domenica 21 novembre 2010

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Gaoranger, Gatchaman, Tatsunoko Fight, Ultraman e un po' di altri giochi giapponesi assurdi per PlayStation

Visto che grazie all'intermediazione del compare Angelo ti è arrivato tutto questo blocco di giochi giapponesi per PSone, e visto soprattutto che gli hai dato un'occhiata tra ieri e oggi e con ogni probabilità non li aprirai mai più forever, volete che ne parliamo un po' di questi Power Rangers bulli, di un Hurricane Polimar tesissimo, di Joe il Condor con la macchina nuova da subalterno? Tanto, pure se non volete, ne parliamo lo stesso. Miwa, lanciami i concorrenti [...]
HYAKUJYU SENTAI GAORANGER
Dice: e chi minchia sono i Gaoranger? I Power Rangers. Solo che le varie serie dei Power Rangers hanno nel natio Giappone ciascuna un nome diverso: Turboranger, Zyuranger, Dairanger, Jubentinoincoolatoranger e così via. Dice: e perché? Così, per cambiare. Comunque. Il gioco ufficiale della serie Gaoranger (diventata per la cronaca a ovest di Nippolandia "Power Rangers Wild Force") è un picchiaduro a scorrimento, senza però lo scorrimento. In pratica devi affrontare gli sgherri delle forze dei malamente un tot alla volta, senza poterti girare nè niente: pigi solo i tasti e pensa a tutto il tuo ranger con la tutina vergognosa. La cosa più inquietante è che, trattandosi evidentemente di un titolo per bambini, è così semplice, ma così semplice che i poveri galoppini del nemico stanno lì a prendersi calci uattà capriolati dai Rangers da tutte le parti.
tipo così
A fine livello si fa avanti un mostro dai piedi di balsa, che è coglione esattamente come i tizi in pigiama. Dopo essersi preso la sua bella dose di calci in culo e gragnuole di pugni, però, al grido di "emmòsocazzivostri" il mostro si trasforma in un mostro gigante, ma brutto uguale. Allora devi seccarlo alla guida del robottone componibile dei Rangers, solo che anche qui "alla guida" fino a un certo punto, ché puoi andare solo a destra o sinistra e mollargli un cazzotto. La Terra è salva, evviva, e così via.
TATSUNOKO FIGHT
Un picchiaduro 2D del 2000 con i più celebri super-eroi Tatsunoko, al netto di quelli ridicoli tipo Yattaman. Quindi Hurricane Polimar, Tekkaman, Kyashan il ragazzo androide e Gatchaman, più un tizio nuovo creato apposta per il gioco da Takara e di cui non fotte niente a nessuno, sinceramente. Solo che dei Gatchaman ci sono solo quello stronzo di Ken l'Aquila, Pretty Jane/Jun il cigno e Zoltar, ma niente Joe il Condor. Fischi dagli spalti e pubblico che abbandona in anticipo la partita stracciando le tessere dell'abbonamento. L'intro animata è bellissima, lo story mode è introdotto dalle sigle originali delle quattro serie, e volendo è possibile far menare tra loro gli eroi nel battle mode. Peccato che il gioco in sé sia una vera merda. Per chi proprio vuole, c'è sempre Tatsunoko vs Capcom, oh.
GATCHAMAN THE SHOOTING
Uno sparatutto a scorrimento verticale dallo stile molto old school, parte della linea di giochi pezzenti economici Simple 2000. Quattro livelli, affrontabili nell'ordine che si preferisce, alla guida dei quattro protagonisti de La Battaglia dei Pianeti/Gatchaman/G-Force/Squadra G cinqueeroiunitiqui/Mago G/Punto G/Whatever. Dice: ma come quattro? Ma non erano cinque? Sì, ma anche qui Ryu il Gufo non se l'è inculato di striscio nessuno. I livelli, dicevamo, hanno tutti la stessa, identica struttura: parti a piedi e poi zompi a metà quadro su un veicolo con il numero a ribadire il rigido ordine gerarchico all'interno della squadra. E sì, pilotare la macchina di Joe Il Condor, l'unico davvero meritevole di guidare questo gruppo di debosciati, con quel 2 gigante sulla fiancata è una sofferenza. Ma vabbé. Un po' Commando, un po' SWIV, Gatchaman the Shooting è uno sparatutto old school nel senso che a) la grafica fa schifo, b) non ti trovi dal terzo secondo di gioco alle prese con il muro di pallette viola dei bullet hell odierni. Il soundtracco techno però spacca di brutto.
GETTER ROBOT DAIKESSEN (THE BIG BATTLE!)
Strategico a turni sulla falsariga dei Super Robot Wars. Mai graditi o coperti abbastanza i Getter/Getta/Space Robot per apprezzarlo. Il prossimo, grazie.

KYUUTENKAI FANTASIC PINBALL
Ora, no. Cioé. Non solo tu, Tecno Soft, te ne esci con un gioco di flipper che è il gran visir di tutti i giochi di flipper morti di fame, con quella copertina talmente pezzente che un gibbone cenerino messo su photoshop avrebbe saputo fare molto meglio. Dopo neanche un'oretta. Ma ti dimentichi pure la T del titolo? All'anima della figura di merda.
RUNABOUT
Primo - e per quel che ti riguarda pure ultimo, vista la drammatica esperienza pregressa con Runabout 2 - capitolo della serie omonima di Climax, Runabout (aka Felony 11-79) è questo gioco di guida in cui devi andare da un punto A a un punto B, completando nel mentre alcuni obiettivi. Tipo: raccogli questi pacchi. Tipo: distruggi quell'auto. L'unica cosa carina di Runabout, all'epoca, era che il tuo mezzo si spatafasciava contro caselli autostradali, camion, tavolini, centri commerciali, toast, pizzette, sfornatutti, jubentini, porte, maniglie, mondi. Rimettendosi ogni volta in pista dopo un saltello sul posto. Quello, e il fatto che al posto del pick-up zarro e della Mini con l'Union Jack sul tetto potevi anche scegliere uno smarmittante Vespino 50, che a) era lentissimo, b) si scassava con uno sputo, c) non serviva in buona sostanza a un'infiocchettatissima cippa. Però faceva molto senso di libertà, una vespa un casco e via, smarmittando verso un infuocato tramonto giapponese con la polizia alle calcagna. O almeno così ti pare di ricordartelo, il gioco. Ma forse stai solo facendo confusione con quella vacanza a Corfù nel '93. 

CRISISBEAT
Scritto così, tutto attaccato, che tanto checcefrega. Crisisbeat è uno di quei tristi tentativi di seconda metà anni novanta di un mercato dei giochini che ancora non vuole lasciare affondare il genere dei picchiaduro a scorrimento. Che si aggrappa con forza ai suoi rullacartoni, carezzandoli con un po' di 3D e sussurrando loro, con i lucciconi agli occhi, non mollare, non posso farcela senza di te amore, pensa ai nostri figli, ti prego non andare via per un paio di occhi chiari forse ora lei magari sì ma poi ti butta via (cit), eccetera. Ma Crisisbeat non è il surreale, gustosissimo Dynamite Deka 2: è una palla di gioco e basta.
GAMERA 2000
Che delusione. Che grandissima, incommensurabile, amara delusione. Dal tie-in di un film di Gamera ti aspetti un gioco in cui sei Gamera e prendi a calci in culo gli altri mostri distruggendo mezza città, no? No. Perché nessuno ti aveva detto che Gamera 2000 è invece, a tradimento, uno sparatutto su binari. Un Panzer Dragoon dei poverissimi in cui segui Gamera come un cagnolino e distruggi ponti, fabbriche e palazzi di una città che ufficialmente dovresti salvare. Che delusione. No, davvero: che delusione. 
...
...
(che delusione)
Sfoghiamo un po' di frustrazione tirando giù a laserate il palazzo della Mercedes, via
ULTRAMAN FIGHTING EVOLUTION 3
Fortuna che per menarsi con i mostri giganti esistono titoli come quelli della serie Ultraman Fighting Evolution. Il qui presente terzo capitolo è in effetti un gioco per PS2 e non per PSone, ma vogliamo escluderlo per questo? Vogliamo fare i razzisti? Prendercela con il più grosso? Certo che no. Evitando la delirante e pallosa modalità storia e concentrandosi su quella arcade, UFE 3 è un delirio di Ultraman di tutti i tempi, tipi e orientamenti religiosi, e mostroni gommosi che si scambiano con affetto prese bresslinistiche, proiezioni di judo, calci volanti molto uattà e schiaffoni a mano aperta tipo film di Mario Merola, fottendosene di palazzi, fabbriche, transatlantici e quant'altro venga travolto dallo scontro e trasformato in occasione di business per i membri della P3. Bello, bello, bello. No, davvero. Ché prodursi in un bodyslam sul mostrone con le chele e la faccia da fesso, seguito da un dropkick che accidentalmente distrugga mezzo quartiere di Tokyo è vera ludogoduria da momento emozione©.
E ci sono pure le mosse da vigliacchi due contro uno!

6 commenti:

  1. Ho giocato soltanto a Tatsunoko Fight e sì, l'intro era davvero bellina. Pecchato per tutto il resto: le mosse erano un paio per personaggio e le animazioni in-game facevano veramente pena.

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  2. Ora, se mi dici anche che tutti gli "Error 404 - Not Found" dei giudizi critici sono voluti in quanto autoreferenziali all'insipienza dei titoli in oggetto: 1) Ti credo. 2) Ti erigo un monumento in giardino. :)

    (Che comunque, anche se non fosse così, ti autorizzo a mentirmi uguale... :P ).

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  3. Kon: già. Tristess

    Marte: complimenti per l'arguzia e... no, erano delle gif animate carine. Che ora non funzionano più, porca zozza. Le rimpiazzo subito con un bel niente

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  4. Ma come ti viene di infilare una canzone di Mina in un post sui videogiochi giapponesi? Mito. :D

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  5. Lol,e Pepsi man? Penso piaccia solo alla mia ragazza...oddio assomiglio a Pepsi man?

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  6. Eccolo, Pepsi Man
    http://docmanhattan.blogspot.com/2009/05/pepsimaaaaaan.html

    (gran gioco)

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