giovedì 13 gennaio 2011

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Qualunquemente

Tra poche ore saprai, sapremo, saprete. Se il giovane settantaquattrenne tornerà a mostrare il ghigno delle migliori occasioni a reti unificate, o se toccherà invece sorbirsi per settimane scoop incredibili sui calzini indossati dai giudici della Consulta. Tra otto giorni esatti, e solo chi non crede nell'esistenza di un Dio giusto e con un deciso senso dell'humour potrebbe considerarla una mera coincidenza, esce frattanto il film di Cetto La Qualunque […]
Ma ascoltiamoci pure un assaggio del brano portante della colonna sonora, "Onda Calabra", già clamorosa hit nelle migliori discoteche della bassa Baviera e nelle sacche di resistenza calabrese residue tra i minatori in Belgio.
Ora, Albanese l'hai sempre adorato ai confini di quanto reso lecito dalla tua eterosessualità. Ne hai visto tutti gli spettacoli a teatro, pure quelli strani che non facevano ridere, ne hai letto i libri, ne hai seguito con devozione la carriera, una volta hai pure rimorchiato una imitando Frengo e Stop. E la tipa non era manco di Foggia, ma a tua discolpa andrà detto che avevi meno di diciott'anni. Hai accolto il personaggio di Cetto La Qualunque, all'epoca del suo esordio televisivo (Non c'è problema, Rai 3, 2003), come il nuovo Frengo degli anni 2000, o come minchia si chiamavano loro. Quanto e più del telecronista zemaniano col riporto nervoso, un personaggio destinato a durare nel tempo.

Solo che poi la realtà ha superato la finzione. A destra. In galleria. A fari spenti. E il povero Albanese ha dovuto spingere sempre più il suo personaggio verso il paradosso, trasformarlo in una sagoma surreale, accentuarne il carattere da pagliaccio volgare, gonfiandone il naso rosso e ispessendone il trucco con un altro paio di mani di cerone. Non è bastato. Cetto Laqualunque è oggi il simbolo di un certo modo di fare politica che nel meridione d'Italia, d'Europa, del mondo non fa ridere per nulla: è normalità, prassi, costume. E grazie a un omino che ama tanto promuovere i libri di Vespa, non più solo quaggiù. Dare del ricchione all'avversario politico per raccogliere risata e applauso caprino di una piazza bovina, vantare le proprie esperienze con fimmine internazionali che son costate un patrimonio, prendere per il culo le avversarie cesse giusto perché sono cesse, calpestare quello che è pubblico perché non è mio (e chi se ne fotte) e spingere quello che è mio perché non è pubblico (e chi se ne fotte): non sono più numeri collaudati di un personaggio collaudato di uno dei più grandi attori italiani di questa generazione (si badi: tout court, e non solo comico). Sono linguaggio politico, apice strappa applausi studiato a tavolino di un discorso per Porta a Porta, materia per agiografie curate dalla fronda amica di una stampa altrimenti tutta comunista, golpista, irresponsabile, omosessuale.
Comunque vada, comunquemente, settimana prossima sarai al cinema per vederlo. Cascasse una pannocchia. Solo che le solite gag di Cetto sul pilu, su De Santis cornuto e ricchione, sulla giustizia giustizialista e giacobina, ti faranno un po' ridere e un po' no. Probabilmente più no.

10 commenti:

  1. Cosa le hai detto alla ragazza per rimorchiarla con le frasi di Frengo?!? :D

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  2. Effettivamente Cetto non è arrivato al punto di andare a capinere minorenni e di spacciarle per nipoti di politici!

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  3. Un uomo, un mito.

    L'ultima volta che sono andato a vederlo a "teatro" (teatro tra virgolette perchè in realtà si trattava della saletta teatrale di uno dei casinò di Nova Gorica...) recitavo tutte le battute dei monologhi in sincrono, tanto che gli amici mi domandavano come facessi a saperle.

    "Facile, sono monologhi tratti dai libri che conosco praticamente quasi a memoria!", rispondevo imbellendomi. ;)

    Comunque dai personaggi prettamente televisivi ai costrutti sociali di "Giù al nord", non ha mai sbagliato un colpo.

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  4. Un anno fa, a teatro qui a CS, stava per partire con il numero del "Mancavano quattro giorni a Natale". Io e tutto il resto delle prime due file eravamo già con le 4 dita alzate. Lui si ferma, esce dal personaggio e dice: "E vabbè, dai, fatemelo almeno fare!".

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  5. Quello che dici nel post è verissimo. Anche lo stesso Albanese, quando portava Cetto da Fabio Fazio, ha fatto intuire del resto come la realtà avesse superato di molto il suo personaggio

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  6. c'è anche il fronte dell'uomo qualcuno, sarà una bella lotta!


    http://www.youtube.com/watch?v=30DbsW6erkA

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  7. albanese è un grandissimo
    dici che la "realtà ha superato a destra"
    mi ricordo una puntata di "CASA FAZIO" subito dopo le elezioni nella quale al termine dello schetch di cetto si è fermato ha guardato in camera, si è tolto il trucco e ha detto, con la SUA voce "basta, hanno vinto", si è girato e se ne è andato.
    grande!

    e il "MINISTRO DELLA PAURA"

    ps: AMAAAAAAAAAAALA!!

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  8. E intanto al nano gli è arrivato un altro bel mandato di comparizione. Proprio ora che, toh, non c'ha più la leggina a proteggerlo.
    In. Ga. Le. Ra.

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