giovedì 21 aprile 2016

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La storia di Rocky Joe (secondo il Corriere dei Piccoli)

È una mattina del luglio '83. Vieni qui in centro con i tuoi, a fare non so che, e ti comprano in edicola questo numero del Corriere dei Piccoli. Tempo di arrivare a casa e te lo sei letto in macchina già due volte. Grazie a quella cosa prodigiosa che è la memoria di quando sei molto giovine e non hai l'HD mentale saturo di robe inutili, di quel giornalino ricordavi ogni singola pagina. Nel senso di ogni singola pagina, dalla fotostoria di Rocky Joe ai fortunati vincitori del concorso... sulle banane chiquita [...]

Partiamo da lui, il vecchio Joe, che tornava su Italia 1, leggiamo, dopo non essersene mai andato dalle TV private, anche se quella di qui che ne mandava in onda gli episodi lo faceva in modo pressoché random: il giorno prima Rocky Joe era ancora al riformatorio, quello dopo scambiava cazzotti con Rivera. Ma comunque.
Con tre pagine di fotoromanzo viene ricostruita tutta la prima parte della storia di Joe: la vita nei bassifondi di una grande città - e non diciamo che sono in Giappone, eh, chissene - Danpei, la ricca ereditiera Yoko Shiraki, il riformatorio,
Toro Riki, gli effetti del colpo d'incontro incrociato,
la figlia del droghiere, con cui ce n'è ("nasce una dolce amicizia"), e "non ti raccontiamo altro perché questo bellissimo cartone animato va in onda su Italia 1 e Rocky stesso ti racconterà la sua storia". E vissero felici e contenti, dopo una vita da schifo lui finalmente... no, niente, muore.
Tra i fumetti del numero, oltre all'immancabile Pimpa, ci sono dieci pagine del manga originale di Hello! Spank, di Shizue Takanashi e Shunichi Yukimuro, presentato in versione colorata,
una delle gloriose avventure di Stefi, la Valentina Melaverde della tua generazione, sempre frutto della fantasia di Grazia Nidasio. Ma quanto ti piacevano le avventure della Stefi e lo stile della Nidasio, autrice tra le altre cose anche delle avventure del Piccolo Mugnaio Bianco nelle pubblicità del mulino bianco.
 Poi troviamo un fumetto pezzotto della Piccola Robinson,
un posterino di Ralph Supermaxieroe (e lì accanto un fumettino de Il mondo di Ciccibùm)
e la guida TV, con il ritorno sugli schermi della malvagia bambina svizzera Heidi. Aguzzando la vista come dei campioni intercontinentali di "Trova le differenze", scorgerete qua e là, nei palinsesti, momenti mariomeroli mica da ridere. Piogge di bruschette per L'albero delle mele, Tandem, Carletto, Star Blazer, La donna bionica (quando non completava le missioni, la donna bidonica), Kung Fu, La pietra di Marco Polo (e chi se lo ricordava?), quel cacchio di Michele Strogoff,
 Astroboy, i Superamici, Wonder Woman...
E mentre E.T. reclamizzava degli inquietanti zoccoletti belli come lui, ossia mostruosi,
e Big Jim viveva nuove, fantastiche avventure con la sua banda di parrucconi amici di Donald Trump,
i giovani lettori ponevano quesiti angoscianti direttamente ai loro beniamini del piccolo schermo. Roberta chiede a Jenny la tennista se si è sposata con Teddy e ha avuto dei figli ("Oh, ma una busta di caz*i tuoi no, eh?", le risponde la sempre affabile Jenny), mentre Silvia vuole sapere da Flo se il suo "disegnatore rifarà ancora cartoni così belli" (segue risposta tecnica in cui si parla della Nippon Animation di Tokyo), e Rossella chiede sempre a Flo se va al cinema. Così scopriamo che non solo su quella cacchio di isola c'è un multisala, ma che l'ultimo film visto dalla piccola Robinson, è Trou. Che hai come idea sia Tron scritto male, ma vallo a sapere.
Ricordi molto bene anche questo concorso dei Puffi, con cui si vincevano una cifra di puffpremi, dal villaggio per giocarci coi pupazzetti ai walkie-talkie dei Puffi.
Nulla tuttavia in confronto ai premi del GRANDE CONCORSO CHIQUITA. Una tenda con una banana gigante, per dare il messaggio sbagliato in campeggio, dei suggestivi walkie-talkie a forma di banana, una banana bussola per non perdere mai l'orientamento se sei un ortolano e, gira gira, sappiamo che succede. 
Ma anche la casacca e la maglietta da perfetto banana, un'insalatiera per una bella insalata di banane e infine un bananone gonfiabile, utile da appendere in un negozio di ortofrutta o da portare in curva alla domenica e agitare all'indirizzo dei tifosi avversari, in nome della fratellanza cosmica col bollino blu. O farci un bel regalo all'Uomo-Ragno, visto che gli piace la banana. Ehr.

47 commenti:

  1. Ma dai, che bello rivedere il Corriere dei Piccoli!

    Il fumetto di Hello Spank era particolare, perche' dev'essere stato il primo manga vero e proprio che abbia mai visto. Gia' all'epoca mi accorgevo che aveva un taglio diverso rispetto agli altri prodotti. Negli stessi anni c'era anche il manga di Candy Candy (il preferito del Doc) e solo dopo arrivo' Granata Press.

    La pubblicita' di ET mostra un grande simbolo di quella che era la sua popolarita' all'epoca: gli zoccoli brandizzati, indossati ovviamente al mare dal tipico uomo in vespa per andare al bar.

    Vedendo il concorso Chiquita Andromeda dei Cavalieri della Zodiaco e' preso da rimpianti: anche lui voleva vincere un bananone...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Che figata questi post sulle pubblicazioni vintage!
    Notevole comunque la risposta di "Flo" alla lettrice, che in sostanza è: 'il mio disegnatore ha fatto altri cartoni... ma non ti dico quali sono, sooca, cercatelo su internet tra trent'anni'

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  4. Il mio primo giornalino seriale. E i miei, mi pare di ricordare, erano ben contenti di comprarmelo. Che belle le avventure de La Stefi, piacevano tanto anche a me. Non sapevo che l'autrice fosse la stessa del Piccolo Mugnaio Bianco (rimpiango le sue avventure ancora oggi, anche quella stordita di Clementina, con tutto il rispetto per Banderas e la gallina). Per contro, non mi è mai piaciuto Spank, ma proprio a livello insopportabile, e questo pezzetto di manga conferma ulteriormente la mia intolleranza.
    Premio speciale per il marketing discreto al signor Chiquita.

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    1. Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene: anch'io odiavo Spank, sarà stata la voce, sarà stata la costante espressione a emoticon 3:D, era l'unico cartone in grado di farmi considerare di *spegnere Bim Bum Bam*.

      In compenso, nostalgia canalis e lacrime napulitante per il Corrierino di cui non perdevo un numero, ma per qualche strana ragione, mentre ho conservato tutti i Topolino e gli Snoopy di quegli anni, i corrierini sono finiti nelle prime campane del riciclo che apparivano allora.

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  5. Il mio primo giornalino seriale. E i miei, mi pare di ricordare, erano ben contenti di comprarmelo. Che belle le avventure de La Stefi, piacevano tanto anche a me. Non sapevo che l'autrice fosse la stessa del Piccolo Mugnaio Bianco (rimpiango le sue avventure ancora oggi, anche quella stordita di Clementina, con tutto il rispetto per Banderas e la gallina). Per contro, non mi è mai piaciuto Spank, ma proprio a livello insopportabile, e questo pezzetto di manga conferma ulteriormente la mia intolleranza.
    Premio speciale per il marketing discreto al signor Chiquita.

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  6. Il Corrierino! Mia zia ai tempi delle elementari,ormai più 30,anni fa.... Sigh.. Me lo comprava sempre e io sapevo già che il giorno d'uscita del giornalino arrivavo dalla nonna,abitavano nello stesso cortile,RIsigh! E lo trovavo da leggere,divoravo i ronfi,non amavo particolarmente la Stefy,più che altro per i disegni,ma che bei ricordi Doc,soprattutto mi hai fatto tornare alla mente Super-Spank! Lo adoravo da bambino. Posso dire che mi mancano quei giorni? Si lo posso dire
    Grazie Doc per i ricordi che mi hai fatto rivivere

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  7. Io c’avevo il bananone gonfiabile Chiquita! Mitico!

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  8. bella idea Doc....si potrebbe integrare nella rubrica delle "fuorvianti"....il mio ricordo va a qualche anno prima...al Corrierino in carta ruvida e grezza, dentellata a rischio taglio alle dita... con il numero sul risvolto e la sorpresa ogni settimana (epica la testa d Jeeg in gomma dura da colorare, o il Jeeg completo che mi si ruppe subito e che si tentò di "cauterizzare" con l'accendino e esiti tristissimi) ...e penso anche a fumetti mai più rivisti come "Duda Il Campione" che, credo, fosse un fumetto brasiliano sul calcio...

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  9. Quando leggo le introduzione di questi post mi viene in mente che a quella età non leggevo NULLA. Per farmi leggere qualcosa avrebbero dovuto farmi un trattamento stile Arancia meccanica.

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  10. Le pubblicazioni vintage per me sono le N°1, ho un casinissimo di ricordi legati a questi giornalini che leggevo, rileggevo e distruggevo a forsa di sfogliare.
    Non avevo molta roba del "Corriere dei Piccoli" mi ricordo più... "Più" e "Magic Boy", però forse mia cugina doveva averne qualcuno di cui poi mi sono impossessato, chissà che fine ha fatto?

    PS.: Doc, ho scan di una rivista dell'epoca (forse più nuova) piena di Fumettini e pubblicità fuorvianti, te la invio?

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    1. Arrivate, grazie: c'è del meraviglioso là in mezzo! :)

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    2. Ho ritrovato questo giornalino negli angoli più remoti della mia libreria, mi sono detto che era perfetto per l'Antro ^_^

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  11. Aahh, che meraviglia quei disegni di Rocky Joe... Stavo per elogiare l'eleganza inconfondibile dello stile del maestro Singo Araki, poi scopro su Wikipedia che il disegnatore di Joe, Jenny la tennista, ecc, è tale Akio Sugino, che non conoscevo, a cui Araki si è ispirato per Lady Oscar. Su google immagini però, digitando Akio Sugino, si trovano immagini di Lady Oscar e financo Saint Seiya. Insomma non ci capisco più niente. Antro atomico, imparami le cose!!!
    Bella la tenda "in PVC" della banana Chiquita, mi immagino la puzza di braccioli (odore tipico delle spiagge in agosto) una volta scaldata dal sole...
    Lacrime napulitante come se piovessero mariomeroli per la Stefi...

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    1. Shingo Araki era il direttore dell'animazione nella prima serie di Rocky Joe, per questo c'era comunque la sua mano.

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    2. Dènghiu!! Su Wikipedia il sommo non è nemmeno citato tra i credits della prima serie, vergogna!!11!!
      (aspè, nel riquadro a lato c'è, ritiro la vergogna...)

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  12. Trou, è la famosa storia di due ingegneri che inventano un videogioco che li smaterializza e li riproietta a migliaia di chilometri di distanza dentro un nuraghe.

    Oppure Trou, la storia di due ingegneri che inventano un videogioco che li smaterializza e li riproietta in Francia, dentro a un buco.

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  13. No aspetta niente Pagipazza?!?

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  14. maronn' che momento mariomerolo DOC...ricordo anch'io questo numero del "Corrierino" come lo chiamavamo all'epoca!!! E ricordo i furti di incommensurabili quantità di fermacampioni dall'ufficio dei miei genitori per realizzare le sorprese settimanali che dal 82 al 86 erano per lo più costituite dai "GIOCAPOSTER": sagome di cartone di personaggi di cartoni e fumetti da assemblare. Ricordo un meraviglioso Uomo Ragno di cartone tutto snodato con cui ho giocato fino a ridurlo ad un'ammasso di carta informe...

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  15. Fantastico il poster di Ralph Supermaxieroe e fantastico il "Corriere dei piccoli" ! Quanti ne ho letti!

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    1. Ma è vero che fanno il remake di Ralph?

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    2. Dimmi che stai mentendo, Zione Lardass.

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    3. io sapevo che l' idea c'era ma poi sìè incartato tutto

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  16. nel luglio 83 non esistevo ancora e non credo di aver mai letto un numero del corriere dei piccoli.. lollone per il grande concorso Chiquita, i regali sono veramente pezzotti :D soprattutto la tenda, che sembra un telo di pvc appoggiato a due tondini di fintometallo. Del concorso dei Puffi invece sembra molto carino il Playset, anche se mi ricorda un po' il tabellone dell'Isola di Fuoco riverniciato in stile puffo :D

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  17. Madó le avventure di Stefy......che mi hai fatto trornare in mente... bella come sei, forse anche di più (huahuahua).
    Il bananone da sfoggiare allo stadio è sempre stato un mio desiderio proibito !!!!!!

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  18. Il Corriere dei Piccoli è un giornale che non ho potuto vivere... Rimango sempre sorpreso quando escono questi post. Erano qualcosa di unico.

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  19. WOW dico solo questo, io ho ancora dei corrieri coi pezzotti di Mask se non sbaglio, quindi più nuovi :)
    Che finaccia però ha fatto la testata poi, povero giornale!

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  20. Ginny Hermione21 aprile 2016 14:15

    Avevo 16 anni ma adoravo comunque i Puffi, che vedevo per rilassarmi dopo aver fatto i compiti. E mi ha fatto piacere rivedere quel grandissimo gnocco di Stefano Sani, del quale ancora mi torna in mente la mitica "Lisa se n'è andata via...". Quindi, anche se non leggevo il Corrierino, ho avuto pure io la mia razione di bruschetta leggendo questo post.

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  21. Ah, che ricordi! Negli anni in cui Il Corriere dei Piccoli pubblicava Spank, Jenny, Lady Love (il manga sul balletto classico), ecc. io ero ancora troppo piccola per farmelo comprare, ma ricordo che lo scroccavo rare volte alla bambina del piano terra, che aveva qualche anno più di me. I sogni che ci facevo sopra! *__*

    Ho avuto il mio momento Corrierino-fisso-al-venerdì tra il 1986-1988, quando le fotostorie riguardavano i Puffi e Holly e Benji, i manga erano quelli di Mila & Shiro (ricolorati con ettolitri di rosa! °_°), e c'erano le cronache della "caccia" agli gnomi di due tizi scandinavi sgarzolini e, secondo me, molto fumati XD

    La posta dei personaggi tv c'era ancora, accostata a quella del cuore cui rispondeva - mi pare - Manuel De Peppe (già componente dei Bee Hive ed eroe di Don Tonino, sospirato da tante ragazzine). C'erano ancora la Pimpa e la Stefi (Grazia Nidasio santa subito!), che mi iniziarono anche all'amore per il fumetto nostrano (in seguito rafforzato dalla Laura Scarpa che pubblicava su "Snoopy" e poi via, fino ai tempi del liceo, in cui a tenere alta la bandiera tricolore in mezzo a tutti i miei manga sarebbero arrivati Enoch e Toninelli... dici cotiche! :P).

    Un po' mi dispiace di non avere più quelle due-tre annate complete del CdP, ma confesso che, dopo averle custodite con amore per qualche anno, le ho poi passate tutte "a fil di forbici" per ritagliare le immagini preferite dei miei eroi di carta e anime... Qualcuno dei collage che ne ricavai mi sa lo conservo ancora. Ai tempi, il mio teSSSorooo!
    Il Corriere dei Piccoli anni '80. Quanto aMMMore! *_*

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  22. Mi sa che in cantina, da qualche parte, ne ho una quintalata, di "Corrierini". Quasi quasi chiedo ai miei se sanno di preciso dove, così è la volta buona che mi diseredano... :D

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  23. a proposito, Doc, aspettiamo la recenzione del film di Heidi!;-)

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  24. Ci tengo a precisare che sono soltanto dicerie e pettegolezzi di malelingue, quelle che vogliono che all'omoragno ci piace la banana.
    Si tratta chiaramente di doppiaggio truffaldino e commento audio posticcio frutto di un gomblotto ordito nientemeno che dalle lobbie dei fruttivendoli. E sappiamo tutti di chi sono amici i fruttivendoli... Si, esatto. Dei tabaccai.

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  25. certo che la scelta delle immagini è proprio azzeccata: 'guardando Rocky, Danpei decide che il ragazzo diverrà...'(cliffhanger)'un grande campione di boxe'. Bom, Joe al tappeto con perdita del paradenti

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  26. per non parlare dell'immagine 11: 'fortuna vuole che Rocky riesca a sferrare al compagno'(tra l'altro in un incontro di qualche mese dopo)'un pugno micidiale'. Proprio fortuna, guarda... (il povero Rikishi si starà rivoltando nella tomba)

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  27. ...Ma Valentina Melaverde e Valentina la sorella di Stefi - peraltro disegnate identicamente - sono la stessa persona o è solo un omaggio? Non ho mai colpevolmente letto della prima, ma ho sempre dato per scontato che fosse così.

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    1. Per quanto ne so, dovrebbero essere la stessa persona ^^

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    2. Ginny Hermione26 aprile 2016 14:46

      Confermo che sono la stessa persona, la serie su Stefi è proprio uno spin-off di Valentina (ho letto anch'io il Corrierino, ma nei 70).

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  28. Solo io ho notato l'aberrante "eppoi" nella risposta di Annie della rubrica della posta!?
    *emette un mugolio sconsolato scuotendo il capo*

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    1. Ginny Hermione26 aprile 2016 14:49

      Da ragazzina ho letto quasi tutti i libri della Collana Betty, una lettura formativa per ragazze di gran moda negli anni 60 e 70. Tutte le autrici di questa collana avevano le proprie peculiarità linguistiche, una lettrice affezionata avrebbe potuto leggerli anonimi e capire comunque chi li aveva scritti. Una di esse, Vittoria Fabretti, aveva proprio l'abitudine di scrivere "eppoi" tutto attaccato.

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  29. Mamma mia che ricordi il corriere dei piccoli....

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  30. Dai,Provo a fare il PDF io.....


    non so se sia già stato detto, ma "ciccibùm" penso sia un nome italiano, poichè dallo stile direi che l' autore è l' immortale Bart Walker, quello di Beetle Bailey...forse si tratta di "Hi and Lois" creato in coppia con Dick Browne, quello di "Hagar the orrible"

    fine PDF e speriamo di non aver cappellato....

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    1. Ginny Hermione27 aprile 2016 17:30

      Infatti, in inglese i figli di Hi e Lois si chiamavano: il ragazzo Chip, i gemellini Dot e Ditto e la neonata Trixie. In italiano il papà era Pippo, la mamma Lalla, il teenager Birillo, i gemelli Bea e Tobia e la piccola, come già detto, Ciccibum. Confermo anche il cognome Walker ma Mort, non Bart (anch'io PDF)

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  31. mort(acci) Walker...

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  32. Grazie per le foto dei numeri del Corrierino che hai postato finora (e che spero continuerai a postare, quando possibile).

    I miei numeri del Corrierino, risalenti alla prima metà degli anni '80, furono tutti buttati via da mia madre probabilmente non meno di venticinque anni fa. I ricordi che me ne rimangono perciò sono pochi; tra di essi uno indelebile che collima con uno dei tuoi: il Corrierino finiva subito! Ma per me era l'unico supporto che mi permetteva di continuare a contemplare gli eroi dei cartoni giapponesi quando non mi trovavo, incollato, davanti alla tv.

    A proposito: Rocky Joe iniziava a boxare in riformatorio, non prima di entrarci!

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  33. Le storie di Big Jim erano probabilmente disegnate da Leone Cimpellin...il suo Jim sembra il suo Martin Mystere con il parruccone alla Trump.

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