domenica 13 marzo 2011

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Giappone: non eravamo pronti perché eravamo troppo pronti

Sei appena rientrato, giusto in tempo per eliminare il post sul razzismo dei Power Rangers che avevi in rampa di lancio per questa sera e precotto da giovedì, quando ancora tutto questo non era successo. Sei stato fuori tre giorni, inseguito ovunque (in taxi, in un museo, in un ristorante, in albergo, per strada) dalle immagini di quanto stava accadendo in Giappone. Ne hai guardato solo le prime, poi non ce l'hai fatta più. Il punto è che si è venuti su, noi tutti, guardando il Giappone venir distrutto ogni pomeriggio. Calpestato da Godzilla e dai suoi amici, illuminato dai funghi atomici che chiudevano la sfida impari tra un robottone e un mostro guerriero, ridotto in pezzi in ogni singolo manga, anime, videogioco, anche senza scomodare la serie da mano ai coglioni Zettai Zetsumei. Ma il Giappone della fiction non era il Giappone vero, ché quello quando poi ci andavi era un posto tranquillissimo, ingessato, pure un po' tonto. Ché tipo quando di notte sentivi una scossa fortissima e tu, ancora memore del televisore a colori da duemilionidilire buttato a terra dal sisma dell'80, ti teletrasportavi subito giù dal ventesimo piano del tuo hotel di Shinjuku, dabbasso non trovavi la gente in pigiama e le nonnine in preda al panico o le signore che pregano Padre Pio come succede da voi. Non trovavi nessuno, tranne un qualche cameriere gentile che ti invitava con lo sguardo a stare tranquillo. Ché loro ai terremoti c'erano abituati. Ma non erano abituati a questo. A un gorgo che si apre nell'oceano trascinando qualsiasi imbarcazione nel suo mulinello anche se non spunta alcuna Base volante Aniwa, a un'onda nera che avvolge tutto in fretta anche se non è un film di Miyazaki, alle centrali atomiche che esplodono, alle piogge radioattive che arrivano, alla tua vacanza a Tokyo già in programma che se ne va. Sei un ragazzino che assiste impotente al suo lunapark che brucia, e non sai proprio che diavolo fare.

20 commenti:

  1. Cazzo che malinconia mi hai messo addosso...

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  2. E' vero, porca miseria. Ho pensato anch'io la stessa cosa. E ho pensato anche che è un po' è ingiusto, perché fosse successa in qualsiasi altro posto, questa tragedia, mi sarebbe dispiaciuto, ma magari non così tanto

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  3. La cosa che più mi ha impressionato è il vortice in mare con le navi che non riescono ad uscirne, non ricordo di averne mai visti a parte nei cartoni appunto...
    http://youtu.be/3-G5uTb8U90

    Shimatta!

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  4. Sì, Adriano, era proprio di quello che parlavo.

    Mitch: è vero, ma funziona sempre così. C'è il discorso della distanza emotiva per il quale un bambino che muore nella tua città ti fa stare molto peggio di un'ecatombe in un'isola sperduta. E con i Paesi per cui si nutre una qualche simpatia funziona ovviamente allo stesso modo.

    Ah, ai post di ridere torniamo domani. Ma non stasera, ché non ce n'è veramente voglia.

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  5. E' umano essere dispiaciuti per qualcosa che succede in un paese lontano geograficamente e culturalmente ma a cui si è legati per mille+1 motivi. In questi giorni io ho ripensato sopratutto alla Neo-Tokyo 3 di Evangelion, al Giappone post-Second Impact. Allarmi ricorrenti e nomi di prefetture come se fossero gli altoparlanti di una stazione di Neo-Tokyo 3. Certe volte le immagini si sovrappongono.

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  6. mi aspettavo un tuo post, mi stavo quasi preoccupando a non leggere nulla. anch'io sono un "reduce", sono dell'Aquila e ho vissuto in parte anch'io un dramma del genere. sono armai due anni, ho visto la mia città martoriata, ho dovuto cambiare casa e vita, una persona che sbatte troppo forte una porta rischia di farmi venire il coccolone. mi sono svegliato l'altro ieri e vedere quelle immagini mi ha fatto venire i brividi. a distanza di qualche giorno, quello che davvero mi sconvolge è la solennità con cui queste persone prendono tutto quello che gli accade, un'apologia del self-control che a noi manca probabilmente a livello genetico. non so se la nonnina che prega padre pio sia meglio o peggio del ragazzo col caschetto che fotografa la propria casa spazzata dallo tsunami. so che li capisco, e in qualsiasi assurdo modo lo esternino so anche che stanno soffrendo, e molto. fino al 6 aprile 2009 anch'io pensavo che il mondo fosse un posto molto molto lontano. invece è proprio dietro l'angolo. solo che loro hanno Namazu, noi Sant'Emidio. c'est la vie.

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  7. Quando ho visto i grossi contenitori a sfera del petrolchimico bruciare con quel fuoco vivo, insistente, proprio come quelli che nei loro cartoni esplodevano un giorno si e l'altro pure, credo di aver pensato: "cazzo, gli sta succedendo davvero".
    La capacità di esorcizzare questi eventi tremendi ce l'hanno ben tatuata addosso da continue esercitazioni, studi, trasparenza della divulgazione, fino ai cartoni. In 2 giorni abbiamo visto in presa diretta quasi tutti gli eventi nefasti narrati dai cartoni che noi guardavamo con diletto, senza capire cosa significassero realmente. Ora senza dubbio lo sappiamo.
    Speriamo solo che non ci sia il maledetto botto finale, che se non fosse per quei stramaledetti reattori a Fukushima, il Giappone riuscirebbe a riprendersi in tempi da record per qualsiasi altro abitante del mondo.

    Mi piace pensare che anche i malfattori in questo momento si stiano dando da fare per aiutare piuttosto che saccheggiare perché, in fondo, si portano dietro quello spirito di samurai che ormai conosciamo bene.

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  8. aspettavo il tuo commento...

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  9. Che poi navighi sull'internetto e trovi gli sciacalli che ti pubblicano le foto della statua 1:1 del Gundam smantellata dicendoti che è venuta giù col terremoto e ti si stringe ancora di più il cuore...

    Perchè, non so voi, ma io, guardando le riprese in TV, continuavo ad illudermi ripetendomi "Ma no. Ma dai. Ma non è possibile. Sono abituati. Manco se ne sono accorti...".

    Ed invece gli sono capitate tra capo e collo una serie di sfighe in infilata che neanche Nostradamus in combutta con i Maya potevano escogitare!

    Ed il terremoto fortissimo. E lo tsunami dirompente. E la centrale nucleare che schioppa perchè lo tsunami mette fuori uso TUTTI i sistemi di sicurezza... ECCHECCASPITA!

    Che se veniva solo il terremoto, per quanto forte, son convinto che con i criteri antisismici che hanno laggiù, ammortizzavano abbastanza bene il colpo.

    Che dire?

    Gambarè Nippon!

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  10. Che razza di sfiga, gente. Che sfiga. Ma i giappi sono popolo dalle spalle larghe e supereranno anche questa (durissima) prova. Ne sono certo.

    Ad ogni modo, CHE SFIGA. :(

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  11. povera gente.
    senbra una cazzata, ma li sento più vicini a me, che altri paesi geograficamente a due passi.
    ma sono gente tosta, e si rimetteranno in piedi.

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  12. Eh si, proprio come Neo Tokyo 3...purtroppo non ci sono Evangelion che possano porvi rimedio...

    Sad, so sad... diceva The Sorrow...

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  13. anche io quando ho visto internet ci sono rimasto di merda.

    quando me l'hanno detto in mattinata sul lavoro mi sono messo a ridere rispondendo una cosa del tipo"sai che novità! gli capitano tutti i giorni" poi a casa le foto..il silenzio..anche io dovrei partire per tokyo tra un mese...speriamo in bene

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  14. Non ho grossi commenti da fare, se non dire che dietro tutto quel self control probabilmente c'è tanta, tantissima paura. La paura che avevano, fatti i dovuti distinguo, gli americani dopo l'11 settembre. La certezza di avere tutto sotto controllo, frantumata dall'imprevedibilità della vita e dalla fragilità dell'uomo, che in quanto essere limitato non potrà mai avere quel controllo totale a cui tanto aspira.

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  15. Nata nel 1970, sono venuta su a pane e nutella e cartoni animati giapponesi. Quando guardo quelle immagini mi viene voglia di prendere un aereo e andare a scavare o anche solo abbracciare una di quelle vecchine affrante (anche se non so se lo apprezzerebbe).

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  16. è unavera tragedia , è il tutto vaga nella speranza che non sia una replica del sol levante di Chernobyl.
    Sarebbe un grosso calcio nelle palle al mondo intero.

    però come si cita qui sopra , non possiamo fare altro che osservare dallo schermo di una scatola con tubo catodico.

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  17. Io dovevo, appunto, partire per il Giappone (Osaka, Kyoto e Tokyo) il 22 aprile. Viaggio atteso da una vita.

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  18. Se volete fare qualcosa, potete.
    Molte agenzie no-profit stanno aiutando le operazioni di pulizia e di ripristino.
    Non crediate di essere in ritardo perche' la devastazione e' stata tale che ce n'e' per qualche anno almeno.
    Una cosa che potreste fare se avete tempo e' un misto vacanza + volontariato.

    Qui trovate alcuni puntatori (in inglese e giapponese). Se volete maggiori informazioni contattatemi, posso agevolare, da Tokio. Ovviamente in tutto questo non ci guadagno una lira.

    Grazie, ciao

    terremotoetragedia@gmail.com
    (non e' uno scherzo, ho attivato quest'email molto prima dell'11 marzo)

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