IDEaFix (due giorni al fresco)

Il sud dello stivale brucia nei suoi 45 gradi abbondanti. Che fai? Ti infili in un volo per la Costa Azzurra, con la scusa dell'IDEF, la fiera del trade dei giochini elettronici. Anche se questo, evidentemente, significa far ritorno nell'ostile terra transalpina, popolata da mangiatori di rane e bevitori di Orangina, solo un mese dopo le disavventure di Parigi. Spazzata da un vento incredibile, con il non trascurabile difetto di esser fin troppo piena di francesi che parlano francese e hanno la faccia francese, glamour ma di un glamour vecchio e un po' finto, Cannes ha spalancato per l'IDEF le algide porte del Palais des Festivals a direttori marketing e capoccia delle principali realtà videoludiche italiane e francesi. Ma anche del Belgio e dei Paesi Bassi e... ok, italiane e francesi. Un mondo di sorrisi, pacche sulle spalle, amarcord e lunghi coltelli, in cui mi sono aggirato per un giorno e mezzo conducendo a basso ritmo ronde di appuntamenti sulla moquette color topo del palazzo del cinema cannense. E alla sera di martedì, neanche fosse il sabato di Aiazzone, la grande festa. Tutti sulle navette per raggiungere il Palais Bulles, villa di Pierre Cardin già testimone, sei anni fa, delle scorribande alcoliche di chi scrive. Solo che in quell'occasione (era l'X01, e la prima console Microsoft si presentava con i suoi primi vagiti, praticamente un rutto, alla stampa europea) la villa era accessibile in tutti i suoi anfratti, c'era qualcosa di decente da mangiare, e gente come Ivan con cui intavolare discussioni accese quanto profondamente inutili (ma quell'auto in Wreckless, poi, era o non era una vera DeLorean?). Questa volta, invece, le stanze erano tutte sprangate (vuoi mai fidarti dei direttori marketing?). Tempo zero e da bere son rimaste solo le Tourtel (una birra analcolica? E perché non del creme caramel salato?). Il catering faceva pena, e la noia e il nervosismo galoppavano sotto il Ghibli che faceva oscillare la struttura a bolle. E alle 23 tutti fuori dai maroni: che bisogna restituire le chiavi della villa. Che posto meraviglioso, la Francia. Che persone squisite, i francesi. Fortuna che almeno faceva fresco.

Commenti

  1. C'ero anch'io martedì a la maison dell'amico Pierre. Spegnere luci e musica e mandarci tutti a casa alle 10.30 mi ha dato un senso di deja vu rispetto a quando dovevo rientrare a quell'ora perché sennò i miei mi sgridavano. Mentre la navetta guidata direttamente da Colin McRae fatto di coca mi ha fatto riscoprire l'aroma degli ottimi panini ai wurstel serviti col catering. Non so te, noi ci aspettavamo almeno una cover band del Liga...

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  2. Sì, in effetti il clima generale era molto da "festa delle medie". Non c'erano i Fonzie(s), vero, ma in compenso gli Avanzi non mancavano...

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  3. che dire... "forza panino" :)

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