martedì 17 novembre 2015

201

Talenti perduti (Satur... tuesday night sondaggismo)

Che cos'è il talento? È il motore della stima, che ti porta ad apprezzare una persona per quello che fa, di qualunque cosa si tratti. Oppure è una macchina generatristezza, perché poche cose deprimono quanto vedere un talento buttarsi via. Perché sceglie - o fa in modo comunque - di imboccare una via d'uscita dal pianeta con troppo anticipo, oppure semplicemente perché qualcosa gli frena il cavallo in corsa. Il talento sbiadisce, diventa ricordo di cosa è stato. Grafico in assonometria cavaliera di quello che sarebbe potuto succedere e non succederà più. In questo sondaggismo, spostato al turno infrasettimanale dai fatti di venerdì notte, si parla di talenti perduti. O bruciati. O smarriti. L'aggettivo mettetecelo voi. E vale qualsiasi campo: vale un cantante che si è autodistrutto come Ian, o semplicemente uno che è ancora vivo e vegeto ma ha smesso di cantare come sa; vale il romanziere (il fumettista/il mangaka/il regista/l'attore...) che ha preso a sfornare solo cagate; vale lo sport, nel senso di campioni arrivati al capolinea ancora giovanissimi, per scelte sbagliate e vite anche [...]
Ed ecco, il tuo talento perduto lo peschi proprio nel calcio. Adriano Leite Ribeiro, per tutti Adriano. Un giocatore che non ha semplicemente vestito la maglia della tua squadra, l'ha riempita di un metro e ottantanove di muscoli e potenza e terrore da seminare nelle difese avversarie. Perché una montagna al galoppo con quel dribbling e quella potenza ancorata al piede sinistro non la fermi. C'è stato un periodo preciso della sua lunga e tormentata militanza all'Inter, tra il 2004 e il 2006, in cui Adriano era il centravanti che ogni squadra avrebbe voluto in campo. L'hai visto due volte dal vivo, a San Siro, e beh, faceva paura. Erano gli anni delle sedici reti in Champions, dell'accoppiata tradizionale spilungone-piccoletto con Oba Oba Martins. Anni sregolati ma, a loro modo, memorabili. Anche e soprattutto per quel cugino di Hulk là davanti. 

In PES 6, gioco di cui era il testimonial, era una forza della natura. Giocavi con l'Inter, palla lunga e le vittorie online fioccavano. Un tizio spagnolo, dopo aver rimediato cinque pere, ti mandò un messaggio sul Live: "Sai giocare solo con Adriano?". Risposta: "Sì. Chupa". Ma non era un'esagerazione degli sgherri Konami per arruffianarsi il loro uomo immagine: Adriano era così. 
Poi sono arrivati l'alcol, la depressione, i problemi e i drammi familiari. Forse qualcosa, avrebbero detto in una puntata di Storie, che non girava più nell'animo di un ragazzo povero diventato milionario. Anche i ricchi piangono, e se non piangono si attaccano a una bottiglia. Le tante promesse di rimettersi in pista, gettate al vento sulla via del tramonto. Che enorme peccato. Non puoi fare a meno di pensare che senza quei problemi, senza quelle ganasce etilico-emotive, Adriano avrebbe continuato a sfondare porte e portieri. E quindi l'avreste rivenduto per sbaglio a qualche altra squadra, chiaro.

E ok, marmaglia, mano alle tastiere. Qual è per voi un grande talento perduto? Perché? Vale qualsiasi campo, come spiegato all'inizio. Avete saltato il testo all'inizio? Leggetevelo. Una sola scelta a testa, un perché [chi posta solo un nome senza uno straccio di perché accetta implicitamente di esser definito “Pirla“ dal sistema digitale di silenzio assenso Tisgamotron], niente precisinate e rotture ai commenti degli altri. A chi si ostina a scrivere commenti anonimi, lasciandoli triturare ai filtri senza che li legga nessuno, non diciamo più niente. C'è pure gente che raschia le rane morte dalle strade. Ognuno.

201 commenti:

  1. Jeff Buckley senz'altro.
    Paradossalmente, pur morto più giovane (28 anni contro i 30 del figlio), il padre Tim ha lasciato una testimonia più completa e varia del suo gigantesco talento musicale. Jeff invece un disco (immenso) e poi basta. E manco perché si è autodistrutto come il padre.

    RispondiElimina
  2. Kurt Cobain che ci ha lasciati all'apice del successo. Chissà come sarebbe adesso da vecchietto.

    RispondiElimina
  3. Kurt Cobain che ci ha lasciati all'apice del successo. Chissà come sarebbe adesso da vecchietto.

    RispondiElimina
  4. ce ne sono tanti. a me in questo momento viene in mente Johnny Thunders dei New York Dolls. Un grandissimo, tossico quanto altri ma molto più talentuoso e tanto tanto tanto meno conosciuto. Morto non giovanissimo (39) rispetto ad altri ma che ormai già da tanti anni era ai margini, ancora di più di quanto non lo fosse prima.

    RispondiElimina
  5. John Lennon, che quando il maledetto chapman l'ha portato via era all'apice della creatività.. oggi me lo immagino con un barbone bianco che fa dischi che nessuno capisce e lui se la ride sotto gli occhialoni.. e me lo immagino anche che abbia sfanculato l'inutile yoko

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono un beatlesiano fervente e penso che la morte di Lennon sia un momento fondamentale del novecento, alcuni dicono addirittura che il mondo (culturalmente, socialmente) sia peggiorato dopo la sua morte, ma che fosse al suo apice creativo nel 1980, a quarant'anni, non direi proprio...

      Elimina
  6. Myke Tyson non sto a spiegare neanche il perchè...

    RispondiElimina
  7. Io per me dico Terry Brooks,che dopo la serie degli Eredi di Shannara ha cominciato a sfornare solo storielle stupide e noiose (La Jerle Shannara,la Strega di Ilse) che nulla hanno davvero aggiunto alla saga.
    Poi per fortuna ha tirato fuori i Figli di Armageddon,un fantasy post apocalittico stupendo,ma con i libri successivi ha ricominciato a scrivere per scrivere,senza dare davvero nulla.

    RispondiElimina
  8. Corey Feldman.Attore bambino / ragazzo molto versatile.Uno dei migliori della sua generazione.La droga gli ha stroncato la carriera.Adesso fa particine in produzioni minori.Peccato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, anche io. Vice.com gli ha dedicato più volte qualche articolo.

      http://www.vice.com/it/read/compleanno-di-corey-feldman

      http://www.vice.com/it/read/mi-sono-di-nuovo-imbucato-a-festa-corey-feldman

      Elimina
  9. Potrei citare i vari Jim Morrison, Andrea Pazienza o Tetsuya Nomura del caso (che però mi dicono sia vivo, ma io non ci credo)

    Ma forse forse un caso eclatante resta Andrew Wood, perché aveva davvero TUTTO per diventare ciò che sarebbe poi divenuto Cobain (e in parte Vedder, o Cornell) ma è morto troppo presto per far sì che la sua leggenda venisse ulteriormente "cementificata" da quell'alone di santità che le icone che muoiono presto si portano matematicamente dietro

    RispondiElimina
  10. Dario Argento. Gli ultracorpi si sono impossessati di lui.

    RispondiElimina
  11. Sarebbe facile dire Senna, perché era il campionissimo, ma mi vien meglio dire Gilles Villeneuve perché come lui al volante, veramente pochi ma pochissimi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande Gilles,anche il Vecchio una volta disse "io gli volevo bene"

      Elimina
  12. Denis Stayrock Fermani17 novembre 2015 14:12

    E' molto bella la varietà dei nomi che ho letto finora.
    Sarebbe figo (un gioco nel gioco) rispondere citando un talento non ancora nominato, perché la via di chi s'è bruciato troppo presto è lunga e molto lastricata.
    Per questo motivo, citerei Marco Van Basten.
    Non per ragioni di tifo, e forse per controbilanciare l'Imperatore Adriano, ma il Cigno di Utrecht era un centravanti fantastico.
    Chiunque capisca un minimo di calcio sa che i giocatori così sono trasversali alle squadre e degni di ammirazione a prescindere.
    E' vivo e vegeto, come tutti -o tanti- sappiamo, ma gli infortuni lo hanno stroncato mi pare a 29 anni, un'età in cui avrebbe garantito ancora magie e goal per almeno altri 4-5 campionati.
    Per dire...

    https://www.youtube.com/watch?v=-pVwr1HpWno

    RispondiElimina
  13. Quando penso al talento sprecato non posso fare a meno di nominare Alvaro Recoba: il miglior sinistro dopo Maradona (e se non si fosse perso chissà); non avrà fatto una brutta fine come gli altri ma un piede del genere a anni di distanza non l'ho visto ancora nascere dopo di lui (con buona pace di Cristiano e Leo campioni di quantità più che di qualità)... penso purtroppo che se in quegli anni avesse giocato in "determinate società" le cose sarebbero andate per lui in maniera totalmente diversa (per motivi ben noti)...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mio caro amico e collega, milanista, ripete sempre che se l'avesse preso la Juve, Recoba avrebbe vinto il pallone d'oro.

      Elimina
    2. Tantivy Mucker-Maffick17 novembre 2015 15:57

      il primissimissimo nome che mi è venuto in mente, anche se forse non la scelta finale...

      Elimina
  14. La mangaka Ai Yazawa, faro per una generazione di adolescenti giappofili agli inizi dei 2000. Arrivato in Italia grazie a Mediaset (con l'orribile titolo "Curiosando nei cortili del cuore"), il suo "Gokinjo Monogatari" ci mostrava l'altra faccia dei giovani studenti giappi: artistoidi stravaganti vestiti in modi più che creativi, che frequentavano una scuola d'arte ispirata a quella dell'autrice stessa. Formula ripresa nel sequel "Paradise Kiss", seppure con toni più maturi e drammatici.

    E poi arriva "Nana"... parte col botto: due protagiste omonime, la primauna volta tanto la "normale ragazza giapponese", la seconda cantante punk (che permette all'autrice di sbizzarrirsi al solito coi vestiti). Le storie delle due a poco a poco si intrecciano... poi comincia la deriva da telenovela. Poi le tragedie. I salti temporali tra presente e futuro senza soluzione di continuità. Fino a quando smette di pubblicare. In questi anni tante notizie per spiegare questo stop, dalla depressione al tumore... alcuni ce l'hanno ancora a morte con lei per non aver concluso la sua storia più celebre.

    Per me rimane sempre la sensei che con le sue storie mi ha incoraggiato quando, frequentando la scuola d'arte, ero l'unica eccentrica e i miei compagni non somigliavano per niente ai personaggi dei suoi fumetti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. QUOTONISSIMO.
      Ma si è poi capito perchè ha smesso??

      Elimina
  15. Duncan Edwards, centrocampista anni '50 del Manchester United morto a 21 anni nel disastro aereo di Monaco.
    A detta di tutti il miglior giocatore inglese della storia!

    RispondiElimina
  16. Sarò alternativo..per me lo scettro per il talento sprecato va senz'altro a:

    Kentaro Miura.

    Solo lui sa come distruggere un capolavoro com'è stato il manga Berserk dei primi numeri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Folletti fatine e brodi allungati, venghino siori venghino!

      Elimina
    2. Se ci pensi,ti sale l'istinto omicida..altro che eclisse.

      Elimina
    3. Non è vero che solo lui: anche Yukito Kishiro si sta dando un gran da fare con Alita... :)

      Elimina
  17. Dana Plato, la Kimberly di Harlem contro Manhattan, rovinata da droga sesso e fidanzato stronzo. Attrice che vorrei vedere adesso, magari anche con le mutande addosso.

    RispondiElimina
  18. Pesco anch'io nel calcio: il mio talento perduto è Igor Shalimov, bruciato da una miscela esplosiva di notti brave in discoteca e squalifiche per doping.

    RispondiElimina
  19. Io penso senza tentennamenti a David Foster Wallace.
    Forse i mostri che gli giravano in testa e l'hanno portato ad andarsene anzitempo sono gli stessi che gli hanno permesso di concepire un monumento favoloso, ironico e allo stesso tempo angosciante come Infinite Jest, autentico specchio dei fantasmi di ogni uomo occidentale di fine millennio.
    Il pensiero che avrebbe potuto creare altri capolavori siffatti mi coglie ogni volta che passo davanti la libreria e gli occhi mi cadono sui suoi libri e provo una vera tristezza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna ha fatto in tempo a lasciarci abbastanza capolavori che a Fabio Volo servirebbero 15 miliardi di anni prima di sfornare anche solo una pagina paragonabile.

      Elimina
  20. Io vado sul basket,e cito Stephon Marbury "The Coney Island's finest"
    Point guard dal talento cristallino,ma bizzoso come un cavallo,tanto da scriversi sulle scarpe "all alone" per dire di quanto gliene fregasse dei compagni di squadra.
    In NBA ci ha giocato nella prima metà degli anni 2000,le ultime apparizioni in cina,poi l'oblio..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In NBA di talenti sprecati ce ne sono un'infinità, cmq appoggio la nomina di Steph

      Elimina
    2. A farne una lista non si finisce più :)

      Elimina
  21. i tears for fears. dopo sowing the seeds, buio pesto. e oltretutto la copertina di everybody loves a happy ending è tanto brutta che non si può guardare.
    peccato, roland ha una delle voci più belle del mondo, e curt aveva un suo bel perchè.
    invece a breve temo che ce li trovaeremo ai revival 80 con paul young e tony hadley (altra voce pazzesca). tristezza a palate

    RispondiElimina
    Risposte
    1. beh, un paio di canzoni in "everybody loves a happy ending" non sono poi malaccio.....mi riferisco a "Closest thing to heaven" o "Secret world"..... però è vero, suona tutto come già sentito.... il dubbio è sempre quello: continuare a fare ciò che si sa fare o fare i Duran Duran degli ultimi dischi???

      Elimina
  22. Tiziano Sclavi.
    forse le vicende di Dylan Dog avrebbero avuto un andamento differente.
    e magari avrebbe scritto anche altri romanzi memorabili.

    come potrebbe essere vero, d'altro canto, che senza il suo tormento interiore (ed anche esteriore), forse, l'universo Dylan non sarebbe esistito...

    RispondiElimina
  23. Tommy Bolin, eccezionale quanto sottovalutato chitarrista scomparso prematuramente causa overdose.. un talento cristallino distrutto dall'eroina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh, sempre gli preferito Ritchie...

      Elimina
  24. visto che Senna è già stato citato, dico il SIC Marco Simoncelli, fosse rimasto tra noi avrebbe detto molto con la sua moto...

    RispondiElimina
  25. Marco Pantani, forse?
    Fortissimo, famoso.. e poi è finito nella polvere, per finire nel peggiore dei modi, tristezza a palate...

    RispondiElimina
  26. Io dico Rino Gaetano, il mio cantautore italiano preferito, i testi delle sue canzoni sono un qualcosa di unico, ricche di citazioni, di rabbia, di nostalgia, canzoni allo stesso tempo colte e popolari, e Rino è un talento perduto perchè morto giovane, 31 anni nell' 81, io non ero neanche nato, chissà cosa avrebbe tirato fuori sugli anni 80, sui 90, sul berlusconismo, Grillo, la Lega, gli attentati di Parigi, New York...

    RispondiElimina
  27. Antonio Cassano, non l'ho mai sopportato e lo dico da sampdoriano, ma questo poteva tranquillamente essere nell'olimpo con rivera e baggio anzi pure di più, calciatore di un altro livello, un genio nel rettangolo di gioco, ma troppo troppo stupido per lavorare su un dono che gli dei del calcio elargiscono una sola volta ogni generazione così da ritrovarsi oggi più famoso nell'immaginario collettivo come "occasione sprecata" piuttosto che come più forte calciatore italiano del dopoguerra.

    RispondiElimina
  28. Lo posso dire che ne sta venendo fuori uno dei sondaggismi più commoventi di sempre? Lo posso dire, eh? Lo dico.

    RispondiElimina
  29. Per me è senza dubbio Satoshi Kon.
    Stava portando avanti una rivoluzione nel panorama degli anime, creando film di animazione degni di essere definiti capolavori.
    E sapere che era ancora giovane, a metà di un'opera che non sarà mai finita, e con ancora tanto da dare quando il cancro al pancreas se l'è portato via, fa stare veramente male.
    Sapere che ho visto tutto ciò che Kon ha offerto, e che non posso stare lì, a pensare "non vedo l'ora che esca il suo prossimo film" è terribile.
    Brutta perdita, anche perchè oltre che un grande regista, era una grandissima persona, come si può vedere anche dalla lettera che ha scritto poco prima di morire, una cosa da dare i brividi anche a chi non abbia mai visto un suo film.
    http://www.makikoitoh.com/journal/satoshi-kons-last-words
    Sayonara, Kon-sensei

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grandissimo Mik, l'avrei aggiunto anch'io.

      Elimina
  30. Darius Miles, giocatore NBA dei Clippers e poi di varie altre squadre. Letteralmente illegale come potenziale, prima che la sua carriera deragliasse con problemi in campo (fisici) e fuori dal campo.

    RispondiElimina
  31. T-MAC, Tracy McGrady. Quel finale con 13 punti in una trentina di secondi contro San Antonio è ancora lì, stampato nella mia mente e nel mio cuore di amante del basket. Avesse avuto un decimo della cattiveria e dell'applicazione di Kobe, e una schiena migliore, staremmo qui a fare la vconta dei titoli per vedere chi ne ha più tra lui e Michael. La mia più grande delusione amorosa sportiva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. T-Mac,tanta tanta roba,peccato per la sfiga tra ginocchia e schiena

      Elimina
  32. Clifford Lee Burton, bassista dei Metallica.
    Un filo spezzato in un incidente d'autobus.
    Gli spartiti degli album Kill'em all, Ride the lithning e Master of puppets li ho utilizzati fino a consumarne le pagine.
    Tristessa proffonda amisci.
    Oggi pomeriggio mi sa che rifaccio un "giro sul fulmine".

    RispondiElimina
  33. Mi rimetto alla clemenza del Doc per questo secondo commento, vorrei ricordare anche Mr. John Francis Anthony Pastorius III aka Jaco Pastorius, bassista che il mio insegnante mi ha fatto studiare fino alla nausea.

    RispondiElimina
  34. Di getto, senza pensarci troppo io dico Antonio Cassano. Non ho visto quasi nessuno giocare in quel modo e con quella classe... peccato che si sia buttato via da solo.

    RispondiElimina
  35. Dovresti fare un sondaggio del genere per ogni campo di discussione dell'antro, da videogiochi, a registi, mangaka sportivi e quant'altro. Io vado su una mia fissazione, chitarrista folk blues fenomenale: jackson c frank.
    Ha fatto un solo album, 1965, con una faccia sfregiata da un incendio da piccolo. Ammirato da gente tipo Simon e Nick cave, la sua storia è veramente tragica, non per sue effettive colpe, quanto per il fato che sin da piccolo lo perseguì. Solo leggere la sua storia, e sentire le sue canzoni, pezzi irraggiungibili della musica americana, ti fa venire un magone incredibile.
    Mi è salita una tristezza solo a pensarci

    RispondiElimina
  36. Badly Drawn Boy. "The hour of bewilderbeast" è un CAPOLAVORO.

    La colonna sonora di "About a boy" pure.

    Poi solo tarzanelli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quest'estate ho avuto il caso di sentirlo dal vivo dopo parecchi anni.
      praticamente tutta la prima parte di concerto acustica e folkettona all'inglese coi classiconi ganzissimi.
      seconda parte imbraccia la chitarra elettrica... ora, se non sei capace a suonare la chitarra elettrica e sei un musicista con una carriera più che decennale avrai quel minimo di orecchio da sentire che suoni di merda con gli effetti? Praticamente lui che cantava bisbigliando come in acustico con sotto sti pseudoslide del cazzo il cui suono era paragonabile a un gatto tenuto per la coda e sbattuto fortissimo contro dei cactus.

      uno di quei musicisti da "boh, perchè?"

      Elimina
  37. Graham Chapman, che avrebbe potuto farci ridere per tanti altri anni se non fosse stato così attaccato alla bottiglia. (che poi è morto di polmonite, alla fine)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però Douglas Adams pure ci starebbe bene...

      Elimina
    2. uahahaha quello (brian) è stato il film che mi ha fatto ridere di più in tutta la vita.

      Elimina
  38. Randy Rhoads, nemmeno 30 anni e già chitarrista leggendario...chissà cos'altro avrebbe potuto tirare fuori...

    RispondiElimina
  39. Kurt Cobain, Cassano ed il Sic... Mike Tyson... Cliff Burtone Jaco Pastorius... gli esempi che per primi vengono in mente me li avete nominati tutti. Allora dico Jimi Hendrix, il più grande chitarrista pazzo di tutti i tempi, che se non avesse esagerato chissà quali altri esperimenti sonori avrebbe potuto fare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A dire il vero ci sarebbe eccome un talento (vivente) che ha smesso da un po' di brillare per tutti i casini che si è creato da solo, ma aspetto con ansia il prossimo album dei Bluvertigo sperando di essere smentito di brutto!

      Elimina
  40. Machetelodicoafare, me lo hai messo lì all'inizio del post.
    Ian Curtis, non lo so cosa avrebbe potuto inventare, ma dato che senza di lui non se la sono cavata nemmeno male immagino che i Joy Division avrebbero fatto grandi cose.

    RispondiElimina
  41. L'artista, nel vero senso della parola, Travis Charest, sul finire degli anni '90 e gli inizi del 2000 era colui che meglio potesse rappresentare la IMAGE comics e di cosa quella etichetta sarebbe potuta diventare.
    Un talento puro, cristallino, tavole e disegni mozzafiato, alternava stile pittorico a tratti a matita calcati, immenso in ogni tavola, estro e tecnica ancora oggi all'avanguardia.
    Avrei voluto leggere e godere delle sue tavole in modo diverso, ma oggi preferisce lavorare con il contagocce o dedicarsi ad altro.

    Avrei aggiunto anche Joe "il matto" Madureira e Scott Campbell (e lì si sarebbe potuto scrivere per ore) ma il sondaggio parla chiaro.
    Un abbraccio come sempre Doc.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Charest non credo abbia buttato via il suo talento anche perche e' attivo nel campo delle illustrazioni, il vero dramma e' che era davvero lento per gli standard industriali del fumetto americano

      Elimina
    2. Chareest è un vero mostro tecnicamente.

      Elimina
  42. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  43. Ci ho messo un po' a decidere e dico Wayne Rainey. Ricordo quella che sembrava una innocua caduta ma che gli è costata le gambe. Un campione del motociclismo, uno a cui Mick Doohan faticava a stare davanti. Avrebbe vinto ancora molto a spese di Mick che da quel momento ha fatto cappotto.
    Dopo la sua caduta hanno messo una protezione apposta in quel punto delle tute da motociclista, alla base della schiena, per evitare che si potesse ripetere.

    RispondiElimina
  44. Il povero Marco Simoncelli. Grande talento, guida grezza e battuta sempre pronta. Era veramente ad un passo dalla consacrazione, chissà cosa avrebbe combinato con gli ufficiali Honda…

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mitico Sic, grande pilota soprattutto dal lato umano. Mostruosamente divertente, diceva delle cose serie ma sempre con un atteggiamento scanzonato da piegarsi in due dal ridere tipo "sono andato luungo ma pooi ho ripreso più ignorante di prima" oppure "pettinato così sembro uno dei Cugini di Campagna".
      Ricordo una sua intervista da Victor Vittoria su La7 in parallelo con Argentero, alla domanda se l'avesse mai fatto con due donne contemporaneamente rispose "Manca, ma vorrei fortissimamente celo!".

      Elimina
    2. Vero, manca tanto (ma tanto tanto) questo suo lato umano all'odierna MotoGp dei campioncini-robottini dal muso lungo.
      Specialmente ora che anche Valentino si è "imbruttito".

      Elimina
  45. Mmmh...
    Io direi Lucas.
    Mi sto rivedendo la trilogia originale e tra poco reinizio la seconda e non posso non pensare a cosa abbia creato e a cosa abbia perso poi.
    Un po' come i Waciacosi, una buona idea persa nella rincorsa a qualcosa di forse più grande dei loro (comunque enormi, pure per Lucas) mezzi.

    RispondiElimina
  46. Sebastian Deisler, personalmente il mio post Matthäus e pre Basti Schweinsteiger...
    "Esploso" nell'Herta Berlino, era il futuro 10 della Mannschaft.
    Passato al Fc Bayern, col suo fidato 26, non è mai riuscito ad avere una stagione regolare.
    A 26 anni, dopo varie depressioni da infortunio, ha appeso le scarpe al chiodo.
    Fortuna che ci ho il Bastian ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, è vero, me lo ricordo.

      Elimina
  47. mi avete fatto venire in mente La Sintesi,escono nel 98 con un album bello bello bello ,che mi ritraeva in modo preciso , attendo quindi con ansia il secondo che esce nel 2003,...sono sempre loro ma stavolta sbagliano tutto tuttomi loro giri di parole diventano irritanti filastrocche,e il loro inconfondibile sound diventa banale pop,ok delusione,tutti possono sbagliare attendo il terzo ma il gruppo si scioglie prima, ovviamente poi i componenti del gruppo singolarmente non combinano niente,peccato tra l'altro Lele Battista ,il cantante, era davvero un front man carismaticoP.S posso dire che se Roby baggio non avvesse avuto i problemi alle ginocchia ben noti avrebbe fatto un'altra carriera,è stato così grande da giocare da campione pure in condizioni fisiche molto precarie.

    RispondiElimina
  48. Chuck Schuldiner, cantante, chitarrista e fondatore dei Death, gruppo metal che all'epoca tirava giù nomi e calciorotava culi come non ci fosse un domani. A mio parere uno dei migliori chitarristi del genere, un tumore se l'è portato via a 34 anni. R.I.P.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi stavo leggendo i commenti e tac! a tradimento mi appare davanti agli occhi Chuck... ricordo ancora benissimo il giorno in cui comprando Metal Shock lessi in copertina che era morto, ero al mare e mi facevo 30km in bici tra andata e ritorno per acquistare la rivista: beh, il ritorno fu tutto con le lacrime agli occhi ed anche ora che leggo il tuo commento c'ho le bruschette!

      mi tocca rilanciare con Dimebag Darrell, IMMENSO chitarrista dei Pantera, ucciso da un colpo di pistola sparato un pazzo ad un suo concerto, morto sul palco. figurarsi che pure Brian May lo riteneva un chitarrista pazzesco.

      Elimina
  49. A me è venuto in mente il re del pop, Michael Jackson. Perchè Thriller è un pezzone della madonna ancora oggi e chissà il suo genio cosa avrebbe continuato a creare adesso. Ed inoltre il mio sogno proibito era quella sala giochi che teneva nel suo "scantinato"...

    RispondiElimina
  50. Doc, però questa è una carognata! Il campo di scelta è talmente mostruosamente vasto che tanto valeva che ci avessi chiesto "scegliete il minuto più felice della vostra vita".

    Boh, di nomi ne avrei mille per ogni campo, scelgo, per importanza storica: Wolfgang Amadeus Mozart.
    Persino un agnostico come me sente, distintamente, la presenza del divino nella sua musica. Sembra di avere il mistero dell'eternità e dell'armonia a portata di orecchio e ci si trova a pensare alla teoria del Salieri cinematografico (grandissimo F. Murray Abrahms) di un dio geloso che lo porta via al suo apice per evitare che venga contaminato dalla mediocrità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusa. ma il "minuto più felice della vostra vita" è molto più semplice. quello nel quale nasce tuo/a figlio/a.
      ;-)

      Elimina
    2. Ok, ma se te ne sono nati già due in due tempi diversi e ne devi scegliere solo uno, ti sembra ingiusto verso tutti gli altri :D

      Almeno una divisione per categorie :D

      Elimina
  51. Mario Balotelli. Perché si, sarà anche forte, ma una capa sciacqua cone la sua difficilmente si vede in giro.

    RispondiElimina
  52. John Belushi, rimasto nel mito facendo solamente 8 film In 32 anni di vita.
    Figurarsi se fosse ancora vivo cosa mai avrebbe potuto fare...
    Lacrime Napulitane...

    RispondiElimina
  53. Iain M. Banks, uno dei più grandi talenti della SF (e non solo) degli ultimi 30 anni...alla notizia della sua morte ho avuto un groppo in gola come poche volte in vita mia.

    RispondiElimina
  54. Iain M. Banks, uno dei più grandi talenti della SF (e non solo) degli ultimi 30 anni...alla notizia della sua morte ho avuto un groppo in gola come poche volte in vita mia.

    RispondiElimina
  55. Direi Peter Steel dei Type O Negative. Morto così, tra mille sfige e l'indifferenza generale anche se ha prodotto alcune delle canzoni più belle del panorama metal (e non). Se ne va abbastanza giovane lo stesso anno di Dio (Jonnie James) lasciandomi doppiamente con l'amaro in bocca (anzi triplamnte, ma questa è una storia più personale....).

    Lo so che le liste non valgono, ma nel campo dei non deceduti vorrei solo citare (e lo faccio spesserrimo) la "Grande Armata dei Mangaka anni '90", autori che hanno dato il via a fumetti eccezionali ma che tardano a portarli a termine spesso e volentieri perdendosi intrame che sfuggono di mano (Bastard!!!, Berserk) e conciliano con l'assurdo (JoJo, Evangelion) o che ormai rinunciamo tutti a vederne la conclusione (Guyver su tutti!).
    Per citare alcuni nomi: Hagiwara, Araki, Yoshiki e Miura...

    RispondiElimina
  56. Forse uno dei più grandi talenti perduti per colpa della droga è stato Syd Barrett il fondatore dei Pink Floyd, chissà cosa avrebbe fatto se non si fosse bruciato il cervello già a vent'anni.

    RispondiElimina
  57. Il mio voto va a Morgan: a metà degli anni '90 ho visto su MTV il video di "Fuori dal tempo" dei Bluvertigo e mi è letteralmente esplosa la testa (no, a dire il vero non letteralmente...). Un frullatone di sonorità anni '70-80 (Decibel, Matia Bazar, Cattaneo, ecc, ma queste cose le avrei scoperte dopo) mixate con la techno anni '90 (un genere che pure ho sempre detestato) e col rock italiano per creare un sound originale e fichissimo. Andy e Morgan avevano anche una presena scenica fenomenale, erano personaggi oltre che musicisti.
    E poi? Poi Morgan lascia il gruppo, si mette con Asia Argento, sforna un paio di album da cantautore con alcuni gioielli rarissimi insieme a ca**te inascoltabili, poi la depressione, la droga, le polemiche, X Factor.
    Un mio professore di musica diceva che l'ha conosciuto quando frequentava il Conservatorio, una delle menti più brillanti con cui avesse avuto a che fare negli ultimi anni; chi l'ha visto ultimamente in concerto mi ha detto che è diventato imbarazzante.
    Che peccato gente, che peccato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni volta che ripenso ai Bluvertigo mi sale un travaso di bile che non immagini... Magari continuando non avrebbero continuato a tirare fuori cose al livello di Acidi e Basi o Metallo Non Metallo, ma di talento ne avevano ancora da vendere.

      Elimina
  58. Io mi butto su Bill Hicks. Perché nessuno ha mai saputo dare vita alla coppia risata con annessa riflessione pesa come lui. Semplicemente uno dei migliori comici di sempre, il non plus ultra della stand up comedy. Poi é successo quello che é successo, alcol, fumo e chissà cos'altro. Ma é anche vero che forse non sarebbe stato lui senza tutte le dipendenze che si portava dietro. Andata, Bill Hicks, che é sceso troppo presto dalla giostra che é la vita, come lui la definiva.

    RispondiElimina
  59. James Hunt. Avrebbe vinto di più se si fosse concentrato maggiormente sulle corse piuttosto che sulle bottiglie, il fumo, e chissà quali altri eccessi... (le sottane ovviamente non fanno testo)
    Guida spettacolare e temeraria, perfetto specchio del suo temperamento: emblematico fu il suo incidente nel GP di Canada '77, lui che esce dalla macchina mezzo scalzo, ancora imbottito di adrenalina, mollava una papagna sul grugno di un povero steward che cercava di aiutarlo. Sul tubo si trova ancora:

    https://www.youtube.com/watch?v=DpZnE7gj0gY

    Secondo molti, James è stato l’ultimo della “vecchia guardia”. Grandi sponsor, marketing e linee di condotta imposte dai Team erano già in voga quando Hunt entrò in Formula 1, ma lui non se ne curava affatto. Riuscite ad immaginare un pilota che oggi mette sulla sua tuta la scritta “Sesso: colazione dei Campioni”?
    Giustamente, con una rockstar delle piste come lui, non si poteva evitare un film per il cinematografò! Altrimenti sai che due OO sarebbe stato Rush soltanto con le precisinate di Lauda...
    La sua morte, avvenuta improvvisamente a 45 anni nella sua villa a Wimbledon per arresto cardiaco, ha suscitato dubbi sull’effettiva causa del decesso. Al suo funerale c’erano tutti i grandi della Formula 1 dell'epoca, e nel suo testamento lasciò dei soldi perché i suoi amici facessero una festa dopo la cerimonia funebre.
    Idolo fino all'ultimo.
    E oltre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. poi però si scusa e gli fa una carezza....unico Hunt!

      Elimina
  60. Io mi butto su Bill Hicks. Perché nessuno ha mai saputo dare vita alla coppia risata con annessa riflessione pesa come lui. Semplicemente uno dei migliori comici di sempre, il non plus ultra della stand up comedy. Poi é successo quello che é successo, alcol, fumo e chissà cos'altro. Ma é anche vero che forse non sarebbe stato lui senza tutte le dipendenze che si portava dietro. Andata, Bill Hicks, che é sceso troppo presto dalla giostra che é la vita, come lui la definiva.

    RispondiElimina
  61. Di getto avrei detto il SIC, ma vedo che c'è chi ci ha pensato prima di me.

    E allora la butto sul manghistico e dico: Kazushi Hagiwara.
    Il suo Bastard!! mi ha fomentato l'adolescenza con scontri tra personaggi badassici uno via l'altro e aggiungendovi un numero importante di tette enormi (con ovvie conseguenze).
    Poi dopo qualche anno...puf...si è perso per strada come nemmeno Ryoga Hibiki.
    A proposito, qualcuno sa che fine abbia fatto? Non so nemmeno se abbia proseguito Bastard!!...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Denis Stayrock Fermani17 novembre 2015 17:00

      Pensa te... io ero fan già ai tempi della naja, e prima pure, nel '98. E ancora oggi nessuno ha mai letto un prosieguo delle vicende, e forse manco Hagicoso ce l'ha in mente....

      Elimina
    2. Non ho idea di che fine abbia fatto, ma mi ricordo perfettamente il goliardico gestore della fumetteria che frequentavo eoni fa che trollava gente con "Ho sentito che la settimana prossima esce il nuovo numero di 'Bastard!'"... Bei tempi! :D

      Elimina
  62. Il cantante dei Dead or alive, da "You spin me around" hit dance massima degli anni 80 (assieme a Fade to Grey sei Visage) a cambiare sesso in un'ospedale in provincia di Genova. Ovviamente non per la scelta di vita, quanto per l'ospedale in ospedale in periferia di Genova, mentre gli altri vanno a Casablanca o in cliniche fashion.
    (Sono di Genova)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. guarda che non ci è andato per cambiare sesso ma per rimediare a una plastica mal fatta!

      Elimina
    2. OK, io mi basavo sui commenti (capisco imprecisi) delle emittenti locali in quel periodo. In un certo senso la verità sta in mezzo, è vero che sia venuto a riparare interventi al viso, ma per aver definitivamente un viso da donna!

      Elimina
  63. Anche il cantante Limhal Neverending story

    RispondiElimina
  64. (è proprio vero che di getto non azzecca mai una risposta giusta...)

    Oh, io ormai ho detto la mia, ma per carità di Gort...qualcuno nomini John Belushi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo ha già fatto Andrea, sopra...

      Elimina
    2. Ecco, così imparo a non voler fare nemmeno un "cerca nella pagina"... -__-

      Elimina
  65. Pochi lo considerano tale, perché non era già più un ragazzino e aveva alle spalle una produzione immensa, di livello eccelso fino all'ultimo; proprio per questo mi chiedo di quali capolavori del fumetto e della narrativa ci ha privato la superficialità di un medico che ha causato la morte di Renée Goscinny durante una visita di routine a soli 51 anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quanto hai ragione, Asterix senza di lui ha perso parecchio ,nonostante l'impegno di Uderzo.Secondo me abbiamo perso almeno 20 25 anni di storie eccelse

      Elimina
  66. Mi è sempre dispiaciuto vedere giovani attori spegnersi troppo presto.
    Jonathan Brandis (il giovane Bill di IT), River Phoenix (il giovane Indiana Jones) ed Heater O'Rourke (la bambina di Poltergeist), su tutti.

    Parlando di attori ancora vivi, invece, direi Michael J Fox su tutti : (

    RispondiElimina
  67. Aggiungerei a questa lista James Dean e River Phoenix, che tanto ancora potevano dare al cinema.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio ieri ripensavo a River Phoenix... Hai proprio ragione Pirk!

      Elimina
    2. quoto River Phoenix... in stand by me e (soprattutto) in belli e dannati ha dato ottime interpretazioni. Gran perdita.

      Elimina
  68. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  69. La nostalgia mi dice Freddy Mercury , ma la scomparsa che ricordo con maggiore malinconia è quella di Brandon Lee , forse perchè capitatami tra le gengive in un periodo particolarmente difficile della mia esistenza.

    RispondiElimina
  70. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  71. Per cambiare settore, dico Brian M. Bendis. Quando ho letto alcune sue mini (vedi Torso) e il suo ciclo su Devil con Maleev, mi veniva la bava alla bocca nel leggere i suoi testi.
    Poi alla Marvel gli hanno affidato testate su testate ed ha scritto storie al ciclostile.

    RispondiElimina
  72. Nonostante abbiamo conosciuto il suo talento... Mi viene da dire Feiez.
    Elio e le Storie Tese sono cambiati senza di lui, si è perso un motore importante. Un'artista a 360 grandi...
    E quanto ci manca Panino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi hai fregato sul tempo.

      Elimina
    2. Sacrosanto. Anche fuori dal gruppo vero e proprio, i suoi duetti con Tanica a supporto degli show di Bisio sono dei gioielli, purtroppo irripetibili.

      Elimina
  73. Jimi Hendrix, il più grande chitarrista di sempre!

    RispondiElimina
  74. Tantivy Mucker-Maffick17 novembre 2015 18:21

    e' veramente come scegliere a chi si vuole più bene, mamma o papà; e dopo avere definitivamente affossato la produttività aziendale e essermi letto tutti i post, penso che posso solo aggiunge ai nomi fatti fin qui Janis Joplin. Love all

    RispondiElimina
  75. Mi butto sui calciatori e dico Mirko Vucinic. Talento cristallino, aveva dei colpi di genio pazzeschi (vedi assist di tacco in un cm quadrato a Lichtsteiner a Palermo 2012/13), però troppo lavativo, non a caso a 31 anni è andato a far la bella vita tra gli arabi a guadagnare vagonate, nonostante avrebbe potuto andare in qualsiasi squadra in Italia, vista e considerata la povertà tecnica che regna sovrana. Imho con quei piedi e un po' di testa in più si sarebbe potuto togliere più soddisfazioni a livello di palmarès.

    RispondiElimina
  76. Sfizioso questo sondaggismo a cui rispondo Bill Bixby. Il Bruce Banner della serie televisiva l'incredibile Hulk.
    Ok lo ammetto, non s'è estinto come gli altri sopracitati in giovane età ma se devo pensare al talento non valorizzato penso a lui col suo fagotto sulle spalle simbolo di un mondo epidermico e liquido ostile alla possibilità di metter radici. Come anche esser valorizzato di più come attore.

    RispondiElimina
  77. Da interista avrei scritto de L'imperatore Adriano e del Cino Recoba. Essendo già stati citati verterò sul motociclismo: Casey Stoner. Non ha avuto problemi con droga o sregolatezze ma si è ritirato molto presto dalle corse. Da tifoso di Valentino e per gusto personale lo preferivo di gran lunga come rivale a due attuali , detestabili, spagnoli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rallegriamoci, Stoner adesso è tornato in Ducati, però soltanto come collaudatore e wild card. Lui sì che ha domato davvero quella birbantella sculettante della Desmo16... Rossi cercò di fare altrettanto in seguito, ma in due anni non ci capì mai nulla, diciamolo dai :D

      Elimina
  78. Io direi il grande Marty Feldman: uno dei pochi capaci di farti ridere solo guardandolo in viso, e poi scopri che era anche un grande scrittore per programmi radiofonici, che aveva collaborato anche con i Monty Phyton ...

    RispondiElimina
  79. I Timoria, perché la voce di Francesco Renga unita ai testi e musica di Omar Pedrini era da brividi, perché le loro canzoni erano la colonna sonora delle notti estive in spiaggia con gli amici, perché dopo "viaggio senza vento" e "2020 speedball" ero convinto che fossero pronti per soppiantare i Litfiba nel panorama rock nazionale, e invece ... che delusione ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho ancora tutti i loro dischi.
      Quoto assolutamente nella musica sono i più nostalgici...
      Che poi tentarono senza Renga ma non riuscirono ad andare oltre 3 dischi rivedibili e cantati da un pedrini non proprio in forma

      Elimina
  80. Gesù di Nazareth (scusate, ma non ho resistito....)

    RispondiElimina
  81. Mi viene in mente Richard Kelly, che ha iniziato col botto dirigendo "Donnie Darko", poi ha realizzato quel pasticcio di "Southland Tales" e si è ripreso solo in parte con "The Box". Da allora, 2009, non si è più visto un film suo.

    RispondiElimina
  82. La mia band preferita da ragazzo, gli U2. Nei loro primi dieci anni hanno detto tutto, forse troppo. Poi c'è stato Pop, bello eh, ma niente a che fare con le cose precedenti. Oggi sono dei bravi mestieranti che fanno tour megagalattici e canzoni che passano lievi lievi (purtroppo).

    RispondiElimina
  83. Mi perdonate se la mia scelta non cade su una persona, ma su una squadra intera? Il grande Torino. Il perché mi pare più che ovvio, se Superga non avesse portato via tutti quei talenti, chissà come sarebbe oggi la storia del calcio italiano...

    RispondiElimina
  84. Doc concedimi una licenza poetica:
    Nicola Ventola e Gianni Comandini, accomunati da tonnellate di gol nell'Under 21 e da una scalogna allucinante. Uno nerazzurro, l'altro rossonero (ancora più poetico, se vogliamo).
    Avremmo potuto costruire su di loro un decennio di Nazionale.

    RispondiElimina
  85. Vedo la "copertina" e penso a Ian Curtis, ma il suo talento bruciato è collegato a quel che ha scritto, e quindi cinicamente sono costretto a dire che la sua morte prematura ci ha regalato in precedenza due Capolavori. Lui come molti cosiddetti "talenti bruciati" che però si sono bruciati all'apice della carriera.

    Sono indeciso tra il Wrestler Magnum T.A., vero babyface capace di contrapporsi all'astro nascente Hulk Hogan ma bloccato nel pieno del push da un terribile incidente d'auto, e Anton Newcombe. Scelgo quest'ultimo:

    Anton Newcombe, leader dei Brian Jonestown Massacre nemesi dei più famosi Dandy Warhols... ha tutto per essere ricordato come uno dei più visionari musicisti della storia, ha scritto dei piccoli ma discontinui capolavori, ma i suoi demoni personali lo relegheranno sempre nel girone degli incompiuti. Maledetto Newcombe. E benedetto per quei tre gioielli che comunque hai scritto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me newcombe difficilmente potrà essere ricordato in maniera diversa da come si pensa a lui ora, così come difficilmente la sua musica avrebbe potuto avere una diffusione mainstream come quella dei warhols. Però ha una continuità come autore che altri gruppi e musicisti sela sognano, e infatti non lo vedo come talento perduto o smarrito, ma come talento destinato a una cerchia ristretta di pubblico che però continua a produrre materiale di altissimo livello.

      di talenti musicali irrimediabilmente perduti causa morbo della morte ce n'è a bizzeffe. il cuore mi direbbe vic chesnutt, ma poi penso egoisticamente che il suo suicidio potrebbe rientrare tranquillamente nella sua storia artistica, e ascoltare ora un pezzo come "coward" pensando che s'è ammazzato poco dopo fa venire più di un brividone.

      Se proprio devo dire il primo a cui penso è Jason Molina, che sia con i songs ohia che come solista ha prodotto alcuni dei meglio dischi tra gli anni '90 e '00. Peccato che la sua passione per le bibitine l'abbia portato a lasciarci le penne, ma dischi come "the lioness" hanno ancora oggi un'intensità rara se non unica.

      Elimina
  86. Stevie Ray Vaughan chitarrista blues rock che ho scoperto nel 90 ma lui era gia morto a causa incidente
    di elicottero.

    Rory Gallagher chitarrista rock morto per trapianto di fegato mal riuscito.
    Tutti i e due avrebbero cambiato la storia della musica.

    RispondiElimina
  87. Jim Carrey. Partito col botto, primo attore a raggiungere il cachet da 20 milioni di dollari, ottime prestazioni sia nel comico che nel drammatico e ora? Finito nel dimenticatoio, al punto che neanche la morte sospetta della sua (ennesima) compagna riesce a farlo tornare alla ribalta della cronaca.

    RispondiElimina
  88. Frank Zappa.
    In primis per poter sentire tutta quella musica che avrebbe sfornato e in secondo luogo per sapere come avrebbe preso per il culo la vita di oggi.

    RispondiElimina
  89. Il primo pensiero va giustamente a John Belushi, che è già stato giustamente citato. Il secondo a Eddie Guerrero.

    RispondiElimina
  90. Gesù di Nazareth, Mozart, Evariste Galois, Ippolito Nievo...

    RispondiElimina
  91. Io dico un nome che nessuno ha fatto perché molti non sanno che è morto giovanissimo: Raffaello.
    Se in quei pochi anni è riuscito a fare quello che ha fatto... chissà dove sarebbe arrivato. E nella storia dell'arte c'è una vagonata di nomi da fare... ma essendo uno solo scelgo lui.

    RispondiElimina
  92. Ci han lasciati troppo presto Feiez, Mike Weringo, Heath Ledger, Philip Seymour Hoffman.
    Tra quelli partiti col botto e non più in vita artisticamente Benigni su tutti. Poi Tim Burton e il mio ex idolo assoluto ora barzelletta: Frank Miller. Ma l'elenco è veramente sterminato.

    RispondiElimina
  93. Marco pantani. Perché quando si alzava sui pedali mi faceva sognare. Un grandissimo campione , forse un po' fragile, comunque il mio eroe. Ogni volta che rivedo le sue imprese mi commuovo. "pirata sei tutti noi". P.s. Se ci fosse il sondaggismo sul sondaggismo preferito vincerebbe questo, come pantani sul Mortirolo...

    RispondiElimina
  94. Demetrio Stratos. Da ascoltare e far ascoltare. Uno così non l'ho mai più sentito

    RispondiElimina
  95. Marco Conidi. L'album "C'è in giro un'altra razza" l'ho ascoltato fino a consumarlo, e lui era atletico, bello, bravo e maledetto. Adesso lo ascoltano solo i supporters romanisti e sembra Umberto Smaila.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grandissimo Marco Conidi.
      Da ragazzo avrò ascoltato la sua "Non é tardi" almeno un milione di volte, la parte finale con il rullo di tamburi è stato uno dei leit motive della mia adolescenza.

      Elimina
    2. che sei andato a prendere!.... Conidi è sempre un mito.... "chissà che cosa c'è, dopo per noi..."

      Elimina
  96. Kenny Blake. Anche se forse sono l'unico che se lo ricorda.... The snake on ice.

    RispondiElimina
  97. Kenny Blake. Anche se forse sono l'unico che se lo ricorda.... The snake on ice.

    RispondiElimina
  98. Owen Hart. Non solo per la sua tragica morte, ma anche per come non furono mai in grado di gestire un atleta di tale caratura. Perfetto in tutto. Sul quadrato che fuori. Anni sprecati, che ci hanno regalato un feud con il fratello come ce ne sono pochi, semplice ma lineare e perfetto in ogni esecuzione. La sua morte ha poi trascinato nel baratro molti altri, dal fratello, Bret, che da quel momento non è più stato lo stesso e fu costretto al ritiro da quel macellaio di Goldberg, o Vince Russo, genio e sregolatezza che ha cambiato le regole di scrivere il pro-wrestling.

    RispondiElimina
  99. Giorgio Faletti.
    Talento immenso e poliedrico: ci ha fatto ridere, piangere e spaventare...comico, cantante, scrittore, attore, compositore. Ed in ogni campo magari non e' stato il migliore ma ha lasciato un segno.
    Chissa' cos'altro ci avrebbe regalato se quel cancro non se lo fosse portato via.
    (e si', io a casa ci ho ancora la musicassetta di Ulula)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido pienamente.
      In realtà non ho apprezzato alcuni romanzi seguenti, ma Io Uccido è tutt'ora nella mia top10 dei gialli/thriller.
      Splendido.

      Elimina
  100. Io dico Alexandre Pato. Almeno Adriano l'ha provata "qualche emozione" grazie alla fama ed ai soldi conquistati sul campo...

    RispondiElimina
  101. Tantissimi, troppi, da dire e ricordare, in tantissimi ambiti. Benchè non se ne siano andati proprio "prematuramente", il pensiero non può non andare a quei 2 sfornacapolavori di Asimov e Pratchett che tanto hanno dato alla fantasia e alla conoscenza e chissà uanto potevano ancora dare. Ok erano 2 ma non ce l'ho fatta a resistere, cenere in testa.

    RispondiElimina
  102. Senza nessun dubbio, incontrovertibilmente, innegabilmente: EZIO VENDRAME.

    Un po' Gigi Meroni, un po' George Best, un po' un coglione. Andatevi a leggere quando durante Padova-Cremonese (serie C) dal limite dell'area avversaria tornò indietro scartando tutti, avversari e compagni compresi, saltò pure il portiere e fece finta di fare autogol. Perché? SI STAVA ANNOIANDO.

    Semplicemente inarrivabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eccome... e come il suo amico, il cantautore Piero Ciampi... una volta lo riconobbe in tribuna (credo al "Menti" di Vicenza) e fermo il gioco appositamente per andarlo a salutare...

      Elimina
    2. Con Gigi Meroni hai tirato fuori un altro nome che questo sondaggio meriterebbe di vinverlo

      Elimina
    3. Meroni... Come avessi vissuto la sua tragedia anche se sono nato 9 anni dopo...

      Elimina
  103. Direi Bono Vox. Anche se è vivo, vegeto e onnipresente, come artista credo sia morto anni or sono. Molti musicisti li uccide la droga, altri una pallottola... lui l'ha ucciso il marketing. Dovrebbe ritirarsi almeno dalla musica. E io sono uno che gli U2 li ha amati.

    RispondiElimina
  104. Ragazzi io rimpiango a tutt'oggi Michael J Fox, che a soli 30 anni all'apice di un inizio di carriera luminosissima, ha dovuto fermarsi per il morbo di parkinson. Io da ragazzo lo adoravo, ed ancora tutt'oggi, vedo sempre i sui film da Ritorno al futuro a Voglia di vincere, al Segreto del mio successo a Vittime di Guerra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ti consiglio il suo libro "lucky man" è bellissimo.

      Elimina
  105. leggo nomi da brivido, io ho il talento inarrivabile del poeta e cantautore Piero CIAMPI...una vita davvero "contro", una morte da romanzo... ebbe tante occasioni per far conoscere a tutti il suo genio, ma se le bevve tutte (letteralmente)...

    De Andrè, Paoli, Tenco (che pure qui ci sarebbe stato bene....) lo hanno sempre considerato uno di loro, così come F. Califano (econe un altro di talentaccio fottuto da una vita all'attacco)... De Gregori, Venditti, Rino Gaetano (anche lui ...ma non sprecò nulla, fu un camion a decidere!) lo consideravano e considerano maestro.... i Silvestri, Capossela, Baustelle etc. lo venerano ancora come un nume....

    Ezio Vendrame, di cui sopra, ne fu amico vero e sincero...

    A noi, se le scopriamo e le sappiamo apprezzare, restano fulminanti poesie e canzoni con cui ridere e piangere....
    credetemi...

    RispondiElimina
  106. Forse risulto banale ma Heath Ledger ti riempiva la scena come pochi. Bravo e carismatico, una grave, gravissima perdita per il cinema...

    RispondiElimina
  107. Quello spudorato di Rick Mayall, morto non molto tempo fa e di cui sto riempiendomi gli occhi e la pancia di risate con i suoi fenomenali Bottom Live.

    RispondiElimina
  108. Balotelli. Da promessa mostruosa a cazzone che fa le goliardate ai ragazzini e non gioca piu' una partita

    RispondiElimina
  109. Non so se vada bene, ma dico Scott Lynch.
    Due libri meravigliosi, diritti cinematografici acquistati dalla WB, una saga che, sembrava, avrebbe potuto lasciare il segno. poi casini, rogne matrimoniali, una depressione e tutto sfuma.
    Un peccato, davvero.

    RispondiElimina
  110. Russell Mulcahy. Uno dei registi che più hanno contribuito a fare del videoclip una forma d'arte. Passato al cinema, ha esordito con l'interessante Razorback, ho toccato il massimo con Highlander (certe soluzioni visive, specie nei passaggi passato/presente sono ancora oggi sorprendenti, malgrado siamo nell'era della CGI).
    Poi si è sprecato in flop (Talos-L'Ombra del Farone, Resurrection, Il Re Scorpione 2) o semi-meteore (Una Bionda Tutta d'Oro, L'Uomo Ombra, Resident Evil 3), non riuscendo ad imbattersi più in una scenggiatura altrettanto "fumettosa" con cui sfoggiare tutte le sue carte.

    RispondiElimina
  111. John "Bonzo" Bonham.

    Uno tra i più grandi ed influenti batteristi della musica rock. La sua morte ha decretato anche la fine di un gruppo del peso dei Led Zeppelin. Chissà come sarebbe stata tutta la scena rock se quella porta non si fosse chiusa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido il rammarico per Bonham, ma i Led Zeppelin erano già in fase calante da prima della sua morte. In Through the Out Door è a distanze siderali rispetto ad un album random tra i primi 4.

      Ciò non toglie che Bonzo (assieme a Keith Moon) sia stato il più grande e influente batterista della storia.

      Elimina
  112. Direi che Richard Stanley ci può stare:partito a bomba con Hardware e Demoniaca,era visto da tutti come il futuro dell'horror.
    Poi decide di fare il remake de l'Isola del Dr.Moreau,scrive una sceneggiatura con Michael Herr a detta di tutti eccellente e le cose sembrano mettersi bene:poi però arrivano i casini,le riscritture della sceneggiatura,Marlon Brando e Val Kilmer che fanno a gara a chi è più stronzo e forse il fatto che certi film nei '90 erano come destinati a fallire per principio.
    Corti discorsi a seguito di quella bolgia,che lui ha diretto per soli tre giorni,s'è ritirato in eremitaggio in Francia,anche se sembra che ora voglia girare un film su Il colore venuto dallo spazio di Lovecraft.

    RispondiElimina
  113. Ma nessuno nessuno nomina il grande Massimo Troisi?!! Per me, lui è stato un genio e una persona fantastica (anche se, ovviamente, non conosciuto di persona). Riusciva ad interpretare parti divertenti o tragiche o tragicomiche o sketch o monologhi o qualsiasi altra cosa abbia fatto con una naturalezza unica.
    P.S.
    Senza di lui non sapremmo neanche com'è fatto un minollo e, quindi, niente saluto ufficiale dell'Antro xD

    RispondiElimina
  114. Robert Kubica. Penso che avrebbe potuto diventare campione del mondo di F1 senza quell'incidente che gli ha troncato un braccio e la carriera (il primo riattaccato, la seconda no) :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, Kubika ora corre nel WRC, dopo aver vinto nella WRC2. Certo, dovrà fare un sacco di esperienza (anche perché, essendo stato un pistaiolo, tende ad andare troppo forte...), e sperare in una macchina buona, ma chissà che non trovi anche lui l'anno buono, glielo auguro.

      Elimina
  115. Mark Gruenwald.

    Da quando se ne è andato lui con tutto il suo amore per il Marvel Universe si è persa tutta la magia.

    RispondiElimina
  116. Direi Salvador Allende. Se Pinochet e gli Usa non gli avessero impedito di governare organizzando un golpe contro di lui la storia del SudAmerica sarebbe stata diversa. E in parte anche la storia italiana perchè il compromesso storico tra Dc e Pci nasce proprio sull'onda del post Cile. Forse Berlinguer non avrebbe mai avanzato quella proposta suicida senza il golpe di Pinochet.

    Subito dopo, a grande distanza, vorrei citare anche i fratelli Kennedy. Non solo Jfk ma soprattutto Robert. Lui probabilmente avrebbe vinto contro Nixon.

    RispondiElimina
  117. Sono già stati citati talmente tanti nomi con cui posso concordare che, a voler fare una scelta di "prima" non è facile. Sono stato tentato dal citare il Faber che, sebbene scomparso a 59 anni e con una produzione immensa, avrebbe avuto (ne son certo) ancora molto da dire. Resto però a Genova, e la mia "nomination" va a Claudio "RUFUS" Nocera, fondatore del gruppo comico "Cavalli Marci", scioltosi nel 2004 dopo la sua prematura scomparsa. È stato amore a prima vista: una tale sublimazione del nonsense, portato per me ai massimi livelli, non l'avevo vista prima... né dopo. Tant'è che alcuni dei loro numeri, anche i più "minimal" (secondo me i più geniali, che magari non ricorda più nessuno) sono ancora vividi nella mia memoria e nelle mie citazioni (come "il mio cane", con Bianchi e Nocera stesso). Era una squadra per me pressoché perfetta, un'armonizzazione di eccellenti individualità, amalgamate da "Mr" Rufus: se l'Olanda del calcio totale fosse stata un gruppo cabarettistico, la si sarebbe chiamata "Cavalli Marci". Nocera aveva dalla sua anche un certo non so che, un "physique du rôle" particolare e, credo, fosse il vero collante della squadra. Se n'è andato per malattia a 47 anni e poco dopo il gruppo si è sciolto.

    Per capire di chi stia parlando, tra i membri vi erano Luca e Paolo, e qua e là trovo ancora delle individualità molto valide (il duo Bianchi e Pulci su tutti, per me quello più "fedele alla linea"). Rufus è stato un ottimo "direttore d'orchestra", e rimpiango cosa avrebbe potuto ancora partorire in questi 11 anni.

    Come detto, spiccano ancora delle perle individuali (Bianchi & Pulci, Luca & Paolo, o Balbontin) qua e là... Ma i Cavalli Marci erano la squadra del "nonsense-champagne", con un ottimo "mister". E quella stagione, anche grazie a lui, è stata irripetibile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh già, condivido ogni virgola!!! ....l'anno scorso a GEnova c'è stata una reunion.... c'erano tutti i Cavalli da tutte le formazioni (mancavano purtroppo Rufus e Bartolai) ...Denei, Passano, Foti, Rebaudengo, Luca & Paolo, Bianchi & Pulci, l'altra parte del cervello Pippo Lamberti.... peccato non aver potuto assistere!!!

      Elimina
  118. Così al volo dico Amy Winehouse.
    Sempre pensato che se ne sia andata presto perché divorata da un buco nero che non le ha lasciato alcuna possibilità. Mettici un padre narciso e avido, un ex marito tossico e paranoico, una casa discografica che l'ha vampirizzata e il piatto è servito. Freddo.
    Ma dopo il film ho capito che era l'unica fine possibile, amara conclusione...speravo di vederla un giorno "anziana" al parco.
    Non credo sentirò più una voce come quella, ce ne saranno di sicuro in futuro, ma non in questo secolo. Grazie doc, bellissimo sondaggismo!

    RispondiElimina
  119. Fuori concorso: perché le cose che avrebbero potuto essere e poi non sono state sono davvero tante.
    Chissà che succede in quell'universo parallelo in cui le cose sono accadute.

    http://www.clock-magazine.ch/2014/10/24/10-grandi-film-che-non-furono-mai-realizzati/

    RispondiElimina
  120. io dico: "Massimiliano Frezzato"

    Dopo una saga cartonata molto originale e abbastanza riuscita (I Custodi Del Maser), con disegni da bava alla bocca aperta, si è buttato sul non-sense, le illustrazioni per favole e la tristezza.
    Peccato.

    Peccato in senso stretto.
    (Guarda te Doc, forse non lo sapevi ma il vangelo di oggi a messa era proprio quello dei talenti messi a frutto o nascosti. Un caso, di sicuro, ma mi colpisce.)

    Ciao!

    RispondiElimina
  121. JOHN DE LEO

    Cantante dei QuintoRigo con caratteraccio e voce epocale (dal rutto al sesto piano e ritorno)

    Dopo un album dove sono tutte belle (Rospo, 1999), decide di tornare rospo, fa due album stiracchiati coi Quintorigo, e poi si dedica ad una carriera solista fra l'offensivo, l'imbarazzante e il non ascoltabile.

    Sentito due anni fa a teatro: tre quarti d'ora di vagiti da vomito, poi un quarto d'ora di assolo funky dove si autoregistrava in loop facendo con la voce tutti (tutti) gli strumenti dell'orchestra.
    Da pelle d'ora.

    All'uscita il mio amico chitarrista commenta nell'unico modo possibile: che spreco.


    PS: grazie di questo sondaggio, veramente affettuoso e commovente! Bellissima idea

    RispondiElimina
  122. Satoshi Kon. Genio morto troppo giovane

    RispondiElimina
  123. Dave Stevens, l'autore di Rockeeter.
    Due storie degne dell'Olimpo del comics USA per gusto, narrazione e un disegno impareggiabile. Poi basta.

    RispondiElimina
  124. Gran bell sondaggione davvero davvero.

    Io mi butto sul buon Bill Hicks ,come fatto da Lorenzo, perché credo che manchi sempre nella vita di tutti ,qualcuno che ti dice in faccia le cose.
    Cose come la verità .
    Meglio ancora se sputandotela addosso.

    RispondiElimina
  125. Pensavo che nessuno l'avesse ancora nominato ma vedo che c'è chi si è ricordato dell'immenso Dimebag Darrell, il mio nome nostalgico è legato al primo gruppo che mi ha fatto impazzire da rEgazzino e mi ha introdotto al mondo del rock e del grunge alla tenera età di 12 anni: cioè gli Stone Temple Pilots, un album di esordio bellissimo (Core) e convincente, i paragoni inutili con i Pearl Jam e i Nirvana, poi un secondo album di conferma potente e memorabili (Purple), il clamoroso successo e la brusca discesa, la dipendenza da eroina di Scott Weiland lo rese ingestibile: arresti, ricoveri, e quindi terzo album mediocre rispetto agli altri due capolavori e tu li fermo ad aspettare ad ogni uscita di ascoltare il loro nuovo album e provare delusione nel constatare che qualcosa dopo quel secondo, bellissimo album (che conosci ancora a memoria) si fosse spento, come se si stessero trascinando a stento senza avere più l'ispirazione. Ogni tanto, quando li ascolto penso: e se invece fossero stati proprio gli eccessi la loro fonte di ispirazione?

    RispondiElimina
  126. Accidenti che soodaggio vasto... E che nomi che sono saltati fuori... Burton, Belushi, il Benigni comico, il Sic... Stavo quasi per rispondere Freddie Mercury, che ci ha lasciati una serie di album da Storia delle Storie della musica... Ma alla fine io voto per il Mel Gibson regista: autore di uno dei miei film preferiti in assoluto, l'unico che mi commuova sempre ed ogni volta dopo decine di visioni (ovviamente Braveheart). Autore di un altro film che ho apprezzato tantissimo, molto coraggioso oltre che controverso (Passion) e di un ultimo film a mio giudizio originalissimo e che in fondo ho molto apprezzato pure esso (Apocalypto). Ormai inattivo da oltre 8 anni, dubito sforni qualche altro capolavoro come quello di 20 anni fa esatti... Specialmente dopo la sua deriva anche personale oltre che professionale...

    RispondiElimina
  127. Dovendo sceglierne uno solo, dico Claudio Daniel Borghi.
    Non so indicare un motivo preciso per tale scelta. Forse per essere sopravvissuto, nonostante tutto.
    Tutti sono capaci di non sopravvivere al proprio fallimento, ai sogni infranti, alle speranze deluse...

    RispondiElimina
  128. Eccomi! Andrew Howe! Non so quanti seguano l'atletica, ma a da juniores era più forte del suo idolo, Carl Lewis! Sarebbe facile dire che lo hanno bloccato gli infortuni ma c'è sicuramente dell'altro, tante scelte discutibili a partire dal farsi allenare dalla mamma! Che ok, era ex-atleta, ma non mi sembra abbia tutto sto palmares, è ovvio che è stata una scelta "di cuore" che non ha portato a nulla, se non a tanti "GHINDER" (come li pronuncia lui...)

    RispondiElimina
  129. Volendo andare controcorrente, ne cito uno di uno sport che qui non conosce nessuno, lo snooker.

    Parlo di Paul Hunter, giovane stella del biliardo inglese morto a 27 anni nel 2006, per un dannato tumore.

    RispondiElimina
  130. River Phoenix...senza dover spiegare niente

    RispondiElimina
  131. Arrivo tardissimo e dico Jason Becker. Un chitarrista come ne nascono pochi in un secolo, tecnicamente mostruoso, ma senza essere freddo e "guardate come sono bravo", distrutto per altro da colpe non sue, ma dalla sclerosi laterale amiotrofica.

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails