lunedì 23 gennaio 2017

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Your Name, la recensione senza spoiler

Your Name Makoto Shinkai poster recensione
Arriva oggi nei cinema italiani, per una tre giorni che si chiuderà mercoledì, Your Name (Kimi no Na wa), l'ultimo film di Makoto Shinkai. Campionissimo al botteghino in Giappone - secondo anime nella classifica di tutti i tempi, subito dopo La Città Incantata di Miyazaki, e quarto film in assoluto - Your Name è anche l'anime che finora ha incassato di più sul pianeta Terra. Una consacrazione per un regista che in tanti - te compreso - accreditavano come il vero erede proprio di Hayao Miyazaki. Ma il film, che grazie all'ufficio stampa di Nexo Digital hai potuto vedere in anteprima, com'è? Di cosa parla? E perché è piaciuto tanto in patria? [...]

Taki è uno studente di Tokyo, che lavora come cameriere in un ristorante italiano. Mitsuha è anche lei una liceale, ma vive in un piccolo paese rurale nella regione di Hida, insieme alla sorella e alla nonna. Al passaggio di una cometa, Taki si risveglia improvvisamente nel corpo di Mitsuha, e viceversa. Questo scambio, innescato dal sonno, si ripete più volte, tanto che l'uno si ritrova a vivere a intervalli irregolari la vita dell'altra, lasciando degli appunti su quello che ha fatto. Una premessa da commedia degli equivoci tipica di decine di manga, che da principio poco sembra legare con la cinematografia di Shinkai. Ma basta un attimo per mettere a fuoco il quadro e comprendere che Your Name non è solo il film più riuscito e rotondo del regista giapponese classe '73, ma anche la summa di tutti gli elementi tipici delle sue storie.
C'è la distanza non solo fisica tra il mondo di Taki e quello di Mitsuha, come in Viaggio verso Agartha; c'è l'ostinazione dei protagonisti nel cercare l'oggetto del proprio amore e di affrontare a testa bassa gli ostacoli che impediscono loro di farlo, come in 5 cm per second; c'è la distanza comunicativa che si fa beffe della tecnologia invasiva odierna, come nel tristissimo Voices of a Distant Star; c'è, come ne Il Giardino delle Parole (bel nome per un ristorante, no?), l'iper-realismo delle ambientazioni, 

(vedi questo video realizzato dall'amico Tommaso)
fotografie perfette non solo dell'amata Shinjuku e del solito NTT Docomo Yoyogi Building, ma di decine di altre location in giro per la città e nella prefettura di Gifu. 
E poi c'è anche il resto. Perché Your Name non è solo una storia d'amore di quelle che incatenano fino ai titoli di coda gli spettatori ancora muniti di un minimo sindacale di spirito romantico, di quelle in cui i protagonisti si incaponiscono così tanto per affrontare l'impossibile che non puoi che fare il tifo per loro: è anche un film perfetto per raccontare il Giappone. C'è la spiritualità delle credenze e dei riti shintoisti - a uno dei quali partecipa la stessa Mitsuha, visto che sua nonna si occupa di un tempio - contrapposta alle luci della metropoli. C'è la calma senza tempo delle piccole stazioni e delle casette del Giappone rurale, dove un caffè puoi berlo solo in lattina a un distributore e i ragazzi sognano ovviamente di fuggire. Lì a due passi di treno proiettile dal grande regno del consumismo e dei locali alla moda. Due mondi in apparente contraddizione ma in realtà complementari, che formano da decenni la spina dorsale del paese nipponico. E ok, inevitabile che una pellicola del genere abbia sbancato a casa sua.
Ma il successo riscosso anche altrove - nel sempre più importante mercato cinese, ad esempio - parla volumi dell'universalità di un'opera che, al di là della sua storia d'amore, è un fantasy urbano-montanaro animato divinamente e bellissimo da guardare, che anche nel charadesign (di Masayoshi Tanaka) ricorda i lavori dello Studio Ghibli, pur restando cinema di Shinkai al centoventi per cento. Con quella capacità tutta sua, appunto, di rendere poetici degli scorci cittadini come tanti. Tutte quelle porte scorrevoli, di treni e abitazioni, che di taglio impattano per tutto il film il volto dello spettatore, sono otturatori di macchine fotografiche che scattano istantanee di vita più vere e vivide del vero. Iperluminose, piene di energia anche nella cornice più triste e desolante. Nella ricerca di un senso per la propria esistenza, nel disperato e testardo tentativo di afferrare l'inafferrabile, chiunque è per un istante il Taki che guarda con sguardo spento il paesaggio che scorre oltre il finestrino del treno, o la Mitsuha che sogna a occhi aperti una vita diversa altrove. Basta afferrare il nastro giusto, quando capita, se ti capita. 
Il suo cinema si è arricchito, nei contenuti oltre che nel linguaggio, ma anche i personaggi di Shinkai sono cresciuti con esso. Forse è la volta buona che riescono a superare la grande barriera dell'incomunicabilità dietro la quale si sono trincerati quasi sempre i loro predecessori? Forse, ma forse, il destino per loro non è solo di amara accettazione, quando è troppo tardi, dell'aver perso troppo tempo a fissare il cielo? Vallo a sapere. Laddove prima c'erano i razzi e le missioni spaziali partite verso l'infinito, qui è la cometa a far loro visita, a incasinare le esistenze di due ragazzi. E prima le risate, poi le lacrime, poi chissà. Andatelo a vedere, finché fate a tempo. 



Your Name
Recensito da: DocManhattan Data: Jan 23 2017
Voto: 5

50 commenti:

  1. Grazie per la rece, Doc. Non potro' vederlo al cinema, ma spero nella pubblicazione del DVD/BR al piu' presto.

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  2. Di Shinkai avevo già adorato Il giardino delle parole, malinconico ed incantato, così vivido nella sua descrizione dei luoghi topici di Tokyo da far male a chi, come me, vorrebbe tornarci da anni.
    Purtroppo queste iniziative della Nexo dalle mie parti non arrivano e dovrò recuperare anche io, come Gianluca, DVD/BR, anche per godere del doppiaggio originale :) Nel frattempo, segno l'ennesima conferma di avere davanti un capolavoro!

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  3. Cavolo dev'essere bello davvero,purtroppamente in settimana il cinema mi viene un po' scomodo però..

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  4. Io sono tentato di andare a vederlo al cine ma ho paura che si ripeta la solita storia di Arrival: gente che mormora e che si fa i cavoli suoi di continuo. In più se ci metti che è un anime, e quindi c'è pure rischio bimbiminkia... :\ sono combattuto

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    1. IMHO e' un film che va visto al cinema.

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    2. Conta il fatto di avere un 65" UHD a casa come surrogato del cinema? :D

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  5. Purtroppo a Vienna temo non arriverà mai, ma cercherò di vederlo il prima possibile.
    Certo, ho già storto il naso sul nome del ristorante: secondo me "Rosso Pagliacci" sarebbe stato più azzeccato.

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  6. Doc, dell'adattamento che mi dici?
    Perche' il film e' molto "giapponese", specie in certi passaggi (es.: il concetto di musubi spiegato dalla nonna, o la gag sul differente modo di dire "io"), mi domandavo come fosse reso in Italiano.

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    1. Se c'ntra in qualsiasi modo Cannarsi io passo.

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    2. No, almeno che io sappia non c'entra nulla.
      (fortunatamente)

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    3. L'anteprima che ho visto io era in lingua originale sottotitolata. Le voci italiane, a giudicare dal trailer, sembrano adeguate, ma sull'adattamento non saprei dire.
      Cannarsi non credo c'entri con i film Nexo Digital/Dynit. Potrei sbagliarmi, ma lui si occupa di quelli distribuiti in Italia da Lucky Red, no?

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    4. Ho temuto parecchio...
      Già ho piantato a metà il meraviglioso "Pioggia di ricordi" (che pure mi interessava tantissimo fin da quando ne parlarono su Kappa Magazine nei profondi anni 90) perchè mi sono incartato sui ragazzi che discutono sul correre per acciuffare chi corre in corridoio e far fare il rifarlo daccapo... :D

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    5. Visto ieri sera in italiano. Cannarsi non c'entra nulla, per fortuna, e i dialoghi scorrono bene. Qualcosa di intraducibile è, inevitabilmente, andato perso, ma globalmente come doppiaggio a me è piaciuto ^^

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  7. tre miserabili giorni per capolavori come questo, mentre per puzzette come Arno quasi te lo ficcano nella strozza a furia di tenerlo in sala. Ma che male abbiamo fatto?

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  8. Vedrò mercoledì unico giorno utile

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  9. Visto in qualche maniera raffazzonata (anche se preferirei rivederlo al cinema ma qua non arriva mi sa)...stupendo. Mi ha fatto venire di nuovo na voglia pazza di andare in giappone (e se non fosse per il lavoro mi unirei al vostro viaggio). Cmq si, per tutti gli amanti di storie delivate questo film e' per loro. Anche io non capisco bene la strategia dei tre giorni al cinema...e' almeno in lingua originale?

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  10. Ormai sono veramente carico a ciuccio per questo film, scimmie a manetta, questa rece ha liberato il king kong.

    Domanda da braccino corto: come per i film ghibli, questi 3 giorni portano il prezzo del biglietto a 10 o più euro? perchè a quel punto anche io mi metterei con l'anima in pace e aspetterei i blu ray, visto che in caso contrario andrei con la mia ragazza ad un cinema che comunque dista 30 km da casa.

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    1. Noi ieri sera abbiamo pagato gli 8€ standard del multisala dove lo proiettavano. Infatti la cosa ha positivamente colpito anche me (e accettavano anche le convenzioni) :)

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  11. Bellissima recensione, non vedo l'ora di andare a vederlo mercoledì sera.
    Adoro il cinema di Shinkai fin da La voce delle stelle.
    Anche se ammetto che mi devo sempre fermare un attimo per pensare lucidamente a quali sono lavori suoi e quali di Hosoda (che sono anche abbastanza diversi, ma oh, non ci posso fare niente, me li confondo). Li ritengo i migliori eredi di Miyazaki (anche se sta storia degli eredi di Miyazaki un po' ha stancato ed è svilente).
    Quando ho visto Il giardino delle parole ero tornato da poco da Tokyo, e rivedere il Shinjuku Gyoen riprodotto così fedelmente mi ha fatto venire al pelle d'oca e una grandissima nostalgia.

    Dato che qualcun altro ha già tirato fuori l'argomento... Tu cosa ne pensi degli adattamenti di Cannarsi dei film Ghibli?

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  12. Come scrivevo nel post dei Minolli, visto ieri sera in lingua originale con sottotitoli.
    Bellissimo, veramente, non posso che condividere quanto scritto dal Doc.
    A parte essere veramente una gioia per gli occhi (la scena "onirica" del nastro!) i due protagonisti sono delinati molto bene e ci si affeziona subito, la trama pur non essendo originalissima (ricordo un racconto di fantascienza simile letto che ero ancora alle medie) è ben strutturata e il "colpo di scena" non era intuibile da subito, almeno da parte mia.

    Sto recuperando le altre opere di Shinkai.
    5 centimeters per Second l'avevo visto tempo fa, Voice of a distant start l'ho visto solo un paio di settimane fa, molto belli entrambi.

    Se avete un cinema che lo proietta vicino a casa andatelo a vedere, ne vale la pena.

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  13. Cazzarola questo mi sa che me lo perdo. Si dovrà provvedere per diversi canali.
    Taki lavora al ristorante "Il Vigore" per caso ? :D

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  14. Su VVVID il trailer lo danno a nastro e dalla recensione sembra interessante. Pensavo fosse una cosa molto più da regazzini! :)

    In ogni caso, un piccolo OT: Doc, ti prego escile!

    Parlo delle tigri ti tiger mask w, che io per l'astinenza ho visto anche su youtube gli incontri dal vivo che hanno fatto per la serie nuova! Non male tra l'altro! :)

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  15. Detesto queste uscite/evento da 1, 2 o 3 giorni, non riesco mai a vedere queste perle al cinema. Già mi son perso un sacco di Ghibli su grande schermo.
    Forse mercoledì riesco, spero tanto, ma non è sicuro.
    Odio! >:(

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  16. Non conosco Shinkai, ma da quel che leggo dovrò rimediare. Purtroppo in questi tre giorni mi rimangono scomodissimi, sigh

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  17. Da me non arriva.... Pazienza, troverò il dvd quando sarà

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  18. Sono andato oggi pomeriggio, certo che 11€ di biglietto.. però il cartone merita tanto, a parte la realizzazione tecnica da urlo è proprio la storia che "prende".

    Non ho postato nel sondaggio dei cartoni del 2016 perchè mi sono reso conto che di quelli che ho guardato nel 2016 di appena usciti non avevo visto nulla al di fuori di Zootropolis -che mi è piaciuto- ma adesso che ho visto questo so che sicuramente l'avrei messo nei top 3.

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  19. Visto ieri sera. Che dire, magnifico! Indubbiamente il miglior film di Shinkai (fino ad ora ovviamente), una gioia per gli occhi e per il cuore. Ora sono ancora più speranzoso per il futuro dell'animazione giapponese del post Miyazaki sama.

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  20. Visto ieri sera anche io. Molto ma molto bello. Uno dei migliori film di animazione che io abbia mai visto, mi ha emozionato molto e poi è perfetto da vedere in coppia con la propria metà: romantico ma senza essere sdolcinato e con alcuni momenti in cui ho sinceramente riso con gusto.

    5/5 anche per me...!

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  21. Visto ieri sera, e piaciuto molto a tutti (ero in comitiva).
    Però, però, come mi hanno fatto notare un paio di amiche, la trama risulta praticamente identica al film

    [SPOILER]
















    del 2006 "La casa sul lago del tempo", con Keanu Reeves e Sandra Bullock (io non l'ho mai visto, ma mi ricordo quando lo distribuirono nel locale Blockbuster ^^; ). In effetti i dettagli coincidenti sono davvero tantissimi, a sentire loro!
    Che poi, se si va su Wikipedia, si scopre che il film in questione era a sua volta il remake di una pellicola coreana del 2000... °_°
    E quindi, forse Shinkai ha preso un po' spunto? ;)
    Mi stavo chiedendo se non ci fosse un'opera letteraria all'origine del tutto, tra l'altro, ma per ora non ho trovato informazioni in tal senso.

    Comunque, come dicevo, il film risulta in ogni caso molto bello. Anche se io con i paradossi temporali mi perdo sempre... °_°

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    1. Si, per certi versi ricorda molto "la casa sul lago del tempo", ma ci sono differenze sostanziali tra le due opere. In ogni caso i temi del paradosso temporale e dello scambio di personalità tra due individui sono stati trattati in mille opere: è difficile essere originali in questo senso ed è ancora più difficile stabilire da chi sono stati presi più spunti. In ogni caso Shinkai mescola questi elementi (triti e ritriti) in modo intelligente e ne risulta un'opera con un suo messaggio specifico

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    2. Indubbiamente bello ma il dubbio resta: possibile che i due protagonisti non notino una certa cosa?
      Pensando alle esperienze quotidiane mi pare quanto meno improbabile e ciò costituisce una grossa pecca di logica a mio avviso

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    3. Ma in un anime dalle premesse così fantastiche si deve per forza di cose pensare alla logica, come se fosse un thriller? Lo chiedo prendendo solo spunto dal tuo commento, MarcR, perché - in generale - questa cosa della ricerca della logicità in film in cui accade l'impossibile mi sembra piuttosto diffusa nell'Internet. Anche in generi che ne dovrebbero essere immuni.
      Tornando al caso in oggetto: il senso della storia non mi sembra sia tanto lo switch in sé e le sue complicazioni. Non se ne accorgono, ok, ma non vedo questo cosa tolga al film.

      Parere mio, eh, naturalmente.

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    4. Ciao Doc e grazie della risposta al mio primo post ufficiale sull'antro.
      In generale sono d'accordo con te e di solito non sto lì a rompere le bolas sul fatto che una determinata scelta narrativa sia a prova di scienziato.
      La vecchia questione "si può sollevare Thor insieme al martello...." per capirci si può affrontare solo dopo svariati bicchieri di vino per farsi due risate :)
      Però qui quando si rendono conto di quella cosa a metà film mi sono detto "ma dai !!!!"
      Detto questo confermo che il film è molto ma molto bello e il suo regista merita gli elogi che gli stanno piovendo addosso

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    5. Però è vero che in millemila anime fanno vedere che sulle lavagne giapponesi è quasi sempre riportata una certa cosa. Come facciano i due a non capire prima resta un mistero XD (e lui non ha mai, mai incocciato nel nome del paesino durante gli scambi? Mah...)
      Però è ovvio che queste "mancanze" servono a creare tutto il pathos al momento della rivelazione. Non ci sarebbe gusto, sennò ;)

      Per quanto riguarda il film USA del 2006, mi hanno raccontato la trama e, nei dettagli fondamentali, pare proprio la stessa

      [SPOILER]










      (stesso scarto temporale, stesso destino di uno dei personaggi, stesso tentativo di cambiarlo da parte dell'altro, stesso incontro tentato in cui uno non riconosce l'altro, ecc.). Non che sia importante, ma sembra un caso un po' diverso dal semplice rifarsi agli stessi cliché... ;)

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    6. MarcR, riguardo il fatto che non notino quella cosa, potrebbe essere per il fatto che non la segnano? Intendo, iniziano a segnarsi le cose per far capire all'altro che sta succedendo, ma mi pare -e potrebbe parermi male- che non ricordino tutto tutto perfettamente, quindi magari quell'aspetto sparisce perso nella memoria al ritorno nei corpi originali? Oh, ipotesi abbozzata ora, facile non regga

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    7. Anzichè citare il film "La casa sul lago del tempo" avresti dovuto citare "il Mare".

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    8. Neodargo, parlando di quella certa cosa quante volte la guardi tu sul cellulare? Io forse una volta all'anno e su molti Launcher di Android non è nemmeno presente se non andando a spulciare nei menu (ad esempio sul Samsung che sto usando ora)

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  22. Visto ieri sera film stratosferico devo riguardarlo. Davvero bello.

    Ps:in uno scorcio metropolitano ho visto pure un bel cartello della nostrana mille miglia

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  23. Per me bene, non benissimo. Sicuramente il miglior film di Makoto Shinkai (non che ci volesse molto a dire il vero, i lavori precedenti non mi son piaciuti proprio), ma ancora lontano dal riuscire a farmi apprezzare le sue doti registiche.
    La storia a grandi linee è bellissima, con qualche passaggio buttato a cazzo e un po' di lacrime random, che poi magari ci si scorda di piangere.
    Scherzi a parte, quello che manca secondo me a questo regista è la capacità di emozionare con un racconto solido e coerente. La sua scrittura è debole e i passaggi narrativi spesso si limitano all'emozione facile e immediata. La seconda metà del film poi vanifica un po' il buon lavoro messo a punto nella prima parte. Diciamo che siamo parecchio lontani da un film come La ragazza che saltava nel tempo che, con le dovute differenze, gode invece di una regia praticamente perfetta dall'inizio alla fine, capace di evocare le medesime emozioni senza ricorrere a facili espedienti.
    Ovviamente è solo la mia opinione e comunque, ripeto, un bel passo avanti rispetto ai lavori precedenti.

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  24. Mah. Sì, carino dai. Giustificherò la mia perplessità con il commento di un amico che mi ha fatto tanto ridere: "Oh, ma tutto sto cesso per puntare una, fanno in Giappone?"
    Tecnicamente e visivamente bellissimo, devo essere sincero sul fatto che gli anime contemporanei - vuoi l'adattamento fedelissimo e di questo, in quel senso, sono felice che si sia giunti a questo modus - non mi fanno penetrare a fondo nella filosofia e nella poesia del Giappone. Ma qui si potrebbero aprire disquisizioni infinite. Solo forse che non sono più il giappo turbonerd che ero - e che tutti noi degli anni '70 - siamo stati. Ecco, per tagliare corto, prima di acclamare qualcuno come il nuovo Miyazaki - cosa che mi permetterei mai e poi mai -, seppure il film è bello ma non da cinque Olivie, aspetterei davvero che il maestro Hayao si reincarni.

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    1. Se aspetti davvero che il Maestro si reincarni, ti suggerisco di buttare un occhio sul neonato Studio Ponoc:

      https://www.orgoglionerd.it/news/2016/12/lo-studio-ponoc-annuncia-il-suo-primo-film-mary-and-the-witch-flower

      Lo studio è formato da alcuni ex dipendenti dello studio Ghibli, che si sono messi in proprio dopo il pensionamento di nonno Hayao: da quest'anteprima si vede tantissimo a quale scuola si sono formati :)

      Invece lo studio Ghibli sta evidentemente provando a staccarsi nettamente dallo stile Miyazaki: ho visto il trailer de "La tartaruga rossa" e sembra quasi un cartone gianfransuà, bello proprio perchè diversissimo da quello che ci aspetteremmo.
      Il dopo-Miyazaki si preannuncia interessante: quest'ansia spasmodica di trovare il degno erede del Maestro, benché ovviamente priva di senso, sta provocando a mio avviso una serie di proposte da tenere d'occhio, il tempo ci dirà quali sono quelle davvero valide.

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    2. Ma "La tartaruga rossa" è un film (in molta parte) gianfransuà, eh! XD XD XD

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    3. Grazie per la segnalazione! Terrò d'occhio.

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. Visto ieri e devo dire molto molto bello, serve per apprezzarlo appieno avere un minimo di rudimenti per quanto riguarda la cultura e il modo di viviere Nipponico.
    Molto molto dolce e carino il cappello iniziale (non so se lo hai visto Ale) di Makoto Shinkai stesso che ci ringrazia per vedere anche in Italia i suoi lavori e spera che nonostante la distanza, soprattutto culturale, arrivino allo stesso modo e lascino le sensazioni che voleva comunicare ai suoi compatrioti.

    Per quanto invece dicevo sopra ecco, il ricercare la logica a tutti i costi come in questi casi che mi sono stati fatti notare o venuti in mente: SPOILER



    -non si accorgono delle date, quando ormai i cellulari le riportano nella home, non si scrivono i nomi di posti e persone visto che comunque ogni volta al risveglio dal sogno la memoria si affievolisce, ok la memoria ma il diario sul cell perchè dovrebbe sparire
    e via cantando


    -----FINE SPOILER-----

    ecco dicevamo se si sta a cercare come sopra questo tipo di passaggi non si è capito un'acca di quanto e come questo film voglia comunicare, non si è afferrato il giusto nastro di fili intrecciati che ci è passato davanti ed è rimasto lì ;)

    Perchè, a parte che con una storia così fantasy le giustificazioni ci sono sempre e sono pure facilissime (memoria corta e gioventù? quando hai una cosa sottomano tutti i giorni non pensi che possa sparire per sempre da domani?) quello che conta sono poi le stesse tematiche con cui il regista è "nato" artisticamente ed è cresciuto, che qui si ritrovano un po tutte assieme:

    in una situazione dove spazio, tempo, memoria e tutto quanto diamo per scontato NON lo sono, due persone che si amano possono e riescono ancora a farlo? E' davvero così difficile comunicare?

    Film da 5 giappopresidentesse proprio perchè bello e perchè fa riflettere, non su eventuali buchi di logica che sono un pò la luna in fondo al pozzo, ma sulla vita, la perseveranza e le occasioni in generale.
    Da vedere

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    Risposte
    1. The Space di Limena? Spettacolo delle 22:45?

      Visto anch'io ieri, mi é piaciuto molto, concordo con chi dice che forse il finale ottimistico quasi stonava, ma vabbeh.

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    2. Visto che la questione della logica l'ho introdotta io, mi piace intervenire sulla questione della "luna in fondo al pozzo".
      No, non lo è (per me).
      E' lo snodo cruciale del film, quello che cambia tutto e non tiene (o tiene poco).
      Molto bello (lo ripeto) e coinvolgente a livello emotivo, ma non per questo passa tutto in cavalleria.

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  27. Visto anch'io ieri in un multisala, purtroppo mi è costato 10EUR (più uno di prenotazione) per essere attorniato da gente che sfruculiava popcorn e parlottava/sghignazzava a sproposito, e ho dovuto pure subire un'interruzione di 5 minuti - proprio a metà della scena onirica del nastro che si svolgeva - in modo che la marmaglia potesse rifornirsi di popcorn maleodoranti e quant'altro. Insomma, mi sono ricordato perché sono anni che non metto più piede al cinema, senza contare che l'avrei voluto vedere in originale coi sottotitoli per gustarmelo come si deve.
    Detto questo, adoro tutti i film di Shinkai e mi è piaciuto pure questo, ma non lo trovo il migliore. Per prudenza, quello che viene dopo è sotto

    SPOILER***********





    mi è sembrato un po' come un controcanto obbligato all'inarrivabile "Byousoku Go 5cm", con cui trovo un apparentamento molto stretto soprattutto nella parte finale. Era quasi obbligatorio costruire una scena alternativa all'incrociarsi-e-perdersi del passaggio a livello, virando in un più ottimistico (e facile) incrociarsi-e-ritrovarsi. E voglio citare il testo di "One more time, one more chance ("5cm"), che Yamazaki Masayoshi ha scritto per la moglie morta anni prima in un terremoto (trovate qualche punto in comune?):
    «Cerco in ogni momento ovunque il tuo sorriso;
    Ai passaggi a livello in attesa del treno.
    Anche se so che non puoi essere in posti simili (...)
    Se il mio desiderio si avverasse, vorrei essere ancora al tuo fianco.
    Non c’è nulla che non farei.
    Darei tutto per poterti stringere ancora»

    Direi che c'è tutto il finale di "Your Name"; anzi, se l'incrociarsi/ricercarsi dei protagonisti negli ultimi minuti avesse avuto la stessa colonna sonora di "5cm" sarebbe forse stata anche più calzante e significativa rispetto al primo film.
    Riassumendo: «Your Name» come riscrittura "in maggiore" dell'elegia "in minore" «5 cm al secondo», che comunque - secondo me - rimane decisamente più emozionante (e real life, dove il miracolo/fantasy non giungerà per guarire la perdita e asciugare le lacrime).
    In ogni caso, ancora una volta Arigato gozaemasu, Shinkai Makoto Sensei!

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  28. Aggiungo ancora una cosa a proposito della proposta italiana degli ultimi anni di anime.
    Tutto bello, un sogno che si avvera per gli appassionati e ben vengano le proiezioni con tutta la dovuta dignità del caso. Se mai un giorno mi venisse spiegato perché il biglietto devo pagarlo di più, cara - in tutti i sensi - Nexo, se non il doppio in alcuni cinema, continuerò ad andarli a vedere senza farmi prendere in giro dalla risibile spiegazione dell'esercente: "Eh, è un evento speciale proiettato solo per tre giorni."

    Dai, per una volta, cerchiamo di essere seri in Italia. Grazie.

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  29. Sinceramente da dopo paprika di Kon mi sono un po' stancato dell'anime ultima generazione, e proprio qui ho letto de il giardino delle parole. Quindi lo ho visto e sinceramente l'ho trovato di una banalità sconcertante. In questo rispecchia molto la Tokyo di adesso (ma anche di 15/20 anni fa), ossia il vuoto pneumatico delle emozioni. L'ho trovato proprio vuoto, ancor di più nel suo tentativo di sembrare "pieno". Boh se questo è sulla falsariga del giardino anche vade retro Shinkai. Poi purtroppo non riuscirei a gestire i nuovi nippomaniaci al cinema, mi viene la reazione snob di quello che ci ha scritto una tesi, che comprava fumetti e anime quando toccava andare all'estero per prenderli, insomma tutti pessimi esempi di inv cchiamento precoce. Bella la recensione come al solito

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