martedì 8 luglio 2014

123

Gli anime di Miyazaki prima dello Studio Ghibli

Fiuto Sherlock Holmes Miyazaki prima dello Studio Ghibli
Questa volta la rubrica che si occupa delle opere di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli ci porta agli anni in cui lo Studio Ghibli ancora non esisteva. A quali serie e film anime ha lavorato Miyazaki prima di mettersi in proprio? Sì, ok, Nausicaä, Conan, Lupin. E poi? E poi ci sono almeno un'altra trentina abbondante di titoli. Ad alcuni dei quali non avreste MAI pensato. Siete pronti? Si va? Si va [...]
Wanwan Chushingura (1963)
Nato nel '41, Miyazaki inizia la sua carriera di animatore nel 1963 alla Toei, come intercalatore (in-betweener o, in giapponese, doga), cioè chi disegna le pose intermedie tra i disegni chiave di un'animazione. Il suo primo lavoro da in-betweener è per il film Wanwan Chushingura, trasposizione canina della leggenda dei 47 Ronin. Sì, quella da cui è stato tratto anche quel film morto di sonno con Keanu Reeves.
Okami shônen Ken (1963)
Più o meno contemporaneamente, Miyazaki lavora come in-betweener anche su questa serie della Toei (titolo internazionale Wolf Boy Ken),
rilettura de Il Libro della Giungla di Kipling.

Garibā no Uchū Ryokō (1965)
Altro lavoro da intercalatore per questo film Toei del '65 ispirato a I viaggi di Gulliver. Si tratta del primo approccio per Miyazaki al libro di Jonathan Swift, che sarà poi sua fonte d'ispirazione, a partire dal titolo, per Laputa - Castello nel Cielo. Il finale previsto per il film a Miyazaki non piaceva, così ne propose uno lui, che venne accettato dai vertici Toei.
Shonen ninja Kaze no Fujimaru (1964)
La serie TV di questo piccolo ninja con la maglietta smanicata da giostraio, alla quale Miyazaki lavora tra il '64 e il '65, è importante, perché per la prima volta oltre alle pose intermedie si occupa anche di alcuni disegni principali (in gergo: animatore chiave, key animator o genga).
Hustle Punch (1965)
Evidentemente alla Toei devono essersi resi conto della sua bravura, e così nei progetti successivi Miyazaki ha un ruolo sempre più di primo piano. È di nuovo animatore chiave per Hustle Punch, serie su animali antropomorfi durata solo 26 episodi...
Rainbow Sentai Robin (1966)
...idem per Rainbow Sentai Robin, serie di 48 episodi tratta dal manga di Shotaro Ishinomori.
Sally la Maga (1968)
Arriviamo al 1968 e a Sally la Maga (Mahōtsukai Sarī), il primo anime del filone dei majokko, le storie di streghette svolazzanti che se non stai attento ti fanno la magia scherzona. In Italia gli episodi a colori della serie (i primi erano in b/n) verranno trasmessi dal 1982. Miyazaki si occupò come animatore chiave di due episodi, il 77 e l'80.
La grande avventura del piccolo
principe Valiant (1968)
Altrimenti noto come Horus: Prince of the Sun, è un film animato del luglio '68 sulle imprese di un piccolo eroe scandinavo. Animatore chiave Miyazaki, regista Isao Takahata, in seguito co-fondatore dello Studio Ghibli.
Il gatto con gli stivali (1969)
Per il film Il gatto con gli stivali (trasmesso da noi sulla RAI negli anni 70 e primo film anime a partecipare - fuori concorso - alla Mostra del Cinema di Venezia) Miyazaki non si occupò solo delle animazioni chiave, ma realizzò anche alcuni storyboard e design. Il film ebbe un notevole successo, tanto che da allora il gatto Pero (traslitterazione di Perrault, l'autore della fiaba) è il simbolo della Toei. Avete presente quel gattino col cappello sui bollini dei vostri Myth Cloth? Ecco. 
Sora tobu yûreisen (1969)
Sempre del '69 è quest'altro film, tratto da un altro manga di Shotaro Ishinomori e noto anche con il titolo inglese di The Flying Ghost Ship. Miyazaki si è occupato delle animazioni chiave.
Lo specchio magico (1969)
Il primo di una serie di adattamenti animati di un celebre manga per rEgazzine del 1962, Lo specchio magico, del quale ricordi solo la sigla dei Cavalieri del Re, è un'altra majokkata come Sally, e anche questa volta il Nostro si occupa delle animazioni chiave di due episodi soltanto (per la cronaca, il 44 e il 61).
Moomin (1969)
I Moomin (da noi Mumin) sono una sorta di ippopotami protagonisti di alcuni libri per bambini scritti in lingua svedese da un'autrice finlandese,  Tove Jansson. La serie animata giapponese (Miyazaki ne fu key-animator) fece imbestialire l'autrice finnica, per la presenza di scazzottate e automobili. E probabilmente anche per scene incoolarelle come quella qui sopra. Vai a sapere.
Edit: l'antrista Aldo segnala che lo screen degli ippoincoolarelli viene dalla serie animata dei Moomin del 1990. Una foto della serie vintaggia del '69 la peschiamo perciò da Wikipedia, così andiamo sul sicuro: è quella qui sopra, teh.
Gli allegri pirati dell'isola del tesoro (1971)
Lungometraggio ovviamente ispirato a L'isola del tesoro di Stevenson, qui declinata in salsa animali antropomorfi. Miyazaki fu non solo animatore chiave, ma si occupò del charadesign, dei fondali e in parte anche della storia, visto che il progetto nacque da una sua idea. L'amore per i personaggi porcelluzzosi lo porterà anni dopo a volare con Porco Rosso.
Ali Babà e i 40 ladroni (1971)
Sempre del '71 è questo film Toei ispirato a un'altra celebre fiaba e incentrato sui un discendente di Ali Babà. Oltre che come animatore chiave, Miyazaki è indicato nei crediti anche organizer della produzione.
Hela Supergirl (1971)
O Sarutobi Ecchan, serie ispirata all'ennesimo manga di Shotaro Ishinomori e arrivata da noi nell'82 con tanto di sigla di Nico Fidenco. Miyazaki si sciroppò le animazioni chiave di un solo episodio, il 6.
Le avventure di Lupin III (1971)
E oh, eccoci finalmente a roba di un certo livello. Il Lupin III della prima serie, quello con la giacca verde. Miyazaki, che aveva appena lasciato la Toei passando assieme al suo futuro socio Takahata alla A Production, diresse la serie con lo stesso Takahata. Ok, ora provate a resistere alla tentazione di premere play sul video sottostante, e riascoltare per la millemillesima volta Planet O, una delle sigle riciclone più belle della storia dell'umanità:

Niente da fare, vero? È sempre così.
Pippi Calzelunghe (1971)
Nel 1971 Miyazaki si dedica anche a due progetti che non vedranno la luce. Il primo è lo storyboard per il primo episodio di Dokonjō Gaeru (non verrà utilizzato), il secondo è il tentativo di convincere Astrid Lindgren a dare il via suo assenso per una versione animata di Pippi Calzelunghe. Miyazaki realizzò tutta una serie di concept art bellissimi e volò in Svezia con il presidente della Tokyo Movie Shinsha, ma la Lindgren rispose con il suo garbo tipicamente svedese "Ve lo potete scordare", e non se ne fece nulla. Volete vedere un po' di quei concept art bellissimi di cui sopra? Eccoli:
Yuki no Taiyō (1972)
Nel 1972, dopo questo breve episodio pilota per una serie mai realizzata, per cui Miyazaki realizzò tutti gli storyboard (l'episodio è contenuto come bonus in un recente supercofanazzo in Blu-Ray sulle opere di Miyazaki)...
Panda! Go, panda! (1972)
...il Nostro si dedicò (sceneggiatura e design) a due cortometraggi diretti da Takahata: Panda! Go Panda e, l'anno successivo il suo seguito, Il circo sotto la pioggia. In Italia i due corti sono stati raccolti da Dynit in un unico DVD.
Akado Suzunosuke (1972)
Storia di un giovane samurai che combatte i villanzoni a colpi di katana. Miyazaki curò storyboard e animazioni chiave di due episodi, il 26 e il 27.
Sam il ragazzo del West (1973)
E a sorpresa, ché proprio non te l'aspettavi, in questa lunga carrellata troviamo anche Sam il ragazzo del West. Miyazaki fu key animator dell'episodio 15.
Samurai Giants (1973)
Discorso analogo per questa serie sul baseball, che non credi sia stata mai trasmessa in Italia (animazioni chiave per il primo episodio).

Heidi (1974)
Il 1974 ci porta alle storie della malvagia bambina svizzera in cosplay da matrioska, Heidi, anime tratto come noto dal romanzo di Johanna Spiry. A Miyazaki furono affidati il design delle scene e i layout.
Il Fedele Patrash (1975)
Il Fedele Patrash è una serie della Nippon Animation, primo capitolo del progetto World Masterpiece Theater, del quale parliamo tra un attimo. Detto che le vicende di Nello e del suo cane Patrash nelle Fiandre erano il setting più gualleroforo della storia dell'animazione mondiale, Miyazaki lavorò alle animazioni chiave dell'episodio 15.
Marco - Dagli Appennini alle Ande (1976)
Un fiume in piena di lacrime napulitante ci porta all'anime di Marco, serie tratta da un racconto all'interno del Cuore di De Amicis e secondo capitolo del World Masterpiece Theater (ancora un attimo di pazienza. Ci arriviamo).
Sfighe come se piovesse, layout e design delle scene di Miyazaki, a Marco non andava proprio giù, ché soffriva di ernia iatale.
Rascal, il mio amico orsetto (1977)
A questa cosa del Nippon World Theater, evidentemente, Miyazaki credeva. O lo pagavano bene. Una delle due. Fatto sta che dopo Marco arriva anche Rascal, il procione creazionista (anche lui nato da un'idea di Dio). Miyazaki lavorò come key animator a 20 episodi su 52. 
Conan il ragazzo del futuro (1978)
E si ripiange. Conan, una delle serie più belle di sempre. Appena finisci di smaltire le robe che stai guardando, ti ci rimetti, ti ricali in retina tutta la serie e ne tiriamo fuori un post con tasso di lacrime napulitante di livello Armageddoninodangelo. Promesso.
Per ora limitiamoci a segnalare che Miyazaki ha diretto (a volte affiancato da un collega) tutti i 26 episodi di Conan, oltre a curare character design, mecha design, storyboard e layout vari.
Anna dai capelli rossi (1979)
Altro cartone molto tantissimo gualleroforo del World Masterpiece Theater della Nippon Animation, Anna dai capelli rozzi rossi era tratto dal romanzo di Lucy Maud Montgomery. Miyazaki curò layout e design delle scene dei primi 15 episodi. Dice: ok, ma questo World Masterpiece Theater? È una serie di anime della Nippon Animation andata avanti per oltre vent'anni, accumulando tutta una carrellata di personaggi della letteratura per ragazzi mondiale, accomunati da un esaltante, letale tasso di sfiga e pezzentaggine.
Ed eccoli qui: Marco, Lovely Sara, Flo la Piccola Robinson, Rascal, Tom etc. Un giorno magari scriviamo un post sul World Masterpiece Theater. Così racconti la tua agghiacciante esperienza con gli uffici della Nippon Animation.
Lupin III - Il castello di Cagliostro (1979)
Il 1979 è anche e soprattutto l'anno de Il Castello di Cagliostro, film di Lupin bellissimo del quale abbiamo già detto in questo post qui,
perciò chi vuole se lo vada a rileggere, sgommando in curva con un Cinquino. Ma non si tratta, come molti pensano, dell'ultimo incontro tra il ladro con le basettone e Miyazaki.
Le nuove avventure di Lupin III (1980)
L'autore giapponese fu infatti regista e autore di sceneggiatura e storyboard l'anno dopo anche per due episodi della seconda serie di Lupin III, il 145 e il 155. La cosa è poco nota perché Miyazaki usò lo pseudonimo di Tsutomu Teruki.
Super Robot 28 (1980)
Sempre nel 1980, Miyazaki curò le animazioni di un episodio (l'ottavo) di Super Robot 28, il remake del Tetsujin 28 degli anni 60. Nel 1981 Miyazaki iniziò a lavorare insieme al fido Takahata a un film della Tokyo Movie Shinsha tratto dai fumetti americani di Little Nemo. Divergenze creative con lo studio portarono però entrambi ad abbandonare il progetto, che vedrà la luce, dopo una serie interminabile di problemi, solo nel 1989 come Piccolo Nemo - Avventure nel mondo dei sogni.
Space Adventure Cobra (1982)
L'anno dopo ritroviamo il Miya come key animator di un altro film Tokyo Movie Shinsha, trasposizione del manga Cobra di Buichi Terasawa, un mix tra James Bond e Barbarella pieno di donnine ignude.
Nausicaä della Valle del vento (1984)
Scivoliamo così al 1984, quando arriva nelle sale giapponesi il film di Nausicaä, capolavoro tratto da un manga dello stesso Miyazaki (completato solo anni dopo) e spiritualmente primo film dello Studio Ghibli, che sarà fondato nel giugno del 1985 proprio sull'onda del successo di Nausicaä.
Anche di Nausicaä dobbiamo tornare a parlare al più presto, ché lo stai promettendo da tempo, ok. Il nostro viaggio del Miyazaki pre-Ghibli sarebbe giunto al termine, ma c'è un ultimo titolo di cui parlare.
Il fiuto di Sherlock Holmes (1984)
Mentre andavano avanti i lavori di Nausicaä, Miyazaki venne chiamato infatti dalla Tokyo Movie Shinsha a dirigere una serie televisiva, frutto di una coproduzione con RAI e Studio Rever: Il fiuto di Sherlock Holmes.
La versione canina dell'investigatore di Arthur Conan Doyle, su soggetto di Marco e Gina Pagot. Miyazaki fu supervisore della serie e regista dei primi 6 episodi. Moriarty che parlava con l'accento torinese, 

la sigla e soprattutto un'amara considerazione finale. Trent'anni fa la RAI faceva i kolossal per ragazzi come Marco Polo e L'Isola del Tesoro di Margheriti, e gli anime con Miyazaki. Oggi invece LOL.

GLI ALTRI POST SU MIYAZAKI E LO STUDIO GHIBLI

123 commenti:

  1. Solo un genio o un sognatore può passare dal Lupin in giacca verde a Porco Rosso. Certo su Anna dai capelli rossi mi sa che se l'ha date sui Maroni per il tasso di sfighè!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come tre quarti dei romanzi adattati per la serie, del resto. Dev'essere l'istinto stoico-masochista dei giapponesi. Se non sbaglio pure il tremendo iettatore Remy era parte della serie... Ricordo ancora l'episodio di Cuore con "sangue romagnolo" e Franti che frigna come una vite tagliata.

      Elimina
    2. Ci sarebbe da dire che anche i protagonisti dei romanzi (a parte Tom Sawyer) non sono proprio benvoluti dalla dea bendata. Cuore è il collasso di zucchero e sfiga. Poi che i giapponesi abbiano deciso di prendere proprio quelli è un'altra storia.

      Elimina
    3. In effetti sono già i soggetti occiddentali ad essere molto strappalacrime (dai, Marco è tratto dal libro Cuore, vi ho detto tutto), poi ovviamente furono scelti perché il pubblico giapponese apprezzava i protagonisti "sfigati".

      Elimina
  2. ...nostalgeddon!!!
    bella Doc, grazie come sempre

    RispondiElimina
  3. Svedese bastarda. Come si fa a rifiutare quegli skecth?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cosa assurda è che anni dopo dette l'assenso per un orribile serie di animazione credo americana terrificante sotto ogni punto di vista, e se vedo gli sketch qui mostrati mi fa pensare che sia stato il suo cane guida a non approvarli

      Elimina
    2. Mi sono sparato l' anno scorso tutta la serie di Pippi almeno 50 volte perchè a mio figlio di 2 anni piaceva solo quello . Per la cronaca ora guardo solo filmati di trattori ed aratura sul tubo collegato alla tv. Comunque. Serie di una noia bestiale , libro incluso , assolutamente incompatibile con i vivaci schizzi di miyazaki. Ha fatto bene l' autrice a rifiutare, avrebbe stravolto lo spirito pezzentescolo , soporifero , psichedelico ed in buona sostanza idiota del concept di Pippi. La quale altro non è che un bambino che fa tutto all' incontrario, in mezzo ad una location fatta di immondizie , tra dialoghi surrealmente irritanti , recitazioni statuarie alla bjorn borg e senso del ritmo pari circa al segnale della sirena che segnala la fine del turno in fabbrica. Era inevitabile che un matrimonio tra la Lindberg e Myiazaki sarebbe finito in un' incazzatura feroce per uno dei due, o in una merda colossale.
      Trapparentesi io ODIO pippi per chi non l' ha capito. Cioà la schifo proprio. Si merita pure un suo post , penso , di insulti per lo più, una meritata vendetta per i preziosi minuti che ci tolse di cartoni giappi viulenza in gioventù,la fetente.

      Elimina
    3. Piuttosto Doc, saltando di palo in frasca, ma una bella puntata di Nuovo Cinema Guaglione su Ladyhawke?

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. In mano a Miya sarebbe potuta essere una serie notevole... svedesi bastardi!!

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. Potete per cortesia smettere di usare cinquanta volte in un commento la parola p0rn0 e derivati, ché poi i disperati dell'Internet vengono precipitati qui da Google e devo sorbirmi io i loro commenti da disadattati adoratori del caps lock? Gracias.

      Elimina
    8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    10. sorry doc. ho eliminato direttamente il commento, tanto aggiungeva poco oltre ai complimenti per il post.
      P.S. ma tra i personaggi "sfighè" per caso c'era pure Peline? perchè la battuta che girava tra i miei amici era che "quando passava Peline anche Remi si grattava le balle".

      Elimina
    11. Grazie. Quanto alla domanda, ovviamente sì. Era la quarta serie del World Masterpiece Theater della Nippon:
      Patrash, Marco, Rascal, Peline. La compagnia dello sfiganello proseguiva poi con Tom Sawyer, Flo, Lucy May, Annette, Kati, Lovely Sara, Pollyanna...
      È roba da femmine o da blog di Vitoiuvara (che guardava solo cartoni da femmine), ma un post sullo sfigaverso Nippon, come detto, magari lo tiriamo fuori.

      Elimina
    12. comunque Tom Sawyer è un po' un intruso, in quanto no particolarmente sfigato. Tra l'altro ancora mi chiedo come abbiano fatto a trarre una serie così pallosa da un romanzo così divertente, a differenza di quella su Huckelberry Finn che, a cominciare dalla sigla (http://www.youtube.com/watch?v=J3Hf18-vTwQ) era fantastica

      Elimina
    13. Parlavo di questo cofanazzo japu qui:
      http://www.animenewsnetwork.com/news/2014-03-31/miyazaki-1st-directorial-work-listed-in-13-disc-blu-ray/dvd-box-set

      Elimina
    14. Ginny Hermione8 luglio 2014 15:26

      Fra l'altro Peline e Remi hanno lo stesso papà letterario, Hector Malot. La mela non cade mai lontano dall'albero :)

      Elimina
    15. La serie di Tom Sawyer è bellissima altroché "pallosa". Il prodotto audiovisivo più fedele allo spirito anticonformista del romanzo che io abbia mai visto. .
      "Huck e Jim" era carino, ma molto più convenzionale e decisamente realizzato peggio, sia come disegni che come animazione.

      Elimina
  4. Trent'anni fa la RAI era la RAI. E faceva le serie ispirate a Salgari e Lovecraft con attori di calibro e produzioni faraoniche, oltre che produrre anime con Miyazaki. Ora che fa solo le fiction stile "gli occhi del cuore" non so come definirla. "Perché a noi la qualità ci ha rotto ir ca**o!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, all'epoca faceva delle serie che ancora oggi danno una pista a molte produzioni attuali.
      La mia preferita in assoluto rimane L'Isola del Tesoro, datata 1987, con Anthony Quinn ed Ernest Borgnine, rivisitazione fantascientifica dell'opera di Stevenson.

      Elimina
    2. E mi citi un capolavoro, comodo. Anche solo per l'idea e per l'ambientazione. Ma io pensavo al Segreto del Sahara. Dove lo sceneggiatore, già che c'era, ha piazzato pure gli Antichi ed il Necronomicon della Biblioteca Vaticana.

      Elimina
    3. Questa mi manca, la dovrò recuperare assolutamente! A questo proposito, mi piacerebbe vederle editate almeno in DVD, sarebbe anche ora dopo quasi 30 anni!

      Elimina
    4. Il Segreto del Sahara con una sigla da brividi firmata Ennio Morricone, Amii Stewart alla voce, mica bambole da pettinare...agevoliamo con l'audiovisivo

      https://www.youtube.com/watch?v=RDUQh3R3fm4

      Elimina
    5. Però la Rai di oggi produce Winx Club che è un successo in 150 paesi, il Piccolo Principe in cgi e tante altre serie di scarso successo realizzate da autori italiani.

      Elimina
    6. Qual'è la serie ispirata a Lovecraft scusa?

      Elimina
    7. Si', qual e' la serie da Lovecraft? Mi manca e me la godrei con mucho gusto!

      Elimina
    8. Ginny Hermione10 luglio 2014 17:40

      "Il segreto del Sahara" lo vidi solo per Miguel Bosè; almeno era questa l'intenzione iniziale, poi la storia mi catturò e lo rivedrei volentierissimo per apprezzarne ancora di più l'aspetto indianajonesco.

      Elimina
  5. Credo che come tasso di sfighè Nello de "Il Fedele Patrash" sia imbattibile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lui, Anna dai capelli rossi, Candy Candy e Remy si sono spartiti equamente le stragi in tutto l'emisfero settentrionale. Poi hanno lasciato a George l'Australia e l'Inghilterra dove portare morte e distruzione.

      Elimina
    2. Lovely Sara era la mazzata sui cog*ioni fatta ragazzina...

      Elimina
    3. Ma quella era farina del sacco di Frances Hodgson Burnett, la stessa del Piccolo Lord. Già che parliamo di piccoli sfigati. I giappi hanno questa smodata passione per i romanzi occidentali più tragici/sfrangiaballe, chissà perché. A questo punto manca solo qualcosa sui Malavoglia...

      Elimina
  6. Non dimentichiamo Belle e Sebastien, ché pure loro non scherzavano in quanto a sfiga e cataclismi.

    RispondiElimina
  7. Parlando di Miyazaki, metà delle opere citate non le conoscevo nemmeno, e tra quelle note ne avrò viste 3-4.
    Ho recuperato da poco tutta la serie di Conan, e mi sa che a Settambre mi farò anch'io una maratona per la gioia della mia retina.
    Spero anche che con il passaggio di alcuni suoi film in sala, facciano uscire un po' tutte le sue opere (sempre a Settembre rieditano finalmente Princess Mononoke!)

    RispondiElimina
  8. Lo ammetto, ho comprato dagli amazzonici il cofanetto de "Il fiuto di Sherlock Holmes". Pernsare che questa serie era coprodotta dalla Rai e adesso producono delle merdate assurde è veramente sconfortante.

    Se uno guarda sulla wiki scopre che la serie "Il fiuto di Sherlock Holmes" ha avuto una genesi travagliata per questioni sui diritti d'autore sull'opera di Conan Doyle e che grazie a Nausicaa venne ripescata dal dimenticatoio e ultimata.

    RispondiElimina
  9. Non conoscevo questo "World Masterpiece Theater", ora finalmente ho una spiegazione al perchè di tanti personaggi sfigati nell'animazione giapponese...

    RispondiElimina
  10. Mamma mia che articolo Doc.. stupendo! Grazie :)

    RispondiElimina
  11. proprio il caso di dire, TANTA ROBA!!!

    alcuni devo ammetterlo non li ho neanche mai sentiti nominare, ma quello che ricordo basta e avanza per ettolitri di lacrime napulitane

    Conan è la mia serie preferita, ricordo che da reghezzino alla prima visione l'ho trovato inquietante ma era così bello che non potevo distogliere lo sguardo

    seguito a ruota dalla serie sul cane Sherlock, da amante dei gialli non poteva non piacermi asd

    RispondiElimina
  12. Mamma mia che post. Poi qualcuno si chiede perché seguire l'Antro. Applausometro rotto per battimani troppo violento.

    RispondiElimina
  13. Doc, ocio che la foto sporcellosa dei Moomin (per i quali andai in fissa tanto da comprarne i libri!) è tratta dalla serie degli anni 90 e non quella anni 60 del sor Hayao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Azz! L'ho postato anche io allo stesso tempo! :D

      Elimina
    2. Io ricordo una serie a fumetti dei Moomin, credo su Linus o Eureka di qualche decina di anni fa.
      Altri la ricordano?

      Elimina
    3. Confermo, ma credo che siano ben più di 10 anni fa. :)

      Elimina
    4. P.s. ed era esattamente su Linus.

      Elimina
    5. Ah ed era esattamente su Linus.

      Elimina
    6. i fumetti (della stessa autrice dei romanzi prima, del fratello Lars dopo) di Mumin furono pubblicati su Linus dai primi '70, forse anche fine '60; era notevole e caratteristica la traduzione italiana

      Elimina
  14. Effattivamente sono basito addirittura Sam, uno dei miei preferiti da bambino, Anna, Heidi, Rascal ecc ecc.
    Un Mito! Questi post mi scatenano gioia ma anche grande nostalgia per un tipo di televisione che ormai è scomparsa.
    Chiunque abbia la possibilità di andare in Jap deve assolutamente visitare il Museo Ghibli una volta usciti, bambini, ragazzi o adulti, ci si sentirà ancora più vicini a questo favoloso artista.

    RispondiElimina
  15. Ah, le famose altalene appese al cielo di Miyazaki (se ne è occupato anche il Leo su Rat-man)... Stupendi i bozzetti per Pippi, peccato non se ne sia fatto nulla, ma almeno il character della protagonista non è stato buttato: la bimba con treccine rosse ricompare in Panda go panda (il panda poi si è "trasformato" in Totoro).
    Domanda da ingorante: cos'è un "setting gualleroforo"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per il secondo termine, vedi sotto, risposta di Gianluca Fuccillo a Metrodat. "Setting", invece, vuol dire "ambientazione", ergo tutta l'espressione significa "ambientazione molto noiosa e deprimente". Giusto, Doc?

      Elimina
  16. Post bellissimo e piano di spunti interessanti per trovare roba da vedere con i bimbi.
    Mi cercherò il fouto di Sherlock.
    Bellissimi gli storyboard con pippi disegnata con la faccia di Gimpsy... penso che sarebbe stato mooooooooolto meglio della noiosissima serie di telefilm che mi tocca sorbirmi.
    Lindgren epic fail!

    RispondiElimina
  17. Lacrime napulitante a secchiate!
    I film della Toei sono stati fra i più bei momenti della mia infanzia! Gli Allegri Pirati Dell'Isola Del Tesoro lo trasmettevano tipo una volta l'anno e non aspettavo altro! (fra l'altro i lungometraggi anime erano rari in tv). Anche il Gatto Con Gli Stivali are fra i miei preferiti.
    Poi ovvio, tutti conosciamo Conan o Lupin giacca verde...

    Nota PdF: l'immagine che hai usato per i Moomin è tratta dall'anime del 1990, non da quello farlocco del 1969 ripudiato da Tova Jansson di cui parli. Da mezzo finlandese, almeno sui Moomin non si scherza! ;-)

    RispondiElimina
  18. Il Cugino di Alf8 luglio 2014 11:09

    Uno dei post dell'Antro più interessanti di sempre, Doc. Ottimo ottimo lavoro!
    Mi permetto di suggerire un post dedicato al Fiuto di Sherlock Holmes (e intanto che ci sono, pure un cinema guaglione da paura su Piramide di paura!)

    RispondiElimina
  19. Ma... gualleroforo starebbe per...? :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Portatore du Guallera ( guallera = noia, pesantezza, seriosita' inutile, tristezza pesante )

      Elimina
  20. Mammasanta che invasione di bruschette!

    Due cose mi hanno colto di sorpresa in questo post:
    1) ero convinto che il maestro fosse stato anche Key Animator di Heidi, visto il character design abbastanza in linea.
    2) mai avrei pensato avesse lavorato per (quella zozzeria di) Cobra. Stiamo pur sempre parlando di un autore che, con i suoi SOPRANNATURALI pregi, il massimo fanservice che abbia mai fornito sono probabilmente state le donne in abiti da lavoro di Mononoke Hime :D

    Detto questo, da torinese purosangue permettetemi di concludere con: "Maledètto Huolms!!"
    (Grandissimo Mauro Bosco!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il charadesign della piccola bambina malvagia era di Yoichi Kotabe e Toyoo Ashida. Una roba inquietante? Oltre a Miyazaki, ha lavorato sulla serie anche sua Gundammitudine Tomino, che diede una mano per gli storyboard.

      Elimina
  21. Cobra sottoscrivo la ciofeca inenarrabile, evitatelo!

    Avevo scritto un post lungo ma come sempre sto cacchio di blogger lo ha mangiato...irrecuperabile :P

    Dico solo lupin serie II anche se non accreditato lo avevo tanato già all'epoca: oltre allo stile che si vede a occhio nudo su tutto il chara design (puntate DIVERSISSIME da tutte le altre della serie!) tutta una puntata in volo di un aeroplanetto a elica contro un mostro volante stile aereoplanone di conan, margot/fujiko con i capelli a caschetto...dai su :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appena ho visto la locandina di Cobra ho subito avuto sentore fosse una cagata putrescente.

      Elimina
    2. La vecchia serie a me non dispiace, ma il film di Cobra è bellissimo, guardatelo tutti che può solo farvi bene :)

      Elimina
    3. bah lo ho trovato terribile il film, noiosissimo, lento, intreccio senza senso, troppi cambi di tono assolutamente ingiustificati e immotivati soprattutto nelle scene d'azione, risolte per lo più buttandole in caciara e facendo sbattere tra loro i vari scagnozzi....solo ch mentre è una cosa tollerabile in Lupin o in Conan, in un film fantascienzo/action anni 80 dalle tematiche e i toni seri non si può proprio vedere come soluzione.
      Uccisione del cattivo oltre a tutto il resto telefonatissima in tempi, modi ed effetti finali.
      COnsigliato a chi reputa city hunter di jackie chan un grande film d'azione, agli altri consiglio vivamente di dedicare il loro tempo con roba infinitamente migliore, di Miyazaki o meno che sia.

      Elimina
  22. purtroppo da Conandoyliano intransigente non sono mai riuscito a tollerare le versioni di Holmes estranee ai romanzi, soprattutto nei rapporti con l'altro sesso (a differenza del suo cognonimo attore, era chiaramente misogino) e nell'uso di Moriarty come cattivo fisso (in originale presente in solo un romanzo e all'inizio di un altro), per cui non ho potuto apprezzare appieno la versione di sensei Miyazaki.
    Altra nota Pdf: mi sembra che la versione di Fujiko nella foto del post sia ancora quella pre-Miyazaki (versione bomba sexy e non maestrina dai capelli corti)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi associo, per questo non apprezzai per niente piramide di paura, citato prima, dove banalizza l'incontro tra Sherlock e Watson (compagni di scuola, compagni di vita) e l'inizio delle loro carriere, contraddicendo in pieno "uno studio in rosso".

      Elimina
    2. русский спамер8 luglio 2014 14:31

      Mi associo all'associazione.
      Holmes e' talmente tanto fortemente caratterizzato, che non riesco a sopportarne nessuna altra versione che non sia quella del libro.

      Elimina
    3. Anch'io sono un Holmesiano abbastanza intransigente,ma quando vedo o leggo adattamenti che deviano dal canone,se sono fatti bene,semplicemente me li godo per quelli che sono,ovvero film fuori canone solo ispirati a Sherlock Holmes.
      Come Piramide di paura ad esempio.

      Vale così anche per i libri.
      Per esempio un libro che mi piace parecchio è Sherlock Holmes contro Dracula.
      Si,lo so,dal titolo sembra una poottanata in stile crossover fumettistico ma il libro oltre che a ricalcare fedelmente lo stile delle opere di Doyle si incastra molto bene con le vicende descritte nel romanzo di Stoker.

      Elimina
    4. anch'io ho apprezzato alcuni Holmes apocrifi (come 'Uno studio in nero' di Ellery Queen o 'La soluzione sette per cento' di N.Meyer, in cui si vedeva lo spirito filologico degli autori) e ho 'tollerato' Piramide di Paura e perfino quello macchiettistico di Ritchie. Ma la serie, nonostante l'ambientazione affascinante, già dopo 4-5 episodi mostrava la corda perfino per me bambino e diventava stucchevole, e il commento di Sam qua sotto ne dà un'ulteriore conferma

      Elimina
    5. Benché sembri una boiata pazzesca non è male questo:

      http://b2c.magicpressedizioni.it/usa/limpero-dei-morti-viventi-vol.01-sherlock-holmes-vs-zombi

      Elimina
    6. amuro quello di Ritchie era una boiata però ha il pregio di essere l'unico film a mostrare che Sherlock Holmes era anche un esperto combattente,come più volte descritto da Doyle

      Elimina
    7. Se posso, mi permetto di consigliare la seri "Sherlock", ambientata ai giorni nostri ma molto fedele nello spirito all'originale. E Benedict CumberBatch è fenomenale!

      Elimina
    8. Non bestemmiamo. Jeremy Brett è l'unico vero Holmes, e la sua serie (1984-1994) è la trasposizione più fedele dei racconti di Conan Doyle.
      https://www.youtube.com/watch?v=34sPW1azwOo
      Proprio perché meglio di così non si poteva fare (sia come fedeltà ai testi, sia come recitazione, sia come ricostruzione d'epoca), tutto ciò che è stato fatto poi è stato solo ammodernamento o variazione sul tema.
      Sherlock è una serie ben scritta e ben girata, ma Cumberbatch ha trasformato Holmes in un cyborg coi microscopi ottici negli occhi e i pop-up nella testa...

      Elimina
  23. Ma diciamo pure che la Rai produsse solo i primi 4 episodi di Holmes, visto che la serie fu bloccata per casini vari, dovuti ai diritti del personaggio e ai costi troppo alti per i singoli episodi.
    Fu la TMS che da sola , nel 1984 completò gli altri due episodi di Miyazaki e realizzò i rimanenti 20 ( e la differenza di qualità di vede di brutto in certe puntate ).
    E vista la noia che genera la serie , forse era meglio se non li avesse mai fatti.

    RispondiElimina
  24. Doc, quando parli di "recente supercofanazzo in Blu-Ray sulle opere di Miyazaki" non è roba edita in italia, giusto?

    RispondiElimina
  25. Quoto wargarv, le puntate Miyazakiane di Lupin si riconoscevano alla prima occhiata! :-D

    RispondiElimina
  26. le due puntate di Lupin serie rossa saranno state anche firmate con uno pseudonimo, ma il Character design è inconfondibile!!! c'è persino il robot volante che poi userà su Laputa!

    RispondiElimina
  27. Da bambina adoravo "Il fiuto di Sherlock Holmes", ma senza saperlo ero già in grado di distinguere le puntate alle quali aveva collaborato Miyazaki dalle altre: sono le puntate in cui Watson è un comprimario valido e non una macchietta comica, come invece lo pensava Pagot, il quale avrebbe anche voluto disegnare una Signora Hudson in veste di anziana bulldog invece della bracchetta badass miyazakiana. Per veder come sarebbe stato "Il fiuto di Sherlock Holmes" senza l'apporto di Miyazaki basta leggere i fumetti successivi, scritti e disegnati da Pagot, pubblicati su Più (o sul Giornalino? Non ricordo): Holmes diventa supponente e presuntuoso più dell'originale, il quoziente intellettivo del Dottor Watson crolla a zero, ogni tensione amorosa tra Holmes e la Signora Hudson (che da spericolata guidatrice diventa una casalinga anni trenta) svanisce, e Moriarty prima dei colpi prega le effici di Berlicche e Belzebù (!!!). Comunque Miyazaki e i fratelli Pagot rimasero in ottimi rapporti, tanto che il vero nome di Porco Rosso è Marco Pagot.

    Quanto a Pippi Calzelunghe (che adoro, come quasi tutti i libri di Astrid Lindgren), l'autrice si fece influenzare dalla vox populi sui giapponesi cattivi e copioni. Poi si pentì, ma a quel punto Miyazaki le rispose picche, e non posso dargli torto. Le ambientazioni furono riciclate per Kiki, e il charadesign per la bimba di Panda Kopanda.

    Una domanda che mi assilla da tempo: qualcuno di voi sa chi ha disegnato la copertina di Planet O? Mi è stato detto che non è un'illustrazione di Monkey Punch, ma proprio per questo l'autore è stato straordinariamente ispirato nel catturare l'atmosfera della storia originale...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Erano sul Giornalino. Testi di Pagot, disegni del bravo Franco Oneta. ;)

      Elimina
    2. Grazie per il chiarimento!

      Elimina
    3. (ah, ovviamente "effici" al posti di "effigi" è un refuso. Scusate ^^)

      Elimina
  28. Neanch'io sapevo nulla di questo famigerato World Masterpiece Theater, mi hai aperto le porte su un mondo intero o.O

    Stupito invece di constatare quante di queste opere ho visto, anche roba molto vecchia come degli anni 60 o giù di lì \m/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io, come tutti quelli della mia generazione (classe '81) credo di averli visti tutti, ma solo tre o quattro anni fa ho scoperto che esisteva un termine che li raggruppava tutti come genere: World Masterpiece Theatre, o Sekai Meisaku Gekijo (o solo Meisaku), per dirla alla Giapponese.

      Elimina
  29. Fantastico post Doc,grazie della nostalgia,si Miyazaki su Sam non me lo aspettavo,e neppure nello specchio magico.

    Però devo farti una confessione....SONO UN FAN SUPER ACCANITO DEL WORLD MASTERPIECE THEATER!!! penso di averli visti tutti!.

    Parlando di Pippi Calzelunghe è un vero peccato che non si sia fatto nulla,però posso capire la Astrid,un sacco di autori si sono lamentati delle trasposizione di Miyazaki delle loro opere:Tove Jansson,ma anche Ursula K. Leguin(anche se il film tratto da Terramare fu diretto dal figlio di Miyazaki)

    P.S. Qualcuno sa come procurarsi Sora tobu yûreisen? Sembra molto interessante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. beh all'epoca nessuno si poteva lamentare dato che non aveva ancora fatto nessuna trasposizione :D :D
      L'autrice diete credito al discorso "giapponesi copioni brutti e ladri" (un po quello che si dice dei cinesi oggi) e rispose picche, vedendo i disegni che oggi mi hanno quasi commosso per la vitalità che sprizzavano ha fatto proprio un affarone...complimenti eh!

      Terramare lo ha fatto, di puro schifo, il figlio, ma è verissimo comunque che myazaki riadatta come meglio crede i racconti e romanzi che mette in anime, a volte gli riesce bene come in Conan, superiore per me all'Incredible tide da cui si ispira, a volte male come in Howl, dove il mediocre di miyazaki è comunque un discreto per gli altri ;)
      Diciamo che è sempre stato un autore che quando ha potuto permetterselo ha preso i vari romanzi o racconti come un canovaccio, una fonte da rielaborare più che da seguire letteralmente....ma questo la Astrid non lo sapeva mica!

      Elimina
    2. Ma vogliamo parlare del fatto che la Astrid fece realizzare anni dopo una serie di Pippi che faceva davvero pietà ?

      Elimina
  30. PdF mode ON
    Lupin l' incorreggibile Lupin non è dell' 80, è dell' 85 in Giappone e 2 anni dopo arriva in Italia, è il Lupin dalla giacca rosa, della quale solo la puntata della collezione degli angeli merita essere ricordata.
    Quella a cui fai riferimento tu Doc è "Le nuove avventure di Lupin III", Aka giacca rossa, che in ogni caso può solo spicciare casa a qyualsiasi puntata della prima serie, e a nche alla donna chiamata Mine Fujiko.
    PdF mode OFF

    RispondiElimina
  31. Conan. Al solo evocarlo, brividi e lacrime napulitane contemporaneamente. Lacrime ghiacciate. La sigla italiana non la ascolto più, mi paralizzerebbe di nostalgia e beatitudine.

    RispondiElimina
  32. Doc, aiutami a chiarire un dubbio che ho da tempo. Non so quando, non so dove, non so perché, ma da tempo ho maturato la convinzione che Miyazaki abbia messo in qualche modo le mani anche su "Nadia e il mistero della pietra azzurra". Forse l'ho letto una volta da qualche parte o me l'ha detto qualcuno. Fatto sta che trovo solo notizie contrastanti. Tra l'altro poco fa ho rivisto "Laputa il castello nel cielo" ed è sinistramente simile in alcune cose a Il mistero della pietra azzurra. Puoi risolvermi questo dilemma? Credo in te, dottore, sei la mia ultima speranza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'idea originale della serie di Nadia era di Miyazaki, che poi l'avrebbe perlappuntamente sviluppata in Castello nel Cielo.

      Elimina
    2. Mi documento questa cosa non mi risultava, nel senso che essendo Laputa ben precedente a Nadia, pensavo che Hanno avesse semplicemente preso molto spunto ma poi sviluppato una storia sua, piuttosto che mettere in mezzo Miyazaki.

      I rimandi sono chiari ma appunto essendo uscito nell'86 il lungometraggio e nel 90 la serie tv credevo fosse un semplice "uh ficata stacosa, ora gliela copio"

      Elimina
    3. Pare che invece sia Laputa che Nadia si ispirassero a un vecchio progetto della NHK che Miyazaki sviluppò poi per conto suo in Laputa, mentre Anno, su richiesta della NHK , in Nadia.
      Cmq, tutti credono che Nadia sia ispirato a Laputa, ma personalmente, dopo aver visto Esteban e la misteriosa Città d' Oro , non ne sarei così sicuro.....

      Elimina
    4. Allora non sono pazza! Grazie a tutti per le risposte

      Elimina
  33. Allora, Rainbow Sentai Robin e The Flying Ghostship non sembrano affatto male. La faccia del vigile nella scena incoolarella dei Moomin è da antologia. Una richiesta, in anticipo sul post promesso, su Conan:il fatto della sua forza prodigiosa è mai stato giustificato nella serie? O semplicemente veniva dato per assodato? Ovvie lacrime napolitante per Il castello di Cagliostro, e tanta curiosità per Space Adventure Cobra (qualcuno l'ha visto? com'è?). Infine, recentemente ho rivisto lo sceneggiato Marco Polo:ben fatto, ben recitato, un sacco di soldi spesi bene. Tristezza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti rispondo io: la forza di Conan non viene spiegata scientificamente nella serie ma, parola dello stesso Miyazaki, Conan diventa super-forte solo quando Lana è in pericolo .
      Di Ghost Ship il Miyazaki ha realizzato solo la sequenza coi carri armati in città e creato il robot Golem.
      Il film di Cobra è molto bello e te lo consiglio ( ha un animazione che ancora oggi da la birra a tanti prodotti moderni).

      Elimina
    2. Io ricordo Conan sfoggiare forza eccezionale anche in situazioni relativamente tranquille (durante una rissa spezza un coltello di un teppistello a mani nude, e Lana non era presente, oppure fa immersioni in apnea di durata disumana(. Comunque, grazie per il parere su Cobra, una voce positiva fuori dal coro.

      Elimina
  34. Anni fa avevo scritto un post in cui teorizzavo che il Totoro di Myazaki discendesse direttamente dai Moomin ... http://piecar.blogspot.it/2007/12/come-alcuni-di-voi-sanno-ho-passato-le.html

    RispondiElimina
  35. Tra i World Masterpiece Theater c'è anche Pollyanna!
    Altri li conosco, ma non ricordo i nomi.

    RispondiElimina
  36. Non toccatemi Anna dai capelli rossi, che sì a volte era un po' noioso, e lei più cresce più diventa antipatica ... però resta sempre il mio cartone preferito.
    Detto questo ... che bello scoprire di amare Miyazaki ancora prima di saperlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono un grande fan di Miyazaki, ma anch'io adoro Anna dai Capelli Rossi. Grazie alla serie anime la Mursia importò in Italia anche il romanzo originale e i vari seguiti (consiglio vivamente i primi due, L'Età Meravigliosa e Il Baule dei Sogni).
      Da notare che mentre il Giappone ama profondamente i classici della letteratura occidentale per ragazzi, in Italia molte opere trasformate in World Masterpiece Theatre non sono mai state pubblicate (Flo la Piccola Robinson, Là Sui Monti con Annette ecc.)
      Lo stesso Anna dai Capelli Rossi è stato scritto nel 1908 ed è arrivato in Italia nel 1982. Evidentemente, piuttosto che importare capolavori stranieri, gli italiani preferiscono ristampare all'infinito le opere di Leopardi e Verga, che andrebbero tutte bruciate...

      Elimina
    2. E, sentiamo, cosa avrebbero di male le opere di Leopardi e Verga? Io studio Lettere all'Università, ma apprezzo molto anche la buona animazione e in particolare le opere di Miyazaki. Dimmi ora tu, oggettivamente, perché uno dei poeti più innovativi ed originali della storia, e un uomo che riuscì a trasformare il romanzo in uno strumento di analisi razionale della società, sarebbero da buttare.

      Elimina
    3. Il romanzo come strumento di analisi e critica della società non mi sembra un'invenzione di Verga, basti vedere cosa scrivevano molto prima di lui William Thackeray, Charles Dickens, per non parlare delle sorelle Bronte e di Jane Austen, la quale scriveva di sentimenti e società già a cavallo tra il '700 e l'800, mentre Leopardi sciorinava storielle campate per aria di Nature Matrigne e di infiniti al di là di un colle (abitava vicino ad un buco nero?).
      Ovviamente la mia era una battuta frutto di gusti personali e senza pretese d'autorevolezza alcuna. Che fine ha fatto il tuo senso dell'umorismo? Ah, già, si dev'essere atrofizzato a furia di "Malavoglia" e di "A Silvia" ;)

      Elimina
    4. Ginny Hermione11 luglio 2014 11:17

      Voglio spezzare una Lancia Ypsilon a favore delle ragazzine che proclamano di amare la lettura e poi leggono solo cose tipo "Twilight" e "Tre metri sopra il cielo". Io non penso che amare la lettura significhi leggere solo libri seri, anche i romanzetti leggeri e di puro svago possono offrirti lo spunto di riflessione o la digressione su un argomento che ti incuriosisce e hai voglia di approfondire (nel caso di "Twilight", si dice p.es. che Bella è un'appassionata lettrice di classici, quindi magari le ragazzine che leggono le sue avventure poi si incuriosiscono e leggono anche quei classici). Secondo me perché valga la pena di leggere un libro è già sufficiente trovare in esso una parola che non conosciamo e che cercheremo nel vocabolario: quella lettura avrà aggiunto al nostro patrimonio culturale una parola nuova. E questo può avvenire anche leggendo un libro di consumo come quelli che ho già citato.

      Elimina
    5. DocWyatt, premesso che gli autori inglesi da te citati criticavano sì la società, ma non certo in maniera realista e distaccata come il Verga, e che Leopardi esprimeva emozioni in cui personalmente trovo facilissimo rispecchiarsi, capisco che tu hai una cultura di base necessaria al possedere un gusto personale, ma leggendo quel commento un ragazzino ignorante di passaggio si troverebbe supportato nel suo rifiuto della letteratura classica, senza capire che la tua è una "battuta dettata dai gusti personali", e ti consiglio quindi di evitare battute del genere. Per rispondere invece a Ginny Hermione, dico che no, libri come Twilight sono uno spreco totale di tempo. Questo perché non è negativo leggere libri "leggeri", ma libri brutti. Di libri di intrattenimenti ce ne sono tanti e più di qualità di quelle schifezze, e se magari ci possono far trovare una parola che non conoscevamo, di certo non ci faranno scoprire una tecnica narrativa innovativa, o una lingua raffinata come quella di veri capolavori, che siano libri "seri" o di intrattenimento, ma ben fatti. Un esempio di buoni libri di consumo può essere Pinocchio: leggessero quello (e non le versioni ridotte per neonati) invece di Twilight e forse imparerebbero qualcosa di più.

      Elimina
    6. Ginny Hermione14 luglio 2014 09:15

      @Eugenio: per me non esistono libri belli e libri brutti, così come penso che non esista musica bella e musica brutta. E' bello quello che ti dà emozioni, e lo stesso libro o la stessa canzone possono essere schifezze per Tizio perché non gli dicono niente e contemporaneamente capolavori per Caio perché toccano tutte le sue corde. Ripeto, se una ragazzina che legge "Twilight" scopre che Bella ha letto "Cime tempestose" e "Romeo e Giulietta" (sono tre i classici citati, non mi ricordo il terzo) e si incuriosisce al punto da volerli leggere anche lei, allora ben venga anche "Twilight".

      Elimina
  37. Gran bel listone, Doc. Proprio di recente, lavorando ad un progetto su Miyazaki che poco c'entra con le attività del mio blog, sono andato a scavare tra tutti questi anime meno famosi del Maestro Miyazaki, e mi ha fatto quindi piacere rileggere qui di alcuni titoli che pensavo di conoscere solo io. Mi sono poi documentato in particolare sul genere del World Masterpiece Theater (o Meisaku), e va detto che fu anche grazie ad esso se i cartoni giapponesi cominciarono a diffondersi in Italia, visto che le ambientazioni occidentali erano facilmente riconoscibili dal pubblico nostrano (e ciò voleva dire anche meno censure/adattamenti poco fedeli).

    P.S. Un enorme facepalm per la Rai...

    RispondiElimina
  38. Sapevo solo di Anna, Heidi e Conan.
    Il resto praticamente niente: mammamia quanti ne sono!

    RispondiElimina
  39. Conan capolavoro assoluto,pelle d'oca ogni volta che mi rivedo tutta la serie in dvd..quest'autunno lo rivedro' tutto d'un sorso..(di solito me lo guardo ogni 2 anni da oltre 20 anni((vhs granata mitiche!!!))

    RispondiElimina
  40. Vhs Granata Press....piango per la nostalgia

    fine 80 primi 90 quando c'erano solo 20-30 vhs di Anime disponibili per gli assetati di Japan come me.
    yamato video e Granata Press i pionieri..
    quanto sono vecchio??
    Baoh, Lamu' beautiful dreamer,lupin 3 il castello di cagliostro .....

    RispondiElimina
  41. Prima volta in assoluto che sento Planet O, a 34 anni, ci credete? E MI PIACE!!!! E pure parecchio

    RispondiElimina
  42. Loop in INFINITO su Planet O

    Lupin, Conan e Sherlock dei Pagot sono stati i motivi di innamoramento immediato per Miyazaki.

    Poi venne una tarda notte alla Rai e Nausicaa e la botta fu piena

    RispondiElimina
  43. Conan... piango... bruschetta cronometrata dopo 0,06 secondi dalla lettura del titolo (cronometrata). Difficilissmo dire quale sia la mia serie Made in Nippon preferita, già dai "quarti di finale", ma alla fine, Conan la spunta... Conan... ripiango... quando illustro le magnificenze di questa serie a qualche under 21 e quello mi risponde -Ah si certo, Detective Conan!"... Ed è meglio che non pensi a Benten (l'amica Hell's Angel/metallara di Lamù) a cui è andata anche peggio...

    Planet O: "Niente da fare, vero?" (cit.)... Ovviamente no, ça va sans dire! E ora mi sovvieneMI un minisondaggio: Doc, ma a te (e la giro anche agli altri Antristi), quella roba del VIDEO DI PLANET O CON SIGLA (sic!) "HELLO LUPIN", quanto sa di profanazione su una scala da zero a -profanazione di tomba di Ramses II ed uso di bara come cestino dell'indifferenziata, con aggiunta di scritta spray "Zahi Hawass sucks"-? Io quando penso all'autore (per ora a me ignoto) di cotanto e "cotale" geniale accoppiamento, torna sempre in mente quello sketch di Giobbe Covatta? "-Ah cazz',sei stato tu?- e l'aggredì con un ratrèèèllo!-

    PS: com'è che da quando ho aperto questo post mi gira per la testa "Sherlock Holmes, our detective so supreme. Sherlock Holmes, you're the only one for me"? :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ops: ho scritto 2 volte "cronometrata" in testa al mio post. Scusassero...

      Elimina
  44. Solo chi ha bazzicato le reti private primigenie del centro Italia alla fine degli anni '70 può capire l'esplosione di bruschette causata dal gatto con gli stivali e, soprattutto, dal piccolo principe Valiant.

    RispondiElimina
  45. Sono CINQUANTA anni di carriera netti! Miyazaki è una delle ultime cose positive che rimane di un Giappone per me sempre meno interessante.

    RispondiElimina
  46. Lo Sherlock Holmes di Miya è una delle cose che ricordo con affetto della RAI di quand'ero bimbo/rEgazzino. Che non fossero Disney, quantomeno.

    RispondiElimina
  47. Ali' Baba' e i 40 ladroni passo' in Rai negli anni 70 e mi pare su qualche tv locale nei primi '80. Mi colpi' molto, evidentemente il primo anime lascia il segno (e infatti per mia figlia ho voluto che fosse Totoro :-))
    Non credo si trovi in giro doppiato in italiano, ne' ufficiale ne' per vie traverse, peccato perche' ricordo un genio della lampada doppiato in modo molto buffo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è c'è, invece ^^
      MUX, ma c'è ;)

      Vai su Google, cerca il forum di "80's Otaku" e preparati alle "bruschette"

      Elimina
  48. Ginny Hermione14 luglio 2014 09:18

    Ma guarda un po', leggendo questo post ho imparato qualcosa che non sapevo: che il principe Valiant era scandinavo. Ero convinta che fosse gianfransuà, forse perché lo confondevo con Michel Vaillant, a causa dei nomi simili. Proprio vero che vale la pena di leggere qualunque cosa possa aggiungere un'informazione al tuo bagaglio culturale :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. IL nome originale del ragazzino di Miyazaki è "Hols" (traslitterazione dell'egiziano "HORUS" il dio del sole)

      Venne chiamato "Valiant" in italia, per associarlo assurdamente al "Prince Valiant" di Hal Foster, fumetto capolavoro americano degli anni '30

      Elimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails