venerdì 27 gennaio 2017

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Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica

Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica recensione
È la prima metà degli anni 90, ma ai confini con la seconda. Hai da poco finito la saga la saga della Guida galattica per gli autostoppisti e sei in astinenza. Ti metti così disperatamente alla ricerca di altri romanzi di questo autore inglese geniale solo che, hello!, non c'è Wikipedia, google e neanche Internet a darti una mano, non è facile per niente. Ma tipo nella terza libreria in cui ti conduce il tuo pellegrinaggio alla ricerca di un altro paio di dosi di adamsina, un posto buio e polveroso che fino a quel momento avevi pensato fosse solo un'attività di copertura per il traffico di organi per pappagallini da appartemento, trovi due suoi libri su uno strano investigatore: Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica e La lunga oscura pausa caffè dell'anima. E come fai a non comprarli con titoli del genere? E infatti, anche se lì per lì leggi "agenzia di investigazione oculistica" e credi che Gently faccia il detective con l'oftalmometro, tipo. Fast forward, la settimana che volge al termine. Ti decidi finalmente a guardare su retepellicole la serie in otto puntate tratta dai romanzi di Dirk Gently. Non senza un certo timore, perché per te - come per milioni di altri tizi là fuori - Douglas Adams non è un autore come tanti. Non lo è mai stato, mai lo sarà. Fine pistolotto introduttivo. Ora, quanto c'è dei romanzi di Dirk Gently in questa serie di BBC America, Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica, ideata e scritta da Max "figlio di John" Landis? Merita di essere vista? NO SPOILER su nulla, tranquilli, ma le risposte sono "poco" e "sì, dai" [...]

La vita di Todd Brotzman - Elijah Wood, che probabilmente ricordate da quei film su quei tizi con i piedoni che hanno messo su tutto un casino perché non riuscivano a trovare il cassone della differenziata per anelli - viene sconvolta a) da una serie di crimini a cui si trova ad assistere apparentemente per caso, ma soprattutto e simultaneamente b) dall'arrivo di Dirk Gently, sedicente detective olistico, cioè fermamente convinto che tutto sia connesso e nulla avvenga davvero per caso. Segue un caleidoscopio folle di eventi e personaggi, tipo una psicopatica invincibile, un corgi che non è un semplice cagnolino, Chief di BSG in versione vecchio maniaco con la voce da vecchietto del far west, tanti morti ammazzati, una tizia incatenata a un letto, militari cretini, una setta di individui misteriosi e pericolosissimi, altri morti ammazzati, un detective che inarca le sopracciglia a comando, un programma governativo segreto, altri morti ammazzati. Sembra un gran casino? Per forza, lo è.
Un frullatore di facce e sottotrame in cui devi fidarti, credere davvero, come ripete ogni due secondi quel tizio inglese insopportabile e rompicoglioni che dà il nome alla serie, che è tutto parte di un'unica grande storia. Anche perché non è che puoi fare altro: la trama è inevitabilmente spezzettata e ci mette almeno tre episodi e mezzo buoni per incalanarsi, far convergere un minimo il tutto da acquisire senso compiuto. Non è un problema, a patto di resistere all'impulso di spegnere tutto a metà della prima puntata a causa del protagonista, volutamente irritante come pochi. 
A parte Dirk (l'inglese Samuel Barnett) e qualche piccola citazione (il gatto, quella storia di Thor...) non c'è praticamente altro dei romanzi: quella di Landis è una nuova avventura per questo detective fiero di non sapere mai una mazza di niente. Una storia che cerca di recuperare lo spirito di Adams, il suo amore per le situazioni folli, ammucchiate una sull'altra, e in parte ci riesce. Il mood che ne viene fuori è però più che altro descrivibile come un incrocio genetico fancazzista tra Sherlock e Doctor Who, con quel misto di battute brillanti e situazioni inquietanti che si sforza al massimo di essere british pure sulla West Coast di donaldinolandia, solo con un protagonista molto più scemo e ignorante, che vive di botte di culo come un Gastone qualsiasi.
Se, pure in assenza di un covone di fieno laggiù, ci si fida, esibendosi in un salto della fede come un ezioaudicoso e lasciandosi portare dalla serie e dal suo ritmo sostenuto di follia e violenza cartoon, Dirk Gently fa quello che deve: diverte. Sono quelle sette orette di situazioni e gente assurda (e morti ammazzati), con alcune battute e situazioni memorabili, altre meno, ma nel complesso, pur non essendo un capolavoro, ti è piaciuto.
Non sai dire se sia un esperimento più o meno riuscito della miniserie BBC Four del 2010, perché quella non l'hai vista, ma hai trovato questo Dirk Gently strambo e Paperoga nell'animo a sufficienza da restare incollato al tablet fino alla fine. Ah, te credi nell'olismo, ti ha sempre convinto di più di quel riduzionismo fraccomodo e dei suoi rasoi. Basta che non sia olismodipalma, ché quello è un problema per gli oranghi, dice, e tu hai una forte coscienza ecologica perché hai visto dieci volte Bingo Bongo.  

39 commenti:

  1. Wow, non sapevo neanche che il buon Doug avesse creato questo personaggio. mi hai fatto venir voglia di leggere i racconti invece che vedere il telefilm ;)

    PS.: qualcuno ha visto "Powerless", oppure, è uscito "Powerless" su qualche piattaforma?

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    1. Se non ricordo male la prima puntata di Powerless esce l'8 Febbraio. Mi pare. Non ne sono sicuro.

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  2. In lista pure questo, sono molto curioso, e già il trailer faceva capire perfettamente il mood di questa produzione.
    Nell'ordine delle visioni gli ho preferito prima THE OA (già...) e LEMONY SNICKET UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI, che in quanto ad assurdità voluta e cercata immagino sia più o meno da queste parti.
    Finita l'ennesima maratona di Scrubs (la prima con Moglie) Dirk è il prossimo in lista, e a questo punto vado anche più sul sicuro.
    Bella Doc =)

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    1. Come è THE OA... iniziato ma LENTISSIMO (sono tipo alla 3-4 puntata): l ho barattato per Yamato 2199 ed è stato bene cosi, adesso non so se rimettermi a guardarlo.

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    2. Vuoi la mia? Dopo averla vista tutta ti posso dire: parte lentissima, al terzo episodio comincia a diventare interessante, perlomeno per il modo che hanno gli sceneggiatori di attaccarsi al niente e a costruirci intorno il tuo interesse, infarcisce il tutto di new age spicciola e se la gioca tirandola lunga fino alla fine, perché il finale te lo fanno sudare bene.
      Poi il finale arriva, ed è uno di quei finali talmente banali e prevedibili e telefonati che ti fa maledire le ore che hai dedicato alla serie, è gestito talmente male da indisporti.
      Quindi no, ti sconsiglio di proseguire, e ringrazia che almeno tu di ore non ne hai buttate via 8 ma solo 3...

      Ma nel malaugurato caso dovessi decidere di finirla sarei curioso di sapere cosa ne pensi.

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    3. io the OA l'ho mollato alla terza. la banalità New Age di cui è infarcita la serie me la rende insopportabile soprattutto l'atteggiamento da messia white-washed di questa biondina mi è particolarmente indigesto. ho provato a guardarla con lo spirito con cui ho guardato "The Ascension" (vediamo se riescono a fare di peggio della scorsa puntata), ma la sensazione di fastidio era troppo forte e non ce l'ho fatta.

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  3. Sono arrivato al quinto episodio per ora. Molto divertente e, cosa fondamentale, esegue il compito per cui è stato creato: intrattiene.

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  4. Il riferimento a Doctor Who è perfetto vista la storia di Douglas Adams e la genesi del personaggio dal serial incompiuto "Shada" del Quarto Dottore

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  5. Non dire olistico ! (cit.)

    Non ho ancora letto i libri del folle detective di Adams, mea culpa (ma presto rimedierò eh), ma la serie è stata una bella ventata di aria fresca e frizzante che non è dispiaciuta affatto. Adoro rimanere inizialmente scioccato di fronte a delle trovate e subito dopo sbottare a ridere come se non ci fosse un domani. Quella sensazione da WTF che però ti trascina in una surreale follia.
    QUELLA cosa che normalmente mi da fastidio, uno degli ormai classici deus ex delle serie/film, curiosamente questa volta non ha pesato troppo e anzi si è integrata bene nella serie.
    Un'ottima prova da parte di tutti gli attori e ok, la voce italiana che hanno dato al Capo Tyrol fa compassione pena e schifo.
    E ora aspetto avidamente la seconda stagione.

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    1. Se è solo una voce che fa schifo, siamo comunque sopra la media dei doppiaggi italiani delle serie non animate prodotte da Netflix.

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  6. Vista anch'io, ho trovato tutto lo spirito folle tipico dei romanzi dei Addams, ora spero solo che facciano un bel reboot della guida intergalattica, che il del 2005 era salvabile solo per Marvin.
    p.s.
    Solo a me il personaggio di Wood ricorda vagamente Martin McFly?

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  7. Il detective olistico è una delle letture a cui prima o poi dovrò per forza dedicarmi, è troppo tempo che rimando. (agita il pugno)
    PS: a proposito di fantascienza, avete mai pensato al fatto che se attaccate un adesivo "Don't panic" sul vostro tablet e aprite Wikipedia otterrete una perfetta versione (aggiornata purtroppo al solo pianeta praticamente innocuo) della Guida galattica per autostoppisti?

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  8. COme Avevo già detto, serie straconsigliata e bellissima, a parte la sorella di Froso, unica vera cagna del gruppo, anche molto ben recitata.
    Se Dirk sta sulle balle vuol dire che l'attore è stato bravo ;)

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  9. La serie è una cosa fenomenale come sceneggiatura, ma soprattutto ho apprezzato come non abbiamo tentato una trasposizione diretta dei libri, cosa rischiosa e per niente facile. Spero vivamente in una buona seconda stagione :D

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  10. Ricordo a tutti che di DG esiste una serie precedente, tutta inglese, più vicina all'atmosfera degli scritti di Adams.
    Buon recupero :)

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  11. Anche a me, piaciuta molto, malgrado il protagonista da prendere a schiaffi ogni 30 secondi
    oltre alle già citate serie, ci aggiungo una spruzzata di utopia. Mi ha sorpreso (in positivo) il tasso di violenza. Le giacche di Dirk sono bellissime, peccato siano custom e che quelle disponibili sul mercato siano solo nere e costino un fracco. La versione BBC, fatte con 2 sterline, è molto molto carina.

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  12. Non è un caso la citazione di Doctor Who.Douglas Adams negli anni 70 ha scritto storie per la serie.Anzi, uno dei personaggi dei libro originariamente doveva comparire in"shada" , la grande incompiuta..

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    1. It is known, ma grazie per averlo ricordato, visto che io non l'ho fatto. È poi anche vero che qualsiasi serie britannica che ha a che fare con il fantastico richiama inevitabilmente alla mente il Dottore, ma qui si parte direttamente dalla sigla :)

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  13. Ho capito chi è il protagonista, quello con la facciadapirla di Penny Dreadful

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  14. A me è piaciuta molto (tant'è che l'ho votata per il Minollo d'Oro), nonostante il cliffhangerone finale mi abbia fatto imprecare.

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  15. Scusa Doc, mi è partito il messaggio. Volevo aggiungere che recentemente ho guardato anche "A series of Unfortunate Events", che nonostante il cast e il budget mi ha lasciato piuttosto indifferente... Ma forse è colpa mia: non sopporto le situazioni surreali in cui nessuno - a parte i protagonisti, ovviamente - si accorge di qualcosa di macroscopico o evidente. Siccome tutta la serie e la sua presunta comicità si reggono su una pletora di situazioni di questo tipo, avrei dovuto aspettarmi la delusione.
    Infine, ho da poco recuperato House of Cards, con l'obiettivo di mettermi in pari... Non credo di dover dire nulla su questa serie, veramente appassionante e ben fatta, anche se il malessere è in agguato, ogniqualvolta realizzi che stai tifando per un assassino manipolatore e cinico. :D

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  16. dopo un inizio coinvolgente secondo me la serie si perde nelle puntate di mezzo recuperando poi nel finale ( gli ultimi cinque minuti dell ultima puntata sono molto belli)


    SPOILER


    quando a todd viene la paraliburite mi è venuta voglia di nuovi episodi

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  17. Una serie che mi ha conquistato per la costruzione dei singoli personaggi oltre che per la storia completamente fuori di testa.
    Personaggi come i 4 del trio chiassoso o l'assassina olistica ti fanno smascellare tanto sono allucinanti, così allucinanti e fuori di brocca che non puoi che amarli.

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  18. Io ho iniziato a guardarlo per due motivi: io pure credo nell'olismo e volevo vedere cosa avrebbe combinato il "vecchio" (mortac...) Elijah. E ho finito di guardarlo solo per vedere come andava a finire. Perché tralasciando il fatto che avrei voluto uccidere il protagonista dopo tre secondi e che ho apprezzato Elijah, poi mi diventa tutto un po' troppo casinista e scontato.
    Personaggio rivelazione e preferito della serie: Hannah Marks (sorella di Todd nella serie).
    Giudizio complessivo: serie carina ma non entusiasmante.

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  19. Ho iniziato Una serie di sfortunati eventi su Netflix, ma mi sta prendendo poco. Per carità, fatta bene e recitata bene, ma la storia proprio non mi dice molto.

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  20. a me è piaciuto, anche se, devo dire, ho trovato l'enfasi sull'olistico leggermente eccessiva. nel senso: capisco bene che sia l'aspetto centrale del protagonista, ma qua il fatto che TUTTO SIA CONNESSO ti viene praticamente tirato in faccia ad ogni occasione, ogni cacatina di mosca ha ramificazioni importantissime e (a volte) ti vien da chiederti che divertimento ci sia nel seguire dei personaggi che sono come "leves in the wind of the universe". non era meglio "dosare" le connessioni e lasciare più spazio alle "intuzioni" ("hunch" nella versione in inglese) di Dirk e Bart?
    cmq spassoso lo stesso. Landis meglio come sceneggiatore di telefilm che di films, per ora.

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  21. Amo Douglas Adams mami ero fermato alla guida galattica.
    Ho iniziato la serie ma mi sono fermato. La riprenderò.
    The OA la ritengo la più grande presa per i fondelli, una serieche parte con lo squalo in groppa, troppo confusa e confusionaria, gli ho preferito Yamato.
    Per la sua brevità, mi sono buttato anche sullo storicocon Frontiers sempre su Netflix.

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  22. La Saldapress ne sta anche pubblicando il fumetto, di cui abbiamo una diapositiva qui.
    Dal sito di Salda (quoto, 'ché la pagina dedicata non me la apre):
    Il 27 gennaio 2017 sbarcherà nel nostro paese un’ulteriore versione dell’investigatore olistico creato da Douglas Adams. Si tratta della serie a fumetti pubblicata negli USA da IDW Publishing e in Italia da saldaPress. Intitolata DIRK GENTLY – AGENZIA DI INVESTIGAZIONE OLISTICA, proprio come il primo romanzo del ciclo di Adams e la serie tv targata Netflix

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  23. A me piace molto Douglas Adams ma non tanto da adorare qualsiasi cosa fatta da lui o in suo nome.
    Ho visto soltanto il pilot e non mi ha preso per niente. Per il poco che ho visto mi è sembrato che puntassero molto sul
    bizzarro e il buffonesco invece delle sottigliezze umoristiche.
    I libri di Adams hanno avuto sempre un grande successo ma forse sono proprio il caso tipico
    di opere non trasferibili su video.
    Mi sono fatto l'idea che l'assurdità dell'investigazione olistica fosse anche un modo dell'autore
    per prendere in giro quel modo di pensare visto che Adams era un razionalista, darwinista e "radicalmente ateo" come si definiva.

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  24. La serie della BBC è uno spettacolo, la consiglio. Davvero un peccato siano solo 4 episodi.

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  25. A me è piaciuta. E molto. Ma io venero Douglas Adams. Cioè, la saga della guida la leggo ogni anno in marzo ormai da boh, sempre.
    Secondo me lo spirito è abbastanza rispettato e ci sono due o tre personaggi meravigliosi (Burt, I quattro del trio nonricordocomesichiamano, la tizia nera che è badass involontaria).
    Spero fortissimo. Spero fortissimo che la seconda sia altrettanto divertente.

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  26. BBC rules

    Davvero, non c'è confronto.

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  27. Mi viene in mente ora: c'è anche una serie a fumetti dell IDW, non fantastica ma abbastanza simpatica.
    https://www.idwpublishing.com/product/dirk-gentlys-holistic-detective-agency-a-spoon-too-short-1/

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  28. Spezzo anch'io una lancia per la versione BBC, che con una frazione del budget è molto più divertente, originale e douglasiana di questo accrocchio.

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  29. come, hai visto 10 volte bingo bongo e ancora nessuna rubrica sui film di celentano? manco un 20 cose che...?

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  30. Me la vedo sicuramente, oltretutto ho appena visto che saldapress pubblica la serie a fumetti di Dirk!!

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  31. Da fan di DNA la consiglio, nonostante abbia una parentela abbastanza remota con il personaggio letterario. Andrò a ripescare anche la serie della BBC, che ho scoperto collateralmente.

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