non hanno tempo da perdere pur avendone tantissimo. Che non stanno lì a pettinare le barbie raperonzolo. Che ti piantano un proiettile in fronte da settanta metri, in corsa, saltando, mentre ascoltano allo stereo della cameretta i tokyo hotel o qualche altro di quei gruppi dimmerda che vanno forte tra questi grandissimi figli di puttana sedicenni bastardi con il ciuffo che li vuoi vedere tutti morti, a loro e al loro ciuffo.
Left 4 Dead Nixon
Gli zombie?
Cioè, no. Basta, dai. Va bene una volta, va bene due, va bene che tu adori il genere e hai portato in edicola Horror Mania, ma gli zombie hanno rotto il cazzo. Di questo passo ce li si ritrova pure in Pac-Man Championship Edition DX.
per dire

9 commenti:

  1. "Ieri hai chiesto al giovane nipote di tua moglie, membro assieme ai compagni di classe di un periglioso commando a piede libero sui server di Black Ops, cosa ne pensasse di Alex Mason, il protagonista di Black Ops. Lui ha strizzato gli occhi e ti ha risposto: Chi?!? […]".

    Ecco... Infatti alle volte mi sento solo.

    Ma, parallelamente, nel mentre che mi sento solo s'accresce la mia autostima e penso che in verità solo io e pochi altri eletti sono nel giusto! ;) :P

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  2. Occhio, che a sentirsi eletti restiamo comunque, io, te e tutti gli altri vecchietti del pad, fuori dal tempo e pure un po' coglioni. La verità è che ci possiamo considerare i ras del quartiere quanto ci pare, Marte, perché siamo arrivati prima, ma questi ragazzini un po' alla volta ci butteranno fuori, e il mercato farà esattamente quello che vogliono loro. Non è crudele, è la natura.

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  3. O faranno loro esattamente quello che vorrà il mercato?

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  4. Una delle due, indubbiamente.

    Ad ogni modo, io reputo che le nuove generazioni siano ormai incaprettate dal "button smashing ignorante". ;)

    Della serie: li metti davanti ad una cosa come "N" ( http://www.thewayoftheninja.org/n.html ) e tipicamente ti guardano come fossi un celebroleso.

    Gli incensi un capolavoro tipo "The Polynomial: Space Of The Music" ( http://dmytry.pandromeda.com/games/ ) e reagiscono pure peggio.

    Se infine, gli dici che quotidianamente sei attivo sul versante retrogame e smanetti sotto DOS e Windows 3.11, creando schermate ANSI e "Batch Files" per rendere più funzionale ed accattivante la tua collezione archeologica, a momenti ti chiamano la croce verde... :D

    In effetti, (sono) siamo vecchi dentro, molto probabilmente. In tal senso, io infatti mi sento di scrivere un Blog "da vecchi", ma la soddisfazione che ne ricavo non è poca, fortunatamente! :)

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  5. Onestamente, più che per i giochi in sé, io penso che sia una questione più generale di come si sta evolvendo la società.

    Il nostro doc, qui, con i suoi post su Sasà e company (a proposito, il pacco è arrivato, grazie doccc) ci ricorda di un'epoca in cui c'era ancora il gruppetto degli amici, la mentalità del quartiere/paese/città, cose che già allora davano i primi segni di cedimento e che oggi sono entrate semiufficialmente in crisi.

    Pur collegati e interconnessi stiamo diventando una massa d'individui fondamentalmente separati gli uni dagli altri, e così stando le cose il mercato può fare i suoi giochi (in tutti i sensi) e dirigere le nostre scelte molto più facilmente di un tempo.

    O magari no, eh!

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  6. Ma in soldoni sto Black Ops vale qualcosa? O ignoro tranquillamente?
    Meglio specificare che comunque gli FPS non sono proprio il mio genere. L'ultimo che ho apprezzato fu il primo Bioshock. Ammesso che si possa considerare un FPS. Poi giocaii a Crysis e mi annoiò a morte. La legge di Murphy però è infallibile e quindi capitò pure che mi regalassero Crysis Warhead, che si rivelò come Crysis, eccetto che il protagonista può impugnare due armi contemporaneamente...wow.
    Abbandonato dopo pochissime ore anche quello.

    Ah, non ho ancora giocato agli altri COD.

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  7. Se ti interessa ammazzare la gente nei giochini, direi proprio di sì

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  8. Col solito colpevole ritardo, lo sto giocando ora. che dire? Che è un MW2 ambientato nella guerra fredda, e che quindi è molto più fico.

    Per il resto tutti gli enormi limiti che CoD ha da sempre: IA degli avversari zingara, IA dei compagni direttamente romena, concetto di "livello di difficoltà" che si riduce a "crepi con meno pallottole in corpo" e soprattutto HANNO SCRIPTATO ANCHE LA PUTTANACCIA TROIA DE TU' MADRE.



    [non tua-tua, eh, è un modo di dire :) ]

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