domenica 4 luglio 2010

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Mondiali 2010, speciale "Maradona contro Tutti"

Se n'è tornato a casa, l'uomo Diego. Quello che invitava i giornalisti argentini a chuparglielo dopo una qualificazione acciuffata per i capelli. Se n'è tornato a casa, stretto nel silenzio delle sue giacche improponibili, dopo 91 minuti di pura sofferenza. 91 minuti dei quali abbiamo una diapositiva, anzi 11. [...]
Pochi istanti prima del massacro, Dieghe Armante segue il suo solito rito: bacia tutti i suoi giocatori con foga, uno per uno. A quelli che gli piacciono di più se li limona duro.
C'è chi dice che era un rosario, quello che il Nostro stringeva tra le mani ieri dopo il vantaggio dei tedeschi. C'è chi dice fosse un semplice braccialetto portafortuna. C'è chi dice no.
L'inconfondibile mimica di Diego, per mostrare al fisco italiano la coppia di orologi gemelli che porta sui polsini.
Una vita fa quest'uomo faceva impazzire gli stadi. Ti sembra ieri, e invece era, uh, una vita fa: molti più capelli, molta meno barba, molte meno giacche antiproiettile color antracite.
La partita si mette male. Parecchio male. Diego è disperato.
Oppure si è solo reso conto che quell'uomo sullo sfondo, quello là con giacca e magliettina berluscona, ha la sua stessa età. Solo che
Joachim Löw sembra suo figlio.
Le pappine Plasmon bavaresi sono diventate tre. Diego sbuffa e... ma eccoli! Ancora loro! I due sgherri! Quello con il capello leccato all'indietro (alle spalle di Maradona) e quello con la faccia da indio (seduto a destra)! Si ripropongono gli inquietanti interrogativi di ieri: chi sono? Che vogliono? Chi li manda?
Quattro a zero. Diego fa segno alla premiata ditta Demichelis - Burdisso di dove devono andare a prendersela in tal posto. Sullo sfondo, nel frattempo, il Principe Milito gli sputa.
E' finita. Un po' in tutti i sensi. "Lei ci ha fatto prendere quattro pappine!", gridano i due gemelli tifosi della Longobarda a Canà-Maradona. Il pibe de oro inizia a sentire una leggerissima puzza di bruciato tutt'attorno.
Perfino due ciccioni vergognosi tedeschi si accaniscono contro di lui: Diego Armando è ormai un uomo solo.
Fortuna che gli resta pur sempre il suo GOMITOLO DI LANA GIGANTE.

3 commenti:

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