sabato 6 novembre 2010

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100 Yen, il costo della felicità (felicità = essere pestati brutalmente a Street Fighter IV)

Delle sale giochi giapponesi hai detto, più più volte. Tipo, per esempio, questa volta qui. Hai detto che capita che ne finisci a parlare con altri ludowanker e quelli ti fanno Eh, è un vero peccato che sono morte, che non ci sono più le salegiochigiapponesi. Allora tu spieghi che non è vero manco per una fava, scusa, che sono vive e vegete, che Shinjuku non è, metti, Abbiate Grasso o Spezzano della Sila. Anche perché gli impiegati giapponesi se tornano a casa dall'ufficio prima delle 23 pare brutto. Ma quelli non li smuovi. Restano aggrappati come oranghi alle loro convinzioni, a quell'Eh, è un vero peccato, signora mia, le cose andavano meglio quando andavano meglio. Allora tu li inviti gentilmente ad andarsene a fanculo, o in subordine a comprarsi quantomeno il libro Arcade Mania del sorridente Brian Ashcraft, ma quello (il libro, non Brian) è solo disponibile in inglese o al massimo nell'inutile idioma d'oltralpe, e quello (Brian, non il libro) abita in Giappone da anni e quindi vatti a fidare. E allora? Allora che fai? Allora ci vorrebbe proprio un bel documentario sulle salegiochigiapponesi, una roba alla Iacona o alla Gabbanelli per gettare un po' di luce sull'argomento e portare un po' di pace nei cuori […]
Vi piacerebbe vedere una roba del genere, vero? Ora e subito? Anche a me. Peccato che non esista. Mi dispiace. Il progetto 100 Yen: The Japanese Arcade Experience è infatti ancora parecchio in divenire, e ai ragazzi che ci stanno lavorando per portarlo a termine ci servono la bellezza di 6.034 paperdollari e un po' di pubblicità gratuita. Ora, siccome sul primo fronte eravamo messi un po' male, noi ci si mette almeno la pubblicità gratuita. Oh, buttala via.
Ecco, nel mentre, un gustoso trailer:

Cose da notare che magari non avete notato o forse sì, ma ve le si dice lo stesso:

  • Il tipo con gli occhialoni all'inizio è proprio Brian Ashcraft. Sì, è per questo che sotto di lui appare la scritta "Brian Ashcraft"
  • La canzoncina JPop che parte dopo 32 secondi è la sigla di Cutey Honey cantata da quella grande piccola media nippophega che risponde al nome di Koda Kumi. Ma risponde solo se ti conosce, altrimenti tira via dritto e non ti caga. Nel 2005 ne hai comprato il CD a Tokyo, poi qualcuno in ufficio te l'ha ciulato fatto sparire. Quel qualcuno, il giorno che verrà associato a un nome e a un volto, è un qualcuno MORTO.
  • Minuto 2:17. Quei bozzoli non sono bozzoli qualsiasi. Incubatrici di mostri alieni o rifugi per jubentini senza più onore. No. Sono i bozzoli di Gundam Kizuna, il gioco che ti fa pilotare dall'interno un mobile suit della federazione o (soprattutto) uno Zaku. Sembra una figata incredibile, vero? Beh, lo è.
E ora una breve descrizione del progetto, direttamente dalla viva tastiera dei suoi autori:

100 Yen: The Japanese Arcade Experience is an hour long documentary focusing on the thriving, exciting, vibrant world of the arcades in Japan.

IMAGINE a world where video games reign supreme. Five stories of arcade cabinets, new and old, dominate the streets of downtown Tokyo. Welcome to Japan. A place where the arcades of the 80s and 90s not only still exist, but thrive and have evolved into elaborate environments of pleasure for any gamer.

Our 8-bit childhood has come a long way. A complete sensory overload is brought on by the multitudes of arcade games, they call out to you as you wander the vast expanses of these game havens. What was once a table top amusement has become an escape from your mundane existence. If you have a couple hundred Yen in your pocket, be prepared for The Ultimate Arcade Experience

Following gamers such as DAIGO UMEHARA (arguably the world's best STREET FIGHTER player) and speaking with gaming aficionado BRIAN ASHCRAFT (author of the book Arcade Mania!) we will explore the world of Japanese Arcades from a North-American perspective and compare/contrast the current trends of East and West gaming cultures.

Other experts include: Satoshi Numata, a professor of video games at the Osaka Electronic University; Ryan "Gootecks" Guitierrez another professional gamer from the Street Fighter scene; Bear Trickey, a game designer for Q-Games based out of Japan; and of course, we will be speaking to as many Japanese people as possible!

The overall arc of the story is as follows: The History of Japanese Arcades: 1978 saw a shortage of 100 Yen coins caused by the game Space Invaders. It is from this tidbit that we derived the name of this documentary.

Who is the arcade: The people who make up the clientele of the arcades in Japan; Daigo Umehara's rise to fame and other stories that emerge along the way.

The Future: How are arcades evolving and changing to keep up with the new technology and how are they able to compete with home consoles. What is the corporate perspective on arcades in Japan?


Solo quell'arguably, vicino al titolo di miglior giocatore di SF al mondo per Daigo Umehara, tu magari l'avresti tolto, ecco.



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