mercoledì 29 settembre 2010

7

L'angolo del Creeper: The Ancient Dogoo Girl. La risposta giapponese a "Il Peccato e la Vergogna" (plus: Kim Kardashian mezza nuda)

A ognuno il suo. Alle casaling(u)e italiane la tivvù dispensa le fiction con Manuela Arcuri come "L'Onore e il Rispetto" e "Il Peccato e la Vergogna" (prossimo capitolo della serie: "Mangia e Fottitene"); ai quarantenni yankee le vicende delle zoccole donne emancipate della famiglia Kardashian in "Al passo con i Kardashian" (ma giusto perché tutti sognano di bombarsi quella pheega astrale di Kim); ai bambinetti giapponesi la più meravigliosa, sublime forma di entertainment televisivo dopo il bresslinz. I tokusatsu. Ma nel suo essere sempre fedelissima a se stessa, nel suo servile rispetto a testa bassa delle regole del genere scolpite nell'alabastro, c'è caso che anche l'industria dei tokusatsu azzardi ogni tanto, tra gli ennesimi qualcosaranger e gli ultimi nipotini di Ultraman e Kamen Raider, qualcosa di nuovo. Dove per "qualcosa di nuovo" intendi "con reggiseni magici, tette ipnotiche, finto 3D e prese per il culo di Avatar". [...]
Il maresciallo gnocca
The Ancient Dogoo Girl (古代少女ドグちゃん, Kodai Shōjo Doguchan) è una serie che sarebbe estremamente riduttivo definire surreale. Nel tokusatsu della MBS c'è tanta di quella roba, e così male assortita, da rappresentare l'ideale punto di contatto tra Dalì, D'Annunzio e Alvaro Vitali.
E' un serial che minge sulle regole del buon gusto e poi dà loro fuoco, buttando in scena temibili nemici in gommapiuma come Mureika ("odore sgradevole"), Hochijtensha ("bicicletta abbandonata") e Chichideka ("tettona"). La ricetta di un successo ampiamente prevedibile, consacrato dall'ormai prossimo debutto, nel romantico ottobre giapponese, della seconda serie, Ancient Girl Squad Dogoon 5 (古代少女隊ドグーンⅤ Kodai Shōjotai Dogūn Faibu). E sì, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, quel "5" sta proprio per "cinque". Ché accanto all'eroina solitaria della prima serie ora ci sono altre quattro sgallettate, in ossequio a un'aurea regola di marketing tipicamente giapponese: se una cosa va bene, moltiplicala sempre per cinque. Se ti riesce anche per sei.
"Professione? In che senso, scusi?"
Le profonde iniquità dell'etere planetario: ai giapponesi le ragazze perate fintoantiche guerriere, al popolo da divano yankee (ma anche a chi guarda E! su sky mentre corre sul tapis roulant. Ad esempio: tu) Kim Kardashian che si cerca un miliardario impotente fidanzato, al popolo itagliano desatellitizzato e felice le fiction con la Arcuri.
Che però, in quanto a tette ipnotiche, non le puoi dire proprio niente

7 commenti:

  1. ma LOL.
    Kim Bagashian è però una delle più toste in circolazione. One of a kind (e infatti le sorelle e le cugine fanno cagare)

    RispondiElimina
  2. "Mangia e fottitene" ahahahahaha!!! Quando inizia? :))

    RispondiElimina
  3. Sarà...ma se proprio fossi costretto a scegliere io preferirei la Manuelona nazionale. La Kardashian mi dà troppo l'idea di donna patinata, montata, fin troppo ben confezionata. La Arcuri invece è più verace, più genuina. Che poi sian entrambe due belle sgnaccherone non ci piove.

    Erika Yazawa, nonostante la sua inusuale misura di zinne (inusuale per la sua razza ovviamente) e il suo bel faccino, esercita in me lo stesso sex appeal di un cactus nelle mutande.

    Ho visto il trailer... non credo che servano sottotitoli di sorta per "godersi" questo popò di produzione.

    RispondiElimina
  4. Patinata e confezionata non saprei, montata di sicuro.

    RispondiElimina
  5. A me della Kardashian piace che è una che si diverte in quello che fa.
    Ha unito l'UTERO al dilettevole

    RispondiElimina
  6. Ho subito apprezzato la marchiatura a fuoco del culo con la spirale del Dreamcast ma son state le tette che catano a ritmo ad avermi conquistato per sempre.

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails