mercoledì 25 maggio 2016

15

Il mostro dell'astronave (L'angolo del Creeper)

All'incirca un mesetto fa, al lancio della campagna di The Shadow Planet, la quarta campagna Radium dedicata al "miglior film di fantascienza vintage non girato da Carpenter trasformato in fumetto" (tutte le info e un trailer che spacca tutto lo spaccabile qui), avevi promesso di riesumare L'Angolo del Creeper, antica e abbandonatissima rubrica dell'Antro, per delle chiacchierate con James Blasteroid di The Shadow Planet (per amici e alieni Giovanni Barbieri) su vecchi B-movie fantascientifici degni di essere ricordati per una qualche ragione. Si parte con Il mostro dell'astronave (It! The Terror from Beyond Space), film in bianco e nero (addirittura) del 1958 (nientedimeno) famoso per un motivo ben preciso: in tanti lo indicano da sempre come il papà del primo Alien (Ridley Scott, 1979). Ma sarà vero? [...]

DOC: Da dove partiamo, Giann... James? Dal titolo italiano, che non c'entrerà una well-loved con quello originale ma va dritto al punto?

JAMES BLASTEROID: Sì, partirei dal titolo, perché io adoro tutte le storie con la parola “mostro” nel titolo. Per me sono un richiamo irresistibile e qua c’è pure “astronave”, quindi come direbbe Jerry Calà “doppia libidine”!

DOC: Ok, ti sei giocato la citazione di Calà. Non ne avrai altre per i prossimi due anni. Quando ti sei avvicinato per la prima volta ai B-movie classici? Come? Ma soprattutto perché?


JB: Guardavo i film di fantascienza degli anni 50 su Antenna Nord, l’antenata di Italia Uno. I diritti li dovevano vendere un tanto al quintale, perché la domenica pomeriggio ce n’era sempre uno ed è così che mi sono guardato un sacco di “fondamentali” tipo “Robinson Crusoe nello Spazio”, “Quando i mondi si scontrano”, “Cittadino dello Spazio”, “Gli invasori spaziali” eccetera. Se poi ci metti a fianco i film non-stop su Tele6 Adriatica – cioè lo stesso film in loop dalla mattina alla sera, quasi sempre un film di mostri giapponese – la mia infanzia è già bell’e fatta. Ma “Il mostro dell’astronave” non lo trasmettevano mai. Eppure mi ha sempre incuriosito, proprio perché citato in tutte le filmografie come il nonno di “Alien” e quando si parla di “Alien”: giù il cappello, signori!
DOC: Parere mio? Una scena molto simile e il concept. Ma per il resto...

JB: Sì, c’è una sequenza che è quasi uguale a quella del comandante Dallas che dà la caccia al mostro (“xenomorfo” è una parola che è nata molto più tardi) nei condotti d’aerazione, ma per il resto siamo lontani anni luce. Giusto l’idea di base: c’è un mostro alieno clandestino a bordo di un’astronave che fa fuori membri dell’equipaggio come fossero anacardi all’aperitivo.

DOC: Alieni portoghesi! Clandestini! Vergogna! E infatti questo lo manganellano.


JB: Provano in tutti i modi a ucciderlo, ma quello ciccia. Davvero, lo menano, gli fanno l’elettroshock, lo espongono a radiazioni atomiche, ma quello niente, giù a ringhiare e ad agitare gli unghioni come se non ci fosse un domani. Lo sviluppo della trama è tutto qua, a parte un coglionissimo triangolo amoroso che (sbadiglio) e (sbadiglio e pisolo). 

DOC: Ecco, meno male che l'hai detto tu. Guardandolo su YouTube mi sono abbioccato un paio di volte. Credevo fosse colpa mia...


JB: Quando ormai mancano pochi minuti alla fine, ti chiedi come hai fatto a stare sveglio, soprattutto nell’interminabile sequenza della passeggiata spaziale, che ti mette più sonno del gran premio di Formula Uno in orario post prandiale. Lì arriva però la soluzione. “Ma hai visto che l’ossigeno è sceso un casino?”, nota argutamente il protagonista, che diventerà famoso anni dopo in una serie TV dove farà da spalla una scimmia, “Daktari”. E infatti, anvedi, il mostro respira! Quindi, finalmente, l’equipaggio più pirla della storia del cinema SF dopo quello di Prometheus infila le tute, toglie l’aria respirabile e il mostro muore.

DOC: Un film mozzafiato! Cosa ne salvi, paternità vaga di Alien a parte?


JB: La fotografia in bianco e nero, che riesce a valorizzare quel poco di scenografia ed effetti messi in piedi dalla risicata produzione, la Vogue Pictures (sic). Grazie a provvidenziali scalette fra un piano e l’altro del razzo, in cui gli attori si infilano e stacco, si mimetizzano i due set in croce che, cambiando arredamento, diventano i diversi livelli dell’astronave. Un’idea che sarà recuperata proprio in “Alien” da Ridley Scott, quando ancora non aveva le mani bucate. La povertà di mezzi si nota soprattutto negli effetti speciali: se ci fai caso, la sequenza con il razzo che attraversa lo spazio è sempre la stessa! Ma tipo che pare perduto in una rotonda di Ravenna! Poi all’inizio, quando il razzo lascia Marte, da un oblò vediamo il pianeta allontanarsi, solo che è… la Terra!

DOC: Gombloddo!

JB: Tutto si spiega tenendo conto che il film pare sia stato girato in appena sei giorni dal regista Edward L. Cahn, un tizio dalla carriera lunghissima che va dal muto agli anni 60. Ha girato qualcosa come 127 film di genere, fra cui il mitico “Invasori dall’altro mondo”, quello degli alieni coi testoni a pera. Questo film invece è particolarmente amato da John Carpenter, sempre sia lodato, anche se il suo imprinting fantascienzo pare sia dovuto a “Destinazione Terra” di Jack Arnold, mica caccole.

DOC: Fig... belle donne?
JB: Be’, ti ho già detto del triangolo amoroso (sbadiglio), quindi ovviamente le donne ci sono. Ma nonostante siano scienziate e il film sia ambientato nel futuro (il 1973!), qua servono i caffè, preparano da mangiare e infermierizzano devotamente i maschi di bordo, che invece fumano sigarette e giocano d’azzardo, oltre a farsi ammazzare dal mostro.

DOC: Ok, passiamo al mostro, allora, mister tutina...

JB: Davvero l’apoteosi dell’uomo con la tuta di gomma, il veterano Ray “Crash” Corrigan, già rissoso gorilla in un sacco di filmetti e serial precedenti per via del fisico imponente. La tuta disegnata da Paul Blaisdell dovette essere adattata perché troppo stretta, ma siccome il mento di Ray continuava a uscir fuori, fu deciso di mimetizzarlo da lingua del mostro. Nascosto a bordo fa più casino di un pincer in un gattile, ma l’equipaggio se ne sta lì a fare “mi sembra di aver sentito un rumorino”...

DOC: Eccerto che poi finisci scannato, e ti sta pure bene. 


JB: Muoiono anche i due fratelli italiani, che nei film americani del periodo pensano solo alla mamma e a mangiare.

DOC: Insomma, da guardare se...

JB: ...si è in compagnia per percularlo spietatamente. Se invece si è soli, meglio preparare gli stecchini per tenere aperti gli occhi…



Mancano 20 giorni alla fine della campagna di The Shadow Planet. Per tutti gli aggiornamenti, seguite la pagina FB di Radium. #makeitsuccedere
 

15 commenti:

  1. Grande Giovanni! :D Domani gli faccio i complimenti

    RispondiElimina
  2. Chi mi aiuta con un titolo di un horror B (ma probabilmente anche Z) movie?
    Trama, anche se lo ricordo a sprazzi: un gruppo di speleologi risveglia un mostro nel sottosuolo che li squarta uno per volta. La parte finale si svolge nei pressi di una sala bowling. Non ricordo altro, se non che era piuttosto splatter e che la qualità era piuttosto squallida. Film visto negli anni Ottanta, per cui tutti i titoli usciti successivamente scartateli. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. probabilmente Alien 2 sulla terra
      https://it.wikipedia.org/wiki/Alien_2_sulla_Terra

      Elimina
    2. Ahahahahahahaha, sì, è lui! Grazie. Cazz', ma è di Ciro Ippolito. Una vera presa per il cü.

      Elimina
    3. Eh si. Sicuramente Wasp si riferiva a quello.
      Su Stracult il produttore ha spiegato tutti i retroscena sulla licenza di Alien, sugli effetti speciali fatti cona la trippa e così via. Se solo ci ripenso...solo degli italiani potevano fare soldi con un finto film su Alien.

      Elimina
  3. Mi ricordavo che il film più affine ad Alien era stato Terrore nello spazio di Mario Bava e, controllando su IMDB, ho trovato questo: http://www.bestmovie.it/news/alien-nicolas-winding-refn-ridley-scott-ha-copiato-il-film-da-terrore-nello-spazio-di-mario-bava/471709/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, anche Terrore nello Spazio è una delle fonti più note a cui si è attinto per Alien. Refn, che il film l'ha visto solo ora, ha scoperto parallelamente anche l'acqua calda :D Perché non se ne parla con Gia... James? Perché del film di Bava si occuperà una prossima puntata dell'Angolo del Creeper. Stay tonnati.

      Elimina
  4. Non riesco a rispondere a Wasp col tasto dedicato maledetti smartphone dothraki! Comunque il film che cerca è senza dubbio Alien 2 sulla Terra di Ciro Ippolito. Un capolavoró assoluto!

    RispondiElimina
  5. Anch'io sono un finto nerd che ogni tanto si spara maratone di film horror e fantascienzi dagli anni 40 in poi ma questo mi mancava e visto il giudizio non proprio positivissimo credo che continuerà a mancarmi!

    RispondiElimina
  6. Post istruttivo, quando nel giorno del mai avrò tempo lo metto tra le mille mila cose da recuperare.

    Un saluto James e un consiglio, per ispirarmi come studio del character design per Shadow Planet cosa dovrei guardare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Drakkan! Jenna è ispirata alla giovane Adrienne Barbeau, Nikke a un mix fra Jamie Lee Curtis e Isabelle Adjani, Vargo a Keir Dullea mixato con Clint Eastwood e Kurt Russell!

      Elimina
  7. Di questo film conoscevo solo il titolo, devo dire che, tutina a parte, la maschera del mostro per quegli anni era abbastanza terrificante!

    RispondiElimina
  8. "c’è una sequenza che è quasi uguale a quella del comandante Dallas che dà la caccia al mostro [...] nei condotti d’aerazione, ma per il resto siamo lontani anni luce. Giusto l’idea di base: c’è un mostro alieno clandestino a bordo di un’astronave che fa fuori membri dell’equipaggio come fossero anacardi all’aperitivo"

    Si, e stirazzi anche! Lasciando perdere che Il Mostro dell'Astronave è un film di suo abbastanza pezzente, ma cavolo se gli copi l'idea di base, l'intera sequenza (e quindi l'idea) della caccia nei condotti d'aerazione, utilizzi gli stessi escamotaggi per far sembrare la stessa stanza una nave immensa a più piani, non puoi dire "ma per il resto siamo lontani anni luce..."
    Cacchio il film sta tutto lì!
    Poi certo, Scott c'ha messo qualità registica, un buon cast, una fotografia da oscar e Giger e Rambaldi hanno tirato fuori un mostro iconico, ma se cambi la scarola con la lattuga puoi dire quello che vuoi, alla fine hai un'insalata non un filetto di chianina.

    RispondiElimina
  9. Adesso mi è venuta voglia di vederlo. ^_^

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails