venerdì 6 maggio 2016

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Tio Pepe, che Floppy! (i Paninari di Topolino)

Ci si è occupati più volte, a queste coordinate, del fenomeno dei paninari, accennando anche come lo stesso, nella sua lunga coda di fine anni 80, abbia scollinato nelle scuole medie inferiori, diffondendosi tra i più giovani. Si è detto anche come perfino il settimanale Topolino sia stato travolto dall'onda. Quello che non si è detto è che nel 1988 il dizionario dei paninari aveva uno spazio fisso sulle pagine del Topo. Indirizzato da una mail dell'antrista Capuleius, sei andato a ripescarti molti numeri di quell'anno, e hai visto finalmente il tutto sotto una luce nuova. Il movimento dei paninari aveva una missione: non finire avvoltolato tra le spire di una terminologia vocabolata vecchia, vincere la grammatica complessa di una lingua superata che nessuno parla più, sforzarsi di usare i nuovi termini britannici. Ché, come cantano gli Elii in Parla come mangi, oggi son bravi tutti a parlare di briefing, meeting e bakery, ma quando trent'anni fa questi ragazzi provavano a dare una rinfrescata alla lingua, tutti a dar loro addosso. Poi uno dice che, signora mia. Fortuna che c'era il Topo. Voialtri, per dire, lo sapete che cos'è un loader? Un secchiazzo? Una moz? E perché gli uomini dovrebbero chiamarsi tutti Massimo e le donne mai Luisa? Scoprivatelo [...]

Da principio, a inizio '88, si tratta solo di uno spazietto all'interno della rubrica Agendissima, con un paio di definizioni. La ricerca linguistica dell'avanguardia paninara per undicenni porta a galla innanzitutto il megasmack, invenzione delle preppies nella categoria dei salutazzi paninari, e rende conto della sperimentazione di nuovi vocaboli atti a superare il vecchio "secchione". Ora lo sgobbone della classe è un secchiazzo, ché viene pure più pratico per le rime.
Il granozzo, cioè il money, leggiamo, è sempre utile, perché di solito il panino in grana non è avaro e fa godere alla company i frutti della sua prodigalità. Il figliol prodigo biblico, anche se non lo sapeva, era una panino in grana. Apprezzabile anche ramboso, sinonimo di duro, forte, potente e in grado di ricucirsi da solo una ferita dopo esser precipitato tra gli alberi
mentre la gamma di salutazzi (andava molto, va sottolineato, l'uso del suffisso -azzo) ufficiali include iao e hallo. Ma ci torneremo tra un attimo. Prima va spiegato che il nome gallo per eccellenza, il primo nella classifica delle preferenze di galli e panelle, è Max. Per chi si chiamava Massimo o Massimiliano, tutto ok, altrimenti bastava inventarselo come soprannome. Mighty Max, ti abbiamo scoperto.
C'era poi questa cosa che i paninari si menavano virtualmente con gli esponenti degli altri movimenti, e i fumetti della rivista Il Paninaro, di Zippo Panino, perfino i fotoromanzi di Kentozzi con i paninari erano pieni di scontri a cinghiate con punk, ciaina, vigili urbani e altre categorie sociali. Anche Topolino non poteva esimersi dal preparare teoricamente una generazione alla guerriglia urbana, perciò in questo numero, oltre a spiegare che la moz è la mater, o la sapiens, viene definito mazzulatore un macho galloso che non esita a menare le mani e anche i piedi. Solo però, attenzione, in caso di bisogno. Seguono casi di risse con le signore delle cento lire negli autogrill di tutta Italia.     
Sfitinzia è sinonimo di panella, compagna per eccellenza del gallo. L'abbreviazione inglesizzante è sfitty. Ci vedevano anche qui lunghissimo, i paninari. Oggi, per la crisi, in centro è pieno di negozi sfitty. Ultraiper è invece superlativo di super ed esclamazione tipica di gioia.
La definizione di Cucador viene ripetuta in questo spazio dell'Agendissima di Topolino, nel corso dell'88, almeno sei o sette volte. Prima le basi. E allora il cucador è un gallo che, in quanto tale, ha per scopo finale il cucco: cuccare la squinzia, la sfitty. Detto anche cucador della pampa, occhio a non sbagliare la prima vocale. Va sempre ricordato, inoltre, che per i paninari vestire original è un must. Chi usa imitazioni rischia l'ostracismo da parte dei doc. Ciononostante, negli ultimi tempi si tende ad accettare anche qualche tamarrata sfoggiata con humour. Tu, Carletti, ragazzo povero dell'ultimo banco con un paio di jeans uniform tarocchi, vieni qui e schernisciti da solo, se vuoi essere onorato della nostra compagnia e poter apprendere la lingua del domani.
Tio pepe, che floppy! è un'esclamazione composta dai vocaboli Tio (per i meno raffinati Zio, per i camionisti basta direttamente il nome dell'altissimo) e floppy, ossia fiasco, fallimento, debacle. Però attenzione a non fare confusione con la parola flop. Sono scoppiate delle guerre per questa buccia di banana linguistica purtroppo ai tempi molto comune.
Tornando al discorso saluti, in questo numero (testimonial del popolo gallico, Franco Oppini con un cappello da mondina vietnamita) vengono omologati anche iao, il nuovo saluto (salutazzo?) paninaro per eccellenza. Per le ragazzine dodose va bene anche gniao. Ritroviamo hallo, affiancato dal modernissimo ave.
Nel frattempo, scopriamo che il termine squinzia va ancora forte, a differenza del contemporaneo sbarbina, che ha ancora qualche sussulto di vitalità, nonostante l'età veneranda, ma i puristi preferiscono altri sinonimi. Il gergo giovanile è così, spietato. Supporto iconografico: Valeria Cavalli in versione giocatrice di football americano.
Conoscere di svista è la geniale intuizione linguistica adoperata quando qualcuno non lo si vorrebbe proprio vedere, ma purtroppo si è lo stesso costretti a riconoscerlo. La Company è invece chiaramente la banda, il gruppo, la comunità nell'ambito della quale paninari e sfitinzie vivono le loro piccole, grandi avventure di scuola, d'amore, DI GUERRA.
Il melone è la cotenna, la zucca, la cervice. Ossia la testa o il collo dell'utero, dipende. Morbidoso può esserlo invece sia un gattino che un gallo, ma mai dirglirlo, sarebbero guai megagalattici. Uno si sta preparando alla guerra generazionale e tu, ragazzina, lo chiami morbidoso? Ma sei fuori di collo dell'utero?
La mitragliata è qualunque cosa si mangi o si goda con avidità, mentre il kiss, come il già incontrato megasmack, è il bacio dei paninari. Altrimenti noto come kissettone. Da non confondere con il kissene e il romano kittese. Va sottolineato come il kiss è di solito un'idea delle sfitty, perché i galli queste tenerezze le schifano un po'. Qui si fa la neolingua d'Italia e si combattono i punk, i metallari e i poveri, bella, o partiamo da una pomp non c'è tempo.
Altri due grandi classici, capisaldi del nuovo idioma: l'arpionamento (di compilation di sfitinzie, ma anche di felpe o jeans giusti, no imitazioni) e okappa, perché niente dev'essere scontato o banale nel modo di vivere del paninaro. Ci si veste e si parla tutti uguali, ma con personalità, tio pepe.
Il passaggio del settimanale nelle mani di Disney Italia coincide, oltre che con il debutto di nuove rubriche, con un'evoluzione della finestra sul mondo dei paninari. Ora occupa un'intera pagina e non si chiama più "Lo dicono forte", ma "Galli, squinzie e Post Panozzi". Post panozzi è bellissimo. Si parte con al brucio (per frasi come, uh, schizza al brucio o cartona al brucio), fiocinare, intagliare, paccoso, solution e telare. Ve la siete intagliata very original? No? Telare, paccosi privi di una solution.
Il meucci è il telefono (problema: la bolletta Sip, che horror!), il lager è la scuola o la casa, soprattutto se i sapiens sono in vena di arresti domiciliari. E tra le gallate dei galli c'è anche lo slumare, il lumare di sottecchi. Lui la sluma duro, lei lo sluma tenero. Da cosa nasce cosa: un bambino di tre chili e mezzo, tutto quella sfitty di sua madre.
Ingrippare è coinvolgere, intrigare. Tra gli esempi, un significativo Nietsche m'ingrippa un casino. Manzire, termine mutuato con eleganza dagli accoppiamenti del bestiame, indica la copula amorosa o un suo blando surrogato, mentre fare il vinavil significa stare alle costole di qualcuno con feroce determinazione. Oggi si usa il termine stalking.
Pano è sinonimo di paninaro, gallo, manico e cedrone. Mentre paninaretto o paninarello è dispreggiativo per gli aspiranti panini di giovanissima età. In genere usato ai tempi dai paninari di seconda media per irridere gli imberbi wannabe di prima che non hanno ancora i peli sotto le ascelle. Si accenna anche a Pearl-Harbor, la grande disfatta, il super-floppy di quando becchi tre in mate. E ancora non hai visto il voto in italiano, sintomo della bieca insofferenza dei sapiens per i nuovi linguisti dell'avvenire.
I sapiens sono anche geronti o arterios, mentre la pronuncia corretta del salutazzo hello ha già creato una profonda spaccatura nel movimento. Fortuna che c'è San Charro a cui rivolgersi.
I coraggiosi autori del dizionario iniziano nel frattempo a subire la pressione reazionaria dell'azienda, gestita ovviamente da sapiens. Solo così si spiegano le illustrazioni di Paperini punk e ciaina fricchettoni infiltrate nella rubrica dei galli e delle squinzie. A ogni modo, da sottolineare i termini attrezzatura (la divisa, l'uniforme, il biglietto da visita del paninaro), la gommina (anche nota tra gli avanguardisti come gel), gli incontri random e swattare, cioè dire, raccontare
Gallo cedrone, leggiamo, è il gallo non banale e futuro fan di Verdone, e cedro è l'aggettivo derivato di tutto ciò che è buono e tosto. Il che spiega anche perché la cedrata sia rimasta una bibita d'elite.
Brodino è un tipo annacquato, mollaccione, noioso, mentre camomillati è il classico invito ad assumere la nonchalance tipica dei paninari. Si accenna anche al problema sociale del revival del filtrofiore, inatteso ma virulento (mollando un attimo la kayfabe del post: oh, stima a chi doveva inventarsi ogni settimana queste minchiate). Skizo, così come skizzato o skizoide, sono parole prese in prestito, senza pretese, dal linguaggio medico
Ed ecco il dramma di tutte le giovani Luisa d'Italia, nome che nel movimento post panozzo indica la fessacchiona per eccellenza. Una visione molto ristretta, lo si riconosce subito, che ha rovinato la vita a una cifra di Luisa di nome, ma non di fatto. L'unica per far quagliare la brodaglia, per le Luise squinzie dell'88, era cambiare nome. In Massimiliano.
Da Dodo, il negozio milanese che produceva pupazzetti e  tenerumi per panelle, deriva l'aggettivo dodoso. Horror è esclamazione di disappunto e aggettivo adoperabile per cose, persone, situazioni e soprattutto timba false. Tutto ciò che non è paninaro è invece squallido o squallor, come i tizi di Arrapaho e Tocca l'albicocca. 
Chiudiamo (ché si potrebbe andare avanti per ore) con quest'ultima pagina, con la parola rambosa slacciare (aprire, rompere, demolire. Usata in frasi come Ti slaccio la faccia, tamarro!), con L/M (cioè linguaggio macchina, per chi sta pensando ai fatti suoi, quindi viaggiando in L/M) e con Loader, il capo (corruzione di leader). Ora scusate, c'hai da viaggiare in L/M e scendere a pisciare il cane, prima che il loader di famiglia ti slacci la faccia perché stai ancora qui a swattare minchiate con la company del Videotel collegato al meucci. Telare!

86 commenti:

  1. Non vorrei fare il petaloso, ma tutti questi vocaboli si erano visti l' highlander col guianfransuà spadazzaro , perchè se ne sono rimasti di uso corrente uno o due è un miracolo. Ci sono più parole italiane in ittita che in paninaro

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    1. Il petaloso no, quello che non capisce il sarcasmo sì XD XD XD Confermo che pure qui ci sono ovunque negozi sfitty.

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    2. ma te di usa qualcuna di queste parole?
      Io spesso qui in osteria a Vicenza sento spesso imprecare e non usano Tio ... vedi che non siamo i più raffinati dello stivale.

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    3. Intendevo dire che tutta l'introduzione del doc sugli sforzi per rinnovare il vocabolario (e direi il post in toto) è una presa in giro, esattamente come la canzone degli EELST citata. E' ovvio che non hanno attecchito queste parole :)

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    4. Aspetta che ho sbagliametro io.
      "Chi usa imitazioni rischia l'ostracismo da parte dei DOC"
      colto il messaggio?
      eqquindi non vi fotocopiatevi la guida a tokio o inseguendo il super santos.

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    5. "Tio" si usa sul ferrarese, ma dubito che ci sia una discendenza paninara.

      Es.: "Tio Be'", esclamazione "per famiglie" derivata per edulcorazioni multiple da un classico bestemmione feroce da osteria.

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  2. che periodo tremendo, Doc...
    ...Ho un ricordo atroce, nei miei tre anni di scuola media (1984-87) ....rivedo gente che faceva il censimento di jeans e felpe della classe, finendo per deridere chi indossava capi senza marchio o, peggio, imitazioni pedestri da mercatino (tipo tute "Abidas" con marchio a quattro foglie)..... era una persona finita, bollata, derisa! ...

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    1. io ero alle elementari ma già si respirava quell' aria dimmerda che ha ghettizzato me e i miei abiti di sottomarca per tutta la vita ! Per fortuna adesso con la crisi vestiamo tutti come straccioni e invece di parlare della maerca dei pantaloni si discute di quanto siamo stati luisa ad accettare condizioni e tassi d'interesse dei mutui bancari !!!

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    2. non so... ma a vedere gli odierni ragazzini delle scuole medie, credo che sia cambiato poco... magari la questione si è spostata sul tipo di cellulare... Siamo tutti Gini....

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    3. Ginny Hermione6 maggio 2016 19:09

      Negli anni in cui erano di moda gli zaini Invicta e Seven, io ne avevo uno anonimo comprato dai marocchini, ma che il suo dovere l'ha fatto, portando a spasso libri e dispense nei mesi di studio, scarponi da sci nelle vacanze invernali e attrezzatura da spiaggia in quelli estivi. Penso che i pischelli di adesso preferiscano vestirsi da H&M e avere lo smartphone piuttosto che vestirsi firmati e avere un cellularino sfigato.

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    4. Probabilmente deve essere stata una moda più cittadina che paesana, io vivendo in un paesino di nemmeno 3000 abitanti queste cose non le ho mai viste.
      Al massimo ricordo invece episodi inversi, tipo ah c'hai la felpa nuova di fido dido eh..
      e giù cimosate. (più noia che invidia).
      ma probabilmente i paesini a cavallo tra gli anni 80 e 90 erano in una sorta di limbo temporale, ricordo benissimo ad esempio le console a 8 bit ma di non avere mai vissuto il periodo 16bit... ricordo gli m24 e gli amiga 500 ma poi il salto diretto ai 386-486.
      Evidentemente mode, tecnologie, tendenze arrivavano un po' come il natale di Pozzetto, quando arrivavano arrivavano.

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  3. Non ricordavo che ci insegnassero le parole giuste per non far capire ai genitori che avevamo lasciato incinta qualcuna.

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    1. Un attimo che meuccio alla sapiens che c'è una nuova situation. Wild boys.

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  4. ho vissuto quegli anni in pieno (liceo dal 85 al 90), ma qui nella remota provincia dell'impero bizantino la moda aveva attecchito, il lessico direi di no

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    1. Credo che il lessico fosse limitato all'hinterland milanese, perchè paninari ne ho visti, ma parlavano (oddio.. parlavano... emettevano suoni gutturali lontanamente riconducibili ad idioma) in modo diverso. E come sede mi riferisco al regno delle due Sicilie...

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    2. Ginny Hermione6 maggio 2016 19:12

      A Pavia (40 km a sud della capitale dei paninari) il massimo del paninarismo era mangiare da Burghy e andare a scuola con la borsa Naj Oleari tarocca (a proposito, oggi ho scoperto che quelle borse esistono ancora, le ho viste in vendita in un negozio di scarpe della catena Ritmo). Il lessico paninaro l'ho sentito più che altro in tv negli sketch di Enzo Braschi.

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  5. Ho il nettissimo sospetto che questo elenco sia stato inventato di sana pianta dai redattori del Sorcio in quanto non ho mai sentito nei miei 40 anni di vita uno solo di questi termini utilizzato in una frase di senso compiuto. Augh, Captain Obvious ha parlato.
    Eccezion fatta per Ramboso, ma solo in tempi recenti in riferimento al geniale ridoppiaggio di First Blood in Veneto.

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  6. Allora, il Paninaro (la rivista), secondo me, portava avanti una sottile opera di presa per il culo del movimento omonimo e dei suoi adepti. Ma Topolino, che in teoria aveva un pubblico più giovane e quindi meno avvezzo al sarcasmo ed all'ironia, non avrà esagerato? Tra incitamenti alla violenza ed alle risse, riferimenti all'accoppiamento del bestiame, incitazione alla discriminazione in base al censo...a proposito di questo:"Chi usa imitazioni rischia l'ostracismo da parte dei Doc.!" Tu quoque, Manhattan?

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    1. Ebbene sì.
      Lo stesso nick DOC non è un'abbreviazione a uso dell'angleterra di Doctor, come pensavate, ma acronimo di Distinto very Original della Company.

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  7. Ho il nettissimo sospetto che questo elenco sia stato inventato di sana pianta dai redattori del Sorcio in quanto non ho mai sentito nei miei 40 anni di vita uno solo di questi termini utilizzato in una frase di senso compiuto. Augh, Captain Obvious ha parlato.
    Eccezion fatta per Ramboso, ma solo in tempi recenti in riferimento al geniale ridoppiaggio di First Blood in Veneto.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Questi galli erano troppo giusti...
    Comunque Doc in uno di quei fumetti si legge "Chi veste imitazioni rischia l'ostracismo da parte del Doc". Hai un passato da gran loader dei paninari che ci hai taciuto?

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    1. Quando ho scritto questo non avevo ancora letto il commento di scott due commenti sopra il mio.
      E mi ha fatto piacere leggerlo, perché pensavo di essere un caso umano essendomi messo a leggere ogni singola vignetta. Adesso so di non essere solo.

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    2. e questo dovrebbe essere di consolazione? L'avermi come compagno non è mai di consolazione, sappilo!

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  9. Addirittura un intero post ispirato dalle foto deliranti che ti ho inviato! Che dragata!!
    Questo post è cedro arrapation, me lo cucco tutto al brucio!
    E ora scusatemi, vado che devo meucciare la mia sfitty!

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  10. Che cosa terrificante,anzi direi HORROR per stare in tema,foruna che sono nati nel 78 e questo movimento l'ho visto in modo marginale un po' al Drive-In,mitico Enzo Braschi,e un po' per sentito dire dai racconti di mia mamma che lavorava a Milano e la città era popolata da questi personaggi.
    E da un mio cugino acquisito figlio di una zia acquisita che aveva un negozio di abbigliamento che trattava questo genere di abiti.
    Poi sono cresciuto metallaro e quindi non avrei aderito al paninarismo lo stesso.
    Una domanda,ma quindi Sandrino il Mazzulatore di Eccezziunale Veramente era un paninaro? :-)

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    1. Francamente ai paninari si può perdonare tutto, tranne i pantaloni a orlo alto coi calzini rialzati. Questo francamente è un crimine contro l' umanità. Per fortuna sono del' '79.

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    2. oggi vanno di moda con il risvolto ad altezza caviglia...

      comunque dopo aver letto tutto ho avuto i brividi e c'ho una leggera nausea, essendo un Metallaro e chiamandomi Massimo vado ad impiccarmi al brucio...
      o mi attacco al salutazzo.

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    3. Volevo dire NATO nel 78 non nati

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  11. Io questi termini me li ricordo tutti, ma probabilmente è perché li ho letti proprio sulle pagine di quei Topolini :P "wild boys, wild boys" :D

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  12. Che poi, la cervice, è il collo dell'utero. Che bestie invereconde 'sti paninari... ;) Saluti da un secchiazzo, e chi non li accetta si attacca al...

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    1. Scusa l'attacco compulsivo da PdF ma è il retro del collo.. Di qualsiasi collo si parli :D

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  13. dopo L/M mi è venuta una voglia pazzesca di giocare a cyberpunk 2020.
    chombatta!

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  14. Ricordate in Terminator 2 il ragazzino che insegna lo slang al terminator? Si? E se il piccolo Connor fosse stato un paninaro?!? Avremmo avuto Swarzy che dice cose tipo "Ti slaccio la faccia, T1000" oppure "Tela al brucio dalla tua moz, John".
    Rabbrividiamo (cit)

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  15. Che Dragata Doc ! Ma attento a chi sluma fduro le macchine dei fighetto che organizziamo la cumpa per un raid mazzulatorio !

    ( Sopravvivere agli anni 80 è stato un miracolo )

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  16. Confermo tutto. Io sono nato Luisa, poi ho cambiato nome con cerimonia al Burghy.

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  17. Quello che affascina di questa pazza neolingua orwelliana è questa commistione quasi dantesca di "alto" e "basso": termini come "sapiens", "geronto", "Meucci", "ave", ecc derivano da parole poco usuali e da concetti che denotano una certa cultura generale di chi li ha inventati. Poi i termini sono stati frullati in maniera schizofrenica e utilizzati come gergo becero e ignorante. I linguaggi giovanili di oggi non hanno basi così forbite: non a caso è sopravvissuto il termine "zio" al ben più raffinato "Tio"...
    E' l'imbarbarimento della lingua, galli di Dio.

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  18. Riflettendo mi accorgo che alcuni termini li uso tuttora... ma non sono mai stato paninaro! OMG è un contagio, bisogna fermarlo a ogni costo (si cosparge di benzina e si da fuoco) Swoosh Arghh!

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    1. In pratica uso telare e okappa, forse li ho sentiti da Enzo Braschi al drive in, oppure trattasi di convergenza evolutiva... anzi, involutiva.

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    2. Telare è un termine in disuso ma sempre italiano è..
      http://www.etimo.it/?term=telare&find=Cerca

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  19. Notevole la nonchalance con Topolino alludeva all'accoppiamento.

    Comunque la pratica di sfottere i compagni con marche tarocche è sopravvissuta ai paninari. Quando ho fatto le medie, sul finire degli anni '90, era ancora in voga.

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  20. La cosa ironica è che poi, dopo trent'anni, ci siamo noialtri deboscia qui a dire "flippotrippissimo, fantascienzo, vintaggio, mariomerolo", eccetera.

    http://docmanhattan.blogspot.it/2013/01/primo-dizionario-ufficiale-antrista.html

    La storia si ripete? ^_^

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    1. La mia teoria di fine studioso del linguaggio (leggi "c@zzaro") è che il gergo dei super-fighi diventa il gergo degli sfigati della generazione successiva. Se senti qualcuno che dice "Tooogo!!" oggi pensi subito a Steve Urkel (com'era all'epoca, non com'è adesso..:D ).
      Noi antristi siamo nerd, dunque "sfigati": a mio avviso è assolutamente appropriato che usiamo i termini dei galli dell'88.

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    2. A parte i commenti a questo particolare post, non mi pare che noi qui si usino granché i termini dei galli dell'88...
      I neologismi che ho elencato sopra penso siano stati più o meno tutti "coniati" dal Doc, non credo c'entrino granché con i paninari...

      In altre parole, non intendevo dire che i nerd di oggi usino le parole dei fighi di trent'anni fa, ma semplicemente che all'epoca loro si inventavano neologismi più o meno assurdi... ed oggi noi, che ridiamo di quelle parole strane di allora, ne usiamo/coniamo di nuove a nostra volta...

      Meglio poi non pensare al fatto che almeno loro si potevano giustificare col fatto di essere ragazzi, mentre noi invece oramai abbiamo una certa età...
      (IMMAGINO che buona parte degli antristi sia ultratrentenne, ma ovviamente potrei sbagliarmi).

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    3. Quello che ho scritto era una mia riflessione di un po' di tempo fa: leggendo bene il tuo commento mi rendo conto che era attinente solo alla lontana :) ...
      Beh, i gerghi giovanili esisteranno finchè esisteranno i giovani. Io stesso ne ho fatto largo uso dalle medie all'università: la differenza è che alle medie il gergo è la cosa più seria del mondo, devi usarlo nella maniera corretta pena "l'ostracismo dei doc" (quindi è in definitiva una questione di sopravvivenza); quello che si usa qui è il gergo di chi, ormai 30-40enne, ha problemi un po' più seri che procurarsi l'"attrezzatura giusta" e quindi può usarlo per fare un po' lo scemo e divertirsi :D

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    4. Ginny Hermione11 maggio 2016 15:45

      Io ho constatato che con i miei coetanei (fortysomething) parlo ancora il gergo della nostra adolescenza, è un po' come una parola d'ordine, o da ex studiosa di letteratura potrei anche dire una koinè che ci aiuta a fare gruppo. Ma a volte mi concedo sforate nel gergo più recente, per esempio a volte dico "puccioso", parola che è l'equivalente più recente del "dodoso" che compare in questa pagina.

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    5. Puccioso però (r)esiste almeno da una decina di anni, il gergo paninaro si è estinto in un periodo molto più breve, credo. Sbaglio? ?_?

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  21. Dall'alto dei miei oltre quaranta (ormai anche sapiens) posso assicurare i docmanattiani che in quel di Milano alcuni termini venivano usati, certo io abitavo (ed abito) in periferia e pertanto alcune finezze, che credo fossero ad appannaggio dei panozzi doc (vedi zone centrali) non erano utilizzate altre, probabilmente le più semplici, si. Comunque credo che oggi fra i ragazzi le cose, in quanto a linguaggio non siano troppo diverse, anzi in alcuni casi anche peggio perchè se nel linguaggio paninaro la matrice neolatina era ancora preponderante oggi questa matrice è quasi del tutto sparita a favore di un preponderante anglismo urticante uplodare watsappare spoilerare scannerizzare, per tacere dei risibili titoli dati nel mondo del lavoro (store manager? team leader? HR manager CFO ecc.). Sono un secchionazzo sapiens di mmm....

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  22. Sarà che nell' epoca panino ero troppo piccolo, ma ricordo bene questi articoli sul topo e li odiavo! Pagine sprecate! Cmq confermo...alcuni vocaboli sono proprio inventati. A Milano dove è nato il tutto mai sentiti. Per fortuna poi è arrivato il grunge e ha spazzato via il tutto...

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  23. troppo piccolo per conoscere i panozzi (neanche tramite Drive In) quindi la mia conoscenza sull'argomento si basa su "Italian Fast Food" (che era uno spinoff di Drive In credo...)

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  24. Beh, il fanatismo per le idiozie lo vedo più preoccupante adesso. I pretesti per menarsi fra bambini, ragazzini, adolescenti, che siano la marca dei jeans o una presunta appartenenza politica, sempre pretesti rimangono. I Neologismi gli ha sempre ogni gruppo, questi avevano solo il demerito di essere diventati un caso nazionale ( avrá a che fare con la Milano da bere e le TV private?).
    Conoscere di svista ê un capolavoro, penso che lo userò.
    Più che Braschi, questo gergo mi fa venire in mente lo Zampetti.

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    1. Ginny Hermione6 maggio 2016 19:20

      Per esempio la rivalità fra ammiratrici delle boy band. Negli 80 Duran Duran contro Spandau Ballet, nei 90 Take That contro East 17, nei 2000 Blue contro N'Sync, e adesso? Le fans degli One Direction con chi se la prendono?

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  25. Quindi Santrino, sguardo glaciale e occhio di velluto, era un paninaro ante litteram....
    https://youtu.be/hNWnayHfP8o

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  26. "Provate anche voi a dire: MENATA", scritto sul Topolino, è una cosa che mi ha segnato irrimediabilmente

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    1. Non so se avete notato, lo diceva sempre anche Tremonti, che si fosse letto il topo pure lui?

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    2. Ginny Hermione11 maggio 2016 15:48

      Max Pezzali (mio concittadino e coetaneo) costruì sul gergo giovanile un intero album, ricordate? S'inkazza, 6 1 sfigato, te la tiri, non me la menare. Forse con ciò ha contribuito anche lui a prolungare la vita di alcune parole.

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  27. pazzesco, non mi ricordo assolutamente della rubrica, e all'epoca sicuramente leggevo Topolino. Il Paperino punk è qualcosa di fenomenale, meglio di quello che disegnò Liberatore!

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  28. Scusate, giusto per alzare di un'altra tacca il livello di nerdismo di questo post (come se ce ne fosse bisogno...): soltanto a me quella foto della Cavalli sembra un disegno di Adam Hughes?

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  29. "Provate anche voi a dire". Ma anche no, zio.

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  30. "Doveva essere una giornata RAM! Anche questo verbo non è nuovissimo, ma infilato in contesti giusti fa ancora la sua figura".
    Quale verbo? "Doveva" o "essere"?

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  31. AVE!!!! uahahahahahah
    comunque ricordo bene il periodo si...avevo un morosetto che abitava in un'altra città e mi scriveva: "vengo lì e ci lumiamo" e io presi paura perchè pensavo avesse in mente cose zozze...

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    1. io ho capito dal dizionario che è effettivamente sozzo.. leggiamo che "lui sluma duro, lei sluma tenero" ... sul TOPOLINO !!!

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  32. M'incuriosiscono le "piccole avventure di guerra" nel centro di Milano. Si vede che quel sapiens del Pipa ha swattato dinuovo alla Marconi: -Come a Genova e a Torino, ponete quei gini dei crukki di fronte alle solutions: telare al brucio o essere mazzulati!- ... o bella iao, bella iao, bella iao iao gniano!

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  33. Oh, gente, lo dico? Lo dico. A me meucci/meucciare, nell'epoca degli smartcosi, fa troppo ridere per non usarlo qualche volta.
    Sembra una roba da Fascisti su Marte.

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    1. A me ha sorpreso in senso positivo che gente fissata con gli Stati Uniti come erano i paninari attribuissero a Meucci la paternitá del telefono. Mi sarei aspettato che per telefonare dicessero "Bellare".

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    2. Secondo me il verbo "meucciare" si può inserire in qualche supercazzola

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    3. Ginny Hermione11 maggio 2016 15:29

      E allora da domani ascoltare la radio si dice "marconare", in onore di Guglielmo Marconi ;)

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  34. "Lui sluma duro, lei sluma tenero", ma saranno cose da scrivere sul Topolino?!! Me li ricordo questi dizionari, li lessi qualche anno dopo (da un lotto di Topolini vecchi ereditata dai cugini grandi) e non capivo che diavolo significasse tutto ciò.
    Tra l'altro mi pare che su uno di questi numeri ad alto tasso panozzo ci fosse anche un'intervista ai CCCP (forse per par conditio davano spazio ad un gruppo punk comunista), ma può essere che stia sovrapponendo ricordi diversi.

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    1. Per par condicio avrebbero dovuto fare spazio anche a truzzi e metallari, oltre che a ciaina e cinghios...

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  35. Ginny Hermione6 maggio 2016 19:01

    Doc, si potrebbero scrivere racconti interi con queste parole. Lui la sluma duro, lei lo sluma tenera, e nove mesi dopo abbiamo qualcosa fuori di collo dell'utero. Non tutto è andato liscio, ma per fortuna il ginecologo che ha assistito al "fuori" era un ex secchiazzo laureato con 110 e lode e ha evitato complicazioni. Meno male che era di turno lui e non la sua collega Luisa, altrimenti per la neo-moz erano uccelli per diabetici. E via panineggiando. Comunque, a proposito di gergo giovanile, ho notato che alcune parole hanno la data di scadenza come il latte, mentre altre superano tutti i ricambi generazionali e diventano dei classici: per esempio, fra i vocaboli paninari si dicono ancora "tamarro" e "broccolare".

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  36. Ginny Hermione6 maggio 2016 19:18

    Noto che "pacco" ha cambiato significato. Negli anni 90 significava "noia", adesso si dice ancora ma può significare "fregatura" o "attrezzatura maschile".

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    1. E' più che altro una divisione geografica. Al nord il "pacco" è la noia, nel centro-sud una fregatura.
      Riguardo all'attrezzatura maschile beh, li un po' in tutta Italia :)

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    2. Ginny Hermione8 maggio 2016 08:56

      Mah, io sono del Nord e pacco significa fregatura anche qui :D

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    3. io sono di Lecco ( 50 km di superstrada dalla metropoli dove il movmiento paninaro vide la luce) e
      "pacco" si usa tuttora si come sinonimo di noia " che pacco! e' tre giorni che piove!" o di fregatura, solitamente riferito alle cosidette droghe leggere :" un marocchino alla stazione mi ha venduto 10 euro di fumo, ma era un pacco!!"
      L'ho sentito usare anche come sinonimo di attributi maschili, ma pochissime volte.

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  37. Essendo nato nel '97 sono scampato al vivo di questo delirio, ma ricordo che la madre di un mio amico d'infanzia si ostinava a parlare "paninaro", una tragedia.
    Dal canto mio, mi batterò perché il termine "catananna" entri nell'uso comune.

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  38. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  39. Dal minuto 38 abbiamo un compendio di "lingua e cultura paninara anni '80" in quel capolavoro dimenticato che è "Italian Fast Food" (nonché costola cinematografica non ufficiale di Drive In). Agevoliamo il filmato: http://www.dailymotion.com/video/x2crwc9_italian-fast-food-1986-1-tempo_shortfilms

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  40. Ringrazio Iddio che nel '88 ero ancora troppo piccolo per esser influenzato da questa sottocultura giovanile... Brividi.

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  41. A proposito ancora dei riferimenti "alti" del lessico paninaro, per quanto riguarda lo "slumare":
    i62.tinypic.com/2u9i98n.jpg

    Ciao.
    Luigi

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  42. beh alcune parole erano prese da qualche gergo dialettale/giovanile del nord e non erano solo dei paninari: 'telare' viene ancora usato (a Brescia) da persone che non credo siano mai state tra i paninari (per la verità a brescia in certi quartieri usano ancora il trancorio che veniva usato anche in qualche film o telefilm. http://www.odiopiccolo.com/new_site/il-trancorio-storia-di-una-lingua-tutta-bresciana/ )

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  43. Ginny Hermione11 maggio 2016 15:35

    Non so se era un'abitudine solo pavese: qui nella megalopoli tentacolare sulle sponde del Ticin River, negli anni 80 i secchioni erano detti anche "martelloni", e di conseguenza il verbo "martellare" non significava solo piantare chiodi, ma anche dedicarsi ad uno studio matto e disperatissimo di leopardiana memoria. Si diceva anche in altre parti d'Italia?

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