lunedì 6 dicembre 2010

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Blast from the past, dall'archivio dell'antro (1 di boh)

A grande richiesta di, uh, tre lettori (però parecchio, parecchio insistenti, diremo), evidentemente incapaci di spulciarsi da sé lo storico del blog, una nuova rubrica assolutamente aperiodica - e che potrebbe benissimo sparire oggi stesso. Mo' vediamo - chiamata a riciclare vergognosamente riproporre in modo oculato di tanto in tanto i post più gettonati del passato più o meno recente dell'antro, per permettere anche ai nuovi arrivati di apprezzare la tua invidiabile verve comica. Si parte dunque da un post dello scorso 22 aprile che, uh, non faceva ridere per niente. Però metteva un po' paura, quello sì.

Paura e delirio a Cosenza (quella notte che finisti in overdose da sciroppo per la tosse) 
Ieri sera, ore 23 circa.
Avete finito di registrare da qualche minuto la puntata di RingCast della quale sei stato l'ospite fuori posto. Ti togli i cuffioni da diggéi e dai un'ultima occhiata alla bottiglia di Bronchenolo Tosse, che hai continuato a mandar giù a piccoli sorsi per tutte e due le ore passate su Skype con i tre giovani uomini Gatsu, VitoIuvara e Ferruccio.

La bottiglietta è vuota.

Quand'è che te l'aveva comprata tua moglie? Il giorno prima?
No, questa era quella nuova.
Ti rendi conto di esserti tirato una bottiglia sana di sciroppo in un paio d'ore. Il che fa all'incirca, boh, venti volte la dose massima giornaliera consigliata? Trenta?
Obbé, ti dici, e ti infili nel letto.

E' solo sciroppo, cazzo ti potrà mai fare?
...
Appena chiudi gli occhi vieni aggredito da una serie di immagini che ti schizzano all'interno delle palpebre a una velocità assurda.
C'è un cuore pulsante che si trasforma in cose, persone, oggetti che non hai mai visto in vita tua, continuando a ruotare all'impazzata.
Spalanchi gli occhi.

Che diavolo era?

Obbé, ti dici, e li richiudi.
Il groviglio di forme che si inseguono diventa un torrente in piena di luci abbaglianti e abbinamenti di colori discutibili. Il cuore ti fa bum-bum-pow. Senti qualcosa strisciarti sul fianco, e hai la netta sensazione che sia un serpente. [...]
Ti alzi di scatto, corri in bagno e ti guardi allo specchio.
Le pupille sono così dilatate da aver coperto interamente l'iride. Ma la faccia che vedi riflessa non è la tua. E l'immagine nello specchio non ti segue quando ruoti lentamente la testa da destra verso sinistra.

Paura.

Ti osservi la mano e le dita sono lunghe, troppo lunghe, perché diavolo sono così lunghe? Una morsa di panico ti aggredisce la bocca dello stomaco.
Barcolli verso la camera da letto. 

I serpenti addosso nel frattempo sono diventati due.

Tua moglie è seriamente preoccupata, cerca il bugiardino dello sciroppo e legge che un eccessivo sovradosaggio può portare stati di alterazione mentale, psicosi, allucinazioni.
Pensi: ci sarà da fidarsi? Perché poi li chiamano bugiardini?

Paranoia.
Paura. 

Paura vera.

Vai a prendere le pagine bianche dal cassettone nello studio, ma la prospettiva della libreria ti sembra troppo opprimente. Hai paura, no sei convinto che stia per precipitarti addosso in tutti i suoi quattro, sei, dodici metri d'altezza.
Torni di là e non sei più tu a controllare le tue gambe. 
Stai guardando la scena dall'esterno. E non ti piace per niente.

Chiamate la guardia medica, che vi rimbalza al pronto soccorso.
Venite qua subito, vi dicono. Venite.


Ti infili una felpa e poi infili te stesso nella saxò blu di tua moglie e nel percorso fino all'ospedale gli occhi catturano il circostante a tremila frame al secondo. Sei sicuro di avere una visione a 280 gradi.
Hai gli occhi di una fottuta mosca. Scatti con il grandangolo tutta una serie di diapositive mentali che non potrai far vedere a nessuno.

Il dottore ti fa stendere e ti controlla il battito con un ECG, poi la pressione. Ha una qualche forma di psoriasi, e vedi letteralmente la pelle staccarglisi dalla faccia. Un pezzo alla volta.
Ti costringi a distogliere lo sguardo e prendi a fissare il soffitto. Su cui si agitano delle forme strane. Sono crepe quelle lì? E allora perché cazzo si muovono?


Non vuoi restare in osservazione manco per un cazzo, e allora firmi, tornate a casa e riesci a seguire il consiglio del dottore che gli si stacca la faccia come un visitor (resti sveglio per almeno un paio d'ore prima di mettersi a letto, per smaltire completamente il trip allucinatorio). A seguirlo per tipo venti minuti. Poi ti rimetti in branda, chiudi gli occhi, e il caleidoscopio cosmico riprende la sua folle corsa.

I cavalieri dell'apocalisse vestiti da power rangers e a cavallo di quattro motorini sono l'ultima cosa che ricordi prima del crash di sistema.
...
Venti minuti fa ti svegli.
Le pupille sono tornate normali, la tua mano e la libreria dello studio grazie al cielo pure.
Vai in bagno, afferri la bottiglietta di Bronchenolo e svuoti con determinazione nella tazza del water quei due millilitri di sciroppo che erano rimasti a far compagnia al fondo. 
Hai visto mai fossi colto stanotte da crisi d'astinenza.

16 commenti:

  1. Grazie mille, doc.
    Ora però non so se farti i complimenti per il post scritto benissimo o per l'esperienza psichedelica :D

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  2. Da fedele follower dell'antro l'avevo ovviamente già letto ad aprile. Resta, concordo, un gran bel leggere. Ma oggi post nuovi niente, dottò? :p

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  3. Buonina, più tardi arriva del nuovo, un gioco e del cioccolato.
    "E ne ho in serbo altre fortissime!" (cit)

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  4. Appero! Non prenderò più Bronchenolo :D

    Occhio che ti ritrovi i loro legali pronti a tapparti la bocca ahahah ;)

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  5. Scemo io che andavo a leggermi l'Antro a ritroso!!! :D

    Hasta Siempre La Pigrizia, Comandante. [semi-cit]. ;)

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  6. Io ho vissuto l'intera vicenda anche ascoltando Ringcast.. tutti hahaha a ridere di questo sciroppo che andava giù che era un piacere e poi il DOC ha rischiato la vita.

    A 'sto punto linka anche la puntata ^^

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  7. Si sentiva che quella sera di ringcast avevi qualcosa che non andava... anzi no, eri sempre lo stesso...

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  8. Purtroppo il trip allucinogeno, in tutto il suo fulgore, si è manifestato solo a registrazione ultimata. Fossi morto in diretta, Ringcast sarebbe diventato il podcast più famoso d'Italia. Grazie a Studio Aperto.

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  9. Ma per sentirti di nuovo a Ringcast bisogna comprare una maglietta?
    :-] senò Gatsu mi secca fuori la famiglia.

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  10. Potrebbe essere una idea. Lanciamo la campagna "Compra le magliette di RingCast per far invitare il doc, al posto di quegli altri debosciati"

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  11. Grandioso! Io ho iniziato a leggerti da poco, grazie a Zave e questa mi mancava.
    Inutile dire che ora ho una irrefrenabile voglia di Bronchenolo Tosse.

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  12. Sei un pazzo. Più ti leggo più sono convinto che sei fuori di testa. Drogarsi (involontariamente) con lo sciroppo, questa non l'avrei manco mai lontanamente immaginata! =)) =)) =))

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  13. Se volete Doc ospite fisso su RingCast, basta chiedere al sottoscritto. :P

    Conoscendo ed avendo frequentato quel finnico del "Gatsu" fin dall'infanzia, ho tantissima aneddotica spicciola utile per ricattarlo in qualsivoglia modo o maniera... :D

    Al limite, non dovesse funzionare la rimembranza ricattatoria si può sempre ricorrere alla tortura... Una parola sola: "CAVALLETTE"! ;)

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  14. Gli ho scritto una mail che contiene una sola parola: CAVALLETTE.
    Vediamo come reagisce.

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  15. Si chiama purple drank, ed è roba pesa.

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