venerdì 28 febbraio 2014

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Snowpiercer, la recensione senza spoiler

Snowpiercer recensione film
Esiste una regola non scritta tra gli appassionati di fantascienza. Quella regola recita: se la locandina di un film parla di nuovo capolavoro e cita Blade Runner, scappa. Ben memore di questo, ieri sera eri lì che fissavi il poster di Snowpiercer, all'esterno del cinema, piuttosto perplesso. Perché sì, un paio di citazioni da Ciak e Mymovies parlavano rispettivamente di "Uno dei migliori film di fantascienza dai tempi di V for Vendetta" (capirne) e di "Un capolavoro. Lascerà il segno come Blade Runner e Matrix". Eccallà. Solo che Snowpiercer, questo film del coreano Bong Joon-ho (The Host), tratto dal fumetto francese Le Transperceneige e girato con un cast internazionale (John Hurt, Chris Evans, Jamie Bell...), ci tenevi davvero a guardartelo. E allora sei entrato. E ne è valsa la pena? Sì, ne è valsa la pena [...]
Chris Evans Snowpiercer
Il fumetto, pubblicato in Francia tra l'82 e il 2000,
è tornato in questi giorni in edicola per la Cosmo
Le premesse da cui muove la pellicola sono molto semplici: l'umanità e qualsiasi altra forma di vita sul pianeta si sono quasi estinte a seguito di una nuova glaciazione. Gli ultimi sopravvissuti vivono all'interno di un treno, perennemente in corsa. Solo che non tutti sono trattati allo stesso modo, e ai cenciosi occupanti degli ultimi vagoni, guidati dalla versione parcheggiatore abusivo di Capitan America (Chris Evans con la barba e il berretto di lana), la cosa non va più giù...
Snowpiercer John Hurt
John Hurt, giusto trent'anni fa il Winston Smith di Orwell 1984
Non è facile descrivere Snowpiercer, perché la sua natura di pellicola orientale viene fuori con una tale frequenza da renderlo totalmente anti-hollywoodiano: a tratti è grottesco, poi diventa superviolento, poi di nuovo grottesco. Ti aspetti un certo sviluppo, naturale in ogni storia distopica di questo tipo, e invece ne arriva un altro, e poi un altro ancora. Proprio il suo essere diverso, in senso lato, dal solito cinema sci-fi americano pallosissimo e zeppo di spiegoni, rende Snowpiercer spesso imprevedibile: viaggia, letteralmente, su un paio di binari, ma non sai fino alla fine che direzione vuole prendere, e questo mantiene viva l'attenzione. Avercene.
Un'irriconoscibile Tilda Swinton, nel bel mezzo di un momento BioShock
Poi, chiaro, diverso e orientale vuol dire anche un film con dei momenti un po' così, ai confini della mimmata. Vuol dire che, in ossequio alla filosofia dell'antispiegone, un paio di premesse iniziali e altrettanti sviluppi vengono messi lì senza un senso apparente, e tocca farseli andare giù comunque. Se proprio vogliamo continuare a utilizzare l'accostamento col treno, il film di Bong Joon-ho è proprio come il convoglio di cui parla: fatto di vagoni diversi e tenuti assieme non si sa bene come, sfreccia su binari ghiacciati, perennemente a un passo dalla catastrofe. Eppure va avanti. Tocca mandar giù quel paio di vabbè, far la tara con il lato più selvaggio del suo essere strano e diverso e coreano, ma funziona. 
Snowpiercer è un film non banale, un parente neanche troppo alla lontana di Orwell 1984 e, per i versi chiaramente più grotteschi della faccenda, di Brazil, ma che non si appecorona nel grande solco hollywoodiano del cloneremakerebootricopiò, azzardando al contrario almeno un paio di soluzioni visivamente e narrativamente interessanti. E buttando lì sul finale - sul quale vorresti dilungarti. Magari un'altra volta, all'ombra di un tag spoiler - anche un interrogativo di un certo peso. 
Il che, già di suo, sarebbe un risultato da incorniciare per un film distopico uscito nel 2013. Figurarsi poi quando si tratta di una pellicola tutta ambientata all'interno di un treno, con le ovvie difficoltà del caso. Com'è che dicevi poco fa? Ah, sì: avercene. 


Snowpiercer
recensito da DocManhattan il 2014-02-28
Rating: 4

65 commenti:

  1. Buona a sapersi, non gli davo due lire.

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  2. Ottimo,cercheró di vederlo...e quelle immagini mi ricordano tanto metro 2033

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  3. Questo me lo segno... e vado al sinemà!

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  4. Per la verità a dire dal trailer pare ancora una volta una pedissequa trattazione del tema manicheo già visto in mille film del genere: ricchi e poveri, noi di qua, voi di là. Anche in film recenti è sempre la stessa solfa apparentemente impegnata ma che di fatto è profondamente qualunquista e banale: Oblivion, District 9, Elysium, Cloud Atlas e centomila altri precedenti e contemporanei, come Gattaca o The Purge (con lo stesso attore protagonista...). Insomma, che noia mortale...

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    1. Oh, sì, è quello che sembra dal trailer. Parlavo non a caso di premesse molto semplici. Premesse, però. Non tutto il film...

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    2. Se t'hanno annoiato District 9 o Gattaca hai dei problemi seri.

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    3. None, non cominciamo. Qui vige il principio secondo cui ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole. I gusti sono gusti, eccetera eccetera.

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    4. No, Gattaca e District 9 non mi hanno annoiato per niente. Non avrei avuto problemi seri anche se fosse stato... Quello che mi dà noia come spettatore e appassionato di fantascienza è che si ripercorra così spesso lo stesso filone consolatorio dei poveracci che si incazzano e smantellano il sistema di potere dei ricconi stronzi... forse sarebbe tempo di complessificare un po' la cosa. Se Doc ha apprezzato questo film del treno, però, gli do fiducia. Quando rientro in Italia me lo guardo.

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  5. Speravo in un tuo parere, finora ho letto e visto solo palesi marchette in cui veniva definito un capolavoro, per questo diffidavo.

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    1. Capolavoro no, ché ci son pur sempre le robe un po' mimme da digerire. Film godibile e - contro ogni previsione - non scontato? This.

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    2. già che sia un film di fantascienza appena decente è un ottimo risultato di questi tempi...purtroppo

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    3. Sulle mimmate ci si può sempre mettere una toppa sopra, basta che la pellicola sia valida nel suo complesso. Grazie per la recensione! Andrò a vederlo presto.

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  6. Interessante,non da vedere al cinema ma interessante,voglio vederlo solo per John Hurt

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  7. Come te Doc. anche io quando vedo la pubblicità di un film fantascienzio e leggo "capolavoro", "il miglior film" e simili mi convinco che sia come la Corazzata Potemkin e cioè una Ca@ata Pazzesca! Infatti parlandone con un collega gli dicevo che mi puzzava come film. Ma a volte facciamo troppo affidamento nel nostro "Senso di Nerd" e questo credo sia uno di quei casi. Ma credo converrai con me che nella maggior parte dei casi ci salva da film mimmi.

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    1. Questa sera deciso che andiamo al cinema o Lego o 47 Ronin o morte!

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  8. Si sa qualcosa se la versione nelle sale sia quella originale coreana e non rimaneggiata come volevano fare gli americani per renderlo più digeribile alle masse dal collo rosso?

    Cheers

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    1. Avevo letto da più parti che in Italia avrebbero proiettato il cut originale senza tagli. Non ho certezze al riguardo, ma da rilevazione spannometrica (di sicuro ieri si è andati oltre le due ore. E il metraggio originale è di 126 minuti), tenderei a confermare.

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  9. Il trailer mi aveva incuriosito un sacco. Credo che andrò a vederlo.

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  10. Ne avevo sentito parlare bene dagli amici fancalcisti e qui ho trovato conferma della bontà del film. Conoscendo le opere trascorse di Bong avevo già un discreto hype che ora mi è salito ancora di più. Da vedere.

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  11. Avevo intravisto il poster qualche sera fa, ma non avevo idea di cosa si trattasse (la versione Frecciarossa di polar express probabilmente).
    Ma ormai mi fido dei tuoi giudizi in fatto di pellicole fantascienziche al punto che dal "Sì, ne è valsa la pena" sono passato direttamente alle 4 Presidentesse su 5.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Non è possibile, di nuovo, li' ad incensare un film mediocre solo per fare marchette alla lobby dei capotreni; questo Blog era meglio quando si stava peggio.
    Qui a Ginevra è uscito solo nella lingua dei Gianfransuà®, attendero' l'inglese.

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  14. Io mi ricordo il fumetto uscito a puntate su una rivista inizio anni 90 e mi era piaciuto molto. Qualcuno si ricorda il nome della rivista? Torpedo forse? Era di grande formato con la rilegatura a costa e aveva fumetti e articoli con un approccio un po' machista (alla pilote ma con meno sci-fi)

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  15. Io nutrivo aspettative molto alte riguardo questo film perche' Bong Joon-ho mi aveva stupito in positivo con il bellissimo The Host (gran film di mostri,ottimi effetti speciali considerato il budget non proprio astronomico e soprattutto da non confondersi con l'omonimo film rumenta made in USA).

    Tutte queste aspettative non sono state assolutamente disattese e lo trovo un film veramente ottimo al netto di qualche magagna;devo dire che in generale quest'anno cinematografico e' cominciato proprio bene,almeno per i miei gusti.

    Ps. ho gia scritto piu' volte che a me i Whachowski stanno simpatici per alcuni versi...ma l'adattamento cinematografico di V per Vendetta ha fatto piu' danni della grandine,sia perche' brutto di suo sia perche' e' diventato il film feticcio dei complottisti che su Facebook scrivono "SVEGLIAAAAAA!!1!1!!!" ogni due su tre.

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  16. Il fumetto ho visto che ha una certa età e quindi probabilmente ha ispirato anche alcuni concept simili che ho già visto (oppure no), come in Ravage 2099, dove appariva un concetto simile di "veicolo = mondo", solo che lì era uno smisurato camion.

    L'idea di partenza la trovo carina (quello dei sopravvissuti che vivono dentro un mega-veicolo, è un concept che mi attira fin dai tempi di Robotech), però boh... è un tipo di idea che mi presuppone un bel film avventuroso (NON intendo americano. Solo avventuroso, magari in maniera intelligente) ed ho la sensazione molto istintiva che questo film potrebbe deludermi.
    Però mi incuriosisce e credo che me lo vedrò in futuro ^^

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  17. Dal trailer lo avevo messo nella colonna dei "forse"
    Ora, grazie al voto 4 sulla scala P.O.W. passa alla colonna "5.5€" (inteso come visione infrasettimanale).
    Grazie, Doc.

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  18. Te l'avevo detto che avrebbe meritato sicuramente (previsione facile dato che il regista è un ottima carta conosciuta).
    stasera vado anche io!

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  19. Penso che andrò a vederlo, ultimamente non è che è uscita roba interessante più di tanto.

    P.S: John Hurt ha passato la 70ina giusto? Forse è più cool adesso che da giovane.

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  20. La cosa più incredibile è che il demone Uottefàk non abbia cambiato il titolo!!! :o :o :o

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    1. Anche perché a tradurlo, quel titolo, si rischiava questo. ;)

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    2. OT (spero divertente) riguardo alle traduzioni:
      quando mia Moglie mi chiede perché continui a compra anime in raggiblù motivo la cosa dicendo che mi serviranno un giorno per la figlia in arrivo, terminando il discorso così: "non esiste che mia figli possa guardare un cartone che si intitola PEPPA LA MAIALA!" (Zerocalcare cit.)

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    3. @ Dr,Manhattan: LOL, meglio non dare certe idee alla lobby dei traduttori.

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  21. Ma porc....

    In questa nazione di merda buona solo per esportare zanzare e legname non c'e' e non lo faranno mai vedere in sala, non arrivera' mai un DVD da noleggiare. Sono ormai due mesi che vado a pesca nel torrente della rete e manco l'ombra.

    E allora per una volta mi accontenterei perfino della versione doppiata italiana.

    Beato chi e' riuscito a vederlo, io continuero' a sbattere la testa contro il muro.

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    1. Nella terra delle paludi, la Finlandia, dimenticata da Dio ed evidentemente anche dai distributori di film minori.

      Peccato, ma ho una mia teoria sul perche'.

      Forse un film su di un treno che sfreccia in moto perpetuo tra le nevi sarebbe stato un duro colpo per la nazione.
      Un posto dove d'inverno fa freddo e nevica e dove puntualmente ogni inverno non riescono a far funzionare i treni in maniera decente. Inaccettabile per le ferrovie nazionali venire smerdati cosi' platealmente.. :)

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    2. Ma in Finlandia c'hai la good old faiga, chettefrega di Snowcoso

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    3. Vai di amazon per i dvd e bluray (consiglio stupido, forse, ma faccio così io a Milano). Mi sembrava comunque un paese civile fino a Rovaniemi a parte gli autovelox ogni cinque metri. Poi se abiti a Inari ed è inverno è un altro paio di maniche.

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  22. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  23. solo io l'ho trovato un film imbecillissimo? si,ok,alcuni tratti buoni,mai noioso,ma un finale veramente cretino

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  24. Ma tanto per regolarmi: The Host dello stesso regista, che molti considerano un capolavoro e per me invece è stata una caxxata inguardabile, tu come lo giudichi DOC?

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    1. Oddio, son passati begli anni, ma lo ricordo discreto. Come film di genere, aveva delle buone cose, che - ovviamente imo - lo rendevano migliore di tonnellate di film analoghi. Mi viene però difficile paragonare i due film, perché son proprio diversi.

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  25. Perfetto! ;D Allora ci vado. Ero veramente indeciso, il film mi sembrava da nì. Ma il fumetto com'è? Meglio?

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  26. Oh, della pheega mica mi lamento. E vi dirò, se ci fosse più neve e inverno non mi dispiacerebbe. La luce però è un po' pochina, anche senza arrivare a Inari..

    Extrema ratio Amazon, mi sa che stavolta non scampo.

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  27. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. A quanto pare sono riuscito ad allineare l'allineabile xD
      Grazie per la repentina risposta :D

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  28. che Bong fosse un regista della madonnona non lo si scopre oggi. Memories of murder e The host sono due film di genere che hanno ridefinito il termine stesso di "film di genere". Blockbuster d'autore, quasi un ossimoro! Anche qui scelte registiche che ti lasciano stupito e contento come un bambino. Filmone.

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  29. visto ieri e dopo un primo momento di smarrimento per i bruschi cambi stilistici, una volta entrati in sintonia, è un film notevole.

    Un paio di scene sono notevolissime, il finale non scontato e perfino Evans è bravo.

    Secondo me si apprezza veramente con una seconda visione, cosa che farò sicuramente

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  30. film da vedere, non solo per conoscere l'immenso talento di Bong Joon Ho, ma anche perchè tra 30 anni sarà salutato come una pietra miliare della fantascienza distopica.

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  31. Ragazzi andateci, è davvero bellissimo, a me è piaciuto un sacco.
    Davvero, non rimarrete delusi.

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  32. A me è piaciuto molto, il finale al massimo non mi ha entusiasmato ma nel complesso decisamente promosso, ho apprezzato anche il non inserimento di storie d'amore a random.

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  33. Visto stasera. A me ha ricordato il primo The Cube.

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  34. Per me, capolavoro!
    “Ecco un’idea che avrei voluto avere io” questa è la prima cosa che ho pensato guardando ‘Snowpiercer’ di Bong Joon-Ho. Ispirato a una graphic novel francese, ‘Le Transperceneige’, diretto da un regista coreano che sa il fatto suo e affidato a una cast di impronta hollywoodiana (Chris Evans sopra tutti) dimostra una volta per tutte come il terzetto reboot, remake, sequel non sia l’unica risposta alla crisi creativa del cinema di genere. Anzi.
    Il futuro raccontato da ‘Snowpiercer’ è una forte e connotata distopia. Nel 2014 il riscaldamento globale è diventato il primo problema dell’intera umanità: per risolverlo la maggior parte dei paesi decide di ricorrere al CW7, una sostanza che se liberata nell’atmosfera promette di sistemare ogni cosa. Ma gli effetti collaterali sfuggono al controllo precipitando l’intero mondo in una micidiale e repentina glaciazione. L’unica via di salvezza è ‘L’Arca Sferragliante’ ideata dal misterioso signor Wilford: un treno tecnologico che compie il giro del mondo in un anno esatto. Dotato di un sistema di propulsione inesauribile, lo ‘Snowpiercer’ è composto da moltissimi vagoni e organizzato secondo un preciso posizionamento dei passeggeri. In testa la classe dirigente di un mondo in miniatura, in coda i poveri, i derelitti, coloro i quali hanno ricevuto il biglietto per ultimi. Bong Joon-Ho inizia da qui a raccontarci la sua storia. Dal terzo tentativo di ribellione in 17 anni (siamo nel 2031) guidato da Curtis (Chris Evans), dal saggio Gilliam (John Hurt) e dal giovane e irruento Edgar (Jamie Bell). L’obiettivo è la testa del treno, dove nessuno dell’ultima classe è mai arrivato.
    Due sono le cose che saltano subito all’occhio: la bravura del cast (sorprendente per me la prova di Chris Evans che smessi i panni di Capitan America dimostra di saper fare anche molto di più) e la forza visiva dell’interno impianto narrativo. Sporcizia, durezza, coraggio, surrealismo e iperrealismo. C’è un pizzico di Dark City (1998) nella decadenza degli ultimi vagoni del treno e nelle gerarchie che comandano il treno, a partire dal surreale Ministro Mason (Tilda Swinton). C’è un pizzico di Matrix (1999) nella diffusione del CW7 (e nella figura di Wilford) solo che invece di oscurare il cielo per fermare le macchine gli aerei precipitano il mondo in una glaciazione. Ma sono sottili richiami che solleticano le memorie cinematografiche riferendosi a un genere al quale ‘Snowpiercer’ ammicca dicendo però la sua. Sia in ‘Dark City’ che in ‘Matrix’ infatti la realtà non era ciò che sembrava. Nel primo una città, nel secondo il mondo intero e in ‘Snowpiercer’ un singolo treno che però, a tutti gli effetti, è ciò che resta del mondo. Il viaggio di Curtis lungo i vagoni è un percorso surreale, persino dantesco, attraverso i gironi di un inferno ghiacciato che l’uomo ha fabbricato e che tanto lotta per mantenere. Ed è un percorso che fa molto riflettere, soprattutto in alcune sue parti. Il treno diventa l’unica risposta a qualsiasi domanda perché all’interno del treno le domande stesse non hanno senso, non possono averne. Lo ‘Snowpiercer’ deve sopravvivere a ogni costo e ciascuno è chiamato a contribuire, più o meno consapevolmente. E’ un percorso visivamente duro, molto duro. Coraggioso come pare solo le produzioni esterne a Hollywood riescono a essere. Non rallenta mai, non frena, non si tira indietro e seppure qua è là si possono trovare alcune veniali sbavature la potenza dell’intero film non è affatto compromessa.
    Il finale si spinge ancora più lontano: è quasi biblico e carico di simbologia, o almeno si può prestare a un’interpretazione di questo tipo. Insomma per chi come me aspettava segnali di vita del cinema di genere (che magari non provenissero dal solito Christopher Nolan), un forte messaggio arriva dalla corea in una pellicola contaminata (idea francese, regia coreana, lingua inglese) che abbatte molte barriere mostrando una nuova via ad aspiranti registi di fantascienza.

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  35. Altri buoni consigli per le serate fredde

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  37. Magari non sarai un'esperta ma di sicuro sai come spoilerare il finale di un film.

    Grazie tante eh!

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  38. Piaciuto un sacco!
    Di fantascienza ha pochino.Direi che è un film dal contenuto politico / distopico più che fantascientifico in senso stretto. E' fortemente simbolico e non ci vuole un genio a capire cosa sia in realtà il treno che viaggia a folle velocità senza fermarsi. Anche le "mimmate", se si accetta la chiave di lettura simbolica, sono accettabili e non danno fastidio.

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  39. L'ennesima trasferta che si rivela una colossale delusione. Bong ha diretto ben più consistenti (capo)lavori (Barking Dogs incluso). Snocoso è un'insostenibile accozzaglia di incongruenze, stereotipi, banalità, di trovate casuali, gratuite, implausibili, di personaggi tra il fighetto e il grottesco. Davvero, come si fa a non innervosirsi ad ogni scena non me lo spiego.

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    1. Ora non esageriamo. Barking Dogs è un bel film, ma non certo un capolavoro (titolo che lascio a Memories Of Murder). Snowpiercer anche solo per il fatto che nasce come un blockbuster, è un signor film.. ennesima incursione di Bong nel cinema di genere riuscita pienamente, in cui racconta una storia in maniera non scontata e con una regia che molti hollywoodiani si sognano.
      Alro che innervosirsi ad ogni scena. Le "incongruenze" le vede solo chi cerca razionalità in un film che non ne vuole mostrare, dato che lavora più che altro per metafore.. e il grottesco è voluto.

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  40. No ma ragazzi, scherziamo? Questa roba qua sarebbe un capolavoro? é un film che parte bene e che nella seconda metà perde totalmente di senso. E no, non c'entra il cinema orientale, il fatto di farci la bocca ecc. la seconda metà del film è un delirio disorganizzato che non ha capo né coda e finisce come peggio credo non si poteva. Beati voi che v'accontentate... Per me voto 2

    E no, non sono uno sprovveduto, mi piace la fantascienza, mi piace il cinema di hong kong e mi piacciono i fumetti quindi so esattamente di cosa parlo, questo è semplicemente un filmaccio che potrebbe rivalutare opere mediocrissime come Elisyum e Oblivion.

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  41. Capolavoro... Uno dei migliori film degli ultimi anni, dopo The Cube.
    Molto complesso, pieno di livelli di lettura.
    Visto 2 volte al cinema, ottima pellicola e regia. Attori così, così, forse l'unica pecca è stata la scelta degli attori.

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  42. Curiosissimo di vederlo, a maggior ragione dopo aver letto qui :)

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  43. l'ho visto l'altro ieri, è stata proprio una bella sopresa

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