mercoledì 22 dicembre 2010

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Blast from the past, dall'archivio dell'antro (2 di asaperlo)

scene che da noi solo negli Autogrill
I tempi sono maturi per un altro bel riciclo dall'archivio dell'antro, via. Ché del resto siamo a Natale, e se non ricicli adesso la roba vecchia quando lo fai? Questa volta si recupera con nonchalance un trittico di post (scritti tra settembre 09/febbraio 10) su quel meraviglioso popolo di disperati che risponde al nome di giapponesi. Cosa devi proprio sapere prima di affrontare un viaggio a Tokyo? Cosa devi fare? Cosa non devi fare ma nemmeno tipo sottotortura, guarda? E, soprattutto, da quando Roberto Baggio è il presidente della Repubblica? [...]
il pesce Rockfeller. Apre e chiude la bocca senza l'ausilio di José Luis Moreno
La prima volta ci caschi. La seconda, per quanto ti impegni, pure. Ma dopo un po’ ci fai il callo. E per alcune idiosincrasie, usanze bislacche, fissazioni tipiche del popolo giapponese, cominci ad adottare pratiche contromisure. Per farla breve, ci sono una serie di cose che semplicemente, una volta che sei a spasso per Nippolandia, impari a non fare/guardare/baciare/mangiare. Soprattutto mangiare. Mentre infili in valigia venti magliette che non userai neanche questa volta e il solito paio di Vans a quadrucci, ti viene in mente ad esempio che:

- se un giapponese si porta le braccia al petto, incrociandole di scatto con le mani tese verso l’alto, non è un fan di Ultraman. È che far segno di no con la testa ai nostri amici del Sol Levante sembrava troppo semplice.

- se chiedi un’indicazione per strada, non stai chiedendo semplicemente un’indicazione. Stai stipulando un contratto con un povero tizio, che si vedrà costretto (dall’educazione, dalle regole sociali strette come le maglie di un colino, dal tuo inquietante aspetto di gaijin con le vans a quadrucci e le basette a lambire il mento) a portarti da qualche parte. Una qualsiasi. Spesso, dopo esser stato condotto a zonzo da uno sconosciuto per minuti, l’unica soluzione possibile è la fuga.

- la disoccupazione in Giappone non esiste, perché ogni negozio ha circa dodici commessi. Solo alla cassa. Uno imbusta, l’altro mette il pezzettino di scotch per chiudere la busta, il terzo solleva il pelo, il quarto lo rimette a posto. Con fare garbato.

- se entri in un posto dove servono sashimi di pesce fresco, fresco vuol dire vivo. Nel senso che sul tavolo il branzino con la panza sfilettata apre e chiude ancora la bocca come il pupazzo Rockfeller. La scena fa ridere però molto meno.

- se entri in un posto dove vendono adorabili dolcetti, magari non sono dolcetti manco per niente, ma delle robe con le sardine essiccate dentro.

- una pesca, nei grandi magazzini, va via anche a 6000 yen. Ma sa di cetriolo lo stesso.

- se entri in un ramen-ra (trad. ramenificio) e ti siedi davanti a uno studente panzone, il risucchio del brodo da parte di costui ti cospargerà di copiosi schizzi di zuppa di ramen bollente, nell’indifferenza generale di camerieri, avventori, cuochi e dello stesso studente panzone. Il risucchio vorticoso del ramen viene prima di tutto, non ci sono cazzi.

- i ristoranti italiani, in Giappone, hanno dei nomi curiosi (Bocca Buona, Pizzatolia Cosa Norra, Mano Mangio, Piza Piza). L’unica cosa italiana, in tutto il locale, sono le canzoni napoletane in sottofondo. E i prezzi.

- una volta hai visto due salaryman, gli impiegati vestiti tutti uguali e con le scarpe orrende, che parlavano in metro. Non leggevano manga, non giocavano con il telefonino, non facevano finta di dormire per non cedere il posto, non si trastullavano con qualche demenziale variante del mahjong per il DS. No, parlavano. Tra loro. Del più e del meno. Cose da matti.

- se chiedi a un giapponese se parla inglese, ti risponderà di no (iie). Se invece ti dice che lo parla solo un po’ (sukoshi), il suo inglese sarà infinitamente migliore del tuo e di quello di un sacco di gente che conosci. Gente americana e inglese.

- i nerd di Akihabara puzzano molto più di inverno.

- quando dici a dei ragazzi giapponesi di essere un itariajin, vedrai i loro occhi riempirsi di curiosità. Se lo dici a delle ragazze giapponesi, li vedrai colmarsi di sogni e cupidigia. Il giovine nipponico medio non ha mai sentito parlare di Brunetta e crede che Giorgio Armani sia il vicepresidente della Repubblica. Agli ordini di Roberto Baggio.

Peppino Yoshimoto e consorte. Per convincere un anziano giapponese ad accettare il posto in metro che gli stai cedendo, devi MINACCIARLO
- Oltre alla passione per il baseball e a quel modo francamente un po' odioso di dirti "soru-d a-ut!" quando chiedi per l'ennesima volta di quello sparatutto che ti manca, dagli americani i giapponesi hanno preso anche la passione per la climatizzazione estrema. E a causa delle loro manie di perfezionismo, che ricordiamo derivanti dall'avercelo piccolo, l'hanno resa ancora piú estrema. Il risultato é che un qualsiasi negozio, ristorante, taxi, ascensore raggiunge d'estate i meno dodici gradi, e presenta d'inverno il microclima del Gabon. Gli interni giapponesi, in pieno inverno, sono il posto piú caldo dell'emisfero boreale.

- L'etá media dei tassisti di Tokyo é 95 anni.


- Accostandosi a una sala di pachinko, si verrá accolti all'apertura delle porte automatiche da un getto d'aria artica o sud-sahariana, a seconda della stagione (vedi sopra) e da un gentile suono da dodicimilionididecibel. Tutti i frequentatori delle sale di pachinko sono sordi. Alcuni, a furia di giocarsi le mutande appresso alle palline di ferro, hanno perso anche la voglia di parlare.

- I sedili di molte linee della JR Lines sono riscaldati da un potentissimo getto di aria bollente indirizzato alle natiche dei passeggeri. Esibendo in farmacia un biglietto della metro regolarmente vidimato, si ha diritto comunque a uno sconto del 40% sulla preparazione H giapponese.

- E' un fatto poco noto che quella parte della canzone di Mazinga Z che fa "su di voi, avvoltoi" fosse dedicata in realtá ai corvi di Tokyo. La cui apertura alare raggiunge anche i sei metri e mezzo.

- Le vecchiette che camminano tutte ricurve, con il naso a un palmo dal suolo, non sono in realtá gobbe. Non sono storte per aver ancheggiato una vita con le ginocchia verso l'interno. E neanche per le radiazioni del '45. O per il fatto che non hanno mai mangiato carne in vita loro. Nemmeno. E' tutto un vezzo.

- La nutella giapponese viene venduta in barattoli di plastica, ha ancora meno nocciole della nostra, fa cagare. 

- Nelle salegiuochi giapponesi una partita costa in media 100 yen (80 eurocent). Compreso nel prezzo, il fumo passivo equivalente a tre pacchetti di Camel.

- Stamattina un automobilista ha usato il clacson. Decine e decine di persone si sono girate all'unisono per capire l'origine di quel suono misterioso.

- Continua purtroppo l'increscioso malcostume di sporadiche coppie di impiegati che, invece di leggersi come tutti un manga spippolo o un romanzo sul cellulare, parlano in metropolitana. Dei cazzi loro, nientemeno. Il governo nipponico ha approntato dei corpi speciali per reprimere il fenomeno, promettendo TOLLERANZA ZERO.
- Uno dei piú angosciosi problemi che il gaijin di passaggio si trova a vivere da queste parti é quello dei secchioni dell'immondizia. Che in Giappone non esistono, e quando anche esistono sono perfettamente mimetizzati nei posti piú impensabili. Problema: se la mamma dá a Pierino cento yen e Pierino invece di spararsele in sala giochi a SF IV si compra una bottiglietta o una lattina in uno di quei distributori automatici che, a differenza dei cassonetti, si trovano anche nei cessi, dove butterá Pierino la lattina o la bottiglietta una volta scolatone il contenuto? Ora, mentre il gaijin si porterá inevitabilmente dietro lattine, bottiglie, ma anche cartacce fino in albergo, il giapponese medio ha trovato una semplice soluzione al problema: il bibitone se lo beve sul posto, in due secondi, perché accanto alle macchinette ci sono in effetti i secchi della differenziata. Che sia ghiacciata o bollente, la bevanda si trasferisce dal suo contenitore alla gola/stomaco/colon del consumatore in qualche nanosecondo, gelando/bruciando qualsiasi cosa incontri sul proprio cammino, e preparando il campo a una raffica di violenti spasmi intestinali. Quell'aria molto seria delle persone che incontri per strada non é una questione di serietá. Semmai di aria. 
A volte, per far prima i giapponesi mandano giú anche la lattina.

- La corsa di Super Mario, con il saltello, la mano alzata, la falcata fintamente ampia, non é una cosa per far ridere. E' la corsa normale di qualsiasi giapponese.

- Le riviste, in Giappone, non le compra nessuno. Come si puó notare nel reperto fotografico in alto, manga e riviste si leggono esclusivamente a uffo nei combini store, i negozietti aperti 24 ore. E allora, si dirá, tutti quei malloppazzi che la gente legge in metro? Allora quelli che cosa sono? Sono pornachos. Sono tutti pornachos. Sono i pornachos che tengono a galla l'editoria nipponica. Quelli, peraltro, sono l'unica cosa di cui, in quanto cellofanati o nastrati, é impedita la lettura a sbafo. Non tanto per motivi di etica (che qui, per dirla con Kant, se ne fottono), quanto perché poi mandar via le macchie di natura organica dalle copertine é sempre un bel casino.

- I pornachos sono talmente integrati nel mondo dell'entertainment nipponico, che i negozi specializzati in pornachos di Akiba possono tranquillamente permettersi di avere in vetrina come promoter questo affascinante donnino ottuagenario.
 - I giapponesi, com'é noto, sono completamente incapaci di comunicare con il prossimo. Due fintiamici che non si vedono da anni possono, al loro incontro, arrivare al massimo a un rapido inarcamento simultaneo delle sopracciglia dettato dalla felicitá, mentre si salutano con la manina. A dieci metri di distanza. Ma lo scenario cambia improvvisamente in un qualsiasi bar, dopo le 10 di sera. Dato che basta loro mezzo bicchiere di birretta del discount per ubriacarsi, li vedrai abbracciarsi, cantare, fraternizzare con gli stranieri, manifestare segni di vita. E' essenzialmente grazie all'amicizia alcolica che la razza giapponese non si é estinta duecento anni fa.

- I giapponesi non dormono mai, se non in metropolitana.

- I salaryman, gli impiegati giapponesi, indossano tutti gli stessi completi, tutti le stesse camicie dell'oviesse, tutti le stesse cravatte orribili. Le stesse spilline da bavero. Le stesse ventiquattrore. Quel che cambia sono le scarpe, scelte nelle fogge e nei colori piú vari. Ma fanno tutte cagare. I barboni italiani hanno in media scarpe piú signorili di molti manager giapponesi.
- In Giappone non esistono le rapine. Visto che una metá della popolazione va già in giro con la mascherina di suo, per non farsi riconoscere i ladri dovrebbero entrare in banca a volto scoperto.

- In Giappone le donne non hanno le tette. Le bottigliette d'acqua, in compenso, sí.
- Negli uffici postali italiani vendono i dischi dei Pooh e i libri con la vera storia di PadrePio. In quelli giapponesi i francobolli di Lamú e dell'Uomo Tigre. Ufficio postale giapponese - Posteitaliane 12 a 0 e partita sospesa per invasione di campo dei tifosi di casa.
- Non ringraziare MAI un giapponese se non hai un ottimo motivo per farlo. Colto di sorpresa, e sinceramente affranto per non esser stato lui il primo a scusarsi, tenterá di recuperare partendo con una raffica di sumimasen, inchini e genuflessioni dalla quale potrai liberarti solo colpendolo violentemente sulla fronte

9 commenti:

  1. Se ripubblichi un post, è riciclo, ma quando ne ripubblichi tre è indubbiamente "triciclo"! :)

    Ok, Ok... Mi banno da solo ma difficilmente riesco a trattenermi. :D

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  2. Già letti all'epoca, ma sempre esilaranti. Tutto vero, immagino.

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  3. Tutto vero galbusero. Soprattutto il donnino.

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  4. io non ti conoscevo all'epoca...ma leggerlo mi ha fatto "sganasciare" dalle risate:D
    Sono preparata per un futuro viaggio in Giappone!

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  5. Poi ti mando una lista di vecchi post che DEVI recuperare a beneficio della nuova generazione di antristi

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  6. mitch: oki doki. Anche se conoscendo i tuoi gusti PESSIMI...

    Cranberry: ottimo. Lo scopo del ripescaggio senza pudore è quello. Cioé, oltre al farmi poltrire una sera ogni tanto, chiaro

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  7. ho appena riso tantissimo, grazie :D (e molta invidia, voglio andarci anch'io prima o poi in Giappone...e i tuoi consigli saranno preziosissimi!)

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  8. Non mi ero accora delle ripubblicazione di questi vecchi post : D sono loro che mi hanno portato sull'Antro per la prima volta!
    Quanti ricordi <3

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