sabato 13 agosto 2011

99

Saturday night sondaggismo: il libro che vi ha cambiato la vita

Il nuovo motto del tiggìuno
Non fate quella faccia, avete capito benissimo. Tutti, prima o poi, leggono nella vita un libro che accartoccia i loro orizzonti, li butta nel cestino e spennella tutt'attorno nuovi scenari molto più interessanti di quelli di prima. E no, non stai cercando di vendere a nessuno delle copie di Dianetics per conto di scientològidironabbard, giuri […]
Dai che ci siamo capiti. Detto che il problema di chi non ha mai letto nulla tranne le istruzioni del motorola (cit) proprio non te lo poni, perché qui tra gli antristi si è tra personcine per bene e per nulla scilipote, devi anche ammettere per onestà intellettuale che il tema di questo sondaggismo è anche vigliaccamente figlio del fatto che quando torni dalle ferie vuoi comprarti qualcosa di diverso, perché sei tipo al 6° libro di fila delle cronache del ghiaccio e del fuoco. Giusto per staccare un po'. Comunque. Per quel che ti riguarda, la risposta alla domanda non può che essere 1984 di George Orwell.
Il film, Orwell 1984, uscito, uh, nel 1984. Insomma
Perché quello cui lo scrittore inglese dà vita non è solo e semplicemente il futuro distopico fantascienzo più distopico e più fantascienzo di tutti. Così come La fattoria degli animali non era solo una favoletta con i maiali che facevano gli stronzi, 1984 è un atto d'accusa nei confronti delle spinte totalitarie che sacrificano la libertà individuale sull'altare di un indefinito bene comune. Orwell scrive il suo romanzo nel '48, e sceglie per il titolo un semplice anagramma di quella data: è il suo mondo quello che vede finire sotto l'ombra delle menzogne e il tacco di ferro di una democrazia che non ha più nulla a che fare con il popolo. Con ogni probabilità, nel creare la figura del grande fratello Orwell pensa al "piccolo padre" Stalin e all'Unione Sovietica di allora, ma quel mondo di paranoie e diritti civili inesistenti ricorda fin troppo l'America post 11 settembre di cinquant'anni dopo. E la storia cambiata in modo retroattivo, i nemici di ieri che diventano alleati facendo finta che siano sempre stati tali, non puoi che ricollegarla alle minchiate seriali compiute a mezzo televisivo dai politici di oggi, che a furia di negare verità che erano sotto gli occhi di tutti riescono a farle scivolare in qualche modo sotto il tappeto. E qui non credi ci sia bisogno di portare degli esempi.
Per il 99,9% degli italiani, il concetto di Grande Fratello inizia e finisce qui
Avevi sedici anni quando hai letto 1984. Da allora hai visto il mondo con occhi diversi. Probabilmente ci sono libri che ti sono piaciuti di più, e altri hanno avuto comunque un grosso impatto su di te (Il Deserto dei Tartari di Buzzati, tanto per citarne uno), ma se ancora fosse in giro l'uomo dalle domande con la pistola alla testa, se si fosse presentato questa notte qui nel sud della Spagna e ti avesse imposto, arma in pugno, di fare un nome e un nome soltanto, avresti risposto d'un fiato: NineteenEighty-FourdiGeorgeOrwell. Sicuro al certo per certo.
Debosciati? Siete ancora lì? Bravi. Qual è il libro che vi ha cambiato la vita? E perché? Chi parte con i listoni giordano è un Cicchitto. Votate.

99 commenti:

  1. Veramente Orwell avrebbe voluto ambientarlo nel 1948. Il suo editore lo... consigliò altrimenti. Tant'è che pure Alan Moore nella Lega degli straordinari gentlemen ficca gli anni del BB proprio lí.
    Per quanto mi riguarda, cito Il mulino di amleto di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend. Anche se devo ammettere che se non fosse stato per il caro vecchio Verne e il suo Giro del mondo in 80 giorni forse non avrei mai iniziato a leggere libri, e di questo gli va dato atto.

    RispondiElimina
  2. Senza ombra di dubbio "The catcher in the rye" ovvero "Il giovane Holden": chiamarlo semplicemente romanzo è riduttivo...

    RispondiElimina
  3. Domanda difficilissima...

    Se proprio dovessi scegliere il libro che mi ha cambiato "di più" la vita, direi "L'idiota" di Dostoevskij

    RispondiElimina
  4. "Lo Straniero" di Albert Camus

    RispondiElimina
  5. Uhm...1984 è forse quello che mi ha colpito più forte allo stomaco, anche grazie al bad ending più bad che mente umana abbia concepito.
    Però boh...quando l'ho letto, nel 2008, avevo vent'anni e molte delle tematiche del libro già erano nella mia mente seppur abbozzate.
    Forse il primo libro che ho letto autonomamente, volendo farlo, è stato Ventimila Leghe sotto i mari e, similmente a Manuel, è stato quello che ha iniziato tutto.
    Poi però è arrivato il solito Tolkien, con il suo inflazionatissimo Signore degli Anelli e, a memoria, mai mi sono appasionato tanto leggendo.
    Poi c'è Charles "Henry "Hank" Chinaski" Bukowski che, con Pulp, mi ha folgorato e con il resto rapito nella sua poetica decadente.
    Boh, dico ISDA, ma non è facile, malgrado non sia io un grande lettore.

    RispondiElimina
  6. La fondazione di asimov o it di king, letti circa alla stessa eta'.

    RispondiElimina
  7. VALIS, dell'immenso Philip K. Dick. Philip è sempre riuscito nei suoi scritti a far sì che il lettore si ponesse domande sulla propria esistenza, ma in VALIS raggiunge nuove vette... sopratutto considerando che nonostante sia un romanzo di fantascienza è quasi una sua autobiografia.

    RispondiElimina
  8. Infinite Jest. Di D.F.Wallace (o DIEFFEDABLIU come dicono i veri fans). Un libro che, pur essendo stato sull'orlo di mollarlo circa una decina di volte, e pur avendomi ubriacato al centesimo cambio di registro\scena\riferimento temporale, ha vinto il mio cuore (oggi c'è della poesia).

    RispondiElimina
  9. Premetto che non sono uno che legge molto per svago, ma l'ultimo libro "serio" che ho letto e che veramente mi è piaciuto è, se non sbaglio sul genere del Doc: FATHERLAND di Robert Harris!
    Scritto bene e interessantissimo. Sono infatti un grande appassionato della storia recente dalla seconda guerra mondiale, il nazismo e soprattutto la guerra fredda e la storia della Berlino divisa! A tal proposito vi consiglierei un film BELLISSIMO. L'ho visto e rivisto sempre con piacere, volevo andarlo a vedere al cinema quando nessuno lo conosceva a costo di percorrerci moltikm: LE VITE DEGLI ALTRI.
    Lo conosci Doc? E a proposito del tuo libro? Cosa puoi dirci?

    RispondiElimina
  10. Dato che nella mia breve vita ho letto un po' tutto è un po' mi ha lasciato qualcosa, vado sul banale e dico " è una vita che ti aspetto"

    RispondiElimina
  11. Non con una pistola, ma con una bomba atomica puntata alla testa dico "DELITTO E CASTIGO" del Dostocoso.

    RispondiElimina
  12. quando ero giovane sicuramente tolkien, da leggere nel bosco ascoltando burzum.
    ora invece bukowski, da leggere a letto ascoltando mark lanegan.

    RispondiElimina
  13. Il Signore delle Mosche,non ho più guardato il mio prossimo con gli stessi occhi.

    RispondiElimina
  14. Onestamnente? Avrei detto anch'io 1984 di Orwell e per le tue stesse ragioni... a questo punto allora dico Ennio Flaiano. Dico Ennio Flaiano e non una sua opera in particolare perchè quello che "mi ha cambiato la vita" è la sua filosofia, le sue riflessioni, il suo essere un "ironico moralista". Perchè in tutti suoi lavori, che siano di letteratura, cinema o teatro, ritrovi quel "senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea". Perchè nel 1976, quando scrisse:" Fra 30 anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione." ti fa capire quanto fosse tremendamente in anticipo sul mondo di oggi...

    RispondiElimina
  15. Pinocchio, perchè da bambino lo leggevo tutto a ciclo continuo, l'avrò letto 35-40 volte. Altri libri fondamentali si sono succeduti negli anni, ma Pinocchio è quello che mi ha aperto le porte al piacere della lettura con annessi e connessi.

    RispondiElimina
  16. Mah... nessun libro mi ha cambiato la vita.
    Ci sono stati alcuni divertenti, ma nulla che mi abbia mai sconvolto come certi anime o fumetti.

    Anzi, un libro che mi segnò per sempre era Cronache Marziane di Henlein , che trovai a 13 anni una boiata pazzesca , con episodi idioti tipo quello della signora marziana che sogna di di tradire il marito con l'astronauta e il cornuto và a falo fuori con la doppietta spara api.
    Mamma mia.

    RispondiElimina
  17. Fight Club.
    Per degli anni non sono più riuscito a leggere un libro per colpa della assuefazione da fumetto mentre attualmente, grazie a Palahniuk, i libri sono la mia principale fonte di lettura con enorme felicità del mio portafoglio.

    RispondiElimina
  18. Novecento di Alessandro Baricco, e un pò tutti i suoi romanzi che ho letto =)

    RispondiElimina
  19. Ho letto parecchi libri in vita mia, ma ammetto di non aver ancora trovato quello che mi ha "cambiato la vita". Il mio preferito è 1984 di Orwell, ma credo di essere refrattario ai cambiamenti epocali tramite altrui idee. In genere non ho mai trovato qualcosa di così sorprendente in un libro da portarmi ad un cambio di prospettiva (forse, in negativo, il libro rosso di Mao: mai pensato che simili banalità potessero essere pubblicate, posso solo sperare che la traduzione avesse fatto a pezzi lo stile originario. Ancora oggi mi interrogo su come possa essere stato uno dei libri più diffusi al mondo).

    RispondiElimina
  20. "Cronache marziane " sarebbe di Bradbury, non di HeInlein.

    Ma ecco sì, Heinlein... posso cambiare? "Delitto castigo" mi ha sconvolto, ma in fondo è stata una lettura da adulto che non mi ha veramente cambiato, invece "Straniero in terra straniera" di Heinlein, pur con tutti i suoi difetti mi ha davvero cambiato, facendomi uscire da un certi schematismi moralisti tipici dell'adolescenza. Ma pure "L'uomo che cadde sulla terra" di Tevis.

    Oh insomma, impossibile sceglierne solo uno! ;-)

    RispondiElimina
  21. Il libro che mi ha cambiato la vita è senza dubbio Siddharta di Herman Hesse.

    RispondiElimina
  22. Walden di Thoreau
    o Mark Twain in ogni sua manifestazione.

    RispondiElimina
  23. Difficile scelta. Vado col primo libro letto in assoluto: Nemesis dell'unico e solo Buon Dottore, Isaac Asimov.

    RispondiElimina
  24. Mmh, domanda complicata... rispondo con uno dei libri più belli di uno dei più grandi scrittori dell'universo: "Universo" (appunto...) di Robert Heinlein, in 150 pagine un'autentica miniera di spunti sovrapposti. Su potere conoscenza, ignoranza, contraffazione, veloce come il vento, incisivo, divertente e profondo.

    RispondiElimina
  25. 10 piccoli indiani, non avrei mai ritentato di legger libri se di esso.
    E il castello di Kafka che e' stata la mia piu' grande sconfitta in fattore di scritto.Partito convintissimo, l'ho abbandonato dopo 4 capitoli,praticamente era il niente fritto sulla lentezza...

    RispondiElimina
  26. Grazie per tutti questi bei consigli, mi sto segnando un pò tutto per le mie future letture.

    Io ho reiniziato a leggere da poco, da bambino divoravo libri game...

    Però tra le ultime letture mi è rimasto nel cuore Randy Pausch con la sua L'ultima Lezione la vita spiegata da un uomo che muore.

    RispondiElimina
  27. Ci sarà qualche libro che mi ha segnato, ma tra i romanzi sul momento non se ne stagli uno. Già a 7-8 anni leggevo Gazzetta, Corriere (a volte), Sorrisi settimanali vari. Oltre a riviste e fumetti per bambini, ovviamente. Leggevo anche libri (ne potrei elencare molti) ma difficilmente mi "segnavano", quanto la saggistica sportiva (Storie varie dei Mondiali).

    E allora ve ne segnalo uno, letto solo l'anno scorso, che ha cambiato il modo in cui guardo al calcio:
    "The fix" - "Calcio Mafia" (In Italiano. Di Declan Hill.

    RispondiElimina
  28. Tempo fa MBF scrisse che il romanzo che gli cambiò la vita fu American Psycho. Io non saprei rispondere a una simile domanda, e forse il mio libro preferito è 1984, ma quando ripenso all'agghiacciante genialità di accostare profonde recensioni di dischi pop (se l'avesse scritto ora sarebbero videogiochi), consumismo, sesso e violenza brutale e ingiustificata, credo che nessun altro romanzo possa servire a capire meglio il mondo attuale, che sta colando a picco perché le idee seminate dal reaganismo trent'anni fa iniziano a dare il loro frutto. Da questo punto di vista 1984 è molto più "antico". Anche perché parla di dittatura, di mancanza di libertà, del divieto di amare. Il Male è chiaro, ben evidente, ripugnante. Invece American Psycho ti affascina, ti esalta, sogni di essere come Bateman, sotto sotto. Ed è qui che capisci che ci siamo ancora dentro.

    RispondiElimina
  29. "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello

    RispondiElimina
  30. @Tommaso
    Hai ragione.
    Anche io sò che era di Bradbury, ma chissà perchè ho scritto Henlein in un lapsus (seeee, come no! nd tutti gli antristi).
    Mannaggia a li pescetti.
    Però un altro libro che mi ha segnato ( sempre in negativo) è stato " La balena più grande balena morta della Lombardia" di Aldo Nove.
    Aldo è un tizio che scrive romanzi basati su un italia provinciale,anniottantesca, piena di Uomo Ragno Corno, Burghy, gelati Piedone che fa tutto molto Sasà Baratta e SuperSantos verso l'infinito.
    Solo che in questo benedetto romanzo, c'è un capitolo dedicato alle pugnette, dove il protagonista chiede a un amico cosa siano e questo lo porta nel bagno della scuola per fargli vedere di persona come si fanno .
    Dopo una dimostrazione pratica, l'"amico" gli chiede pure di "dargli una mano" ( chi ha capito ha capito) in cambio di un pò di numeri de L' Uomo Ragno Corno.
    Se volete sapere cosa ha risposto il protagonista leggetevi il libro.
    Io dopo quel capitolo non riesco più a vedere un albo Corno con innocenza.
    Dannato Aldo Nove.

    RispondiElimina
  31. Le tre stimmate di Palmer Eldritch. Perchè mi ha aperto il mondo fantascienzo che non è solo robotti incazzati che ammazzano o dittatori che dittatoriano. E perchè mi ha fatto conoscere il migliore scrittore fantascienzo (dai, ci provo a scriverlo) e non, di tutti i tempi.

    RispondiElimina
  32. dovrei elencarne una cifra ma visto che hai detto niente listone giordano....

    va be ma non posso!!
    al primo posto tutta la serie della torre nera di stephen king.
    se invece proprio uno solo uno direi IT

    RispondiElimina
  33. Finalmente qualcosa a cui posso rispondere chiaramente e di getto (che poi come al solito quando voglio commentare vado ad aprire e riempire il bloc notes finché non mi chiamano e scordo di copiaincollare in un commento):
    Lo straniero, Albert Camus.
    Forse è semplicemente arrivato al momento giusto, rispetto a tanti altri libri letti troppo presto o "troppo" tardi; forse il fatto che andando avanti con l'età sto leggendo sempre meno, ma rimane l'unico punto fermo che ho da anni. (che se mi si chiede "qual è il tuo *** preferito?" vado sempre in crisi).

    RispondiElimina
  34. Nessun libro mi ha cambiato la vita o il modo di vederla ma alcuni mi hanno sicuramente "segnato". Dato che 1984, il Signore delle mosche e altri sono già stati citati più volte allora io dico Guida galattica per gli autostoppisti!

    RispondiElimina
  35. Il libro che ha mutato il modo in cui vedo la vita e il modo in cui vedo le mie azioni è "Madame Bovary" di Gustave Flaubert. Un testo che non avevo mai affrontato a scuola, ed è stato meglio così: l'avrei giudicato di una lentezza insopportabile. L'ho scoperto passati i 20, con la giovinezza che si allontana a passi sempre più veloci. E' un libro da regalare a tutti gli illusi che conoscete, perchè illustra i meccanismi mentali che portano un individuo a rintanarsi nell'illusione, al punto da divenire incapace di leggere un qualsiasi aspetto della realtà. A suo modo, è un libro più terrificante di American Psycho e Apocalypse Now, messi insieme e frullati ben bene. Il finale raggiunge, a mio modo di vedere, vette di puro orrore. E' anche una salutare "sveglia" per tutti gli illusi che ci metton le mani sopra, o almeno spero.

    il Burino

    RispondiElimina
  36. Sorvegliare e Punire di M.Foucault

    RispondiElimina
  37. Non ho nessun libro che mi ha cambiato la vita.
    Anche perchè leggo più che altro saggistica, citando numero5, necessito input.

    RispondiElimina
  38. Dedalus di quel genio di James Joyce. Perchè è arrivato al momento giusto, perchè quel tipo di scrittura era lontanissimo da tutto ciò che avevo letto fino ad allora e vicinissimo a ciò che vivevo allora. Secondo posto per Ubik del mai troppo lodato Philip Dick, instancabile sgretolatore di certezze.

    RispondiElimina
  39. Da bambino "Ci chiamavano banditi" di Guido Petter, perchè mi ha insegnato a guardare al passato reale e non solo alla fantasia. Da adulto "Dispacci" di Micheal Herr, che per è il capolavoro della narrazione della devastazione che la guerra porta dentro l'uomo.

    RispondiElimina
  40. Ho letto circa 10k libri in vita mia, forse un po' meno, ma sicuramente più di 8k.

    Non ho un solo libro preferito, ma ce ne sono alcuni che stanno sul podio :

    1) La storia Infinita : Michael Ende
    2) La saga di Earthsea : Ursula K. Le guin
    3) Volo di Notte : Antoine de saint Euxèpery
    4) Poesie Di buckowski (E tutti i libri, pure).
    5)Il signore delle mosche
    6)Il principe delle maree
    7)Rapporto sui limiti della crescita: Donatella Meadows (E mit)

    E cazzo, sono troppi i libri meravigliosi che ho avuto la fortuna di leggere, anche se devo ammettere che leggendo i libri preferiti da (quasi) tutti gli altri, trovo un macello di libri carini, ma poco più, elevati a perle di scrittura.

    Dai, madame Bovary era solo una vacca.

    RispondiElimina
  41. Da cambiare la vita no, però sicuramente "L'ombra dello scorpione" di King è stato fondamentale, tanto che quando posso me lo rileggo e rigodo. Poi tanta fantascienza, da "1984" a "Farenheit 451" al ciclo del mondo del fiume di Farmer.

    RispondiElimina
  42. Per quanto sia un libro semplice, devo dire Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Sarà stato perché ero un diciassettenne romantico, ma mi è sempre rimasto dentro. Stessa cosa, ma in maniera diversa, qualche hanno dopo con Bastogne.

    RispondiElimina
  43. Sicuramente "E Johnny prese il fucile" di Dulton Trumbo.

    RispondiElimina
  44. Dovrò beccarmi del Cicchitto, perché la vita, da quando ho iniziato a leggere ad ora, è cambiata tante volte!
    Orwell ti cambia la vita ma anche Poe e Lovecraft dal canto loro non scherzano. I miei libri preferiti restano L'ultimo giorno di un condannato a morte di Hugo e I dolori del giovane Werther di Goethe, però non mi hanno cambiato la vita, così come non l'ha fatto la bellissima saga di Hyperion di Dan Simmons.
    Potrei dire Raja Yoga di Yogi Ramacharaka, ma varrebbe in questo contesto?
    Forse La profezia di Celestino e tutta la sua saga. Non è stato proprio un cambiamento ma una grande conferma sicuramente si. Una curiosità in merito: questo libro si fa leggere "quando dovete leggerlo". Sembra stupido dire "non siete voi a scegliere quando leggerlo" ma... è così ;) certo poi ognuno prende quello che vuole. E' stato anche tratto un film ma solo dal primo capitolo della saga, che è appunto La profezia di Celestino.

    Vado a tatuarmi "Cicchitto" sulla natica destra. Buona lettura a tutti (ma non delle mie natiche)

    RispondiElimina
  45. Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Davvero!

    RispondiElimina
  46. Caspita, domanda "sleale" Doc! ;)
    Un solo libro è troppo riduttivo!

    Comunque quelli che mi hanno veramente colpito sono stati:

    1) "Il Conte di Montecristo" di Dumas
    2) "Il Vagabondo delle Stelle" di London
    3) "La Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath" di Lovecraft
    4) "La Confraternita dell' Uva" di Fante
    5) "American Gods" di Gaiman

    Ma ce ne sarebbero anche altri!

    RispondiElimina
  47. Il Piccolo Principe!

    RispondiElimina
  48. Terra senza tempo di Peter Kolosimo

    RispondiElimina
  49. Cronache della Galassia, di Isaac Asimov (1952).

    Letto che ancora avevi 10 anni, ti ha fatto scoprire quanto in profondità ti può spingere l'immaginazione e quanto ampio sarebbe potuto diventare il tuo orizzonte, semplicemente innamorandoti della lettura e della fantascienza.

    RispondiElimina
  50. Come molti altri, io "Il libro che mi ha cambiato la vita" ancora devo leggerlo, ma se mi dite l'autore lo recupero... :V
    Baggianate a parte, quello che in assoluto più mi ha affascinato (e non intrattenuto semplicemente) è "Io sono Leggenda" di Richard Matheson, un titolo tratto da una semplice ma potente frase, quella che chiude il libro, latrice di un messaggio molto diverso da quello che uno si aspettava.
    Esce vincitore da uno scontro al vertice con "Il Tristo Mietitore" di Terry Pratchett...il cui fondamentale messaggio è, e cito: "In cosa può sperare il raccolto se non nella cura del mietitore?"
    Se non avete mai letto i romanzi del Mondodisco cominciate ve li consiglio caldamente...

    RispondiElimina
  51. Maus, di Art Spiegelman
    ok si è un fumetto, embè?

    RispondiElimina
  52. >>Per il 99,9% degli italiani, il concetto di Grande Fratello inizia e finisce qui

    Stima per difetto, of course :))

    RispondiElimina
  53. Insieme a "1984" sicuramente "Stanotte la Libertà" cronaca quasi romanzata dell'indipendenza dell'India dall'Inghilterra e di tutte le cose buone e meno buone che gli uomini hanno fatto dopo che un funzionario ha diviso una nazione in due, decretando che indù e mussulmani da quel giorno appartenevano a nazioni diverse.

    RispondiElimina
  54. Posto che un solo libro non sono capace di sceglierlo, e credo possa farlo solo chi nella propria vita ne ha letti meno di 10, rispondo FAHRENHEIT 451. Per ragioni molto simili a quelle che hai espresso a proposito di 1984.

    RispondiElimina
  55. Ma porca paletta, ma come si fa?
    Di certo il mio primo libro acquistato per pura curiosità è stato La Spada di Shannara, molti anni fa (ma molti molti), e direi che come merito non si scherza, visto che poi mi ha avviato sulla strada di un avido consumatore di letture.
    Poi c'è tutta la saga della Torre Nera del buon King, deliziosamente visionaria, difficile da inquadrare.
    Oppure Fondazione Anno Zero di Asimov, che mi ha fatto innamorare della fantascienza, e mi ha cominciato a far porre domande sull'uguaglianza.
    Magari la Compagnia dei Celestini che mi fa tornare un bambino ogni volta che la leggo, e se smbra una cosa da poco...
    Ma forse il libro più importante è il Manuale per sopravvivere agli Zombie, di Brooks, perché in un'Italia che segue le televisioni come un vangelo è una lettura fondamentale per avere una vita sociale sana ed equilibrata, ma soprattutto sicura!

    RispondiElimina
  56. Farhenheit 451 di Ray Bradbury e Brave New World di Aldous Huxley.
    Sono contemporanei di Orwell e tracciano anche loro una linea di pensiero nel futuro sociale... parallela e... molto vicina alla reale attuale.
    Bradbury in particolare dovrebbero leggerlo tutti i fan del infamoso nano

    RispondiElimina
  57. Si ricorda agli ultimi arrivati che i commenti ANONIMI NON sono graditi, come c'è scritto peraltro in cima al modulo dei commenti.
    Sceglietevi un nome dal menu a tendina cliccando su NOME/URL, iscrivetevi al blog per usare anche un avatar, fate quello che vi pare, ma NIENTE COMMENTI ANONIMI ché "mi fanno casino con l'antispam, grazie"

    RispondiElimina
  58. Come una bestia feroce - Edward Bunker. Penso abbia il miglior finale di sempre.

    A proposito di libri, ma un po' ot: come sono le Cronache del ghiaccio e del fuoco? (per qualcuno che non regge proprio il fantasy)

    Ciao

    RispondiElimina
  59. "La Nausea" di Jean-Paul Sartre.

    Farraginoso a volte, ma per un sedicenne è stata la rivoluzione.

    RispondiElimina
  60. La mia è una scelta poco "nerd" ma dico "Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi. Sostanzialmente mi ha mandato a Lisbona, da dove non sarei mai più voluto tornare.

    RispondiElimina
  61. Lo Hobbit
    dopo di quello ho smesso di leggere fantasy: ormai (per me) ero arrivato all'apice della bellezza, che non c'è altro... inteso nel genere

    RispondiElimina
  62. Beh io direi "Inseguendo un Super Santos verso l'infinito". :-)

    Mah, dare un titolo solo è un pò difficile.
    Mi vengono in mente:
    - "Il Principe" di Machiavelli.
    - "La montagna incantata" di Mann.
    - "La colazione dei campioni" di Vonnegut.
    - L'autobiografia di Malcolm X.

    RispondiElimina
  63. Un po' il tuo stesso, e un po' "De Profundis" di Wilde.

    RispondiElimina
  64. mi ha aperto gli occhi della merda che ci circonda

    RispondiElimina
  65. Il Principe di Machiavelli. Mai senza.

    RispondiElimina
  66. Il piccolo principe, e chi lo considera un libro per bambini non ha capito niente della vita!

    RispondiElimina
  67. "Il Giovane Holden" di Salinger

    e sicuramente mi ha influenzato "lire 26.900" frederic beigbeder senza contare l'immenso pennac

    RispondiElimina
  68. Achille Piè Veloce, di Stefano Benni.

    Perchè mi sento molto Achille ma anche molto Ulisse. E perchè in fin dei conti come nel libro il mondo reale è popolato per la maggior parte da persone di serie B.

    RispondiElimina
  69. Cambiato la vita magari no, però mi sento di consigliarti:

    -"Cyberiade - Viaggio comico, binario, libidinatorio nell'universo di due fantageni" di Stanislaw Lem, una raccolta di racconti di fantascienza comica l'uno più folle dell'altro


    -"Brooklyn senza madre" (pubblicato precedentemente come "Testadipazzo") di Jonathan Lethem, un romanzo su un criminale con la sindrome di Tourette


    -"La genesi della specie" di Robert J. Sawyer, romanzo su un neanderthal evoluto di una realtà alternativa che finisce nel nostro mondo e sulle reazioni dell'umanità alla notizia (molte squallide e/o opportuniste, ovviamente) e sulle differenze fra il suo mondo e il nostro, come ad esempio l'assenza dei concetti di privacy e di religione

    RispondiElimina
  70. Lo scafandro e la farfalla di Jean Dominique Babuy, letto verso i 15, da allora per me il bicchiere è sempre mezzo pieno, in qualsiasi contesto, per qualunque cosa succeda :)

    RispondiElimina
  71. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  72. Il libro che mi ha iniziato alla lettura in prima elementare è stato La perla sanguinosa di Salgari, ricordo di averne divorato le numerose pagine, ma ricordando poco altro non mi sento di consigliartelo. Non prima di averlo riletto (è li nello scaffale mentale dei libri da leggere), quantomeno.

    1984 è su quello stesso scaffale da tempo immemore. Battuto recentemente sul tempo persino dalla mia sorellina (che ha tipo 16 anni meno di me...). Ma si può?

    Direi, se già non lo hai letto ma anche se si, Nemesis di Asimov, che non mi ha cambiato la vita, ma mi ha iniziato alla fantascienza scritta e all'opera di uno dei suoi papà per eccellenza. Letto e riletto più volte.

    E visto che il voto l'ho espresso, non farò il maledetto listone, ma parlo un po' di un paio di libri (fregato! =P)

    Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, mi ha regalato una Morgana, un Artù e un Merlino decisamente diversi da quelli del mio immaginario dell'epoca, ma per carità evita la miniserie TV.

    Un giorno un amico mi presta Survivor, ed è subito cazzotto allo stomaco e collezione (tascabile) degli scritti di quel pazzo di Palahniuk, di cui conoscevo solo il Fight Club di Norton e Pitt.

    La Guida Galattica è stata una piacevole scoperta grazie al film, e ancora più piacevole lettura grazie, uh, ai libri. Ma la serie è morta con Adams, per quanto il figlio e Colfer ci abbiano provato.

    Mondo senza fine di Follett, un mattone di oltre mille pagine che ho letto tutto di un fiato (vebbè, per modo di dire) è una gran bella finestra sul tardo medioevo, e sarà che sono progettista, seguire le vicissitudini e le invenzioni di un architetto (molto leonardodavincesco) mi è piaciuto assai. I pilastri della terra, il libro di cui è sequel, è ancora sullo scaffale immaginario di cui parlavo sopra...

    L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks, un saggio neurologico romanzato fruibilissimo anche da chi come me non ha mai aperto un libro di medicina, mi ha introdotto alla scoperta delle bizzarrie della mente umana e dei suoi meccanismi.

    Buona lettura e saluti dalla tua Calabria Saudita :)

    RispondiElimina
  73. L'aspetto positivo, la cosa che fa molto commiùniti, è che ho letto il 99% delle vostre proposte.

    Quello negativo, la cosa triste che rende inutile il sondaggismo alla luce del suo bieco scopo recondito, è che ho letto il 99% delle vostre proposte.

    RispondiElimina
  74. ma allora dillo che vuoi il listone giordano!

    - La collina dei conigli, di Richard Adams;
    - La Trilogia Adamsberg, di Vargas;
    - I tre evangelisti, sempre di Vargas (e no, non c'entra la religione);
    - Cane sciolto, di Carl Hiaasen;
    - Buona Apocalisse a tutti!, di Terry Pratchett e Neil Gaiman;
    - I ragazzi di Anansi, sempre di Gaiman;
    - Terra!, di Stefano Benni;
    - Signor Malaussène, di Daniel Pennac.

    Spero di essere stato utile.

    RispondiElimina
  75. Il mio NON sarà un consiglio letterario, anzi, indicherò un titolo infimo ma che, in linea con la domanda del Doc, mi ha cambiato la vita. Il libro è "Il santo Graal" del trio inglese Baigent, Leigh e Lincoln. Un testo criticabilissimo, pieno di panzane e falsi storici, che ha "lanciato" a livello mondiale il paesino di Rennes le Chateau, la moda della Maddalena come Santo Vaso e (ahinoi) "Il codice Da Vinci". Fatto sta, però, che per un (allora) diciannovenne infoiato con il mystero, quella lettura fu fulminante. Insieme a prodi compagni d'avventura (poi amici per la vita) ci avventurammo più e più volte sui pirenei, lungo le tracce di Saunière, documentandoci, scalando monti, scendendo in caverne, analizzando simboli, leggendo libri introvabili, raggiungendo impervi castelli, cercando la soluzione di enigmi, ma soprattutto incontrando ridde di invasati fanatici, massoni, congregazioni segrete, improbabili taumaturghi, Rosa+Croce, truffatori, mistificatori, critici prezzolati dal Vaticano...
    Ci sentivamo un po' Indiana Jones, un po' Lucas Corso de "La nona porta": ci sentivamo VIVI.
    Negli anni, poi, la passione per il mystero mi ha dato molto: ho cambiato residenza per andare a vivere in un paese "Misterioso", scritto articoli su riviste specializzate, parteciato a trasmissioni televisive, scritto anche un libro pop-occulto(che prima o poi uscirà, se troverò chi voglia pubblicarlo): se ci mettiamo d'accordo sul termine, potrei anche dire di averlo trovato, il Graal.
    Insomma, maledetti i tre inglesi!

    RispondiElimina
  76. Centro di igiene mentale di Simone Cristicchi. Si quello che canta ti regalerò una rosa nananana spinosa ecc, ecc. Dice, perchè fra tutti i libri del mondo proprio quello di Cristicchi. Perchè parla di roba brutta e triste, ma interessante ed emozionante. Perchè racconta quanto la vita può essere crudele, ingiusta ed al contempo bella ed emozionante anche quando sei ritenuto molto meno di un animale da rinchiudere. Insomma è un libro che mi ha commosso e mi ha fatto riflettere.

    RispondiElimina
  77. Doc mi dispiace, il listone Giordano questa volta era inevitabile.
    Proprio non ce l'ho fatta, non ho il listone compulsivo!

    RispondiElimina
  78. Guerra alla Guerra di Friedrich è
    sicuramente il libro che mi ha colpito di più.

    RispondiElimina
  79. Doc guarda l'aspetto positivo: ti rimane giusto un 1% di proposte che risponde in modo quasi immediato ed inequivocabile alla domanda "e ora che leggo?"

    RispondiElimina
  80. "Illusioni" di Richard Bach, seguito del più famoso "Il gabbiano Jonathan Livingston". Entrambi (a mio avviso) capolavori, ma Illusioni ha un non so che... non so. Ma è meraviglioso. Consigliatissimo

    RispondiElimina
  81. Oh c***o, qui è come chiedere se uno vuole più bene alla mamma o al papà!

    Dal canto mio, ripeto più e più volte che non sarei quello che sono oggi (che sia un beno o un male non lo posso decidere io, ^_^) se a 9 anni non avessi letto La Storia Infinita di Michael Ende.
    È iniziato tutto da lì.

    Certo, dopo sono arrivati Dick, Orwell, Tolkien, Gibson, Anne Rice, Asimov, Bradbury, Gaiman e via dicendo.

    Ma la passione per il fantastico, l'amore per la pagina scritta, per gli eroi che esistono nonostante non esistano, è cominciato quando come Bastian mi sono immerso in un libro unico. Capolavoro.

    Se vale, e sarà anche un po' scontato dirlo, allo stesso livello, ma in maniera diversa e in ambito fumettoso, ci piazzo Sandman di Neil Gaiman. Leggere fumetti dopo aver finito La Veglia non è stata più la stessa cosa.

    RispondiElimina
  82. Il ritratto di Dorian Gray. Letto troppo presto (12-13 anni) e sicuramente impreparato, ma quei personaggi, Dorian, Henry, Basil e anche la povera Sibilla Vane non hanno mai abbandonato la mia mente e molti dei loro "valori" sono diventati miei . Per altri versi anche Il giornalino di Gian Burrasca, la migliore, quasi dolorosa comprensione di come si diventa quando si diventa grandi.

    RispondiElimina
  83. A 10 anni Incompreso, di cui non ricordo l' autore.
    A 14 il Signore degli anelli e non c'è bisogno di specificare l' autore.
    A 25 Cent' anni di solitudine di Marquez.
    Ora ho troppi anni per cambiare un altra volta...

    RispondiElimina
  84. Per chi legge molto scegliere quel "libro che ti ha cambiato la vita" è sciocco, riduttivo.
    Tira pure il grilletto, fammi pure saltare il cranio; non ho intenzione di dire ipocrisie.
    Leggere un solo libro non cambia nulla, LEGGERE cambia tutto.

    RispondiElimina
  85. IT, di Stephen King, letto ai tempi delle medie. Facevo le 4 di notte a leggerlo perchè avevo paura di spegnere la luce. Semplicemente, quando lo finii, lo chiusi e lo appoggiai sul comodino, capii che la mia infanzia era finita.

    RispondiElimina
  86. "Lo specchio nello specchio", 1983, Michael Ende (si, quello de "La Storia Infinita"). :)

    RispondiElimina
  87. i libri che mi hanno cambiato la vita (per ora) sono Ubik di Philip K. Dick perchè mi ha travolto con il suo grottesco surrealismo, il buon philip ti fa guardare tutto da un'altra prospettiva, poi (ovviamente) il buon vecchio Orwell con 1984, ma anche la fattoria degli animali

    RispondiElimina
  88. Doc, scusa la precisazione, ma intendi romandi o anche saggi?

    Perché se intendi solo romanzi ti dico: Lire 26.900 di Beigbeder; se non lo conosci, è un librettino che parla della vita di un pubblicitario ricco, famoso e cocoinomane. Bellissimo per il taglio stilsitico e per quello che ti racconta.

    Altrimenti, ti dico "L'incertezza delle voci", di Alberto Zino, mio aiuto professore alla facoltà di psicologia di firenze per la l'esame di Psicologia dello Sviluppo.

    Un capolavoro fatto di citazioni, pipponi mentali, teorie psicanalitiche vecchie, nuove e revisionate che a 20 mi ha letteralmente aperto un mondo. Da allora non l'ho più letto. Chissà l'effetto che mi farebbe.

    RispondiElimina
  89. Per quanto in parte possa concordare con PlasticaFusa, non trovando a mia volta un libro che mi abbia cambiato la vita (nè riesco a immaginarne uno specifico che possa farlo), non credo sia un male indicare letture che però mi hanno particolarmente ispirato.
    Fino a qualche tempo fa avrei buttato li senza neppure pensarci un qualche libro di De Crescenzo (con tutta probabilità 'Storia della filosofia greca' o 'Il dubbio', che mi hanno iniziato alla lettura di questo magnifico autore), ma ultimamente un nome mi si è piantato nel cervello e ha deciso di arredarci un salottino, ed è quello di Bertrand Russell. Quindi scelgo su tutti: 'Perché non sono cristiano'.
    Nel caso volessimo escludere la saggistica allora la situazione si fa un po' più complicata... 'Le relazioni pericolose' (Pierre Choderlos de Laclos) mi ha fatto avvicinare forse per la prima volta a qualcosa che può essere definito come classico (oltre che a farmi scoprire che nel diciottesimo secolo c'era gente davvero badass), 'Histoire d'O' (Pauline Réage) è un chiaro esempio di come l'erotismo possa essere sottile e avere una superba dignità, 'Il dardo e la rosa' (Jacqueline Carey) mi ha insegnato che è ancora possibile fare dell'ottimo fantasy senza plagiare Tolkien ancora e ancora.

    RispondiElimina
  90. "Il compromesso", di Elia Kazan (suo anche il successivo film del 1969). È tutto quel che Fight Club sarebbe potuto essere scavando a fondo nell'animo umano, se non si fosse perso per strada fra inutili cazzottate, machismo, colpi di scena ecc. ecc...

    Uno dei libri migliori che abbia mai letto in vita mia.

    il trailer del film, quasi introvabile: http://youtu.be/ZSj7sYOUKUY

    RispondiElimina
  91. Visto che hai letto tutto... ce li hai Elianto e Terra! di Stefano Benni?
    Terra ti sorprenderà...

    RispondiElimina
  92. "La casa del sonno" di Jonathan Coe
    "Mr. Vetrigo" di Paul Auster

    RispondiElimina
  93. Riesumo, che del topic mi sono accorto solo oggi.

    "Esercizi di stile" di Raymond Queneau, nella mitica traduzione con testo a fronte di Umberto Eco.

    RispondiElimina
  94. Il Vangelo. Perché è breve, scritto semplice, e fa pensare.

    Anna dai Capelli Rossi (e i sequel L’Età Meravigliosa e Il Baule Dei Sogni, di Lucy Maud Montgomery, perché raccontano un mondo in cui i soldi erano molto, ma non erano tutto. Dove si studiava per il piacere di conoscere e per migliorare la propria vita, e la cultura non era un'arma per sfottere chi la pensa diversamente. Quando si viveva secondo i vecchi, semplici valori della Bibbia e del buonsenso. Quando il sale della vita erano la famiglia, gli amici, il lavoro dei campi, il contatto con la natura, il passare delle stagioni, i piccoli riti quotidiani, la buona volontà e soprattutto l'immaginazione, vista come il modo migliore per cogliere il bello che ci circonda e stringere legami con le altre persone.

    Scaramouche, di Rafael Sabatini, un romanzo ambientato durante la Rivoluzione francese e che ha il coraggio di essere apertamente anti-rivoluzionario. Sabatini infatti sembra non credere nella sacralità della Rivoluzione, anzi sembra dire che a trarne vantaggio è stata la nuova classe, la borghesia, non il volgo. Non ci può essere un buon governo con la dittatura di un ceto su un altro. Si possono solo prendere gli elementi migliori di ciascuna classe sociale e mediare tra i vari interessi. “Il tragico della vita è che tutti hanno le loro ragioni”.
    André, il protagonista, dal canto suo, passa da avvocato ad attore a spadaccino a tribuno del popolo, facendo tesoro delle esperienze passate, usando il teatro come specchio della realtà, e viceversa ammettendo di vestire i panni di Scaramouche (cioè del personaggio furbastro e spaccone) anche in politica. Perché il mondo è un palcoscenico e noi siamo tutti attori, diceva Shakespeare.

    Ma soprattutto, La Principessa Sposa, di William Goldman, da cui fu tratto il mitico (almeno per chi è nato negli anni ’80) film La Storia Fantastica, con Robin Wright (non ancora sig.ra Sean Penn), Cary Elwes (non ancora Robin Hood in Calzamaglia) e la soundtrack di Mark Knopfler. Perché celebra l’avventura per ragazzi e un secondo dopo la smonta con quel mix di saggezza e ironia che viene con l’età adulta. E perché insegna una grande verità: la vita non è giusta, ma ciò non vuol dire che non possa essere comunque fantastica e meravigliosa.

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails