lunedì 23 agosto 2010

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Amsterdam, la città degli zoccoli (anche di genere femminile)

Ora che sei tornato, la questione resta fondamentalmente la stessa: cosa ci fa un italiano ad Amsterdam se non c’è andato per respirare a pieni polmoni l’aria dei coffee shop, né per fare shopping tra le vetrine, quelle con dentro le donne nude? In buona sostanza, che si fa in Olanda se non ti interessano canne e mignotte? […]

Andrà detto innanzitutto che l’intera industria del souvenir, l'intero mercato del ricordino, in Olanda ruota attorno a quattro pilastri principali: gli zoccoli, la foglia di cannabis, le donnine del quartiere a luci rosse e quell’odioso formaggio che non sa di niente.
(non mancano pericolose ibridazioni)
1 euro a lecca-lecca. L'umorismo è gratis
La cannabis, ad Amsterdam, sono invece dodici miliardi di coffee shop da cui escono drappelli d’italiani non molto presenti a sé stessi, musei del fumo (almeno quattro), caramelle aromatizzate, arbre magique per l’auto rilassanti e perfino semi da piantare per assicurarsi, al rientro, un piacevole, affettuoso incontro con i cani antidroga di Fiumicino.
(no, davvero)
Il quartiere delle vetrine, invece, ti aspetti che sia chissà quale zoccolificio su scala industriale, un lupanare immerso nell’oscurità attorno al quale conducano le proprie torve ronde sciacalli, spacciatori e jubentini. Invece di oscurità ne avete trovata poca. Anche perché erano le cinque del pomeriggio. In compenso tra le vetrine si aggiravano solo coppie e gruppi familiari con bambini al seguito, tutti che additavano giulivi le ragazze con le bocce appoggiate al vetro. Guarda. Guarda quella là. Guarda quell’altra. Guarda. Lo zoo delle prostitute. Vietato dare da mangiare alle signorine.
Di caratteristico, oltre a questa grande macelleria della carne viva con i manzi appesi in vetrina, il quartiere a luci rosse ha anche i pornoshop, che sono dei posti che fanno a gara a chi c’ha il vibratore più grosso in vetrina. Una competizione forsennata che ha da tempo, ti hanno spiegato, abbandonato le dimensioni umane, le fogge roccosiffrediche per avventurarsi nelle gare tra falli taglia elefante, balena, stegosauro. Ma al di là di quel fiorire di verghe enormi in silicone, anallergiche, anatomiche, c’è pure tutta una novelle vague di cosi vibranti, un mercato nel quale si è buttata (diremmo “a pesce”, ma in questo contesto l’espressione sarebbe un tantino fuori luogo) anche la Philips, con un negozietto di roba vibromassaggiante tutta molto hi-tech.

No, non è un prodotto ufficiale Apple. No, non si usa con le orecchie
Che poi tutto questo mercato del sesso (se il simbolo della città è da sempre una tripla X, peraltro, un po’ te la cerchi) stride terribilmente con la bellezza verace delle ragazze olandesi. Ad Amsterdam le bionde veramente belle sono giusto un po’ più comuni dell’acqua.
(ma anche castane, more e nere non sono messe male)
Ma passiamo alle cose serie: quanto ha da offrire Amsterdam al nerd che si rispetti? Insospettabilmente, tanto. Ecco un po’ di posti abbastanza nerd su una scala da zero a Gabe Newell:
GAME OVER? 
A due passi dalla stazione centrale, negozio di retrogaming strapieno di console boxate e titoli per ogni piattaforma di questo e di quell’altro mondo. Prezzi altini, ma solo la possibilità di uscirne reggendo fieri la sua busta gialla (con i nomi di tutte le console mai create) merita una visita.
E’ normale che tu abbia trovato più eccitante questa vetrina di quelle con le giovini donne seminude? No, non lo è (ma il blog lo legge anche tua moglie, di tanto in tanto)

A SPACE ODDITY
A un due, trecento metri dalla casa di Anne Frank (che, per inciso, ti ha messo addosso una tristezza indicibile: cioè, neanche una scritta sui muri? Un cuore trafitto con due nomi e una data? Una W seguita da nome di squadra a piacere? Da noi pure i santuari ne sono pieni), sorge il negozio di action figure con le ultime novità del passato.
Quasi trent’anni dopo, ti fa piangere pure il pupazzetto

UN QUALSIASI POSTO CHE VENDA VIDEOGIOCHI

Un paese in cui non trovi i gheimstop anche nel bagno della stazione è un paese in cui non si è permesso alla grande catena degli affari d’oro di fare il cazzo che le pare. È un paese in cui negozi specializzati e financo negozi di giocattoli vendono il nuovo a prezzi inferiori dell’usato gheimstoppo, in cui i titoli di un paio di mesi fa li trovi a 20 euro. È un paese civile (si può scrivere ancora civile?)
Il portagioie che le gioie te le portano i luchadores messicani.

KITCH KITCHEN
Che ti par di ricordare sia una catena, e ce ne siano pure in altre città, in altri paesi, in altri mondi. Comunque: in un posto che mischia giocattoli in latta da Polonia degli anni ottanta, immagini dei bressler da lucha libre e personaggetti 8-bit tu, personalmente, ti ci arrederesti tutta casa. Tutta.
Apocrifi eroi in pixel pronti a soppiantare con fare stealth parte del servizio buono
La migliore coccinella meccanica degli ultimi 150 anni

IL MERCATINO DI WATERLOOPLEIN

Perché oltre ai lecca-lecca alla cannabis e le liquirizie al tetraidrocannabinolo e gli zoccoletti di Fantozzi a Capri, ci stanno interi banchi dedicati all’abbigliamento da vero sfigato, t-shirt e felpe e cappellini a tema retrogaming.
Questa felpa, ovviamente, te la sei comprata
Detto questo: Intervallo. Musica bucolica e slide di foto serbate dall’aifonzie:
Il Tulipano Nero. L’amico della Stella della Senna
Il cervello puoi lasciarlo all’ingresso, al guardaroba
L’olandese, una lingua abbastanza del cazzo su una scala da zero a tedesco
Piazza Dam, un po’ la piazza di Spagna/Colonne di San Lorenzo olandese. Anche qui giovani nullafacenti, tossici, tizi tristi con la chitarra. I primi e i secondi, ma anche i terzi, sono chiaramente tutti italiani
Sì, vabbé. C’è da dire che, avesse vinto pure il mondiale, l’omino tripletico quadripletico Wesley avrebbe avuto ormai spianata davanti a sé la strada per la poltrona di segretario generale delle Nazioni Unite
Infine ci sarebbe la questione dell’Heineken. Perché ad Amsterdam è praticamente impossibile percorrere cento metri senza vedere un’insegna dell’Heineken, qualcuno che vende Heineken, qualcuno che beve Heineken, qualcuno che l’Heineken te la produce davanti agli occhi. Così, dal nulla. Al rientro, quando vi siete fermati in Autogrill e hai scoperto che c’avevano solo Nastro Azzurro, ti è preso un attacco di panico di quelli pesi, da cui sei venuto fuori solo grazie a un'orangina e un camogli

12 commenti:

  1. Bentornato, ale :)
    (ti ho mandato una decina di email per sollecitare il nuovo episodio di Twilight ^___^)

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  2. Scommetto che hai pure il coraggio di indossarla la felpa del pacman!

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  3. La cosa di Amsterdam che non dimenticherò mai è il pugno in gomma.. che di certo non serve a difendersi dai malintenzionati.. o forse si.

    Bel post, complimenti a te a all'aifonzie ^^ (dov'è finito l'effetto pellicola delle foto? mi manca..)

    Ma soprattutto.. BEN TORNATO!
    Ho detto alla mia ragazza che mi mancavi perché eri in ferie e credeva fossi un tuo amico delle superiori!

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  4. Bel reportage ;) , un po troppo "neutro", ma va bene così :)

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  5. mitch: del destino di Twilight si deciderà qui, tra qualche giorno. Stai tonnato.
    pda: secondo te?
    JacoPOP: hipstamatic ha due grossi difetti: a) ci vuole un'ora a scattare, b) non si vede una mazza. Tornerà comunque presto, tranquillo.
    Norys: le pheeghe stanno, come sempre, sul blog di diobrando: http://indolediunsemidio.blogspot.com/

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  6. si bel post, bella vacanza ma qui è già iniziata la stagione, ieri sera noi abbiano schintato il milan nel trofeo più prestigioso dell'estate, voi invece avete faticato due giorni fa con una roma in grande crisi...
    e del mercato che ne dici, dai che se va bene arriva sculli

    sono carico come una pallottola sento che sarà una stagione ricca di soddisfazioni

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  7. Ralph, guarda che l'ultimo rigo me lo conservo da qualche parte, eh.

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  8. Fortuna che (neanche venti giorni fa) quel negozio di retroroba m'è sfuggito totale. Troppe, ehm...distrazioni, coff coff...

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  9. @Dr.Manhattan, Ben fatto ;), nella mia ignoranza non conoscevo il Blog di Diobrando...
    Grazie per il link :O

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  10. 'brando, io qui continuo a mandarti gente. Perciò facci almeno il piacere di aggiornare più spesso, grazie.

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  11. 'Scolta, le biciclette dove le mettiamo.
    1. bicicletta con gnocca olandese
    2. bicicletta con tossico olandese
    3. bicicletta investita da tramviera olandese incazzata perchè non è in bicicletta.
    4. io investito da bicicletta guidata a caso da uno dei tre menzionati sopra!
    [e si è pure inczato x' non ero sul marciapiede oberato di pattuma!! sto stronz!]
    ao

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  12. Memoria selettiva. Ho vissuto tutta la permanenza lì con un'ansia da arrotamento ciclistico terribile. Peraltro la prima cosa che ho visto, mettendo piede fuori dalla stazione centrale, era una poliziotta in bici che eseguiva un triplo giro della morte dopo essersi incastrata con la ruota in un binario del tram.

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