mercoledì 1 ottobre 2014

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Il nuovo Dylan Dog, All You Need Is Kill, L'Attacco dei Giganti, Totoro, E la chiamano estate

Art of Totoro
Nuova carrettata di albi consigliati per Microletture, la rubrica che accresce il vostro debito (in) pubblico con il tipo della fumetteria, gli amazzonici o la libreria giù in centro, dove andate sempre anche se non vi fanno lo sconto solo perché c'è una commessa bellissima (sgamati!). Quest'oggi si parlerà di: Dylan Dog, l'attesissimo numero 337 con cui è partito il nuovo corso della testata, il manga di All You Need Is Kill, Punk is Undead 2, E la chiamano estate, il fanbook de L'attacco dei giganti e The art of Il mio vicino Totoro. Forza e coraggio [...]

DYLAN DOG 337 "SPAZIO PROFONDO"
Ed eccoci qua. Il nuovo corso di DD, la prima delle nuove storie messe in cantiere da quando Sclavi ha deciso di passare il testimone a RRobe, si apre proprio con un breve editoriale di Tiziani, poche righe in cui il papà dell'indagatore dell'incubo presenta questa avventura "folle e anomala, nella migliore tradizione di Dylan Dog". E, beh, fatichi a trovare una definizione migliore per questo DD 337 (SBE, 3,30 euro). Una storia di orrore fantascienzo in un lontano futuro, a bordo di un'astronave, che richiama ovviamente ed esplicitamente ad Alien(s), ma parla di cloni e spettri spaziali. La qual cosa, il fatto che il primo numero del new deal recchioniano parlasse di un clone di Dylan, ha portato fuori strada tutta una serie di quotidiani, che hanno capito fiasco per fiaschi, e gridato alla nuova vita da clone per il personaggio bonelliano. E invece no, è solo questa storia, questa avventura del 2427... che riesce in qualche modo a sintetizzare lo spirito e gli elementi di ogni storia classica di Dylan Dog. Una piacevole lettura, impreziosita dai disegni di Nicola Mari (anche se ti manca un po' lo stile che l'autore utilizzava ai tempi dei primi numeri di Nathan Never, in piena fase mignoliana, quando si è ritagliato un posto tra i tuoi disegnatori preferiti di sempre) e dagli ottimi colori di Lorenzo De Felici (notevole quel lavoro di retini colorati). 
Per vedere il "nuovo" Dylan alle prese con la sua Londra di oggi tocca aspettare invece il prossimo numero, con la sua cover omaggio a quella celebre di Amazing Spider-Man 50: la palla passa a Paola Barbato e Bruno Brindisi, per il pensionamento di Bloch.
ALL YOU NEED IS KILL 1 - 2
Il manga di Ryosuke Takeuchi e Takeshi Obata, tratto dalla light novel di Hiroshi Sakurazaka illustrata da Yoshitoshi ABe che ha ispirato anche il film Edge of Tomorrow. Due volumetti (Panini, 4,20 euro l'uno) che pur condividendo le stesse premesse, seguono un altro percorso rispetto alla pellicola, mettendo da parte l'ironia e concentrandosi sugli sforzi sul campo di battaglia di Keiji Kiriya, il protagonista, e della "Full Metal Bitch" Rita Vrataski. Sono diversi anche i Mimic, gli alieni, e le tute dei soldati, qui molto più Spartan su una scala da zero a Halo. La trama dà spazio a qualche spiegone di troppo, ma lo stile dei disegni di Obata (Death Note, Bakuman) ti è sempre piaciuto. Se vi è garbato il film e volete vedere com'erano i loop della storia originale, buttateci un occhio. E poi buttateci un occhio. E poi buttateci un occhio. E poi buttateci un occhio.
E LA CHIAMANO ESTATE
Una critica che viene rivolta molto spesso a Per il potere di Grayskull, il tuo librino sugli anni 80, è che non si parli di giochi e passatempi delle bambine dell'epoca. Ed è verissimo, per la semplice ragione che volevi infilarci solo il punto di vista non mediato di un ragazzino dell'epoca: te. Ma, se ci pensate, tanti film dell'immaginario guaglionico si concentrano su protagonisti maschi. Eppure anche le ragazzine amano l'avventura, trasformando in tale alla bisogna anche dei piccoli segreti. E la chiamano estate (Bao, 18 euro), delle cugine Mariko e Jillian Tamaki, è la storia di due amiche che si incontrano ogni anno nella stessa località per le vacanze. È ambientata ai giorni nostri, ma in un posto fuori dal tempo come possono esserlo solo i paesini di montagna: togli quell'accenno a Facebook e i cellulari, e potrebbero benissimo essere gli anni 80, i 90, o qualsiasi altro decennio. Alle soglie dell'adolescenza, Rose e Windy iniziano a guardare il mondo in modo diverso, tra un film horror noleggiato per far colpo sul commesso dell'emporio e le difficoltà di una famiglia che va a rotoli. Una storia leggera e ben raccontata, in un bel volumone da 300+ pagine che, a volerlo, scorre via in una serata. Ah, no, il film di Paolo Franchi non c'entra nulla.
PUNK IS UNDEAD 2
Secondo albo per Punk is Undead di Paolo Baron ed Ernesto Carbonetti (80144 Edizioni, 7 euro), e nuova serie di casini per l'impresario con il pallino di riportare in vita le leggende del rock per farci su i soldoni. Dopo i Morrison, Hendrix e Pastorius zombie, questa volta si va in Inghilterra per accaparrarsi i fantasmi di Joe Strummer e Sid Vicious. Storia frizzante anche più di quella del numero 1, disegni nello stesso stile accattivante a metà tra il pittorico realistico e il caricaturale. C'è una scena un po' forte che te non c'avresti messo, ma per il resto ti sei fatto due risate. E dopo sei corso a infilare nello stereo The Essential Clash, ovvio. 
L'ATTACCO DEI GIGANTI - INSIDE ATTACCO AI GIGANTI
Primo di due volumetti fanbook - nello stesso formato di quelli della serie - dedicati al mondo di Shinjeki no Kyojin (Panini, 4,90 euro): le schede dei personaggi, l'enciclopedia dei giganti, la classifica dei personaggi più amati dai lettori nipponici, curiosità assortite, le illustrazioni a colori per la rivista Bessatsu Shonen Magazine e un'intervista a Hajime Isayama, il mangaka dalle mani fucilate di maggior successo degli ultimi anni. Nonostante un po' di ripetizioni, un volumetto interessante per chi è in fissa con il manga, nonostante i suoi limiti, e ami enciclopedie e volumetti di questo tipo (eccolo!). L'unico vero cruccio è che si parla solo degli eventi fino al decimo numero (è appena uscito il 13°). Degli sviluppi successivi riguardo a gigante colossale e corazzato non si fa insomma parola. La seconda parte della guida, Outside, esce questo mese.
THE ART OF IL MIO VICINO TOTORO
Dopo quello su Kiki consegne a domicilio, Panini ha pubblicato un altro degli artbook dello Studio Ghibli, quello dedicato a Il mio vicino Totoro (25 euro). La genesi del film e dei suoi personaggi, i bozzetti preparatori, le scelte in fatto di colori e ambientazione, le tecniche di animazione adoperate e infine un "resoconto della produzione" pubblicato su Animage nel 1987, con foto allo Studio Ghibli di allora e le impressioni dei suoi artisti, durante la produzione in simultanea di Totoro e Una tomba per le lucciole. Valgono le stesse considerazioni fatte per il volume di Kiki: non costa poco, ma se siete fan delle opere di Miyazaki e non possedete già l'edizione inglese, è lì che vi aspetta. Anche perché qui si vuole vedere pubblicati pure tutti gli altri, si vuole, si.

E ora, come sempre, spazio alle vostre segnalazioni: cosa avete letto di bello nell'ultimo periodo? Cosa consigliate di leggere agli altri debosciati della cumpa antristica? Fuori i titoli.

57 commenti:

  1. Anche io ho gradito molto il numero 337 di Dylan e aspetto con più impazienza il 338, ma di tutta la questione del pensionamento di Bloch la migliore cosa sarà la testata che gli verrà dedicata (Almanacco della Paura, mi pare) in cui affronterà come un "Miss Marple" i misteri di un villaggio inglese.
    Per il futuro prossimo aspetto trepidante l'uscita della versione italiana del fumetto di The Witcher, sarà un ottimo espediente per allietare l'attesa del terzo capitolo videoludico della saga del Gwynbleidd.

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  2. Beh, ho letto Dylan , gli altri no.
    Avendo un'edicola chiaramente mi è arrivato il fatidico n°337.
    Non essendo un amante dell'indagatore dell'incubo mi atterrò alle impressioni soggettive sul singolo numero.
    Storia carina ma insomma.....sempre DD è.
    Ho apprezzato pure io i disegni di Mari (è pure per me uno dei disegnatori preferiti); solo che per me rende al massimo con bianco e nero.
    Ciao.

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    1. Sempre DyD è sempre DyD resterà. I cambiamenti che si faranno saranno sul mondo che circonda Dylan non su Dylan stesso come personaggio. Comunque anche a me la storia è sembrata la "solita" però era "cattiva" come quelle classiche a differenza delle ultime che hanno praticamente sempre un happy ending

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    2. *sempre DyD è e sempre Dyd sarà, mi ero mangiato una E ahahah

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  3. Ciao Doc! Tra le microletture io consiglio Topolino nr. 3070 con la parodia "Lo strano caso del dottor Ratkyll e di Mister Hyde" del collaudato trio Enna, Celoni e Andolfo. La vignetta a pagina 12 vale da sola l'acquisto del Topo!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Tra le mie personali letture fumettistiche non posso non consigliare l'ultima parodia Disney in ordine cronologico,di cui proprio oggi è stata pubblicata la seconda ed ultima parte: lo Strano Caso del Dr. Ratkyll e di Mr. Hyde,splendido omaggio al classico di Stevenson curato dallo stesso team che mi aveva gia deliziato con Dracula di Bram Topker.

    E così, come nel caso di Dracula e del Moby Dick di Artibani e Mottura, il risultato è assolutamente da applausi,visto che la storia in se è decisamente appassionante e il livello di fedeltà all'opera originale è lodevole: il trio Enna/Celoni/Arnolfo edulcora giusto il minimo e non c'è una sbavatura che sia una.

    Ps.: di Fabio Celoni gira da tempo immemore la storia che lo vorrebbe allontanato da Disney Italia durante gli anni '00 per il suo tratto troppo peculiare, per poi essere riabilitato proprio in occasione di Dracula. Non so quanto sia vera questa storia,ma se non altro è emblematica del "nuovo corso" di Valentina De Poli e del buon lavoro che sta facendo nel risollevare le sorti del Topo.

    Ps.2: Parlando di Disney notavo come alla Panini abbiano deciso di darci dentro con le ristampe; in questi ultimi tre mesi dell'anno avremo tra le altre cose un volume antologico sulla Macchina del Tempo,la ristampa dei capolavori zichiani Papernovela e Topokolossal, un'antologia di storie Castyane e un'altra antologia bimestrale che pubblicherà saghe recenti (le prime due uscite riguarderanno rispettivamente Fantomius e Darkenblot)...questi ci vogliono viziare!

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  6. A me il nuovo DD ha fatto un po' l'effetto di Orfani: grandi aspettative, ma poi... una storia "soltanto" carina. E sarà che ormai sono vecchio e pretenzioso, ma non mi è bastata. In fondo Dylan Dog non è mai stato un fumetto che ho amato o seguito da appassionato (pur ritenendo strepitosi alcuni singoli numeri fino al 121) ma è già molto che abbia letto una storia godibile, ben orchestrata e abbastanza affascinante quando di solito se negli ultimi anni compravo "per caso" un numero di Dylan alla fine mi trovavo sempre in una stanza chiusa del mio cervello a urlare: "Perchéééééé? Perché ci sono cascato ancora!!???!! Perché l'ho fattoooooo????"
    Resto tiepidamente curioso di leggere anche il prossimo numero perchè sarà più in "continuity".

    Parlando di letture recenti, è uscito un nuovo volume di Astro City (Porte Aperte) e mi ha fatto venire voglia di rileggermi tutta la serie. E ogni volta che lo faccio, mi stupisco sempre di questo universo tutto raccontato "tra le righe", così familiare eppure sconosciuto. Grandissimo Busiek, grandissimo Anderson con i suoi disegni dinamici e classici, grandissimo Ross con le sue copertine mitologiche.

    P.S: Orfani come serie, a parte alcuni numeri, mi ha deluso.

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    1. Anche io ho percepito la stessa cosa riguardo ad Orfani. Hanno saputo creare una aspettativa spasmodica per poi dare vita a qualcosa di bello ma non fuori dal comune.
      Per me tutta questa pubblicità è stata controproducente.

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    2. Anche secondo me: troppa pubblicità per una serie Bonelli "nella norma" (colori a parte).
      Sono ancora dubbioso, ma credo che la seconda parte di Orfani rimarrà in edicola, per quanto mi riguarda.

      Ad esempio per "Long Wei" non mi aspettavo nulla e, nel suo ritmo altalenante tra numeri buoni/ottimi/meh mi ha soddisfatto molto di più... probabilmente perchè mi aspettavo una serie nella norma e invece ho trovato qualcosa di più (disegni, composizione delle tavole, copertine, alcune trame).

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    3. Long Wei, a parte un paio di numeri, mi ha sorpreso e appassionato. Buon esempio di un fumetto italiano che sfortunatamente non avrà un seguito, un vero peccato.

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    4. Anche io sono del team Orfani niente di che (rispetto a quanto ci si aspettava).
      La cosa che più mi ha dato noia, oltre a una certa prevedibilità di alcune parti (per me sia chiaro che ho fruito un boato di fantascienza) è stata l'obbligatoria presenza dell'albo dei due tempi "presente/passato" che una volta ok due pure ma poi farmi tutti gli albi a questa maniera mi è sembrato Lost...

      Per DD dopo aver letto il 100 ho smesso...credo di aver fatto bene purtroppo ;)

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    5. Concordo... per me "Long Wei" ha anche qualcosa in più da persona che a Milano prima ci ha studiato e ora ci lavora (e sono ormai 20 anni) per l'aria così quotidiana e familiare (e nello stesso tempo esotica) che si respira nelle sue pagine.

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  7. Oddio, m'è venuto il magone... Dopo aver passato 25 anni della mia vita a leggere DYD, quest'anno ho gettato la spugna. Sapevo che me ne sarei pentito. E infatti eccomi qua a verificare il saldo della carta di credito e vedere se c'è posto per quei 7/8 arretrati che nel frattempo ho accumulato. Ma mi sa che non c'è posto.

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    1. vabbè diciamo che se nell'ultima annata recuperi questi sei a posto:
      325 Una nuova vita
      333 I Raminghi dell'Autunno
      335 Il Calvario
      Speciale 27 La Bomba!
      Gigante 22 Il Tramonto dei Vivi Morenti

      Il resto è generalmente sulla soglia della sufficienza, che è già più di quanto potevamo dire negli ultimi anni...

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    2. È proprio da Una nuova vita che ho smesso di comprarlo. L'addio definitivo di Sclavi mi ha distrutto...

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  8. All you need is Kill: letto il numero 1 e mi manca da recuperare il 2. Molto bello e avvincente soprattutto perché non ho visto il film. Molto bella la scelta del titolo e la spiegazione con citazione di Musashi.
    DyD: personaggio che non ho mai amato sommato al fatto che lo stile di Recchioni mi piace sempre meno mi ha portano ad ignorare bellamente questa uscita. Comunque i pochissimi pareri in merito che ho sentito non sono stati esaltanti. OT: ogni tanto mi chiedo perché compro i tomi di Orfani della Bao… arredano o curiosità?
    Punk is undead: lettura particolare che mi ha conquistato con il primo numero. Il secondo lo leggo sicuramente. Il disegno strambo ha il suo perché anche se un opera più lunga disegnata a quel modo penso potrebbe stufarmi.
    Attacco dei Giganti: continuo a comprarlo ma mi ha abbastanza stufato. Visto il successo giappo dell’opera ho visto che hanno fatto un prequel, tanto per mungere il mungibile dalla vacca. La differenza in questo caso è che chi lo disegna non ha le mani fucilate.
    E la chiamano estate: credo non sia nelle mie corde ma potrei dargli una possibilità (le avventure da regazzini non mi piacevano manco quando ero regazzino, non mi regalavano neppure un minimo di immedesimazione nei protagonisti).
    Miyazaki art book: prima o poi li compro tutti.

    PS: la seconda volta che lo scrivo Aharrr!!!

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  9. Comunque, io ho letto (in ritardo ma pagandolo 1,99) Player One, di Cline. Se sei un lettore di questo blog, leggilo (e infatti Doc l'ha già recensito).
    Ora sto leggendo il romanzo dal quale è stata tratta la serie Leftovers. Si intitola Svaniti nel Nulla ed è stato scritto da Tom Perrotta...
    Non sono arrivato ancora a metà dell'opera, ma insomma. Per ora la storia è così così.

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  10. Il nuovo DyD mi è piaciuto moltissimo, tra le tonnellate di citazioni e quel leggero senso di ansia che rimane con te anche dopo averlo finito! Ho letto su FB poi una ri-lettura metafumettistica-editoriale che porta a re-nterpreatare la storia alla luce del (potenziale) cmbio di rotta della testata. Molto interessante e sensato, vi consiglio di andarvelo a vedere sulla pagina FB di RRobe...io ovviamente non ci ero minimamente arrivato!!! Topolino l'ho giusto comprato ieri dopo circa 15 anni, soprattutto grazie ai giudizi positivi che compaiono nelll'antro...e c'è da dire che è migliorato alla grande, belle storie, bellissimi disegni e poca fuffa pubblicitaria!!!! Penso che mi cercerò e lo chiamano estate, sembra molto interessante :-) grazie dei suggerimenti!!!!

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  11. Il "The art of Totoro" ce l'ho in giapponese, comprato al museo Ghibli in viaggio di nozze... Che ricordi signora mia!
    Qualcuno sa se è uscito il n° 3 di Hammer? Continuo a girare per le edicole ma non lo trovo... Non è che hanno sospeso un'altra volta la serie (gombloddo!!11!!!)? Mi spiacerebbe, l'altra volta me l'ero perso ma mi sta prendendo un bel po'...
    Su Orfani sono fortemente combattuto... Meriterebbe una doppia recensione sullo stile della rubrica di Ciak "Capolavoro o boiata pazzesca?"
    Aspetto un post dedicato per commenti più articolati.

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  12. Vado nell'ordine:
    - Moby Dick, sì, proprio quello tradotto da Pavese, di Melville.
    - Il cervello anarchico (Soresi)
    - La bustina di Minerva (U. Eco - che un po' di riflessioni sulla società, veramente colte, non fanno mai male)
    - Psicomagia, di Jodorovski.

    Ah, e ho trovato anche tutte le rom 1.52 del mame, così non faccio la figura dell'intellettuale cagone e basta.

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  13. Matteo, ex Desmond Sunflower1 ottobre 2014 11:16

    Personalmente non credo che leggerò il nuovo Dyd, almeno non a breve, perché il personaggio mi ha deluso irrimediabilmente anni fa e ogni tentativo di riavvicinamento è andato male. Nella stragrande maggioranza dei numeri le citazioni si sono trasformate in qualcosa di più, ovvero plagiare trame da libri e fumetti noti per creare un abbozzo di storia. Da quello che ho capito, però, qui si parla di cambiare totalmente l'impostazione del personaggio, che soffriva molto della staticità dei fumetti Bonelli. Speriamo colgano nel segno.

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  14. Perché ogni volta il primo commento che mando scompare nel nulla cosmico? D:

    L'attacco dei Giganti continuo a seguirlo perché la storia mi piace, ma faccio un sacco di fatica a seguire le scene dinamiche. Uno pensa che dopo anni un disegnatore migliori il tratto per forza di cose, ma poi pensi a Dillon e Liefeld e forse in effetti non è così automatico, e che comunque questo disegna colculo.

    Doc, hai avuto per le mani Artbook dello studio Ghibli italiani e inglesi? Sono semplici traduzioni? Hanno lo stesso formato? Che ho preso da poco quello Viz di Porco Rosso (wow), e prenderei quelli usciti volentieri in italiano, ma non vorrei trovarmi con libri diversi di cinque centimetri...

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    1. Vuoi dire? Io trovo che il bello de L'Attacco dei Giganti è proprio il disegno ruvido e scarno, non so, mi ricorda (da lontano) Gipi. :) ssoggusti :D

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    2. Andando a memoria, le dimensioni dovrebbero essere quelle: 30x21, max 30x22 (deformazione professionale, non ci fare caso). Ho un artbook di quelli in inglese, ma è nell'altra casa, non riesco a controllare in tempi urbani.

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    3. Intendo dire che in una qualsiasi scena di combattimento del manga, se non c'è un tizio tipo telecronista di Holly & Benji che dice "Eren sta mozzicando la caviglia al gigante barbuto, il gigante barbuto lo scaglia contro la parete" e così via, spesso e volentieri non capisco chi sta picchiando chi. E tranne due o tre (Mikasa, la tizia con gli occhiali, Levi e quello pelato) faccio anche un sacco di confusione con i personaggi, mi sembrano tutti uguali... In una scena in cui uno faceva finta di essere un altro, ed erano un maschio ed una femmina, ci ero cascato tranquillamente, e i personaggi spiegavano "può funzionare solo perché non li hanno mai visti"

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    4. Mah... Gipi è un disegnatore bravo da togliere il fiato, che può permettersi come scelta artistica di "sporcare" il suo tratto per ottenere un particolare effetto (un po' come, per fare esempi alti, Picasso che dipingeva le figure "storte" ma era capacissimo di fare quadri classici e bellissimi). Isayama mi dà l'impressione di uno che più di così nun glie la fà... Poi hai ragione tu, ssoggusti :D

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    5. In effetti avete ragione, in quel senso li il fatto poi che il manga sia un po più incasinato come narrazione, rispetto all'anime, non aiuta ;)

      Il fatto è che lo stile "moderno" di disegno dei manga, diciamo quello "standard", inizia ad essermi un po noioso e ripetitivo e Isayama si discosta un po dalle solite robe, chiaramente il paragone con Gipi è un po forzato e si rifierisce solo a certe cose della sua produzione :D

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    6. Se sei stufo del solito stile manga, la Panini questo mese pubblica "Soil": dal poco che ho sbirciato su Google immagini sembra carino, ha disegni che in alcuni punti ricordano un po' lo stile americano indipendente alla Daniel Clowes. Magari una sfogliata veloce gliela dò la prossima volta che vado in fumetteria, prima di lasciarlo giù perchè ho finito lo spazio in libreria :(...

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  15. DyD avrei voluto comprarlo giusto per l'evento, però ancora sono turbolento nell'acquisto perchè la cosa non mi "sconfiffera" del tutto, lascerò alla fatalità il caso: se un giorno entro in edicola con quella pazza voglia di comprare qualcosa e non hanno terminato il numero, lo comprerò.

    Ultimamente (strano a dirsi) nel mio comodino compaiono spesso testate di fumetti gianfransuà che mi attirano molto Ho appena finito di leggere Trent (la giubba rossa) e I Cavalieri del Cielo. Sarà che spesso i fumetti franco/belga hanno una fine e quindi è anche facile collezionarli, nonsò.

    In campo comics consiglio caldamente Justice League 3000 per quella cosa di Giffen che lo adoro....

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  16. Per chi fosse interessato, segnalo che TheSparker ha mandato in stampa i volumi 3 e 4 (autoprodotti) di Che Vita di Mecha.

    Suppongo che nel giro di qualche settimana i due nuovi albetti saranno ordinabili sul suo sito... e suppongo che Stefano sarà presente a Lucca.
    Tenete quindi d'occhio il suo sito http://www.thesparker.com nelle prossime settimane.
    (Magari, quando avrò visto che saranno apparsi nel suo shop, scriverò un altro appunto da qualche parte qui dal Doc!)

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  17. De "L'attacco dei giganti" ho comprato il primo numero e, per errore, il secondo (in fumetteria pensavano l'avessi in abbonamento). Spero di non scatenare polemiche alla "Robocop doppiato da Cannarsi" :) , ma non mi è piaciuto.
    A parte i disegni orribili, ho trovato tutto il soggetto molto "adolescenziale" per coinvolgermi. Buona l'idea che ogni personaggio (anche il protagonista) possa morire da un momento all'altro, ma diavolo, prima fatemi almeno capire chi siano questi personaggi...
    Mikasa, il personaggio migliore, sembra una fan art di Alita fatta da uno che non è capace di disegnare Alita.
    Ma la cosa peggiore è l'adattamento italiano dei dialoghi. Ragazzi, almeno i congiuntivi, per favore...
    L'anime è un po' meglio, disegni più belli (ci voleva poco, ma potevano fare anche qualcosa di più) e personaggi minori più approfonditi, ma un po' stereotipati...
    Insomma, meh...

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    1. A questo punto sono soltanto curioso di sapere "come va a finire", temo/spero nella prima metà del 2015
      Qualcuno ha notizie più precise al riguardo?

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  18. All You Need Is Kill l'ho trovato fantastico, molto cupo per le atmosfere e soprattutto per il "mood" dei protagonisti, calati in un contesto drammatico e disperato. Obata ha svolto un ottimo lavoro sia con il chara design che con il mecha design, quest'ultimo ruvido e pulito al tempo stesso, che pur non brillando per originalità da al lettore un senso di concretezza. Con i Mimic riprende un pò il tema del "nemico buffo e per ciò inquietante" che va di moda ultimamente, da Shingeki No Kyojin a Terraformars... La storia è avvincente, non mancano i colpi di scena e i momenti"WTF?", c'è molto dolore (non solo fisico) compensato da un piccolo barlume di speranza che brilla durante tutto il manga. In generale, promosso a pieni voti e consigliatissimo.

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  19. Che "e la chiamano estate" sia una lettura leggera secondo me è opinabile. Bello eh ma mi ha dato una sensazione di pesantezza in ogni pagina a causa penso degli argomenti trattati.

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    1. Stiamo dicendo due cose diverse. Per "leggero" non intendevo "letturina scema rilassante". Nel genere di appartenenza, una graphic novel che tratta appunto certi temi e non un manga d'azione, intendevo delicato, se preferisci questo aggettivo, per come tratta quegli argomenti. Senza drammoni, quasi tra le righe, col punto di vista delle cose per forza parziale proprio dei ragazzini.

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    2. ok ora sono più d'accordo :)

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  20. Su DyD mi sa che son stati molto bravi a creare l'hype e forse, dico forse, un cambiamento "utile" al rinnovamento del personaggio si avrà dal prossimo numero. Questo numero 337 a parte i colori e l'ambientazione futuristica non dice niente di nuovo...l'ho trovato anche un tantinello auto-celebrativo anzichenò. Si, sono tra quelli che ha smesso di leggere Dylan Dog dopo aver resistito fino al numero 250...poi ho detto "mobbasta"

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    1. ...e quando dico "rinnovamento" mi riferisco al riportare il personaggio agli antichi fasti.

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  21. quanto mi manca Nicola Mari ai tempi di Nathan Never (che non leggo più da anni) :( Era il mio disegnatore preferito in assoluto.

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    1. A una Lucca di un milione di anni fa ('92 o '93) mi misi in fila per farmi fare un disegno. Solo che i disegni di Nicola non erano disegni da fiera, ma dei quadretti bellissimi. Ognuno gli portava via un sacco di tempo, e niente, sono rimasto lì a fissare i primi e poi sono dovuto andar via senza niente. Ma che belli che erano. L'abisso delle memorie e L'undicesimo comandamento, i due albi sulla storia di Nathan Never (18 e 19?), due capolavorì.

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    2. Parole sante... Ha iniziato ispirandosi a Mignola, poi si è evoluto in qualcosa di personalissimo e particolare. Al liceo copiavo le sue vignette più belle per "impadronirmi dei suoi segreti", le studiavo come fosse una lezione di storia dell'arte.
      All'improvviso è sparito, più o meno quando Nathan Never ha cominciato a non piacermi più...
      Ho sentito poi che il pubblico di DD l'ha costretto a "claudiovillizzarsi" perchè non lo capiva. Peccato...
      Avrebbe potuto darsi al fumetto d'autore, magari parallelamente al lavoro in SBE, non avrebbe sfigurato di fronte ai grandi...

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    3. "L'abisso delle memorie" e "l'undicesimo comandamento" sono stati i miei due volumetti preferiti in assoluto di qualsiasi fumetto per anni, almeno finchè non ho letto "Batman anno uno" e non mi sono reso conto che NN da giovane non era altri che Gordon senza baffi... (cmq OTTIMA storia anche al di là dell'omaggio, con tanti elementi originali)

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    4. Io mai avuto il piacere ma ho all'epoca comprai i tarocchi di nathan never con le sue illustrazioni! Veri e proprio piccoli capolavori! A proposito per rinfrescarmi la memoria quanti e quali numeri ha disegnato Mari?

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    5. ...ricordo un'intervista fatta a Mari su "Fumo di China" dove confessò che il suo sogno era disegnare Dylan Dog. Peccato che poi sia stato costretto a snaturarsi proprio per il suo sogno. Lo trovavo perfetto per Nathan Never, con il suo tocco dark impreziosiva e rendeva credibile quel mondo futuristico, limandone i difetti evidenti di poca originalità!

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    6. Per i numeri disegnati da Mari, ecco il listone degli albi di NN:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Albi_di_Nathan_Never

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    7. gracias! :) Me li vado a ripescare subito!

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  22. Ultimamente mi sto dedicando alla lettura di "Tex secondo Nizzi", lunga intervista allo sceneggiatore di Aquila della Notte che preferisco. L'intervista ripercorre tutta la carriera di Nizzi, ed è molto interessante anche per scoprire i numeri salienti della saga (Le origini di Tiger Jack, per esempio).

    Non nego che l'acquisto, però, è stato un impulso irrefrenabile alla vista della copertina :P
    http://www.mangaforever.net/wp-content/uploads/2012/10/tex-secondo-nizzi.jpg
    Cito: "In copertina: disegno di Giovanni Ticci per la locandina della mostra di Tex a Fiumalbo, 1996"
    Fiumalbo è il mio paese natale. E anche quello di Nizzi :)

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  23. ops...ho scritto velocemente dimenticandomi dei pezzi da cancellare. Spero si sia capito tutto lo stesso! :P

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  24. L'arte del Mio Vicino Totoro devo rimediarllo immediatamente. Per DyD purtroppo devo dire passo, nonostante la buona volonta' e la buona fattura del nuovo corso, ma, per me, l'epoca sei " Conigli Rosa Uccidono" non potra' piu' tornare .... Ed allora meglio ricordarmelo al suo tavolo con galeone, pensando a Xabaras e con il vecchio G per casa.

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  25. Leggetevi Historie , al momento al numero 3. Vale la pena. Sul finale del 2° volume giuro mi sono venuti i brividi alla schiena.

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  26. Per me questo Dylan non porterà un solo lettore in più, anzi forse li farà fuggire.
    Gli operatori del settore devono capire che i personaggi di fantasia invecchiano pure loro, anche se in maniera diversa da noi .
    E quando sei così vecchio da essere solo l'ombra di quello che eri in passato, è meglio sparire e lasciare un buon ricordo invece di diventare la parodia di te stesso.

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    Risposte
    1. set di possibili risposte

      - questo Dylan sta già portando lettori in più, la testata ha interrotto da qualche mese il trend decennale di perdita di lettori
      - Dylan ha ancora tanto da dire e lo dimostrano le ottime storie che sono uscite anche negli ultimi anni di buio: Il Pianeta dei Morti, Mater Morbi, I Raminghi dell'Autunno, Una Nuova Vita, L'Assassino della Porta Accanto...
      - Per fortuna che gli operatori del settore quand'è finita la Golden Age hanno preso quei personaggi e hanno fatto la Silver Age, e così via...

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    2. Ma diciamo pure che la Silver age l'ha tenuta in vita la Marvel creando il suo universo pieno di personagi nuovi e freschi , altrimenti il revival iniziato dalla DC con Flash sarebbe durato poco...

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    3. e quando quel mondo marvel lì ha segnato il passo è stato riavviato, trasferito in tutti i media possibili etc etc etc
      dai, ci sono personaggi che possono dire la propria anche oltre il contesto in cui sono nati. Dylan è tra questi.

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  27. All you need is kill l'ho letto anch'io l'altro giorno, ed effettivamente lo stile dei disegni di Obata è proprio bello! La storia, però, per quanto mi abbia appassionato durante lo svolgimento, non ha saputo soddisfarmi con il finale. Carino, per carità, ma non mi ha lasciato nulla. Tutto sommato comunque un ottimo prodotto eh. Una curiosità, Doc, visto che raramente si parla di questi manga recenti ultra-mainstream sull'Antro: tu che ne pensi di Death Note e Bakuman?

    P.S. Molto bello anche l'artbook di Totoro, al Forbidden Planet di Londra ce n'erano di praticamente ogni film Ghibli, anche di Si Alza il Vento, ma costavano troppo per le mie tasche...

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  28. "Cagliostro","i conigli rosa uccidono","dopo mezzanotte" e capolavori come "Memorie dall'invisibile" o "Dal Profondo" hanno segnato la mia esistenza e spinto a nuove letture.. e'impossibile che torni quella stagione ma Recchioni con "Mater Morbi" ha dimostrato che Dylan Dog non e' un personaggio alla frutta,quindi ho piena fiducia in lui!!!

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