mercoledì 28 agosto 2013

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La via raggiante del Kung Fu infinito, Kerberos e Tachiguishi e la leggenda di Zelda (letti di recente)

Nuovo appuntamento con la rubrica sulle letture consigliate, ovvero ciò che per una ragione o l'altra hai trovato interessante in mezzo alle tonnellate di roba che leggi. In questa puntata: una graphic novel con la violenza nei pugni, Mamoru Oshii di nuovo alle prese con Cappuccetto Rosso e i suoi nazipoliziotti con gli occhi a lucetta, e la storia di Zelda. Cioè la storia delle storie di Zelda [...]
La prima di questo trittico di letture, a loro modo tutte particolari, è il librone La via raggiante del Kung Fu infinito di Kagan McLeod (464 pagine in b/n, 29 carte, Panini linea 9L). Cresciuto a pane e VHS di film di nicchia, McLeod tira fuori una storia che mescola film wuxia e blaxploitation, pellicole anni 70 di (qualsiasi) genere e mondi post-apocalittici. Una storia ambientata nel Mondo Marziale, in cui ci sono gli zombie, robot steampunk e un maestro ispirato a Isaac Hayes. Ma, attenzione, non stiamo parlando della solita roba comica rimescolona, di uno di quei fumetti che nel titolo mischiano ninja, cowboy, vichingi e Alvaro Vitali. 
Quella di McLeod è una storia ammiccantemente seriosa, seriosamente ammiccante. Quella, tratta da una leggenda cinese, degli Otto immortali, ciascuno con un proprio allievo terrestre, e della corruzione di quasi tutti questi allievi, che hanno ceduto al fascino delle arti velenose proibite. Il tutto allo scopo ovviamente di imbastire una serie di duelli per il protagonista, l'uomo venuto dal popolo. Immaginate un incrocio tra Ken il Guerriero, un racconto sui monaci shaolin e, soprattutto il capolavoro del cinematografò Le furie umane del kung fu (di Chang Cheh, 1978: gli stili velenosi vengono dritti da lì) e ci siamo quasi. 
Non è facile l'approccio alla graphic novel, perché il ritmo della narrazione procede a strappi: a volte lento, a volte con l'autofire di eventi in rapida sequenza. Ma una volta presa la mano, ci si gode l'abilità con cui l'autore (non a caso illustratore piuttosto apprezzato dalla stampa USA) rappresenta gli scontri. Metti assieme fluidità del tratto, carrettate di particolari e uso adeguato delle linee cinetiche, e il risultato è una sorta di incrocio tra il dinamismo dei manga d'azione e la leggibilità di un fumetto occidentale. Considerato anche il costo, non è una lettura da consigliare a cuor leggero, come l'uomo che salta dopo essersi bevuto l'olio cuore, a tutti, ma se anche voi siete/siete stati in un qualche periodo della vostra vita in fissa per i film di arti marziali, o semplicemente vi intriga l'idea di una storia fuori di testa il giusto e che omaggia a modo suo i topoi del genere, andate pure Brooklyn.
Kerberos & Tachiguishi è un manga pubblicato di recente dalla Magic (208 pagine, 6,90 carte), scritto da Mamoru Oshii e disegnato da Mamoru Sugiura. Pur trattandosi di un volumetto unico, leggibile dunque a sé, il manga dei due Mamoru fa parte di un quadro molto più vasto, la saga di Kerberos. Un mondo ideato nel 1986 proprio da Mamoru Oshii, il futuro regista di Ghost in the Shell, e che da allora ha ospitato film, radio drama, manga, film d'animazione, la qualunque. Al centro di tutto, un Giappone finito sotto l'influenza della Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale e nel quale le proteste degli studenti giapponesi degli anni 60 (a quelle vere parteciparono lo stesso Oshii e Miyazaki), anziché il trattato di sicurezza tra Stati Uniti e Giappone, hanno come oggetto proprio il dominio tedesco sull'arcipelago nipponico, e in particolare il corpo speciale corazzato e dai modi brutali della polizia, la squadra Kerberos. Se avete visto il film d'animazione del 1999 Jin-Roh - Uomini e Lupi, avrete già familiarità con l'ambientazione e con gli uomini della Kerberos. 
Con i loro occhietti luminosi, le maschere antigas e i caschi da soldato tedesco molto kattivo erano così fighi come lupi travestiti da uomini (cit), ma così fighi,
che qualche anno dopo è arrivata Guerrilla Games, ha urlato "Ho trovèto!" come il Commissario Auricchio e ha tirato fuori gli Helghast per il suo Killzone. Va' la fantasia. Kerberos & Tachiguishi racconta un'altra storia di quel mondo parallelo al nostro, in cui i cappuccetti rossi sono corrieri che trasportano ordigni per gli attentati della cellula terroristica Sect. La storia di O'Gin, scroccona del kitsune soba di professione che si lega sentimentalmente a un uomo della Kerberos e... Anche qui, trattasi probabilmente di lettura non adatta a tutti. Lo stile grafico molto leggero e particolare di Sugiura e una trama che copre un arco temporale vasto e spesso va letta tra le righe richiedono una lettura attenta, ma l'hai trovato piacevolmente diverso e ti è garbato un nuovo tuffo nel mondo di Kerberos, buona parte del quale non ha mai messo piede dalle nostre parti. Nota a margine: anche la figura della Tachiguishi (alla lettera: maestro del mangiare in piedi, nome affibbiato a chi negli anni 60 mangiava nei localini per salaryman privi di sedie e andava via senza pagare. Il che, da quelle parti, era molto più una roba iconoclasta e ribelle che un numero alla Tognazzi in Amici Miei) Mamoru Oshii se la porta dietro da tempo. Ossia da una puntata delle Time Bokan, e, successivamente, della serie animata di Lamù. 
Chiudiamo con Zelda, Cronaca di una saga leggendaria (236 pagine, 15 carte, Multiplayer.it Edizioni), un saggio su una delle serie Nintendo più amate di sempre, seconda nel cuore del qui presente solo a quella di Metroid. Un'analisi molto attenta e non priva di spunti di riflessione interessanti sui singoli episodi (tutti quelli prima di Skyward Sword), sulle figure di Link, Zelda e Ganon, sulle musiche, sulla cronologia apparentemente impossibile da metter giù (eppure...), sulle decisioni in merito al gameplay dei singoli titoli che, in un modo o nell'altro, hanno fatto la storia del videogioco, o sul significato di singoli elementi messi lì per uno scopo ben preciso. Per esempio, avevate mai notato che in molti giochi (Ocarina of Time, ma anche Shadow of the Colossus e Resident Evil 4) l'avventura vera e propria ha inizio solo dopo l'attraversamento di un ponte? Beh, non è un caso. Ma tranquilli, niente pipponi ludologici superflui: il tono usato dai due autori resta sempre accessibile e molto discorsivo. Un libretto rilegato, con decori dorati e nastro segnalibro, da esibire con fierezza nella vostra libreria se credete nella Triforza, vi emozionate ogni volta che sentite il tema immortale di Koji Kondo, e per voi l'eroe vestito di verde per antonomasia non è né Robin Hood, né Peter Pan, ma un ragazzino di Hyrule che non parla mai. 

28 commenti:

  1. Doc. ma.....McLeod....otto immortali.....strane similitudini alla Highlander! :)

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    1. Sì, ma gli immortali della leggenda cinese sono amicici. Non si tagliano la testa a Vicenza. Anche se uno... ;)

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  2. Zelda mi intrigava da un pò,insieme ai volumi della storia nintendo.. Il resto mi sa che é davvero troppo particolare per me :/ senza contare la mole di letturaa arretrata che mi porto dietro XD atfualmente in lettura di zot! Di scott mcleud

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    1. I libri della storia nintendo assoluto must buy per ogni videogiochista di un certo livello. Ho anche quello con la storia di Mario, ma non l'ho ancora iniziato.

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  3. Quello di Oshii lo compro sicuro mentre gli altri due credo proprio di no. Quello sul Kung fu non mi convince per quanto riguarda il disegno, personalmente sono un cane nel giudicare il tratto ma non è nelle mie corde quel tratto.

    Doc ha ricuperato i fumetti che ti ho consigliato?

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    1. Non ancora. Considera che di arretrato, specie dopo i giorni di nippolatitanza, ho IL MONDO.

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    2. Pensavo che Kappa - La visione dell'inferno l'avessi letto e non ti fosse piaciuto, attendo con ansia il giusizio dell'esperto.
      Anche io ho un po' di arretrato; ho lì un manga interessante che se merita vedrò di consigliartelo.

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  4. Doc , ti volevo chiedere da un po' di tempo una cosa apparentemente stupida : ma tu , in estate , riesci a leggere con la stessa continuità dei mesi in cui lavori?
    Perché sarà che fa caldo per qualsiasi cosa , sarà che durante le vacanze estive il cervello mi va in ibernazione , ma non riesco a leggere una cippa . A Maggio pensavo di riuscire a leggere la mia collezione (ritrovata dopo tempo immemore) di Dylan Dog e Nathan Never , ma di DD non sono riuscito a leggere NIENTE , di Nathan Never 2-3 numeri (per non parlare della Marvel) .

    PS : riesco però a "leggere" dei "film" della Marvel in cui vengono animati i disegni del fumetto da cui è tratto il film . Se hai Sky On Demand dacci un occhiata .

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    1. Tradizionalmente ho sempre letto molto di più. Per un riflesso condizionato, compro anche più roba da leggere, pescando magari anche serie alle quali non mi sono mai interessato (retaggio di un lontano passato, quando effettivamente d'estate avevo più tempo). Vero è anche che d'estate dormo anche meno, quindi sì, in linea di massima leggo di più.

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  5. Ho sfogliato La Via Raggiante Del Kung Fu infinito e mi ha fatto un'ottima impressione: libro corposo e disegni che si abbinano bene al tema. Ho trovato che la copertina tragga un po' in inganno: la grafica e lo stile mi avevano suggerito un fumetto più tranquillo, forse anche umoristico invece mi sono accorto subito che non era così.
    Non l'ho preso perché avevo già fatto il pieno con un sacco d'altra roba, ma mi è dispiaciuto. Forse lo recupererò a qualche fiera.

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    1. Vero. Ci si mette anche qualche pagina, come ho scritto, a metterlo bene a fuoco, ma per chi ha una propensione per i film di genere anni 70 è una lettura molto piacevole.

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  6. Per la cronaca, l'episodio di Lamù con i tachiguishi si intitola "i professionisti dell' abbuffata"

    E non è l'unico collegamento tra Kerberos e Lamù: io non ho comprato questo volume e non so se viene spiegato ( e quindi fare la figura del percisino della fungia inutile) dentro in qualche articolo introduttivo, ma alcuni sostengono che l'armatura che usa Megane ne "il cambio di guardia" ( sempre Lamù) sia un prototipo di essa ( io dico di no).
    Ma è anche vero che Megane era doppiato da Shigeru Chiba , attore feticcio di Oshi e che aveva recitato anche nel film live di Kerberos.
    Che poi tutta sta storia dei tedeschi che invadono il Giappone era nata per giustificare l'uso di armi tedesche da parte dei Kerberos, perché a Oshi e co. piaceva disegnare, a quel che ricordo.


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    1. Yep, c'è in coda un articolo (dello stesso Oshii, se errato non vado) che spiega il suo rapporto con la scroccatrice di soba e crocchette.

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    2. Che poi, non è l'unico tormentone di Oshii e Kazunori Ito ( il suo sceneggiatore di fiducia e marito di Akemi Takada).
      Una trama che si vede spesso nei suoi anime, è quella che io chiamo " lo scherzone", ovvero: tutti comprimari della serie di turno si mettono insieme per fare una scherzo alquanto discutibile al/ai protagonista/i.
      Ci sono in Lamù, Patlabor ( ben due), Creamy ( che addirittura non fu trasmesso per più di un decennio), e sono tra i più belli delle rispettive serie, ovviamente.

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  7. Perchè l'avventura vera inizia dopo un ponte? Ormai dillo, ti prego!

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    1. È il simbolo dell'accesso a un mondo altro, diverso. Non a caso in molti giochi, una volta passato quel ponte, non si può tornare più indietro.

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    2. Come anche in Ashita no Joe ( solo che lì la metafora era che una volta attraversato il ponte , l'impresa era tornare indietro).

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  8. Doc. restando in tema fumettistico, cosa ne pensi della miniserie fantascienzia che esce in autunno della Bonelli, "Orfani", creatura di Recchioni e Mammucari? Da quel poco che ho letto in rete sembra una cosuccia figa!

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    1. Personalmente, è per ora solo un fumetto pesantemente pubblicizzato come una roba super-urbe-stra-figa, questo fatto suscita interesse ma potrebbe giocare a sfavore dell'opera se l'opera stessa non si attesta a livelli alti. In questi casi caricando troppo di aspettative un prodotto rischi poi di deludere benché il prodotto sia buono. Speriamo non sia così.


      L'unica cosa è che i personaggi sembrano uscita da Halo e simili, hanno qualcosa dei Kerberos, tanto per rimanere in argomento.

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    2. Non so, gli autori sono bravi, ma sospendo ogni giudizio fino a quando l'avrò letto.

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    3. Personalmente, solo x l'idea di pubblicare una serie interamente a colori (roba che alla Bonelli non avevo mai visto) vale la pena di provarla. Gli autori se ricordo bene avevano lavorato con ottimi risultati su John Doe di cui avevo letto qualche numero. Tra l'altro (scusate se vado OT) sembra che alla Bonelli tiri aria di novita': la serie "Orfani" a colori, il rinnovamento di Dylan Dog, la prima serie (Dragonero) fantasy, il sito completamente rinnovato...

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    4. La Bonelli in effetti si sta rinnovando ma forse era anche ora di, come si suol dire, "dare una rinfrescata", tra l'altro sono veramente curioso di leggere Dylan Dog, vediamo se riescono a farmi riavvicinare al mio vecchio amore fumettistico.
      Per Orfani come dice il Doc. forse è meglio aspettare di leggere i primi numeri.

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    5. Non sorprende che stia avvenendo tutto ora, visto che dietro quasi tutto questo c'è la stessa persona, il RRobe. Suo il compito di rinnovare Dylan Dog, sua Orfani, suo lo zampino per il lancio crossmediale di Dragonero (la collaborazione con Multiplayer per il numero zero, il sito, etc)

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  9. Kerberos me lo ordino subitissimo che sono un fan di Oshii (ci ho pure l'orrend...err il bellissimo live action basato sempre sulla stessa idea, comesichiama, Red Spectacles) e aspettavo l'edizione italiana. Zelda invece già ce l'avevo: bella lettura ma molto meno approfondito del libro su Mario della stessa casa editrice (bellissima copertina, quello di Zelda, invece). La via raggiante ci facciamo un pensierino se Kerberos e l'artebookke di pacific rim non mi spennano! Grazie per le recensioni Doc, spero che il Boia abbia imparato qualche nuova mossa di playmobil kung-fu!

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    1. Everybody was Playmobil fightin'... UH!

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