venerdì 22 luglio 2011

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I fumetti volemose bene di Cartoni in TV: arriva Daitan 3, senza la R

Zambot 3, il robot che c'ha la luna storta!
Stasera c'è che vai a vedere Captain America: ne parliamo domani mattina. Adesso, invece, è tempo di ripescare dal mucchio un altro albo del prestigioso settimanale della Edizioni TV con i fumettini fatti in casa, alla cazzomannaggia, degli eroi dei cartoni giapponesi. In questo numero (il 45 del 18 settembre 1981, prezzo di copertina: una millelire) ci sono Zambot 3, Daitarn 3, Kyashan 3, la violenza insensata di Judo Boy, l'Ape Maia come i cinesi e un paio di quei cartoni per femmine che vabbè […]
La copertina, con Judo Boy che osserva corrucciato il pacco metallico di Zambot
Nella pagina della posta leggiamo le rimostranze dei lettori. Che giustamente vogliono più gente che combatte e meno ricchionate come Kum Kum il piccolo cavernicolo. Ma soprattutto, nell'ultima lettera il piccolo Temugin (?) da Sapri si lamenta dei giochi, non sufficientemente "robotizzati". Son problemi
La prima storia del numero è dedicata a Zambot 3. Il malvagio Baccer sta provando dei numeri di prestigiribiriminidinimidirimicinizzazione con le carte alla Mago Silvan, e deve fare i conti con l'annoso problema dei leccaculo. Frattanto, alla base dello Zambot, il pilota del robot non si trova. Dove sarà finito Kappei?
Ma a piangere su una scogliera per la morte di un suo amico, che domande. A piangere DAGLI ZIGOMI, peraltro. Keiko e Ushuta si alzano in volo con Zambase e Zambull, che vengono descritti genericamente come "aerei" anche se il secondo sarebbe un carroarmato, ma stai a guardare il capello
I due, orfani del loro leader, si trovano davanti il primo mekarbusuto, un dragocarrarmato
Il mostro meccanico viene presto affiancato da un secondo mekarbusuto: un, boh, coso volante? E mentre si scopre che alla base dello Zambot sono tutti ultrasettantenni e c'hanno dei problemi a leggere i dati sui monitor per via della cataratta, un tizio in sovrappeso corre ad avvisare Kappei dell'attacco. Presto!, gli dice. Presto, Kappei! Devi correre alla base, 'ngulammammata!
E Kappei va, prende lo Zambird e si aggancia con gli altri due. Contatto!, urla, prima di scendere a litigare su chi c'aveva la precedenza e compilare il cid
A questo punto dovrebbe venire il bello, il combattimento, la scena robotizzata per far contento il piccolo Temugin da Sapri, ma siccome C'ERA RIMASTA UNA SOLA PAGINA A DISPOSIZIONE, banghete, Zambot spada, bunghete, stella lunare, attacco lunare e Kappei distrugge tutti e due i mekarbustoarsizio in un colpo solo, prima di spararsi nell'ultima vignetta un pippone moralistico da otto righe ininterrotte 
Seguono una pagina di vignette davvero TERRIFICANTI…
…e una storia di Charlotte. Che non hai idea di chi fosse…
…o che diavolo facesse. La storia è comunque disegnata con un tratto più simile a quello di molti fumetti del Giornalino che al fintomanga con mandolino e baffi neri di tutte le altre serie ospitate sulla testata
Ma veniamo finalmente a Judo Boy, la storia del giovane Sanshiro che cerca l'assassino di suo padre avendo come unico indizio un occhio di vetro. Mentre il protagonista è sulle tracce della Buonamici del tiggicinque, vediamo allenarsi il temibile Samurai Nero. Che poi in effetti il suo kimono sarebbe verde, ma occhei, d'accordo, andiamo avanti
Colui che viene chiamato con timore il Samurai Nero anche se c'ha un kimono verde è stato ingaggiato per uccidere Sanshiro, che in quel momento si sta allenando a raccogliere le mele stark delicious di Val Venosta con un calcio uattà. E proprio mentre Sanshiro riabbraccia finalmente un'allieva di suo padre, sperando che ce ne sia, gli sgherri dell'uomo dal kimono dal colore ancora incerto lo attaccano…
…rimediando una figura dimmerda da perfetti sbruffoni tipo squadra di Delneri. Un determinatissimo Sanshiro è pronto ad affrontare il Samurai Nero
Ma l'avversario non si fa vivo se non giorni dopo, quando attacca a tradimento l'eroe, spalleggiato da un gruppo di pezzenti tutti vestiti di pistacchio
E sempre gridando all'unisono "kyaiiii!", come hanno fatto in tutte le pagine precedenti, Sanshiro e il Samurai Nero si scagliano l'uno contro l'altro con un calcio volante che in effetti non ti sembra molto una roba da judo, ma quello sarebbe anche il meno. Prima di spiccare il salto, Sanshiro promette al Samurai: "Vengo ad ucciderti!"
E infatti lo uccide. Ché oh, ci puoi dire tutto a Sanshiro tranne che non è un ragazzo di parola. La didascalia precisa del resto che "non è facile sconfiggere Judo Boy, l'uomo dalla casacca intinta nel sangue di un drago!". È tutto merito della casacca, insomma. Lui, Judo Boy, a petto nudo sarebbe una pippa. Manco un calcetto da femminuccia negli stinchi, niente. Il bene ha trionfato ancora una volta, e Sanshiro può ringraziare i suoi amici piangendo molto virilmente come un vitello mentre in sottofondo attacca una musica straziante di mandolini giapponesi
Poi c'è una storia di Peline e anche questo cartone chiaramente non l'hai mai visto, ci mancherebbe altro, ma con chi diavolo credete di parlare, dico io. Leggi su uichipìdia che era un anime tratto dal romanzo "In famiglia" di Malot, ma non hai mai letto neanche quello
Comunque: Peline e un'altra bambina vengono rapite da due mariuoli. Prego notarsi la scena molto toccante del cane stordito con il calcio della pistola. Il resto ve lo si risparmia per il vostro bene
Ma bando alle stronzate ciance, che ora c'è Daitan 3. Sì, questi lo scrivevano senza la R, ne abbiamo già parlato l'altra volta. Haran Banjo, inquadrato di profilo e con i capelli molto più verdi che nel cartone, ha organizzato una gita al lago. L'orfanello Toppy cerca di mettersi in mezzo, ma gli fanno subito capire che gita = andiamo a fare le cose zozze al lago con Beauty e Reika perciò non ci rompere la minchia e levati di mezzo, ché già è assai se ti teniamo qui con noi, vitto e alloggio gratis, questa base non è un albergo, stronzo
Solo che alla fine sono costretti sotto ricatto a portarselo dietro lo stesso e in auto c'è della tensione che levati. Beauty come al solito ancora non ha capito una fava, ma Reika sembra invece di sì. Ah, Banjo è sempre con i capelli verdissimi e nella stessa, identica posizione della pagina precedente grazie al grande potere della carta carbone
Proprio in quella zona, lì al lago, dalle parti di Croce di Magara sull'altopiano silano giapponese, naturalmente, è in corso un'operazione segreta dei Meganoidi. Tipico. Beauty e Reika scoprono nel frattempo che Banjo ha un appuntamento con "Sissy Rey, quella che organizza i PARTIES". La cosa del beato tra le donne gli sta sfuggendo un attimo di mano, e le due si incazzano come bisce
L'eroe viene scagliato a tradimento nell'acqua gelida e grida "Aiut!", come Cattivik, mentre i Meganoidi si preparano all'attacco, anche se hanno il problema della serpentina tutta piena di calcare perché non usano Calgon e la lavatrice non ci vive di più
E nell'arco di DUE VIGNETTE il lago si ghiaccia, ne esce il Megaborg e Banjo lo affronta alla guida del Daitarn, avvolto nel suo plaid di pura lana merinos. Dice: ma come? E da dove diavolo è uscito il Daita(r)n? Dai, su, non facciamo sempre i soliti precisini della fungia
Il megacoso viene sconfitto grazie all'energia solare di Tonino Guerra, e con la prima scusa risibile che gli viene in mente Haran Banjo riesce a farsi perdonare dalle due tope e a portarsele a letto. Sort of
E veniamo alla triste storia dell'Ape Maia, delicata ma struggente metafora dello sfruttamento dei bambini nelle fabbriche cinesi delle scarpe da tennis firmate. Mentre Maia viene costretta a ramazzare l'intero alveare come una sguattera, il gran campione europeo di deboscia Willi sta per essere picchiato a sangue dalla kapo Cassandra per il magro bottino rimediato. Lo spietato motto dell'alveare è: puniscine uno per educarne certi 
Ma ecco che in suo soccorso arrivano la cavalletta fancazzista Flip e una bella pubblicità del quattordicinale Telefumetto, piazzata là in mezzo perché sì
Che poi ti sei sempre chiesto: Flip cosa fa nella vita? Ce l'ha un lavoro? O sta sempre lì a rompere le palle agli altri? Di cosa campa? Tutto il giorno steso su una foglia, a pranzo un panino, dove cazzo la trovava una fiesta orange delle sue dimensioni?
Flip ricorda a Cassandra le sue responsabilità riguardo agli "scolaretti" (sottoposti, schiavi), mentre Willi tenta il suicidio pur di sottrarsi alla prigionia
Ma è talmente incapace che si salva, e a Flip non basta averne liberato uno. Vuol far fuggire dall'alveare anche Maia. Come Spartacus il telefilm, ma senza tutte quelle zinne 
Per riuscirci, però, i due devono superare le guardie e... ma ecco che Maia sta uscendo da sola! Quello che dice Willi nell'ultima vignetta, purtroppo, non lo sapremo mai, ché lì è intervenuta chiaramente una censura del governo e dei matusa per l'alta carica rivoluzionaria che questa avventura dell'Ape Maia andava via via assumendo
E infatti, proprio mentre Flip è pronto a ingaggiare una battaglia all'ultimo sangue con i celerini, la storia viene chiusa lì. Continua, promette una scritta vergata col pennarello carioca a fine pagina, ma tu sai già che non permetteranno mai all'Ape Maia e a Willi di sottrarsi al loro crudele destino di schiavi. È una pagina molto alta della narrativa per ragazzi di tutti i tempi. È un finale fintoaperto, come Point Break e la morte di Syrio Forel. Lacrime napulitante
Una paginetta dei giochi, in effetti pochissimo robotizzata. Quel qual è con l'apostrofo lì in basso che grida ancora vendetta dopo trentuno anni
L'ultimo fumetto del numero è dedicato al grande Kyashan il ragazzo androide. Il capo degli androidi malvagi e del mondo del fai-da-te, Briking, ha preparato un piano per screditare Kyashan agli occhi del mondo e poi ucciderlo. È insomma un nuovo caso Boffo. Sagure non può avvisare il ragazzo del pericolo perché non si può "allontanari". Sagure, lo ricordiamo, era doppiato da Gigi Reder, quindi immaginatelo con la voce di Filini
Kyashan, che è in giro con Luna e il suo cane Flender, trova un barbone che si spaccia per scienziato e ci dice che sta cercando un essere perfetto da analizzare. Kyashan non fa a tempo a dirgli "Seeee, famo n'altra volta, nonno"...
...che scopriamo che l'uomo è in combutta con Briking. Kyashan, invece di tirare dritto per la sua strada, fa come i cornuti: ci ripensa e torna dal presunto professore, sottoponendosi all'esperimento
Esperimento che consiste nella clonazione del ragazzo androide, con tutta la tutina e una batteria di pentole compresi nel prezzo. Lo scontro tra i due Kyashan infuria, finché l'altro Kyashan, quello malandrino, ha la meglio e va in città a menare tutti e lanciare per aria le auto e scrivere sui muri e lasciare le carte a terra
Dopo aver staccato, letteralmente, la testa al fintoprofessore, il vero Kyashan raggiunge il suo doppio malvagio e lo sorprende con una poderosa pedata nel culo (che fa SBRANG, visto che si tratta di chiappe d'androide)
Nel parapiglia di onomatopee da telefilm di Batman non si capisce più chi sia chi. Alla fine tocca pertanto a Luna l'ingrato compito di decidere quale dei due sia il Kyashan originale. Senza esitare, la ragazza ne disintegra uno con la sua super pistola. "Come hai fatto a riconosce il falso Kyashan?", le chiede quello superstite, e lei risponde: "È da molto che divido con te la tua vita avventurosa, ho riconosciuto nel campo dei tuoi occhi quell'umanità che c'è in te". Cioè, "nel campo dei tuoi occhi", qualunque cosa voglia dire. Solo che il Kyashan superstite ha nell'ultima vignetta CHIARAMENTE UNO SGUARDO MALVAGIO. Maledetta scellerata, cos'hai fatto?!? Ci hai ammazzato il protagonista!
Chiudiamo con una bella paginetta con i disegnini dei lettori. Guardate quello al centro in basso: Daitarn 3, Zambot 3, Jeeg e gli altri robottoni che fanno il segno della vittoria con le loro dita robotiche, immortalati dopo la partita di calcetto del mercoledì
La quarta di copertina ricorda, caso mai le tremila pubblicità sparse per il numero non avessero reso a sufficienza l'idea, l'esistenza della testata gemella Noi Super-Eroi, con i fumetti del Grande Mazinga. Nell'illustrazione, Gundam stordisce lo Zaku rosso di Char Aznable, mentre un Kyashan gigantesco lo finisce con un potentissimo flying elbow drop dalla terza corda

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34 commenti:

  1. Aiut: mi sa che il testone in kopertina è Kappei, non Judoboy...

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  2. l'energia solare di tonino guerra = roflcopter per tutto il giorno :) Grazie :*

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  3. Sto cominciando ad avvertire i sintomi dell'Antrite, malattia che il Dr. Manhattan trasmette a chi gli sta intorno: leggere scansioni di brutti fumetti dopo aver riso sguaiatamente alla lettura delle didascalie sottostanti. C'è di che preoccuparsi...

    Altri come me?

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  4. Doc ma del film di Kyashan/Cashern quando ne parliamo?

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  5. @Helldorado: io ne sono affetto ormai in forma cronica :D

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  6. In effetti dovrebbe essere Kappei, ma con quel disegno a là cazzo mannaggia potrebbe essere anche Ugoredeljudo^^.

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  7. Aaaah!!
    Mi hai fatto ricordare che questo numero ce l'ho avuto per anni nella casa al mareee!!

    Nostalgia canaglia, come sono vecchio! ç___ç

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  8. mister-no: se si tratta di Kappei, i risvolti psicologici della scena sono ancora più drammatici

    Macphisto: anche mai, guarda

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  9. Milioni di anni passati e continuo a non capire perchè Judo Boy se poi ci fa il culoastelleestrisceatuttiquanti con una sorta di Karate...

    Aspetta...non mi vorrete dire che è come l'ultimo Karate Kid dove il gemello nano di MIB fa Capoeira/KungFu/Sticazzicinturati/TuttoilrestotrannecheKarate?!?

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  10. Figo! L'Antro fa cultura sull'annosa diatriba del "qual'è"... :D

    Nemmeno i grammatici l'hanno risolta dopo anni di diatribe ma io, in verità, su tale questione non sono "cruscante".

    Secondo me è elisione e non troncamento, quindi "qual'è" mi sta bene. :P

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  11. Quello in cover è Kappei, disegnato da cani ma è Kappei.
    Mi si fa la pignoleria per Daitarn senza la "r" ma vogliamo parlare di Buccer che andrebbe scritto Butcher mentre in tv lo pronunciavano come si leggeva?
    O Uchuta diventato Ushuta?
    O i Mechaburst diventati megarbosuto?
    Sono cose belle.

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  12. Doc, non illuderti su Forrell, Martin è un cane rabbioso con i soi stessi personaggi.

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  13. Tralasciando la violenza perpetrata allo spelling del cattivone di Zambot, la pronuncia corretta è effettivamente "Buccer", o a voler esser precisissimi "Buccia" con la a pronunciata solo "a metà", come in molte parole in napoletano terminanti per vocale (tipo spiegazione a Bisio in Benvenuti al Sud). La pronuncia "Baccer" è uno degli errori più diffusi tra chi l'Inglese normalmente lo parla bene. Poco male, così continuo ad avere un lavoro :D

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  14. Dimenticavo. Dunque il fumetto ha cannato sia lo spelling sia la pronuncia, ma il cartone sulla pronuncia se la rullava!

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  15. Marte: chi usa l'apostrofo non è figlio di Maria. Che si sappia.

    Roberto: L'è una di quelle robe a tradimento tipo i bìschiz, ho capito

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  16. Ho finito di leggere da qualche minuto e sto ancora ridendo. L'antrismo dilaga ormai anche dalle mie parti :D

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  17. probabilmente Kappei sta guardando il pacco di Zambot chiedendosi se non c'era un posto migliore per posizionare la cabina di pilotaggio di Keiko :-)

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  18. E' la famosa invidia del pene di KAZONGA.

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  19. @Roberto
    Quindi nella versione ridoppiata dell' anime ( sbandierata da Dynit come fedele all' originale ) "Baccer" è sbagliato?
    Annamo bene.

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  20. Caro Doc,
    non ci azzecca niente, ma come faccio a dirti che aspetto un tuo post sullo scudetto dell'Inter che pare non sia proprio meritato al 100% e sulla prescrizione ecc.
    Tanto per romperti le p*** su un argomento al quale non tieni molto
    :-)
    saluti

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  21. il samurai nero non solo non è nero ma non è manco samurai, a meno che la katana non se la sia scordata negli altri pantaloni

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  22. @Sam
    Sì, è sbagliata, però non mi sorprende troppo perché, come scrivevo prima, è uno degli errori più diffusi.

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  23. Doc, secondo me Charlotte l' hai vista ma ti vergogni ad ammetterlo o il tuo cervello si rifiuta di ricordarlo.
    Ma ti vengo (in senso figurato) incontro io, tiè!
    http://www.youtube.com/watch?v=4l8IC07v3As
    Per quanto riguarda Casshern, a me è piaciuto, e manco poco.

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  24. Adriano: potrebbe anche essere la seconda. Ma il fatto che non mi dica niente neanche la sigla credo sia piuttosto indicativo.

    Pangio: siamo OT, e sicuramente l'argomento risalterà fuori appena riprende il campionato. A ogni modo, quello che dovevo dire l'ho detto. Più volte (in estrema sintesi: mai fregato niente allora di quel titolo, figurati adesso, dopo cinque anni).

    Me ne vo a vedere Capitan America, con una bruttissima sensazione addosso.

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  25. "Marte: chi usa l'apostrofo non è figlio di Maria. Che si sappia.".

    E ti dirò di più. Sto costruendo una teoria secondo la quale è possibile scrivere cose come "Anni '90" intendendo la frase come: "Anni [compresi nella decade del 19]90", dove l'apostrofo sta per tutta la parte sottointesa tra le quadre... :D

    ...Poi, nel tempo libero, rifondo il Futurismo in letteratura. :P

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  26. La pagina delle vignette è qualcosa di raccapricciante...

    E dopo aver sottolineato che la frase dell'"alluntanari" (siculo?) era più adatta a Suani che a Sagure e che l'incipit della sceneggiatura della puntata di Dai(r)tan è degna delle zozzoparodie di Kazonga, a proposito di robottoni, Doc, la sapevi questa?
    La brutta sensazione ora ce l'ho pure io, ma molto molto più marcata... xD

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  27. Caro Doc, per quel che ti può interessare, ti dico che ti stimavo prima ma ora dopo le tue parole ti stimo ancora di più.
    Saluti

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  28. Dottore. Incredibile ma vero.

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  29. Charlotte e Peline erano le protagoniste di due serie simil-Candy Candy, indirizzate soprattutto a un pubblico femminile. Charlotte era emigrata in Canada dalla Francia e viveva con il papà perché la mamma era misteriosamente sparita durante il viaggio; poi, dopo varie peripezie, arriva anche lei in Canada e si riunisce alla figlia che nel frattempo è rimasta orfana di padre. Credo che la sparizione della madre sia giustificata con un'amnesia o qualcosa del genere. Peline, figlia di padre francese e madre indiana, cresce in India perdendo il padre in tenera età; poi scopre di avere ancora il nonno paterno in Francia e si mette in viaggio insieme alla mamma per raggiungerlo. Durante il viaggio la genitrice si ammala e muore e la ragazzina prosegue il viaggio da sola; quando ritrova il nonno scopre 1) che lui è ricchissimo, in stile Piccolo Lord e 2) di chiamarsi in realtà Aurélie, infatti il nonno la chiama così. Il nonno, come tutti i riccastri della letteratura, aveva un nome altisonante, si chiamava Villefranc Pantaboanne.

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  30. Ho riletto la pagina di Wikipedia su Peline e ho scoperto che la storia del nome Aurélie non è esatta; il nonno, quando incontra la nipote, è cieco e quindi non la riconosce, poi nel finale è operato e ricomincia a vedere e scopre che lei somiglia come una goccia d'acqua al papà, figlio di lui. La chiama Aurélie perché non la riconosce, non perché lei si chiama così. E sempre dalla Wiki ho scoperto che i nomi di questa serie erano deformati dalla traduzione: nel romanzo Peline si chiamava Perrine (nome che credo sia il femminile di Pierre), il nome con cui la chiama il nonno è Aurélie, e il nonno si chiama Vulfram Paindavoine (strano che un personaggio che si chiama "Pane d'avena" non faccia il fornaio). I giapponesi hanno mantenuto i nomi del romanzo, ma il doppiaggio italiano li ha stravolti: Perrine è diventata Péline (con l'accento per pronunciare la E), Aurélie è diventata Aulérie e Vulfram Paindavoine è diventato Villefranc Pantaboanne.

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  31. Doc, ti consiglio di procurarti e recensire anche "TV Junior". Io lo comprai per qualche settimana ai tempi del concorso dell'Apemaia giusto per spedire qualche cartolina, e fu una buona idea dato che vinsi un premio, un libro con alcune avventure di Capitan Harlock che possiedo tuttora.

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  32. Infatti la mano che ha disegnato Charlotte mi sembra quella del grande Renato Polese, una delle superstar del Giornalino, il cui personaggio più famoso era il cowboy Babe Ford.

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  33. Ginny Hermione9 gennaio 2014 10:29

    Per chi volesse saperne di più su Charlotte e Peline ho trovato questi link:

    http://www.hitparadeitalia.it/cartoni/serie/charlotte.htm

    http://www.hitparadeitalia.it/cartoni/serie/peline_story.htm

    Fra l'altro nella pagina su Peline c'è scritto che il nome del nonno, che io mi ricordavo come Villefranc Pantaboanne (che è già una storpiatura italogiapponese dell'originale Vulfram Paindavoine) è addirittura Bill Franc Pound Boanne! Da vero delirio!

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