sabato 3 gennaio 2015

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Il Ragazzo Invisibile, la recensione senza spoiler

Il Ragazzo Invisibile recensione poster
Si deve apprezzare di più un film, così, a prescindere, solo perché si tratta di un film italiano? Esistono al riguardo due scuole di pensiero. La prima dice che sì, devi fartelo piacere di più, perché va reso grazie per il fatto che un cinema italiano di genere esista ancora. La seconda fa presente invece che no, nella notte del cinematografò in cui tutti i gatti sono grigi e i film film, si giudica solo il risultato. Te? Te ti riconosci nella seconda scuola di pensiero. Visto che stiamo per parlare di Salvatores, vale, pressappoco, lo stesso discorso che ancora non abbiamo fatto (un prossimo SFS, promesso) su Nirvana. Al di là di qualche spunto interessante a livello di trama, Nirvana non ti è piaciuto, e non te lo sei fatto piacere solo perché italiano. Anche perché non si parlava esattamente di un'ambiziosa produzione indie: un conto è se un film di genere lo tirano fuori tre ragazzi con delle idee ma senza un euro, altro se si parla dell’ultimo lavoro di chi ha vinto un Oscar (aka non esattamente l’ultimo dei pirla). Perciò eccoci a Il Ragazzo Invisibile: per come la vedi te, se decidi di giocartela alla pari con Hollywood, con una pellicola di alto profilo pubblicizzata in ogni dove nel nostro Paese, se il risultato poi non soddisfa non vale un Oh, è roba italiana, tenetevi questo che è meglio di niente tana-libera-tutti. Perché la seconda scuola di pensiero fa presente che il biglietto, solo perché il film batte bandiera tricolore, non è che costi meno [...]
Si parte da Pozzetto. Da rEgazzini che recitano in modo terrificante, tipo fiction RAI, dal bazar cinese di robe strane di Gremlins, dall'immancabile BMX da cinema guaglionico anni 80, e dal protagonista, Michele Silenzi, che vuole il suo super-potere. E lo vuole forte-fortissimo, come il Marco Marinelli di Da Grande. Qui Pozzetto non c'è, ma son dettagli. Poi arriva l’ABCDEFG da storia di super-eroi old school (Marvel, 1962 ca.) vera e propria, con il protagonista vessato dai bulli che si vendica dei suoi Flash Thompson appena gliene si presenta l’occasione, e poi impara nel modo peggiore il discorso sui grandi poteri e le grandi figure dimmerda responsabilità connesse. E ci sono i super-poteri che vengono proprio da quella cosa là. E c'è financo il super-costume. E quella storia della luce, messa lì tipo parodia alla Bat-Roberto, che quando l’hai vista accadere hai pensato Non è possibile, dai. #einvece. Si chiude inevitabilmente, fatta salva una coda in stile Heroes a ricordare che questo sarebbe un film di super-eroi e non una pellicola di Pozzetto, con un finale alla Pozzetto. Abbraccioni e tuttocchei, Data e Mouth che urlano Non firmare! Non firmare!, i buoni sentimenti che vincono su tutto, tipo puntata di Sei forte, maestro.
Il Ragazzo Invisibile è il terzo film di Salvatores incentrato su un ragazzino negli ultimi undici anni. Ma la connessione dello spettatore con gli altrettanto giovani protagonisti dei due film precedenti, tratti dagli omonimi romanzi di Ammaniti, era completamente diversa: in Io non ho paura e Come Dio Comanda si raccontava di due adolescenti catapultati da una dimensione domestica, per quanto sgarrupata fosse, alla violenza del mondo degli adulti. Il mondo vero, quello là fuori, in un Sud bruciato dal sole in cui si nascondono i bambini rapiti o in un Nord-Est desaturato in cui il mostro da cronaca nera è la persona apparentemente più innocua di tutte. Qui, per via del tipo di storia che si racconta, si resta invece ancorati alla favola, ma l’inquadratura non è mai davvero ad altezza ragazzo come in quelle due pellicole. Qui è l'adulto che racconta i ragazzi, non i ragazzi che si raccontano da soli, e il protagonista lo si guarda come dall'alto, senza riuscire a portarsi al suo livello. Sagoma in mezzo a sagome stereotipo (la compagna di classe bionda concupita, i bulli, il secchione, gli altri, viscidi vigliacchi silenziosi, stile colleghi di Fantozzi juniores), fissate con occhio paterno, ai confini del paternalista.
C’è, infatti, tutto un sottotesto fin troppo esplicito sui figli che diventano trasparenti per i genitori super-esigenti, o del super-potere che è in ognuno di noi, quando si vincono le proprie paure, ci devi credere, ci devi crederci. Quelle robe da finale educativo del cartone dei Masters lì. La scena si allarga poi pian piano a comprendere tutta una serie di personaggi adulti, ma alla fine, se ci pensi, son solo folkloristica cornice della favola pure loro. Gatti, volpi e Mangiafuoco per il pinocchio-cchiò invisibile, la Banda Fratelli per questo Mikey Walsh triestino. Ma, d’altronde, per quanto chi ci ha messo i soldi* per produrlo abbia fatto di tutto per presentarlo come un film di supereroi italiani, e per quanto si parli alla fine in effetti di un super-eroe italiano, Il Ragazzo Invisibile non è un film  sui super-eroi.
* Nel leggere quel “Giocarsela alla pari” nell'incipit della presente recensione, qualche precipitevolissimo dell’Internet si sarà detto che a Hollywood i film di super-eroi li fanno con budget venti volte superiori a questo. Vero, ma mica tutti. Ci sono film di super-eroi alternativi - diversissimi da Il Ragazzo Invisibile, ma di super-eroi si parla - girati grosso modo con lo stesso budget, come Super di James Gunn o Chronicle.
Il Ragazzo Invisibile è un film degli anni 80 per ragazzi. Un film degli anni 80 per ragazzi di genere fantastico, presentato trent’anni dopo con una non azzeccatissima - per usare un eufemismo - scelta di marketing come un film di super-eroi per un pubblico anche over 14. Non è così. Una pellicola tipo I Goonies, ma senza la grande avventura. Tipo Da Grande, tipo Superfantagenio, ma con gli spottoni ovunque, il suo fumetto di super-eroi in edicola e il regista che va a parlarne in televisione a reti unificate.
Si guarda, ma se lo fanno tipo in TV o il proprietario del cinema è amico vostro e non vi fa pagare il biglietto, chessò. Ma per farselo piacere tocca essere a) rEgazzini, perché il target vero quello è, b) a digiuno dei film di genere rEgazzinico prodotti negli ultimi trentanni. Premio simpatia per le musiche e per il cane Mario, che ti ha ricordato un cane che aveva tua nonna tanti anni fa. Si chiamava Tonino. No, davvero.

Il Ragazzo Invisibile
recensito da DocManhattan il 2015-01-03
Rating: 2

96 commenti:

  1. C'è una terza scuola di pensiero: i film italiani presentati all'americana (grande hype, regista ubiquo su ogni canale, fumetto collegato, etc) non li guardo a prescindere. Tu vo fa l'ammmericano ma si nato in italy...

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  2. Ciao Doc e buon anno :)
    La tua recensione espone gli stessi dubbi dei recensori capitanati dal Nanni Cobretti...la cosa più triste a riguardo é stato trovare il regista ovunque, anche in radio, con gli intervistatori che gli facevano l'assist sul budget "eh eh certo noi non ci avviciniamo nemmeno" e altre poverinate del genere... nessuno che gli facesse presente, come dici tu, di Super o Chronicle ovviamente. Anche perché non li avran mai visti quei film. A proposito dell'altra recensione, hanno usato una frase che secondo me é perfetta:
    “A chi ha creduto in questo film fino a che non l’ha visto. Siete voi i veri eroi”
    - Jackie Lang

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  3. Io pensavo di vedermelo, solo perchè sono di Trieste e mi andava di vedere se hanno reso giustizia alla città, sperando nel frattempo di venire anche almeno moderatamente intrattenuto.
    Mi hai fatto passare la voglia, 5 euro risparmiati, grazie.

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    1. esattamente come me! le recensioni qui a TS sono state del tipo: bellissime inquadrature bellissimi i colori della città ma la storia regge poco e niente.

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  4. Guarda almeno Salvatores ci prova ancora a fare film particolari,qui siamo arenati tra le vacanze di natale e i film pippa mentale e/o politici.
    Nel passato i film italiani ti facevano sognare,gli spaghetti western,i peplus,e si anche i film di supereroi:Flashman,I Tre Fantastici Superman,Superargo contro Diabolikus,Come rubare la corona d'Inghilterra,Kriminal.
    Hey Doc che ne dici di un bel post sui film di supereroi italiani? :)

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  5. Mi è passata la voglia di sorbirmelo appena visto il trailer, sensazione confermata dal fatto che condivido al 100% quello che mi sembra essere il tuo pensiero su Nirvana.

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  6. Buondì Doc!
    Che dire? Hai ragione alla stragrande. Già a partire dalla domanda iniziale. Non devo bermi tutto solo perchè è made in Italy. Se una roba è pessima, è pessima sia fatta da noi che fatta al di là dell'oceano. Comunque il film l'ho visto perchè mi piace un certo tipo di Salvatores ("Marrakech Express" uber alles) e spero sempre di ritrovare la vecchia magia in quello che fa. Solo che per questo film ero partito molto molto molto prevenuto perchè già la promozione del film mi aveva fatto storcere il naso. E' un film di supereroi made in Italy o è una favola? Stiamo facendo la guerra a Hollywood da Cinecittà o è un prodotto artigianale buono per il Sundance? Visto il film sono rimasto impassibile perchè me l'aspettavo una "furbata" del genere, era già in preventivo... Quello che non potevo immaginare però erano le cavolare inserite a forza nel film. Un patchwork di idee altrui attaccate una all'altra per tirare avanti e finire il film. Solo che: cattiveria? Zero. Cinismo? Zero. Umorismo? Da ragazzini di terza elementare al massimo. Azione? Meglio accendere il tg. O hai 8 anni e NON HAI MAI VISTO un film di supereroi e passi da "La Gabbianella e il Gatto" a questo, oppure si fa buio pesto. Il finale poi... Spero tanto che non facciano un sequel o una serie tv per rEgazzini. Visto che hanno fatto il fumetto e il libro e hanno lasciato la porta spalancata ad un seguito, se il film ha successo una serie tv non ce la toglie nessuno.
    Onestamente: se porto mio nipote di 12 anni a vedere "Il Ragazzo Invisibile", lui che si scassa di Naruto, One Piece e Tekken alla Play 18 ore al giorno, mi ride in faccia... Buonismo a profusione, solo che non è ne il modo ne il tempo giusto. Peccato. Rivoglio il vecchio Salvatore che rende immortale Abatantuono/Lorusso con il monologo sull'italia alla fine di Mediterraneo. In mancanza mi accontento anche di quello di Io Non Ho Paura...

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    1. Scusate... Non mi ero accorto di aver scritto po' po' di enciclopedia!

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    2. "O hai 8 anni e NON HAI MAI VISTO un film di supereroi e passi da "La Gabbianella e il Gatto" a questo, oppure si fa buio pesto"

      Esatto! Hai centrato il punto. Io che ad 8 anni leggevo l'Uomo Ragno della Star Comics (con la storia delle origini di Cloak and Dagger e quella dell'Insanicida, tanto per dire) a questo film avrei tirato delle sonore e sincere pernacchie.
      Quando ero piccolo fantasticavo di diventare un supereroe, ma mi figuravo tale da grande, perchè anche a quell'età mi sembrava inverosimile un bambino in quel ruolo.

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    3. Ha detto bene anche Clopin qua sotto. E' il periodo sbagliato per un film del genere. Non ci fossero stati i film Marvel e DC che ti sbattono in faccia i film dei supereroi, questo film per giovani adulti poteva andare. Adesso chi vuole diventare come Michele? I ragazzini vogliono essere Tony Stark, Batman, Wolverine,...

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    4. Forse, ma per quel che mi riguarda e come ho detto, l'avrei trovato da pernacchie anche negli anni 80 quando avevo appunto 8 anni..... anche perchè pure all'epoca i ragazzini volevano essere batman eccetera, non credere: non c'erano i filmoni di adesso ma c'erano cartoni e fumetti ed anzi, a maggior ragione perchè non c'erano filmoni (o erano rarissimi, tipo i Superman, le Tartarughe Ninja o il Batman di Burton) un film del genere l'avrei percepito come un imbroglio, perchè non è un film di supereroi ed io volevo vedere invece quello.

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    5. Sai che non mi ricordo cosa volevo essere a 8 anni? O meglio, volevo essere Spiderman. Ma Spiderman "adulto" come nei fumetti, o io, a 8 anni, volevo essere Spiderman proprio di 8 anni?
      Vabbè... Stendiamo un velo pietoso sui miei 8 anni anni e su questo film. :-)

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    6. Io a 8 anni volevo guidare il Trider G7 come Watta

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  7. Visto il film, letto i fumetti, mi manca il libro e credo che continuerà a mancare.
    Imho il problema di questo film è che è uscito con vent'anni di ritardo, come dici tu, e che cerca di essere qualcosa che non è quando poteva essere qualcosa che invece non vuole essere.
    Dopo essermi candidato al premio frase criptica 2015 mi spiego.
    Questo film è una megaproduzione. Inutile cercare di sviare il confronto con i cinecomics hollywoodiani quando parallelamente al film hai fatto uscire una miniserie a fumetti per lanciare il film e lo annunci come un progetto crossmediale fumetto/film/libro. Questo per i canoni italiani è una megaproduzione e come tale va valutata.
    Ce la fa? No, il film poteva essere come dici tu o un film d'avventura anni 80/90 per ragazzi o anche un buon film sui temi classici del mito del supereroe e avrebbe funzionato benissimo, avrebbe alleggerito la trama di qualche particolare e allo stesso tempo avrebbe permesso di focalizzarsi sull'apertura e/o sul giovane supereroe rendendo il tutto più snello e veloce. Un progetto meno ambizioso ma sicuramente più facile da dirigere e da digerire.
    Invece si è cercato di fare il mega progetto, i fumetti con cajelli, camuncoli, vitti e dell'edera, il film con salvatores e già che c'erano pure il libro, si è cercato di creare un supereroe e un suo universo e mentre il fumetto funziona (perché Cajelli sa fare il suo mestiere e limita il suo campo d'azione) il film straborda e deborda. Il film è una balena che vuole raccontare l'evoluzione psicologica del personaggio (con uno spiegone da paura) ma allo stesso tempo deve anche riallacciarsi alla miniserie a fumetti e contemporaneamente deve anche portare avanti la storia e già che ci siamo passare dal mercato pigliare le verdure e introdurre due o tre elementi per far sottointendere un possibile mondo supereroistico europeo/italiano da sviluppare.
    Il fumetto funziona, il film soccombe sotto le aspettative dei suoi stessi creatori più che di quelle degli spettatori.
    Poteva essere qualcosa di meno e forse avrebbe funzionato meglio, ha cercato di essere qualcosa di più e non ce la fa.

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  8. Io invece trovo la maggior parte dei film italiani molto brutti (eccetto quelli vecchi) quindi parto sempre con dei pregiudizi anche se vorrei non averne. ^^
    Questo non l'ho ancora visto ma di certo non mi aspetto il miracolo!

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  9. Per precisare alcune cose, visto che ho avuto la possibilità di intervistare (e colloquiare a cena) la produzione del film, girato a Trieste:
    - Salvatores ne ha curato esclusivamente la regia;
    - Il film è stato scritto anni fa da altri autori e ritirato fuori solo negli ultimi tempi;
    - Il taglio supereroistico è solo un pretesto per un film di formazione giovanile, qualcosa più accostabile ai Goonies che ai supereroi marvel;
    - La maggior parte del cast è tremenda: è stato difficilissimo riuscire a trovare in Italia dei ragazzi capaci di essere credibili nella recitazione anche a causa dell'inesistenza di scuole adeguate e di una cultura attoriale ormai ridotta al lumicino dai tagli nel settore.

    Detto questo, esclusivamente come trivia vari, se non altro godetevi le riprese su Trieste: resto anch'io dell'avviso che il film non è assolutamente riuscito, viene venduto male come film supereroistico quale non è.

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    1. Quoto su Trieste ma rifiuto in modo categorico di credere alla favola del taglio supereroistico en passant come mezzo per fare un film di formazione.
      Il film gronda di citazioni, riferimenti, ganci e spunti al mondo supereroistico volti ad espandere questo progetto crossmediale in quella direzione. Capisco che lo abbiano detto e immagino anche il perché ma se davvero volevano fare un film di formazione non hanno capito nulla, nè per il film né per il fumetto

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    2. Ecco, lo temevo ma se è realmente così.... diciamolo fuori dai denti: hanno rotto i coglioni con questi pretesti. Vogliono raccontare una storia di formazione giovanile? La raccontino e basta.
      Sempre pretesti e per cosa? Per raccontare (male) la solita solfa truccata e venduta come altro.
      Scusate lo sfogo, ma il loro modo di ragionare veramente mi tira giù la carne dalle ossa.

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    3. (Commento bis, il primo "mangiato" dal browser, credo)

      A me 'sta cosa dei tagli al settore ha rotto. Ho visto, conto terzi, come funzionano le selezioni in una accademia di recitazione, e anche lì passano prima gli amici degli amici.
      Quasi tutti i film in Italia (date un'occhiata ai titoli di testa) sono in qualche modo finanziati in tutto o in parte da noi, attraverso contributi e sgravi fiscali. Io mi sarei quindi anche un po' rotto le palle di veder ignorato il buonsenso secondo cui all'estero, ad esempio l'Inghilterra, i casting e le regie funzionano e gli attori sanno recitare e i registi dirigere perchè chi caccia i soldi poi li vuol rivedere e se ne fotte se il BRAVO protagonista (cit.) è figlio-bene.
      Qui i soldi son di tutti, quindi non son di nessuno, e m'è anche toccato sentir dire da un regista (Mario Mortone, intervistato sul successo del suo film “Noi credevamo”) “Ci aspettavamo di riscuotere i nostri riconoscimenti in altre sedi, Cannes, Venezia, non credevamo che il pubblico avrebbe apprezzato e sarebbe andato a vederlo”.
      Insomma, in Italia, c'è gente che gira film che non andrebbe a vedere.
      TAGLIANO TROPPO POCO, altro che.
      Ma una domanda sopra tutte: perchè la Golino?

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    4. Per favore, non facciamoci del male aprendo il discorso "soldi pubblici per film meLmosi", grazie!

      P.s. sulla Golino. Ex di Bentivoglio, ha lavorato già con Salvatores in Puerto Escondido. Allacciandomi al tuo discorso caro Il Cicali, lavorano solo gli amici degli amici.

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    5. Guarda, sinceramente quanto sto per dire, è un dubbio che nacque come pensiero fugace alcuni anni fa uscendo da un cinema, che però - quello che io credevo fosse una cosa nata e morta lì - negli anni ha continuato a persistere e instaurarsi come convinzione quasi; e quello che hai scritto lo solidifica ancor di più. In pratica, un tempo su suolo italico si giravano sia grandi produzioni straniere che film nostrani, che in buona misura spaziavano verso ogni genere: horror, commedia, action, ecc.ecc. Alla fine della fiera, negli ultimi vent'anni (se non di più) questa cosa praticamente è scomparsa. A questo punto non so se per una sorta di "instupidimento" generale delle nuove generazioni o che altro, ma alla fine le uniche produzioni italiane di "successo" sono squallidi cinepanettoni, commedie blande e insipide o il film finto-impegnato, banale e profondo come una pozzanghera su falsa riga neorealista, fatto dal primo laureato amico/parente di..., fresco di università che si sopravvaluta fin troppo. Ora, Salvatores se ne esce con questo film, che fondamentalmente non è né carne né pesce; pubblicizzato al massimo e gonfiato oltre ogni limite. Ma a pro di che, se poi alle interviste te ne esci con le solite parti da "Oliver Twist" che elemosina una scodella di minestra? Per farla breve, che ci è successo? Perché non riusciamo a proporre nulla di interessante, restando ancorati a quattro cliché e due fiction?

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    6. @Zio Portillo

      Se è per questo, la Golino - con un tremendo accento - è stata anche la partner di Tom Cruise in Rain Man.

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    7. @Diogenes Attano

      Si, ma parliamo di preistoria... Comunque io la preferivo come Ramada, fidanzata di Topper Harley in Hot Shots! :-) Scherzi a parte, probabilmente ha fatto un provino ed è stata scelta per le sue capacità recitative dalla produzione. Però com'è, come non è, alla fin fine sono sempre "di famiglia" quelli che lavorano.

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    8. @Diogenes
      Ma no, la tua impressione è giusta. Dagli anni 90 sono praticamente scomparse le produzioni nostrane. Che va beh, in genere erano film che spesso andavano molto verso la fine dell'alfabeto, però li facevano.
      Sul perchè esatto non saprei: mi vengono in mente tanti piccoli motivi che hanno agito insieme, forse troppi per elencarli tutti in una volta senza che un secondo dopo me ne venga in mente un'altro.

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    9. @Zio Portillo

      Porca putt... che hai tirato fuori! Ma lo sai che mi ero totalmente dimenticato che ci fosse anche lei in Hot Shots? Comunque al di là di questo, sì, gira e rigira le parti vanno sempre ai soliti noti.

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    10. Giusto per:
      io non mi lamento che i soldi per il cinema-teatro-arte ci siano.
      Mi lamento perché non vengono assegnati secondo merito, ma secondo clientelismi, e anche a chi non ne ha bisogno. Prendono soldi pubblici i cinepanettoni e le mutande pazze, film che nessuno vedrà al cinema, abbiano la decenza di non dire che con più soldi avrebbero fatto meglio: no, con più soldi avrebbero accontentato più amici.
      Il "meglio", nell'arte, in genere non si compra. I nostri registi più grandi hanno iniziato facendo, con sconosciuti e due lire, effetti speciali fil di ferro e cartapesta, dei film bellissimi.
      Ora no. Mancano i soggetti, mancano le idee e la voglia. Facciamo lavorare tutto lo Zelig che per anni ha fatto rutti vocette e scoregge, per far qualcosa di buono copiamo i "Giù al nord" quasi battuta per battuta, e ci lamentiamo che ci danno pochi soldi. Vorrei la dignità del silenzio, perlomeno.

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    11. @Alex Doveri

      Sicuramente molte pellicole erano di serie z se vogliamo restare nel non offensivo, però, è anche vero che c'è ne erano altrettante di valide. Così su due piedi, mi vengono in mente "fiction" come "Sandokan", "State buoni se potete" (mi pare si chiamasse così, non ricordo benissimo), i "Promessi Sposi", "L'eredità della Priora" (con la colonna sonora bellissima dei Musica Nova). E questo - ripeto - solo per restare in tema "fiction". Cose che non hanno nulla a che spartire con quelle quattro pernacchie con quel cane di Gabriel Garko et similia. Cioè, vedere Manuela Arcuri che "recita" (leggi latra come una cagna) è una tortura. Oppure gli spaghetti western di Leone o gli horror/thriller di Argento, Fulci, Deodato o le commedie brillanti all'italiana che continuano a copiarci; Tarantino in testa a tutti. Ma quand'è successo che il nostro cinema è diventato sinonimo di pezzenteria, di accattonaggio? Per questo dicevo prima di Salvatores con l'esempio della scodella di minestra alla Oliver Twist: perché metti le mani avanti parlando di budget, quasi come per giustificarti? Tantissimi film di grande successo sono stati girati con l'equivalente in denaro di tre pizze, una birra e due Pepsi e non ci si schermava facendo "paragoni/giustificazioni".

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    12. @ Il Cicali

      Mi hai anticipato. Di fondo stiamo dicendo la stessa cosa.

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    13. @Diogenes
      Assolutamente con te. Non era mia intenzione classificare tutta la produzione nostrana come serie z, solo che avevo in mente i vari tentativi di fare film fantascientifici, fantasy o horror venuti non propriamente bene.
      Non avevo incluso le fiction perchè le pensavo un discorso a parte, ma anche su quello sono daccordo: l'Isola del Tesoro è un'altro buon esempio.

      Ma volendo fare qualcosa di buono senza bisogno di chissà che cosa, di fumetti in Italia ne abbiamo di buoni. A me in genere non piacciono, ma oggettivamente sono validi: un film su Dylan Dog no? (no, perchè mi pare che i diritti non li abbiamo più). O Martin Mystere?
      O magari un fiction su uno di loro.
      Il punto è.... sapremmo ancora come farle bene oppure ormai abbiamo disimparato?

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    14. Bhe, per portare un esempio in controtendenza, nel 2007 uscì il film "La ragazza del lago". Niente di rivoluzionario, ad occhio non doveva costare granché, ma cacchio se era fatto bene, ben recitato e se ti lasciava la sensazione di aver visto un gran film!

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    15. Io ci metto su anche un "Il segno del comando". Ai tempi, esoterismo e quant'altro, altro che tutti i san qualcuno di oggi.
      E fa male aver visto, ad esempio, una cosa come "I giardini dell'eden", con un Kim Rossi Stuart eccezionale, alle tre di notte, per sbaglio, solo perchè -suppongo- seguiva la vita di Gesù in maniera quasi laica. La qualità c'era, la ricerca, la sceneggiatura, la recitazione... e, no, niente, magari a zio prete non era piaciuta, poi, ma che fai, la butti via?, ormai l'abbiam girata, mandala a notte, che ci riempie una televendita.

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    16. @Alex Doveri

      No, IMHO le fiction ancora non sono senza speranza. Vuoi il minor costo, vuoi la minor crestificazione, vuoi che la TV privata i soldi li rivuole indietro, ancora qualcosa di buono si vede. "Il tredicesimo apostolo" non era terribile, "Romanzo criminale" davvero buono, ma "Boris" è meta: ottimo spiegando cosa fa schifo. E con due lire davvero.

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    17. Ragazzi, scusate ma mi ritiro dalla conversazione. Ho scritto un post di prova e ho buttato giù una tesi di laurea lunga 3 pagine. Rileggendola mi sono accorto che mi fa male il fegato parlare di cinema (di questo cinema) e ho cestinato tutto... Sappiate che avete il mio appoggio su tutto quello che avete scritto fin qua.

      Vado ad ubriacarmi così il fegato si lamenta per qualcosa di giusto. Al prossimo post! Salut!

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    18. Errore mio che rileggendo il mio commento, non mi sono spiegato correttamente Io mi chiedevo se saremmo ancora capaci di fare fiction che non siano i soliti preti, mafia, ospedali, avvocati eccetera.

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    19. Ma guarda, come giustamente diceva Il Cicali - al di là dello squallore dei finanziamenti -, sembra che siamo arrivati a una sorta di "adagio sugli allori". Nel senso che, se qui abbiamo ancora una parvenza di industria cinematografica, fatta di porcherie annesse e connesse, è perché nel passato abbiamo raggiunto grossi traguardi e quindi tiriamo avanti la carretta giusto per, perché farebbe brutto non avere Cinecittà tipo. Onestamente, mi è rimasta impressa una puntata de "il Testimone" con Pif, che beccai alcuni anni fa di sfuggita e rimasi a guardarla. Ebbene, era andato in America alla ricerca del "sogno americano" modellato e immaginato da noi, attraverso le serie televisive che ci sono arrivate negli anni: Super-car, A-team ecc.ecc. Ad aspettarlo c'era questo tizio (Paul, l'italo-americano che per un po' ha fatto anche la iena nel programma omonimo) e parlando, Paul disse che gli americani, indipendentemente da tutto, ogni cosa che fanno, loro "ci credono". E Pif giustamente paragonando la situazione a quella nostrana, metteva in luce la nostra "superficialità" - se così vogliamo chiamarla - Tipo in Italia: "Mamma, papà, da grande voglio fare l'attore/il ballerino/il tennista/o quel che sia". Qui i genitori ti rispondono al massimo (nel 90% dei casi) "Se se va be', lo fai un'oretta il pomeriggio dopo i compiti". E' qui sta la diversità. E per questo che Salvatores ha fatto così fatica a trovare un attore ragazzino credibile, è per questo che non si investe nel settore e tutto va a scatafascio, è per questo che si ristagna nelle solite porcherie fatte dagli amici e parenti di Tizio e Caio.

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    20. Ok, ragazzi, scherzavo :)
      In ogni caso, senza voler sparare sulla crocerossa Italia e aprire un dibattito "Sì, ma tanto siamo in Italia", sì, ma tanto siamo in Italia. Siamo allo sfascio, e questi sono i risultati: almeno ci fossero i pub come a Londra negli anni '70, e non quel piscio di gatto che si beve nei bar... ;)

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    21. P.S. Giusto per amareggiarmi ancor di più, avevo dimenticato di ficcare nella lista "porcherie" il fenomeno Moccia e i film tratti dai suoi libri. Per carità, uno non è che vuole criticare a man bassa sulla classica "storia d'amore" per partito preso. Però mio Dio! Stucchevole pateticità e banalità a tutto tondo, vuoto e insignificante. Un prodotto mediocre che ancora non ho capito come ha raggiunto quel successo.

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    22. Ti dico solo, pensa quanto vendano ancora i baci perugina. In Italia.

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    23. Quoto col sangue ogni cosa scritta da Il cicali, grande!

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  10. Incuriosito mi sono letto anche la trama e due presidentesse pare siano anche troppo! Banalità, banalità ovunque.

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  11. Io ho trovato il film guardabile. Con tutti i difetti e i pregi della definizione che gli sta appiccicata addosso meglio di tutte ovvero "un film d'avventura per ragazzi in stile anni 80/90 con almeno vent'anni di ritardo" sono uscito dal cinema comunque contento. Nonostante le banalità e i cliché io gli dò comunque sei e mezzo.
    E i motivi sono due: la regia (comunque valida) e l'entusiasmo dei bambini che erano in sala con me. Ebbene sì: il pubblico di 6/12 anni in sala era entusiasta alla fine del film e mi ha confermato il fatto che esistono dei film che vanno visti ad un'età per apprezzarli appieno (o forse non devi aver mai visto "I Goonies" o "Da Grande").

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    1. Pure a me non è dispiaciuto anzi, mi dispiace del suo flop al botteghino perché mi sarebbe piaciuto vederne un seguito (già in fase di sviluppo). Peccato, io l'opportunità gliel'ho data volentieri.

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    2. Il punto focale del discorso è proprio quello: film come "I Goonies" o "Da Grande" li puoi vedere e rivedere a qualsiasi età (o perlomeno è il mio caso) mentre una pellicola come questa non la vedrò mai (sicuramente non al cinema) proprio per il target alla quale è indirizzata...

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  12. Visto una settimana fa, mi aspettavo il peggio ma non l'ho trovato così tremendo come dite (sarà appunto che mi aspettavo di peggio). Ok i classici stereotipi nella trama, ok la trashata del bazar cinese, ma non così pessimo... Cioè, andando a vederlo, vi aspettavate davvero un film su un supereroe??? Si capisce dal titolo che il film punta più alla storia di formazione. Peace

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  13. Visto il giorno dell'uscita. Presenti in sala 6 persone (compreso me). Una coppia penso tra i 20 e i 30, io (33) e tra amici penso piu' verso i 40 e non ho sentito nessuno lamentarsi ne complimentarsi quindi penso che come l'abbiano preso per quello che e' e cioe' un film guardabile che cmq la sufficienza se la merita.
    Pensiero mio personale a chi dice che non regge un ragazzino del genere che fa quello che fa Michele: secondo me se invece che in un film l'aveste visto in un fumetto non direste la stessa cosa.

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  14. Doc me lo sconsiglia spassionatamente quindi?

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  15. Non l'ho visto.Gia' Salvatores non mi fa impazzire (a parte Marrakesch Express che per me e' un gioellino,trovai l'Oscar a Mediterraneo un abbaglio clamoroso),come ha citato il Doc,Nirvana fu gia' anni fa un coraggioso tentativo di cinema dal respiro internazionale,ma sostanzialmente mal riuscito,qua secondo me siamo dalle stesse parti.L'ambizione di voler osare perché oh sappiamo fare piu' di cinepaettoni,ma fondamentalmente l'incapacita' di saperlo fare (mentre realmente sappiamo fare molto altro) mascherandolo con grande battage pibblicitario,giornali di settore infarciti di servizi e dietro le quinte con i blu screen e i green screen perche' mica li usa solo Peter Jackson.
    E se davvero quella del super eroe e' un pretesto peggiorano la loro situazione perché sono anche disonesti.
    Perché DA GRANDE con Pozzetto vendeva quel che prometteva ed era un bell'esempio di cinema italico da un punto di vista un po' diverso.E oh,gli americani ce lo hanno copiato...

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  16. Sapevo già che non lo avrei visto ora ne sono ancora più sicuro.
    I pregiudizi sono brutti ma Salvatores+Supereroi+Nirvana+Puzzasottoilnaso+Bambinocomplessato=Pippone
    E di pipponi sulla crisi dell'individuo o della società ne ho le pall...non ne posso più

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  17. Nonostante tutto voglio andare a vederlo...
    Non nego che da un lato sono incuriosito, da un altro scettico.

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  18. Io in questo film ci ho sperato nonostante il trailer: perchè ho visto poche cose ammazza-hype come quel dannatissimo trailer pieno di roba agghiacciante come la "battuta" sulla dissenteria.

    Poi lo vai a vedere e sei costretto a constatare che le sensazioni che ti aveva dato il trailer si confermano per l'intera durata del film. Purtroppo è uno di quei progetti che per come erano stati impostati sono destinati a floppare e così è stato.

    Ps. dei film di supereroi a basso budget Super di James Gunn mi piacque un sacco,Chronicle invece non molto (forse perchè i found footage in generale li detesto).

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  19. Qualcuno spieghi che "invisibile" e "inguardabile" non dovrebbero essere sinonimi.

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  20. Il problema con Salvatores e'proprio questo:da Mediterraneo in poi si e' messo in testa di voler fare incetta di oscar con ogni film,ottenendo ogni volta,puntualmente,l'esatto contrario.Faccia un film per il puro gusto di farlo,come ai tempi di Kamikazen o Sud.

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  21. Quando ho saputo che stava uscendo film ero esaltatissima, perché da quando ho letto "L'uomo invisibile" di Wells (aka: quello originalissimo) è diventato uno dei miei superpoteri preferiti, anche se preferisco i personaggi che non possono tornare normali.
    Poi arrivo là, dopo essermi fatta mezza Palermo a piedi con il fidanzato e la migliore amica. di corsa. che parolacce che abbiamo sparato, signora mia.

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  22. Caccchio con te c...
    Ma se dico che sto film m'è garbato e sequelsubito mi sparate?
    Potrei dire, "oh, c'ho 17 anni, non ho visto ancora nulla!" ma non voglio. Ho visto Chronicle e ho visto Il Ragazzo Invisibile, e mi sono piaciuti entrambi.
    Concordo che questo film sia infantile e magari l'intera trama poteva essere sfruttata meglio, ma resta comunque il miglior film italiano che ho visto negli ultimi 5 anni. Poteva essere fatto meglio, ma non è da buttare.

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    1. Hai detto bene: "film italiano".
      Dopo, che so, Kickass, un film del genere non ha senso se non dici "eh, per essere italiano...", ma qui si torna in cima alla pagina.

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  23. C'è anche la scuola "il film italiano non lo guardo nemmeno morto", ed è sempre la migliore.

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    1. Non sono d'accordo, perchè in Italia si fanno ancora dei bellissimi film e non mi vergogno di scrivere bellissimi. Immagino che "Il ragazzo invisibile" non rientri in questa categoria ma non per questo bisogna condannare tutto il settore che ogni anno qualcosa di positivo lo tira fuori sempre.

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  24. Dico solo una cosa: I film italiani di genere esistono ancora,ma o vengono snobbati completamente da pubblico e distributori o vengono girati all'estero.
    Esempi? La stanza delle farfalle di Gionata Zarantonello, girato in America con la signora Barbara Steele e uscito da noi solo in dvd, o Oltre il guado di Bianchini, all'estero già in digitale, e da noi neanche distribuito nelle sale.
    Il fatto è che gli Italiani vogliono per gli Italiani solo un certo tipo di cinema, le altre sono piacevoli (più o meno) eccezioni. Ecco, con tutto quello che il film comporta, questo film (il ragazzo invisibile) è solo un'eccezione.

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  25. Parlando del film avevo già deciso di non andarlo a vedere dopo aver letto la recensione dei 400calci. Mi conosco fin troppo bene mi avrebbe fatto cagare, sicuro. Imho il 99% dei film classificati per ragazzi sono dei film di merda. Sono solitamente scontati, stupidi, profondi meno di una pozzanghera, improntati ai "buoni sentimenti" e molto manichei nel dividere i buoni dai cattivi come se i bambini fossere dei totali deficienti a cui devi esporre tutto in modo pedissequo. Provare ad instillare un po' di sano discernimento nelle nuove generazioni non mi sembre una cattiva idea, magari spingendoli a pensare.

    Parlando di cinema italiano posso solo dire che un film è un #filmdimerda indipendente dallo stato di provenienza, non cambia se è birmano, australiano o italiano. Possiamo al massimo parlare di generi (amore, fantascienza, storico ecc...) anche se un film bello bello travalica i gusti.

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  26. come sopra, per me che sia turco, inglese, americano o italiano un film dimmerda rimane unfilmdimmerda; aggiungo al tutto che a me nirvana è piaciuto, e anche tanto (ovviamente mai rivisto altrimenti penso cambierei quest'opinione...ma perchè rovinarmi il ricordo :D).

    Detto questo il film è una cagata astrala, in cui le due presidentesse sono regalate, recitato malissimo, storia di super-eroi scritta da un autore di fiction rai/mediaset o di programmi domenicali sempre stessa matrice, l'importante è che il suddetto autore NON abbia MAI aperto nemmeno mezzo albo di un super-eroe dagli anni 60 in poi e recuperi dalla memoria qualche storia di nembo kid.
    Trovate ridicole (vernici vicine ai fari, tipiche, per dirne una su un milione...), gergo ridicolo, bulli ridicoli....roba di due decenni fa minimo, improponibile oggi (ma anche ieri con questo budget e battage pubblicitario).

    Storia lanciata su più media scimmiottando gli ammeregani anni 90, storia di super-eroi scimmiottando i film che più rendono al botteghino al giorno d'oggi, regista che ancora campa dell'oscar a mediterraneo e quindi al botteghino rende nonostante il trailer imbarazzante: operazione commerciale a tutto tondo fatta solo per guadagnare con un film indegno, siamo poco sopra ad Argento con dracula...

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    1. Eppure l'Italia aveva il suo palco di supereroi nazionali, sarebbe stato molto meglio rilanciare quelle idee in salsa moderna. A questo punto però mi viene in mente che in italia il genere superlativo si è sempre appoggiato ad altri generi per cercare di funzionare: i 3 Fantastici Supermen ad esempio facevano un po il verso a Bud Spencer, altri sembravano film di arti marziali, questo coso invisibile al cinema guaglione ITALIANO, fuori tempo massimo (io non l'ho visto, mi baso sui vostri commenti),

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    2. Uno dei problemi é effettivamente anche l'aver voluto basarsi su materiale "originale" inesistente di richiamo pari a 0 (ma anche evitandosi qualsiasi costo di diritti :P), ma lo vedo come problema minore.
      Certo era che anche rifacendosi a materiale di partenza buono, con una sceneggiatura e attori simili non si andava a finire certo meglio.

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  27. Io ancora non l'ho visto ma presupponevo fosse una mezza cagata, comunque io due presidentesse le confermerei a prescindere solo per aver avuto l'idea di fare un film che una volta tanto non parla di mafia o storie di polizia/carabinieri/distrettivari/commissari, non che non siano generi di film belli ma in italia si fanno solo pellicole di quel genere o commedie di ridere o romantiche. Certo se poi uno che ha vinto pure un'oscar e che suppongo pootesse contare anche su un cospicuo budget ti tira fuori un film dimmerda allora come dice il Doc. speriamo che salti fuori qualche giovine con buone idee ed un minimo budget.

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    1. e invece no! ma nemmanco il "plauso" al coraggio!
      Perchè non c'è nessun coraggio a mettere assieme

      -regista premio oscar che comunque fa sala
      -genere che fa sala
      -megacampagna pubblicitaria senza mostrare nulla del film fin dove possibile

      mescolati assieme solo e solamente con la pretesa di FREGARE lo spettatore medioman, sperando di fare super-incassi girando un film con sforzo minimo e pilota automatico.
      Può non piacere ma su nrivana si può dire il coraggio di sperimentare....qui è la faccia come il deretano a presentarsi nel 2014 con questa roba oscena.

      Molto più coraggiosa una roba FATTA BENE con commisari/carabinieri/mafia/criminali e che magari racconti pure una storia piuttosto che sta roba raffazzonata che punta tutto sulla prima settimana o su quelli che tanto salvatores al cinema lo guardano comunque...aho ha vinto l'oscar lui...

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    2. Anche per pernacchie e non plauso. Che coraggio ci vuole a fare un film schifoso pompato ovunque con mollicate e ben pensanti che dicono "ohh è italiano".
      Tirino fuori idee buone per film buoni e queste manovre commerciali le lascino agli americani che almeno le sanno fare.

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    3. Concordo su quanto dite, penso anche che dal punto di vista dei soldi spesi che per spenderli alla membro di san bernardo era meglio darli in beneficenza. dico solo che il lato positivo potrebbe essere un input per qualcuno che magari potrebbe fare di meglio con un genere simile. Poi per carità se in futuro dovessero esserci film simili italiani della stessa pessima qualità vuol dire che in italia proprio non sono capaci di fare nessun altro genere di film. Probabilmente sono mosso dalla speranza, che poi tralasciando Salvatores ci sono comunque esperimenti come i due film su star wars e quello di quest'anno su Dylan Dog che pur non avendo raggiunto un livello ottimale hanno fatto intravedere qualcosa di buono. :)

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    4. @Bluecyber74

      Ma il punto è questo: cioè, non è possibile - statisticamente parlando - che in tutta Italia, non ci sia un (e dico uno) cristiano che non sia in grado di tirar fuori, non dico il film del secolo, ma almeno un prodotto valido, ben strutturato e ben fatto, che non sia il solito pot-pourri di mafia/polizia/politica/banalità varie. Onestamente, per come la vedo io, e in virtù di quanto detto, non è possibile che per avere un "input" a fare qualcosa di vagamente "diverso" (e neanche poi tanto) ci sia bisogno di confezionare ad hoc meschine campagne pubblicitarie come in questo caso. Ultimamente mi sono rivisto i film della serie "Banlieue 13": ora, se addirittura i francesi sono in grado di fare un film action in grado di competere con quelli americani in stile "The Transporter" (sostanzialmente di fondo queste due saghe sono molto simili), come è possibile che noi non ci riusciamo? Eppure qui non si tratta di budget. Oppure gli americani con Paranormal activity; non è che mi sia piaciuto tanto, ma innegabilmente un film d'impatto. Girato con due spicci e pagando gli attori con le merendine. E' mai possibile che in tutta Italia non ci sia nessuno in grado di fare una pezzentata simile? La verità, è che così come nel panorama del nostro piccolo schermo, le decisioni e le direzioni da intraprendere, in toto, sono affidate sempre ai soliti quattro gatti che non vogliono rischiare di perdere quei quattro spicci sicuri, raffazzonati grazie a quelle mummie di DeSica, Boldi e soci.

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    5. @Diogenes
      Infatti secondo me dipende anche dai produttori: se i produttori finanziano solo progetti che fanno mafia/polizia/politica/banalità (che ormai mi causano orchite solo a nominarli), quello che avremo sarà sempre quello.
      Forse in Italia qualcuno c'è con idee buone, ma probabilmente si è già trovato un'altro lavoro (se lavora).

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    6. Credo abbiate tutti ragione in proposito e mano a mano leggendo tutti i commenti mi sembra di capire che sto ragazzo invisibile sia anche peggio della cagata che pensavo, tra l'altro io di tutta la pubblicità che gli è stata fatta ho visto poco e lo sto scoprendo da voi, sarà che ormai di tv ne vedo poca e quando la guardo mi vedo tutta roba registrara sul mysky quindi pubblicità quasi pari a zero. Posso solo sperare che un giorno, come mi fate notare voi, anche i produttori caccino il grano per qualche pellicola di altro genere. Oh poi c'è sempre il sistema del crowfunding e simili tipo un certo Progetto Atomico (occhiolino) anzi magari tra qualche anno uno dei progetti diventerà anche un film!

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    7. concordo pienamente, ma finchè i film sponsorizzati, pubblicizzati e ben criticati saranno sempre quelli "vagamente" politicizzati con spottoni manco tanto velati, quelli che parlano di mafia, tangenti, politici e così via che dobbiamo tutti ribellarci alle ingiustizie (ma è il film ne è un sottoprodotto) questo verrà prodotto. Anche il "ritmo" dei film italiano, narcolettico, non dico sempre veloce come quello dei film d'azione francesi ma nemmeno quello troppo da teatro o soap opera dove il rischio sonno è assicurato

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  28. Già il trailer, che dovrebbe invogliarmi a vedere un film, me l'aveva fatto bollare come un ridicolo tentativo di fare un film con supereroi ggggggggiovani in Italia. Non ci andrei nemmeno se mi pagassero il biglietto.

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  29. Salvatores mi fa cagare da sempre. Ho letto il commento solo perche' l'ha scritto il doc. Ma non andro mai a vedere un suo film. E non mi frega niente si gli ammmeregani figli di kentozzi gli hanno dato un oscar.

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  30. A quanto leggo mi sembra di capire che quel che potrebbe piacermi è stato fatto vedere tutto nel trailer.
    Dubbioso se andarci (unica domenica libera dopo secoli) o aspettarlo in tv o in alternativilandia.
    Va beh
    Passo dai. Peccato Salvatores non è l'ultimo dei pirla (cit)

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  31. Si capiva che sarebbe stato un film da evitare già dal fatto che il regista è andato a pubblicizzarlo a "Zelig" o a "Quelli che...". Dopo aver visto il trailer, non volevo credere all'accozzaglia di stupidaggini che avevano messo insieme pur di cavalcare l'onda del filone "supereroi"... Concordo sullo squallore dell'operazione commerciale e sul piattume del cinema italiano che ormai offre pochissimi spunti e porta nelle sale solo prodotti mediocri.

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  32. per me questo ragazzo invisibile il suo superpotere ce l'ha avuto sul serio nel senso che non mi sono accorto di questo film neanche con la mole di pubblicità che (sembra) gli abbiano fatto. Cioè solo dopo che ho visto in edicola il fumetto mi è venuto in mente che forse c'era qualcosa del genere al cinema, ma che volete farci, era così invisibile che non l'ho visto neanche sui cartelloni in sala. Attualmente sto facendo un corso yoga che mi sarà utile per riprendermi dalla dilusione di diludendo che sarà il film dei Cavalieri dello Zodiaco, che andrò a vedere a prescindere...

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    1. Mi spiace tu lo veda al cinema, oltre alla bruttezza intrinseca del film ti godrai il pessimo adattamento italiano :(.
      Non aspettarti un film di saint seiya comunque, ma uno di final fantasy.

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  33. Ma il ragazzo che diventa in visibile fa quello che farebbe chiunque altro a 13 anni nella sua situazione (cioè andare nello spogliatoio delle compagne di classe finché si cambiano) o, come temo, va ad affrontare i criminali?

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    1. Fa quello che farebbe un tredicenne nella sua situazione, poi, come fa vedere anche il trailer, conosce suo padre. Sono i cattivi che lo cercano.

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  34. Amen Doc.
    E' quasi tautologico dire che i film belli sono bei film ed i film mediocri sono film mediocri, ma nel paese delle tifoserie diventa quasi una dichiarazione di guerra.

    Ho apprezzato anche la bordata a Nirvana, che esattamente come questo film "stava a fa la fantasciiienza" un po' come l'italiano che biascica un po' l'inglese pensa di cavarsela all'estero: facendo "il simpa caciarone" per colmare le evidenti lacune.

    Peccato che lo avesse dimostrato Sergio Leone decenni fa: se vuoi avere successo parlando la lingua d'altri, studiala seriamente, trattala con rispetto e non ti accontentare di niente che non sia il meglio che puoi fare.

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  35. premetto che a) non ho visto ne tantomeno andrò a vedere il film (forse se non c'è altro di meglio in tv tra 2 anni lo guarderò, ma anche no) e b) non ho mai avuto a simpatia Salvatores.
    Questo regista, che a mio parere tranne 1 o 2 film carini (ma non belli, inteso come bello un film originale, avvincente, stimolante, che rivedi con piacere, che ti rifà pensare a quanto visto almeno 10 volte appena usciti dalla sala, ecc ecc) un po' di (tanti) anni fa, per il resto ha vissuto di rendita. Rendita intesa come aiuti, favori, finanziamenti, pubblicità e sposorizzazioni gratuite. Non da ultimo l'essere "eletto" tra i registi bandiera della sinistra intellighente italiana, quelli per cui il film sarà sicuramente bello a prescindere perchè l'ha fatto lui, perchè se pensi il contrario o ti piacciono le minchiate alla Silvio, o le americanate idiote o sei fascista. E poi, vedendo anche la saccenza del regista in altre vesti, che si tira o è tirato in ballo per altre "arti" o "conoscenze", a me sembra il classico esempio di persona "famosa per essere famosa", poco sopra la classica siliconata o wannabe zoccola di lusso ex soubrette o ballerina. Sul discorso film italici, boh, a mia memoria 1 film italiano decente, almeno per me, non lo ricordo. Siamo arrivati ormai ad avere, e considerare, "perle" (che in parte lo sono davvero) i video di Maccio Capatonda, che in 01:30 di durata, uno da solo, ti vince col cappotto tutto l'agglomerato di film con la Rohrwacher, Cucinotta, D'Aquino, Autieri, Gravina, Mastandrea, Bentivoglio, Preziosi, Favino e tutta la cumpa italica che non si sa perchè ma è sempre a girare film o fiction nuove.
    Sempre riguardo al film, è solo 1 "caso" che esca col tema supereroi quando, da qualche anno ormai, i film che sbancano sono quasi sempre di quel genere? Che sia giusto 1 po' 1 markettata?

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  36. Avete ragione voi.
    Avete ragione a lamentarvi dell'assenza di quello che un qualsiasi film Marvel/fumettistico ha.
    Avete ragione voi a pretendere esplosioni assurde, cgi pazzesco, gag slapstick dopo una scena di combattimento, storie raffazzonate e imbarazzanti (thor dark world anyone?), ritmi da videoclip, sceneggiature che non superano il livello medio di un marvel da edicola, senza pensare che forse si può fare un bel film anche senza queste cose.
    Avete ragione voi a essere stati costretti a tenere il cervello acceso, invece di spegnerlo e comprarvi la coca cola, magnarvi il pop corn, e bervi tutta l'ignoranza ottusa che il 90% dei film marvel ha, senza un minimo di sottotesto, di tentativo autoriale, di salto di qualità, senza neanche voler provare ad andare oltre allo spara spara, alla gag stupida, al puro divertimento da giostra e niente più.
    Tenetevi pure le americanate, io sto dalla parte di chi ci prova, e per quanto mi riguarda ci riesce, a andare oltre al divertimento a intelligenza sotto zero.
    A chi riesce a mischiare genere, autorialità, intelligenza, sostanza, a chi riesce a prendere e fare suo il modello americano senza diventare un goffo surrogato, una pallida imitazione, ma tenendo un'identità propria e unica.
    Facendo un film per ragazzi in primis, che piace anche agli adulti.
    Viva il cinema italiano, avanti così.

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    1. p.s. mi fa un po' tristezza vedere che tutti i commenti siano dalla tua parte, doc. Il potere degli influencer... quelli che sono dalla tua parte commentano, quelli che non lo sono non osano.
      Comprensibile, peccato che non ne nasca nessun dibattito stimolante, solo un plebiscito un po' leccapiedi.
      Detto questo, sei l'unico blog che seguo giornalmente e continuerò a farlo!

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    2. Se leggessi i commenti anche degli altri post, sapresti che non è così. C'è molto spesso chi non è d'accordo con quello che scrivo, soprattutto quando si parla di film. Perché i gusti son gusti. Detto questo: a te il film è piaciuto? Buon per te, ma quel "leccapiedi" vai a usarlo per piacere altrove, non a proposito dei lettori di questo blog. Grazie.

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    3. E però secondo me è un po' così.
      Comunque anche io sono un lettore eh... e apprezzo il tuo lavoro.
      Dicendo così sembra che gli altri siano lettori e io no... poi non era rivolto a te.
      Potrei offendermi anche io! Non faccio che parlare bene di te a tutti, te l'assicuro.
      Nun ti incazzà, chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso, ma non è la prima volta che noto questo fenomeno, non per altro voi siete gli "influencer". Il che vuol dire che influenzate le opinioni.
      A volte leggo di persone che neanche vanno a vederlo il film, perchè il loro blogger di fiducia ne ha parlato male.
      Io stesso compro o non compro cose, in genre fumetti, a seconda di come ne parli tu. E' successo con Pedrosa, per esempio, e mi sono comprato un gunpla perchè tu mi hai attaccato la scimmia! E questo non è essere "influencer"?
      E secondo te non succede la stessa cosa al contrario, quando parli male di qualcosa?
      Il cinema italiano ha bisogno di questi film, al dilà del fatto che a me è piaciuto.
      Comunque avrei preferito parlar del film...

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    4. Il fatto che quello che scrivo possa influenzare delle persone e chiamare quelle persone "leccaculo" sono due cose diverse. È la seconda frase il problema. Basta non offendere chi non la pensa come te e del film sei liberissimo di scrivere quello che vuoi. Ci mancherebbe.

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    5. Sì, capisco. Chiedo scusa, mi sono espresso male. Però mi sembra che si tenda a ragionare sempre abbastanza per influenza, e mai troppo di testa propria, e che non sia neanche facile farlo notare, che se lo fai passi per la pecora nera, spoVco trVoll, e tutti ti accerchiano in difesa del blogger di turno.
      That's internet.
      Detto questo, parlare del film no? :D

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    6. Dimmi, come ci si sente a contraddire i commenti altrui senza leggerli prima? Solo alternativi o anche un po' ESPer?

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    7. E chi ti dice che non li abbia letti? A parte il fatto che parlavo in generale, non solo di questo post.
      Crii crii.

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    8. Me l'ha detto l'argomentazione casuale :) E credo che l'onomatopea per le tue unghie sul vetro sia "gneeeeeek".

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    9. Ammazza che trollata Otoz!
      ;-)

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  37. Questa volta non sono d'accordo con te riguardo alla recensione.
    Vero il film non è perfetto ha delle cose che dire che siano orripilanti non rende l'idea di quanto siano brutte, però va visto e bisogna parlarne bene.
    Perché questo è un primo passo per un cinema (quello italiano) che per quanto riguarda le grandi uscite e la scena internazionale, purtroppo, è rimasto molto indietro.
    Ovvio che se ti aspetti Spider-man da questo film rimarrai deluso ma rimane qualcosa che in italia non è stato mai fatto prima, segnale (Insieme al Fantasy di Garrone ed a Index Zero di Lorenzo Sportiello) che il cinema patria dei cine-panettoni e di tutte quelle altre commedie demoralizzanti e sciatte vuole tornare a dire la sua.
    "Il Ragazzo Invisibile" va sciolto dal rinomato nome di Salvatores e degli sceneggiatori che ci sono dietro (gli stessi di Gomorra la serie) e visto come un esperimento di un cinema che con i Supereroi non ci ha mai avuto a che fare e che tenta di mettersi al passo con un mondo dove ormai non si parla d'altro.
    Era ovvio che non sarebbe uscito una meraviglia (si vedeva dai trailer orribili in stile Fan made) , però è un primo passo, se avesse avuto successo magari tra dieci anni veramente potevamo aspettarci un filone supereroistico italiano capace di dar fastidio a Vendicatori e JLA

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    1. "però va visto e bisogna parlarne bene" ?????
      Bisogna??? Non ti offendere ma stai delirando.

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  38. Ho letto la trama su wikicoso: OH-MIO-DIO...

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