giovedì 10 settembre 2015

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Miracleman, Pantera Nera, Rocket Girl e Lucy Loyd's Nightmare

Miracleman
KIMOTA!
Oggi in Microletture, la rubrica sulle letture consigliate che tanto piace al vostro fumettaro di fiducia, quattro volumi a fumetti che spaziano tra lo storico, il divertente, l'inquietante e l'imprescindibile. L'edizione deluxe di grande formato di Miracleman, le storie anni 70 di Pantera Nera scritte da Don McGregor, Rocket Girl e gli incubi a fumetti di Lucy Loyd [...]

Panini, 176 pagine formato 25,5x35,5 - 24,90 euros
Fa così strano poter leggere oggi a sbattimento zero, e addirittura in italiano, la serie Miracleman, dipinta negli anni d'oro delle fanzine e dei primi numeri di Wizard come il capolavoro perduto, la pietra miliare che non poteva esser ristampata per stupide beghe legali. Quando, finalmente, queste ultime si sono risolte e la Marvel ha iniziato a ripubblicare le storie scritte da Alan Moore (indicato nei credits, su sua espressa richiesta, solo come "Lo scrittore originale"), ti aspettavi il capolavorò e, beh, è esattamente quello che ti sei trovato davanti. Miracleman è nel 1982 uno dei primi, fondamentali tasselli nel gioco di decostruzione della figura del super-eroe da parte di Moore, lungo il cammino che porterà a Watchmen. Una serie matura, crepuscolare, una rilettura feroce e britannica fino al midollo del concetto di famiglia di super-eroi alla Capitan Marvel (Miracleman nasce come suo clone, Marvel Man, nel 1954, per rimpiazzare proprio l'eroe della Fawcett Comics sulla testata inglese che ne pubblicava le storie per il mercato UK). Ma anche la miseria dell'alter-ego umano di un eroe iconico e invincibile e una spiegazione parascientifica della sua improbabile trasformazione. Parallelamente alla pubblicazione in albetti spillati, Panini ha dato alle stampe anche questo volume cartonato extra large, Miracleman Libro Primo - Il sogno di un volo, che contiene i primi quattro numeri e una lunghissima gallery di copertine, bozzetti e tavole originali. Le dimensioni enormi del volume (25,5 per 35,5 cm) permettono non solo di apprezzare meglio i disegni (di Garry Leache e di un Alan Davis giovincello), ma rendono il volume stesso un feticcio collezionistico barra oggetto regalo per altri nerd mica male. In libreria, a prescindere, fa la sua porca figura... a patto di avere dei ripiani sufficientemente alti: nei cubi ikea non c'entra! E vabbè, e bobbè.
Panini, 352 pagine formato 17x26 - 29,90 euromoney
Ci sono tanti volumi su Pantera Nera adatti a chi non ha mai letto nulla del personaggio e vorrebbe farlo, in vista del suo ingresso prossimo venturo nel Marvel Cinematic Universe. Questo è in assoluto il più particolare. La rabbia della Pantera Nera è infatti un librone di 352 pagine che contiene i numeri dal 6 al 22 e il 24 di Jungle Action, con le storie anni 70 (1973-1976) del personaggio scritte da Don McGregor e disegnate da Billy Graham e Rick Buckler (con una mano da parte di Gil Kane e Keith Pollard). I cicli di storie all'interno del volume sono in realtà due, perché oltre alla lunghissima saga da cui prende il titolo, La rabbia della Pantera Nera, ci sono in coda anche le storie in cui T'Challa affronta il Ku Klux Klan. 
Storie che avrebbero potuto vedere la luce solo in quel periodo, quando Stan Lee non era più al comando del Bullpen e Roy Thomas permetteva si pubblicasse qualsiasi cosa, purché fosse in grado di vendere. Sono gli anni in cui, non a caso, dalle macchine da scrivere dei varie Starlin e Gerber nascono le trame e i personaggi più allucinati e bizzarri mai partoriti dalla Casa delle Idee. Queste storie di McGregor non fanno eccezione: Pantera Nera torna in Wakanda e ha a che fare quindi per molti numeri con un cast composto pressoché esclusivamente di neri. Gli viene ricordato in continuazione che ha abbandonato la sua terra per andarsene a fare il bassista carismatico in America. Un comprimario e un nemico di T'Challa sono omosessuali. Viene messo in croce, letteralmente, dal Klan, in una delle cover più coraggiose dell'epoca (Jungle Action #21). Albi carichi di denuncia sociale, psicologia, soluzioni grafiche molto Seventies come le bellissime pagina 1 di ogni numero. Molto interessante, tra l'altro, il lungo redazionale con cui lo stesso McGregor spiega nel 2010, senza peli sulla lingua, quanto fosse coraggioso trattare determinati argomenti in Marvel, mentre chiunque e sua sorella gli dicevano "Sì, ok, ma dove sono i personaggi bianchi?". Ci sono altri volumi su Pantera Nera, dicevi, contenenti materiale più recente: ne parliamo presto. Ma questo, se vi interessa il personaggio, mettetelo in lista.
Bao, 128 pagine formato 16x24 - 14,00 soldi
Dovessi scegliere un solo aggettivo per descrivere Rocket Girl, serie Image di Brandon Montclare e Amy Reeder, sceglieresti "fresca". La storia di questa poliziotta del futuro finita nel 1986 e proveniente da un 2013 alternativo in cui le forze dell'ordine sono composte da under 20 e tutto è in mano alla solita mega corporation, non è esattamente originalissima, ma i dialoghi di Montlclare sono molto frizzanti e le tavole di Amy Reeder semplicemente splendide. Nel rendere l'aura pop dell'86 quanto i macchinari del "futuro", e soprattutto nel rappresentare gli stati d'animo dei personaggi. Gli occhi, in particolare: è incredibile come la Reeder riesca a dar vita alla giovane protagonista, ai suoi nuovi e vecchi amici, ai suoi antagonisti e a semplici comparse, in una gamma di sguardi tendente all'infinito. E poi LaGiovane DaYoung Johansson è un gran bel personaggio. Questo vol. 1 di Rocket Girl edito da Bao contiene i primi cinque albi della serie USA. 
Star Comics, 96 pagine formato 17x26 - 12,00 germandineri
Lucy Loyd's Nightmare è un'antologia di raccontini horror scritti dalla Loyd e disegnati da Mike Robb. Un omaggio alle storie EC Comics degli anni 50, turpi vicende che si chiudono sempre con un finale cazzimma ©, la bastardata che si ripercuote sui protagonisti. A collegare i singoli racconti... il fumetto stesso, non a caso in copertina lo si vede tra le mani di un ragazzo che sta finendo sotto un autotreno. Passando di mano in mano, l'albo semina finali cazzimma a destra e manca, fino a coinvolgere, in un giocoso impeto autoreferenziale, la stessa autrice. Divertente. Se vi piace il genere e, come il sottoscritto, avete sempre avuto un debole per i finali cazzimma dai tempi di Ai confini della realtà e I racconti della cripta con lo Zio Tibia, molto divertente. E questo è quanto. La prossima volta, magari, spendiamo due parole sul perché Armada, il nuovo libro di Ernest Cline (l'autore di Ready Player One) sia un'enorme delusione.
Voialtri deboscia, invece, cosa state leggendo di bello?

50 commenti:

  1. MIRACLE MAN è un CApolavoro . Il Caso è Chiuso

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    1. Si sa Rientativamente il numero di volum(on)i che comporrà l'intera opera?
      Si sa anche se l'Ikea cambierà le misure dei propri scaffali?
      Bye
      Oscar

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    2. Vado a memoria, ma mi pare di ricordare che gli albi della ristampa Marvel (in Italia Panini) siano 16. Il che vorrebbe dire altri 3 volumi di questo formato, grossomodo. E' uscito inoltre un albo di storie inedite, mentre è in corso di pubblicazione ora negli USA una seconda serie di ristampe, incentrata sul ciclo Miracleman diGaiman e Buckingham.

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    3. confermo integralmente per i 16 numeri della versione Italiana

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    4. Grazie :)

      Si sa già per caso anche la cadenza della pubblicazione dei volumoni?

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    5. Tre per il ciclo di Moore. Come tre sono i "libri" voluti da Moore stesso per suddividere l'opera.
      Tenendo conto che il secondo ciclo scritto da Gaiman sarà completato in coda alla fine delle ristampe (essendo rimasto inedito un ciclo e mezzo se non ricordo male all'epoca) non è dato saperlo. Ma tenendo conto delle leggi del mercato US sui volumi da libreria credo saranno 3 anche in questo caso.

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  2. Dice il Doc: << Molto interessante, tra l'altro, il lungo redazionale con cui lo stesso McGregor spiega nel 2010, senza peli sulla lingua, quanto fosse coraggioso trattare determinati argomenti in Marvel, mentre chiunque e sua sorella gli dicevano "Sì, ok, ma dove sono i personaggi bianchi?". >>

    ...e all'epoca non c'era neanche Facebook e gli stuoli di asini che si lamentano del "fascistically correct" e della "gaystapo" (e non mi sto inventanto nulla. Certi gruppi che parlano di fumetti sono retrogradi come neanche ciellini e leghisti... O_o; ).

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    1. Un giorno scriverò un post di cinquantamila caratteri sul perché i Teocon fondamentalisti dell'Internet sono il peggio del peggio.

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    2. Sono indeciso se dirti "risparmia la fatica" oppure se dirti "un bel discorso sull'avere un fandom aperto alle novità e/o ai diritti umani da una voce autorevole come la tua può solo fare bene".

      (cambiando discorso, se hai bisogno per un post sulla cronologia di Metal Gear Solid, tra un mesetto o due, dopo Lucca, potrei anche dare una mano)

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    3. Il mio argomento preferito, che riciccia fuori ogni due secondi, è quello della scuola di pensiero alla Libero: appena dici "A" sul Vaticano, salta fuori qualche scienziato dell'Internet con il suo "Bravoooh, bravoooh, perché non te la prendi con l'islam?!?11!??1?". Come se le altre religioni avessero minimamente il peso che hanno quella cattolica e il suo management sulla politica italiana e, di riflesso, sulla vita di noi tutti. Ma vaglielo a spiegare...

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  3. Pantera Nera ha anche un ruolo mica male in New Avengers ultima serie, di cui è uscito il primo volume cartonato della panini col sottotitolo 'Tutto Muore'. Te lo consiglio se non lo hai già letto, visto che è anche l'inizio del tema delle incursioni che porterà alle nuove Secret Wars in corso di pubblicazione ora negli states.

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  4. Dico solo Creepshow, per chi lo zio tibia, il guardiano del cimitero e le bestie della cripta non l i conosce :)

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  5. Doc, piccolo OT ma potrebbe interessarti : )
    www.youtube.com/watch?v=hwchsIStz9E

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  6. Miracleman mi attira molto molto come mega volumone e credo che nella mia libreria ci entri agevolmente.

    Parlando di altro mi sto appassionando alla collana della Cosmo Weird Tales (costina marrone). Le storie hanno quasi tutte ambientazione vittoriana o quasi e i personaggi sono pescata proprio da quel periodo. Leggendo ti trovi di fronte Dorian Grey, Jack lo Squartatore, Sherlock Holmes, Nemo ecc... a contatto l'uno con l'altro.

    Altra cosa che sto leggendo, veramente molto mainstream, è Tokyo Ghoul. L'inizio è interessante, la genesi del protagonista sarà probabilmente qualcosa di già visto ma è comunque di effetto. Sono al n. 4 ed ho paura che prenda una piega meno piacevole però avendo comprato i numeri sino al 6° verdrò come prosegue.

    Continano le "certezze" con Lukas, la storia ha messo in ordine molti tasselli che preannunciano i fuochi d'artificio e allo stesso tempo ci parla del mondo dei ridestati e dei vampiri.

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  7. Ciao,
    purtroppo devo dissentire , di miracleman non mi è piaciuta la scrittura, troppo verbosa e soprattutto pretenziosa

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  8. DOC, la tua chiosa finale mi ha fatto parecchio male...

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    1. Sapessi a me come bruciano le 17 carte che c'ho speso. Appena lo finisco ne riparliamo. Sottotitolo della recensione: il one-trick-pony per fare i soldi a Ollivùd.

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  9. Di Miracleman non ne esiste già una versione brossurata in tiratura massonica edita da non mi ricordo chi? Ho questo vago ricordo a metà strada tra un sogno e un'operazione di ret-con alla Bendis...

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    1. Io ricordo solo alcuni numeri pubblicati su Super Comics dalla Max Bunker Press. Volumi, personalmente, non ne ho visti. Il che non vuol dire che non siano mai esistiti, chiaro :)

      Autoedit: sì, Super Comics nel 1992. A quanto leggo qui, solo i primi due albi, sui numeri 19 e 20. E guardate un po' che c'era sul 22...

      http://atomik67.altervista.org/COMICS-EDITORI/MBP/SUPERCOMICS-DOCUMENTI/Supercomics_Crono2.htm

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    2. In italiano esistono due volumi "amatoriali" brossurati extralarge che raccolgono tutto il ciclo di Moore, il primo, e quanto edito del ciclo di Gaiman, il secondo.
      Sono in bianco e nero e di difficile reperibilità.

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  10. E poi la posso dire una cosa: mi sta sul cacchio quando fanno una nuova edizione di "lusso" di un fumetto mentre questo sta, praticamente, ancora uscendo. Perché non le comunicano subito tutte e due in modo che uno possa scegliere? Io ho preso gli spillati di Miracleman, ma avrei preferito questa! Ho apprezzato molto la Bonelli per questo motivo: all'uscita di Orfani hanno subito annunciato entrambe le versioni.

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  11. Grande Doc, attendevo il tuo commento al volumone wakandiano.
    Da avere senz'altro, ma (stante anche il prezzo non esattamente customer friendly) discutibile sotto diversi aspetti.
    A cominciare dalla cover, senz'altro la più banale fra tutte le meraviglie di questi due cicli. La più prevedibile e, a conferma di quello che scrivi tu, la meno coraggiosa: evidentemente Marvel Italia quanto a pavidità e astuta cautela si è formata al magistero di Stan il Paracu*o Lee.
    A me non piacciono molto nemmeno i colori. Negli anni ho comprato alcuni degli albi Corno su cui queste storie apparvero per la prima volta e lì i colori - meno squillanti e sparati - conferiscono ai disegni (specie a quelli dell'eccellente Graham) delle sfumature e una profondità che in questa ristampa si perdono. Magari sarà effetto della carta meno poderosamente sbiancata o, più semplicemente, vecchia di 30 anni, però non posso fare a meno di notare che nel volume Panino tutto sembra un po' appiattito, normalizzato e, in ultima analisi, depotenziato. Che ne pensi?

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    1. La cover di PN è quella dell'edizione USA del volume. Per i colori, il discorso è complesso. Se prendi un vecchio albo USA, in molti casi... i colori fanno schifo. La colorazione "a puntini" e la carta scadente rendono molti albi degli anni 70, 80 e perfino primi 90 (diversi numeri di Amazing Spider-Man che ho a casa, ad esempio) troppo slavati. Quando li ristampano i volumi, ritoccano ovviamente i colori. Ora, resta una questione di gusti, ma in alcuni casi il risultato è migliore, in altri spara un po' troppo. Ma se fai diventare il blu di nuovo blu, e non celestino candeggiato com'era nella prima stampa, è normale. Per Miracleman, in particolare, ricordo di aver letto un articolo in cui si sottolineava come il lavoro di restauro porti alla fine alla luce un'opera che, visivamente, ha un impatto diverso. Se migliore o peggiore, quello lo decide ognuno con i suoi gusti. Ma sul "diverso" credo siamo tutti d'accordo.

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    2. Negli spillati viene direttamente lasciato capire che han ricolorato tutto al computer, dove possibile, con le indicazioni dei coloristi dell'epoca, ma cambiando ogni tanto dei colori (il costume di MM in origine era più tendente al celeste)

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  12. Miracleman è davvero bello. Rocket Girl non mi disse niente onestamente.

    Darò un occhio a Lucy Loyd's Nightmare di sicuro!

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  13. Ratman 110 e la versione ultra tascabile di Fahrenheit 951 contano come micro letture ?
    Il viso della Rocket Girl fa parecchio Lucy Liu.

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  14. Mi scuso... Ma io inizio ora a leggere Zerocalcare... Lo so, lo so... sono in ritardo :D

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    1. Fortunello, ne hai da leggere prima che inizino i sintomi da astinenza... ;-)

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  15. Skrull kill krew. La ristampa bombissima dell'estate.

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  16. La copertina di Rocket Girl è davvero molto bella, hai ragione da vendere sulla cura nello sguardo, credo che, amche grazie al prezzo contenuto, sia da provare. Di Armada ho già letto dei pareri quando è uscitonegli USA e mi hanno convinto a lasciar perdere.

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  17. Miracleman merita tantissimo!
    Questo periodo non sto leggendo niente in particolare, ho troppe cose da recuperare.
    Ho solo recuperato il 76 di One Piece.

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  18. Mi ricordo la Pantera di McG e Billy Graham ( favoloso il suo Luke Cage con i cattivi blaxploitation che si muovevano come i cartoni del video Harlem Shuffle degli Stones ) e posso dire che leggere allora sugli albi Corno la sua prosa e assumerla , quando sul menu erano anche i lavori di Gerber e soci, era una bella prova. Persino i suoi colleghi ne parodiavano lo stile e le didas in quei lavori allucinati su quegli antologici degli anni settanta ripieni di freaks. Poteva capitare di comperare Thor & i Vendicatori e la prima portata era un implume Perez sfarinato dal solito Colletta con gli Avengers che finivano nel west - non proprio il Miracleman di Moore e Leach e Davis - x poi finire a leggere del profondo sud degli States con il vecchio nonno di Monica-fiamma-di-T'Challa che gioca a solitario da quando Cap era ancora sotto ghiaccio nell'attesa di fare la sua mossa risolutiva contro il KKK. Cose così. Comunque qualcuno decise di togliere il giocattolino dalle mani di Don McG e la volta dopo la Pantera era uno sci-fi show di King Kirby con una pattuglia di collezionisti a caccia della Rana di Re Salomone. Cose così. Don McG non deve averla presa benissimo perchè un paio di lustri dopo ci ha somministrato un altro fumetto traboccante delle sue didas che litigavano con un Colan già in affanno ( può darsi che il Doc e qualcuno dei suoi pazienti + vecchi ricordino il serial su Thor Play Press ). Il bimbo che fui deve tanto al salutare piccolo shock del tendenzialmente suicida Warlock di Starlin, dello Hulk perso nel microverso di Harlan Ellison e di praticamente tutto quello che scriveva Gerber che erano cos' distanti dalla Ragnomobile da farmi immaginare mondi lontanissimi. Posso solo dire grazie a Don Mc G che stimo anche se non ha la mia capacità di sintesi...

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    1. Anche il me stesso di allora ringrazia...

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    2. Io ho sempre trovato (involontariamente?) divertentissima la collaborazione "fraterna" fra Pantera Nera e Devil durante l'invasione di Manhattan da parte dello Zodiaco...
      La collaborazione fra un eroe nero e un eroe bianco, sì, ma CIECO... :-D

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  19. E' un mese che sto cercando di finire il numero 2 di Lanciostory Maxi. Mi addormento in continuazione, sono finitissimo, e arrivo alla sera a "tocchi". La colpa non è da attribuire alle bellissime storie contenute nell'albo, ristampe del meglio pubblicato dalla casa editrice (Yor su tutto), ma di un super calo fisico che mi attanaglia. Mi spiace perchè mi si è ammucchiata la roba e non la smaltisco. L'unico albo che riesco a leggere in maniera continuata è Multiversity della DC, a mio parere, la genialata dell'anno...

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  20. Perchė leggere che ti piacciono i "finali a cazzimma" mi ha fatto venire in mente un certo "è che poi alla vita non puoi mica dare sempre del tu"?

    :-)

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  21. In questo periodo pochi fumetti, sempre i soliti, soprattutto libri.
    Ho da poco terminato, con giusto quei 15 anni di ritardo (che volete, non sono mai stato un fulmine...) la lettura del saggio "No logo" di Naomi Klein.
    Interessante ed istruttiva soprattutto la prima parte: uno dei romanzi di fantascienza distopica più inquietanti che mi sia mai capitato di leggere, se non fosse che... non è fantascienza distopica, ma un'inchiesta reale su come funzionano (negli anni 90 come oggi) i meccanismi delle multinazionali villanzone: in occidente la pubblicità martellante e saturante che non risparmia nessun aspetto della nostra vita, in oriente le condizioni di lavoro ben oltre il limite della schiavitù.
    Si capiscono molte cose, ad esempio perchè una realtà musicale interessante come il grunge sia implosa sotto il tritacarne dello sfruttamento commerciale selvaggio (e forse a mio avviso sta qui una delle -tante- chiavi di lettura per comprendere il folle gesto di Kurt...), oppure quanto effettivamente è stronza l'Algida Stronza (quello che fa a Kentozzi non è niente...) o il suo amico topo pdf; ho intuito alcuni dei meccanismi che hanno portato a quella realtà allucinante descritta da Saviano nel primo capitolo di Gomorra (quello dei capi d'alta moda e dell'abito di Angelina Jolie) o perchè da qualche anno a questa parte non si riesce a trovare un lavoro decente che, per esempio, convinca una banca a concedere un mutuo...
    Ma soprattutto, ho l'impressione che da quando a partire dagli anni '80 le aziende (spronate dai lupi di Wall Street tra un lancio del nano e un tiro di coca) hanno deciso di trasformare la pubblicità da informazione su un prodotto ad "esperienza trascendentale" legata a un marchio astratto, un pezzo della nostra autocritica sia stato distrutto per sempre. Sì, anche a noi antristi, che troviamo naturale associare quel senso di gioia e spensieratezza delle partite di pallone tra amici da bambini al marchio "Super Santos"...
    Non voglio fare l'arringatore politico rivoluzionario, non è proprio nelle mie corde, sono solo rimasto colpito da quanto ho letto: se qualcuno si sente offeso/turbato da quello che ho scritto, mi dissocio direttamente dalle mie opinioni :D

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    1. Lettura imprescindibile anche oggi, ma quando uscì, anno 2000 o giù di lì, mi tirò sotto come un tir. Non posso che concordare, ovviamente, sulla parte finale. Colleghiamo un marchio a delle sensazioni, e non solo nel campetto facile della nostalgia. Se ti capita, della Klein leggi anche The Shock Doctrine.

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    2. Grazie Doc, mi appunto il suggerimento :)
      Per chiudere il ragionamento (ché non volevo scrivere un papiro...), non ho trovato la seconda parte all'altezza della prima. Trovo inverosimile quell'ottimistica fiducia della Klein nel fatto che quattro graffitari con una bomboletta o quattro(mila) ciclisti che bloccano una strada possano mettere in ginocchio (o anche solo fare il solletico a) un mostro come [inserire marchio a caso]. La dimostrazione è che le aziende sono ancora tutte lì, alcune a sponsorizzare un'esposizione universale che ha come obiettivo dichiarato quello di risolvere una situazione che loro hanno contribuito a creare...

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  22. Salve,

    potete dirmi se i numeri raccolti sul volumone di Pantera nera in Italia sono stati editi? E da chi? Dalla Corno? Ricordo infatti un lungo serial presente nella play press con protagonista Tchalla (non mi ricordo se su Thor o iron man play press). Sono le stesse storie? Visto il prezzo di copertina vorrei essere certo di non comprare un doppione possedendo tutta la collezione play press

    grazie

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    1. Le storie della Pantera del volumone sono uscite su Thor Corno dal 160 al 177 .
      Quelle su Silver Surfer Play erano le storie più recenti tratte da Marvel Comics Presents

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  23. Mi procurerò tantissimo il malloppone su Pantera Nera, grazie mille :D il personaggio lo conosco e adoro per storie dove più che altro fa il bassista in effetti, il periodo settantiano politicamente scorretto m'intrippa non poco!

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  24. In questi giorni leggo Solaris di Stanislaw Lem (in traduzione Bolzoni, Verdiani e in versione originale), L’indagine del tenente Gregory (in traduzione Verdiani) e tutti i commenti che hai tu.

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  25. Questa rubrica mi esalta sempre doc : )
    Vivendo all'estero e avendo poco tempo libero non sono mai sul pezzo e mi piace integrare la lista delle cose da recuperare con i tuoi suggerimenti

    Ma come trovi il tempo per leggere?
    Hai per caso visto Blue Blazes? Ci sono redattori e mangaka che leggono velocissimi e non hanno bisogno di dormire (se non pochi minuti al giorno), ecco io ti immagino così

    C.

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  26. "Voialtri deboscia, invece, cosa state leggendo di bello?"

    Come fumetto Saga di Brian K Vaughn che è sempre un bel leggere, come libro The Martian di Andy Weir nella speranza che Scott non combini un disastro. Lo so, brutto dover diffidare di Scott,ma i tempi cambiano...

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  27. Sto leggendo anch'io Rocket Girl, molto gradevole come lettura, i disegni e i colori si sposano perfettamente con l'ambientazione scelta. Continuo ottusamente a leggere i manga Bleach, Knights of Sidonia e L'attacco dei Giganti. Ho letto La Gigantesca Barba Malvagia, che mi ha colpito moltissimo per l'originalità dell'idea e per lo stile grafico adottato. Mi appresto a iniziare Il Porto Proibito e ho iniziato il primo volume di Suicide Risk, in attesa del secondo volume del bellissimo Black Science. Quando leggo? Di notte, per fare compagnia a mia moglie mentre allatta... :D

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  28. A chi è in grado di viaggiare tra le dimensioni parallele, esiste questa edizione "alternativa" sotto l'egida di Urania ;) http://s1076.photobucket.com/user/attilios/media/Urania%20Fumetti/FumettiFict185.jpg.html

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  29. Il commento che piu' mi colpi' alla storia fu quello sunto che ne diede la mitica fanzine Made in USA al tempo della prima uscita di MiracleMan in Italia (su Super Comics della Max Bunker) contemporanea era lq pubblicazione da noi della mini "Legends", di Byrne per la DC,: un breve commento che coglieva tutta la destrutturazione, tra l'originale e la versione Moore. Quasi come quelle cover suonate meglio delle originali

    http://postimg.org/image/586h5bf9z/

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