mercoledì 25 settembre 2013

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Deathsmiles Deluxe Edition per Xbox 360 (Shooterama - 3)

In attesa che ti arrivi un certo titolo, mandiamo avanti la nuova rubrica Shooterama con il promesso repechage (ripescaggio c'ha già di suo il suffisso in -aggio. Non va bene) degli shmup usciti negli ultimi anni per Xbox 360 anche in versione PAL. Partiamo da uno dei più gustosi, Deathsmiles, sparaspara Cave del 2007 portato in Europa nel 2010 da Rising Star in una Deluxe Edition - contenente anche il CD della colonna sonora e un terzo disco con wallpaper, salvaschermo e altri goodie - a prezzo budget: 29 carte allora, grossomodo un piatto di lenticchie sui soliti capanna punto com e affini oggi. Gioco di livello del quale scrivesti ai tempi su vg.it una recensione più o meno seria, più o meno ricolma di citazioni per veri antristi vecchietti, e, beh, eccola qua [...]

MA IL CIELO È SEMPRE PIÙ LILLA
Che il 360 non sia mai riuscito a sfondare a Tokyo e dintorni lo sanno pure i sassi. Un po' meno noto, però, è forse il fatto che la console Microsoft sia divenuta da qualche anno nel Sol Levante la piattaforma d'elezione per il genere di nicchia dei danmaku, i bullet hell shooter, gli sparatutto densi di pallette viola assassine. Una fitta produzione di SHMUP, quella che ha interessato il 360, tanto in chiave digital delivery su XBL (un nome su tutti: Guwange), quanto e soprattutto con uscite su supporto fisico. Una produzione della quale, però, gli USA hanno conosciuto sinora solo le briciole e i videogiocatori del Vecchio Continente neanche quelle. Così, mentre la release europea di Raiden Fighters Aces continua a scivolare in avanti per imperscrutabili ragioni, l'approdo sulle aride spiagge PAL di Deathsmiles non può che essere accolto dagli aficionados del genere sparacchino con ampi sorrisi, antichi gesti scaramantici, tripudi di miccette.
VUOI UN CAVALLO DA UNA STELLA, NON SO SE MI RIUSCIRÀ
Uscito nelle sale nipponiche nel Cretaceo Inferiore (ottobre 2007), Deathsmiles è uno sparatutto a scorrimento orizzontale nel quale si guida una delle quattro protagoniste - tutte caratterizzate da uno stile gothic lolita e, a dar credito al manuale, clamorosamente under age - lungo una serie di livelli affrontabili nell'ordine che si preferisce, selezionando il percorso al termine di ciascuno stage, e ovviamente chiusi da un boss fight. Le ragazzine sono affiancate da un famiglio (un gufo, un draghetto, una fatina e un pipistrello) che funge da pod, vomitando fuoco secondario addosso ai nemici. Lo sparo è affidato a due tasti, uno per lato: si possono usare allo scopo A e B, oppure i due grilletti. La differenza c'è, e consiste nel fatto che i grilletti si possono tenere premuti per il fuoco continuo, mentre i due tasti frontali vanno picchiettati con ritmo sostenuto, perché tenendoli premuti si attiva invece un colpo più potente e focalizzato in un'area più ristretta, e anche il famiglio modifica il proprio tipo di attacco. In aggiunta, è possibile attivare agendo sul tasto X un'area di auto-lock dei bersagli attorno al personaggio. I nemici sconfitti rilasciano degli item point che vanno a incrementare un apposito contatore: una volta portato quest'ultimo a 1.000, è possibile attivare il power-up, una modalità in cui non solo il volume di fuoco del personaggio e del suo pod svolazzante è maggiore, ma cresce notevolmente il numero di punti accumulabili e si diventa immuni al contatto con i nemici.
ALTOLÀ, FALSITÀ, FERMATI LONGEVITÀ
Ma pur tenendo da conto la possibilità di scegliere più percorsi e di sperimentare le marcate differenze in termini di strumenti offensivi tra le quattro protagoniste, portare a termine Deathsmiles non richiede più di quaranta minuti di gioco. Molto gradita risulta dunque l'inclusione da parte di Cave in questa edizione domestica di ben SEI varianti del titolo. Accanto a quella Arcade classica e alla versione Xbox 360, forte di una migliore definizione e di tutti gli elementi (tranne quelli dello sfondo) ridisegnati per l'occasione, troviamo innanzitutto la Ver. 1.1, che riprende questi aggiornamenti estetici e rilancia con diverse modifiche al gameplay: dalla possibilità di muovere il famiglio con lo stick destro del pad a una diversa gestione del power-up e dell'auto-lock. A questo trittico iniziale si affiancano altrettante variazioni sul tema della versione Mega Black Label - edizione riveduta e corretta del gioco originale che ha avuto una circolazione limitata nelle sale giapponesi - fruibile anch'essa in versione liscia, 360 o 1.1, e che si segnala per l'aggiunta di un altro personaggio, di un nuovo stage e del disumano livello di difficoltà 999. A proposito della qual cosa…
AIUTA I DEBOLI, DAGLI INVASORI CI DIFENDERÀ
I bullet hell shooter, nella loro corsa a rotta di collo verso l'entropia, sono diventati uno dei generi più ostici per chi non sia un cultore dei pertugi da scovare nei muri compatti di pallette color lilla. Deathsmiles, però, si presta incredibilmente al ludogodimento anche di chi non abbia frequentato il genere per anni, e degli SHMUP abbia pertanto un ricordo decisamente più morbido. La possibilità di affrontare ciascuno stage al livello di difficoltà preferito, una barra della vita divisa in tre tacche (laddove il contatto con il fuoco nemico ne porta via una e quello con il nemico in sé solo mezza) e ovviamente la presenza di continue infiniti consentono anche al meno dotato in quanto a coordinazione occhio-mano di portare a casa la pagnotta. Una hit-box sempre ben visibile (un cuore luminoso al centro della maghetta/maid/lolita/whatever) che consente di scivolare con maggiore agilità in mezzo al fuoco di sbarramento avversario, e le diverse variabili a cui è asservito il sistema di punteggio, d'altro canto, sono gli spunti ideali per spingere i cultori a una sana caccia al punteggio monster. Per i veri maniaci, infine, c'è sempre il livello 999 pronto a dispensare dolore. Insomma, ce n'è davvero per tutti. Noticina di chiusura per i boss, il consueto mix di figure immancabili (la sinistra mietitrice) e suggestive new entry. Imperdibile Mary, la, uh, MUCCA GIGANTE,
Sufficientemente ciccio nell'offerta, valido nella formula di gioco e, incredibile a dirsi per un bullet hell, accessibile a più livelli, Deathsmiles era tre anni fa molto più che un acquisto imprescindibile per i fedelissimi dell'attività sparacchina oldschool: era un raggio di sole in una valle di disperazione. Fortunatamente qualche altro titolo PAL nel frattempo è uscito, e ne riparliamo nei prossimi appuntamenti con Shooterama, ma resta un acquisto ultraconsigliato. Al prezzo risibile al quale lo si trova in giro oggi, poi...

16 commenti:

  1. Ero convinto che avresti citato Cotton nella rece.....

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    1. Perché limitarsi a una citazione, quando per la serie di Cotton un post dedicato ci sta tutto? ;)

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  2. Quando ho letto bullet hell mi si è gelato il sangue. Ma la storia delle lenticchie l'ha riscaldato. Quasi quasi...

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  3. Ce l'ho: bello sparatutto, confermo.

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  4. Le didascalie più belle dell'anno. Robe di ringere come al solito Doc.

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  5. ma è un gioco "fattibile" o è uno di quelli che devi mettere 3 cervelli in raid 0 per schivare tutte le patacche che ti arrivano addosso?

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    1. tra l'altro se finissi di leggere le recensioni senza fermarmi dopo tre righe magari la risposta la troverei in quello che hai già scritto... >_<
      vado a stringere il cilicio....

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  6. C'è anche per android ma temo sia ingiocabile su touch :(

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  7. Ma vogliamo parlare del fatto che le maghette hanno da tempo invaso il regno degli sparaspara?

    Dopo la storica navicella solitaria contro gli alieni cattivi, sono loro di gran lunga il soggetto più sparante in assoluto. Sarà che si si prestano a risvolti narrativi un po' piu'...variegati (leggi: flippotrippatissimi) e ad ibridazioni estetiche favol/fantasy/horror/psycho/digustoidi a volte impensabili. Tranne che dai giapponesi, ovvio.

    O da Jeff Minter

    (non oso pensare che succederà il giorno in cui tirerà fuori una sua maghetta trippopsichedelica... roba che neanche incrociando i raggi in Ghostbusters)

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    1. Non solo le maghette: le lolite o le tizie perate spadroneggiano sulle copertine dei giochi. Ibara, Mushihime-sama, Muchi-Muchi Pork eccettera. Soprattutto giochi Cave, che anche per questo ci ha messo su un bisnissz di merchandising mica da ridere in Nippolandia.

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    2. Muchi-Muchi Pork

      E' un bullett hell, non ci so proprio giocar -dà un'occhiata casuale alle protagoniste e al sobrio cosplay che ispirano- a me un pad!

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  8. Confermo anch'io, Deathsmiles è sorprendentemente accessibile per la tipologia di gioco a cui appartiene, se volete avvicinarvi al genere e siete indecisi da che parte girarvi vi consiglio di partire proprio da questo titolo.

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  9. Decisamente sì, gioco per tutti i livelli. Un giocatore medio di shmups è in grado di finirlo dopo 2 o 3 partite, senza ovviamente preoccuparsi di far punti e al livello di difficoltà più basso.
    Sarà anche per questo che non ha avuto un enorme successo tra gli appassionati.

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  10. Mi domando, ma il "target" originale di una recensione del genere, quante citazioni cogli, in media?

    Perché se viaggia sul livello "adolescente brufoloso-ludocompulsivo", probabilmente siamo tendenti a meno infinito... :P

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    1. I minchietti non giocano agli shmup e quindi non ne leggono le recensioni ;)

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