mercoledì 6 agosto 2014

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Hammer di nuovo in edicola (plus: Alan Ford, Gundam Thunderbolt, Texas Cowboys, Come prima)

Hammer Mondadori Comics 1 recensione
Con un ritardo mostruoso, quantificabile in ere geologiche, è arrivato finalmente in edicola anche dalle tue parti un paio di giorni fa il primo numero della nuova edizione di Hammer, il fumetto fantascienzo italiano che a metà anni 90 diede uno scossone bello forte al fumetto fantascienzo italiano. Ma in questa puntata di Microletture, il covo antristico dei consigli sulle robe da leggere, si parla anche di Alan Ford, Gundam Thunderbolt, di cowboy texani e di due fratelli italiani di ritorno da Gianfransuàlandia [...]

Quelli che vedete qui sopra, affiancati come due gemellini eterozigoti, sono il primo numero di Hammer (giugno 1995, sulla destra) e il primo numero di Hammer (luglio 2014, sinistra), nella nuova edizione Mondadori Comics. Un'edizione che per trovarla hai penato come un dannato, ché ti facevano spallucce ovunque, perfino in una libreria Mondadori. Spallucce e spallucce, come manco su un Postalmarket degli anni 80. Ma comunque. Di Hammer hai parlato più e più volte in questo covo di debosciati, perché, beh, era un fumetto bellissimo. Un fumetto che si prendeva molte più libertà rispetto a Nathan Never, a partire dal trittico di protagonisti: una donna forte, un tizio sborone che nel primo numero rischia di finire stuprato, un bruttazzone delinquente.
Era una serie che interpretava molto meglio di tanti altri fumetti coevi la fissa dell'epoca per il ciberspazio e le tecnobubbole cyberpunk a base di cortecce cerebrali e innesti da hacker, ma si spingeva anche oltre. Quanto oltre? Beh, nel primo numero c'è Matrix dei Wachowski, ma con quattro anni d'anticipo. Certo, non tutti i suoi tredici numeri erano dello stesso livello, ma l'Hammer team (Riccardo Borsoni, Giancarlo Olivares, Mario Rossi, Gigi Simeoni e Stefano Vietti) tirò fuori ai tempi qualcosa che ha lasciato il segno. Proprio per questo ti fa piacere che ci sia questa nuova edizione, a beneficio soprattutto di chi se l'è perso negli anni 90, solo che un minimo di cura in più nel confezionare il prodotto non avrebbe guastato. Il formato è leggermente maggiore di quello bonelliano originale e il primo numero include anche il numero zero (Tradita), ma non c'è un'introduzione decente, se escludiamo una paginetta con un listone di film sci-fi degli anni 80 e 90, e i contenuti speciali si limitano a qualche pagina di bozzetti. Niente interviste, niente approfondimenti, 4 euro e 50 alla cassa. Detto questo, se lo trovate compratevelo: "Doppia Fuga" conserva intatta ancora oggi buona parte della sua forza, e nonostante qualche scena d'azione forse poco leggibile, è di suo, anche se preso a sé, un gran bel fumetto. Ah, e se vi dovesse mai capitare di incontrare Grant Morrison e sentirgli dire che Matrix è uguale a delle robe che ha scritto lui per Invisibles, producetevi nel miglior Bitch, Please possibile.
Sempre parlando di Mondadori Comics, ai volumoni con le ristampe di Alan Ford ha affiancato da qualche settimana la Alan Ford Supercolor Edition: ristampa per singoli albi e a colori della serie mito di Magnus e Bunker. Quando avevi quattordici anni, uno zio ti regalò i primi 150 numeri di Alan Ford, e in un paio di mesi te li sei letti tutti. Due volte. In seguito ti sei fatto almeno un terzo giro. Adoravi Alan Ford e il Gruppo TNT: il libricino delle magagne del Numero 1, le imprese da cleptomane del Conte Oliver, Bob Rock e i suoi fratelli... Un milione di anni dopo (Alan Ford debuttò in edicola per la Corno nel '69), quelle storie restano un grande classico del fumetto italiano.
Problemi? Due. Anche qui l'edizione, innanzitutto, non fa gridare al miracolo. Ok le copertine sparaflashanti col quinto colore, ma pensare un po' di più ai colori utilizzati per il fumetto (qui in supergrezzo mode) o a un apparato redazionale migliore di una singola paginetta di ricordi del buon Luciano Secchi/Max Bunker non avrebbe fatto un soldo di danno. Dopo anni e anni di collane e raccolte che ripropongono in edicola fumetti italiani e USA, gli standard in quanto a dietro le quinte e redazionali sono ben più alti. Il secondo cruccio è l'abbinamento forzato con Panorama. A soli due euro e novantasterisco, dice la pubblicità, e l'asterisco è il costo a parte della rivista. Almeno i primi due numeri erano cellophanati alla rivista, quindi non se ne parlava di prendere solo l'allegato come si fa in edicola con DVD e altri abbinamenti editoriali. E a te spendere dei soldi per Panorama fa venire l'orticaria.
Mobile Suit Gundam Thunderbolt è un manga del 2012 ancora in corso di pubblicazione in Nippolandia. Da noi è appena uscito il primo numero per la Star Comics (250 pagine, 6 euro). La storia, ambientata nell'anno 0079 dell'Universal Century, racconta di un fronte periferico del conflitto tra il Principato di Zeon e la Federazione durante la Guerra di Un Anno: nella fattispecie, del duello da Il nemico alle porte tra un pilota di Zeon, assegnato al cecchinaggio dei MS della Federazione con un vecchio Zaku, e di uno sboronissimo soldato delle forze di Side 4 (una delle colonie attaccate e distrutte da Zeon), alla guida ovviamente di un nuovo Gundam.
L'autore del manga, Yasuo Ohtagaki, ha uno stile pulito e molto attento nella riproduzione dei dettagli dei mecha e della gestione industriale dei mobile suit, per quanto in questo reputi inarrivabili Kazuhisa Kondo (Gundam 0079, i bellissimi Gundam Crossover Notebook) e soprattutto Gundam Origini dell'ENORME Yoshikazu Yasuhiko. Ma nonostante qualche atteggiamento troppo fuori le righe soprattutto da parte del pilota di Side 4, e dei Gundam tamarrissimi con QUATTRO scudi, la storia è intrigante.
Perché? Perché Ohtagaki spinge a tal punto sul concetto base dell'universo di Gundam - la guerra raccontata sui due fronti - da togliere ai piloti di Zeon qualsiasi parvenza di villanzoneria. Anzi. Il cecchino di Zeon, Daryl Lorenz, è un povero cristo senza le gambe, laddove il suo nemico è uno sciupafemmine simpatico come una raccomandata di Equitalia. Proprio questo contrasto e le attese di una logorante guerra di nervi condotta tra i detriti alla deriva della colonia dà al manga un feeling particolare.
Se vi va, potete leggerne aggratise le prime pagine sul sito della Star, a questo indirizzo.
Di Alfred, nome d'arte dell'anagraficamente svantaggiato fumettista francese Lionel Pappagalli, avevi già letto anni fa Non morirò preda. Come prima, questo volumone di grande formato Bao (19 euro), è un suo nuovo lavoro molto particolare. Un autore della nostra generazione, classe '76, che si avventura in un viaggio, in senso fisico, nell'Italia degli anni Cinquanta: una cinquecento scassata, due fratelli, un cane, e un ritorno alle proprie origini tra cose mai dette, un passato nero (anche qui, letteralmente), cose da dimenticare, sentimenti sbiaditi. O forse no. Bello. Non bello a livello Portugal su una scala da zero a Portugal, ma bello. Per come ti trasmette il senso del viaggio, le delusioni e le occasioni perse della vita. In qualche passaggio Alfred tende un po' a strafare per tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, ma - gliene va riconosciuto il merito - affronta temi difficili senza giudicare, lasciando che sia il lettore a farsi un'idea dei protagonisti. Una lettura che scorre veloce, ma che, come avviene per questo tipo di fumetti d'autore, ti fa pensare, trasforma l'espediente frusto della storia on the road in un viaggio interiore.  
Chiudiamo con i due volumi - Texas Cowboys e Texas Cowboys 2, il primo uscito nel 2012, il secondo da pochi giorni - della ReNoir Comics. Quando i ragazzi della ReNoir ti hanno mandato questi due volumetti cartonati, hai fatto una faccia un po' così. C'era davvero scritto "The Best Wild West Stories Published" sotto il titolo delle due copertine? Sì, c'era scritto. Ora, non credi siano davvero le migliori, ma sono di sicuro delle gran belle storie. Lewis Trondheim costruisce due racconti classici da epopea del vecchio West, e i disegni di Matthieu Bonhomme hanno quel tratto pulito, un po' alla Chris Sprouse, se vogliamo. Il che conferisce volutamente a Texas Cowboys - insieme alle copertine da magazine pulp e al tipo di colorazione adottato - un'aria da fumetto d'altri tempi. Solo che a leggerle queste storie hanno un taglio moderno che ti spiazza. Le vicende dei vari personaggi si intersecano come in una serie TV odierna, in un affresco che prende e rimescola molto bene tutti i temi classici del western. Costano un po' (15,90 a volume), ma se vi capita buttateci un occhio: meritano assaje.
E voialtri debosciati, che state leggendo?

39 commenti:

  1. Sul fronte shonen sto portando avanti Toriko, shonen ad ambientazione culinaria che incredibilmente ce la fa, e the seven deadly sin (fantasy shonen alla pratchett). Ho comprato per la prossima settimana di ferie l'ultimo libro di Christopher Moore e aspetto la ristampa di blueberry

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  3. Notevoli le copertine di Gundam e grande delusione per la scoperta che Hammer è solo una ristampa, quasi quasi ci avevo sperato nel ritorno della mia fantascienza preferita.
    La prima immagine del manga di Gundam fa tanto scatola gunpla MG.

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    1. Quando ho visto la copertina di Gundam ho pensato la stessa cosa.

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  4. Non parlarmi di Equitalia, ho in mano una cartella di pagamento (di un cliente e per un errore non mio) di 12.000,00 euri.

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  5. Hammer mi è piaciuto molto, negli anni 90 ne avevo comprato un paio di numeri ma ero in pieno periodo manga e l'avevo ingiustamente snobbato. Bella anche la nuova edizione, anche se effettivamente qualche redazionale in più ci poteva stare :)

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  6. so che sarò crocifisso in sala mensa per quello che sto per dire, ma hammer non l'avevo mai nemmeno sentito nominare e mi definisco pure un fan della fantascienza, devo recuperarlo

    gundam l'avevo sfogliato dal fumettaio e in effetti il disegno mi è piaciuto molto però avevo paura di una storia non all'altezza, gli darò una chance, grazie doc

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  7. Sì vabbè, dopo il successione (meritato) del primo Matrix, tutti a dire che loro l'avevano fatto prima. Chiunque avesse mai parlato di realtà virtuale saltava sul carro. Pure Disegni e Caviglia con Razzi amari, storia caruccia eh, ma francamente...
    Kraus diceva che un'idea non è di chi ce l'ha prima, ma di chi ce l'ha meglio (più o meno).

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    1. Ma tu l'hai letto il numero 1 di Hammer? Perché qui il punto non è solo la realtà virtuale (che in quegli anni era ovunque). Se non l'hai letto, non sai di cosa stai parlando. Se l'hai letto, evidentemente hai dimenticato cosa hai letto. By the way, che quella cosa lì l'hanno tirata fuori prima loro dei Wachocosi l'ho scritto io, un lettore, non gli autori. Quindi "tutti a dire" niente.

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    2. Pace, chiedo venia per il fraintendimento. Non mi riferivo ad Hammer (che non ho letto), il mio era un discorso generico, hai citato Grant Morrison che si bulla e mi è venuto in mente che per un periodo Disegni in vari editoriali ripeteva robe tipo "siamo arrivati prima noi dei Wachowski! potevamo fare causa ma non ci volevamo impelagare...", che col bene che gli voglio faceva un po’ tenerezza.
      Mi da l’idea che fosse una tendenza dire che Matrix non inventava niente, che probabilmente è vero ma allora ci andiamo a impelagare sul vecchio discorso che tutte le storie sono già state blablabla. Anche se arrivi dopo, ma lo fai meglio, vinci.

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    3. Accattato e leggiuto (anche se continuo a vederlo in edicola, quindi la distribuzione non è così malvagia come pensavi all'inizio).
      Anche io (posso dire ovviamente) ho visto Matrix e ho pensato alla legge di Serra sull'idea (la sapete? Sapevatela), ma ancor di più ho pensato ad un certo romanza di nome Ubik :-)
      Bye
      Oscar

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    4. Se è per questo anni fa pensai una fanfiction in cui un robot era guidato dal collegamento neuronico di due piloti. Ma non per questo vado in giro a dire che Del Toro m'ha rubato l'idea con Pacific Rim...e che dai e dai certe cose soprattutto se hai un certo gusto letterario e se fai un certo percorso di lettura nascono spontanei in molte teste anche se tra di loro...non c'è conoscenza

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  8. Gundam thunderbolt non lo sapevo, grazie Doc! :D

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  9. Il Gundam l'avevo apoena preso e me lo ritrovo segnalato. Bello davvero, almeno fino ad ora. Per chi volesse raccomando anche MsigLoo ( tre serie da tre puntate in potente fansub ) per guardare la guerra di un anno dagli occhi di Zeon

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  10. Dannazione, ho incrociato Grant Morrison 10 minuti fa, prima di leggere il post, e non ho potuto quindi insultarlo!

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  11. Uomo dal cuore calmo come l'acqua immota6 agosto 2014 10:25

    Il debosciato qui presente sta leggendo "Ghost in the wires: my adventures as the world's most wanted hacker" di Kevin Mitnick. E lo consiglio pure. Perché si capisce che alla fine un hacker negli anni '80 era uno che faceva il tecnico della telecom senza dirlo alla telecom, e alcune pagine sono un po' incasinate, ma in generale è un libro interessante e avventuroso, racconta in modo semplice anche cose complesse. E soprattutto riporta bene all'atmosfera di certi anni, quando Internet ancora non c'era ma già si giocava con i modem e i minicomputer in rete. Come in Wargames. Che tra l'altro si dice sia stato ispirato ad alcuni exploit di Mitnick (anche se lui nega).

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  12. .....comunque io hammer l'ho trovato in mezzo alle riviste pettegole della coop....

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  13. ok per i Gundam Cross-over, ma nel confronto tra la sua serie ufficiale 0079 e quella di Yas il povero Kondo ne esce piuttosto male, soprattutto per il chara design (ma secondo me anche per il mecha). Tra l'altro sono convinto che il buon Yas ci abbia messo mano proprio per ripicca alla versione di Kondo.
    Qualcuno sa invece se verrà pubblicata in Italia la versione di Z Gundam di Kitazume?

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    1. Con me sfondi una porta aperta - Yas è uno dei miei mangaka preferiti e Origini è bellissimo - ma i due Crossover Notebook son belli-belli.

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  14. Su tua segnalazione ho preso Hammer poco fa, se non avessi letto qui sull'Antro lo avrei saltato. Mi accingo alla lettura :)

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  15. Hammer alla fine l'ho preso.
    Ero in dubbio, perché nel '95 iocero a fare la fila all'Expocartoon per farmi fare i disegnetti e firmare il numero zero da Olivares, Ferrari, Febbrari, Mojo e compagina, e (a parte Gattordici, di cui ho scoperto l'esistenza relativamente poco tempo fa - e cmq troppo tardi), i volumi sono tutti belli in fila qui in libreria.
    Trattavasi solo di ristampa (cosa di cui ho ancora il dubbio) avrei tentennato di più. Ma a quanto pare FORSE ci sarà sopra pure materiale inedito (come scene allora censurate) o rivisto e corretto. Oltre anche a Gattordici.
    Poi sia sull'albo che sulla pagina ufficiale FB si fa un gran parlare di PRIMA STAGIONE. Il che, in italiano quantomeno, sta a significare che almeno una seconda è, se non in programma, almeno in ipotesi.

    Ora, anche a me i redazionali e gli speciali hanno fatto storcere il naso, e Mondadori, lo si sa, è il male. La domanda è: sta storia dei contenuti inediti e delle "stagioni" trattasi solo di bassa speculazione volta a trascinare nel carrozzone degli acquirenti anche noi vecchi estimatori della serie, o effettivamente c'è qualcosa di concreto dietro?
    Tradotto: ancora una volta, l'acquisto di questa edizione, per chi ha già la vecchia, vale la pena?
    Ai poster l'ardua sentenza, ma se tu, Doc, o voilatri colleghi antristi, avete una risposta o almeno un parere, beh, sarei felice di leggerli.

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    1. Io son sicuro che stiano preparando delle storie nuove, perché la reunion dell'Hammer Team penso non si limitasse al festeggiare la ristampa. C'è inoltre che Mondadori Comics sta espandendo la sua offerta in edicola e fumetteria. Io i numeri di Hammer ce li ho tutti ma, per quanto mi possa stare sulle balle la Mondadori e tutto ciò che rappresenta (e non si parla solo della proprietà), se comprare la ristampa vuol dire una speranza in più di vedere un nuovo ciclo di storie, beh, lo faccio. Anche e soprattutto perché mi sono sempre chiesto cosa potrebbero tirare fuori ora Vietti (di cui ho apprezzato molte storie di Nathan Never) e gli altri, con coordinate di riferimento completamente diverse in ambito sci-fi.

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    2. Gli stessi motivi (tra i "forse" di cui sopra) per cui alla fine ho deciso di prenderlo. A sto punto incrociamo l'incrociabile e speriamo che, numero di pagine permettendo, i prossimi numeri siano un po' più curati e il materiale inedito più corposo.
      E che la seconda stagione valga l'attesa :D

      PS: ma prima ho davvero scritto Mojo invece di Majo? xD

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    3. Idem pure io. Acquisto di nuova edizione possedendo la vecchia per supportare un'eventuale seguito

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    4. C'è da dire, col senno di poi, che già gli inediti del secondo numero si fanno più interessanti.
      Sarà la deformazione professionale da designer, ma ho apprezzato assaie le pagine di dettaglio sul cargo... :)

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  16. Fiero di essere stato allievo della Scuola Comics di Brescia con Riccardo Borsoni come come direttore.
    Non so se stia lavorando a nuove storie di Hammer, ma al momento sta rifinendo la graphic novel Elvis Is Dead, disegni del buon Beppe Baiguera, il prof. di disegno.
    Un'anteprima dalla pagina Fb della scuola
    https://www.facebook.com/scuolacomicsbrescia/photos/pb.629020780455531.-2207520000.1407332072./735742033116738/?type=3&theater

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  17. e io che credevo che il 'mio' Gundam fosse l'unico prototipo. Qui a ogni spin-off ne salta fuori uno nuovo, peggio degli Eva...

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  18. Hammer ai tempi della Star me l'ero perso e quindi (seppure anche a me non stia simpatica la Mondadori) ringrazio la nuova ristampa e me l'acchiappo...sperando di non dover fare il giro delle edicole/fumetterie di tutto il Triveneto.

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  19. Fessacchione, vuoi aspettare prima di sparare a zero sui redazionali? Oppure dovevamo dare la connotazione subitanea anni Novanta in modo tale da far intendere al lettore casuale: "To', guarda questa operazione nostalgia per quarantenni attempatelli com'è bella?!" (quando NON E' un'operazione per quarantenni attempatelli)
    Il Database del numero 1 serviva per connotare "culturalmente" Hammer. A partire dal secondo, si metteranno in evidenza le caratteristiche della storia proposta nell'albo precedente (in modo tale da evitare spoiler).
    Gli interventi storici degli autori ci saranno a partire all'incirca dal numero 4.
    Ti bacio in bocca con stima immutata.

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  20. Io l'ho preso il primo numero di Alan Ford, ma non mi è piaciuto molto e ho deciso di non continuare, anche perchè appunto mi tocca comprare anche quello schifo di Panorama.

    Comunque, l'edizione è davvero poco curata e probabilmente tossica (le pagine hanno una puzza tremenda), ma il contenuto mi ha convinto davvero poco. Non è riuscito a strapparmi nemmeno un sorriso con le sue gag e battute varie.

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  21. Hammer: se avessi qualche soldo in più da spendere in questo momento , probabile che prenderei questa nuova edizione, anche se ho la vecchia serie Star ancora incelofanata. Comunque, come riportato nel post, purtroppo non tutti i numeri della serie sono riusciti. Bella serie, che merita una riproposta, anche se la trovo non così rivoluzionara (forse meglio Cyborg?? o perchè arrivavo da letture delle opere di Gibson, Steling, Womack, Rucker, Shirley ecc.) e comunque meglio del coevo Nathan Never.... Infatti i numeri giganti di NN, realizzati da una parte del team di Hammer, a memoria, furono migliori rispetto alla serie regolare mensile.

    Cosa sto leggendo? Old Boy: merita.

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  24. Alan ford (se già non l'avessi) non lo ricomprerei solo per non continuare a foraggiare il pessimo Bunker che è una vita che campa sulle sue uniche cose degne di nota (quelle disegnate da Magnus) senza aver mai passato una lira di diritti d'autore ne al suo socio ne ai suoi eredi (uno dei morivi della separazione tra i due).

    Quella di Hammer è una buona iniziativa ma per me il paragone con Nathan never non regge. Solo la "Zona proibita" (Serra/Mari) e "L'abisso delle memorie" (Medda/Mari) valgono tutta la collezione di Hammer. E anche quando sono arrivati su Nathan gli hammeriani hanno fatto ottime cose ma il Neverone migliore rimane il primo "Doppio futuro" (Serra/Deangelis).
    Questione di gusti !

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  25. Doc, io Alan Ford n.1 lo sto tenendo d'occhio da un po'...ma non la robaccia di Panorama (l'ho visto in edicola, ma non sono riuscito a dare i miei soldi a quel giornale!), bensì la mitica prima edizione Corno..si quella del 1969 da collezionisti!!
    Sarà un po' passato di moda ora (vedi alcuni commenti sopra) ma il gruppo TNT è il gruppo TNT e io ho a casa l autografo di Magnus!!

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  26. La ristampa di Alan Ford fa schifo per via del colore ( pessimo e messo a casaccio dalla figlia di Bunker), non compratela, e ripiegate sull' edizione Mondadori in B/N uscita poco prima.
    Hammer mi piaceva, e tra le altre cose, ha un numero disegnato dal mitico Roberto Ferrari, che andrà a far fortuna in Giappone disegnando per la Tatsunoko prima, e Bandai Namco dopo.
    @Claudio
    Doppio Futuro piace un casino pure a me.

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  27. Recuperato prima della partenza Gundam Thunderbolt e, con l'occasione, anche i primi due numeri di Attacco dei Giganti. Apprezzati entrambi, ma mi disturba l'idea che il prossimo numero di Gundam esca ad ottobre. Non so più abituato ai bimestrali di una volta (rat-man escluso, ma lì vige la regola del one man army e quindi...).

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  28. Notizia ufficiale dalla pagina FB della Scuola Internazionale di Comics (sede di Brescia)
    "Dal 19 Dicembre in edicola un nuovo capitolo della mini serie di fantascienza "HAMMER". Titolo: INVERNOMUTO. Sceneggiatura: Riccardo Borsoni. Disegni: Roberto Ferrari. Buona lettura!"

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