martedì 11 aprile 2017

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Marco, Rascal, Pollyanna, Flo, Tom Story, Lucy May e il resto della banda della sfiga (World Masterpiece Theater)

Questo post sul World Masterpiece Theather, la collana di 26 serie animate della Nippon Animation ispirata a classici della letteratura per infanzia che ha incluso, in oltre trent'anni, serie come Marco, Rascal, Anna dai Capelli Rossi, Flo la piccola Robinson, Sui monti con Annette e tante altre, l'avevi in cantiere da una vita. Quanto meno dal giorno del post sul Miyazaki pre-Studio Ghibli. Bene, eccoci. Piccoli bambini determinati, procioni creazionisti, storie di chiagnere e tanta, ma tanta sfiga, perché i romanzi per ragazzi una volta non erano storie di maghetti fortunelli, ma di poveri cristi presi a calci in faccia dalla vita, perché sì. Storie di cuore o senza cuore, o prese direttamente dal libro Cuore, ché si faceva prima [...] 
Il World Masterpiece Theater (titolo giapponese: Sekai Meisaku Gekijō) era di fatto un contenitore di Fuji TV che ha ospitato ogni domenica sera alle 7 e mezza, dal 1975 al 2009 - sia pure con una lunga pausa in mezzo - un anime realizzato da Nippon Animation e ispirato a un libro per l'infanzia occidentale. Tutto aveva avuto origine da altre operazioni simili precedenti alla nascita di Nippon Animation, soprattutto Heidi, co-prodotta dalla Zuiyo Eizo, compagnia da cui nascerà un anno dopo la Nippon Animation. E proprio nel '75 il nuovo studio inaugura il World Masterpiece Theater con la sua prima serie animata, cioè...  
Il fedele Patrash (1975)
In originale フランダースの犬, Furandāsu no inu, ovvero il Cane delle Fiandre, come il titolo del romanzo di Marie Louise Ramée scritto poco più di un secolo prima. Nello è un orfano, vive con il nonno nei pressi di Anversa e tira a campare vendendo il latte. Sogna di diventare un pittore come Rubens e adotta un cane, chiamandolo Patrash. Ma siccome bisogna dare l'esempio a tutta la banda di rEgazzini debosciati che verranno dopo di lui, a Nello gliene succedono di ogni. Un tasso di sfiga almeno di magnitudo 7 su una scala da zero a Remi. Per la cronaca, Remi e le sue avventure arriverà sulle TV giapponesi solo due anni dopo, nel '77, a opera di un'altra compagnia (Tokyo Movie Shinsha). Torniamo a Nello.
Gli crepa anche il nonno, al povero ragazzo, subisce i soprusi tipici del classismo ottocentesco (uguali a quelli di oggi, ma con più cravattini ridicoli), perde la casa, ma oh, gli rimane pur sempre il fedele Patrash. E infatti poi muoiono insieme, lui e il cane, assiderati in una chiesa in cui hanno trovato rifugio dalla neve. Per i fazzoletti, da quella parte. 
Marco (1976)
Il secondo capitolo del World Masterpiece Theater Nippon ha il cuore italiano. E con questa la pianti con i giochi di parole stupidi, promesso. Tratto da Dagli Appennini alle Ande, commovente racconto del libro "Cuore" di de Amicis, Marco (母をたずねて三千里, Haha o tazunete sanzen ri, Tremila miglia alla ricerca della mamma) vantava i layout di Hayao Miyazaki e la regia di Isao Takahata, i due signori che anni dopo avrebbero fondato lo Studio Ghibli. Magari ne avete sentito parlare. Ah, grazie a de Amicis, Marco non finisce in tragedia. La mamma addirittura guarisce e con Violetta ce n'è. 
Rascal, il mio amico orsetto (1977)
Arriva Rascal, l'amico mio, e lui non crede nell'evoluzionismo darwiniano. Pescato dal romanzo degli anni 60 "Un anno felice" (Rascal, A Memoir of a Better Era) di Sterling North. L'impatto in patria della serie Rascal (あらいぐまラスカル, Araiguma Rasukaru, Rascal il procione) fu tale che l'orsetto lavatore diventerà il simbolo della Nippon Animation. Ma, soprattutto, che oltre 1.500 procioni vennero importati nell'arcipelago nipponico da famiglie innamorate di quel dannato coso dei cartoni con la coda a strisce. Anni dopo, nel 2004, la progenie di quei procioni, tra esemplari fuggiti di casa e altri semplicemente abbandonati, avrà invaso l'intero paese, essendo presente in buona parte delle sue prefetture. Tipo la storia dei conigli in Australia, ma qui con più finta bontà da anime animalista. 
Peline Story (1978)
Nel '78 si continua a scantonare, con storie di rEgazzini che osano trovare alla fine la felicità, giovani drogati! Peline Story (ペリーヌ物語, Perīnu Monogatari, La storia di Perrine) è tratto da "In famiglia" di Hector Malot. Sì, lo stesso Malot che aveva regalato le peggiori sfighe del mondo al povero Remi in "Senza famiglia", un po' di anni prima. Tornando a Peline, chi se lo scorda il nonno imprenditore con la cataratta.
Anna dai capelli rossi (1979)
L'odio. No, cioè: l'ODIO. Mai potuta digerire Anna dai capelli rossi (赤毛のアン, Akage no An), trasposizione del romanzo omonimo autobiografico di Lucy Maud Montgomery. Con tutto il rispetto per Miyazaki-sensei e il suo futuro socio Takahata, presenti anche qui, che due maroni. 
Tom Story (1980)
Di tutt'altro spessore, ovviamente, per voialtri selvaggi cinquenni di inizio anni 80, le avventure a piedi scalzi dei parimenti indisciplinati Tom Sawyer e Huckleberry Finn in Tom Story - Le avventure di Tom Sawyer (トム・ソーヤーの冒険, Tomu Sōyā no Bōken), ispirata ai romanzi di Mark Twain. Con la sigla del Banco del Mutuo Soccorso, che a sentirla oggi sembra un brano dei Baustelle: 

Flo, la piccola Robinson (1981)
Tua madre torna a casa con l'album di figu di Flo, la piccola Robinson, convinta di farti cosa gradita. Tu lo frulli dal balcone, disgustato. Collezionare le figurine di Flo non era cosa socialmente accettabile per un maschio in prima elementare, diremo. Però il cartone lo guardavi. Bella forza, li guardavate TUTTI. Qualunque cosa vagamente giapponese passasse il conventetere. In mezzo, appunto, anche Flo, la piccola Robinson (家族ロビンソン漂流記 ふしぎな島のフローネ, Kazoku Robinson Hyōryūki Fushigi na Shima no Furōne, La famiglia svizzera Robinson: Flone dell'isola misteriosa), ispirato non al "Robinson Crusoe" di Daniel Defoe ma a un suo epigono formato famiglia, "Il Robinson svizzero" di Johann David Wyss. La serie debuttò in Italia nel 1982 su Rete 4 e venne ritrasmessa a metà anni 90 da Canale 5 con un altro titolo, L'isola della piccola Flo. Everybody on the dance Flo. 
Lucy May (1982)
南の虹のルーシー, Minami no Niji no Rūshī, cioè Lucy dell'arcobaleno del Sud. Che sembra tipo il nome di un guerriero postapocalittico rivale di Kenshiro, e invece è la storia - ispirata al romanzo "Southern Rainbow" di Phyllis Piddington - di una famiglia che va a vivere in Australia. Ovviamente, per il secondo postulato della legge di Georgie, questo significa affrontare sfighe di ogni tipo, tra lutti, alcolismo e quei dannati, ubiqui minion del demonio volgarmente noti come koala.  
Sui monti con Annette (1983)
Qui le ragioni del tuo odio erano molto più chiare e circostanziate. Al di là del tema di fondo, montanare alpine giulive abbonate a Sfiga Moderna, di Sui monti con Annette (アルプス物語 わたしのアンネット, Arupusu Monogatari Watashi no Annetto, Storia delle Alpi: la mia Annette), da "Tesori tra la neve" ("Treasures of the snow") di Patricia Saint John, ti stava sul pazzo più che la protagonista Annette - costretta da un padre affettuoso a occuparsi del fratellino Dany, dopo la morte della madre, lasciando la scuola - quel fracassamaroni di Dany, appunto, con quella vocina insopportabile che eri lì a fare un tifo da ultrà perché precipitasse UN'ALTRA VOLTA in un dirupo, per non riemergerne mai più. 
Le avventure della dolce Kati (1984)
牧場の少女カトリ (Makiba no Shōjo Katori, Katri la bambina del ranch), tratto da un romanzo dal titolo chiaramente inventato, "Paimen, piika ja emäntä", della finlandese Auni Nuolivaara. Non credi di averne mai visto manco mezza puntata. Strano, perché la storia di una bambina finlandese che diventa mandriana e abile tessitrice sembra tipo una roba che ti addormenti dopo molto meno di mezzo secondo. E ti risvegli sulle Alpi con Dany che ti urla nelle orecchie con quella sua vocina del cacchio.  
Lovely Sara (1985)
Lovely Sara (小公女セーラ, Shōkōjo Sēra, La principessa Sera), invece, te lo ricordi, anche se più che altro per la sigla. Da "La piccola principessa" di Frances Hodgson Burnett, la storia di una bambina ricca spedita in collegio da un padre ansioso di levarsela dai maroni. Lì viene accolta con bieco servilismo in quanto benestante, ma Sara s'incaponisce a frequentare la giovane servetta Becky e altri rEgazzini affetti da povertà, e per questo le capitano sfighe assortite. 
Pollyanna (1986)
Pollyanna (愛少女ポリアンナ物語, Ai Shōjo Porianna Monogatari, La storia di Pollyanna, ragazza dell'amore) lo guardava tuo fratello, tipo, e ne ricordi le varianti volgari e ricche di bestemmie della sigla che giravano in prima media. Dai romanzi di Eleanor Hodgman Porter, la storia di una rEgazzina che guarda con allegria alla vita, anche quando crepa chiunque la circondi, finisce paralizzata dopo esser stata messa sotto da una carrozza, eccetera eccetera. Perché Pollyanna pensava positivo, occhèi, ma i gatti neri nell'incrociarla si toccavano le balle.
Una per tutte, tutte per una (1987)
Una per tutte, tutte per una (愛の若草物語, Ai no Wakakusa Monogatari, La romantica storia delle piccole donne), per non confonderlo con l'altro anime ricavato dai romanzi della Alcott, il Piccolo Donne della Toei (1981, Se prendi un pesciolino nella rete, lascialo andare, eccetera). Nel 1993 arriverà il sequel, vedi sotto.
Piccolo Lord (1988)
Dalle piccole donne al Piccolo Lord (小公子セディ, Shōkōshi Sedi, Piccolo principe Cedie), ennesima trasposizione del romanzo di Frances Hodgson Burnett. 
Peter Pan (1989)
Un anno più tardi, si rivana ancor più nel cestone del classicone con Peter Pan (ピーターパンの冒険, Pītā Pan no Bōken, l'avventura di Peter Pan), ispirato a "Peter e Wendy" di James Matthew Barrie. Peter, con quel naso a triangolo isoscele da stagista del Trio Drombo, è stato uno dei primi anime Meisaku a finire sotto le forbici della censura italiana negli anni 90, leggi su uichipìdia, seguito a ruota da Una classe di monelli per Jo e Spicchi di cielo tra baffi di fumo.
Papà Gambalunga (1990)
Dal romanzo di Jean Webster arriva nel '90 il Papà Gambalunga (私のあしながおじさん, Watashi No Ashinaga Ojisan, le gambe lunghe del mio papà) di Nippon Animation. Il charadesign è di Shuichi Seki (Peline Story, Tom Story, Lucy May, ma anche Belle e Sebastien e Nel regno di Oz), che si è ispirato alle illustrazioni della stessa Webster che accompagnavano il suo libro.
Cantiamo insieme (1991)
Vi ricorda qualcosa, questo poster? Dovrebbe. Cantiamo insieme (トラップ一家物語, Torappu ikke monogatari, La storia della famiglia Trapp) è la versione WMT del romanzo "La famiglia Trapp", da cui era stato tratto anche il musical Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music) con Julie Andrews.
Le voci della savana (1992)
Altre serie anni 90 mai viste: Le voci della savana (大草原の小さな天使 ブッシュベイビー, Daisougen no Chiisana Tenshi Bush Baby, Bushbaby il piccolo angelo della prateria), da "La ragazza e il galagone" ("The Bushbabies") del canadese William Stevenson, sulla colonizzazione inglese del Kenya... 
Una classe di monelli per Jo (1993)
Una classe di monelli per Jo (若草物語ナンとジョー先生, Wakakusa Monogatari Nan to Jou Sensei, La piccola donna Nan e l'insegnante Jo), era il seguito di Tutte per una, una per tutte ispirato ai romanzi successivi di Louise May Alcott ("Piccoli Uomini" e "I ragazzi di Jo"). Ormai adulta, Jo ha sposato il professore Fritz Bhaer e trasformato la villa ereditata dalla zia in un collegio. E le sorelle? Se la passano benone. Meg deve assistere il marito malato di cuore, Beth è morta. Oh, già le era andata di culo con la scarlattina da piccola.  
Un oceano di avventure (1994)
Siamo agli sgoccioli dell'avventura  del World Masterpiece Theater, e si vede. Un oceano di avventure (七つの海のティコ, Nanatsu no umi no Tico, Tico dei sette mari) è infatti il primo Meisaku tratto da una storia originale anziché da un romanzo famoso. Nancy, orfana di madre, viaggia insieme al padre e alla sua amica orca Tico. Un crossover non ufficiale tra Free Willy e Tico Tico di Paco de Lucia, praticamente. 
Spicchi di cielo tra baffi di fumo (1995)
Ah, i titoli dei cartoni Mediaset a membro di akita, così 90s. In originale era ロミオの青い空, Romio no aoi sora, il cielo azzurro di Romeo, dal racconto "I fratelli neri", di un autore svizzero che in quanto tale non prendeva parte neanche a una barzelletta, Kurt Held, ma pubblicato come opera di sua moglie, Lisa Tetzner, per il piccolo inconveniente che Held era ebreo nella Germania nazista. Riproposta anni dopo in Italia con il titolo Il cielo azzurro di Romeo, la serie racconta di un traffico di piccoli spazzacamino tra la Svizzera e Milano. Tagli e censure della prima edizione sono elencati qui
Lassie (1996)
L'avventura del WMT si chiude nel '96 con due serie diverse. La prima è Meiken Lassie (名犬ラッシー), inedita in Italia, da "Torna a casa, Lassie" di Eric Mowbray Knight. La serie si rivelò a sorpresa un flop clamoroso in Giappone, venne troncata al 26° episodio e le si affiancò in fretta un altro progetto, nel settembre di quell'anno.  
Remy la bambina senza famiglia (1996)
Purtroppo anche la versione gender bender di Remi, Remy la bambina senza famiglia (家なき子レミ, Ie Naki Ko Remi, la bambina senza casa Remi) floppò reale male, raccattando consensi praticamente solo all'estero. Italia compresa, dove venne trasmessa anche con il titolo di Dolce piccola Remi. Tanto che, non sapendone NULLA, durante un viaggio in treno, a inizio anni Duemila, ti trovasti ad affrontare una surreale discussione con una tipa: sosteneva che il Remi dei cartoni fosse unA Remi. Hai rischiato di finire in analisi, tipo. 
Il cuore di Cosette (2007)
Ci vogliono due lustri perché Nippon Animation metta da parte coraggio e sponsor a sufficienza per riprovarci. Nel 2007 da "I Miserabili" di Hugo arriva Il cuore di Cosette (レ・ミゼラブル 少女コゼット, Re Mizeraburu shōjo Kozetto, I Miserabili: la giovane Cosette), con l'allegra storia della piccola schiava Cosette dalla capaabomba considerevole. 
Il lungo viaggio di Porfi (2008)
L'anno dopo è la volta della Grecia anni 50 de Il lungo viaggio di Porfi (ポルフィの長い旅, Porufi no nagai tabi), l'altrettanto felice storia di Porfirio Patagos, detto U Carcamagnu, e delle sue avventure in compagnia di terremoto, depressione, gente stronza, porfiria. 
Sorridi piccola Anna (2009)
Ma non si va lontano. Un altro nome dal passato glorioso e un altro stop, con il 26° e ultimo film del World Masterpiece Theater. Sorridi, piccola Anna (こんにちは アン, Konnichiwa Anne, Ciao, Anna) è il prequel di Anna dai capelli roZZi, tratto da un romanzo che ha solo un anno di vita, "Sorridi, piccola Anna dai capelli rossi" della canadese Budge Wilson. Un libro autorizzato dagli eredi di Lucy Maud Montgomery, cento anni dopo la pubblicazione del romanzo originale. 

Qualche anno prima, nel 2005, sei in giro per Tokyo a comprare cartoni animati da portare in TV e in edicola, con il tuo amico Nick Ryan Carrassi, cioè l'artefice di parte di quei titoli buffantasiosi mediasetti anni 90 di cui sopra. Avete appuntamento con la Nippon Animation nei loro uffici di Ginza. Uffici che però, nonostante il lusso del quartiere popolato solo da signore con duemila euro di firme minimo addosso, non sono fighi come quelli di molti altri studi che avete visto e che vedrete nei giorni a venire. Vi viene ad aprire un omino anziano, in un ufficio pieno di carte popolato da una densa cortina di fumo. La faccia di Rascal, il procione creazionista, è ovunque. Ovunque. Avverti come un brivido di paura, mentre si parla d'affari e inali almeno tre tre pacchetti di marlboro di fumo passivo.

75 commenti:

  1. Ok,è tempo di fare outing....Io metallaro incallito,amante di anime viulenti come Devilman,Hokuto no Ken e Tiger Mask...
    ADORO IL WORLD MASTERPIECE THEATER!!!!
    Ho visto tutte le serie,mi piacciono un sacco,me le riguardo ancora adesso e a 20-30 anni ho letto tutti i libri da cui sono state tratte.
    (a parte là sui monti con Anette,lei mi stava sulle balle,ho anche goduto quando si sfracellò il fratellino)

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  2. Scusa, sto leggendo ma mi fermo un attimo.
    La sigla di Tom Sawyer cantata dal BANCO DEL MUTUO SOCCORSO??!!!???
    Ho cercato su Wikipedia perchè non ci credevo.
    Cioè, ho cantato le loro canzoni per anni e non lo sapevo...
    E poi? Quali altri mostri del rock progressivo hanno fatto sigle dei cartoni? Non mi verrete a dire che, che so, Tavolazzi ha suonato Ufo Robot? Ridicolo... Aspè, è vero pure questo.

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    1. Le vecchie sigle avevano tutto un'altro spessore...
      Moreno, allacciaci le scarpe...

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  3. Porca puttanaccia...mi sono commosso solo a leggere i titoli...

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  4. Credevo di averne visti ben di più, la verità è che, pur bambina, li evitavo come la peste, troppa sfiga tutta assieme è deleteria.

    Il Danny di Annette lo odiavo anche io, persino mia madre (ogni tanto quel doppiatore - o magari doppiatrice? - torna in altri cartoni o film) tutte le volte drizza le orecchie ed esclama "oddio, ma è quel bambino fastidioso?".
    Invece Anna dai capelli rossi e Heidi le adoro ancora oggi, se passano in TV le riguardo volentieri :P

    P.S da PDF: la storia di Lovely Sara era ancora peggiore. Andava al college per bimbi ricchi in quanto sfondata di miliardi poi il padre apparentemente moriva o comunque non dava più notizie né soldi quindi, ovviamente, le tenutarie del bordel... ehm, del college si coalizzavano con le studentesse ricche per bullizzare la povera Sara e relegarla con le serve, trattandola però peggio XD
    Poi credo il papà tornasse e Sarah le uccidesse tutte, almeno spero.

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    1. Si Babol, ne hai viste di più. Non tutte le serie tratte dai romanzi appartenevano alla Nippon, molte erano fatte da altre case, per questo giustamente il Doc non le ha considerate

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    2. PDF del PDF: plp, il padre straricco mollava Sarah in collegio per seguire i propri affari in India (evviva l'Inghilterra colonizzatrice!). Solo che poi muore di malattia e i suoi averi spariscono. Ergo Sarah viene presa dalle brave signore del collegio e costretta a fare la schiava per mantenersi, nonché traslocata a dormire in soffitta con l'unica compagnia dei topi e della sua bambola bionda e falpalà (una cosa che Chucky le spiccia casa...). Poi però iniziano ad accadere strani "miracoli" in soccorso della ragazza e alla fine si palesa un vecchio amico e socio del padre di Sarah, pronto ad adottarla e a ricoprirla, di nuovo, di ricchezze. Segue finale edificante (e molto danaroso) :D

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  5. agorick-twitter11 aprile 2017 10:52

    dal 1984 vuoto assoluto fortunatamente,,grazie per la lagrimuccia da un vecchio generazione'70 ps: ma le avventure di Huck e Jim c'entrano con questo Tom Sawyer o no? grazie

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    1. Nope. Quello è Le avventure di Huckleberry Finn, cartone del '76 di un'altra casa di produzione e ricordato soprattutto per la bellissima sigla, citata un milione di volte qui sull'Antro. Tanto per cambiare, musica del maestro Tempera:

      https://youtu.be/27Nnu4wWdhU

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    2. agorick-twitter11 aprile 2017 11:27

      esatto..Mille avventure contro i caimani Nelle paludi tropicali Sabbie mobili che sbarrano la via.. grazie Doc

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    3. Chredo che di Huckberry ne esista un'altro Giapponese abbastanza recente:

      http://www.anime-planet.com/images/anime/screenshots/huckleberry-finn-monogatari-2837-1.jpg

      non so se fa parte di queste serie o di una produzione diversa

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    4. In Italia era "Il mio amico Huck", ed era degli anni '90.

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  6. a parte le produzioni più recenti -quelle che hanno affondato la serie, diciamo da Lassie in poi- le altre lo ho viste tutte e ora mi spiego anche perchè c'erano cartoni che mi mettevano non dico depressione ma per lo meno tristezza. Lovely Sara era l'unico cartone che mi faceva cambiare canale, per dire.

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  7. Il bello di molti di questi cartoni è l'accuratezza storica: oh, a me Ken che fa esplodere le capocce piace un casino, ma ho imparato di più di storia da Lady Oscar e dal Tulipano Nero che dai libri! :D

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  8. Le voci della Savana mi sa che l'ho visto soltanto io! Era molto bellino, livello di sfighe contenuto rispetto ad altri campioni del genere. Per un Oceano di avventure ero già grandicella, ma lo guardavo volentieri, anche quello fra una mareggiata e l'altro livello TRAGGEDIA non indifferente... spicchi di cielo fra baffi di fumo mi traumatizzò alquanto!

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  9. Fino a fine anni 80, viste quasi tutte.
    Menzioni speciali per:
    "Anna dai capelli rossi". Il mio cartone preferito e non mi spiego il perché. Mi facevano incavolare le sue scelte, la sua testa dura e la sua rinuncia alla felicità per mero orgoglio. Però non potevo fare a meno di guardare questo anime ogni volta che veniva trasmesso.
    "Rascal" invece mi ha fatto scoprire l'allegro sentimento dell'odio. Avrei voluto sterminare tutti i procioni della Terra e universi limitrofi. Insopportabile.
    Poi però è arrivato "Annette" e tutto l'odio che avevo riservato ai procioni, si è riversato sul fratellino di Annette. Mi sentivo una persona brutta, ma ora sto meglio, ora che vedo che anche altri desideravano che il burrone accogliesse Danny in modo definitivo per non sentire più quella voce I N S O P P O R T A B I L E.
    E comunque, nonostante questo mare di sfighe, quando ripenso a questi anime mi si attiva la modalità "anziana" e mi parte un nostalgico "I cartoni di una volta erano meglio".

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    1. Purtroppo i burroni erano quasi tutti occupati da pegasus e non sono riusciti a finire il lavoro.

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    2. Ahahhahaha! Ciao Riccardo, volevo solo dirti che hai vinto. XD

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  10. Ci manca solo il prelievo forzoso di Amato e con le disgrazie siamo a posto .Mai sopportati!!!

    Doc una domanda, secondo te chi era il più sfigato di tutti questi dannati?
    E adesso scusatemi ma vado a toccarmi le balle, con un pezzo di ferro nell' altra mano e un paio di cornetti antisfiga a tracolla.

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    1. remi uber alles..... credo sia il personaggio più sfigato della storia degli anime.... in una gara tra di loro arriverebbe secondo per quanto è sfigato....

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    2. Remi su tutti, per fortuna poi cresce e diventa un X-Man :D

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    3. Anche per me Remi !! Per la sua vita privata valeva la massima tacitiana :fanno un deserto e la chiamano pace !!

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    4. Alla fine penso Patrach, quello che stira con il cane e tutto...
      Alla fine Remi si salva e vive povero per strada tutto felice e disegnato da quello di Genni la tennista...

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    5. Direi Patrash, visto come finisce. Remi se la gioca, ma non facendo parte di questa serie è un po' fuori gara. E comunque, pur dopo tutte le sfighe, come si diceva, Remi finisce benino.

      Ma davvero nel cartone animato Remi resta per strada (non ho mai avuto il coraggio di seguirlo tutto, lo confesso)? Perché nel romanzo il finale è del tutto diverso (e molto positivo)... ^^;

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  11. Io adoro le serie World Masterpiece Theater ora come allora (laddove l'"allora" equivale a una trentina d'anni fa), anche se il character design di alcune mi ha fatto sempre storcere il naso: vedi Perrine Story e le fronti gigantesche di Lucy May e della Piccola Flo. Il romanzo da cui è tratta la storia di quest'ultima, poi, è un malloppone educativo che propone una morale obsoleta già ai tempi della pubblicazione (ed infatti era la lettura consigliata da genitori e insegnanti dell'epoca). Flo non esiste nemmeno, per dire, solo una nidiata di maschi che comandano la madre a bacchetta. Madre che si tormenta per mezzo capitolo sulla necessità di compiere un peccato grave di fronte a Dio e ai propri congiunti come indossare un paio di pantaloni per uscire viva dal naufragio della nave, per dire.
    Tornando al charadesign, rimasi delusissima nel vedere che ne "I Miserabili" avevano tentato di svecchiare la serie disegnando i bambini e i personaggi femminili con uno stile fintamente moderno che cozzava orribilmente con resto. Come rovinare una bella storia.
    Ricordo che avevo un debole per la "Dolce Katy" e la descrizione della vita quotidiana nella campagna finlandese. Quanto ad Annette, mi sono sempre stupita della bravira degli sceneggiatori nel crearla così isterica. ^_^

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  12. Io la "dolce dolce dolce katy, con i bei capelli biondi e due occhi assai profondi(??)" o almeno cosi mi ricordo parte della melensissima sigla l'ho visto, anche se davvero non lo ricordo.
    Andava sicuro su mediaset dato che la sigla di cui sopra era della D'Avena...gli altri contenitori di disgrazie varie ed eventuali li ho visti tutti, ci sommerei anche alcuni fuori rosa tipo Charlotte o Candy, per non parlare di Bun Bun il cagnolino sfighino, per chiudere il quadro delle disgraziate/disgraziati anche animali...che bella infanzia :D :D

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  13. Dunque: quelle "moderne" non le ho proprio viste, mentre di quelle tipicamente '80 riuscivo a vederne solo alcune puntate, perché soffrivo e soffro tutt'ora, della "sindrome da Miss Minci" (appunto!) per la quale le spropositate vessazioni subite dal/dalla disgraziato/a di turno mi risultano altamente insopportabili, tipo che volevo entrare in tv a spaccargli la faccia :P

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  14. A parte l'orchiclastia che mi hanno fatto venire tutte le serie del WMT, ma volevo dire una cosa a proposito di Rascal. Rascal è una serie che è rouscita a trasformare in carino e puccioso un animale noto per essere veicolo di rabba negli stati uniti, pericoloso e mordace. Fortunatamente il buon ome dei procioni è stato riscattato negli ultimi anni a livello mondiale dal più badassico di loro : Rocket Racoon

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  15. Concentrato di sfighe e disgrazie a tonnellate..
    La sigla suonata dal Banco proprio non lo sapevo!
    Che cosa spettacolare

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  16. Peter Pan rullava, aveva tutta la seconda parte dell'anime completamente inventata rispetto ai libri di Berrie con Peter e i bambini perduti che combattevano la strega darkness e il suo "Nulla che avanzava".
    C'era una puntata in particolare dove Peter e Wendy si arrampicavano su un gigante (vagamente somigliante a quelli di Shingeki no kyojin, adesso che ci penso) e sulla testa ci trovavano un bosco.
    A distanza di anni, non so perchè, trovo stà cosa inquietantissima.

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  17. Concordo: a mio parere il fratellino di Annette e quello di Mila (stessa odiosissima voce) avrebbero dovuto trovare la giusta fine per mano di uno Xenomorfo o di Carnage.
    Giustizia!

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    1. Mi hai appena svelato perché nella mia mente ho sempre associato i due fratellini rompiglioni, e perché li ho sempre odiati entrambi di tutto cuore! Era lo stesso doppiatore?! O_O

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  18. Un vero peccato che col tempo questa serie di anime è andata a perdersi; era un modo per avvicinarsi alla letteratura con opere che non fossero d'avventura e fantasy (per anni ho sempre erroneamente pensato che anche i vari Libri della Giungla, i 3 moschettieri, Robin Hood,eccc facessero parte della serie).

    Anna l'ho sempre vista tutta. I disegni di Takahata sono meravigliosi ed ancora oggi la cura dei dettagli e dell'ambiente dà le pizze a tanti lavori odierni. E lei tuttosommato era simpatica nel suo essere un pò strana.

    Condivido invece l'odio per Annette. A parte il fratello, ma il modo in cui lei si comporta con Julien dopo l'incidente quando il poveraccio fa di tutto per farsi perdonare è da prenderla a calci.

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  19. peter pan era un cartone meraviglioso. specialmente la parte finale con pennino che costruiva robot steampunk.

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  20. Le voci della savana è davvero un bel cartone animato. Lo ricordo con stupore. Proverei a rivederlo...

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  21. ...mi viene una gran malinconia a ripensare a me che vedevo Peline o Tom Sawyer insieme a mia nonna, in quei pomeriggi autunnali dei primi anni 80... mentre si faceva merenda con pane, burro e marmellata...
    e visto che ci sono: ebbene sì, io amo follemente la serie di Anna dai Capelli Rossi... forse perchè sono sempre stato un giovane Gilbert Blythe duedipicchizzato per anni?

    ...ma chi la dura la vince!

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  22. Wow, sentimenti contrastanti... Heidi assoluto capolavoro, godibilissimo tuttora; Peter Pan veramente veramente bello; sigle bellissime quali Peline Story, Cantiamo insieme, Tom Story, Piccolo Lord, Pollyanna, una per tutte tutte per una. Altre puntano sul fattore nostalgia, ascoltate sui 33giri delle mie sorelle. I cartoni li trovavo un po' pesanti, perfetti per quelle mattinate in cui non si andava a scuola per la febbre. Tanti ricordi

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  23. Ed eccoci in contatto con la "bambina" che è in noi!

    Non ero particolarmente legato a queste serie, che più o meno ho visto quando proprio non trovavo gente che si mazzuolava con robottoni o la qualunque.

    Ricordo però con affetto la Sara di Lovely Sara.

    Non so bene perché, ma tra tutte quelle citate era l'unica che mi faceva tenerezza davvero e che speravo finisse bene.

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  24. Quanti ricordi, Doc...pero' scusa ma non posso fare a meno di fare le corna e toccarmi las pelotas...

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  25. Mi hai fatto ricordare due cose:
    Tutte le volte che sono in montagna al Sestriere e mi faccio la passeggiata a Monterotta ripeto a mia moglie: "sembra là Sui Monti con Annette".
    Nella quarta di copertina di Death Sweeper c'è una striscia dedicata a Pollyanna che fa morire dal ridere.

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  26. E comunque questa roba dava e da' letteralmente LA BIRRA a qualunque cartone di oggi su Cartoonito, Yo Yo , Boing, Rai Gulp e compagnia danzante, dove e' tutto INNOCUO E NON ACCADE MAI NULLA DI MALE.
    Qui, anche senza ragazzini alle prese con allenamenti e sport infernali o robottoni per salvare il mondo da mostri alieni, ti veniva insegnato che prima o poi, nella vita ti tocca la tua dose di spheege. E quando arriva quel momento, e te ne capita una dietro l'altra e l'esistenza inizia a smannaiarti sul coolo sono DOLORI. E a volte si puo' solo resistere e pazientare. E non mollare.
    Forse e' per questo che siamo cresciuti tutti con pendagli d'acciaio.
    Ma una puntata di Paw Patrol dovr la squadra si scioglie, Adventure Bay viene travolta da uno tsunami e tornano tutti per salvarla (e ci schiatta pure qualcuno)? Un po' d'immaginazione, dai!! Basta poco, checcevo'!!

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    1. L'idea dello tsunami l'hanno scartata perchè pareva brutto che Ryder perdesse tempo a preparare presentazioni di power point per informare i cuccioli della situazione mentre tutto intorno la gente moriva travolta dalla furia degli elementi... :D

      (e la parte power point è obbligatoria in ogni puntata in quanto momento "fomentante" atteso con trepidazione da tutti i bimbi: l'equivalente delle trasformazioni dei Valkyrie, la vestizione di Pegasus o la maglietta di Ken che si strappa... Tristizia!)

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  27. Scrivo con una mano perchè con l'altra ho dato il via a riti scaramantici.

    Ricordo a tutti che se anche il fratello di Annette fosse cascato in un dirupo non si sarebbe fatto niente perchè sul fondo del dirupo c'è sembra una nota personacina che ci vive fissa da decenni.

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  28. Quando vedevo questi cartoni mio papà mi diceva: "Ma sono sempre così tristi e drammatici questi cartoni giapponesi? Guarda qualche bel cartone occidentale ogni tanto... Anzi, perchè non ti leggi un grande classico?"

    Tipo un romanzo di Hector Malot, per esempio?

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  29. Bellissimo post, ironico ma approfondito come sempre.

    Mi allineo innanzitutto al commento sopra di Redferne.
    Non liquidiamo queste serie come sagre della jella, sono estremamente formative, pedagogicamente raffinate. Indirizzate ai piccoli giapponesi (e solo incidentalmente anche ai mercati occidentali) per ragioni complesse, storico-culturali ben più che solo commerciali.

    Aggiungo alcune cose non da pdf (credo) ma da amante della letteratura di formazione e delle interpretazioni spesso eccelse che ne hanno dato gli studi d'animazione giapponesi e alcune squadre artistiche in particolare:
    - la più bella del genere, benché ufficialmente fuori dalla lista del Meisaku, è Remì di Dezaki (TMS 1978), per qualità grafica, regia, direzione artistica e narrazione
    -la seconda è Heidi, anch'essa fuori dal Meisaku (lo precede)
    - la terza è, come Heidi, di Takahata: Marco; capolavoro di scrittura, scene e sensibilità; consiglio di guardare la PRIMA scena del primo episodio per capire tutto il genio di Takahata (ho analizzato questa scena in una cosetta che nel complesso conta 1200 pagine ed esce più in là)
    - la quarta più bella è ancora di Takahata e, se il me stesso bambino e il Doc bambino non la apprezzammo molto, oggi Doc ti invito con affetto sincero a darle una possibilità e rivederla, ma in giapponese. Per cominciare, il doppiaggio e adattamento italiani sono sì molto buoni, ma scompaiono rispetto alle magnifiche voci originali, in particolare Anne, Marilla e Matthew; la storia di Anne di Avonlea è eccellente e le scelte di Anne sono sofferte e mature; l'ambientazione e la pasta visiva generale sono sontuose rispetto all'anno di produzione e al budget (ci lavorò il gotha dell'animazione di studio di allora); vi commuoverete tantissimo nelle ultime quattro puntate; per te che sei uomo di forti sentimenti, Doc, sarà un'esperienza incredibile rivedere questo romanzo animato da adulto.

    Consiglio un libro di Mario A. Rumor su Isao Takahata che approfondisce in modo molto bello l'opera omnia di Takahata (anche se la sua scrittura è a volte un poco involuta). È edito da Cartoon Club.

    Ciao,
    Marco

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    1. un poco involuta? Si dice che perfino la buonanima di Umberto Eco avesse qualche difficoltà nel comprendere gl articoli di Rumor;-)

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  30. darei qualsiasi cosa per essere nello scompartimento della tua discussione sul sesso di Remi

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  31. Mi chiamo Marco proprio per il Marco che scalcagnò dagli Appennini alle Ande. 'nuff said.

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  32. Post listonigiordano sono sempre il top!
    detto questo, maggior parte non li ho mai visti, ma in comune condividiamo, come buona parte dell'universo maschile a me conosciuto, ma non solo, l'odio per anna dai capelli rossi!

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  33. Bella lista, e quanti cartoni che non ricordavo.

    Povera Anna dai capelli rossi, mi ricordo che una volta era molto afflitta perché nel preparare una torta aveva usato per errore del ricostituente. Per fortuna non ci aveva messo dell'olio di ricino...

    Dany era un dilettante. Alla sua età Seiya veniva frullato in un burrone da Marin ogni mattina prima di colazione, tanto per allenamento.

    Peccato che la collana si sia interrotta, oggi guarderei volentieri una serie sul "Signore delle mosche"...

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  34. Il karma mi dice che la piccola PiKi adorerà Anna.
    Detto ciò, non sapevo che gran parte delle serie grattugiamaroni condividessero lo stesso ombrello WMT. Non si finisce mai di imparare.
    Certo è però che il filone è ampio e variegato anche al di fuori. A quando un bel postone omnibus aui cartoni sfighè, Ale? Magari avverti qualche giorno prima di postarlo, così preparo vasca da bagno e lamette.

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  35. Scrivo tardi perchè smetto di ridere adesso.
    Volevo dire una cosa... ma non c'era anche la trasposizione animata di Mary e il Giardino Segreto?
    Mary forse non aveva tutte le sfighe di questi quà, ma era tratta anche essa da un romanzo narrativo tipo inglese?

    Però aspetta... mi sa che non era un World Masterpiece Theater, lo produsse NHK, Doc che ne pensi?

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    1. Errata: sì, il Diardino Segreto era di produzione differente

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    2. Aveva tutte le sfighe di questi qua perchè anche lei è la protagonista di un romanzo scritto da Frances Hodgson Burnett,già autrice de Il Piccolo Lord e Lovely Sara.

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    3. Occhio a come ne parlate, ché "Il giardino segreto" è forse il mio romanzo preferito! Non vorrei essere costretta a sfidarvi a duello... è_é

      (In realtà, se si esclude il fatto di restare orfana causa colera in India - aridanghète! -, a Mary non capitano poi chissà quali sfighe dopo, eh! ^^; )

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  36. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Le mie memorie si fermano al Tutti insieme appassionatamente del '91.

      Negli anni ottanta avevo un solo televisore in casa.
      Ed una sorella. Femmina per di più.
      Quindi per poter vedere in pace la mia dose giornaliera di robottoni trasformabili spaccatutto e cartoni con la violenza nei pugni, mi toccava sciropparmi anche quelli che piacevano a lei (e a mamma, diciamolo, che ogni tanto ancora la becco a canticchiare Pollyanna, la vecchia!).
      Aggiungi all'elenco dosi massicce di estrogeni e sfiga dei vari Candy Candy, Georgie, Bun Bun, Charlotte e compagnia bella, e 1) sorprenditi che sia qui a raccontarlo, 2) capisci perché li conosco tutti a menadito.

      L'unico che guardavo un po' più volentieri era la famiglia Robinson (quell'altra), ma solo perché il papà ci insegnava a fare i sandali di caucciù, a costruire palafitte e a progettare imbarcazioni fatte di peli di noce di cocco intrecciati come neanche MacGyver.

      Poi nel '91 io inizio le superiori, lei le medie e, forse, sono salvo.

      Sarà solo poco più di un lustro più tardi, con l'arrivo della seconda sorella (classe '93), che si ricomincerà a subire anime molesti (leggi Sailor Moon, Pokémon, Hamtaro et similia), magari con tasso di sfiga più basso, ma altrettanti estrogeni e dosi preoccupanti di bimbominkiaggine.

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  37. Ma come si fa a non amare quella piccola rompicojoni cocciuta e pure fi*a di legno di Anna... :D

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  38. Doc, chiedo ufficialmente a nome di tutta la deboscia, il riassuntone di almeno il pilota della serie che Netflix sta per partorire tratta da "Pel di carota"

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    1. Sei sicuro che non sia Anna dai capelli rossi?

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  39. Doc, ma il tuo amico Carrassi come giustificava i titoli osceni degli adattamenti italiani? (e, già che ci siamo, come giustificava alcune censure francamente incomprensibili?)

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  40. Michele Faraci12 aprile 2017 07:35

    La carrellata di ansie e sfighe più disastrosa di sempre. Complimenti, doc, ottimo resoconto... Me li ricordavo quasi tutti!

    La canzone dei Baustelle mi ha ucciso! AHAHAHAH

    Ciao!

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  41. Bell' articolo, Doc. Anche se dissento su Anna dai Capelli Rossi: ho amato il libro, e i suoi seguiti (almeno i primi due) sono teneri, spassosi e nemmeno così irti di sfighe. Consiglio il recupero anche ai maschi adulti più cinici ;)
    Io l'ODIO maiuscolo l'avevo per Lovely Sara. Insegna più cose sulla crudeltà umana questa serie che un documentario su Auschwitz e 10.000 stagioni di Game of Thrones. Non è solo triste: è il triste del triste, ma quel triste che ti fa incazzare e ti fa venir
    voglia di entrare nello schermo e spaccare la faccia a a miss Minci e ai suoi tirapiedi.
    Tornando all'articolo, mancano alcuni titoli tipo Mary e il Giardino dei Misteri (da Il Giardino Segreto), La Piccola Nell (da La Bottega dell'Antiquario di Dickens), o D'Artagnan e i Moschettieri del Re, ma stiamo parlando di un genere tanto bello quanto prolifico, quindi sarebbero certo serviti più post ;)
    Comunque, credo che l'ultimissimo World Masterpiece sia stato Emily della Luna Nuova, sempre dall'autrice di Anna.

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    1. Nope. Le serie WMT sono ufficialmente solo le 26 elencate.

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    2. Sì, perché vengono considerate "ufficialmente" WMT solo quelle prodotte da Nippon Animation. Ma ai "profani" viene spontaneo nominare così l'intero genere degli anime tratti da libri occidentali, a prescindere dalla casa di produzione.

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    3. Sì, ma così ce ne sono almeno cinquanta. Non era di quello che si parlava nel post :)
      L'ultima del WMT è stata, appunto, Sorridi piccola Anna.

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  42. durante una puntata di peline credo di aver avuto il mio primo attacco di panico.

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  43. Che dire... qua andiamo direttamente nel midollo più profondo della mia formazione... :°-)
    E non solo perché di questi anime tanti ne ho visti, da bambina, ma anche e soprattutto perché i miei genitori, ritrovandosi per figlia una bibliovora indefessa, hanno ben pensato di foraggiarmi per anni con tutta una caterva di "classici per l'infanzia" più o meno famosi (spesso purtroppo in edizioni riadattate).
    Indi per cui, molte di queste storie non solo le ho viste in tv, ma le ho pure lette e rilette voracemente per tanti e tanti anni. Va da sé che io adoro il World Masterpiece Theater...
    Scusa, ma qua ci sta il commento fiume ^^;

    - (Fuori concorso) Heidi. Devo essere una dei pochi che non ama molto questo cartone animato, c'è qualcosa nel charades della protagonista che mi ha sempre urtato. Di contro, il libro me lo sono "bevuto" avidamente. Ed è merito suo se ho imparato a fare le divisioni in colonna a scheggia, a scuola. Storia lunga... XD
    - Marco, dagli Appennini alle Ande. Ho un ricordo molto vago dell'anime, devo averne viste poche puntate (in compenso credo giri ancora per casa un albo da colorare di questo cartone risalente agli anni '70 XD). Il racconto omonimo l'ho letto di certo, perché ho letto il libro "Cuore" per intero almeno una volta. Ma a ogni rilettura successiva (sì, ho riletto "Cuore". Anzi, meditavo di rifarlo a breve... ^^; ) ho saltato i racconti mensili perché... c'è un limite pure alla sfiga che si può leggere... °_°
    - Rascal. Il cartone lo guardavo con moderato entusiasmo, ma almeno trovavo il procione assai grazioso (anche ora, è un animale che tendo a non criminalizzare, anche se so che non è proprio tranquillo). Ma il più grande fan della serie è sempre stato mio padre XD La cosa dell'invasione procionica del Giappone causa Rascal però non la sapevo. LOL!
    - Peline Story. Anime visto tutto in compagnia dei nonni. Tuttora la sua sigla è una delle poche che mi dà brividi lungo la schiena, pelle d'oca e commozione :°-) Il libro ce l'ho in doppia versione: romanzo "liscio" e romanzo adattato con le immagini del cartone animato. Indovinate quale ho letto di più... :D
    - Anna dai capelli rossi. Visto e rivisto l'anime, non capisco come si possa trovare antipatica la protagonista. Per me il suo carattere strampalato, cocciuto e imperfetto era proprio ciò che la rendeva umana, molto diversa dalle "santarelline" di tanta letteratura edificante. E vogliamo parlare della magnificenza dei paesaggi? *_* Il romanzo lo presi in prestito da un'amica di mia madre e poi, da adulta, me lo sono comprato in edizione integrale e riletto. Secondo me è splendido tuttora, e pure scritto in uno stile assai gradevole. Prendete e leggete, invece che fare i preziosi su Anna! :P
    - Tom Sawyer. Visto spesso l'anime (grandiosa questa cosa della sigla), ma ammetto di aver frequentato di più il libro, che ho letto tante volte. Purtroppo non era un'edizione integrale. Quella me la sono procurata recentemente, con la traduzione "sgrammaticata" fedele alla versione originale. Devo rileggermi pure quello! :D
    (Parentesi Huckelberry Finn: visto il cartone, non mi faceva impazzire, ma bellino. Il libro lo presi in prestito dalla biblioteca scolastica in edizione ridotta, e già così mi risultò noioso a morte! Urgh!)
    - Flo, la piccola Robinson. Il cartone animato mi è sempre piaciuto moltissimo! Ma ero già ben consapevole di quanto fosse diverso dal libro, che mi fu regalato da una prozia alla comunione: regalo riuscitissimo, visto che da allora in poi credo di averlo riletto quelle 15-16 volte... XD E' vero che straripava religione-e-bacchettonismo da ogni poro, ma nella mia edizione adattata era più il divertimento per il lato avventuroso e per tutti gli animali e le imprese descritte. Alle elementari ho rischiato di prenderle dai ragazzini più grandi quando ho spiegato che nella storia "vera" Flo non esisteva e la famiglia aveva 4 figli maschi... -_-

    ( segue )

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  44. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  45. - Lucy May. Sempre piaciuto il cartone animato, sempre piaciuta tanto la sigla (uò uò uò uò-ò). Temo il libro non sia mai stato tradotto qua :-\
    - Là sui monti con Annette. Avete già detto tutto voi: odiosa lei, da ammazzare il fratellino, per fortuna non mi è mai toccato leggerne la storia :P Purtroppo, mio padre "tifava" per questo anime, da amante delle montagne, perciò l'ho comunque visto e rivisto. Che fatica!
    - Dolce Katy. Mai coperto, credo, in nessuna forma. Però so la sigla a memoria perché sta dentro a Fivelandia 3 XD
    - Lovely Sarah. Non mi dilungo perché ho già detto più su. Il cartone non mi faceva impazzire perché, come hanno già fatto notare, Sarah era talmente bistrattata da far salire il crimine. Il romanzo (sempre in edizione ridotta) invece l'ho letto diverse volte, con gusto. Forse l'avevano un po' alleggerito ^^;
    - Pollyanna. Non il mio WMT prediletto, gli ho sempre preferito il film della Disney. I romanzi (sono 2 quelli ufficiali) invece mi piacquero tantissimo! Sì, sono piuttosto tollerante coi personaggi stucchevoli, lo so XD
    - Una per tutte, tutte per una + Una classe di monelli per Jo (sennò non finiamo più XD). Come ho già avuto modo di dire, le "mie" Piccole donne" anime sono quelle della Toei. Quelle Nippon avevano un bellissimo charades, comunque, e ho visto volentieri pure questa versione. Il romanzo... vabbè, è "Piccole donne", che gli dici? L'ho avuto da subito in edizione integrale, e ammetto un po' di difficoltà iniziale prima di apprezzarlo, ma poi fu sodalizio. Anche se i miei preferiti della serie sono sempre stati "Piccoli uomini" (altro libro letto quella ventina di volte!) e "I ragazzi di Jo". Il che ha fatto sì che "Una classe di monelli per Jo" diventasse uno dei pochi anime seriali visti "da grande" ma comunque amato moltissimo (è ben realizzato!). Ho provato a rileggere "Piccoli uomini" anche di recente, nella nuova traduzione, ma non mi è piaciuta quanto quella della mia infanzia :-\
    - Piccolo Lord. Ho sempre trovato il libro noioso a morte, e mi sono sempre rifiutata di vederne ogni trasposizione, che fosse cartone o film °_°
    - Peter Pan. Non solo ho letto "Peter e Wendy", ma pure "Peter Pan nei giardini di Kensington". In edizione integrale. Du' pelotas così! O_O Il charades del cartone non mi faceva impazzire, ma ammetto di aver trovato l'anime molto divertente e coinvolgente (anche se lo vedevo più che altro perché piaceva a mia sorella)
    - Papà Gambalunga. Libro preso in prestito sempre da quella famosa amica di mamma... Romanzo epistolare assolutamente retrò, ma con un suo perché. Il cartone mi è sempre piaciuto molto, a partire dai disegni, anche se a rifletterci ora il nocciolo della storia è un bel po' weird °_°
    - Cantiamo insieme. Ho visto il film varie volte, e l'anime perché lo vedeva mia sorella, ma non mi è mai piaciuto tantissimo, come stile...

    Tutto il resto l'ho bypassato, per raggiunti limiti di età, credo (ho smesso di vedere gli anime di Mediaset quando censure e adattamenti diventarono troppo pesanti. A tal proposito, dai pure un "gnocco" in testa a Carrassi da parte mia, appena lo vedi :P). Di tutto quello che mi sono persa, l'unico che un po' mi ispira è "Il cielo azzurro di Romeo". Chissà...

    Scusa l'invasione del blog, Doc. Ma non puoi tirarmi fuori il World Masterpiece Theater e sperare di passarla liscia. Sono cose del cuore, queste! :°)

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  46. Mi è venuta una tristezza incredibile. E quasi quasi mi cerco in qualche modo gli anime trasmessi dopo il 1990, anno in cui praticamente abbandonai i cartoni animati (a causa soprattutto delle rotture di coglioni di fratelli maggiori e genitori). Peccato non si traducano più molte serie.

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  47. Mio padre non voleva che vedessi questi cartoni. Diceva: "I bambini dovrebbero divertirsi, non angosciarsi con drammi esistenziali tramutante in telenovela animate".
    Io semplicemente mi rompevo a vederli... Per un periodo tra Rai e Mediaset c'era solo l'angoscia animata!

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