sabato 7 maggio 2016

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Il mio grosso grasso primo appuntamento mesto (Saturday night sondaggismo)

Il sondaggismo di questa settimana è uno di quelli che richiede un minimo sforzo da parte vostr… ehi, dove andate! Fermi, debosciati! Dicevi: un minimo sforzo da parte vostra, nel senso che dovete scrivere almeno un paio di righe e fare appello alla vostra funzione psichica di assimilazione, volgarmente detta memoria. È una di quelle cose che son capitate a tutti e di cui tutti si conserva uno scheletro fuori moda nell’armadio: il primo appuntamento venuto male. Segue il trionfale racconto di uno dei più disastrosi primi appuntamenti mai capitati a t…, uh, a un tuo amico [...]
Salerno, 1994, primo anno di università. C’eri t… C’era questo tuo amico, che per rispetto della privacy chiameremo Menandro Ricreda, e c’era questa studentessa straniera venuta da Budapest, che avevi… aveva conosciuto alla fila per il rinvio militare (per i più giovani = rottura di coglioni annua per gli studenti universitari, abolita insieme alla leva obbligatoria per quelli nati tipo dall’80 in poi, o giù di lì). Detta così, il fatto che, uh, Menando aveva conosciuto una tipa alla fila del rinvio militare, sembra pure una roba di quelle che poi Giovanardi piange, ma no, era solo lì insieme a un amico e alla ragazza di questo.

Bionda, spolverino in pelle, un fisico pazzesco. Troppo per t… Menandro. O forse no? Per farla breve, si rivedono in facoltà, ci sono amicizie comuni, forse ce n’è. E ce ne sarebbe stato, per un paio di mesi, e non è stata una di quelle storie di cui si conserva un brutto ricordo. Anzi… Vero, Menandro? Dice di sì. Il problema è che il primo appuntamento è stato un totale disastro.

Mezz'ora a domare i capelli, nell’unico frammento di vita in cui, uh, Menandro li ha portati lunghi anche se gli stavano male. Spolverino di pelle, camicia (l’unica stirata, merce rara per uno studente fuori sede), jeans sdruciti. Fuori fa un freddo becco, ma oh, tanto si va a una festa, sai lì il caldo. La follia dei giovani idioti. In un luogo - l’hinterland dell’ateneo di Fisciano - in cui l’umidità era talmente alta in autunno e in inverno che ogni tanto si vedevano dei cavedani volare. Seguono, in ordine, diluvio beccato subito prima di incontrarla; diluvio beccato subito dopo averla incontrata, mentre cercavate questa diavolo di festa insieme ad altre due tipe; tre, dicasi tre, indirizzi sbagliati, con destinatari della citofonata incazzati come bisce ché erano tipo le nove di sera e qui la gente c’ha da lavorare brutti giovani drogati, uè uè


In testa, a quel punto, Menandro ha una piovra nera che gli allunga i tentacoli sugli occhi in continuazione. La camicia è uno straccio bagnato. Piove così tanto che, si fosse trovato a passare di lì Max Pezzali, ci avrebbe scritto Rotta per casa di Thor.

Alla fine, dopo un peregrinare che al confronto Ulisse era andato giusto un attimo a portare Telemaco al catechismo olimpico, il Ricreda e le tipe trovano la festa, quando sono già le dieci passate. Dentro, in compenso, è un mortorio, non c’è la birra, si respira l’allegria della sala ricreativa di un campo di concentramento. Ok, dice Menandro, prendendo in mano la situazione per mostrarsi giovine risoluto e carismatico, lasciamo questi cadaveri e troviamoci un posto dove si beve birra, non della fot*uta coca cola del discount. Essendo una serata così No che la seguono in diretta con vivo interesse pure a Manaus, Menandro queste cose le dice davanti a quella che scopre solo in un secondo momento essere la festeggiata e padrona di casa. E oh, senti, mavaffancuore te e la Pistulin Cola.

Solo che locali aperti o più in generale locali da quelle parti non ce ne sono. Solo che una delle due tipe wingman ha iniziato a rompere le balle perché, giustamente, per l’acqua e tutto le sta venendo tipo una broncopolmonite. Solo che sta andando tutto così male che manca solo passi un auto a duecento all’ora e li investa con l’acqua sollevata da una pozzanghera. E infatti è esattamente quello che succede poco dopo.
 

Quando, nella lunga marcia verso il loro quartiere - nessuno dei quattro ha la macchina o la patente - incrociano un gatto nero, l’animale si tocca le palle e scappa.

Bene, diciamo che basta così. Salutiamo il nostro amico Menandro, ciao Menandro! Tocca a voi, deboscia, fuori gli scheletri dall’armadio: il vostro primo (ma anche secondo o terzo) appuntamento disastroso. Non interessano i dettagli da posta di Cioè, chiaramente, basta il contorno sbagliato o la figura di palta. Se non ve n’è mai capitata una, potete raccontare quella, uh, di un amico o un’amica. Non lo diciamo a nessuno che è una balla, tranquilli. 


70 commenti:

  1. uh, son la prima! da noi nel Disinvolto e Disinibito Nordest, da teenagers si usava andare in discoteca e trovarsi uno con cui limonare (da noi si diceva: misciarsi), si passava quel paio d'ore tardo pomeridiane a sbaciucchiarsi e scappava anche qualche manina furbina sotto la maglietta...poi ci si salutava e forsemaforse capitava che si decideva di uscire insieme in un pomeriggio infrasettimanale, giusto per vedere se funzionava come rapporto o era solo una "misciatina". conobbi così tale Alexander (the great) e quando ci uscii un pomeriggio fu un disastro totale: io andavo alle medie e lui aveva 19 anni e lavorava già, si era portato dietro 2 amici per non annoiarsi troppo mentre c'ero anch'io e tra loro parlavano solo di robe che non capivo, come "di che sesso era il suo gatto" e dei clienti strani che aveva il suo amico anche lui diciannovenne e già impiegato barista. mi annoiai a morte io che mi ero immaginata una passeggiata manina nella manina e duddùdaddaddà. io che mi sentivo un scalino sopra le altre per aver "conquistato" un diciannovenne che oooohhhh! addirittura lavoravaaaa!!!!! e somigliava un tantino a scott baio, e le mie amiche mi guardavano con occhi sgranatissimi perchè era una cosa piuttosto audace essere riuscita a pescare un pesce così grosso per i loro standard, dovetti farmi piccola piccola quando, dopo un'ultima noiosa uscita di un quarto d'ora sulle panchine davanti alla chiesa con lui che guardava di continuo l'orologio, gli dissi "ti voglio bene" e lui SPARI' che neanche un mago Alexander.

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    1. Asia Stingray, da "Nord-est" a "Misciatina", mi sa che siamo conterranei :-)

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    2. Xe questo el motto Triestin!!! (a dirla tutta son de Muja:-)).

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    3. te se fazevi anche ti le misciade alla capannina? se penso che adesso alla capa ghe va mia fia a far nuoto....

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    4. Bella la Capannina:-)
      Gli anni passano:-(
      Segui da tanto l'Antro Atomico del Doc?

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    5. non ricordo nemmeno....da poco prima che il doc pubblicasse "per il potere di grayskull" (che è stato il primo libro che ho comprato in e-book), a occhio e croce un paio d'anni.

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    6. Pure io sono un po' di anni... Poi ho letto molti vecchi post... Ho anche la maglietta da calcio del FC Antro ;D

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  2. Ecco un argomento in cui sono ferrato! Si era alle superiori e c'era questa che mi piaceva. Io ero e sono ancora di una timidezza inumana, roba che andare al banco del fumettaro a chiedere se hanno quello che cerco mentre c'è altra gente lì per me è come il Tribunale degl'Inferi.

    Comunque dicevo sta tizia mi piaceva e ci organizziamo per uscire per la città. Long story short prendiamo un trancio di pizza e io per l'agitazione lo ingurgito in un boccone e questo sommato a qualche folata di gelo fuori stagione mi fanno venire uno squaraus di quelli.

    Quindi anziché limonare duro come i veri uomini sono rimasto per metà appuntamento sulla soglia del vomito. The End.

    Comunque in seguito la tipa mi ha friendzonato con una potenza immane dicendo "gneeh è un periodo che non voglio legami" salvo trovarsi il moroso circa 5 secondi dopo la maturità.

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  3. Come per il Doc e per Menandro, sta storia non è successa a me, ma a miocuggino che si chiama come me, veste come me e insomma sembra me. Ma non sono me! Vabbè... Avete capito insomma. Anno 2004 sotto Natale. Sono "fresco" (circa 5 mesi) di rottura con la mia ex-ex morosa e passata la fase di disperazione, sono passato alla fase due: la pazza gioia. Feste, ballate, aperitvi eterni (dalle 18 alle 2 di notte), notti insonni,... Sono lanciatissimo e pieno di vita e così, caricato a pallettoni, inizio a broccolarmi la ragazza neo assunta per il periodo natalizio nella vicina profumeria. Carinissma, timida, profumata,... Tra un sorriso e l'altro in pausa pranzo o per il caffè ci incrociamo spesso e tra un sorriso e un saluto sembra mettersi bene. Io bello lanciato e con l'aiuto delle sue colleghe (amiche mie e vicine di negozio) riesco a strapparle abbastanza facilmente e velocementre un'uscita. Si va fuori sabato sera per la pizzata. Sembra già fatta. Il destino (sto bastardo!) ci mette però lo zampino. Un mio carissimo amico che non vedo mai perché lavora in giro per il mondo (una/due volte l'anno al massimo si ferma in città) arrivi proprio quel weekend per poi ripartire il lunedì. Cazzo... Vabbè... Visto che è una serata senza impegno, faccio venire alla pizza pure sto debosciato giramondo. L'aperitivo me lo gioco bene con la tipa, le spiego la situazione e lei mi dice che non ci sono problemi e che alla pizza può venire pure sto mio amico. Tanto aperitivo e amaro post-cena staremo solo noi due, quindi margini di manovra ne ho. Ecco, non avevo calcolato l'amico. Sto disgraziato sapeva e credeva che fossi ancora in fase disperazione-post-rottura e così per "consolarmi" alla pizza ha portato una sua amica che, secondo un suo meccanismo celebrare contorto, ci starebbe stata senza problemi così da consolarmi dalla mia ex. Questa seconda ragazza non l'avevo mai vista in vita mia e lei nemmeno. Ma mi aveva visto in foto e mi trovava belloccio! Alla cena ci siamo quindi io, sta ragazza della profumeria con cui ci stavo provando, sto mio amico che vista la situazione ha riso fino alle lacrime tutta la sera e sta ragazza "consolatoria" che a sua volta ci provava spudoratamente con me. Il paradiso direte voi? No, l'inferno! La tipa "consolatoria" era una cessa allucinante e a naso avrà avuto almeno 10 anni più di me. La ragazza della profumeria, sciolta dalla timidezza iniziale, era di una noia mortale, era stupidina e non faceva altro che parlarmi dei suoi malanni fisici (a 25 anni!) e dei suoi problemi. Io volevo morire e speravo che la serata finisse il prima possibile. Worst date ever!

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    1. Mancava giusto una incursione degli xenomorfi

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  4. Ah beh questa è facile.... Conosco una tipa che mi piace parecchio in un corso regionale, si organizza un'uscita collettiva al cinema x vedere Harry Potter e il calice di fuoco, solo che, disgraziatamente x lei, non si presenta nessuno ad eccezione del sottoscritto e tra uno sbuffo e l'altro si entra in sala. Lei è una superpatita dei libri e quindi dei film di HP è il film se lo gode alla grande, mentre il suo accompagnatore lo vedrà in seguito in home video in quanto impegnato a fissarla x tutto il tempo. Dopo il film si va ad un pub x prendere qualcosa di analcolico (lei nn beve e quindi ci so adegua) ed io ovviamente suggerisco una tisana che si rivelerà una roba che sembrava fatta con un mio calzino dopo la partita di calcetto con gli amici. All'uscita, tra un discorso perso e l'altro, lei mi fa: "lo so che ti piaccio ma tu no, non ne uscirà mai niente, rassegnati". Coltellata alle spalle e sputacchiata finale. Ingoio l'enorme rospo e le dico che cmq io non mi arrendo.... X la cronaca oggi la tipa é la madre di mio figlio!

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    1. Sono sempre stato un bel po insicuro con le donne...Stima per quelli che continuano e se ne fregano dei 2 di picche.

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    2. "date una medaglia a quest'uomo" cit.

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    3. sei un idolo! Ma spero che ogni tanto tu glielo faccia pesare!

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    4. Idem. Anche la madre di mia figlia quando ci siamo conosciuti voleva darmi fuoco.

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    5. E vabbè visto che abbisogna raccontarla la racconto.
      Bellissima ragazza, più gettonata della scuola e del paese, tutta perfettina. Siamo in classe insieme e in terza ci mandano in due a parlare ad una prima per raccontare le esperienze del biennio. Anche se siamo fianco a fianco per volontà della professoressa procediamo come sotto interrogatorio a compartimenti stagni perchè non mi guardava manco in faccia .Pur essendo in classe insieme, ci rivolgiamo la parola solo un' altra volta in 4 anni di CLASSE insieme . Poi per 5 anni non ci si vede più fin che viene a dormire casualmente in appartamento dove stavo per via di una comune amica, e, dopo una serata in compagnia, mi entra in camera di notte con un mazzo di carte da briscola in mano. Mi chiede di giocare a rubamazzetto alle 3 di mattina, e vince, mi dice che siamo solo amici e torna a dormire nella sua camera. 4 anni dopo ci sposiamo. Da allora non abbiamo più giocato a carte.

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    6. Confermo. Gennaio 2011.
      Esco con lei, ci frequentiamo da un po', bellissima e sempre di più. Cenetta in un locale equosolidale, si chiacchiera eccetera.
      Bella serata, tranne che:
      A fine serata inizia il solito "seicarinoseisimpaticoMA".

      Mi alzo senza dire nulla e me ne vado.
      Funziona.

      Oggi nostro figlio compie dieci mesi.

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    7. questo sottointervento si sta popolando di esperienze sempre più dementi ... pensavo di esere solo io e che mia moglie fosse bislacca e invece!

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  5. Per una volta che esco dall'anonimato(e non è per dire che sono Iron Man...)questa è la triste storia:
    Pratricanti nello stesso studio, Lei similnobile ricca, io similservodellagleba si decide di uscire insieme dopo che Lei, e sottolineo 'sta cosa, sembra provarci con il sottoscritto: regalo di Natale con annessa figura di pula della corsa in cartoleria a prendere qualcosa per ricambiare il gesto, caffè presi senza il codazzo dei protocolleghi portarogne...finalmente si organizza un'uscita a due: pizzeria collaudatissima, cena alla Lilli e Vagabondo con cameriere/complice che offre due bicchierini di Malvasia per il cliente "rispettato" (che avrebbe pagato i bicchierini nel salatissimo conto), giro in auto per "prendere aria" a Gennaio, di notte, di fronte al mare e cercare posto semisconosciuto - individuato dopo molteplici ricognizioni preappuntamento, ai limiti della preveggenza- lontano dalla la Stonehenge degli imboscamenti.
    Lei vorrebbe cominciare e lo fa capire con battutine pepate, Io voglio fare lo splendido e portarla nel posto mmeravijoso che ho scelto e lo trovo...purtroppo: radice che (oggi sono sicuro fosse mandragola!) stacca il fermo della marmitta della mia vecchia/nuova 500 di seconda mano che comincia a strisciare sul terreno facendo un casino inesplicabile...atmosfera distrutta, ritorno a casa sulla statale con la marmitta che sfrega a terra lasciando una scia di scintille che manco la batmobile anni '60, Lei "venere asciutta", io sepolto nell'autocommiserazione del: "e' colpa dei miei che ho sta macchina di melma, m'hanno rovinato!"... la riaccompagno nel quartiere lussuoso in cui dimora...centro storico chiuso al traffico (e meno male, altrimenti lo incendiavo passandoci) con salutino sulla guancia; Per la cronaca, la tipa avrebbe trovato il suo tipo dopo un paio di mesi e sarebbero finiti all'altare l'estate dopo...lui non aveva la 500, mi dicono le malelingue

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  6. ....tanto tanto tanto tempo fa... in una galassia lontana lontana lontana.... tipo il 1994, al secondo anno di Università a Palermo, conosco alle lezioni di filosofia del diritto una studentessa fuori sede (di un grosso paese siculo noto per la ...er, diciamo, modernità della sua gente...vuol dire niente! ...ma io allora non lo sapevo)

    Bionda, capelli ondulati, alta, bella... ecco, diciamo solo un po' ...come dire... della provincia (senza offesa per nessuno)

    ...dopo un mesetto di approcci variegati, posto preso a lezione, battute salaci (...figuriamoci)...ecco che, finalmente, propongo la pizza infrasettimanale.... beh, se ti va, magari, se vuoi....

    Inizio a prepararmi in anticipo mostruoso, mi offro di andarla a prendere ...ma lei dice che: "no, ci vediamo lì...abito proprio lì vicino" (e io mi creo storie che non si posson raccontare, ci sono i minorenni)...

    ....insomma, quella sera si presenta con i due fratelli, semianalfabeti "giunti apposta dal paese per l'occasione e per conoscermi".... serata inquietante, con interrogatorio circa la famiglia, le posizioni economiche e il sentimento religioso mio e di tutta la mia famiglia!!!!! ...almeno, alla fine, si è pagato alla romana....seguono altri due mesi di lezioni, con sempre meno battute e cortesia di maniera e poi....mai più vista quella ragazza....

    Comunque, sono stato recidivo e, dopo 15 anni, sono stato insieme per alcuni anni con un'altra ragazza proveniente dallo stesso paese... Nella mia unica visita al paese suddetto, sono stato portato a conoscere zii, zie, cugini e parenti vari...con relativo esame circa la famiglia, le posizioni economiche e il sentimento religioso mio e di tutta la mia famiglia!

    Ma almeno ero più grande e sapevo ciò che mi attendeva...
    ...per la cronaca, anche questa storia è ormai storia....

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    2. Dovevi dire che adori il Diavolo e poi una risata terrificante

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    3. viste le dimensioni delle mani dei fratelli, non era proprio il caso....

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    4. Ahahahah mamma mia, ne ho sentite di ste storie fino a qualche mese fa da una ragazza che conosco (anche lei del Palermitano).

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    5. no, questa era dell'agrigentino... (sto parlando pure troppo)

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  7. Dopo aver ravanato nella mia mente posso asserire che non ho esperienze del genere perché ho avuto pochissime esperienze in genere in capo di appuntamenti. La storia più divertente l'ho vissuta di riflesso ovverosia ho rovinato il primo appuntamento ad altri.

    Un mio amico frequentava una compagnia in cui c'era una di nome Brunella che, scopriremo poi, gli andava dietro mentre lui andava dietro alla migliore amica di lei. Una sera questo mio amico chiama me e un altro e dice se vogliamo uscire visto che lui esce con questa compagnia. Arriviamo davanti al locare e c'è la Brunella e un'altra ragazza che aveva organizzato quell'uscita e che aveva progettato che l'uscita stessa potesse diventare di coppia.
    “Ma ci sono anche loro?!” dice la improbabile organizzatrice. Da quel momento in me è scattato qualcosa: quella sera ho raggiunto il mio tasso di deficienza più alto mai registrato. Ho fatto il pirla tutta la sera con i miei amici che si piegavano dal ridere per le cretinate che sparavo a raffica mentre di fianco c'era l'organizzatrice dell'incontro incazzata nera e la Brunella che inanellava un facepalm dietro l'altro. Ogni tanto ci ridiamo ancora adesso.

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  8. Bologna, Anno Domini 1997. In facoltà conosco una tipa supercarina di Bolzano. L'accento mi ingrifa del maledetto e pure il suo discreto davanzale. Tramite sotterfugi e raggiri vengo a sapere che ha il moroso ma è impegnato col servizio di leva visto che alle precedenti sessioni ha dato carta bianca e gli è arrivata una bella catolina dal Ministero della Difesa.
    La tampino per due mesi alle lezioni, le offro caffè e appunti finchè un pomeriggio di febbraio mi fulmina con un "zenti kvesta zera al Porto ti Mare zi festeccia karnefale, c'è mia zorella fenuta ta Bolzano, ti va di akkompagnarci?". Freno la turbina che mi si avvia dal basso ventre e, chiesto immediato supporto ad un amico (per potergli affibbiare l'eventuale sorella cessa), si esce.
    Appuntamento in via del Pratello con aperitivo e...primo porblema, la sorella è decisamente cozza. Pazienza, ho la pedina sacrificabile, ma appena entrati nel locale arriva il secondo problema, la sorella oltre che cessa ha la simpatia di un chiodo arrugginito piantato nel nervo sciatico.
    Passa una buona mezzora in cui le due sorelle confabulano in tedesco stretto tra di loro senza che io e il mio amico si possa capire una mazza, poi, dopo una ringhiata della sorella, la bolzanina bbona ci dice:"Fi zekka ze kampiamo festa? Mia zorella fuole fetere altro posto...". Noi da spavaldissimi facciamo spallucce e paghiamo le consumazioni. Segue tragitto in autobus alla destinazione suggerita e finiamo all'Arcigay dove c'è un meraviglioso party in maschera...Non passa nemmeno un quarto d'ora che la sorella inizia un limone duro con una ragazza mentre il mio amico, che per quanto bravo ragazzo era un filo omofobo, si è dileguato sulla porta d'ingresso lamentando lezioni al mattino presto. Io resisto impavido e mi trovo per due ore su un divanetto ad ascoltare la bolzanina bbona che mi parla di quanto le manca il suo moroso...
    All'uscita scopro pure che l'entrata era gratuita ma per uscire si deve esibire la tessera e ovviamente mi tocca scucire il corrispettivo così mi ritrovo senza un soldo, con la bocca asciuttissima e tesserato arcigay!

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    1. IL PORTO DI MARE...ricordi del mio anno universitario bolognese. lacrimuccia

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  9. Ci conoscevamo da qualche tempo ma non ci avevo mai provato... poi misteriosamente scatta qualcosa e le chiedo di uscire. Devo dire che va tutto da dio e ci ritroviamo in macchina in un luogo molto poco trafficato (censura... censura... censura) verso le 2 di notte ripartiamo e... batteria a terra. Visto che ero a 30 km da casa i miei amici mi mandano allegramente al diavolo e, per farla breve, abbiamo dovuto chiamare la madre di lei con i cavi. Imbarazzo totale.

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  10. Tempi delle medie. Giulia era fidanzata ma io qualche frecciatina glie facevo lo stesso.

    Un giorno si lascia, e le chiedo di staccarsi dal gruppo per fare una passeggiata con me. Chiaccheriamo del più e del meno. La passeggiata termina con un bel LIMONE. Torniamo dal gruppo.

    Un'amica comune mi dice DAVANTI A LEI: "Vedi che è andata bene? Te l'avevo detto che non dovevi essere così insicuro!"
    Giulia dopo 3 minuti mi prende in disparte e mi dice che si è appena lasciata e che non se la sente di stare con me così presto. FINE.

    Durata totale della relazione: 15 min. Record. Medaglia.

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  11. ahahahah divertentissimo leggere le vostre disavventure! Io da ragazzino spesso me le bruciavo PRIMA del primo appuntamento, dicendo o facendo qualcosa di stupido mentre le invitavo. Comunque ricordo come occasione sfumata quando mi misi d'accordo con una che faceva la mia scuola per un uscita collettiva: io portavo 2 mie amici e lei 2 sue amiche (che si rivelarono essere 2 sorelle, pure carine). Non avevamo mire tra noi 2, ma eventualmente sugli amici/he portati. Peccato che quella sera parlammo solo io e lei, della nostra scuola, di conoscenti in comune etc, gli altri 4 erano totalmente esclusi dal discorso e si annoiarono a morte; insomma serata a vuoto per tutti e 6.
    Come primo appuntamento che stava virando sul disastroso ricordo quando invitai fuori una ragazza conosciuta a un aperitivo di compleanno di un amica. L'avevo tampinata molto discretamente per mesi su Facebook (si era agli albori di questo social network), finalmente la invito a un sabato pomeriggio in un centro commerciale e... l'amica di cui sopra si infiltra trasformandola in un'uscita a 3, con mio grande imbarazzo. Non demordo e il sabato dopo la invito ancora, stavolta la sera in un pub. Quella sera tutto quello che poteva andare storto l'ha fatto: arrivo in ritardo, sbaglio strada per casa sua, andiamo in un locale che si rivela chiuso, nella strada davanti ad un altro, impiego mille manovre per fare un parcheggio ad S strettissimo (non li facevo dai tempi remoti della patente...), per tutta la serata faccio una gaffe dopo l'altra (es. derido gli stupidi che chiamano la figlia Andrea, essendo un nome greco che significa MASCHIO, e lei tira fuori la carta d'identità mostrandomi che il suo secondo nome era proprio Andrea!!) e dulcis in fundo, nella foga della conversazione, colpisco con la mano il suo bicchiere versandole tutta la birra sui pantaloni! A fine serata, mortificato, cerco un posto isolato (non per concludere, visto che sentivo che le mie possibilità erano ormai a zero, ma solo per parlare un po') ma trovo solo parcheggi con tamarretti che fanno le penne in motorino. Alla fine ripiego su un posto in centro paese ILLUMINATISSIMO, con telecamere e vecchietti che passano curiosando. Il finale della storia la squalifica da "primi appuntamenti andati a male", visto che lei ingrifatissima mi salta addosso e finiamo sul sedile posteriore e... [V.M. 18]. Ciò mi ha dimostrato che spesso le donne hanno già deciso tutto prima nella loro testa e le nostre parole e azioni sono vane... nel bene o nel male.
    Epilogo mitico il giorno dopo ad un aperitivo, quando l'amica (quella che si metteva in mezzo) parlando con un amico a cui avevo raccontato la serata, gli dice "sai, Stiv e la mia amica ieri sono usciti, ma credo davvero che lui non le piaccia!", e lui le scoppia a ridere in faccia! Che bei ricordi...

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  12. Bene bene,estate 2010,questo mio carissimo amico conosce tramite altri amici questa ragazza,doveva conoscerla la settimana prima ma questo mio caro amico era a Budapest.
    Quindi si conoscono e c'è un po' di attrazione però prima che Romualdo (che nome perticolare che ha questo mio amico) decide di chiederle di uscire passano le settimane,quando si decide lei accetta,quindi si parte verso casa sua,lungo il tragitto arriva la telefonata "sto male non riesco ad uscire" dramma.
    Imperterrito Romualdo arriva da lei,sale con le rose in mano,gli apre la porta il padre di lei e.. Niente si presenta con le rose in mano al padre.
    Effettivamente lei stava male davvero,povera.
    Allora si sposta l'uscita la settimana dopo e va tutto bene.
    Ma siccome Romualdo aveva già prenotato un gran tour in Marocco di 15 giorni nel frattempo parte anche per il Marocco pensando "prima ero a Budapest,adesso me ne vado in Marocco questa mi manda a fare in coolo" invece al suo ritorno dal nord Africa lui e lei combinano e ad agosto sono sei anni che sono insieme e adesso non posso... Ehm.. Non può più fare a meno di lei

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  14. Primo appuntamento con quella che è poi divenuta mia moglie. Abita fuori milano, ci organizziamo per incontrarci in centro (arriviamo entrambi con la propria auto). Parcheggiamo la sua e ci spostiamo con la mia. Poi il disastro:

    1- il ristorante si perde la prenotazione con conseguente mia figura di merda perchè sembrava non avessi prenotato.
    2- All'uscita trovo l'auto con finestrino spaccato per furto autoradio (era novembre immaginate il gelo)
    3- Quando la riaccompagno all'auto per tornare a casa lei è davanti a me, semaforo, verde, sua auto fredda, parte, si spegne il motore mentre io, forse in preda a pensieri suicidi visto l'esito della serata, decido che non è il caso di fermarsi. Il baule della sua auto e il cofano della mia si sono conosciuti intimamente.
    Serve altro ? E mi ha comunque sposato eh :)

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  15. Bene allora, il più catastrofico, fresco di Università prima festa (feste) di Capodanno in anno domini 1999, dopo un tour di svariti luoghi più o meno ameni a Roma tra case private piene di gente mai vista e specie di centri sociali che più che occupati parevano pub un po alternativi, torno a casa poco lucido e con il numero di una bellissima ragazza rimediato in una festa in casa.
    Bene aspetto qualche giorno, come da regola e TAC chiamo, ok ci vediamo tuttappo andiamo al cinema, passami a prendere a casa.

    Primo problema: io ragazzo di Montesacro con Fiat Uno scassata, giubbotto di pelle sdrucito e capello lungo vado a prenderla...AI PARIOLI.

    Lei scende agghindata come non mai, cioè già a capodanno era molto bella, mora capelli lunghi, coscia lunga, anche un bel fisico che non guasta, ma si vede che era "vestita male" quella sera....perchè arriva ed è ancora meglio! In compenso, complice il fatto che stavolta credo fosse sobria, non appena vede il connubio uomo-macchina cambia già espressione...forse le epressioni snob e schifate dai gatti mentre entravo nel quartiere dei "pariolini" avrebbe dovuto farmi pensare ma non demordo! Andiamo al barberini a vedere che c'è e mi sorbisco una commedia ORRIPILANTE con mi pare raul bova o giù di li, due palle complete e mentre provo ad approcciarmi al cinema, complice il non interesse, vengo scansato con schifo malcelato.

    La cena che avrebbe dpvuto esserci dopo, con sommo piacere per il mio portafogli con 20 sacchi inside che forse bastavano per un macdonald, salta clamorosamente, mai più vista ne sentita: DISASTRO :D

    Morale:
    - se rimorchi a Capodanno invece di andare in giro per feste oscene e inutili CONCLUDI a Capodanno :D :D :D
    -il discorso non esiste donna troppo butta ma solo poca birra vale anche al contrario :D :D :D

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    1. C'è un proverbio russo che recita che non esistono donne brutte, dipende da quanta vodka bevi. Debbo ammetere da uomo non certo molto attraente che possa valere anche la versione al maschie.

      Una delle prime uscite con mia moglie andammo al cinema ovvero in una afosa giornata estiva milanese non sapendo cosa fare passando davanti ad un cinema del centro e ci fu una discussione di questo tipo:
      LEI: "ho intuito che ami il cinema, cosa cosiglieresti di andare a vede";
      IO: "onestamente fanno tutti abbastanza schifo come film, unico film decente è quello su George Best ma non voglio portarti a vedere un film su di un calciatore britannico";
      LEI: "bello bello andiamo".
      Alla fine io mi sono goduto il film e lei tempo zero si è addormentata appoggiata a me.

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  16. Rapido e sintetico...primo appuntamento, io tirato a lucido, lei pure. Cena romantica, tutto perfetto. La riaccompagno a casa e nel fare manovra finisco con la macchina in una bialera. Vi lascio immaginare il seguito..
    Che io sappia adesso lei si è sposata e ora vive in Grecia

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  17. C'è l'imbarazzo della scelta, comunque. S'era nel 96 (o 69 sbagliato, che uno già da lì...), primo anno di Lingue. Cara ragazza (siamo in amicizia da in po') che ne sa di dischi giusti, libri giusti etc., mi dice che proprio non sa con chi andare a vedere Sleepers in lingua originale. Nonostante l'avessi già visto e nonostante il diluvio torrenziale (che apparentemente è venuto giù per quasi tutti gli anni Novanta) mi catafotto al cinema. Umidicci e infreddoliti ci infiliamo nel palchetto: non faccio in tempo a darmi un super cinque mentale che lei fa "E devo dirti una cosa, e non so come fare, ma sai SEI IL FRATELLO CHE NON HO MAI AVUTO (giuro). Ieri ho conosciuto uno in discoteca, mi sa che mi sono innamorata".
    Fecero seguito: tre ore di film nel gelo assoluto, un matrimonio (il loro), un set di teglie da forno (il mio regalo).

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  18. Dunque, fine anni 80 c'è questa ragazza che hai conosciuto in treno in quanto universitario pendolare. Mora con un taglio tipo demimooreinghost che ad oggi ti fa sempre sangue. Alla fine riuscite a combinare per vedervi e tutto sembra andare bene fino a metà pizza. A quel punto al tavolo di fianco si siedono tre cosiddetti amici tuoi che, oltre a provarci spudoratamente con lei, vi trascineranno dopo cena in una vicina mescita di grappe aromatizzate alla qualunque cosa distruggendo definitivamente ogni chance di combinare qualcosa.

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    1. Amici del cavolo e si, il taglio DemiMooreinGhost, é e sarà sempre supersessi!!!

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    2. Beh, smaltita la grappa li ho cazziati a dovere. Fortunatamente lei l'ha presa bene e abbiamo continuato a vederci per un pò.

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  19. Siamo nell'autunno del 1991 e il mio amico Odorico che porta i capelli come Kurt Cobain (sai che originalità nel '91...) fa la 5a superiore ma non ha ancora 18 anni per cui dal suo paesello natio prende ogni giorno la corriera per andare a scuola, come la bella Jessica che fa la terza nella sua stessa scuola, ma proviene da una cittadina poco distante.
    Odorico manda un paio di lettere ispirate a Jessica e, il venerdì, Jessica chiede a Odorico di fare la strada tra la scuola ed il piazzale delle corriere assieme. I due si mettono d'accordo per uscire il sabato pomeriggio (Odorico aveva risparmiato sulla paghetta per giorni e aveva triangolato tutte le possibili soluzioni con gli autobus tra il paesello e la cittadina perché a 17 anni non ti fai portare dalla mamma e se nel '91 arrivavi in bici non era proprio cool come oggigiorno ).
    I due conversano amabilmente ancora fino a che non arriva la corriera di Jessica e lei monta su e loro si salutano.
    Qui bisogna fare un piccolo inciso, in autunno le corriere si riempiono come uova di studenti e chi primo arriva si siede e gli altri in piedi. La corriera di Odorico era già in attesa e si era riempita mentre lui conversava amabilmente, tanto che, una volta salito, Odorico non riesce a trovare posto. Odorico è uno di quinta, non può stare in piedi come una matricola qualsiasi. Fortunatamente vede il buon Andreas, suo compagno di classe delle elementari e buon amico, che ha un posto libero accanto, l'onore è salvo. C'è un però, il buon Andreas deve tenere il posto a sua cugina e all'amica di sua cugina che fanno la prima e arriveranno con un certo ritardo. Ma Odorico trova la soluzione: ognuno terrà una delle bambine in braccio, tutto risolto, Odorico si accomoda tranquillo dalla parte del finestrino. Il problema è che la cugina del buon Andreas è piuttosto avvenente e spigliata, si siede prontamente sulle ginocchia di Odorico e, per stare più comoda, gli passa il braccio intorno al collo mentre la corriera parte.
    A questo punto succede l'inaspettato: la corriera per il paesello affianca la corriera per la cittadina mentre aspetta la coda in uscita dal piazzale, è una coda lenta e lunga e le 2 corriere sino appaiate.
    A quel punto Odorico guarda fuori dal finestrino e vede la bella Jessica sul sedile esterno della corriera che sembra fissarlo. Odorico cerca, con un colpo di genio degno di un premio Nobel per la furbizia, di nascondersi tra i propri capelli. Con la coda dell'occhio vede, però, Jessica intenta a scrivere qualcosa in maniera veloce, per cui torce il collo verso il finestrino per abbozzare un sorriso, quando Jessica alza il quadernone su cui stava scrivendo e Odorico può leggere "Vaffancuore domani!". Il mezzo sorriso di Odorico diventa una maschera di sofferenza con intorno al collo il braccio della graziosa sbarbina.
    Dopo circa 1 settimana in cui Jessica fa leggere le 2 lettere di Odorico all'universo mondo, la gentil donzella si mette con tale Gianni che la cornificherà per circa 5 anni (al netto,forse, dei primi 3 o 4 mesi) certificati.

    Ovviamente Odorico non sono io che mi chiamo Attila...
    Odorico è diventato amico di Jessica dopo circa 10 anni dagli avvenimenti raccontati.

    Qualcuno potrà obiettare che l'appuntamento non c'è stato tecnicamente, ma era così pianificato e concordato che è come se lo fosse, almeno sulla carta (lei aveva detto di sì, accipicchiolina! Povero il mio amico a cui non era passato nemmeno per l'anticamera del cervelletto di fare alcunché di male... non è stata colpa mi... sua!)

    Cordialità

    Attila

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  21. Io nel lontano tempo delle lire , portai al cinema una ragazza che mi piaceva sperando col favore delle tenebre di poter limonare duro ma il film era : giudice Dredd e ... non mi rivolse più la parola

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  22. Io nel lontano tempo delle lire , portai al cinema una ragazza che mi piaceva sperando col favore delle tenebre di poter limonare duro ma il film era : giudice Dredd e ... non mi rivolse più la parola

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  23. Via scrivo anche io protetto dal nick: università primi anni 2000 tipa conosciuta in aula studio con biglietto lasciato nel libro - metodo da bamboccio lo so- ci sentiamo per alcuni giorni per telefono poi lei mi fa "ho la casa libera vieni a cena da me" io impazzisco di felicità.. Arrivo lì.. Aveva dimenticato di dire che aveva invitato 40 persone... Segue serata nel casino totale senza riuscire a parlarle e ritorno a casa sotto la pioggia.. Friendzonato poco dopo a s Valentino

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  24. Doc dovresti rimproverare quelli che hanno descritto primi appuntamenti poi finiti bene! :) per giustizia verso di noi! - se uno ciula o sposa la tipa non è un brutto appuntamento!

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  25. scusa la brevità:aveva le ballerine e sono fuggito con una scusa.
    16 minuti netti.

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  26. Io di appuntamenti veramente brutti non ne ho da raccontare: la mia vita sociale da teenager ha fatto sì che frequentassi ben poche compagnie maschili, soprattutto perché durante tutto il liceo mi sono fatta accompagnare da un'amica a cui volevo un gran bene (allora), ma era la Signora delle Vulve Lignee, e quindi un'adolescente timida e bruttina aveva ben poche possibilità di uscire dal guscio. In compenso, però, posso vantarmi di aver rovinato un appuntamento a lei, e non me ne sono mai pentita.

    Estate. Scuole finite. Gite fuori porta con chi era inchiodato in città. La mia amica, che aveva qualche zerb... ehm, spasimante, ne sceglie uno con cui decide di appartarsi durante una delle suddette gite. Evviva, meno male, era ora, se non fosse che decise di farlo in un'occasione in cui eravamo in auto insieme e lei era l'unica ad avere già la patente.

    Insieme a me, abbandonata su un prato sotto il sole cocente, un'altra tipa nerdissima (trekkie a 16 anni, vi basti sapere questo) e ancora più refrattaria ai portatori di XY. Passò almeno un'ora in cui la nostra amica zerbinatrice non si degnò né di farsi vedere né sentire. Oltretutto non aveva avvisato prima di andare: ce ne eravamo accorte per puro caso che si stava allontanando. I nostri amici, nel frattempo, se ne andavano, e noi ancora lì come due gonadi maschili. Insomma, a una certa mi sale la carogna e coinvolgo la mia compagna di solitudine in un dispetto: ci mettiamo quindi a farle squilli sul cellulare. A turno. Senza fermarci. Credo che ne avremo fatti una quarantina. Finalmente la mia amica risorge dalle fratte, e non solo ha la faccia di incazzarsi che l'abbiamo disturbata, ma ci tiene a precisare che "non stava facendo niente". Due ore per friendzonare un povero idiota. E vantatene allora.

    Uomini, lamentatevi giustamente delle donne così, ma ricordatevi che per un'altra donna, doversele portare appresso equivale ad andare in giro col velo da suore!

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  27. innanzitutto vorrei complimentarmi con voi antristi, perchè avete (degli amici ovviamente) con taaaaanta autoironia! Pensavo uscissero fuori racconti peggiori! :D

    detto questo passo al mio racconto: all'università c'era questa ragazza fuori sede e sovente mi ritrovavo a farle da "balia", perchè sembrava una che tutte le cose capitassero a lei e quindi umanamente mi dispiaceva e quando potevo mi offrivo di farle compagnia quando doveva andare in giro perchè non era abituata alla "grande città" e pareva cacciarsi sempre nei guai (giuri! lo facevo per buon cuore umano senza secondi fini, solo per simil-compassione).
    Il che significava che, siccome io a differenza sua viaggiavo, spesso per farle compagnia perdevo autobus su autobus e tornavo a casa sempre in extremis con l'ultimo mezzo disponibile... cmq, ripeto, lo facevo volentieri e senza secondi fini, quindi non me ne pento!

    Una volta alla fine, arrivata la primavera e finite quasi le lezioni prendo il coraggio a 2 mani e butto lì un "oh ma sai, tu mò riparti e praticamente fino a ottobre poi non ci vediamo più... perchè non facciamo una cena di fine anno accademico per una volta?"
    Lei prima accetta e forse per l'unica volta mi convinco che possa essercene (ma, ripeto ancora una volta, non mi interessava in quel senso), se non che proprio la sera scelta mentre ero sull'autostrada per andarla a prendere mi manda un messaggio con la scusa più ignobile che una ragazza può usare in questi ambiti "Ehm, sai c'è mia zia che abita nel paese vicino che fa gli anni e me l'ha detto all'ultimo... ti dispiace se facciamo un'altra volta?" solo che quell'altra volta non è mai più venuta... e vabbè...

    cmq questa è solo la prima parte.
    Qualche anno dopo, una collega in comune si sposa e ci invita e stiamo nello stesso B&B. io non la sentivo da quella volta se non per fugaci auguri di nasale/compleanno via fb... cmq la serata è piacevole, si ride, si scherza si beve... tutto normale!
    la notte stessa, tornato in camera e *boom* mi viene l'infausta idea di chiederle se ha bisogno dello zampirone (sì, sono idiota!) e mi presento sull'uscio di camera sua con questa bustina in mano... lei ovviamente equivoca scambiandolo per altro (ma come cazzo si fa??? la forma è simile, ma solo per chi non li ha mai visti!) e *SBAM* 5 lire in faccia e porta sbattuta sul naso che mi si gonfia e mi esce sangue a fiotti (bestemmie che non vi dico!!!)!
    A quel punto lei capisce (ora!!!) e si scusa e *blabla* con io che perdo la pazienza e vaffanchiappola!

    oh cmq la nottata va alla grande perchè accendo l'iPad e mi collego in diretta alle 3 di notte dall'American Airlines Arena dove gli SPurs vincono a Miami e mettono una seria ipoteca sul 5 titolo dell'era Duncan!!! E fanculo a tutte le donne che non ti meritano!

    EPILOGO: l'indomani mattina lei ancora si scusa e mi dice che non ha dormito anche perchè sentiva urla disumane venire da fuori... era la telecronaca della partita ROTFL

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  28. "storia" lunghissima e semi platonica con vari tira e molla e molte scenate da film (tra cui finte malattie, gesti plateali, fughe, lettere 'anonime', altre donne...). Ce ne sarebbe a sufficienza per scrivere talmente tanti post da far cadere il server del Doc.
    Ma vi voglio bene e la riassumo tutta in questa scena: ufficio di lui, tarda notte. Io agghindata da battaglia che sto giro non mi scappa. Lui non scappa, anzi. Poi ci facciamo un bicchiere, tutti sorrisi e battutine e poi lui mi guarda serio e fa:"Tu sei speciale. E' proprio un gran peccato che non ti sopporti, altrimenti saresti la mia ragazza ideale."
    Giuro, mi sono messa a ridere pure io. Poi ho trovato l'uomo perfetto e ce ne siamo andati a vivere dall'altra parte del mondo. Ancora ringrazio il fatto di avere un carattere insopportabile!

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    1. uh ecco, anche io avrei dovuto specificare, come lo Zione sotto, che pure il mio piu' di un primo appuntamento mesto era un ultimo appuntamento mesto!

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  29. Non scherzo, non ho mai avuto un primo vero e proprio appuntamento mesto, e la ragione di questo va spiegata in maniera molto semplice nel modo seguente: tutte le mie "fidanzate storiche" (non sono molte, si contano sulle dita di un monco a cui è saltata la seconda mano e entrambi i piedi) sono prima state le mie migliori amiche. Per questo nel momento in cui ci si è deciso che era giunto il momento di uscire dalla "friend Zone" si sapeva già a cosa si andava incontro.
    Discorso diverso per la Zietta, la mia odierna compagna (nonchè l'unica donna disposta seriamente a sopportarmi), il mio vero e unico colpo di fulmine, quando l'ho vista non me l'ho lasciata scappare!!!! ^_^

    Quindi più che di primo appuntamento mesto, parlerei di ultimo appuntamento mesto. Si perchè eoni fa, provai una certa simpatia per una tipa, migliore amica di quel periodo (ma và???). Ora, senza entrare nel dettaglio, va detto che ci frequentiamo per 2 anni senza chiarire bene il rapporto tra noi due. Alla fine di questo periodo (visto che per il motivo che NON ho spiegato, non ci saremmo più rivisti o comunque frequientati) decido che almeno in quel momento le avrei rivelato che, si insomma, c'era un certo interesse da parte mia, più che altro per la curiosità di sapere se questo interesse fosse in qualche modo ricambiato.
    Insomma, ci vediamo quell'ultimo giorno di giugno, prendendola in contro piede mi avvicino al lei, la penetro con lo sguardo e le dico: - ...Allora ciao... fai per bene...- e me ne vado.

    Ancora oggi (che non me ne frega più nulla della cosa) mi chiedo se durante quel famoso periodo leiavesse mai provato qualcosa per me oppure no. Vabbè, è più che altro una curiosità...

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  30. Purtroppamente per mio cugino , egli è cintura marrone di due di picche ! Mi mandavano regolarmente a quel paese prima ancora di partire. Le uniche volte che sono uscito ( veramente una miseria) erano tizie dai gusti talmente improbabili da interessarsi a uno così bislacco che anche quando mi sono messo a vomitare ciò non ha inficiato l' esito finale. Se proprio me la devo ricordarmela, effettivamebnte accadde così, ci fu una tizia che voleva uscire con me a tutti i costi ( ma proprio tutti) , ma siccome prorpio non la reggevo uscimmo in quattro dopo che una comuneamica insistette allo sfinimento. Alla fine dopo una bevuta colossale fattta per disattivare recchie e cervello perchè questa parlava troppo , mi misi effettviamente a vomitare nel cesso di casa sua mentre mi consolava con dolci parole sdolcinate . E io che speravo almeno che sul cesso mi lasciasse in pace. Gli altri erano usciti per permetterle le avances . Ho trovato talmente insopportabili le mielosità sulla tazza del cesso che ho poi allontanato anche gli amici che me l' avevano presentata fintantochè non ebbi saputo che era felicemente impegnata. Adesso non so cosa faccia nella sua vita, probabilmente la mummia al museo egizio di Torino. Comunque fisicamente non era malaccio, il problema era l' audio. Se invece l' interessato ero io potete pure star sicuri che tanto valeva prenotarsi la serata per giocare olline a sparatutto.

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  31. c'ho una domanda: io c'ho un solo primo appuntamento voluto da me ed è pure andato bene, ma mi sono ritrovato 4 volte ad uccidere le speranze di giovani donzelle. insomma, l'appuntamento disastroso è stato per le ragazze. va bene lo stesso?
    più che altro per farvi capire che razza di caso umano ero (e forse sono ancora).

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    1. Chi non è mai stato servo della gleba è antrista solo a metà ;)!!! Riconsegna la tessera !!! #invidiaLOL

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    2. eh, purtroppo preso dalla sintesi mi sono spiegato a metà...
      c'ho avuto un solo appuntamento voluto, il primo, a 26 anni suonati perchè prima di allora venivo 2dipiccato in automatico nel momento stesso in cui anche solo di sfuggita mi facevo qualche speranza!

      e le speranze delle tipe (esclusa una che ero comunque ancora alle elementari ma la situazione è molto ilare da raccontare) le ho deluse a causa della mia totale incapacità non solo nel provarci con una tipa, ma pure nello starci quando anche la tipa in questione non era male...

      insomma, sono servo della gleba 2.1 all'n-esima potenza!

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  33. Ho 50 anni e mi ritrovo single… Cosa è andato male ? Non ha aiutato affatto la mia scarsa beltade. Aggiungiamo il fatto che mi sono sempre innamorato di donne diversamente gentili e che, da giovane, facevo regolarmente l'errore di auto zerbinarmi… Ma passiamo, come richiesto, a quello che considero uno dei miei due di picche più originali:
    Correva il 1998, Firenze. Mi capita di conoscere una ragazza.
    Carina, senza esagerazioni, di due o tre anni più giovane di me. Simpatica.
    La vedevo spesso, essendo un suo parente ricoverato nel mio reparto.
    Una parola, due...
    Ci instauro un colloquio, peraltro basato sul rispetto e sulla giusta distanza, vista la mia e la sua posizione.
    Approfittare della presunta debolezza di qualcuna che ha un familiare in difficoltà è da rapaci, ed altamente disdicevole secondo la mia etica.
    Comunque... passano i giorni, forse settimane.
    Ci incontriamo, se ha bisogno viene a cercarmi, sembra che ci 'prendiamo'.
    Mi racconta che non è fidanzata, che vorrebbe una storia 'importante'.
    Una sera mi faccio coraggio e le chiedo se non le andrebbe di uscire con me, a prendere la classica pizza.
    Lei accetta, anzi ! Accetta di slancio ! Dalla serie: era tempo che aspettavo tu ma lo chiedessi.
    Mi ritrovo alquanto motivato.
    Ci accordiamo per il giorno dopo: torno apposta a Firenze per il rendez-vous.
    Stranamente mi chiede di venirla a prendere direttamente in reparto, anzi, precisamente nella camera dove era ricoverato il familiare.
    La cosa non mi sfagiola troppo ma... perché no ?
    Lo faccio e nella stanza trovo praticamente tutta la sua famiglia.
    Leggermente imbarazzato saluto, la invito con me ed andiamo.
    Tempo di arrivare all'auto.
    Siamo in macchina, già per i viali fiorentini, sto per chiederle dove le piacerebbe andare ma, con trasporto, lei mi dice: -Sono contentissima di essere uscita con te.
    Beh... cari miei... voi che avreste pensato ? Avevo il cuor contento in quegli attimi !
    Repentina, aggiunge: -Perché, sai, io non ti ho detto proprio tutto...
    -Prego ?
    Sentivo già la fredda mano della catastrofe sulla mia schiena, una sensazione che, nel campo, conoscevo troppo bene...
    La tipa continua, con il sorriso sulle labbra: -In effetti, sai, io sto da tanti anni con un uomo sposato e ne sono innamoratissima... lui ha vent'anni più di me e, visto che i miei hanno intuito qualcosa, sono ovviamente (sic) assolutamente contrari. Tu, stasera, mi hai fornito una scusa, un ottimo alibi... Così hanno visto che esco con una persona giovane e per un pò non mi stresseranno !
    ......................................
    Ora, che dovevo fare ?
    Oggi lo saprei benissimo (dopo, sempre dopo, come dice un mio carissimo amico).
    Io rimasi semplicemente gelato.
    Per un attimo mi balenò un'idea insana, ma visto che non avevo alcuna intenzione di finire sulla prima pagina de 'La Nazione' del giorno dopo la lasciai fra le fantasie trucide...
    Il resto della troppo lunga serata la passammo in una birreria, dove mi sorbì fin nei particolari la sua antica passione per il signore suddetto. Infine la riaccompagnai a casa, mantenendo stoicamente il sorrisetto ebete e lo sguardo vitreo che mi ero imposto durante tutta la serata.
    Quegli strani momenti in cui i testi delle canzoni di 'Elio e le storie tese' ti sembrano pietre miliari del pensiero occidentale.
    Tornando credo, a questo punto i ricordi si fanno nebulosi, di aver recitato una lunga litania che affiderò alla vostra immaginazione... come dire... un mantra… toscano.
    Per prima cosa cancellai il suo numero dal mio primo, antico, telefono cellulare.
    Il suo parente rimase ricoverato ancora pochi giorni e riuscii, fortunatamente, a non incontrarla.
    Ma, il diavolo, come si dice...
    Un mese dopo, camminando per Firenze, la intravvidi da lontano, guarda caso sotto braccio del suo uomo.
    Giuro... dava l'impressione di essere mio nonno ma, evidentemente…
    I tempi cambiano: all'epoca un ragazzotto deluso poteva fantasticare di improbabili fughe nella Legione Straniera. Oggi c'é l'ISIS...

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    1. Grazie… ma da un po' mi sono stancato… Se le metto tutte insieme potrei davvero scrivere un libro… e sarebbe pure molto divertente… per gli altri ! ;)

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    2. mi associo al capitano. Non è tardi. Alla scarsa beltade si può parzialmente rimediare con un costante lavoro fisico e uno stile personale nel vestire. Per il resto, scrivi troppo bene pre restare solo, se non vuoi.

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    4. Hai detto bene… non so più quel che voglio. E' che mi sono sempre successe cose… francamente inverosimili. Insomma… onestamente… un esempio lampante in quattro parole: l'ultima volta che sono uscito con una tipa, una collega che lavorava nel mio reparto ormai un bel po' di tempo fa, passammo una bella serata, molto piacevole. Quando andai a 'stringere' un po' la situazione, fra adulti, mi sentii rispondere questa cosa: -No, Stefano, sei simpatico ma non sei 'sessualmente appetibile'. SESSUALMENTE APPETIBILE ?! Ma… chi usa una simile locuzione ? In quale occasione ? Per chi ? E' assurdo, ma non sarebbe stato meglio un semplice 'vaffa' ? Dai… mi pare di aver scritto in fronte 'ditemele grosse senza paura, sono scemo di natura' (cit)… Neanche fossi Quasimodo… e vi assicuro che la persona in questione era fisicamente prossima ad una Litizzetto, senza offesa, che a chissà quale bellezza da rotocalco. Beh, cose che (non) capitano a tutti… avrò da raccontare qualcosa ai miei nipoti… ehm… già… niente nipoti… (qui fate finta ci sia un'emoticon, può andar bene una faccina sorridente). Grazie per l'interesse dimostratomi e non vi preoccupate: non ho intenzione di intraprendere una carriera da serial killer !!!

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    5. va beh anche la sfiga ha i suoi lati positivi, nel senso : ormai a 35 anni ci sono già i primi divorziati... o peggio ancora i separati in casa!!!
      Meglio soli che male accompagnati, o meglio soli e senza alimenti da pagare !!! Una pacca nella spalla te la do... ma consolati sapendo che 1) non sei certo il più malmesso e 2 ( i single vivono di più !

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  34. Patente da poco; passo a prendere la tipa; la porto in una stradina di collina per "vedere il panorama"; per conquistarla faccio la curva della strada inghiaiata tirando il freno a mano come Colin McRae.
    Finito in un cespuglio con la macchina.
    "Torniamo a casa?".
    Mai più rivisti.
    Fine.

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