sabato 16 aprile 2016

89

L'anno al contrario (Saturday night sondaggismo)

Il sondaggismo di questa settimana è diverso da tutti gli altri. Non si tratta di una scelta da compiere, ma di creare una piccola storia (bastano anche due righe) partendo da un semplicissimo presupposto: come sarebbe stata la vostra vita, se foste nati nell'anno ottenuto invertendo le ultime due cifre del vostro anno di nascita? Come saresti stato te, ad esempio, se fossi nato nel '57 anziché nel '75? [...]

Sono nato nel 1957, oggi ho quasi sessant'anni. Scrivo per vivere (cronaca, più che altro. Nera, più che altro) non manca molto alla pensione. Cioè, per ora. A dodici anni ho visto il primo uomo sbarcare sulla Luna, e ora che è già il futuro più nessuno se ne cura. A venti ero a Roma, da studente, quando il rettore ha consegnato l'università alla polizia. Ho visto la nazionale di calcio vincere due mondiali e un europeo, la mia squadra del cuore vincere tutto due volte. Il genere cinematografico che mi piace di più sono i vecchi film di kung-fu: da ragazzo, negli anni 70, credo di averli visti praticamente tutti. A casa dei miei, nella mia stanza, avevo il posterino de I tre dell'Operazione Drago, il mio preferito. Sono stato più volte in America, la terra promessa per quelli della mia generazione. Mai in Giappone, paese per il quale non ho mai trovato particolare interesse. Magari se fossi nato una ventina d'anni dopo...

Ok, diciamo che come esempio può bastare: avete capito come funziona. "Bastano due righe" nel senso di "bastano anche due righe": cercate una via di mezzo che abbia senso tra l'haiku e il poema epico cavalleresco da duemila battute. Le altre regole son sempre le stesse: niente commenti anonimi (finiscono nei filtri, perdete solo tempo), niente rotture di balle e precisinate ai commenti altrui. Avanti con l'inversione dell'anno di nascita!

89 commenti:

  1. Sono nato nel 1988 e...nulla,questo sondaggio non lo posso fare.
    Mi sono iscritto semplicemente per ringraziarla di tutti i post spettacolari che ci regala da molti anni,sopratutto dei suoi viaggi in Giappolandia (bellissimo il libro/guida,capace di placare in parte la mia voglia di andare finalmente in Giappone).
    Grazie Ancora
    (Antrista Anonimo da 2 anni)

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    1. Grazie a te, Raam! Non avevo pensato a chi ha le ultime due cifre uguali. In questo caso, puoi sceglierne una delle altre due (l'uno e il nove) e decidere di esser nato, che so, nel '18, nell'81, nel '98...

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  2. La stessa, sono nato nel 1977. ^_^

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    1. Yep, sorry. Vedi sopra la risposta a Raam per una soluzione.

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  3. Io sono nato nell'86, se fossi nato nel '68 sarei stato punk negli anni '80 e se avessi incontrato il me stesso punk dei primi anni 2000 gli avrei detto: https://youtu.be/H0xc_G0MJ8E

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  4. 1984 -> 1948

    Adolescente negli anni '60, penso che sarei diventato un tossicomane sfrenato.

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  5. Geniale la chiosa sul Giappone, mi ha colpito al cuore quasi quanto la Statua della Libertà a fine film ("it was earth all along!")
    Io nascendo nel '67 ricorderei di prima mano i discepoli costumati di Dario Fo che mi dicono che non sono mica fessi come me, avrei un ricordo nitido e diretto del Mondiale '82 (e non ricostruito coi video) avrei visto il Toro vincere lo scudetto e mi sarei incazzato l'anno dopo un secondo posto a 50 punti, mi sognerei ancora la notte i 3 gol in 4 minuti del derby, sarei ancora più scimmiato da Guerre Stellari e poi boh non so quando i due anni differiscono solo di uno non è che cambi poi così tanto (ok ricorderei anche Carosello) e un minuto di silenzio per gli antristi del '66, '77, '88...

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  6. "Sono nato nel 1949.Ho visto nascere e morire movimenti,ho viato la guerra fredda spengiersi e le super potenze diventare sempre meno potenti .Ho provato tutto quello che potevo provare e ora mi restano solo dei vecchi film western.

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  7. Sono nato nel 1987.
    La mia vita è stata costellata di alti (qualcuno) e bassi (ben di più), come per tutti.
    Non importa, perché come dico sempre: ogni livido è una lezione, e ogni lezione ti rende migliore.
    Se fossi nato, che ne so, 9 anni prima forse avrei corteggiato ragazze diverse e forse avrei avuto meno chances lavorative.
    Ma avrei letto gli stessi manga, gli stessi Dyd, visto e amato le stesse Galassie lontane lontane e altre pellicole, letto gli stessi libri si Tolkien, King, Poe, CiccioMartin eccetera... solo recuperandoli prima.

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  8. Io sono nato a Palermo nel 1937 e l'anno prossimo compirò 80 anni... da bambino ho visto la guerra, la distruzione, la ricostruzione e il boom... e ho sempre visto la mafia e i mafiosi... ho studiato giurisprudenza all'Università insieme a due amici di pochi anni più giovani di me. Si chiamavano Paolo e Giovanni ...ed erano due magistrati... Io invece da 50 anni sono avvocato civilista... Sono stato accanto a Danilo Dolci e Peppino Impastato, aiutandoli nelle loro battaglie...ed ho assistito Libero Grassi... l'amico Pio La Torre mi avrebbe voluto in Parlamento, ho sempre declinato con un sorriso... oggi il mio studio lo guida mio figlio e ci sono i miei nipoti, io vado ogni tanto, preferendo scrivere alcuni libri, incompiuti da anni.... ho corso più volte la Targa Florio, l'ultima volta nel 1978, in versione rally, su una Lancia Stratos...

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  9. Sono nato nel 1987.
    La mia vita è stata costellata di alti (qualcuno) e bassi (ben di più), come per tutti.
    Non importa, perché come dico sempre: ogni livido è una lezione, e ogni lezione ti rende migliore.
    Se fossi nato, che ne so, 9 anni prima forse avrei corteggiato ragazze diverse e forse avrei avuto meno chances lavorative.
    Ma avrei letto gli stessi manga, gli stessi Dyd, visto e amato le stesse Galassie lontane lontane e altre pellicole, letto gli stessi libri si Tolkien, King, Poe, CiccioMartin eccetera... solo recuperandoli prima.

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  10. Sono nato nel 1997, la mia infanzia è stata una figata non cme qlla dei vecchi che si grdavano i cartoni.
    Ciè io col cell watsappo tti qlli che konosco in un scnd.
    Che poi whatsapp è pure da vecchi boè e...che stavo dgtando? Uh eh boh vabbeh mi so stufato nn so nemmeno perkè sto su sto sito di che tutte ste cse da sfigati che mi frega, vado a farmi 4 5 ore di calcetto e poi si esce, che c'ho da fare cose importanti io.
    Bella

    PS
    non me ne vogliano i 19enni attuali ma la mia fiducia nelle nuove leve è messa alla dura prova da varie esperienze sul campo :D

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    1. Condivido un po' le tue preoccupazioni verso le nuove generazioni...

      Anche se per il momento grandi interazioni con i giovini non ce li ho...

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    2. da tizio nato nel 1995(davvero) ti dico che non sei andato tanto fuori dalla realtà ahahahah

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  11. Sono nato nel 1938. Ho perso mia mamma nella seconda guerra. Ero molto piccolo ma ho dei ricordi, dei flash molto intensi... un sorriso, un profumo...
    La seconda moglie di mio padre è stata molto premurosa, non mi sono mai sentito a disagio con i miei fratellastri.

    Per uno strana coincidenza (mi trasferii 2 anni a Londra per lavoro) fui uno dei pochi insieme a mia moglie a sentire l'ultimo concerto dei Beatles sul tetto della sede della Apple Records. Fu entusiasmante.

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  12. A luglio compirò diciott'anni, faccio parte di quella generazione (fortunata) che non ha mai scritto x per dire per, tanto col correttore automatico dello smartphone non ne ho bisogno, che poi è la stessa generazione (sfortunata) che si è iscritta a Facebook prima di avere l'età per farlo. Ma che volete, lo facevano tutti, nel 2010.

    Quando ho iniziato le medie mi piaceva un sacco Domani, la canzone che avevano scritto per il terremoto dell'Abruzzo. Sì, lo so che era una cazzata. Però, a undici anni...

    Quasi quasi, l'anno prossimo ci vado davvero, a L'Aquila a studiare. Mi piacerebbe un sacco fare medicina. Chissà se ce la farò, poi con questa storia del test nazionale, chissà...

    (Mi sa che la mia vita sarebbe stato più o meno uguale, solo spostata un po' più avanti :-) ).

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  13. Ho compiuto novantatrè anni giovedì scorso. Se non fosse per questa tastiera che tempesto di voglie non ci sarebbe molto per cui attizzarsi. Ho perso mia moglie due anni e mezzo fa. Il 19 luglio 2013, e non vivo più. Che la tastiera è solo un rigo giustificato di rimpianti. Per cui è onesto annullarsi a questo punto e digitarlo in maiuscolo IO NON VIVO. Digito la vita: questa mattina sa di nebbia e di vecchi treni presi in un'aurora livida e fumosa.
    E, come Proust, posso riscoprire il gusto perduto, quell'amore sotto pelle che non sapevo neanche cosa fosse, le ragazze sedute sui ginocchi nello scompartimento affollato.
    Lentamente la nebbia svanirà e mi rivelerà questo presente.
    Le ragazze saranno ancora là, su quel treno che viaggia verso l'alba.

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  14. Sono nato nel 1919, e chi mi ha appena cagato nelle mutande?

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  15. Sono nato nel 1981 ovvero nel 1918. Ho fatto il viticultore in un paesino del lodigiano fino da bambino, scuola poca ma ero bravo. Un giorno hanno pensato bene di sbattermi sulle spalle un bello zaino da 25 kg per mandarmi a fare una guerra che i primi cinque minuti poteva sembrare un' impresa eroica ma in realtà era una cloaca piena di gente che si sparava addosso senza un reale motivo se non per le manie di grandezze di qualcun altro.
    Ho patito il caldo e il freddo, mi hanno sparato ma non sono morto e mi sono fatto una lunga passeggiata per tornare a casa, la passeggiata più lunga della mia vita.
    Sono arrivato a Milano il 28 aprile, era cambiato tutto e sembrava non fosse cambiato niente... le piazze erano piene come quando ero partito e quelli che gridavano erano più o meno gli stessi solo che il nero era passato di moda.
    Le cose sono migliorate e mi sono trasferito a Milano. Ho imparato un mestiere e il tedesco che ho imparato non troppo spontaneamente mi è servito a qualcosa.
    Ho messo su famiglia e ho una figlia che ha studiato e spesso va all’estero per lavoro. Ho anche una bella nipote. Una ragazza che studia abbastanza e legge un sacco di “magatei”, un po’ lontana dai miei gusti ma tutto sommato sono la sua passione e quindi cosa c’è di male.

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Classe '77 pure io, ma non mi lamento.
      Ho visto cadere il muro di Berlino e le Torri Gemelle e Saddam Hussein e Osama Bin Laden.
      Ero alla Sapienza, chiuso a fare lezione disturbato dal rumore di sirene delle quali ignoravo il motivo, il giorno in cui è caduta anche Marta Russo.
      Ho visto il primo presidente degli USA nato attore, il primo a farsi beccare per un soffocotto ed il primo afroamericano.
      Ho vissuto il futuro di 1984, 2001 Odissea nello spazio, 2010 L'anno del contatto, Ritorno al futuro II (ma nessuno era così futuro come ce lo avevano spacciato).

      Piuttosto ho sempre rimpianto di non avere una decina anni in più sul groppone, avrei vissuto con più consapevolezza o cognizione di causa alcune delle mie passioni.

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  17. anche io concordo con omoragno, essendo nato nel '77. quoto ogni sua singola parola.
    posso aggiungere che abbiamo visto 5 papi nella nostra vita, di cui due ancora vivi :D

    ma a parte questo non cambierei anno di vita.

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    1. Giusto, un Papa che se n'è fatto un altro ache se non è morto. :)

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  18. Sono nato nel 1996, l'anno in cui i Jalisse hanno vinto Sanremo. Pensa te che sfiga.
    Mio padre parla sempre (fin troppo) di come sia stato testimone del futuro. Roba tipo la diffusione della plastica, la conquista dello spazio, l'arrivo della televisione a colori, la comparsa dei videogiochi e la rivoluzione dei personal computer, l'arrivo del rap e della musica elettronica, i cartoni animati giapponesi che spodestano quelli cecoslovacchi - ah già, pure la storia del muro di Berlino e la fine della paura nucleare - l'aria condizionata, i cellulari e Internet. No, Internet, dico. Immaginati che roba dovesse essere stare senza! E non parliamo di quanto rompe col fatto di avere visto tutti i vari Guerre Stellari, Indiana Jones e compagnia cantante quando sono usciti al cinema.
    Io in compenso sono ancora qui che mi vergogno di avere messo da parte i risparmi per il biglietto di Catwoman con Hale Berry. La sfiga, davvero.

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    1. Beh se leggi sopra, potevi provare con 0200 0020 e 0002

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    2. Potevi essere compagno di merende di Gesù!!!

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  20. 1985-->1958: il problema non e' tanto il quando, ma il dove: paesino piccino della provincia di Milano, in quanto femmina, figlia di contadini e operai, la mia educazione si e' fermata poco dopo le medie; ho lavorato per anni in una fabbrica di tessuti, nel frattempo mi sono sposata attorno ai vent'anni e ho avuto 3 figli. Causa mancanza di educazione, non ho mai potuto alleviare il grigiore della mia vita provinciale con l'arte e la letteratura, e per dirla tutta, sono pure un po' leghista e xenofoba. Ma almeno il mio duro lavoro insieme a quello di mio marito ha garantito un'educazione assai migliore ai miei figli, che ora un po' si vergognano della loro mamma che parla ancora in dialetto e non sa bene come funziona il uai-fai...

    Allegria! :(((

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    1. Piccolo paesino della provincia milanese... Fabbrica di tessuti...
      Mmmm saremo mica compaesani....?!

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  21. Se fossi nato nel 47, avrei visto tante più cose... Il miracolo di Berna ed il mondiale vinto in casa dalla Mannschaft nel 74😊.
    Scherzi a parte, vivendo vicino Trieste, mi chiedo come avrei vissuto gli anni in cui la città era degli alleati... Chissà come si stava a non essere Italia ma Territorio libero di Trieste... Pura curiosità😊

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  22. Sono nato nel 1909. Il primo anno di scuola erano tutti molto eccitati per qualcosa a che fare con l'astrungheria, gli anni dopo un po' meno. Ero troppo piccolo per capire. A tredici anni, una sera, papà torna a casa tutto pesto. Mamma dice che gli hanno fatto bere dell'olio di ricino. Io ne bevo un cucchiaio tutti i giorni, si fa schifo ma mica mi lamento. Però sono troppo piccolo per poter capire.
    L'adolescenza e la maturità passano senza eventi, sempre a dire si a qualcuno più in alto di me. E arriva di nuovo la guerra, le bombe, gli sfollamenti, la paura, e ogni tanto guardo le montagne e penso...se solo fossi più giovane...
    Passa la guerra, mi compro una 500. Vado in pensione nel 1968, inveendo e segretamente invidiando quei giovani casinisti. Ed ora sono qui, tutti i miei amici scomparsi da tempo, come unica compagnia la troupe di studio aperto che mi viene a trovare il giorno del mio compleanno, a chiedermi che sarebbe successo se solo fossi nato in un anno diverso.

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  23. Sono nato nel 1908 , ho visto tutto non ho idea di come faccia ad essere vivo e cosa sia questa diavoleria con cui sto scrivendo

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  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. Sono nato nel maggio del 1907, in casa, ché allora mica si usava andare in ospedale e il dottore lo vedevi appena prima del prete. La fame, il freddo degli inverni di fango e neve e le malattie che ti bruciano il petto non ce l'hanno fatta a mandarmi sottoterra, così, quando ero abbastanza grande da passare per adulto, ho preso la via del mare, quello grosso, per finire dall'altra parte, dove le strade non sono lastricate d'oro, però passano un sacco di trabiccoli e le case vanno a sbattere contro le nuvole. Dopo calci e ancora fame (quella sempre) ho capito che è meglio stare dalla parte di chi il male lo fa e non lo riceve, così portavo a tutti lo spirito quando la Legge l'aveva vietato, ma come può un pezzo di latta vietare di bere a chi ha sete? Non ho visto trincee di guerre che hanno cambiato il mondo, ma solo il muso di una grossa cadillac nera la notte che ci hanno tradito e se ti chiedi come faccio a scrivere, ti dico che il mondo è ben più strano della canna di un Thompson.

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  26. Sono nato nel 1996 e a 10 anni ho visto la nazionale vincere i mondiali. Fra 3 settimane compio vent'anni e non ho idea di cosa farò domani.

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  27. Sono nato a Palermo nel 1928 e ho visto la guerra, sono stato sfollato a Castelbuono con la mia famiglia e ho visto i nazifascisti fucilare dei contadini per aver nascosto della farina.
    Ho visto gli imprenditori edili arricchirsi e la trasformazione della mia città, quello che adesso è il centro cittadino una volta era campagna ed io andavo dietro casa, nella stalla del fattore per comprare il latte.
    Ho vissuto lontano dai miei numerosi fratelli, con la nonna e la zia "signorina", le quali mi hanno allevato per consolarsi della morte prematura del più giovane dei miei zii, morto per le conseguenze della polmonite rimediata quando è andato a prestare soccorso ai messinesi dopo il terremoto.
    Da giovane cantavo nel coro del Teatro Massimo ed ero molto richiesto nei comizi del giorno prima delle elezioni, nei paesi della provincia.
    Formavo i quadri giovanili di un grande partito ed un mio caro amico e compagno di battaglie è stato ministro, mentre io mi sono allontanato per il declino del mio capocorrente e per gli scontri con chi avanzava nei congressi grazie ad un "nuovo elettorato" fatto di gente sospetta e pericolosa.
    Ho mantenuto la mia indipendenza lavorando, con alcune pause, come avvocato civilista, tenendo la vita politica da parte.
    A 98 anni supporto lo studio legale di un mio ex praticante, per integrare una magra pensione e per tenermi in attività, ma stare al passo con i tempi e la tecnologia mi è sempre più difficile.

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    1. ma io l'ho conosciuta, Avv. Orlando! ...

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    2. Ci puoi giurare!

      P.S. Ho modificato la biografia di una toga d'oro che ci ha lasciato qualche anno fa, magari l'hai conosciuto...

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  28. Sono nato nel 7791 e ancora oggi l'antro resta millanni avanti! Specie da quando docmanhattan III ha iniziato a pubblicare anche sui social venusiani

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  29. Sono nato nel 7791 e ancora oggi l'antro resta millanni avanti! Specie da quando docmanhattan III ha iniziato a pubblicare anche sui social venusiani

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  30. "Sono nata nel giugno del 1938. Mio padre dopo la guerra non fu lo stesso e così dopo pochi anni dalla mia nascita, abbandonò me, mia madre e i miei quattro fratelli. Io sono l'ultima in successione e l'unica figlia. Nel 1940 anche i miei fratelli dovettero andare in guerra e io rimasi a casa da sola con mia madre che intanto faceva la staffetta. Erano benedetti quei giorni in cui ero da sola perché finalmente ero libera da lei. Comunque anche quei tempi da sola erano pericolosi e così mi nascondevo non facendo nessun rumore. Mia madre era vista come coraggiosa, ma solo io vedevo la sua debolezza. A casa si sfogava. Malediva la sorte per essere così perseguitata dalla guerra, col marito che ritornato a casa era cambiato e non era più dolce come prima, ma la picchiava e lei doveva sopportare in silenzio. Ora anche questa guerra le aveva tolto i figli e non sapeva che cosa sarebbe successo. L'ansia e il non sapere la distruggevano e a volte e lei si sentiva essere una settantenne perennemente a lutto. Quando questa finì solo due ritornarono. Non mi raccontarono mai cosa fecero così io non raccontai mai a loro che cosa significasse vivere per me con una madre instabile. A 14 anni me ne andai di casa coi miei due fratelli rimasti che mi diedero dell'ingrata: secondo loro io dovevo rimanere e badare a mia madre per sempre, ma agli occhi di codesta io ero invisibile. A lei importavano più i suoi due figli. Solo con loro era gioiosa. Io scappai lontano e sono sempre scappata facendo diversi lavori e per un po' di tempo anche la comparsa di qualche film a Cinecittà. Mentii sulla mia vera età facendomi passare per una diciottenne. Potevo debuttare anche come protagonista, ma scappai ancora. Non sono mai stata stabile in un posto per molto tempo. Ho avuto molti amori e nessun matrimonio. Se potessi ritornare indietro? Non so, non vorrei correre il rischio di rifare la mia vita per un'altra volta ancora.

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  31. Sono nato a Potenza nel 1929, ho fatto il pastore per tutta la vita e fortunatamente mi sono evitato la leva durante la guerra per motivi di età, e la mia terra sì è risparmiata i bombardamenti perché povera e non granché dal punto di vista strategico. Ho visto Hitler Mussolini e Stalin, ho visto Pio XII e il Concilio Vaticano II, ho visto la guerra fredda e il muro cadere, i ragazzi cambiare e protestare, ora alla veneranda età di 87 anni mi chiedo come lascerò il mondo ai miei nipoti.

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  32. Sono nato a Potenza nel 1929, ho fatto il pastore per tutta la vita e fortunatamente mi sono evitato la leva durante la guerra per motivi di età, e la mia terra sì è risparmiata i bombardamenti perché povera e non granché dal punto di vista strategico. Ho visto Hitler Mussolini e Stalin, ho visto Pio XII e il Concilio Vaticano II, ho visto la guerra fredda e il muro cadere, i ragazzi cambiare e protestare, ora alla veneranda età di 87 anni mi chiedo come lascerò il mondo ai miei nipoti.

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  33. Sono nato ad Aosta il 24 luglio 1918, e non mi ricordo più cosa volevo dire.

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  34. sono nato nel 1959, non so usate internet e mio figlio scrive al posto mio. Ho vissuto l'epoca d'oro del rock italiano e mondiale ed i concerti in Italia che mi importavano davvero li ho visti tutti. I Pink Floyd a Venezia mamma mia! Purtroppo sono stato pochissime volte all'estero, il viaggio più bello della mia vita è stato quello di nozze. Non ho realizzato tutti i miei sogni, ma quello di avere una famiglia felice pur nelle ristrettezze economiche l'ho realizzato e me ne rendo conto ogni giorno quando torno a casa da un lavoro che non sopporto ma che non posso perdere

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  35. Sono nato nella provincia di Bari, nel 1949, ma andavo in vacanza dai miei zii a Viareggio, in estate, perchè lì c'era il mare bello che ci andavano tutti i turisti.
    Mi ricordo perfettamente il milan di Rocco e l'Italia di Rivera e Mazzola. Vedere in quella fantastica notte la partita del secolo, Italia-germania 4-3, mi ha fatto capire cosa è il calcio.
    Ho sempre votato Berlinguer, grande piccolo uomo, e un tempo andavo a vedere tutti i film di Bud Spencer e terence hill. Ho fatto appassionare anche mio figlio a quei western, tant'è che spesso fischietta il tema di Lo chiamavano trinità. Non ho girato molto, ma non mi è servito, avevo tutto quello che mi serviva vicino a me, gli affetti e la famiglia. Forse ora queste cose non bastano più, o forse non sono più valori forti come un tempo. Ho appena iniziato il mio periodo da pensionato, infatti qui ci sono i miei nipotini che vogliono giocare con il computer.
    A presto caro amico,
    Francesco

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  36. Sono nata nel dicembre del 1919 la mia infanzia è passata in un lampo, colori pastello, il frusciare degli abiti da sera di mia madre, i diamanti ed i cristalli delle gran dame della capitale ed il rumore del mare in estate. La mia personale bolla di sapone si è rotta quando di anni ne avevo 21, la guerra si è portata via tutto quello che sapeva di casa, amici, parenti, un giovane amore che dalla Grecia non è più tornato. Il 1945 mi ha trovato in rovina come il paese, ma già l' anno successivo tutto era cambiato. Ho amato quell uomo con tutta me stessa, abbiamo riso e pianto insieme, guardato sorgere il sole in mille luoghi diversi ma tutte le volte ci sentivamo a casa. Ora viviamo solo nella memoria e la terra è lieve su di noi.

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  37. Sono nato nel 1907. Ho visto la nazionale vincere quattro mondiali, un europeo ed un'olimpiade. Ho conosciuto la monarchia, la dittatura, la democrazia, la guerra, la pace, la fame e l'abbondanza. E ho anche postato per la prima volta sul blog a 108 anni. Posso morire felice. Grazie doc, da un lurker appassionato xD

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  38. Sono nato nel 1937. Quando avevo poco più di due anni mio padre è partito per la guerra, lasciandomi come ricordo il suo bel sorriso. Poi ricordo, verso i sei anni, l'arrivo dei tedeschi, e poi quello degli americani. Poi, quando avevo 8 anni, è tornato papà, e finalmente ho potuto conoscerlo davvero, ma il suo sorriso era molto più triste di come lo ricordavo. Anche se non me ne ha mai voluto parlare, ho saputo che lui e i suoi commiltoni erano stati catturati dai russi, fino all'armistizio, quando i bolscevichi li cacciarono via a calci in culo...mentre cercavano di tornare a casa furono catturati dagli ex alleati tedeschi, e se pensavano che in un campo di prigionia russo si stesse male (e si stava male!), scoprirono che in uno tedesco si stava peggio, ma non quanto i prigionieri ebrei tenuti in un'altra parte del campo, e che potevano osservare attraverso le recinzioni...sembra che sia stato quel a cui ha assistito, ancor più di quel che ha vissuto, a togliere la luce al suo sorriso...scusate, non ho più voglia di scrivere, tutto ad un tratto la mia vita non mi sembra granché significativa...P.S. era mio nonno, non mio padre, ma per il resto è tutto vero

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  39. sono nata nel 1957, la guerra era finita da un po' e si iniziava a stare meglio. mia mamma, mio papà e mio fratello grande iniziavano a costruire una casa tutta per noi, con le loro forze, mattone su mattone. sono cresciuta lì in periferia di una piccola città, ma dove ancora "era tutta campagna". passavo i pomeriggi a gironzolare per i campi dei vicini aiutando un po' qua e un po' là, bighellonando un po' con gli amici del quartiere. ricordo tanta erba e tanto sole in faccia, la stanchezza della sera mentre, con le gambe altalenanti sotto il tavolo e le ginocchia sporche di terra, quasi ciondolavo sul piatto di zuppa calda. poi sono cresciuta, ho conosciuto un ragazzo che aveva un buon posto fisso e mi sono sposata, ho avuto due figli di cui mi sono presa cura personalmente fino all'età dell'università, e che ora si trovano uno in America perchè lì c'era lavoro, e l'altra si è sposata e ha avuto un bimbo ed è a casa perchè la laurea che ha preso purtroppo non le ha offerto gli sbocchi lavorativi che sperava. Vivo così, ancora nella vecchia casa che hanno costruito i miei, mio fratello non c'è più, e nemmeno i campi e tutto quel verde che stava qua attorno esiste più, molte case sono state costruite e la mia ora è piccina e bassa, e non si vede più il sole tramontare dalla finestra. non si sentono più grida e risa di bambini giù in strada ma solo auto e moto che passano, e spesso mi metto seduta davanti alla finestra a cucire qualche vestitino per mio nipote e il colore del sole arancione e caldo mi fa pensare a quelle mie gambe altalenanti sotto il tavolo e a quelle ginocchia terrose e mi rende nostalgica.

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  40. Sono nato a Milano nel '47, figlio di una partigiana comunista e di un operaio trentino sceso dai monti per cercare di non morire di fame. La guerra era appena finita ma i suoi strascichi sarebbero durati a lungo. Eppure ne siamo usciti, con tanti sacrifici fatti come la maggioranza degli italiani e con un pizzico di fortuna nei momenti più bui.

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  41. sono nato a Firenze nel 1928 e... ci son morto a 83 anni, DIO BONINO!
    comunque in vita mia m'è andata di 'ulo, la guerra l'è finita prima che fossi nell'età pe' i' militare, che un c'ho mica i' carattere da guerraiolo io...
    pe' fortuna ho visto i Rollinstòn a i' circolo dell'Antella, mi sarebbe garbato pure Gimi Endris ma a Firenze un c'è volsuto venire, maremma 'mpestata!

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    1. ah, per chi un l'avesse 'apito e sono un fantasma dall'ardilà...

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  42. Ragazzi scusate il ritardo ma ero al Torino Comics...
    Mah io sarei nato nell'87 quindi...
    A quest'ora magari potrei essere un ufficiale dell'aereonautica e pilotare un eurofighter,di certo non ricorderei il telegiornale che parla del funerale del grande Gilles Villeneuve,ma per il resto ho idea che sarebbe tutto più o meno come ora (no non li piloto i caccia) solo spostato di nove anni

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  43. sono nato a firenze nel '66, in mezzo all'alluvione. Ho vissuto il punk a 16 anni ed il socialismo irreale a 20. Mi sono fatto tutto in una tirata gli '80, ho stentato a capire i 90 e mi sono arreso nel 2000. Troppo tardi, da vero italiano moderno, ho avuto un figlio, ed adesso tento di dargli un futuro....
    Tutto questo non mi sembra molto distante dalla mia vita...

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  44. Sono nato nel 1987 a Palermo. A 5 anni ho vissuto le stragi che hanno ucciso Falcone e Borsellino e ho visto la prima desert Storm. In compenso mi sono beccato tutto il berlusconismo e l'onorevole Cuffaro in Sicilia. Ho visto la mia città rinascere un poco all'inizio degli anni '90 per poi assistere ad un declino inarrestabile che sembra non avere mai fine. Mio cugino, nato nel 78, mi dice di avere vissuto più o meno le stesse mie cose ma lui almeno aveva bim bum bam

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  45. Sarei nato nel ventennio. Mi sarei sposato a 20 anni con una sconosciuta scelta dai miei genitori. Ci saremmo sopportati tutta la vita tanto non c'era divorzio. Avrei un posto di lavoro fisso, lo stesso per tutta la mia vita. Vivendo in una dittatura avrei segretamente sognato di ribellarmi ma non avrei mai avuto il coraggio di alzare un dito per farlo per la mia vigliaccheria. Avrei apprezzato l'educazione della gente, il salutarsi col cappello e i gesti di galanteria. Sarei stato un sognatore che immagina un futuro di navi spaziali, viaggi sulla luna e alieni...perchè certe cose non cambiano.

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  46. 1907... a Cosenza! Sai il divertimento!

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  47. Nascere nel 1928?brutta,bruttissima storia..
    Monarchia,poi dittatura,gli anni da partigiano..
    Ho visto la ricostruzione,il benessere e poi il boom economico,rivoluzioni di lavoratori e studenti,omicidi di povera gente e mancati presidenti..eh si,io ne ho visti di cambiamenti.. :)))

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  48. Sono nato nell'anno in cui fu fondata la mia squadra del cuore (giusto alcuni mesi dopo). Quando un mio conterraneo prese il potere ero un ragazzino. In famiglia nessuno amava questo personaggio, e la cosa in paese ci causò qualche piccolo problema con le nuove autorità. Mi piacerebbe poter dire che nel 1936 partii per la Spagna per aiutare la Repubblica, ma non sono mai stato una persona eccessivamente intraprendente. Però, quando la guerra civile toccò a noi, mi schierai totalmente dalla parte giusta, senza eroismi di sorta, ma facendo la mia parte nelle retrovie. Nel dopoguerra, grazie anche alle poesie di gusto ermetico pubblicate in gioventù da piccoli editori locali, trovai lavoro nel settore dell'editoria. Ho sempre viaggiato poco e sono morto senza essermi mai sposato, accontentandomi della preziosa compagnia di molti amici fidati. Nonostante la riluttanza a viaggiare, quando la morte mi colse a quasi 86 anni, per una serie di circostanze che sarebbe lungo riassumere, vivevo da molti anni fuori dall'Italia.

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  49. Sono nato nel 1907. Ho subito una guerra e ne ho combattuta un'altra, spero dalla parte giusta. Dopo, se sono sopravvissuto, ho contribuito alla rinascita di un paese che era devastato ma pieno di speranza. Se sono fortunato, sono morto prima di vedere le cose cominciare ad andare di nuovo a rotoli.

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  50. Sono nato nel '90 quindi... niente ho 7 anni, ciao vado a all'oratorio a giocare a pallone.

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  51. Sono nato nel 1977... e ho avuto un dejavù.

    Yuri

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  52. 1979->1997. Avrei visto la Nazionale vincere un mondiale, da Gobbo la Juve perdere giusto qualche finale di Champions, vincere e farsi togliere qualche scudetto, rosicato per quello che avrebbe nel corso degli anni vinto la squadra rivale milanese, non particolarmente gradito un anno in serie B. Sarei cresciuto ascoltando di sicuro qualche giargianata musicale, ma avrei viaggiato ancor più di quanto stia ancora facendo e avrei speso molto meno. Starei preparando gli esami per la sessione di giugno da matricola in qualche Università dio_solo_sa_dove. Avrei i tempi di recupero dall'alcool del ventenne, e irrimediabilmente anche il portafoglio del ventenne: le cose si compenserebbero a tal punto che, non avendo soldi, non potrei bere. O potrei farlo con merce di qualità imbarazzante, per la gioia del fegato.

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  53. Ginny Hermione17 aprile 2016 15:37

    Sono nata nel 1976, avevo tante amiche fans dei Take That, a me non dispiacevano ma preferivo gli East 17. Ho studiato inglese, tedesco e russo al liceo linguistico perché il russo era di moda ma adesso nel mio lavoro non mi serve a niente saperlo. Ho fatto la scuola guida su una Punto ma appena ho potuto permettermelo mi sono comprata un SUV con cui adesso porto i miei bambini a scuola. Nel 2000 a un concerto di Ligabue ho conosciuto un ragazzo che oggi è mio marito, e viviamo alla grande grazie alla sua attività di chirurgo estetico. Mia figlia fa la terza media e invece di sognare di fare la velina sta cercando di vincere una borsa di studio per fare il liceo in America, mentre mio figlio gioca a calcio e sogna di diventare il nuovo Cristiano Ronaldo. Io cucino benissimo le lasagne, però me la cavo bene anche con il couscous.

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    1. Ginny Hermione20 aprile 2016 15:04

      Ah, sì, ho dimenticato di dire qual è la mia professione: faccio la wedding planner. Ho preso questa decisione dopo aver visto il film "Prima o poi mi sposo" con Jennifer Lopez che faceva proprio questo lavoro. Il primo matrimonio che ho organizzato è stato il mio.

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  54. Classe 1947.
    Sono uno di quelli che altrove chiamarono baby-boomer, ma la verità è che se vedi la morte intorno a te viene spontaneo generare più vita che puoi. Quindi sono il terzo di sei fratelli, uno dei quali se l'è portato via la meningite prima ancora che nascessi io.
    Ho studiato medicina e non ho mai lasciato Palermo se non per le vacanze. Sono un pediatra in pensione e sì, è vero: alcune mamme si innamorano del medico che cura e salva i loro figli... Una, vedova, l'ho sposata. Il mio "figliastro" (brutta parola) e l'altra figlia, biologica, quest'anno ci hanno invitati in Giappone per le vacanze. Siamo andati. Sono un medico in pensione, ma in Giappone, dopo tanti anni, sono tornato un po' bambino e non so nemmeno perché.

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  55. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  56. Sono nato nel 1926 e... sono mio padre. :-(
    Lassamo perde va'. :-)

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  57. Correva l'anno 1947. I primi anni di vita sono stati segnati dall'incertezza del dopoguerra ma poi con il boom economico degli anni 60 è arrivato il benessere. Scuole "bene" poi universitá, passata allegramente tra scioperi, assemblee e tante canne, a differenza di mia figlia, classe 74 che ha sprecato l'esistenza a studiare davvero e non fuma manco il tabacco.
    Ricordo lo sbarco sulla Luna, in 20 intorno ad una tv, tutti tranne Mario di Campi, detto lo Scettico, che tediava il gatto con le sue idee sballate. "Gli è tutto finto, per me lo stanno girando a Hollivudde!"
    Oggi scrive blogghe su internet e ci fa i libri con le sue teorie.

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  58. 76<>67
    Correva l'anno...

    Ora che mi guardo indietro, a cinquant'anni quasi suonati, voler fare il punto della situazione, raccontare quella che sia stata la mia vita con tutti i suoi alti e bassi, i bivi presi male e l'immancabile insicurezza nel doverli affrontare lo sento come un compito ingrato. Va da se che la nostalgia sarà sempre quel dolcificante che trasforma i ricordi e li sbiadisce rendendoli meno vividi, meno abrasivi.

    Il 67 è stato l'anno di alcuni grandi dello sport: Roby Baggio, il grande Cirone Ferrara, e no non sono juventino, Cipollini, Boris Becker solo per raccontarvene alcuni; sono nato in buona compagnia, se vogliamo, in tempi in cui di partiti ce n'erano pochi e l'Italia industriale viveva il suo stato di grazia. I miei in quel periodo ancora non avevano un fissa dimora anche se di li a poco ci saremmo trasferiti in una piccola cittadina di mare che proprio nei 60 acquisì quel nomignolo di "Piccola Perla dell'Adriatico" che ancora oggi si porta dietro.

    Quegl’anni non furono mai troppo complicati e le giornate passavano al suono del pallone che rimbalzava nel campetto vicino casa e alle urla di mia madre che, a sua detta, spendeva un patrimonio in detersivi solo per lavare le macchie di fango e erba dai miei vestiti.

    Ho adorato gli anni 80, vissuti in piena adolescenza che con tutta la sua irrequietezza è passata al suono della chitarra e le canzoni cantate male e la meraviglia di quei filmoni americani che irrimediabilmente rapirono la mia immaginazione.

    Tuttora, comunque, credo che se dovessi scegliere il decennio più importante, sarebbe sicuramente quello successivo, quell’anno 1993 in cui per caso mi trovavo a Lucca con alcuni amici dell’università autoctoni e appassionati come me di tutto ciò che parlasse o fosse inscritto dentro nuvolette e pagine sezionate. Nasceva Lucca Comics ed è lì che avrei avuto modo di conoscere nientemeno che il papà di quei robottoni che ancora oggi prendono polvere sugli scaffali in salotto.

    Ora ho 49 anni e se mi chiedessero di nascere 10 anni dopo credo che non sarei molto contento all’idea… Vuoi mettere, aver avuto 10 anni in più per vivere le mie passioni quando tutto, passatemi la metafora, era prato verde a perdita d’occhio.

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  59. Sono nato nel 1937. Mi ricordo vagamente le bombe che cadevano e la paura e le corse di notte in qualche cantina da usare come rifugio. E il trasferimento da una zia zitella in una zona meno rischiosa. E la casa dove sono nato che trovammo sventrata al nostro ritorno.
    A fine anni 50 ho comprato la 500 per rimorchiare e mi piaceva leggere il dottor Zivago.
    Poi ho rimorchiato davvero l'amore della mia vita, Federica, e nel 1967 è nata la piccola Rosa. Di quell'anno ricordo la grande tristezza di una sera di ottobre nella quale ci dissero che il "Che" non c'era più.
    Oggi viviamo insieme a mia moglie una vecchiaia tranquilla ricordando con nostalgia la fame e la povertà del dopoguerra e invidiando un poco i nostri nipoti che hanno tutto quello che avremmo voluto avere noi.

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  60. classe '47

    Da quando sono in pensione ricordo spesso la mia infanzia e la mia giovinezza. Mio papà se n'è andato che ancora dovevo diventare uomo. Ultimo di una manciata di figli cresciuto troppo presto ma senza mai perdermi d'animo. Ho smesso presto di andare a scuola, preferisco l'aria aperta. sarà per questo che ho imparato il mestiere che amo:il muratore.
    Sono andato in giro per l'Italia, anche in Svizzera ma poi il richiamo della mia terra, del Salento, quando era conosciuto solo dagli emigranti leccesi, era troppo forte. Ho conosciuta una donna fantastica e mi ha regalato tre figli speciali che purtroppo non vivono vicino a me a parte il mezzano. Mia moglie mi è stata vicino negli alti e bassi del lavoro ma anche della salute. Ma non mi sono mai pianto addosso. vivo alla giornata oggi ci sono e domani deve ancora venire. Ho lottato e sconfitto il cancro e sono qui.
    Sono il papà di Massy e anche se lui è nato nel 74 e io nel 50, forse la sua vita sarebbe stata come la mia se fosse nato nel 47

    PS
    Ti voglio bene papà

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  61. Sono nato nel 1999 ma se, invece, fossi nato nel 1999 (che è tutta un'altra storia) oggi sarei:
    Un adolescente insicuro patologico, che la figa la vede con cannocchiale, sempre obliterato di studio per la scuola o per il conservatorio. Sarei un musicista che ha paura di mettersi in gioco, che rifugge gli spettacoli, mentre certi "pseudo-artistuncoli", che non sanno cosa vuol dire sbattersi a studiare musica per anni, danno bella mostra di sè, attirandosi spudoratamente il plauso della gente.
    Sarei un pigrone inguaribile, che si sbatte troppo ad immaginarsi nel 1919 o nel 1999.
    Sarei un calabrese fiero ed un italiano imbarazzato. Sarei un ragazzo diciassettenne che invece di uscire, che fuori c'è bel tempo e magari riesce a rimorchiare qualche ragazza, se ne sta dentro ora suonando ora leggendo post di gente che viene da altre generazioni, che parla di cose di cui non posso dire niente perchè tanto non posso capire, che ha in generale una pessima opinione di quelli della mie età. Probabilmente, saprei usare il congiuntivo ed il condizionale in modo appropriato.

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  62. Ginny Hermione17 aprile 2016 20:02

    Purtroppo Ginny entra per un attimo in modalità PDF per dire che i Jalisse hanno vinto il Festivalone nel 1997. Nel 1996 lo ha vinto Ron.

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  63. Allora,essendo nato nel 1977 potrei scegliere il 1997,ma non posso immaginare di aver vissuto senza gli anni '80,quindi...1917 sia!!
    La faccio breve:l'anno prossimo festeggero' il secolo attorniato da una selva di figli,nipoti e bis-nipoti.E sara' bellissimo.E ho scoperto un'altra cosa:che non e ho mai abbastanza della vita.NE VOGLIO ANCORA.E ANCORA.E ANCORA....

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  64. Bellissima idea, anche se sono fuori con i tempi del sondaggio.

    Sono nato nel 1938, l'anno degli accordi di Monaco. Ora che scrivo, di anni ne ho settantotto appena compiuti, e pesano tutti.
    Ero troppo piccolo per la guerra, di cui non ricordo niente, e troppo grande per il Sessantotto. Questa è probabilmente la maledizione della mia vita, perché l'ho trasmessa ai miei figli: anche loro, perennemente fuori tempo (nati nel '63, nel '65 e nel '71).
    Ho fatto il ferroviere per più di trent'anni, e in tutto questo tempo l'intero Paese mi è passato sotto gli occhi tra cuccette e compartimenti di prima classe: gente che scappava dalla fame del Sud verso un Nord che era quasi una nuova frontiera, signori e notabili che sembravano i padroni del mondo a bordo di quelle lussuose vetture del servizio internazionale.
    Ricordo i funerali di Togliatti, perché fu il primo momento in cui percepii la tangibilità del silenzio. Ricordo l'emozione che provai aprendo il giornale e scoprendo che un uomo come me girava intorno alla terra, un uomo con la faccia da ragazzo. Ricordo l'apertura del Concilio, in una Roma che era più piena del solito di preti e tonache variopinte. Ricordo gli occhi dei ragazzi che andavano a spalare il fango di un Arno traditore, e mi pare che fosse il '65 o giù di lì. Ricordo il terrore, nero o rosso che fosse, con la paura di uscire, il terrore per i miei tre figli, l'impressione di vivere sempre sotto assedio. Ricordo la strage della stazione di Bologna, da cui ero rientrato il giorno prima. Ricordo Ustica, io che non ho mai preso l'aereo.
    Oggi ho quasi ottant'anni. Sono vedovo, anche se generalmente sono le nostre donne a sopravviverci. I miei figli si sono fatti una famiglia (anche due, quando hanno potuto), e i miei nipoti sono così lontani da me che difficilmente riesco a sovrapporre alla loro l'immagine di me a quella stessa età. Col più piccolo ci separano sessant'anni: sono tanti, troppi per qualunque dialogo. Eppure...
    Eppure, pochi mesi fa, proprio il più piccolo mi è venuto a trovare e aveva in tasca, arrotolato, un libro dalla copertina bianca molto familiare. Legge
    Urania, proprio come me, e quella visita di circostanza che doveva durare pochi minuti si è protratta per più di due ore. Quando ha saputo che ho comprato tutti i numeri sin dal primo, ha fatto i salti di gioia; quando gli ho confessato di averli buttati o dati via nel corso degli anni, se ne è rammaricato. Però abbiamo parlato di romanzi e filoni, di space opera e cyberpunk. Io tengo per Heinlein, lui per Asimov.
    Ho quasi ottant'anni e ancora tante sorprese da scoprire...

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  65. Nato nel'anno di grazia 08 (in teoria) DC, essendo di costituzione robusta sono un legionario della XIII Legione e tengo lo scudo frontale della tartaruga della mia legione. Dopo anni al servizio dell'imperatore, qui, a Sentinvm, mi trovo il fegato perforato dalla lancia di un mio nemico. Sto crepando, ma con onore...

    https://youtu.be/rbbkFqL24_Q

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    1. naturalmente sarebbe il 1908, oppure il 2008, ma però voglio essere un legionario (AWAWWWAWASW hihihihihi)

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  66. Sono nato nel 1908. Ho studiato fisica da quando è stato possibile, ero un bimbo prodigio. Mi hanno preso insieme ai grandi di Los Alamos, io, un ragazzino, insieme ai migliori del mondo. Se non fosse stato per quel geniaccio di Einstein adesso sarei morto del tutto, dopo quel brutto incidente del 1942. Invece ha fatto bene eccome a digitalizzare la nostra coscienza nel calcolatore dell'esercito. Questo ci ha permesso di fare ancora un sacco di cose, abbiamo migliorato i progetti di quel tedesco per il saturn, abbiamo fatto cadere il muro di Berlino (e passare per quella linea rossa a 1800 baud non è stato niente facile). Con il web poi è stato come uscire da una prigione dorata, liberi di autoreplicarci con piccole modifiche per vedere come sarebbe stato se... Ora devo andare, dobbiamo capire chi di noi stia trollando i nordcoreani, credo Bohr, è sempre lui a fare gli scherzi...

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  67. Sono nato del 38.
    Mio nipote mi sta obbligando a premere i bottoni di questa diavoleria per rispondere con una lettera a delle persone mai viste. Tra poco mia figlia mi farà mangiare la... Chiara vieni qui, non ricordo piu come si mette l'accento sulla u.
    Ah sì dicevo: mio figlio mi sta aiutando a scrivere una... Cosa sto facendo qui Carlo? Dovrebbe essere l'ora della minestrina...

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  68. Sono nato nel 1997. Nessuno mi ha considerato particolarmente sfigato perchè non mi piace il calcio, perchè non mi piacciono i balletti e la discoteca , perchè mi piacciono i computer, i videogiochi : ormai è normale. Grazie ad Internet gli adolescenti sono un pò meno frustrati forse perchè si sentono meno soli. Le ho prese comunque dai bulli per tutte le medie perchè di stare zitto proprio non sono capace, per cui mi sono fatto 5 anni di kickboxing; adesso non viene considerato sport estremo o da voolenti , ma una cosa da femminucce rispetto ad altri sport da combattimento più estremi. Ma a me quello piace e quello faccio. I giochi di ruolo per me non sono libri e dadi ma schermo e tastiera; ho molti meno amici reali ma molti più virtuali. Ora mi affaccio all' università , e mi iscrivo nuovamente ad ingegneria, ma questo giro seguo il mio sogno e faccio niomedica per progettare arti artificiali: non è più un sogno da fantascienza , ma la realtà. Sarà molto meno duira qusta volta perchè gli standards si sono abbassati, anche se dubito sia possibile fare più festa di quanta ne abbia fatta in passato.

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  69. Sono nato nel 1917 a Roma.
    Nel '22 avevo 5 anni e quindi me lo sono vissuto in pieno quel ventennio, da balilla a volontario in Etiopia fino alla prigionia in Africa in un campo inglese dal '43 al '46, era l'unico pensiero che avessi mai conosciuto, l'ho vissuto, non è una colpa.. vero?
    Al rientro in Italia ti accorgi che è come se un enorme ondata di tsunami avesse azzerato il tuo mondo, le persone, le parole, le canzoni alla radio, i giornali... tutto diverso, era l'unico mondo che avevi conosciuto, che ti aveva cresciuto, non è facile adattarsi, pare che questi giovanotti come apparsi dal nulla ci riescano molto meglio di me...
    Lo leggo sulle facce degli altri trentenni come me che incrocio per strada, quel pensiero fisso, la sensazione di aver sbagliato tutto nella vita ed ora che lo abbiamo capito è troppo tardi, il mondo è già di qualcun altro... A noi non resta che rintanarci nella nostra casetta, portare avanti una piccola attività che ci fa vivere dignitosamente con la nostra mogliettina e due bambini... e votare DC, che tra tutti questi che occupano le piazze sembrano i più tranquilli, io non li capisco proprio questi che si agitano tanto, sono così lontani da noi gente perbene che lavora, uomini qualunque...
    Sono un naufrago, per il momento l'importante è sopravvivere e galleggiare, a cambiare qualcosa ci penseranno i miei figli se vorranno, già al più grande non va giù di doversi mettere il grembiule per andare a scuola, dice che il maestro è un ex confinato a Ponza che gli sta insegnando la democrazia, che ognuno deve fare come gli pare e non c'è verso di farsi obbedire, dove andremo a finire di questo passo...

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