venerdì 2 maggio 2014

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Rollerball (1975)

Rollerball 1975 recensione
Si è parlato già più volte a queste coordinate di Rollerball, il film di Norman Jewison del 1975, e lo si è fatto perché è uno dei tuoi film fantascienzi preferiti. Hai parlato della sua importanza nel mondo del cinema sci-fi e dell'entertainment tutto, ma non hai mai spiegato fino in fondo perché questo film ti piaccia così tanto: fortuna che la rubrica SuperFantaScienzo assolve esattamente a questo scopo [...]
Partiamo da un presupposto: strutturalmente, a volerne sezionare la confezione sotto un microscopio con lente per PDF, Rollerball è tutt'altro che un film perfetto. Lo spunto iniziale - il mondo del 2018 in cui non esistono più guerre e nazioni, ma solo una corporation globale, che come circenses per tener buono il popolino utilizza il campionato mondiale di questo sport superviolento - non solo non era un'idea originale già nel 1975, ma viene snocciolato in un paio di superspiegoni mica da ridere. Il momento in cui il dirigente col ciglione da malvagio, Bartholomew (John Houseman) spiega a Jonathan E. perché deve ritirarsi, è un super-pistolotto storico rivolto allo spettatore per raccontargli la rava e la fava dello scenario in cui è ambientato il film, con la delicatezza di un cartellone piazzato davanti alla macchina da presa con la scritta LEGGI QUI. Il concetto molto semplice di utopia in cui non trovano più spazio povertà e miseria, al modico, distopico prezzo di qualche chilo di libertà individuali, viene sottolineato con altrettanto zelo da educatrice dell'infanzia nel dialogo tra Jonathan e la sua ex moglie nel bosco. Ma c'è che, ovviamente e fortunatamente, Rollerball non è solo questo.
Rollerball è innanzitutto IL film sugli sport violenti del futuro. La pellicola prodotta e diretta dal Norman Jewison di Jesus Christ Superstar ha dato un volto talmente perfetto alle discipline spaccaossa del domani, che quel volto poi è stato, uh, preso in prestito da decine di videogiochi. Da RocketBall per C64 agli Speedball, passando per qualsiasi cosa avesse a che fare con una palla di metallo. Nonostante i pattini a rotelle e i giapponesi che fanno le mosse di karate, le squadre, il regolamento stesso del gioco funzionano benissimo e rendono il tutto verosimile ancora oggi.
Nel mondo di Rollerball esiste un solo tipo di carattere tipografico.
Fortunatamente non è il Comic Sans
Merito, anche e soprattutto, proprio dello stile imposto a qualsiasi aspetto del film, dalle divise alle ambientazioni. Quella visione del futuro tutta design anni 70, che era così avanti, da catalogo di una expo mondiale nel suo mix di interni arancioni ed esterni da avanguardia architettonica - la sede della Energy Corporation era il quartier generale della BMW di Monaco, allora inaugurato fresco di costruzione - di mantelli da donna e abiti attillati con la zip per gli uomini, da far futuro ancora oggi. Un futuro vintage, ma che conserva il suo fascino asettico e distante, anche se l'han partorito quarant'anni fa e al nostro 2018 manca meno di un lustro.
Poi c'è che oltre alla premessa semplice e agli spiegoni, ci sono alcune immagini molto potenti. C'è la società dei dirigenti che si diverte a bruciare gli alberi con una pistola-cannone, decadenza da tardo impero in versione jet set scocciato e armato. Ci sono le donne di questa società ridotte a strumenti di persuasione e controllo, sostituite nella vita del protagonista a intervalli regolari dalla corporation; la scena in cui l'ex compagna di Jonathan E., Mackie (Pamela Hensley) si rende conto di cos'ha fatto bruciando quegli alberi per sfizio, e piange, è pura fantascienza anni 70, raccontata per immagini senza bisogno di spiegarle. 
C'è anche, in mezzo alle schede perforate e ai monitor del Mesozoico, un computer senziente fatto di materia liquida, che nonostante la mimmosità abbastanza pronunciata della sfuriata dello scienziato pazzo di solitudine, resta impresso.
E poi, chiaro, c'è Jonathan E. Ti sei tenuto per ultimo il protagonista perché tutto il film poggia interamente sulle sue spalle squadrate e piene di cicatrici. Il campione di Rollerball interpretato da James Caan non capisce. Semplicemente non capisce, per quanto provino a spiegarglielo in tutti i modi e in tutti i laghi e con tutte le declinazioni del verbo STACCE™ possibili, che la corporation non può più permettersi un giocatore più famoso ed osannato dello stesso sport. E siccome non capisce, Jonathan fa solo quello che sa fare, e continua a giocare. 
Nonostante cerchi di proteggere il compagno e amico Moonpie (John Beck) per tutto il film, quando questi viene steso dai giapponesi terribili guidati da quel tizio a cui miracolosamente non si scassano le lenti, Jonathan non si ferma neanche per un istante accanto al corpo dell'amico a terra. La sua reazione è alzarsi in piedi e tornare in campo. Una macchina da gol per cui non esiste nient'altro che l'anello del Rollerball, che picchia nervosamente il guanto borchiato sul fianco prima che venga sparata la palla d'inizio, e che quando realizza che da quella finale tra Houston e New York non uscirà vivo nessuno, non ha alcuna voglia di tirarsi indietro.
E allora Jonathan quell'ultima partita la gioca comunque. E nel last-man-standing feroce, nel massacro di cazzottoni letali e motorette esplose, quando si spengono le luci di quell'ultimo chicazzè, E. il campione fa quello che sa, vuole, deve fare: prende quella maledetta palla e la scaglia in buca. L'uomo del futuro che ha tutto, tranne la possibilità di determinare da solo la propria vita, ha sfidato gli dei in giacca e cravatta e ha vinto. Non sappiamo cosa ne sarà di Jonathan E. Non sappiamo se la corporation tornerà sui suoi passi e deciderà che farlo ammazzare, in effetti, sia una soluzione più pratica. 
Ma quell'uomo ora, in questo istante, mentre gira sulla pista e il pubblico intona il suo nome in un mantra, è un uomo libero. Toccata e fuga in Re minore di Bach, titoli di coda. Con il nome di tutti gli stuntman, per la prima volta nella storia del cinematografò, ché quelli si son fatti un culo a capanna in questo film, senti.
Filmone, oggi come trentanove anni fa. Nonostante le ingenuità di cui si diceva sopra, granitico, seminale, stiloso, altri aggettivi, fate voi. Ah, se qualcuno dovesse dirvi che nel 2002 il John McTiernan di Die Hard ne ha girato un remake, non credetegli. Urlate LALALA NON SENTO LALALA e fuggite.

Rollerball
recensito da DocManhattan il 2014-05-02
Rating: 5

28 commenti:

  1. un solo nome per l'umanità : Rebecca Romj Stamos!!!!

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  2. Dirò una cosa che mi fara cacciare a vita. L'ultima volta che ho provato a vederlo ero stanco e mi sono addormentato, avevo sonno e tutte le scene un po' oniriche e ovattate mi hanno dato il colpo di grazia.
    Proverò a rivederlo.

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  3. L'unica cosa degna del seguito (io ero convinto che fosse un reboot, penzanupoh) è Paul Heyman che fa il telecronista.

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    1. È ovviamente un remake, avevo scritto male. Peraltro, essendo ambientato nel 2005, al massimo poteva essere un prequel. Cioè, fermo restando che si sta parlando di un film inesistente.

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  4. Rollerball da ragazzo mi colpi tantissimo, con un protagonista eroe " greco classico" che va avanti contro il destino e contro gli dei e ne paga le conseguenze. Stasera lo rivedo e saprovvi dire :-)

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  5. "Norman Jewison di Jesus Christ Superstar"

    E non dimentichiamoci de La Calda Notte dell'Ispettore Tibbs.

    Su Rollerball invece non aggiungo niente,che hai gia detto tutto cio' che c'era da dire.Grandissimo,grandissimo film e grandissimo James Caan. Vado a risentirmi la musica di Speedball 2,va.

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  6. Volendo fare un commento serio, lo sport del Rollerball è un icona nel mondo della fantascienza. La citazione e le varianti sul tema meriterebbero un listo giordano impressionante. La citazione/variante sul tema più bella che ricordo è quella fatta in "Alita - L'Angelo della Battaglia": tutta la parte 2° del fumetto è incentrata su delle corse su pattini il cui scopo è tagliare il traguardo con una palla di metallo. Il riferimento è piuttosto ovvio ma rielaborato regalandogli qualcosa in più.

    Dalla porzione di film che ho visto traspare tutta la sofferenza del protagonista che non trova un suo posto fuori dall'arena di gioco e di una società sedata e addomesticata dagli amministratori delle "keiretsu". A parte le battute la visione onirica che avvolge il direttore all'inizio del film rende molto l'aspetto divino della figura, da un lato quasi da megadirettore fantozziano.

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    1. ...che se vogliamo ritroviamo in " the hunger games"

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  7. Quando lo vidi mi colpì parecchio, nonostante erano passati quasi 30 anni dalla sua uscita... film invecchiato benissimo.

    PS
    Domanda off topic: Doc, ieri sera stavo mettendo ordine nel HD e sono incappato nel tuo vecchio podcast: Twilight. Visto che parliamo di fantascienza, c'è la possibilità, in futuro, di ascoltarne un nuovo episodio? Dai che era uno dei podcast più intelligenti, originali e belli sui videogiochi di sempre... ti prego, facci un pensiero.

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    1. Temo di no. Ogni cosa ha il suo tempo: l'avventura di Twilight è durata poco, ma mi piace pensare che quel poco sia il giusto. Sto pensando però a una nuova roba da fare sui videogiochi insieme al Duffo. Ne riparliamo presto.

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  8. ok, sono passati tanti anni, tocca rivederlo.

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  9. visto da ragazzetto, o poco più... mi chiedevo perchè non si giocasse davvero questo sport.... vado a cercarmi il Blueray o il DVD...e poi lo rivedo in serie con "Brazil"

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  10. Film imperfetto come dici tu, ma che resta impresso ed è un pezzo di storia, oltre che un bel film cattivo qb. Uno dei capostipiti della mia adolescenza. Altro che reboot, quelli fatti finora, di qualsiasi film fanno abbastanza schifo.

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  11. Questo film e' un capolavoro. PUNTO.
    E mi e' venuta voglia di giocare a Speedball 2. Dovro' riesumare il Mega Drive...

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  12. a me piaceva il nathan never tratto da questo film

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    1. "Tratto" non rende bene l'idea quando si parla di Nathan Never.
      SSarebbe meglio dire "Plagiato" visto che su Nathan Never si trovano solo plagi su plagi di ogni cosa vagamente fantascienza mai creata. IMHO.

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    2. Potrebbe essere l'idea per una nuova rubrica dell'Antro!

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  13. Le ultime 2 frasi ti guadagnano il mio RESPECT al cubo (ché il quadrato te lo attribuisco di default)

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  14. Film strepitoso nella sua imperfezione, come Zardoz per me altro gran film da recuperare! E poi chi ha adorato Speedball 2 non può non vedere questo film!

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  15. Ho la vhs, per vedere certe meraviglie 20 anni fa', esisteva solo il videoregistratore, oggi piu' che mai sono entusiasta di quella pellicola e di averla vista e goduta

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  16. Questo è il film che ha ispirato il gioco di Blood Bowl.
    Il gioco di miniature più fico, ma più bistrattato della GW!
    Che sfiga...

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    1. Da giocatore di BloodBowl di lunga data confermo il fatto che sia il gioco di minature più fico e bistrattato della GW, ma smentisco che sia stato ispirato da RollerBall.

      Si tratta di una partita di football americano in chiave fantasy, quindi l'unica cosa in comune tra gioco e film è al massimo il fatto che sia uno sport violento... mi pare un po' vago come collegamento.

      Se vuoi un film che realmente riprenda lo spirito bloodbowlistico, allora devi vedere Giochi di Morte, con Rutger Hauer, che è del 1989 proprio come BB ;-)

      http://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_di_morte_%28film%29

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    2. Primo post in assoluto sull'antro, scoperto ahimè solo negli ultimi mesi e grazie ad un condiviso de "le pubblicità fuorvianti di topolino" sul facciacoso da parte di terzi. Ciò detto, applausoni per chi ricorda il grande Giochi di Morte (Bloo of the Heroes) e che a quanto pare ha dato il via alla creazione dello sport del Jugger del quale esistono anche delleleghe (vabbè in ammeriga puoi creare anche la Lega sportiva di ruttolibero carpiato). Doc so che sono nuovo e niubbo, ma dici che chiedere che venga inserito nella sezione superfantascienzo postapocalitticokenshiroso è troppo?
      Pliz!

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  17. Film enorme, seminale, con un finale da brividi ogni volta che lo rivedo (e che si può leggere in molti modi), nonché mio probabile preferito della fantascienza tutta, anche se di un'incollatura su 2001 e una manciata di altri.
    E film ingiustamente sottovalutato, o meglio, non valutato appieno come meriterebbe.

    Quello della violenza nello e dello sport, sfruttata e spettacolarizzata e catartica, era già un argomento caldo negli anni '70: Rollerball è coevo di "Quella sporca ultima meta" e precede di un paio d'anni "Colpo Secco" di George Hill, con Paul Newman: una commedia surreale, ma lo sport era vero (hockey) e la violenza sovrabbondante.

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  18. nello stesso anno con un tema simile è uscito pure Anno 2000 - La Corsa della Morte, è il film a cui si sono "ispirati" per il videogioco di Carmageddon.. buttaci un'occhiata, non è affatto male

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  19. Per me IL capolavoro, ho i brividi al solo pensare alla folla che inneggia a Johnatan, un uomo che ha tutto ma, come dici tu, Doc, non capendo rimane inadeguato, fuori posto, tranne che in pista, ovviamente.

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  20. Senza questo film non avremmo avuto uno dei più bei giochi per Amiga di sempre...

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    1. Concordo: pagherei oro per poterci giocare oggi con una versione di GOG o simili (sono una capra con gli emulatori Amiga).

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