lunedì 13 ottobre 2014

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Dimentica il mio nome, il nuovo libro di Zerocalcare. La recensione

Zerocalcare Dimentica il mio nome recensione
Nuovo appuntamento con Microletture, la rubrica sulle robe da leggere consigliate che manda in sofferenza respiratoria il vostro portafogli. Oggi parliamo del nuovo libro di Zerocalcare, Dimentica il mio nome, in uscita il 16, ma anche di un volume su Hayao Miyazaki e del nuovo fumetto della Bonelli, Adam Wild [...]
Dimentica il mio nome (cartonato, Bao, 18 euro) parte da una perdita. Una perdita che abbiamo affrontato tutti, e che proprio per questo permette di entrare subito in sintonia con la storia e chi la racconta. Ti attacca addosso un velo di malinconia così, pronti e via, appena lasciata la linea di partenza. Le gag, la consueta vis comica di Zero, quel frullatone di riferimenti pop, mitologia della sua Rebibbia e personaggi, macinano pagine strappando sorrisi e risate sguaiate, ma quella malinconia per un po' resta, non te la scrolli di dosso. Finché non ti rendi conto che Dimentica il mio nome non è un libro sulla tristezza per quella assenza, ma al contrario sull'importanza della presenza, su quello che ha significato per l'autore. Tempo fa leggevi da qualche parte (Rat-Man? Rat-Man Gigante?) un articolo in cui Leo Ortolani spiegava quanto sia difficile rendere interessante raccontare la propria vita, uno scoglio dell'echeduemaroni su cui si infrangono molti fumettisti alle prime armi, convinti che basti raccontarsi per raccontare una storia. Bene, narrare il suo vissuto, panandolo nelle robe di ridere, è cosa che a ZC è sempre venuta benissimo, il suo primo, vero talento. Ma qui si va oltre, c'è tanto non solo di lui quanto della sua famiglia: è un libro molto personale, letteralmente. Ci sono dei tratti in cui la storia di Dimentica il mio nome ti ha ricordato Portugal di Pedrosa: pur con un linguaggio completamente diverso, si raccontano le proprie radici, si ricostruisce il collage di un passato mai indagato abbastanza prima. Perché quando sei ragazzino certe domande non te le poni, o se te le poni tanto gli adulti non ti rispondono o fanno i vaghi. Poi la storia si vela di mistero e il biografico sfuma nella fantasia, per tenere il lettore sulla corda fino all'ultima delle sue 234 pagine. Chi ama Zero e il suo umorismo adorerà questo libro, e, arrivato alla fine, correrà ad abbracciare/telefonare a/whatsuppare/whatev le persone a cui in famiglia non è mai riuscito a dire un Ti voglio bene (sì, tra maschi viene difficile, lo sappiamo) e a chiedere scusa per tutti quei Non mi scocciare frutto della pirlaggine guaglionicoadolescenziale e non di genuina cattiveria. Chi invece non apprezza l'autore romano? Beh, ci sono quelli che non hanno mai letto niente di suo ma ti dicono comunque che non lo digeriscono, ché parlar male delle cose che hanno successo anche se non le si conosce è tipo una moda vecchia di duecentocinquant'anni (l'hipsterismo, come noto, l'hanno inventato gli illuministi), e ci sono quelli che hanno letto solo qualche striscia sul suo blog e mai i libri, e ti dicono che tanto è la stessa cosa. Il che è come giudicare un monologo teatrale da una barzelletta che hai sentito raccontare di sfuggita all'autore in TV, ma vaglielo a spiegare. Gli appartenenti ad ambedue queste categorie non leggeranno probabilmente Dimentica il mio nome, e a) non sanno cosa si perdono, b) non conosceranno mai la vera, demoniaca natura del temibile Pisolone

Hai scoperto l'esistenza di Hayao Miyazaki, un mondo incantato di Valeria Arnaldi (250 pagine, Edizioni Ultra, 22 euro) grazie a qualche antrista che ne ha parlato nei commenti di un Microletture precedente: non ti ricordi chi fosse, ma lo ringrazi, perché è un bel volume. Bello in senso letterale, perché è un libro ricco di foto di grandi formato delle opere del Maestro. Si parte dal vento, filo conduttore di tutti i suoi lavori e in qualche modo eredità familiare, e dal senso di colpa che ha accompagnato i primi anni di vita di Miyazaki, per gli agi della famiglia di provenienza in tempo di guerra e per quello di cui suo padre si occupava (una fabbrica di componenti per aerei, inclusi gli Zero). Si passano poi in rassegna le sue opere, non solo tutti i film Ghibli ma anche i suoi lavori precedenti e i suoi manga, e si chiude con gli eredi (familiar-spirituali) e le tante citazioni e tributi con cui nel mondo si è omaggiato il Walt Disney giapponese. Una lettura veloce, anche in virtù delle tante foto, grazie alla quale hai scoperto alcune curiosità che non conoscevi e apprezzato un punto di vista diverso su certe tematiche care a Miyazaki.
Non avevi alcuna intenzione di comprare il primo numero di Adam Wild, il nuovo fumetto Bonelli (SBE, 3,30 euro), diciamolo. Non ti interessava quel tipo di ambientazione, l'Africa Nera dei grandi esploratori, pensavi non facesse per te. Solo che l'edicolante qui sotto conosce bene i suoi polli il suo pollo, ha stuzzicato la tua curiosità e insomma l'hai infilato nel carrello da supermercato insieme a tutto il resto. E? E ti sei divertito. La storia di Gianfranco Manfredi, ideatore del personaggio, scorre piacevolmente, i disegni di Alessandro Nespolino hanno uno stile classico ma nient'affatto banale in quanto a scelta delle inquadrature e composizione della tavola, e soprattutto Adam Wild è l'eroe Bonelli più guascone che si sia mai visto. Tipo che alla sua prima apparizione è ubriaco perso. Tipo che è un incrocio tra Syrio Forel, Errol Flynn, Indiana Jones e Inigo Montoya. Finita la lettura, hai pensato due cose. Cosa numero 1: magari avessero fatto uno Ian Aranill così; cosa numero 2: t'hanno fregato di nuovo, miseriaccia cleptomane. 
Chiudiamo con una segnalazione per Antro's Got Talent: l'antrista Elisabetta ha scritto un nuovo romanzo fantasy, Forgotten Tales. Lo trovate qui o in Amazzonia, costa meno di due euro, non fate i tirannosauri. Detto questo, questo, e precisato che sì, è una vergogna che tu non abbia ancora parlato de Lo Strano caso del Dr. Ratkyll e di Mr. Hyde - una tra le migliori parodie apparse sul Topo ever. Magari recuperiamo quando esce in volume - spazio alle vostre segnalazioni: che avete letto di bello di recente?
Dimentica il mio nome di Zerocalcare
recensito da DocManhattan il 2014-10-13
Rating: 5

36 commenti:

  1. L'ultimo di Zero Calcare andrà a fare compagnia ai suoi fratellini sullo scaffale. La verve malinconica delle sue opere comunque o meglio il retrogusto malinconico io l'ho percepito in ogni suo volume, direi che è segno distintivo di ZC oltre a una magnifica capacità narrativa.
    Il volume di Mihazaki :passo. La saggistica la compro a periodi e adesso proprio non mi interessa.
    Adam Wild come tutti i numeri 1 che capitano sotto tiro dal 1994 è mio e con il tuo stesso approccio l'ho letto con piacere. Sinceramente pur piacendomi molto l'ho trovato vecchio "dentro". Non è una critica negativa ma lo trovo l'ennesimo personaggio classico alla Bonelli. C'è da dire comunque che se non avessi problemi di spazio o non comprassi altre millemila serie bonelli proseguirei volentieri lacquisto!
    L'e-book : adesso vado a vedè se m'è rimasto qualche spicciolo sulla paypal

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  2. come sempre grazie delle dritte.
    Provvederò al più presto per ZC e il romando Forgotten Tales.

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  3. Grazie alla cortesia di un amico ho potuto leggere i due capitoli di Maus (bellissimo e terribile) e i due volumi di L'Autoroute du Soleil, mia prima e impressionante esplorazione dei fumetti d'oltralpe.
    Dimentica la mia postapay è invece in attesa di fondi.

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  4. Già prenotato tempo addietro con la speranza che sia meglio di "Dodici" che non mi ha convinto appieno, a differenza delle sue altre opere.

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  5. Grazie della segnalazione Doc :)

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  6. "magari avessero fatto uno Ian Aranill così" ... oh, stesso identico pensiero!

    Quando il mio compagno ha portato a casa il numero 1 di sto Adam Wild, l'ho preso un po' in giro perché aveva preso un fumetto da "anziano" e invece la lettura si è rivelata piacevole e decisamente molto, molto, meno pesante di alcuni numeri de Le Storie e Dragonero, che ho abbandonato al numero 2.
    Il che è un peccato perché in teoria il pubblico di Dragonero dovrebbe essere quello giovane, mentre Adam Wild, per impostazione visiva e per trama, sembra invece rivolgersi a un lettore più da classico Bonelli.

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    1. Per questo scrivevo "vecchio dentro". Sembra pensato e scritto per un pubblico over trenta. Poi magari i ventenni che comprano comunque Bonelli lo ameranno però diciamo che il famigerato (e forse ormai estinto) lettore occasionale giovinciello davanti a un numero di AW (che non sia l'1 chè la novità incuriosisce) potrebbe passare oltre...

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    2. Yep, ma è chiaro che Adam Wild non si rivolge al giovine, fantomatico non-lettore. Proprio per il setting, che non credo eserciti un qualche appeal sui ventenni and under. L'hanno peraltro promosso solo sulle altre testate Bonelli, non con operazioni di co-marketing come quelle che hanno tenuto a battesimo Orfani e Dragonero.

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  7. Ultimamente leggere diventa sempre più complicato perché appena arrivo a casa mia figlia richiede con insistenza che io la prende in braccio o la intrattenga con versi gutturali sempre diversi. La cosa divertenete è che quando me la metto di fianco e prendo in mano un fumetto lei vuole fogliarlo/disintegrarlo.

    Una provvidenziale influenza però mi ha bloccato a casa sabato e domenica per cui ho potuto leggere della roba in arretrato ovvero:
    - dal 7 al 13 del-L'Attacco dei Giganti;
    - l'ultimo numero di Red Eyes (che a queste coordinate piace solo a me);
    - l'ultimo numero di D.Grey Man sulla cui conclusione ho perso ogni speranza vista la malattia che ha colpito negli ultimi anni l'autrice;
    - il n. 2 di All You Need is Kill.

    Quello di ZeroCalcare lo voglio prendere assolutamente ma non ho mica capito se è già uscito ovvero sei solito raccomandato che ha tutto prima di tutti :P

    Doc letto mai qualcosa di Tsutomu Nihei?

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    1. Blame! e... boh, basta. Quello e Wolverine Snikt!

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    2. Potrebbe piacerti Knights of Sidonia di quell'autore, prova e leggere qualche numero merita.

      Prima o poi una puntata di microletture solo su fumetti fantascienzi non sarebbe male.

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    3. La serie TV di Knight of Sidonia (in attesa della stagione 2) è molto molto bella.

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    4. io dimentica il mio nome ordinato e pagato da tempo in versione variant, ho timore che in bao abbian fatto qualche casino, perchè pare che si siano impicciati con qualche ordine...terrò aggiornati ;)

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  8. Adam Wild è stata una graditissima sorpresa, non gli davo due lire, e già mi immaginavo a deriderlo per la sua (presunta) noia e vecchiezza, e invece tutto l'opposto! E' veramente l'Avventura con la A maiuscola, quella guascona e spensierata, dove ci si spara e ci si piglia a cazzotti ma con tanta ironia e "leggerezza" di sottofondo. Non credevo, e invece mi toccherò seguirlo. Je pozzino.
    Contento che non sia un protagonista con palo di scopa nel deretano, come temevo.

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  9. Volevi dire: Quello, l'Hayao Miyazaki americano, che al suo cospetto non è neanche paragonabile... :)

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  10. Concordo su Adam Wild, un po di sana e vecchiaavventura dove i buoni sono buoni (si insomma più o meno) e i cattivi sono cativi, ogni tanto sai ci vuole!!!! Non ho preso l'ultimo di Zero Calcare perchè sono abbastanza emotivamente coinvolto (se così si può dire) e aspetterò che certe cose passino per leggere robe malinconiche, per il resto a me è sempre piaciuto Zero e l'ho sempre consigliato anche a chi di fumetti non ne compra. Per il resto non ho avuto molto tempo per approfondire le letture ultimamente, quindi da parte mia nulla di nuovo sul fronte orientale (anzi centrale), se non un grandissimo in bocca al lupo per Elisabetta e la sua nuova avventura editoriale ;)

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  11. Io ho sempre comprato i libri di zerocalcare il giorno stesso della data di uscita. Tuttavia questa volta non so, ho letto le prime pagine appena le ha pubblicate sul blog quindi so perfettamente di cosa parlerà. Ho appena perso il nonno e la nonna al momento è più di qua che di là, ad entrambi ero/sono molto legato così la mia idea era di aspettare un po' a prenderlo. Tu cosa consigli?

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    1. Mica semplice. Di passare ci siamo passati tutti. Una mia professoressa diceva che "se si è fortunati, è il primo dolore della vita", e pensandoci aveva ragione. Ma, come ho scritto, il dolore e la sua metabolizzazione sono materia delle prime pagine: il racconto poi si sposta verso l'importanza di quella figura e la sua storia, e la malinconia si stempera nelle ghignate. Però, ripeto, l'approccio di ognuno all'argomento è diverso. Un anno e mezzo fa se n'è andato mio nonno. Al funerale ero un po' triste, ma non piangevo o che. Non c'era mai stato un rapporto tra di noi, l'avevo visto sempre come una figura lontana, ed era molto anziano. Poi mia madre ha detto una cosa, una cosa molto semplice, e lì cracchete. Ecco, proprio questo il libro lo rende molto bene, secondo me.

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    2. Grazie mille, intanto ci penso su...

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  12. Doc. anche io mi ero ripromesso di non prendere Adam Wild, poi ho deciso di prendere solo il primo e mi trovo pienamente in linea con il tuo giudizio e.......... niente adesso sono curioso di sapere come prosegue la storia e di come andrà tra Adam e Namira (se ricordo bene il nome della principessa. Il libro di Elisabetta sarà la mia prima lettura non appena finirò di leggere i romanzi di The Strain, tra parentesi consiglio la lettura a tutti gli antristi che hanno apprezzato la serie tv o il fumetto.

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  13. Zero Calcare da mettere in lista della spesa, il volumone su Babbo Miyazaki mi tenta .... E penso che due eri per provare il Fantasy di un Antrista siano Ben Spesi. Buona settimana a tutti 😊

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  14. Su Miyazaki ho letto qualche anno fa "L'incanto del mondo" (Mondo incantato mi fa venire in mente il libro di Bruno Bettelheim)
    Mi sa che mi prenderò anche questo e anche "Dimentica il mio nome"

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  15. Molto interessante il libro su Miyazaki!
    Penso che lo prenderò.

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  16. Adam Wild paradossalmente sara' un fumetto da "vecchi", ma io roba cosi' la leggevo principalmente quando avevo dodici anni, e le ultime uscite Bonelli non mi hanno poi entusiasmato (Lukas, Dragonero, il nuovo Dylan...), mi sa che passo.

    Per Zerocalcare confermo che in Bao sono un po' pasticcioni, chissa' quando riusciro' a leggerlo, per non sciuparmi la sorpresa non ho letto nemmeno la recensione del Doc...

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  17. Comunque so che non importerà a nessuno ma io volevo dirlo che l'articoletto di cui parli è sull'ultimo ratman gigante. So che questo potrebbe fare di me un PdF ma visto che siamo, credo, in 5 in tutto il globo a leggere gli articoletti, la gloria varrà l'accollo. ;)
    Ciao Doc!

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    1. Io pure li leggo, appena dopo il fumetto o me ne dimentico XD In ogni caso sono pieni di curiosità interessanti :)

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  18. La questione "non ho letto ma ne parlo male" è una grave pecca della mia fumetteria. Dioh.

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  19. Un consiglio a tutti gli antristi: non comprate il libro su Miyazaki.
    E' una perdita di tempo e soldi.
    Poche pagine scritte ( e copiate da Wiikipedia ) e il resto immagini , spesso fotogrammi del film ( e allora tanto vale che uno si compri i dvd e BR ).
    Maggiori informazioni qui
    http://imagorecensio.blogspot.it/2014/09/hayao-miyazaki-un-mondo-incantato.html
    EVITATELO

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  20. Sono d'accordissimo su Zerocalcare, è un autore che sa far ridere e allo stesso tempo raccontare la sua vita nei fumetti, e Dimentica il mio nome mi interessa un sacco, anche se non l'ho ancora letto!

    Riguardo i "libri su Miyazaki" se tutto va bene ci sarà una grossa sorpresa... ma in caso te ne parlerò in privato ;)

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  21. "La tragica commedia o la comica tragedia di Mr. Punch" - Neil Gaiman e Dave McKean. Da fan dello zio Neil, ne sono stata subito attratta. L'incipit più semplice e bello del mondo. Un racconto, un film, uno spettacolo a teatro. Una regia meravigliosa, inquietante, magica. Saltato a pie' pari tra le mie opere preferite della vita.

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  22. Adam Wild: non credo che lo prenderò.

    Dimentica il mio nome: lo prenderò ma non so quando; pensavo a Lucca ma credo che ci sarà una fila lunghissima.... Comunque la tua analisi è in linea di come mi aspettavo il libro di ZC da quelle anticipazioni sparse nel web.

    Cosa leggo? Preso il cofano di Lady Snowblood e il primo di volume di Golgo13.

    Letto e consiglio: il volume 2 dell'Eroe di David Rubin: superiore al già bello primo volume e monumentale.

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  23. Adam Wild mi è piaciuto moltissimo e sono abbondantemente un under trenta XD

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  24. Dimentica il mio nome ho chiesto alla mia fumetteria di fiducia di mettermelo da parte appena arriva, Venerdi mattina vado a prenderlo :p

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  25. Adam Wild mi e' piaciuto nonostante una copertina non proprio memorabile e ... Personalmente ZeroCalcare non mi dice niente. Ho preso un paio di pubblicazioni sfruttando lo sconto della Bao del 25% e si sono letture simpatiche ma non c'e' stato nessun transfert emotivo

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  26. Zerocalcare m'ha fregato un'altra volta... :) Dopo lo scivolone (a mio parere) di "Dodici" si è ripreso alla grande con un volume bellissimo, solido, affascinante e soprattutto carico di quelle risate agrodolci e di quel magone leggero tipici del suo stile.
    La cosa che mi stupisce sempre di lui è come riesca a guardarsi dentro e di conseguenza a guardare dentro a ciascuno dei lettori... Segno che la società dei consumi ci ha reso più simili di quanto non vorremmo... O che l'infanzia e l'adolescenza (che ci crediamo così uniche) hanno in realtà per tutti gli stessi riti, dolori, incubi e amuleti.

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  27. Dimentica il mio nome è un fottuto capolavoro. Risate e sentimenti che si bilanciano perfettamente, e una trama che regge benissimo sino alla fine.

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