Molto bizzarro, pure troppo (un picchiaduro manga alla Standa)

Devi trovare termini e immagini che esprimano il concetto di "picchiaduro": se hai scoperto il genere ai suoi albori, con Street Fighter II, risponderai "machismo", "stereotipi razziali esasperati", "violenza", "calci in faccia". Se sei partito da Mortal Kombat, "ancora più violenza", "fatality", "parrucconi". Se lo hai fatto con Tekken, tutti i precedenti più "famiglia disfunzionale" e "vecchio rompicoglioni".
Se invece, per una qualche ragione, il solo picchiaduro uno contro uno della tua vita fosse stato Jojo's Bizzarre Adventure per Dreamcast, l'unica definizione adatta sarebbe, uh, "ricchionesco".
Le tue frequentazioni del manga di Jojo sono talmente remote che riesci a ricordare solo di questi tipi con il polsi più snodati di quelli dei bozzetti anatomici di Burne Hogarth che avevano una sorta di spirito da combattimento
prêt-à-porter chiamato Standa. Come il supermercato di Berluscone.
Ora, nel gioco, ci sono questi personaggi della Standa (ora IperStanda) completamente fuori di testa. ANCHE per gli standard nippi. Tipo una danzatrice del ventre con le stelline sulle pere come nelle locandine dei pornazzi anni 80 che si porta dietro una testa mozzata da far roteare in direzione dei nemici versando litri di sangue per terra che forse ai nemici ci vuole far prendere l'epatite, ci vuole. Ecco, tipo questa. Oppure come uno che si chiama Dio Brando e quando all'ultimo incontro ti batte per un millimetro di barra energetica dopo che gli hai scagliato contro Cadillac rosa (!) e fili elettrici per un'ora non devi neanche inventarti una imprecazione lì sul momento che ti basta urlare il suo nome per risultare un minimo credibile. Ecco, tipo quest'altro. Oppure come il temibilissimo chihuahua da combattimento alto un cazzo e un barattolo che tutti gli attacchi lo lisciano e tu ti incazzi e che ha come Stand personale un altro cane ma molto più grosso di lui.
Il tutto impreziosito da una suggestiva grafica che predilige accostamenti cromatici e tinte molto metrosexual come porpora e violetto, fucsia e lilla, malva perlato ma tendente al martora e
rosa shocking. E a proposito di shock - pensi - chissà che botta di copertina allarmatissima ne avrebbe potuto tirare fuori Panorama ai tempi. Vedi le occasioni sprecate, alle volte.

Commenti

  1. a me quel gioco è piaciuto un casino. ma bisognava conoscere bene il manga

    RispondiElimina
  2. Ahahahahah, l'analisi è fantastica, bravo Doc!
    Il manga era iniziato bene, poi proprio della serie con la Standa era diventato sempre più una minchiata.
    Il picchiaduro non era malissimo, alla fine Capcom li sa fare direi, quindi...

    Dovresti provare l'action su PS2 basato sulla 5a serie del fumetto...

    RispondiElimina
  3. Doc, secondo me devi leggere il manga. Esteticamente è delirante come si vede nel videogioco (che è fedelissimo, soprattutto lo story mode) ma parecchio valido.
    E poi è un forno che trabocca di citazioni anni Ottanta, non può non piacere ai frequentatori di questo blog (per dire, l'estetica dei personaggi è presa dai cataloghi di moda e da stilisti pazzoidi come il Gautier che vestiva Madonna con le tette a razzo).

    RispondiElimina
  4. guarda,ad essere onesti, il fumetto è una figata colossale fino alla fine della 5a serie. C'è tutto quello che uno possa desiderare, gente fanatica/isterica/pagliaccissima, che non fa altro che darsi una valanga di schiaffi dalla mattina alla sera! E poi,che questa è la cosa moltopiùassaimeglio di tutte è che,io ho tutte le serie a fumetti e in più avevo pure il videogame per ps1!!!! SEMPER FIDELIS

    RispondiElimina

Posta un commento

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usarli. Metti la spunta a "Inviami notifiche"per essere avvertito via email di nuovi commenti. Info sulla Privacy