domenica 25 aprile 2010

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Haze: la guerra è bella anche se fa(tta) male

Haze non è, purtroppo, un simulatore della vita professionale della nota pornodiva Jenna. Trattasi infatti di uno dei tanti titoli Ubisoft (HAWK, Prince of Persia, EndWar) che, in una stagione particolarmente fortunata per il publisher transalpino, sono finiti a decorare i cestoni del tutto a quindici euro negli esselunga e nei mediauordi di tutta Italia.
Ora, Haze parla di questo corpo di soldati fantascienzi della Mantel che, tutti e gialli e neri come dei calabroni, si sparano in vena una droga potentissima chiamata per coerenza Nettare.
All'inizio sei su questo ascensore e la telecamera oscilla pericolosamente in mano a un cameraman ubriaco. I tuoi compagni sono già tutti su di giri, e si gasano a vicenza, ma hanno delle facce da coglione incredibili e la voce da bulli delle scuole medie. 

Sembrano tanti Beavis e Butthead con le tutine da Kamen Rider. Eh-eh. [...]

Ti assenti un attimo per vomitare il tuo apprezzamento per tutti quegli sballottamenti inutili dell'inquadratura, e quando torni la squadra sta raggiungendo il luogo della missione. Tutti urlano frasi alla giònuèin o insulti superflui come "porca di quella fottutissima troia" giusto per darsi un tono.
Tutto ripete questo tema degli esagoni, delle cellette dell'alveare. Stai vivendo una pubblicità bruttissima del miele ambrosoli.
Scendete nella giungla e il Nettare ti fa vedere i nemici luminosi come la torcia umana. Li ammazzi tutti da venti chilometri di distanza, mentre lo schermo continua a riempirsi di enormi riquadri con la scritta "Forse non sapevi che...", seguita da qualche minchiata inutile. Alla Mantel ci piace evidentemente la Settimana Enigmistica.
Terminate le Spigolature, arrivate sul luogo dello schianto del velivolo e ti dicono di ammazzare i ribelli. Tu prendi possesso di una mitragliatrice fissa e falci qualunque cosa si muova, anche un tuo compagno di squadra, e una scritta ti avverte che hai ucciso il sergente Sticazzi. Ma a te non te ne frega una cippa e continui a sparare a tutti che sei già alla quarta dose di Nettare e la testa ti va a mille e forse ce ne sta pure una quinta mo vediamo.
Cadono, in rapida successione, altri dieci ribelli e sei, forse anche sette tuoi compagni gialloneri. E vabbé. 

Tornate alla base (una portaerei intelligentemente trascinata sullo sterrato) e i bulli delle medie continuano a dire parolacce senza motivo e a spintonarsi e a fumare sigarette Linda senza filtro di nascosto nei bagni dopo l'ora di educazione fisica
Un dialogo incomprensibile e sei di nuovo sul campo, a caccia del capo dei ribelli, e il gioco ti avverte che tutti i poveri cristi che hai ammazzato nella missione precedente sono stati soppiantati dal caporale nomecognome, dal soldato semplice vattelopesca, dal fratello del compianto sergente Sticazzi. Dovrebbe servire a qualcosa.
A creare un legame tra te e, uh, quei tizi tutti uguali col casco giallo.
Ma te ne frega una fava, e con la prima granata ammazzi un po' di ribelli e tutte le nuove reclute in un colpo solo. E ciao.
A questo punto il capolavoro di Ubisoft e Free Radical ti riserva però una grande sorpresa. Uno snodo narrativo indubbiamente inatteso. Beh, se non l'avesse sgamato lo stesso publisher mesi prima dell'uscita per reclamizzare le grandi doti del suo epocale sparatutto.
Insomma, resoti conto che i tuoi compagni calabroni sono dei veri pezzi di merda immaturi, passi ai ribelli e prendi ad ammazzare i tuoi ex commilitoni al grido di "Così imparate a non farmi fare nemmeno un tiro, brutti cazzoni".
Ma se la trama è ridicola, i protagonisti sono stupidi e brutti, le armi hanno il feeling di una trota morta, quello che era atteso da molti come l'HaloKilLOL di Ubisoft ha in compenso anche tanti di quei bug da garantire almeno qualche grassa risata. A un certo punto dovevi risalire sul mezzo da sbarco, ma quando ti accosti al coso volante tu e i tuoi sparite. Resta il vuoto, per qualche meraviglioso secondo di imbarazzo cosmico, poi ricomparite tutti insieme appassionatamente a sette metri di distanza. Oh, per quindici carte c'è parecchia roba nominalmente comica che fa ridere molto meno.

Il momento dell'aneddoto sapido: tu il Nettare l'hai provato.
Maggio 2007, sotterranei del Louvre. Per dare uno schiaffo alla miseria e uno a Dan Brown, Ubisoft organizza i suoi UbiDays a un passo dalla Gioconda. Mentre conduci la tua solita ronda di basso livello tra postazioni di gioco assortite, scorgi un bancone presidiato da una tipica ragazza francese (leggi: bona) e da un tipico ragazzo francese (leggi: stupido coglione figlio di una gran bagascia). Chiedi un energy drink e ti danno questa lattina di Nectar, la droga del gioco.

Com'era? Dolciastro, caldo, pochissimo frizzante.
Ti è bastato un sorso per avere questo presentimento che Haze sarebbe venuto fuori una vera merda. 

2 commenti:

  1. GeneraleTavington25 aprile 2010 14:19

    LOL solo tu doc sai affrontare un gioco di merda in questo modo :), comunque poveri soldati vattelapesca e sergente sticazzi lol

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  2. Bellissima recensione, mi associo al graduato qui sopra.

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