martedì 20 settembre 2016

71

Cenni di architettura contemporanea di laboratori e fortezze delle scienze dei robot giapponesi

Fortezze basi laboratori robot giapponesi
Salve a tutti. Sono l'architetto norvegese Donald Påare Raasse. Dopo aver ringraziato per l'ospitalità il padrone di casa - mio vecchio amico da oltre trent'anni - vorrei parlarvi degli stili architettonici e delle innovative, praticissime, ardite, simboliche soluzioni adottate nella costruzione di laboratori di ricerca, fortezze delle scienze, basi antiatomiche e altre strutture analoghe di supporto ai robot giganti dai miei colleghi giapponesi a partire dalla metà degli anni 70 [...]

Istituto di Ricerca per l'Energia
Fotoatomica (MAZINGA Z)
La prima eppure ancora oggi, se vogliamo, una delle più riuscite strutture di questo ramo dell'edilizia scientifica. Due enormi triangoli e dei piani a gradoni, come nelle coeve Vele di Scampia; palle d'acciaio scomposte, declinazione entropica dell'Atomium di Bruxelles; lì accanto, altre forme verticali all'apparenza inutili. Ma le gigantesce carrube e pannocchie artificiali comunicano subito a un occhio attento e tecnico l'impronta green del progetto del dottor Kabuto.
Sullo sfondo, le nevi perenni del monte Fuji, emblema di una Natura che tutto crea e tutto distrugge. E laddove ella non ci riuscisse, tanto arriva l'Impero di Mikene.
Ma mi piace sottolineare anche il sincretismo tecno-religioso della piscina - già munita di piscinette a latere per gli infanti - la cui apertura delle acque rievoca e al contempo sfida il mito ebraicocristiano di Mosè e si ricollega al ciclo della vita.
La piscina, per dirla con le parole di una mia cara collega portoghese, l'archistar Andorra Pedalesas, è una madre "la cui rottura delle acque sgrava un robot gigante anziché un bebê".
Infine, una nota sulla forma inusuale delle due grandi pareti portanti del corpo principale dell'Istituto di Ricerca: due enormi delta, vezzo architettonico del dottor Kabuto, che come figli e nipoti aveva in mente una sola cosa: la fi [BZZZZZ]
[BZZZZ] sica. Scusate, si era inceppato il software di dettatura, andiamo avanti.
Fortezza delle Scienze
(IL GRANDE MAZINGA)
Il figlio di Kabuto, Kenzo, rompe però con i gusti postmodernisti del padre e sposa un minimalismo da aeroporto: una torre di controllo sovrascritta a una piramide rovesciata, grido di ribellione decostruttivista alle ben note amicizie massoniche del padre. Kabuto Jr, Kenzo, oltre alle divise da autista e alla pomata per baffi, adora però gli Stati Uniti e le gomme da masticare, 
perciò fa erigere un ponte d'acciaio che collega la sua isola Fortezza alla terraferma.
I soldi risparmiati in pallette e pannocchie vengono tutti investiti nella suggestiva feature dell'immersione, la cui effettiva efficacia nella difesa della struttura dagli attacchi dei mostri guerrieri di Mikene era tutta da dimostrarsi, però era una soluzione indubbiamente à la page e che dimostrava come i tecnici nipponici, in quanto a impermeabilizzazione, non kugghniassr, come diciamo in Norvegia. Far colazione davanti al placido sguardo dei merluzzi giapponesi, del resto, non aveva prezzo. 
Base Antiatomica
(JEEG)
Ma l'architettura di genere, in quegli anni, è in continuo movimento in Giappone. Per la sua Base Antiatomica, infatti, il Professor Shiba adotta un approccio completamente diverso: un enorme cupola ricorda il pallone dei giochi infantili, per cercare con il nemico una mediazione culturale che poggi su un terreno comune. Trattandosi degli Yamatai, di un sottoterreno comune.
 E infatti la base si estende nelle profondità della Terra per chilometri e chilometri. Un articolatissimo percorso guidato porta il Big Shooter di Miwa nella fase prelancio a sfiorare secolari sequoie pietrificate alte tra i sei e i settecento metri. Regionalismo critico puro, arte che valuta e non domina il territorio.
E se l'enorme pinna gialla che sovrasta l'ingresso può ricordare tanto le chiese cristiane scandinave quanto il cibo base dei ricercatori, il tonno,
la complessa, ridondante infrastruttura delle vie di fuga è l'evidente dazio pagato alla yakuza del calcestruzzo.
Centro delle Ricerche Spaziali
(GOLDRAKE)
La via tentata dal dottor Procton e dai suoi collaboratori è molto interessante: architettura hi-tech alla Günther Benisch, Frei Otto e - un affettuoso saluto anche a lui - Andreas Saoldepar. Ai dischi volanti di Vega si risponde con la foggia di un disco volante terrestre, giustapposta alla civile abitudine di decorare le torri di controllo con i colori della bandiera croata.  
Qui, ancora una volta, il robot come l'uomo singolo e l'umanità tutta nasce dall'acqua, bucando con la forza di una dinamo idroelettrica l'ordinato, tripartito scroscio di una cascata.
Dopo l'ennesima distruzione operata dalle forze di Vega, entrate di prepotenza nel business dell'edilizia scientifico-popolare, il Centro delle Ricerche Spaziali verrà ricostruito grazie ai fondi CEE (Comunità Esimi Einstein).
Molti crederanno allora che gli alloggiamenti per il lancio di Delfino Spaziale, Goldrake 2 e altri velivoli e veicoli di complemento siano la principale novità della seconda versione, ma nelle intenzioni di Procton questa doveva distinguersi dalla precedente soprattutto per un dettaglio.
Rubando un'altra volta le parole all'archistar Pedalesas: "Dois graste de stimanza all'ingresso".
Base Spaziale
(DALTANIOUS)
È possibile, ci si chiedeva ai tempi, unire al Gigantismo, alla grandeur da Ryugyong Hotel di Pyongyang, la passione per il badminton? Il Dottor Earl, il cui nome è Earl, rispose di sì.
I due enormi volani da badminton, frullini da latte mastodontici puntati verso il nemico, sono un gesto di goliardico dileggio degli sforzi di conquista degli Akron. Volete batterci? - ti dice la Base Spaziale di Earl - Assicurate le vostre persone con forza a queste gigantesche strutture metalliche sormontate da una sfera con un'apertura sulla sommità. A Oslo le chiamiamo in gergo tecnico "ceppdmnki".
Laboratorio del Professor Saotome
(GETTER ROBOT)
La corrente fallocentrica viene seguita anche dal Laboratorio del professor Saotome. Un aeroporto moderno, dalle linee morbide e pulite, sormontato da un gigantesco totem voluto da Saotome per compensare mai confessati problemi della sfera personale. 
Tutta la base, votata al lancio delle navette che formano il robot componibile, poggia su una solidissima struttura di paletti alti circa cento metri e del diametro di trenta centimetri ciascuno. Il Regno dei Dinosauri non ha potuto niente contro Saotome e i suoi, ma un Regno dei Castori sarebbe stato ben più pericoloso. 
Castello dei Leoni
(Golion/Voltron)
Completiamo questa prima parte del nostro breve excursus con il maniero dei Leoni di Golion/Voltron, tipico esempio di architettura neogotica del pianeta Althea, ispirata ai lavori di Christian Jank come il Neuschwanstein di Ludovico II. In seguito alla sua distruzione a opera dei nemici, il castello viene ricostruito per volere dello spirito del re, che chiede alla figlia Aurora di farlo risorgere esattamente com'era. Aurora, da brava figlia, ovviamente lo accontenta:
uguale

di Donald Påare Raasse

[CONTINUA. Forse] 

71 commenti:

  1. Gran bel post, Doc, ci voleva! p.s. saluti a Donald...

    RispondiElimina
  2. Quando il Dottor Manhattha ospita interventi dei suoi esimi colleghi questo blog raggiunge vette elevatissime dell'imparamento e della insegnazione tutta.
    Grazie Dott.Manhattan, grazie

    RispondiElimina
  3. Ahahah, capolavorò. Meraviglioso trattato, devo farlo leggere ai miei amici architetti.

    RispondiElimina
  4. Commento banale ma spontaneo: articolo bellissimo! A differenza della base di Daltanius, davvero non la ricordavo così brutta!

    In effetti le varie basi costituiscono un argomento interessantissimo da analizzare.

    A livello di nomi (oh, anche quello fa parte dell'opera!) la mia preferita resta la "fortezza della scienza".

    Facile, immediato, da un'idea di "difesa e progresso".

    Insomma, un po' come l'espressione "questa mano può esse piuma o può esse fero!"

    Attendo con trepidazione il seguito!

    RispondiElimina
  5. Esimio Dott. Arch. Påare Raasse, sentiti apprezzamenti per la disamina, della quale spero di leggere al più presto il seguito.

    RispondiElimina
  6. "Il Dottor Earl, il cui nome è Earl". E qui lollai di brutto. Fottuto genio, il nostro Do...nald.

    RispondiElimina
  7. La archistar portoghese ha dato quel tocco in più, esimio dott.Raase, ad una eccellente studio delle strutture, per lo più fallocentriche, che costellano il mondo villanzo-scientifico. Complimenti ancora, saluti cari alla famiglia

    RispondiElimina
  8. Facendo un commento serio (veramente serio) le uniche due strutture che un senso a livello architettonico sono:

    - Istituto di Ricerca per l'Energia Fotoatomica;
    - Base Antiatomica.



    La Base Antiatomica effettivamente ricorda molto una chiesa. Gli elementi che fanno pensare alla chiesa sono sicuramente la cupola, i 4 contrafforti laterali (due per lato) e soprattutto la facciata. La facciata mi ricorda, alla lontana, la facciata della chiesa di Reykjavik che a sua volta vuole richiamare lo stile delle chiese gotiche, rivisitato in chiave moderna. Lo slancio verso l’alto tipico del gotico è nettamente meno forte nella Base Antiatomica anche se alcuni elementi tipici del gotico sono presenti (elemento giallo della facciata che viene richiamato dai contrafforti).



    Sicuramente più interessante è l’Istituto di Ricerca per l'Energia Fotoatomica. In primis complimenti all’ingegnere che ha progettato le due vele triangolari senza mettere un elemento orizzontale tra le due per dargli maggiore solidità. Detto questo nello stile della struttura possiamo vedere due richiami a due famosissimi architetti: Le Corbusier e Frank Lloyd Wright. Da Le Corbusier prende sicuramente il principio della “facciata libera”; niente orpelli che sporgono dalle facciate e una presumibile struttura in cui la facciata è portante con finestre a nastro (o quasi). Da Frank Lloyd Wright richiama l’idea di armonizzarsi con l’ambiente naturale circostante; se nella Villa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright vi erano elementi architettonici che richiamavano la pietra orizzontale da cui sgorgava la cascata qui le due vele vogliono forse richiamare la sagoma del Monte Fuji alla cui sommi si “aggrappa” una nuvola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi ridiamo , ma le mitiche Vele di scampia s'ispirarono ad alcune opere di le corbusier. Quell' uomo ha fatto in vita sua più danni indiretti del fuoco di mortaio

      Elimina
    2. Mai quanto Barucci e i suoi ponti al Laurentino 38.

      Elimina
  9. Fabrizio Dionisio20 settembre 2016 13:15

    Qui si fa divulgazione scientifica seria! Qui si danno le paste pure agli esimi signori Angela! u.u

    RispondiElimina
  10. Esimio architetto, grazie per questa illuminante disamina di un settore così poco frequentato dell'edilizia nipponica.
    Torni presto a trovarci, aspettiamo con ansia il seguito!

    RispondiElimina
  11. Sempre meglio degli architetti che girano per l'italica peninsula...

    RispondiElimina
  12. Parere personale:

    questo post per ricerca delle immagini, cura del dettaglio, ironia, cultura a pioggia e riferimenti vari balza spedito sul podio dei post più belli dell'Antro.

    RispondiElimina
  13. Complimenti Doc!
    Aspettiamo il sequel...

    RispondiElimina
  14. Ho beccato solo ora il terzo anagramma. LOL di proporzioni galattiche, visto l'argomento...

    RispondiElimina
  15. Qua siamo veramente nelle alte sfere della cultura. Disamina eccellente delle costruzioni,si vede che ne parlava un maestro. ;-)

    RispondiElimina
  16. STU-PEN-DO!!!

    L'Internet chiede la rivincita, purtroppo serve un altro post...

    RispondiElimina
  17. Da strutturista mi fanno sempre ridere le basi,sono ridicole e assurde!
    alcune sembrano rendering di architetti alle prime armi , senza alcun senso fisico ... Ad esempio mi ha sempre fatto ridere la rotaia di jeeg, senza manco un pilastro per CHILOMETRI , i i " mitici " tralicci "leggeri" ed instabili dela base del Getter !!! .
    Altre invece sembrano roba da geometra e probabilmente sono pure abusive , vedi l' ampliamenrto in copertura della fortezza delle scienze, o tutti gli accrocchi edil geometrosi poco o nulla coesi della fortezza di Goldake.

    Sul castello di Voltron poi , riguardando il cartone , mi sono scompisciato. Complimenti per il restauro conservativo ; qiesta è opera di un ingegnere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma dai, non vedi come sono belli controventati i pilastri della base Saotome? Dei bei cavetti sottilissimi a X, probabilmente scrupolo dell'ultimo momento del disegnatore, per rendere il tutto antisismico XD! Tanto in cima a quella piattaforma di 1000 kmq senza neanche un pilastro interno è tutto leggero... una base con torre fallica in calcestruzzo, son robe che si reggono da sole.
      Comunque, l'immagine è talmente brutta che mi affascina, ha un che di metafisico alla de Chirico...

      Elimina
    2. è effettivamente disegnata da bestie... cos'è quella roba nera sotto ? Fondazioni, un ombra, terreno? mah

      Saotome aveva altro per la testa

      Elimina
    3. MA soprattutto, che roba é?
      Perché nei fumetti é diversa!

      Ma poi ce ne sono 2 che sono eccezionali: Big Falcon e Macross.
      Una é una base che può effettivamente volare, la casa volante smette di essere una provocazione e diventa realtà. Il trasloco non é più cioé uno spostare le proprie cose all'interno di una nuova dimensione abitativa e sociale, ma si ritorna alle origini, al nomadismo quando anche la casa ci seguiva nei nostri spostamenti e consentiva di mantenere appieno le proprie abitudini e tradizioni anche in posti molto diversi da quelli d'origine, una sfida singolare alla domanda moderna su quanto sia l'individuo esterno capace di influenzare il nuovo habitat e invece quanto il nuovo contesto sociale sia pronto o meno ad omologarlo ai propri canoni.

      L'altra, una quanto mai controversa soluzione abitativa dove Eros (la vita civile) e Thanatos (la vita militare) si fondono in un dialogo che é costantemente un compromesso tra apparentemente diverse esigenze, quando invece il punto risulta comune, ossia la sopravvivenza.

      MA dell'abusivismo palese del Trider G7 ne vogliamo parlare?

      Elimina
    4. Ti stai dimenticando del Drago Spaziale del Gaiking...

      Elimina
  18. dobbiamo fare i complimenti a Don, è un vero genio ,spero di leggere altro di lui,non temo di porlo allo stesso livello di Fuffas,epocale !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. secondo me se il Doc andasse in ferie e chiamasse Fuksas vero a sostituirlo, rideremmo il doppio . Per non piangere. Oltretutto leggetevi alcune sue uscite sul sisma recente, tipo questa.
      http://www.lastampa.it/2016/09/02/italia/cronache/fuksas-sono-indignato-quei-cordoli-di-cemento-sono-frutto-di-un-errore-legislativo-7EgnyRIFigDupmTrLTinaK/pagina.html

      ... incredibile.

      Elimina
    2. Scusate il momento pdf :D
      Perchè dici che è incredibile quanto afferma Fuksas? Mi sembra anzi un ragionamento che fila: se ad una copertura leggera sostituisci un blocco pesantissimo di calcestruzzo (oltretutto collegandolo malamente alla muratura sottostante con cordoli solo appoggiati) senza rinforzare muri vecchi e fondazioni, rischi di avere una grande massa in alto che oscilla sgretolando tutto quello che c'è sotto. La scuola di San Giuliano di Puglia, col tetto integro e tutto il resto polverizzato, è un esempio lampante:
      http://www.ilgiornaledelmolise.it/wp-content/uploads/2015/10/crollo_sangiuliano.jpg

      Elimina
    3. Anche a me, dopo aver letto l'articolo, é sembrato un intervento ineccepibile. Vero é che non sono esperto di architettura né di edilizia, ma il ragionamento mi pare che fili.

      Elimina
    4. certamente non è questo il luogo per discussioni tecniche, ti mando solo questa immagine per indurre alla riflessione
      http://it.tinypic.com/view.php?pic=1e3p1j&s=9#.V-JNJzXsGRg

      le case col cordolo si comportano statisticamente meglio e c'è poco da dire.
      ( la scuola di san giuliano fu sopraelevata... è una cosa estremamente diversa!)


      negli anni ' 90 si riteneva il solaio di laterocemento una panacea, ora sapiamo che non è più così e anzi nel caso di murature scadenti e se male immorsato può dare gravi problemi, ma da qui a metterlo al bando o dire che il legno è meglio tout court c'è una differenza abissale e sarebbe un messaggio sbagliatissimo. A Norcia han ristrutturato con le norme vecchie , il sisma era uguale e non è morto nessuno . L' importante per la muratura è in primis garantire comportamento SCATOLARE ed evitare il disfacimento o ribaltamento della parete.

      Quanto a Fuffas, termini come " EDIFICIO ASISMICO " , "ADEGUAMENTO ASISMICO" , ENORME MOLLA "non esistono ... e mi viene in mente questo https://www.youtube.com/watch?v=Zl4SmzIreSs se un medico chiamasse i ventricoli VALICOLI tu cosa penseresti?

      se volete delucidazioni sui crolli scrivetemi pure e vi linko le discussioni interessanti sui forum di ingegneri.

      Elimina
    5. Attenzione, commento a rischio pedanteria elevatissimo: astenersi lettori dallo sbadiglio facile :)
      (poi prometto che basta, sennò fondiamo il Dipartimento di Strutture dell'Antro)
      Quello che tu scrivi è sacrosanto: cordoli, catene e cuciture delle pareti migliorano il comportamento scatolare e scongiurano crolli prematuri. Credo che Fuksas abbia messo insieme due discorsi, il cordolo e la sostituzione di tetto in legno con tetto in calcestruzzo: per la seconda questione a mio avviso non ha torto, aumentare la massa senza motivo non è una gran furbata. Intendiamoci, irrigidire e appesantire i solai non è sbagliato a priori, è sbagliato farlo senza considerazioni serie sul comportamento globale dell'edificio, altrimenti si rischia di peggiorare anzichè migliorare la situazione.

      Poi vabbè, voglio una molla asismica! La metto in vetrinetta insieme alla striscia di Moebius e al tesseract.

      Elimina
    6. parole sante. Viva gli strutturAntri.

      Elimina
  19. Carissimo architetto sono felice di trovarla sul blog del Dr. Manhattan, la seguo ormai da anni e faccio oro del suo sapere, ricordo ancora il convegno che tenne al museo anseatico di Bergen riguardo alle strutture architettoniche inserite in un contesto minollico.
    Ahaha Doc ma qui ci sta un nuovo libro, hai fatto narrativa, fumetti e guide turistiche, la prossima mossa è sicuramente un "Manuale di architettura Anime"

    RispondiElimina
  20. Complimenti vivissimi all' architetto, soprattutto per non aver usato la frase "favorice il dialogo tra interno ed esterno", vero leitmotiv delle dissertazioni dei suoi pari. Cosa avranno poi da dirsi la mansarda e l' antibagno?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. e pensati che io mi sono sposato un ' architetta... quando invita gli amici e partono coi discorsi mi chiedo che roba girasse in facoltà... qualcuno ha capito cos'è l' attacco a terra? è coi carri armati?

      Elimina
    3. E quelli che leggono la facciata? Chemminghia c'è scritto??!!

      Aaahh, che gretti che siamo, non capiamo l'arte... :)

      Elimina
    4. Non siamo invero gretti e stupidi, ma così sublimi e alti di spirito e intelligenza da non riuscire più a comprendere le loro sordide e orride bassezze radicalchic.

      Elimina
    5. Riccardo, l'attacco a terra consiste in un pestone sul piede.

      Elimina
    6. stamattina ho capito cos'è l' arttacco a terra... è quando rovesci l' aranciata sul pavimento e non pulisci

      Elimina
    7. Ahaha Riccardo mi sa che hai ragione!

      Elimina
  21. Listone giordano, ma presentato con un'eleganza squisitamente nordica. Molto bello.

    RispondiElimina
  22. Lollone. Pretendiamo (si fa per dire) la seconda parte :D

    RispondiElimina
  23. Geniale...

    ma vogliamo parlare delle uscite multiple della base di Goldrake???

    Come ci passava lo spacer, visto che le aperture erano larghe quanto la pista e tutto il disco, comprese le ali, era ben più largo???

    Misteri architettonici...

    Come quelli di Jun!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ci mettiamo a parlare di stranezze nei cartoni di quegli anni non ne usciamo più. :D
      E allora che dire dell'aggancio del Brain Condor nella capa del Gureto?
      E il pilota senza cinture (come se servissero in aeroscontro a mach 1)?

      Elimina
    2. eh già.... per non parlare delle "leggi del volo" prese a sberloni...
      Solo Jun è realtà...

      Elimina
    3. Jun è oltre la realtà... oltre la fisica... oltre Voyager... Jun è fede, perchè solo la fede può spiegare i rapporti di forza che tengono su il suo paraurti!

      Elimina
  24. Sulla 'corrente fallocentrica' dei laboratori Saotome giù con un trolololol che non mi finiva più!

    RispondiElimina
  25. Mi sono accorto adesso ma a questo punto sorge spontaneo pensare che ci sia un legame tra Kenzo Kabuto e Kenzo Tange. Sotto le mentite spoglie del famoso archittetto Kenzo Tange si nascondeva forse Kenzo Kabuto o viceversa.
    Allora è per questo che in tutti gli anime il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo rimane in piedi o è l'ultimo ad essere distrutto perché l'ha progettato il Kenzo.
    Qui c'è materiale per una intera stagione di Voyager + Mistero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E Kenzo Takada no? Chiaramente c'è di mezzo anche lui, ancora alle primissime armi in quanto a stile...

      Elimina
    2. Come direbbe Lino Banfi: "Kenzo non ciavevo penzato".

      Elimina
  26. ahahahah "Dois graste de stimanza all'ingresso".
    Per colpa tua Doc, dalle risate stavo perdendo il treno!
    GRANDISSIMO!!
    E comunque la base di Mazinga Z con piscina olimpionica resta la piú bella.

    RispondiElimina
  27. io mi chiedo come ti vengono in mente...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh. C'ho un altro paio di idee ancora più folli. Vediamo che ne viene fuori...

      Elimina
  28. Mai come oggi standing ovation .
    Attendo il volume secondo.

    RispondiElimina
  29. io mi chiedo come ti vengono in mente...

    RispondiElimina
  30. Grandi basi per Grandi architetti ! Il fil rouge che unisce le basi e' la praticita' funzionale e la facilita' di ricostruzione , supportata dalla yakuza del cemento armato

    RispondiElimina
  31. DOC ti prego, scrivici un Libro.
    Una cosa tipo La Scienza Immaginaria de L'Attacco dei Giganti (che sto leggendo in questi giorni, da morire).
    L'Architettura Non Tanto Immaginaria delle Fortezze delle Scienze.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no, dai. Diciam... dice Donald che magari dopo un po' la cosa stufa. Vediamo come va con il secondo post, se e quando il nostro, uh, amico norvegese lo scrive. Se no chiediamo all'Archistar lusitana...

      Elimina
    2. La trovata in sé è di quelle che piacciono a me: sotto agli occhi di tutti, ma nessuno ci aveva pensato.

      Chapeau!

      Elimina
    3. Doc, secondo me un simil-libro di architettura con le fortezze delle scienze, pieno di immagini originali affiancate da diagrammi di architettura che indichino dalle sale di comando alle postazioni dei robot (tipo le caverne dei cinque leoni o l'hangar di Goldrake) sarebbe una BOMBA.
      Se avessi le competenze vi darei una mano in prima persona, giuro.

      Elimina
  32. grazie donald!
    ...oh, come amerei mille post di questo tipo, che spazino anche fra le fortezze dei gijoe, dei mask, dei gargoyles e di tutto il nerdverso tutto!

    RispondiElimina
  33. Comunque un po' di rispetto per gli architetti giapponesi, che tra un episodio e l'altro ricostruivano ogni volta la città e a volte proprio la base robottiana.

    Penso che a Tokyo i palazzi avessero un cartello simile a quello nella sigla dei Simpsons: "1 giorno senza distruzioni aliene!"

    RispondiElimina
  34. Rat-Man sta procedendo come un treno; da una parte non vedo l'ora di vedere la conclusione, dall'altra vorrei continuasse ancora per altri 121 numeri *rumori di protesta dallo scantinato in cui è chiuso Ortolani*

    Sto recuperando anche gli arretrari de L'Attacco dei Giganti, visto che sono ancora infognatissimo con il gioco per PS4.
    Sono al 12° volume, li sto leggendo tutti d'un fiato, bello. E come dicevamo nell'altra discussione i disegni sono decisamente migliorati (grazie, assistenti!).

    Doc per caso hai letto Il Re in Giallo della Magic Press? Il libro di Chambers mi è sempre piaciuto tantissimo, e vorrei recuperarlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh cavolo, ho cannato discussione, avevo due pagine aperte :D
      Doc me lo elimini che lo pubblico in quello giusto? Grazie ^^

      Elimina
  35. Capolavoro! Doc, l'architetto Donald dovrebbe davvero scrivere un libro.

    RispondiElimina
  36. Genio puro...
    Prevedi anche un'analisi delle strutture dei cattivi?

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails