lunedì 10 gennaio 2011

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Il favoloso mondo dei cartelli della metro giapponese

Questo post ti è rimasto parcheggiato nelle bozze per mesi. Tanto che dei meravigliosi, terrificanti poster della metro giapponese raccolti da pinktentacle.com ha fatto a tempo perfino a parlare il sito di Repubblica. Ma visto che adesso è saltato fuori e che era già bello pronto, con le didascalie e tutto, che facciamo? Lo buttiamo via? Ora, mentre il resto del mondo per dirti quello che devi e non devi fare quando monti su un vagone della metro si limita ai soliti cartelli, alle solite silhouette con la testa a sfera tipo il pupazzo di Italia 90 o i simboli del CONI, il Giappone degli anni 70 e 80 no. Il Giappone degli anni 70 e 80 chiama a veicolare il proprio messaggio di grande valenza civica testimonial dello spessore di Superman, Rambo, Vampirella, Hitler, Gesù e la Madonna. No, davvero [...]
Grazie alla sua vista a raggi X, il cugino di Gundam può sgamare i tre mostri del vagone: Nesshii, quello che dorme in modo zingaro sul sedile, Shinbushii, quello che legge il giornale rompendo i coglioni agli altri, e Ashii, quello che si siede in modo scomposto
Anche se vieni da Krypton e c'hai i superpoteri, le gomme appiccicate sotto le scarpe sono una bella rottura di palle lo stesso
Il grande dittatore di Chaplin. In soldoni: tenete chiuse quelle gambe ché così ci infiliamo un altro salaryman su quel sedile, grazie
La cortigiana di un famoso spettacolo Kabuki, nota per far perdere il senno agli uomini. Il messaggio è: ok guardare le pheeghe nella metro, ma ricordatevi l'ombrello per piacere
E' il 1979 e il titolo è un capolavoro: "Space Invaders"
Presente quelle scritte "Non superare la linea gialla" nelle nostre metro e ferrovie? Questa è uguale. Solo che la linea è bianca, e il concetto è rafforzato da due lottatori di sumo
L'ultima cena. Gesù assiste sconsolato alla moltiplicazione degli ombrelli smarriti nella metropolitana. "Non sono stato io", aggiunge
Occhio a non restare incastrato nelle porte. Te lo dicono Vampirella, Superman e, uh, Rambo? (Shimatta = Dannazione, Accidenti, Porcadiquellavaccaargentina)
Tu, ubriacone senza famiglia, lo capiamo che è Natale e ti senti solo, ma fai il piacere di andartene a fanculo da qualche altra parte, grazie
Il pensatore di Auguste Rodin, che non è seduto in modo composto e quindi è un soggetto da non imitare
Non si fuma sulla banchina nelle ore protette. Te lo dice, uh, un kappa
Marilyn nel seguito di "River of no Return" (La magnifica preda): Umbrella of no Return
Il tizio di Io sono Teppei invita a cedere il posto agli anziani. A oggi questo non succede MAI, e quand'anche tu, straniero di buone maniere, ci provi, è ogni volta un dramma
Non entrare di corsa nel vagone. Te lo dice la SUORA NINJA
Favorite l'abbonamento all'ingresso. Anche tu, nanetto corso
Astroboy riporta solerte il suo ombrello a un impiegato che STA CERCANDO DI SUICIDARSI SUI BINARI E SAI CHE CAZZO GLI FREGA
Ancora: correre nel vagone quando si stanno chiudendo le porte è pericoloso, come dimostra la storia di Cenerentola che... No, in effetti non c'entra una fava, è vero
Cedete il posto alle donne con bambino, impiegati senza cuore e con le scarpe orribili. Fatelo. Soprattutto se si tratta della Madonna con un Bambinello dai tratti giapponesi
Non si fuma sulla banchina nelle ore protette. Te lo dice, uh, lo scimmiotto Monkey. Ma metterci, chessò, uno sceriffo invece di questi pupazzetti delle fiabe?
Leggi testualmente: "Se ti sembro Babbo Natale è perché hai bevuto troppo. E' solo ottobre. Non rompere i coglioni agli altri passeggeri, grazie"
Ancora quei fottutissimi ombrelli. Nell'80 il fenomeno è ormai un dramma di proporzioni terrificanti
Il mimo Marcel Marceau ricorda di lasciare il posto agli anziani. Soprattutto se si tratta di scomodi posti in legno rimasti dall'immediato dopoguerra
Dietro c'è un gioco di parole con una canzoncina per bambini che parlava di gatti calpestati. Sul serio
Il discorso della tessera vale anche per te, Superman
Il messaggio, chiarissimo, è: "Se il vagone raggiunge temperature subsahariane, prova ad aprire il finestrino, genio"
E' arrivato finalmente lo sceriffo! Ed è John Wayne! Armato di una pistola ad acqua!

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Usanze e fissazioni tipicamente giapponesi

14 commenti:

  1. Ma cos'è questa cosa degli ombrelli?

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  2. Li dimenticavano allora, li dimenticano anche oggi. Le metro giapponesi sono tutte un pullulare di ombrelli senza padrone.

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  3. Vedo che piace anche a te il sito del tentacolo rosa ;)

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  4. Quando non c'ha su le robe disgustose è un blog bellissimo.

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  5. Sì, sui video dei bambini horror mecha in acido mi inquieto anche io.

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  6. guardare i cartelli sulla metro giapponese è sempre un'esperienza. sono ancora traumatizzato dalle onnipresenti pubblicità della serie live action di Carletto...
    piccola errata corrige: "shimatta" vuol dire "è chiusa"; "komatta" invece è "accidenti! perdiana! porcadiquellavaccaargentina!"

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  7. Grazie per la precisazione, John. Questo spiegherebbe peraltro le tante risse sfiorate in quel di Osaka con i buzzurri locali, ma...

    http://en.wiktionary.org/wiki/shimatta

    Resta, di base, che il mio giapponese rudimentale fa cagare.

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  8. mmh... magari è gergo, non lo so! il buon vecchio shogakukan (il fido dizionario) non da ulteriori precisazioni a riguardo.
    in teoria "shimatta" è la forma passata di "shimaru", chiudere.

    in ogni caso, meglio evitarne l'uso sconsiderato nei pressi di teppisti alla Kazuma Kiryu.

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  9. dopo accurata ricerca, la scottante verità è che abbiamo ragione entrambi. a questo punto se Vampirella dica "è chiusa!" o "cribbio!" diventa del tutto discrezionale.

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  10. La bizzarra fantasia dei giapponesi è ineguagliabile!
    Però l'impiegato a cui Astroboy vuole ripotare l'ombrello è nientemeno che Osamu Tezuka, il suo creatore.
    O lo sceneggiatore della Bonelli Antonio Serra, non ricordo.

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  11. In realtà il gioco è proprio sui due significati di shimatta. Che non è solo passato di shimaru, ma anche shimau. Lo scio(ga)cchino, come lo chiamo io, è utilissimo ma ovviamente insufficiente quando si scende nel colloquiale. Stupendo in quella di Napoleone dove scrivono "mostrare bello chiaro" e "non far cadere e non sporcare" come se fosse la definizione del dizionario di "abbonamento"...
    Manuel

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  12. ma felpe col cappuccio o k-way no?

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  13. Manuel: grazie per la spiegazione. La verità non poteva che essere evidentemente nel mezzo.

    Lil'Spot: no, perché i cappucci sono più difficili da dimenticare in giro. Non c'è gusto, scusa.

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  14. a giusto, non ci avevo pensato... Non sono proprio Giapponese

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