sabato 25 settembre 2010

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Spider-Man: Dimensions. Con i lanciaragnatele da polso drammaticamente a secco

Cosa succede ai giochi di Spider-Man quando gratti via l'unica cosa interessante dei giochi di Spider-Man? [...]

Miguel Bosé O'Hara. Diciassette anni fa, con quelle storie disegnare da Rick Leonardi, era uno dei tuoi eroi Marvel preferiti (razzo!)
Succede Spider-Man: Dimensions, il gioco che in tutto il resto del pianeta si chiama Shattered Dimensions, ma in Italia solo Dimensions. Come una marca di gel per capelli. Ma niente paura, ché di "frammentati", dopo qualche ora di sbadigli, ci sono belli pronti i testicoli di chi lo prova.
"E ora, una bella martellata sui coglioni!"
Ora, lasciando nell'angolo buio che gli spetta l'infantile Spider-Man: Amici o Nemici, con quel suo insulso ravanare la bassa periferia dell'Universo Marvel alla ricerca di personaggi sconosciuti al suo target naturale, l'unico spunto interessante che sei riuscito a trovare tanto nel modesto Spider-Man 3 quanto nel mediocre Spider-Man: Il regno delle ombre era lo spenzolamento di Spidey. Girare per New York aggrappati a una ragnatela, dondolare verso l'alto per lanciarsi verso la cima dell'Empire, tuffarsi in picchiata per poi salvarsi da un contatto intimo con l'asfalto della Quinta Avenue solo all'ultimo secondo utile. Quelle cose lì. Era bello, essere l'Uomo Ragno in un gioco dell'Uomo Ragno, e allora chi se ne fregava di tutto il resto, di quella Grande Mela che faceva ridere, dei bug a secchiate, dei combattimenti piacevoli come un signore distinto che su un marciapiedi affollato ti centra nei coglioni con la sua ventiquattrore.
(una ventiquattrore con gli spigoli d'acciaio)
La genialata di Spiderman: Dimensions è quella di dare in pasto alle capre l'anima free-roaming dei suoi predecessori, affidando il gameplay a una serie interminabile di scazzottate in ambienti chiusi. Niente web swinging in libertà, ma solo una sua versione for dummies, confinata in brevi corridoi che si sforzano di non sembrare corridoi. 
Fallendo miseramente.
Finirà con una scazzottata in soggettiva. Come TUTTI gli altri boss-fight del gioco
Quel che resta, al calare delle tenebre, è un banale picchiaduro saltellante che cerca di recuperare il minimo sindacale della dignità con questa storia degli universi alternativi, ciascuno dei quali dovrebbe esser improntato a uno stile di gioco radicalmente differente. Dovrebbe. Ai fini squisitamente ludici, sotto il profilo della promessa differenziazione dei livelli, l'universo Amazing (quello dell'Uomo-Ragno classico, nato nel '62) è identico a quello Ultimate (la versione moderna degli eroi Marvel, lanciata un decennio fa), che a sua volta è identico a quello 2099 (un Uomo-Ragno del futuro, protagonista di una serie nata e sepolta negli anni Novanta). Fa eccezione, è vero, l'universo Noir (variazione anni 30 sul tema superomistico, munta dalla Marvel degli ultimi anni in un numero consistente di speciali e miniserie a tema), ma solo perché si limita a copiare in modo pedestre Batman Arkham Asylum, facendo a cazzotti dal minuto zero con le idiosincrasie del gioco quando si tratta di arrampicarti su un muro, orientarsi mentre ti stai arrampicando su un muro, costringere la telecamera a non andarsene a puttane mentre ti stai arrampicando su un muro.
Problemi in fondo veniali, in un gioco dell'Arrampicamuri
Resterebbe il discorso sul fan-service. Perché i canadesi di Beenox, (ig)noti ai più per tie-in come Monsters vs Aliens e Bee Movie Game, hanno fatto di tutto per arruffianarsi i vecchi aficionados del ragnetto. Che sognavano da anni un gioco su Miguel O'Hara (lo Spider-Man del 2099), e che ghigneranno soddisfatti a leggere che c'è la firma di Dan Slott in calce allo script, o a veder apparire su uno schermo di Madam Web, nei primissimi minuti di gioco, Spider-Girl o Spider-Ham.
Spider-Ham: il primo, vero Spider-Pork
Ma tutto finisce lì, e il 2099 è pieno di nemici che non hai mai visto (perché creati apposta per Dimensions), e il Noir sono due palle enormi in toni di grigio, e tutto il resto è stanco, triste, incredibilmente vecchio.
In lontananza, nel frattempo, ti viene incontro fra la gente un distinto signore, dondolando assorto la sua perigliosa ventiquattrore. Rivestita in titanio.

2 commenti:

  1. Ti dirò che io per qualche ora mi ci sono anche divertito.
    Graficamente non male, e l'idea POTEVA essere carina, se non fosse stata giustificata con una trama che FA SCHIFO!
    E poi... Mysterio? Ma stiamo scherzando?

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  2. Saltello pigramente da un Post dell' Antro all' altro, e poi vedo questo! E mi viene da dire: "Ma è piaciuto SOLO a me sto gioco?!" :((

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