domenica 28 febbraio 2010

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Senza vergogna, senza palle, senza futuro

Che l'editoria videoludica italiana non stia vivendo da anni un buon periodo, è cosa tristemente nota. Testate chiudono, gente viene mandata a casa, i numeri di molte realtà storiche si assottigliano. Nel contesto generale comunque grigio della stampa tout court, tante riviste di videogiochi annaspano. 
Questo non giustifica però, non la giustifica affatto, la quantità di porcherie senza vergogna cui si sta assistendo negli ultimi mesi. Giochi di merda il cui voto viene pompato oltre ogni soglia del ridicolo, per strappare una pacca sulla spalla e una pubblicità in più da un distributore. Giochi che, al contrario, vengono stroncati appellandosi a criteri subiettivi assolutamente peregrini, e avendo cura di strombazzare la cosa ai quattro venti pur di vendere una manciata di copie in più. Salvo poi tornare con indifferenza sui propri passi per mitigare le ire di un altro distributore, promettendo una seconda recensione dai toni diversi e dal giudizio più equilibrato. Sintomi di linee editoriali ormai curve, pagliacciate senza la minima traccia di testicular fortitude, atteggiamenti risibili di chi, in arrampicata libera sugli specchi, cerca di essere al contempo incendiario e pompiere. Ma, ed è la cosa più grave, segni di un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti del lettore. Preso per il naso con giustificazioni che anche il ragazzino più sprovveduto di oggi impiega tempo a zero a battezzare per quello che sono. Puttanate. Che bruciano non solo la poca credibilità rimasta a chi le usa per pasturare quel che resta del proprio stagno, ma l'intero settore. Si fa presto a definirsi giornalisti, professionisti, esperti. Si fa ancora prima a dimostrare la propria vera natura.

4 commenti:

  1. Ustia! Non ti ho mai visto così nero, doc! Con chi ce l'hai esattamente? Aspetta... ho capito :)

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  2. Ormai non leggo tutte le riviste che seguivo un tempo, però quando mi capita vedo cose effettivamente vergognose. E' ora che qualcuno cominci a dire qualcosa, e fossi in te, ale, avrei fatto anche nomi ed eventualmente numeri. Si fa quel che si può per restare a galla, d'accordo, ma prendere per il culo i lettori no...

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  3. io direi a tutti di darsi alla pornografia cartacea. Quella, anche se non sembra, tira ancora molto. Parola di un amico edicolante :D
    crj

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